domenica 30 novembre 2008

Cronache aziendali - quattordicesima giornata


Sky inaugura Reggina Channel con una sonante vittoria della Juve.
Camoranesi atterrato dal secondo piano in area: più che un rigore è un incidente sul lavoro.
Propiziata da un raccattapalle, che ha spiazzato la difesa calabrese, la prima segnatura bianconera: gioco da ragazzi per Del Piero, Nedved e Camoranesi metterla dentro. Gli altri tre gol - secondo il sopraccigliato telecronista – concessi troppo facilmente da disattenzioni difensive.
E' ancora troppo fresco il ricordo dello splendido gol di sette giorni fa di Muntari per entusiasmarsi di nuovo.
Nell'ultima mezzora la bufera di neve ha attirato tutte le attenzioni dei telecronisti, ma la partita è arrivata al termine lo stesso.

L'Inter fa tre punti col Napoli coi soliti affanni. Per fortuna quest'anno gli arbitri non fischiano neppure poco fuori area. Tempi duri poi per chi cade in area, il cartellino giallo è un ammonimento.

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Sono bravi ragazzi

In un'intervista al Sole 24 Ore John Elkann parla di alcuni personaggi molto amati dai tifosi juventini e del loro ruolo all'interno delle società del gruppo guidato dall'ingegnere gestionale più famoso d'Italia.

"Certo. Quando una squadra ha dato ottima prova di sè non vedo ragione di cambiarla". Così John Elkann risponde sulla conferma di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Fiat. L’erede della famiglia Agnelli sottolinea anche che Sergio Marchionne "rimarrà l’amministratore delegato del gruppo".
Sui rapporti con la madre Margherita Agnelli dopo il contenzioso sull’eredità dell’Avvocato, Elkann spiega che "c’è un grande malinteso: lei è convinta che delle persone molto vicine a noi, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, non si siano comportate correttamente nascondendole informazioni che invece sono state ampiamente fornite allora. Sulla correttezza e integrità di queste persone io personalmente e tutta la mia famiglia non abbiamo alcun dubbio".

Il Team: Montezemolo, Gabetti, Grande Stevens. Manca solo Luca De Meo ed il quadro dei nemici della Juventus sarebbe completo. Fa piacere vedere che l'ingegner Elkann ha pienamente fiducia nell'integrità di persone da poco rinviate a giudizio, si tratta di una grande prova di garantismo. Peccato che, come tutti gli juventini ben sanno, il garantismo dell'erede di casa Agnelli sia un po' a corrente alternata, e dipenda dalle convenienze del momento.

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V for Juventus


Navigando su vari forum ci siamo accorti che alcune persone si divertono ad usare i nostri nomi di battaglia. In particolare qualcuno usa il nick "inunmondoche", da sempre usato da uno dei migliori componenti del Team: Roberto.
Poco male, visto che comunque, chi "usurpa" i nomi li utilizza per difendere le ragioni della Juventus.

Approfittiamo però di questa situazione per spiegare una cosa che magari alcuni utenti si domandano.
Alla nascita di questo sito, decidemmo di usare i nostri nomi di battaglia anzichè quelli di battesimo, per il semplice fatto che crediamo contino i fatti e non chi li scrive. Un po' come fa "The Economist", chiaramente fatte le debite proporzioni.

Spiegato questo piccolo arcano, vi invitiamo, se vi va, ad usare i nostri nomi di battaglia (naturalmente senza scrivere volgarità e senza incitare alla violenza), un po' come il misterioso personaggio "V" del fumetto inglese "V for Vendetta" che convinse tutti gli abitanti di Londra
a usare, come lui, la maschera di Guy Fawkes per abbattere il regime dominante.

1, 10, 100, 1000 "inunmondoche" per avere la nostra Vendetta!

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sabato 29 novembre 2008

Juventus - Reggina, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Solo ordinaria amministrazione e molta neve in testa

Zdenek Grygera: voto 6
Mai impensierito dai reggini, si spinge poco in avanti

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Il pacchetto centrale tiene bene, anche perchè la forza d'urto della Reggina è davvero limitata

Giorgio Chiellini: voto 7
Nessun problema in difesa, segna anche un bel gol, dà sensazione di grande sicurezza in ogni occasione

Cristian Molinaro: voto 6
Si spinge poco in avanti, nessun problema in fase difensiva

Mauro Camoranesi: voto 6+
Segna il primo gol con un bel tocco, nonostante la spalla infortunata. Esce nell'intervallo

Claudio Marchisio: voto 6
Prestazione senza infamia e senza lode, molto meno autoritario e convincente del solito

Momo Sissoko: voto 7
Gioca come dovrebbe sempre giocare: molto deciso in fase di interdizione, ma senza gettare via i palloni recuperati

Pavel Nedved: voto 6.5
Parte in sordina, entra in modo decisivo nell'azione del primo gol ed esce alla distanza con una discreta prova

Alex Del Piero: voto 7.5
Propizia il primo gol, segna su rigore, delizia con giocate spettacolari anche sulla neve

Amauri: voto 7
Strepitoso il gol di rapina che chiude la partita, azione in cui ha ricordato il miglior Trezeguet
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Marco Marchionni: voto 6+
Entra al posto di Camoranesi, si fa notare per qualche spunto anche se la neve condiziona pesantemente la prova di tutti nel secondo tempo

Sebastian Giovinco: voto 6.5
Entra al posto di Marchisio, e si dimostra molto volitivo: si conquista il rigore ed effettua un paio di belle giocate

Vincenzo Iaquinta: senza voto
Entra al posto di Amauri quando ormai non si vedono nemmeno le righe dell'area
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Claudio Ranieri: voto 7
La squadra riprende bene il cammino dopo la brutta prova di San Siro. La Reggina è davvero poca cosa, ma la Juve archivia la pratica con grande autorevolezza nonostante le difficili condizioni di gioco

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Juventus - Reggina, formazioni

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 16 Camoranesi, 22 Sissoko, 19 Marchisio, 11 Nedved, 8 Amauri, 10 Del Piero.
A disp. 12 Chimenti, 4 Mellberg, 29 De Ceglie, 32 Marchionni, 27 Ekdal, 20 Giovinco, 9 Iaquinta.
All. Ranieri.


Reggina (4-4-1-1): 30 Campagnolo, 20 Alvarez, 33 Santos, 5 Cirillo, 3 Costa, 10 Cozza, 8 Barreto, 35 Carmona, 17 Barilla`, 81 Brienza, 9 Corradi.
A disp. 26 Marino, 16 Valdez, 13 Cosenza, 31 Tognozzi, 2 Hallfredsson, 88 Di Gennaro, 11 Ceravolo.
All. Orlandi.


Arbitro: Damato di Barletta.



I tre punti sono d'obbligo per Ranieri questa sera contro la Reggina. Ai soliti assenti cronici (Zebina, Zanetti, Buffon, Trezeguet) si aggiunge Tiago, che verrà sostituito da Marchisio. Per il resto, nessuna sorpresa: giocherà la squadra al momento titolare.

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Cronache aziendali - Extraziendal Cup


In odore di impresa la Cesarona: espugna Cluji suonando Trombetta con Brighi e attende il Bordeaux, due settimane di festeggiamenti davanti.
Bene il Panathinaikos a Milano. Bello sforzo... l'arbitro fischiava anche le punizioni contro l'Inter!
Specialone ha capito l'aria che tira e fa bella figura prendendosi tutte le colpe dei giocatori. Stavolta il modulo 9-0-1 palla a Ibra non ha funzionato.

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venerdì 28 novembre 2008

Crimi vs. Sarkozy

A Biarritz, dove sono riuniti i ministri dello sport dell'Unione Europea, ieri è intervenuto il sottosegretario Rocco Crimi che ha detto "Per quanto riguarda i parametri economici e finanziari in Italia c'è già il ruolo molto efficace della Covisoc". Nel riferirlo in poche righe la Stampa ha titolato "L'Italia contro il piano Sarkozy", vale a dire contro la proposta di una commissione sovrannazionale a cui demandare il controllo dei bilanci per le competizioni Uefa.

A noi, a dir la verità, la notizia sembra un'altra e cioè che la Covisoc ha "un" ruolo, visto che la Roma è arrivata ad avere 450 milioni di debiti, l'Inter ci sta arrivando e la Covisoc nessuno l'ha mai sentita dire "boh", come se l'ipotetico ruolo fosse ispirato al detto "occhio non vede, cuore non duole".

Nel caso poi Rocco Crimi avesse voluto dire che la Covisoc il suo ruolo "efficace" lo svolge anche bene allora ci sarebbe una bella soluzione a portata di mano: noi ci teniamo la Covisoc per la licenza del campionato e Platini si fa la sua commissione per le competizioni Uefa.

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giovedì 27 novembre 2008

Chi trucca le partite?

La Corte di Appello di Genova ha confermato la condanna in primo grado a 4 mesi di reclusione per Franco Dal Cin per aver venduto al Genoa, in veste di presidente del Venezia, l'ultima partita del campionato 2004-2005.
Ricordiamo che fu proprio Dal Cin, con la sua testimonianza, a dare il via a Farsopoli.

Da La Repubblica del 12 luglio 2004:
"In data 5 giugno 2004, la polizia giudiziaria ascoltava, quale persona informata dei fatti, l'amministratore delegato del Venezia Calcio Francesco Dal Cin (che era già stato sentito dall'ufficio di indagine della Figc). Egli ribadiva quanto aveva già riferito agli organi federali sulla 'opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la società calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta 'combriccola romana', di cui -secondo le dichiarazioni di Dal Cin- farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla società Gea riconducibile alla famiglia Moggi".

Da qui, la procura di Napoli autorizzò delle intercettazioni che due anni dopo finirono misteriosamente sui giornali...

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Il Thanksgiving di Montali


Il tifoso della Fiorentina Montali, attualmente consigliere d'amministrazione della Juventus ha dichiarato ieri che la Juventus "sfonderà" perchè ha le doti del tacchino.

Paragonare la Juventus ad un tacchino è per un suo tifoso già un insulto. Farlo alla vigilia della festa americana del Thanksgiving sa anche di presa per i fondelli.

Magari è una concidenza, però un vero Juventino come Furino o Bettega non farebbe mai un simile accostamento, tantomeno alla vigilia della festa americana in cui i simpatici pennuti vengono spennati e messi al forno.

Che sia una gaffe o l'ironia idiota di un tifoso della Fiorentina non ci interessa. Montali in curva Fiesole e Bettega e Furino nel CdA della Juve rimane la nostra proposta. Se essa verrà accolta quello sarà il giorno del Thanksgiving di tutti gli juventini, da festeggiare con bistecca di chianina e un bel Chianti.
Così saranno contenti anche i commercianti fiorentini.

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mercoledì 26 novembre 2008

Wankers

Diamo volentieri cittadinanza a questo piccolo contributo filmato di un amico juventino australiano che ha voluto esprimere a modo suo contentezza per la sconfitta degli onestissimi in Champions League.

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Super licenza europea


Fulvio Bianchi sulla sua rubrica "Spy calcio" (repubblica.it) ci informa che venerdì a Biarritz in Spagna, si incontreranno i ministri dello Sport dell'Unione Europea, per discutere della proposta del presidente della FIFA di limitare il numero di stranieri impiegabili in gara da parte dei club.
Inoltre, sempre per Bianchi, si dovrebbe discutere della proposta di Michel Platini di far disputare le coppe europee solo alle società in regola con determinati parametri finanziari da stabilire a livello europeo.
Insomma, Platini, vorrebbe dare ai club virtuosi una sorta di super licenza per disputare le coppe e negarla a chi virtuoso non è. Tutto questo per evitare che club eccessivamente indebitati possano competere slealmente con le società sane, imbottendo i loro organici di campioni acquistati a debito. Proposta lodevole, secondo noi, sebbene di difficile attuazione pratica.

La cosa divertente, è però, che il buon Bianchi si affretta a spiegare ai suoi lettori che tale norma non interessa le società italiane. La cosa, secondo il giornalista, riguarda sopratutto le squadre inglesi. La prova provata di tale assunto sarebbe il fatto che i bilanci delle nostre società sono controllati rigorosamente da quell'organo federale denominato Covisoc.

Noi, come l'ex presidente della Covisoc, Prof. Uckmar, riteniamo che la Covisoc sia una tigre di carta, con ben pochi poteri di controllo e nulli poteri sanzionatori. Siamo convinti che sia così, anche in base alle nostre analisi sui bilanci delle società calcistiche e delle società ad esse collegate. Sulla base di ciò, ed in relazione alla grave crisi economica globale, diciamo che super licenza o no, presto molte società (e i loro presunti mecenati) dovranno fare i conti con una dura realtà.

Infatti, non siamo per nulla stupiti che circoli sulla stampa specializzata l'ipotesi che una determinata società voglia vendere un campioncino appena passato dalle squadre giovanili alla prima squadra. Chi vuole credere che questa ipotesi sia sul tappeto perchè tale società ritenga ingiusto non far giocare con continuità un giovane, è libero di crederci.
Noi, forse malignamente, pensiamo che dopo tante plusvalenze discutibili, è ora di plusvalenze reali.

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martedì 25 novembre 2008

Parliamone, invece

"Sì, mi ripresento alle elezioni per la presidenza del Coni". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Gianni Petrucci, il numero uno del movimento che annuncia così la volontà di riproporsi e di non voler lasciare l'Italia dello sport. A dare battaglia ci sarà Franco Chimenti, presidente della Federgolf, ma del rivale Petrucci si limita a dire: "Lo rispetto come ogni avversario".

Quindi sulla sua candidatura sottolinea: "Non uso le frasi un po' false e di convenienza del tipo 'le istituzioni mi chiamano'. Perché è un mondo quello dello sport che mi piace, mi affascina. Poi molti presidenti federali e buona parte del pianeta sportivo periferico me l'hanno chiesto".

Petrucci afferma ancora che il "finanziamento pubblico allo sport, l'educazione sportiva nella scuola e la lotta al doping sono i tre grandi problemi da affrontare".

"Se c'è stato un problema diplomatico con Crimi - afferma Petrucci in un altro passaggio dell'intervista - non me ne sono accorto, anzi con Tremonti e Letta si sta impegnando a rivedere il taglio dei finanziamenti". "La mia forza - aggiunge Petrucci - è basata su una squadra di prim'ordine e un grande segretario generale: Pagnozzi".


Commento del Team: L'Adnkronos non lo scrive ma ad un certo punto il Corriere chiede a Petrucci come si vincono le elezioni del Coni e la risposta è tutto un programma: "Non parlandone". Saremo dei rompiballe ma noi, invece, pensiamo che sia proprio il caso di parlarne; anzi, annunciamo già che parleremo presto sul nostro sito proprio di Petrucci e della Presidenza del Coni.

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Tautologia

Walter Galbiati sulla Repubblica di oggi (pagina 16), ci informa che presto i giudici di Milano decideranno se Tavaroli e altre trentatre persone saranno rinviate a giudizio per i fatti dello spionaggio riferibile a Telecom Italia e a Pirelli.
Il giornalista fa capire che probabilmente gli imputati chiederanno il patteggiamento, si dichiareranno dunque colpevoli ma avranno uno sconto di pena ed eviteranno soprattutto un vero processo, dal quale potrebbero uscire scomode verità.
Ripercorrendo i fatti, il giornalista ci ricorda che lo scandalo riguarda anche il mondo dello sport, aggiungiamo noi il mondo del calcio e la Juventus (ripetiamo, in qualità di vittima. Non vorremmo che qualche giornalista confusionario della Gazzetta o di Rai Sport, tra qualche mese dicesse che era Moggi a pagare Tavaroli per spiare l'Inter).
Infine la Repubblica ci fa capire che le vittime non riusciranno molto probabilmente neanche a farsi risarcire, grazie alla legge, fatta approvare in fretta e furia dal governo Prodi allo scoppio dello scandalo, che impone la distruzione dei dossier illegali.
Insomma, finirà tutto a tarallucci e vino. Tronchetti ha vinto su tutta la linea. facciamocene una ragione.

Però, rileggendo, il verbale dell'interrogatorio di Tronchetti di fronte ai giudici inquirenti, questi dichiarò testualmente di non sapere chi ordinò l'uso della "macchina spropositata" in favore dell'Inter.
Bene, noi diciamo che una "macchina spropositata" serve solo per fare una "macchinazione spropositata". Questa sottolineatura non è nient'altro che una tautologia, evidentissima, "ridondante" direbbero i linguisti.

Peccato i magistrati non se ne siano accorti. Ignoranza o malafede?

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lunedì 24 novembre 2008

Sono ancora lontani

Roberto Beccantini commenta sul suo blog all'interno del sito de la Stampa la sconfitta della Juve contro l'Inter. Ci sembra utile riportare il pezzo, perchè rappresenta una fredda e spietata analisi della situazione attuale, che vede la Juventus distaccata di 6 punti dal vertice della classifica, apparentemente incapace di insidiare lo strapotere della "portaerei" nerazzurra.
Beccantini titola il pezzo "Sono ancora molto lontane". Noi lo scrivevamo già quest'estate, e venivamo etichettati come gufi o faziosi.

Tra la forza e la fame vince la forza, domina l’Inter. Il risultato è la sintesi di una partita che la Juventus ha inseguito con grande sofferenza fin dalle schermaglie iniziali. Dal cilindro di Mourinho esce Adriano, e con lui una formazione che scompiglia i piani di Ranieri e impaurisce la «Signorina». Pesi massimi contro pesi medi: sinceramente, non credo che l’infortunio di Tiago abbia spostato montagne. La differenza la fanno gli uomini, i chili, l’atteggiamento. Segnerà anche poco, l’Inter di Mourinho, ma quando occupa il campo così, agli avversari manca letteralmente l’aria. Ranieri si rifugia nella difesa alta, la specialità della casa, a costo di rischiare l’osso del collo: lo rischierà un sacco di volte. Una delle chiavi è Stankovic fra le linee.

Ci capiscono poco, Marchisio e gli esterni. Ritmi forsennati, e un arbitro, Rizzoli, che fino a una decina di minuti dal termine userà un metro molto inglese. Soprattutto, in un contatto fra Muntari e Marchionni: «rigorini» che vanno di moda in Italia, non certo all’estero. Palla a Ibra, l’Inter sgomma via come un bolide, la Juve barcolla e arranca. Troppo timida, con Amauri e Del Piero prigionieri di Materazzi e Samuel, e con un Nedved troppo mansueto al limite dell’area. I campioni sono aggressivi; gli sfidanti, compatti ma non così reattivi come la trama suggerirebbe. D’improvviso, il centrocampo della Juve torna a essere quel cantiere mezzo aperto e mezzo chiuso che i sette successi avevano mascherato.

Sbagliano Legrottaglie e Nedved, sbaglia Ibrahimovic sotto porta finché proprio lo svedese, a furia di svirgolare, non smarca Muntari. Ci sta tutto, un gol di scarto. Del Piero e Amauri restano isolati, Ranieri ricorre a Camoranesi e Iaquinta, una palla-gol in 95’, una sola, certifica i limiti della Juve (almeno a livello assoluto). La bilancia racconta che l’Inter pesa sei punti in più ma forse, sotto sotto, non ha detto tutta la verità. Pesa molto di più.

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Chiedi chi erano i losers

Chirico, che è uno di quei gonzi che passa il suo tempo post-Calciopoli a odiare Ibra, ha insinuato a Mourinho nella conferenza stampa post Inter-Juve il dubbio che Zlatan non sia decisivo.
Sapete come gli ha risposto o' spesciale? Non mi pare che prima che arrivasse Zlatan qui si sia mai vinto un cazzo. Turpiloquio nostro, ma il concetto è quello. Che fa il paio coi "14 punti in 11 partite di Mancini" e "di Calciopoli non parlo, non conosco l'argomento in profondità".
Ovviamente quest'ultima è una balla, lo sa bene come sono andate le cose.
Il Mou la pensa come noi.

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Cronache aziendali - tredicesima giornata (2)


Si gioca: vince l'Inter 1 a 0 con due tiri sbagliati di Ibrahimovic e Muntari. Manninger alza il braccio invece di allungare un piede. C'era sullo 0 a 0 un rigore evidentissimo su Marchionni, ma pare che non si possa neppure dire: ne parlano per mezz'ora Caressa e Bergomi senza dirlo, Moratti (possibile?) esulta lo stesso, da gran signore Ranieri alla fine dice che non era rigore, togliendo tutti d'impaccio.
Specialone spiega al mondo il gioco all'italiana della sua squadra.

I rigori di Farina decidono Toro-Milan: la prima squadra di Milano non va oltre il pari sul campo della terza squadra di Torino.

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domenica 23 novembre 2008

Il Gattopardo e gli errori arbitrali

Guardando la partita Lazio-Genoa scopriamo che il vecchio vizio dell'errore di "compensazione" commesso dagli arbitri, nonostante la rivoluzione farsopoliana continua ad avere cittadinanza.
Nel primo tempo l'arbitro Mazzoleni annulla inspiegabilmente al Genoa un gol del Principe Milito.
Nel secondo tempo Mazzoleni concede un rigore al Genoa che ha del pazzesco. Senz'altro mille volte più rigore l'atterramento subito da Marchionni in Inter-Juventus.
Viene da pensare che durante l'intervallo il signor Mazzoleni abbia rivisto il gol annullato e abbia voluto risarcire il Genoa con un rigore.
Ritornando alla partita di ieri (Inter-Juventus), a fine partita su un calcio d'angolo, Chiellini viene affossato da Materazzi, una frazione di secondo dopo Materazzi incespica sui piedi di Chiellini a terra, e l'arbitro che fa?
Dà un rigore ineccepibile? No, e noi lo scusiamo, ci voleva coraggio a fischiare un rigore per la Juve alla fine di una partita che ha meritato di perdere. Però, sarebbe stato meglio se l'arbitro non avesse fischiato nulla. Invece l'arbitro fischia il classico fallo "di confusione" a favore dell'Inter.
Bene, "rigori di compensazione" e "falli di confusione" sono sempre presenti tra noi...
Nonostante Farsopoli tutto scorre come prima.
Affinchè tutto rimanga uguale, tutto deve cambiare, così ci diceva anche Giuseppe Tommasi di Lampedusa.

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sabato 22 novembre 2008

Inter Brand srl - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 7
Salva il risultato con un paio di ottime parate, usa le uscite con i pugni con intelligenza

Zdenek Grygera: voto 5
La difesa in linea fa acqua da tutte le parti, la sua fascia è terra di conquista per chiunque

Nicola Legrottaglie: voto 4.5
Pessima prestazione di Nick, che si carica di falli, soffre Ibra in modo terribile e alla fine rischia pure l'espulsione

Giorgio Chiellini: voto 6
Il baluardo che tiene in piedi la difesa, con salvataggi alla disperata a più riprese. Viene coinvolto nel naufragio della linea difensiva alta, ma è il meno colpevole

Cristian Molinaro: voto 5
Giocatore inadatto a questi palcoscenici, si vede solo in occasione del gol dell'Inter

Marco Marchionni: voto 5
Gioca al posto di Camoranesi, e non si sa bene il perchè. Non dà nè qualità nè quantità

Tiago Mendes: senza voto
Si infortuna subito ed esce

Momo Sissoko: voto 6
Il solito: recuperi prodigiosi, e sciocchezze ingiustificabili. Nel complesso, uno dei pochi a salvarsi

Pavel Nedved: voto 4.5
Mai visto così male in un derby d'Italia. Primo tempo orribile, cresce leggermente nel secondo, prestazione molto negativa

Alex Del Piero: voto 6
Sfiora il pareggio nel finale, qualche tocco delizioso, predica nel deserto

Amauri: voto 5
Non tocca letteralmente palla, annullato da Samuel e Materazzi. Unica attenuante: la squadra non ha gioco
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Claudio Marchisio: voto 6
Entra al posto di Tiago, e parte con discreta personalità. Nel secondo tempo affonda insieme a tutti gli altri, ma si fa notare per un bel tiro da lontano, l'unico nello specchio della porta

Mauro Camoranesi: senza voto
Entra al posto dell'insulso Marchionni, e fa capire con due giocate quale follia sia stata la sua esclusione

Vincenzo Iaquinta: senza voto
Entra al posto di Amauri, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 4.5
Schiera la Juventus con una difesa in linea stile Zeman, graziata da un Ibra con la mira imprecisa. I cambi arrivano troppo tardi, in generale la squadra dimostra la solita cronica assenza di gioco a cui si è aggiunta come aggravante una carenza di carattere mai vista prima. Siamo al termine del filotto di vittorie, e abbiamo lo stesso distacco che avevamo all'inizio.


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venerdì 21 novembre 2008

Inter Brand srl - Juventus, formazioni

Inter (4-4-2): 12 Julio Cesar, 13 Maicon, 23 Materazzi, 25 Samuel, 6 Maxwell, 14 Vieira, 19 Cambiasso, 5 Stankovic, 20 Muntari, 8 Ibrahimovic, 9 Cruz.
A disp. 1 Toldo, 16 Burdisso, 4 Zanetti, 33 Mancini, 7 Figo, 10 Adriano, 45 Balotelli.
All.: Mourinho.

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 16 Camoranesi, 22 Sissoko, 30 Tiago, 11 Nedved, 10 Del Piero, 8 Amauri.
A disp. 12 Chimenti, 4 Mellberg, 29 De Ceglie, 19 Marchisio, 32 Marchionni, 9 Iaquinta, 20 Giovinco.
All.: Ranieri.

Arbitro: Rizzoli di Bologna



Ranieri si presenta alla sfida chiave contro l'Inter Brand srl senza particolari problemi di formazione, se si eccettuano gli infortunati cronici Buffon, Zebina e Zanetti. Giocherà la formazione migliore al momento, con Camoranesi rilanciato a destra e Tiago al centro.

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Cronache aziendali - tredicesima giornata


Juve e Inter - previsione sui servizi giornalistici di presentazione del big match

Amarcord: la pettata di Iuliano, il ripensamento di Collina nonostante che la decisone finale di annullare il gol di Ganz per fuorigioco sia giusta, il gol in fuorigioco di Camoranesi.

Amascord: il fallo da rigore di West su Inzaghi, l'epico gol di Vieri e Toldo in frana su Buffon (altro che pettata...), l'annullamento di un gol per fuorigioco inesistente di Trezeguet in Supercoppa, i due rigori non concessi su Del Piero l'anno scorso (uno all'andata e l'altro al ritorno).

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Ventinove… mbre



Ma, se ne parla abbastanza, del nuovo stadio… o si parla d’altro?
Nelle numerose dichiarazioni della super-mega convention del Lingotto, aldilà dei toni trionfalistici e celebrativi (per gli Elkann, Cobolli, Blanc, etc.)... manca l'informazione!

Leggiamo (di nuovo) di superfici in movimento, ma mancano i riferimenti alle superfici destinate al terziario.
Nel video si vede la nuova sede: metri quadri? boh... Il museo c'è, o no? boh...
Di sapere l'esatta quantificazione delle superfici a verde, francamente ci frega assai poco.
Inoltre, le percentuali sono imposte dalle norma municipale, e ammontano al minimo consentito.
Volendo essere precisi nel descrivere un nostro progetto agli amici, illustreremmo loro i parametri, gli sviluppi e le potenzialità… non solo il design, il bacino d'utenza e il colore dell'erba.
Anzi, diremmo: dell'intera costruzione, noi realizziamo questo, e quello lo facciamo fare a terzi.
A maggior ragione, se dovessimo giustificare un intervento "misto" come questo, preciseremmo: qui ci giocheremo, qui lavoreremo, qui faremo questo e lì quello.
E se i nostri amici ci chiedessero, ad esempio: “Cosa sono le aree commerciali?”. Dovremmo dirgli dei negozi che faremo per aumentare gli introiti futuri.
E ancora: Ma ‘sti negozi li fate e li affittate? Li vendete a terzi? boh...
E questi 34.000 metri quadri dovrebbero essere lordi? Quindi comprensivi di camminamenti e servizi? boh…
Il nostro “vicino di casa” vuole che facciamo un piano per il traffico: non vuole che i nostri “ospiti” passino da casa sua, per venire da noi… questo lo abbiamo risolto?

Quando si presenta un progetto, perché lo si fa? Per farsi belli? Perché Matarrese e Abete parlino bene di noi? Per poter invitare a pranzo Galliani e Lotito (che sennò non ci cagano)?
Ma allora, perché non aspettare di avere i permessi a costruire, e non solo quelli a demolire?
Abbiamo bisogno di legittimarci, prima che avvenga… che cosa?

Quindi, prima di stappare lo champagne, aspettiamo almeno di avere un impianto che garantisca alla società, a fronte di un investimento congruo, un futuro, così come promesso, di autosufficienza economica.
Se così dovesse essere, avremmo finalmente un motivo per applaudire la “nostra” dirigenza/proprietà... se fosse invece un altro caso Andrade, di certo non ci stupiremmo.
Ma il non far presenti (fin da subito) le nostre remore, quello sì, sarebbe fare il gioco di chi ci vuol male!

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giovedì 20 novembre 2008

Qualcosa non va!


Chi scrive è un appartenente al Team che si sforza di avere fiducia nell'attuale dirigenza.
Ma sfortunatamente navigando senza meta nel web, ogni tanto si trovano immagini che per uno juventino sono difficili da digerire.
Per esempio questa qui sopra, ove un Montali (componente CdA Juve) stringe simpaticamente la mano al buon Prandelli con una bella sciarpa della Fiorentina.
Non che gli Juventini abbiano particolare antipatia nei confronti della Fiorentina. Ma i coretti vergognosi dei fiorentini sui fatti dello stadio Heysel sono difficili da digerire.

Mi domando, la proprietà non si renderebbe più credibile agli occhi dei tifosi, quando spiega i suoi progetti sulla Juventus, se nel CdA sedessero persone con DNA Juventino?

Naturalmente, tutto questo non vuole essere in nessun modo una critica al professionista e all'uomo Montali.
Ma ognuno al proprio posto.


Nota del Team: non è chiaro quando sia stata scattata questa foto, ma appare probabile che risalga al 2005, quando Montali non era ancora nel CdA della Juventus. Crediamo comunque che il senso del discorso non cambi.

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Palamaraaaa....... mi seeeentiiiii?

Voi giocatori che rapporto avevate con Luciano Moggi?
"Bellissimo. Con me s'è sempre comportato bene, non posso dire nulla contro di lui. Qualsiasi cosa che mi ha promesso è stata mantenuta, non posso che parlarne bene".

Moreno Torricelli
Intervista a Tuttomercatoweb
19/11/2008

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lunedì 17 novembre 2008

Cronache aziendali - dodicesima giornata


Sky inaugura Genoa Channel con una sonante vittoria della Juve.
A Palermo due gol di Ibra, uno su punizione farlocca, ma l'arbitraggio è "onesto" secondo norma. Giustamente Zamparini se la prende garbatamente con Zlatan, che ha ingannato il povero direttore di gara. Non si prevedono interrogazioni parlamentari.
Rigoretto a San Siro per la Berluscona.
Il Toro torna dalla Sicilia in versione glamour con tre spennellate di Mascara.

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Ibrahimovic chi?

Oggi il Corriere della Sera dedica praticamente una intera pagina a Ibrahimovic; c'è in particolare un articolo che è una biografia su tre colonne titolato "Dal cortile multietnico alla perfezione - Il pallone d'oro è solo questione di tempo" nel quale non manca niente perchè si comincia da quando aveva cinque anni e aveva comprato le Nike "in saldo da Skopunkten a Malmoe" e si finisce ai nostri giorni con Mourinho che "ha completato l'evoluzione dell'ex-anarchico e selvaggio".

L'autore dell'articolo (Sandro Modeo) si sofferma su ogni fase della sua vita professionale dagli esordi quando "incontra il tecnico bosniaco Hasib Khlikic" agli altri allenatori, da Johnny Gyllensjo del Malmoe a Beenhakker dell'Aiax, perchè tutte queste fasi, scrive il giornalista "hanno contribuito al patchwork armonizzato dell'Ibra maturo di questi mesi".

Sarà un caso, una semplice distrazione ma tra gli allenatori di Ibra il Corriere della Sera si dimentica di ricordare Fabio Capello; anzi l'autore dell'articolo neanche ricorda che Ibra è arrivato in Italia, invece di finire in Spagna o Inghilterra, perchè l'ha scelto e voluto la Juve di Luciano Moggi, uno che magari non sapeva niente del patchwork (peraltro assai noto al lettore medio del Corsera) ma sicuramente di calcio capiva più dell'autore dell'articolo.

Probabilmente il giornalista era un po' imbarazzato perchè se scriveva che Ibra era venuto alla Juve ed era stato allenato da Capello poi doveva spiegare come e perchè era passato dalla Juve all'Inter ed allora vorremmo tranquillizzarlo, tranquillizzare lui e Fabio Monti (che l'articolo dovrebbe averlo commissionato) e magari pure Sconcerti per il pistolotto che dovrà fare quando Ibra (l'anno venturo?) vincerà il Pallone d'oro: state tranquilli, come e perchè Ibra è passato dalla Juve all'Inter tanti tifosi juventini l'hanno già capito, alcuni l'hanno capito già nell'estate 2006 e prima del Pallone d'oro magari lo capiranno tutti.

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domenica 16 novembre 2008

Oliviero, meglio tardi che mai!

Interessante ragionamento di Oliviero Beha durante la sua consueta rubrica a commento della giornata di serie A sul TG3 Rai.
Il giornalista, ragionando sul fatto che il Milan è alla terza partita consecutiva in casa in cui usufruisce di rigori generosissimi, dice prima che Calciopoli è "nata per evitare che accadano queste cose" e poi aggiunge che "se gli omicidi, invece, continuano o l'assassino non era solo o è, addirittura, innocente".
Naturalmente per i lettori di questo sito e di questo blog la tesi non appare per nulla innovativa, anzi. Ma diciamo noi, meglio tardi che mai.
Benvenuto Oliviero.

Molti amici, memori delle tante volte in cui Beha ha attaccato ferocemente la Juventus della Triade dicono che le sue parole sono solo "una diversa declinazione dell'antiberlusconismo". Noi non abbiamo elementi per sostenere questa ipotesi, sebbene abbiamo notato che Beha, a differenza del Milan, non si è ancora accorto che anche l'Inter gode, da due anni, di una benevolenza arbitrale eccessiva, ingiustificabile e intollerabile.

Crediamo che Beha da ora in poi, visto che si è accorto di certe stranezze, non farà distinzioni di maglia e analizzerà torti e aiutini senza guardare in faccia a nessuno.

Agli juventini che non colgono questo elemento di novità, diciamo che Churchill non esitò ad allearsi con l'odiato Stalin pur di salvare Londra e l'Inghilterra dalla furia nazista, allo stesso modo gli juventini devono accettare qualsiasi aiuto, pragmaticamente.
Chissà che questa strana alleanza non solo restituisca splendore all'antico blasone della Juventus, ma dia anche "al Chievo ciò che è del Chievo".
Se molti credono che un altro mondo è possibile perchè dovrebbe essere impossibile un altro calcio?

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La Lehman Brothers del calcio


Durante la trasmissione Matrix di ieri, dedicata alla rinascita della Juventus il (quasi) sempre bravissimo Mentana ha vaticinato che il Liverpool è la Northern Rock del calcio. Ricordiamo che Northern è la prima banca che è finita sotto il controllo pubblico a causa della gravissima crisi finanziaria che attanaglia il sistema finanziario globale.
L'analogia di Mentana è sicuramente calzante, forse più di quanto il giornalista stesso immagini. Il Liverpool è in difficoltà ma ha assets di valore, come per esempio uno stadio di proprietà, pertanto come Northern è immaginabile che in qualche modo si salverà.
Tutto da scoprire invece quale sarà la società di calcio che farà la fine della Lehman Brothers, la prestigiosissima banca d'affari americana che ha fatto crack. Non è detto che a seguire le orme di Lehman sia un club inglese, potrebbe essere anche un club di un'altra nazione europea.
Per esempio, in Italia è stato presentato il bilancio della Internazionale S.p.A. Nello Stato Patrimoniale rileviamo quasi 395 milioni di euro di debiti e nel Conto Economico rileviamo una perdita d'esercizio di oltre 148 milioni di euro.
Stadio di proprietà? Manco a parlarne. Si consideri, inoltre, che per vederci chiaro sulla situazione contabile dell'Inter occorre valutare la condizione della "controllante", Internazionale Holding srl, di cui ancora non è disponibile il bilancio consolidato.
Auguri a Mentana e al mecenate Moratti.
Quest'ultimo, presto o tardi, a nostro avviso il mecenate dovrà farlo veramente.

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venerdì 14 novembre 2008

Del Piero come Palanca, Tuttosport come Topolino

Il titolone di ieri di Tuttosport era "Ranieri: Alex come Palanca".
Presumibilmente tutti i lettori Juventini sono rimasti sbalorditi.
Appare del tutto evidente che paragonare Alex a Palanca è come paragonare Dante a Lucio Dalla.
Però, appena si legge l'articolo, si capisce che si è travisato il pensiero del Mister Juventino.
Infatti il pover'uomo voleva dire che in tutte le categorie esistonoi giocatori determinanti, per esempio, in serie B, il suo compagno di squadra Palanca.
Tuttosport avrà travisato involontariamente? Oppure è l'ennesima puntata della faida che contrappone Ranieri al direttore del giornale De Paola?
Conoscendo la scuola professionale (Gazzetta dello Sport) in cui quest'ultimo si è formato a noi rimangono pochi dubbi.

Comunque sia, per una volta, solidarietà a Ranieri.
Del Piero, va da sè, è fuori discussione.

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Gggente seria, competenze managggeriali

Pare che nonostante l'Italia, a quanto risulti, sia Campione del Mondo in carica, nonostante i Ronaldinho, i Beckham e i Quaresma, e forse in virtù dei Poulsen, Knezevic, Molinaro, il calcio italiano non abbia poi questa grande attrattiva all'estero. O forse, solamente, è gestito da totali incompetenti.
Una ricerca di Port+Markt e PR Marketing indica infatti l'Italia come quinta in Europa per quanto riguarda i ricavi dal merchandising. La Serie A è preceduta da Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1.
Hai capito?
Questo vuol dire cavalcare l'onda dei mondiali vinti.
Facciamo i complimenti ad Abete, Matarrese, che guidano il sistema, e poi a tutti i dirigenti sportivi italiani, internazionali per vocazione, con grandi competenze manageriali, abituati a far quadrare i conti ingegnandosi in ogni modo per promuovere l'immagine della squadra.
Pensiamo che ai tempi di Rozzi e Anconetani ci fosse meno provincialismo.
Quanto alla Juve, noi avevamo Romy Gai. Che ora sta negli Emirati.
Vuoi vedere che al parchetto i ragazzini smetteranno la maglia di Del Piero per quella di Al Khamatar?

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giovedì 13 novembre 2008

Juventus - Genoa, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Pochissimo lavoro, nessun problema

Zdenek Grygera: voto 7
Un bel gol, il cross per il raddoppio, qualche topica difensiva ma nulla di grave

Nicola Legrottaglie: voto 6
In grossa difficoltà di fronte al Principe Milito, ma se la cava

Giorgio Chiellini: voto 7
Se la cava molto meglio rispetto a Legrottaglie nel confronto con Milito. Si concede pure qualche fuga in attacco

Cristian Molinaro: voto 6
Alterna belle cose a oscenità ingiustificabili. Prima fa una grande azione sulla fascia, poi sbaglia il fuorigioco. E' sempre più difficile dargli un voto

Marco Marchionni: voto 6
Fa bene il compitino, e si sacrifica molto in fase di copertura, ma il contributo in termini di cross è scarso

Tiago Mendes: voto 5.5
Partita anonima del portoghese, che recupera un paio di palloni e si segnala per un bel lancio per Del Piero. Quando il ritmo è alto, Tiago sparisce

Momo Sissoko: voto 6.5
Il solito cacciatore di palloni. Ogni tanto esagera nel possesso palla, facendo imbestialire Ranieri

Pavel Nedved: voto 6
Molta quantità, poca qualità, conclude la partita sfinito con i crampi

Alex Del Piero: voto 7
Gioca un gran numero di palloni, con alterne fortune. Qualche gran numero, ad esempio l'assist per Iaquinta, ma anche molte palle perse. Lo stato di forma fisico sembra eccezionale

Amauri: voto 7
Parte piano, ma cresce alla distanza. Segna un gran gol di testa, e svolge alla perfezione il suo compito di boa offensiva
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Mauro Camoranesi: voto 7
Gioca 25 minuti, sufficienti per far capire per quale motivo lui è titolare e Marchionni la riserva

Vincenzo Iaquinta: voto 6.5
Sempre al posto giusto nel momento giusto, segna su assist da urlo del Capitano

Sebastian Giovinco: senza voto
Entra nel finale per regalare la standing ovation a Del Piero. Non trova spazio, e difficilmente ne troverà di più in futuro
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Claudio Ranieri: voto 7
Il risultato va aldilà dei meriti della squadra, che comunque conferma l'ottimo periodo di forma. Ha abbandonato finalmente formazioni e cambi cervellotici, ed i risultati si vedono. Avanti così

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Anche la FIGC ha il suo Zaccone

Ai tempi del processo sportivo sull'affaire "Calciopoli" credevamo di aver toccato il fondo con l'avvocato difensore della Juvenuts, Zaccone, che "supportava" l'accusa chiedendo per la società che assisteva una "pena congrua".
Anche un tifoso eccellente come Ostellino rimase sbalordito da questa "difesa" paragonando Zaccone agli avvocati difensori cinesi durante i processi ai dissidenti all'epoca della "rivoluzione culturale".

Bene, dai resoconti di stampa sul processo GEA scopriamo che c'è chi è riuscito a fare di meglio.
L'avvocato di parte civile, Ciardullo, nominato dalla FIGC, dichiara: "anche se più in generale in questo processo è stato difficile produrre le prove perchè questa organizzazione che ha lavorato per controllare e gestire il settore delle procure sportive è ancora presente nel mondo del calcio. Lo dimostra la reticenza di molti testimoni che sono venuti a deporre in aula”.

Da cui si deduce che :

1) Non ci sono prove contro Moggi e gli ex agenti GEA.
2) L'opacità del mercato delle procure sportive continua ad esistere a tutt'oggi nonostante Moggi sia fuori dal mondo del calcio.

Come vedete, dopo l'avvocato difensore che supporta l'accusa siamo arrivati all'avvocato di parte civile che, di fatto, scagiona gli imputati.
E poi c'è chi dice che esageriamo a chiamare questa storia "Farsopoli"!

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mercoledì 12 novembre 2008

Se il Mou non è un pirla...

Scrivono i giornali di oggi che il Manchester City, che è stato comprato recentemente dallo sceicco Khaldoon al-Mubarak, vuole prendere come allenatore Mourinho e gli avrebbe offerto addirittura un contratto da 18 milioni di euro (netti) all'anno. Sempre dall'Inghilterra arriva però un'altra notizia di diverso tenore: le banche creditrici del Liverpool, che hanno i loro guai, hanno chiesto ai proprietari di rientrare dai 400 e passa milioni di debiti (quello che da noi sta succedendo con Unicredit che entro dicembre vuole indietro 150 milioni dalla famiglia Sensi).

Sappiamo che il Mou ha i suoi consulenti (il procuratore, gli avvocati, magari anche gli esperti di finanza) e secondo noi farebbe bene a metterli in azione per capire se la situazione dell'Inter somiglia di più a quella del Manchester oppure a quella del Liverpool, se è meglio Moratti oppure lo sceicco.

Scoprirebbero che il sistema Inter ha 320 milioni di debiti (Mario Sconcerti e Fabio Monti lo negano ma non perchè hanno letto il bilancio, solo perchè si fidano della Gazzetta) e la banca più esposta fa parte del gruppo americano General Electric che tanto bene non se la passa con i tempi che corrono. E' vero che in quella banca il "mecenate" Moratti fa parte del Comitato Esecutivo ma, visti i tempi veramente grami che ci aspettano, i consulenti del Mou potrebbero arrivare alla conclusione che anche al mecenate (anzi, proprio perchè mecenate e non finanziere d'assalto come quelli del Liverpool) potrebbe venire chiesto, come nel caso della Roma e del Liverpool, di rientrare in tutto o in parte da quei 320 milioni. Potrebbero, insomma, arrivare alla conclusione che è più affidabile lo sceicco (anche senza considerare che il petrolio da raffinare a Moratti lo vende proprio lui).

Chissà allora cosa passerà per la testa al Mou (che non è un pirla); nel frattempo al Liverpool, così dicono le agenzie, stanno valutando di vendere qualche giocatore, obbligati come sono a fare cassa...

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Il Maradona di Bari Vecchia

Cassano nella sua autobiografia ci informa di aver avuto "600 o 700 donne".
Lungi da noi fare del moralismo.
L'unica cosa che ci preme sottolineare è che a dar retta ai giornali l'attuale dirigenza juventina sarebbe interessata a questo giocatore.
Noi, modestamente, pensiamo che Cassano alla Juventus sarebbe come mettere il burro d'arachidi in una zuppa di farro.
La Juve, crediamo, abbia avuto avuto e abbia tuttora, giocatori "fantasiosi" sia in campo e probabilmente anche fuori.
Ciò che li distingue da Cassano è che conoscono l'arte del tacere.

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martedì 11 novembre 2008

Istigazione a delinquere?

Il giorno dopo la partita Bologna-Juventus scrivemmo un articolo assai duro in relazione alla brutale aggressione subita da un tifoso della Juve e da suo figlio.
In sostanza in quel pezzo si sosteneva che certi atti di violenza sono frutto dell'istigazione a delinquere proveniente da dirigenti scellerati. Bene, abbiamo avuto la conferma che non esageravamo.

Ecco cosa ha dichiarato oggi al Corriere dello Sport il direttore generale felsineo, tale Ricci:
"Noi stiamo spesso zitti ma non vuol dire che ci vada tutto bene. Un errore ci può stare, passi anche per il secondo, ma al terzo quello che devo dire lo dico...".
E ancora:
"Penso al fuorigioco che non c’era fischiato a Ma­razzina contro la Roma, pen­so alla gomitata di Nedved a Mingazzini, gomitata che ha messo fuori uso un giocatore importante in un momento delica­to, penso al rigore dato all’Inter e a quello non assegnato a noi sempre a San Siro. Sono errori, certo, però richiamerei gli arbitri ad una maggiore attenzione an­che nei nostri confronti..."

Insomma, il Bologna non perde perchè è la squadra più scarsa della serie A, ma perchè tutte le grandi rubano, con il concorso arbitrale, le partite.
Noi non siamo d'accordo, per esempio in Bologna-Juve nessuno si è accorto di quella fantomatica gomitata.
E ci pare che il Bologna abbia perso meritatissimamente. Ci spiace per la simpatica squadra felsinea ma è così.
Ricordiamo a tale Ricci che gli energumeni che hanno mandato in sala di rianimazione il tifoso juventino sono sempre a piede libero. Certe dichiarazioni incentivano gli idioti a dare il peggio di loro.
Se ci scapperà il morto Ricci si vergognerà?
Un Palamara lo inquisirà per istigazione a delinquere?
Purtroppo crediamo di no....

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5 maggio 2008, parte seconda

«I miracoli, quando ci si riesce, si fanno una volta sola. Lo dico perché quello dell'anno scorso, vinto all'ultima gara da Raikkonen, è stato un miracolo».

Lo ha ammesso il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo alla festa delle Rosse sul circuito del Mugello. «Di solito ripeterli è impossibile. Eppure in Brasile, con Massa, stavamo per essere miracolati ancora. Credo che nella storia della F1 non si sia mai visto un mondiale deciso all'ultima curva dell'ultimo giro dell'ultimo Gp. E che non si sia mai visto nella storia un pilota che taglia il traguardo da campione del mondo» e dopo pochi secondi non esserlo più.

Montezemolo ha raccontato che quando ha capito che Massa aveva perso il mondiale ha spaccato il televisore. «Quando una tv si rompe fa un botto tremendo, mia figlia che era nell'altra stanza, ha preso un gran spavento. Per fortuna che avevamo un altro televisore acceso e così ho potuto assistere alla cerimonia del podio e mi ha fatto piacere», ha raccontato il capo di Maranello.

Il Team è venuto in possesso del filmato che riprende LCDM mentre disintegra il televisore dopo il Gran Premio. Apprezzate le risate dei membri del Team in sottofondo.


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lunedì 10 novembre 2008

Cronache aziendali - undicesima giornata


L'Inter scarponeggia e l'arbitro lascia correre, tanto è in buona fede: alla fine ruvva i tre punti col golletto in extremis.
Ma il nervosismo cresce, come ai vecchi tempi: Specialone sconcertato nel dopopartita sui confronti con Mancini.
Occhio a Del Piero... sta scaldando il piede per San Siro.

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La Pravda, ma per davvero


Quel giornale rosa, quello che moraleggia su Moggi che non dovrebbe essere ospitato in televisione, quello che mette alla berlina imbroglioni e truffatori, ospita nel settimanale magazine un'intervista, senza alcun tipo di contraddittorio, a Vitaly Mutko, ex senatore putiniano e presidente dello Zenit, oggi ministro dello sport e capo della federazione calcistica della Federazione Russa.
Una Federazione, quella calcistica, pulitissima e trasparentissima, seppure interessata, nell'ultimo quindicennio, dalla singolare piaga dei tesserati morti ammazzati. Una Federazione, quella calcistica, interessata da episodi di riciclaggio di denaro sporco, le cui squadre sono alternativamente guidate da oligarchi del petrolio o amministrazioni statali non proprio ispirati al modello occidentale di democrazia. L'inserto della Pravda, corredato da fotografie idilliache di bambini che giocano spensierati per strada a Mosca e San Pietroburgo, elenca senza vergogna presidenti come Ramzan Kadyrov, soggetto dal pedigree non proprio specchiato, satrapo nominato da Mosca per normalizzare la Cecenia, e amministrazioni statali come quelle degli Urali, del Tatarstan, della Kabardino-Balkaria, non proprio famose per la loro trasparenza, come si può leggere in un qualsiasi libro di Anna Politkovskaya.
Per tacere della Federazione, quella statale.
Questo il ritratto della situazione in Russia oggi, secondo le parole di Mutko, che non vengono in nessun modo commentate:

"Dal 2000 il Paese si è stabilizzato con un nuovo capo di Stato". Cui segue nota di redazione che specifica che si tratta di Putin. Risate.
"Un programma di governo serio è iniziato con un rinascimento economico, si sono risolti molti problemi a proposito di mercati e proprietà privata. Sono mutate in meglio le condizioni per il mondo degli affari, e si è creata una classe media, grandi società e corporation."
L'intervistatore, molto critico, pone domande scomode come: "Ed è stato inviato un segnale politico: lo sport deve contare."
Risposta sottolineata in giallo : "Lo sport è una delle priorità della politica e gli investimenti per lo sport sono ben visti. Poi si sono aperte tante scuole per bambini (...)"
Un ritorno di fiamma alle origini: "Dobbiamo pensar anche allo sport non professionistico, a un sistema nazionale di cultura fisica popolare, per la società, programmi a beneficio della gente."Se m'avessero chiesto se fosse meglio partire costruendo nuovi stadi o impianti per le scuole, avrei risposto che i ragazzi sono più importanti."
E anche in quest'ultima pagina troviamo immagini di bambini, questa volta nella fredda provincia, sorridenti e sportivi. A far capire che il sistema funziona ovunque. A completare le foto, didascalia con citazione di Mutko: "In 3 anni abbiamo costruito circa 400 impianti e altrettanti ne faremo entro il 2015."

Che stupendo paese la Russia.
Peccato il loro calcio sia popolato da gente più adatta a L'Aia che alla Champions League.
Ma va così: ode al nuovo calcio pulito. Basta con Moggi, arriva la brigata Izmaloyvskaya.
Chi sarà il prossimo sulla Pravda? Il grande tifoso del Como Larjani?

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Pragmatismo

«L'Inter è pragmatica». Con questa dichiarazione di Josè Mourinho è andata in archivio l’undicesima giornata di campionato dell’Inter, dopo aver battuto per 1-0, al Giuseppe Meazza di Milano, l’Udinese.
Giusto, pragmatica, talmente tanto che in due giornate di campionato è riuscita a portare a casa la vittoria con due gol scaturiti nell’ultimo minuto di recupero: a Reggio Calabria con Cordoba a Milano con Cruz.
Pragmatica e con grande carattere, perché bisogna crederci sempre, fino all’ultimo secondo.
I mesi autunnali per le squadre che affrontano la Champions League sono da sempre periodi di scarsa brillantezza: si gioca ogni tre giorni, si viaggia molto tra l’Italia e l’Europa e la condizione fisica è spesso messa sotto sforzo.

Nella passata stagione l’Inter di Mancini, vincitrice finale del torneo nazionale, incappò in queste problematiche, salvo uscirne grazie alle cosiddette “sviste arbitrali in buona fede” del nuovo calcio pulito.
Ricordate?
Inter-Torino: rigore generoso sul risultato di 0-0 (9 dicembre 2007).
Inter-Milan: rigore solare non concesso ai rossoneri sul risultato di 0-1 (23 dicembre 2007).
Siena-Inter: rigore inesistente assegnato ai neroazzurri sul risultato di 0-0 (13 gennaio 2008).
Inter-Parma: rigore inesistente assegnato all’Inter per un presunto fallo di mano di Couto sul risultato di 1-2 (20 gennaio 2008).
Inter-Empoli: rigore inesistente assegnato ai neroazzurri per presunto fallo di mano di Vannucchi sul risultato di 0-0 (3 febbraio 2008).
Il vantaggio conseguito da queste “sviste arbitrali in buona fede” consentì all’Inter di mettere fieno in cascina per avvicinarsi alla primavera in tutta tranquillità. Anche allora vedemmo un’Inter pragmatica.

Un anno dopo, nuovamente autunno, sempre condizione fisica scarsa ma risultati sempre pragmatici.
A Reggio Calabria sul risultato di 2-2 ha risolto in mischia Cordoba nell’ultimo minuto di recupero, dopo essere stato graziato nella prima frazione di gioco dall’arbitro De Marco: mancate ammonizioni per due interventi da tergo e mancata espulsione, dopo essere già stato ammonito, per un intervento pericoloso su Vigiani.
A San Siro sul risultato di 0-0 ha risolto in mischia Cruz, appoggiandosi su Cordoba, nell’ultimo minuto di recupero, Morganti, dieci minuti prima, aveva graziato ancora il colombiano: bruttissima entrata a piedi uniti, con pallone lontano, su Inler, semplicemente ammonito quando il rosso diretto era il minimo della sanzione.
Pragmaticamente ci auguriamo, nelle settimane che verranno, di non assistere alla solita Inter pragmatica.

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domenica 9 novembre 2008

Chievo - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
I rinvii da fondo campo sono precisi. Fa solo quello, l'attacco del Chievo non esiste

Olof Mellberg: voto 5
Primo tempo disastroso: lentissimo, impacciato, insicuro. Nel secondo tempo salva un gol fatto

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Nessun problema contro il nulla

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Nessun problema contro il nulla

Cristian Molinaro: voto 5.5
Molti problemi sulla sua fascia nel primo tempo, soprattutto in fase difensiva. Nel secondo tempo il Chievo sparisce, e lui si assesta

Marco Marchionni: voto 6+
Fa il compitino in modo diligente, ma solo raramente riesce a incidere come sa andando sul fondo e crossando

Tiago Mendes: voto 6+
Il solito Tiago degli ultimi tempi: discreta partita, senza acuti, senza errori, qualche buon lancio

Momo Sissoko: voto 6
La solita diga davanti alla difesa, macchia la sua prova con un assurdo fallo di reazione e viene sostituito

Paolo De Ceglie: voto 6+
Arriva al cross con continuità solo nel primo tempo: dà l'impressione di essere ormai un ibrido tra un terzino e un'ala

Alex Del Piero: voto 7.5
Segna il solito gol gioiello su punizione, ed entra in tutte le azioni offensive della squadra. Da santificare

Vincenzo Iaquinta: voto 6.5
Lottatore mai domo, combatte su ogni pallone anche se spesso con scarsa lucidità. Sbaglia il rigore ma segna sulla respinta
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Albin Ekdal: voto 6
Entra nel secondo tempo al posto di Sissoko, fa il suo dovere senza infamia e senza lode

Amauri: senza voto
Entra al posto di Del Piero a partita praticamente conclusa

Zdenek Grygera: senza voto
Entra al posto di Tiago e centra una traversa clamorosa
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Claudio Ranieri: voto 6.5
Pratica giustamente un moderato turnover, e porta a casa il risultato con il minimo sforzo


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Ma la Cina è così lontana?

Mercoledì scorso, mentre la Juve scendeva in campo al Bernabeu, John Elkann era in Cina per impegni di lavoro; forse sarà per questo che sui giornali non abbiamo letto nessun suo commento all'impresa dei bianconeri. Ha parlato Lapo (su Tuttosport) che si vede ci teneva a dire "Ho goduto come un bambino a Disneyland al gol di Del Piero davanti alla TV in quel di Milano. Il lavoro non mi ha consentito di andare al Bernabeu ma mi sono gustato lo stesso lo spettacolo". Ha parlato anche Blanc (pure lui su Tuttosport) che è stato costretto ad ammettere "Grande notte! Vale una Davis", rivelando che prima di mercoledì l'emozione più grande che aveva vissuto era stata la finale Francia- Russia di Coppa Davis. John Elkann niente, muto non sappiamo se per lo stupore dell'impresa oppure perchè la partita non l'ha vista.

Succedeva anche a Gianni Agnelli (ricordate?) di non poter essere presente a qualche importante partita della Juve per impegni di lavoro perchè lui andava spesso in America; ma se la partita era di quelle che non si potevano perdere l'Avvocato ci mandava a dire che era andato nella sede della Rai a godersela in diretta; si vinceva e si perdeva (e con il Real si perdeva) ma l'Avvocato le partite della Juve se le godeva tutte e poi chiamava l'allenatore alla mattina presto per qualche commento e spesso sui giornali ci finivano le sue battute fulminanti da cui si capiva quanto era orgoglioso della nostra Juventus e che lui era il primo dei tifosi.

Mercoledì la Juventus ha vinto e c'è stata pure la standing ovation a Del Piero ma con John Elkann è diverso; l'erede dell'Avvocato non ha mandato a dire niente nè su Tuttosport e neppure sulla Stampa. Forse la Cina era troppo lontana o forse non aveva proprio niente da dirci.

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Lo diceva Moratti...

Lancio AdnKronos:
L'Inter di Josè Mourinho non gioca il calcio che piace all'allenatore portoghese ma, secondo i numeri, è meglio della prima versione dell'Inter di Roberto Mancini. "Se vogliamo fare i paragoni, facciamoli in modo corretto", dice il tecnico nerazzurro alla vigilia del match con l'Udinese. "Qualcuno mi ha detto che nel 2004-2005", la prima stagione nerazzurra di Roberto Mancini, "l'Inter aveva 14 punti dopo 10 giornate di campionato. Noi ne abbiamo 21, 7 in più".

Magari gliel'ha detto Moggi.
Altro che truffe: 14 punti in 10 giornate.
Come l'Atalanta quest'anno.
Meno male che, seppur con il nobile intento di pararsi le chiappe, anche all'Inter c'è qualcuno che se lo ricorda. In mezzo a tutti quelli che se lo vogliono scordare.

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Una buona notizia dalla Figc

Si è insediata la Commissione medico-scientifica della Figc per sostenere la ricerca sulla SLA e patologie collegate al calcio. Bene, il calcio ha capito ciò che Guariniello e la Procura della Repubblica di Torino si ostinano a non voler capire: non esiste una via giudiziaria alla ricerca scientifica.

A proposito della Procura della Repubblica di Torino, lascia sconcertati che per trascinare la Juventus nelle aule di un tribunale non si è esitato ad inventare una nuova fattispecie (tra l'altro retroattiva) di reato, l'abuso di farmaci leciti, mentre in relazione alla epidemia di ammalati di SLA (che finora non ha riguardato giocatori juventini) Guariniello, senza uno straccio di ricerca scientifica ad avvalorarlo, si è detto certo che la cosa è probabilmente causata dall'utilizzo di diserbanti e concimi chimici da parte dei giardinieri che curano i campi da gioco.
Peccato non risulti nessuna epidemia di SLA nè tra i giardinieri, nè in generale tra i contadini e neanche tra gli operai delle aziende che producono queste sostanze chimiche.
Qualcosa non quadra, egregio dottor Guariniello.

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sabato 8 novembre 2008

Chievo - Juventus, formazioni

Chievo (4-4-2): Sorrentino; Malagò, Mandelli, Yepes, Scardina; Pinzi, Bentivoglio, Marcolini, Langella; Pellissier, Bogdani.
A disp.: Squizzi, Cesar, Mantovani, Rigoni, Luciano, Iunco, Esposito.
All. Di Carlo.

Juventus (4-4-2): Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Camoranesi, Tiago, Sissoko, Giovinco; Del Piero, Iaquinta.
A disp.: Chimenti, Mellberg, Molinaro, Marchionni, Nedved, Salihamidzic, Amauri.
All. Ranieri

Arbitro: Banti di Livorno


Ranieri dovrebbe applicare un moderato turnover per la sfida con il Chievo. In difesa, De Ceglie dovrebbe prendere il posto di Molinaro, mentre a centrocampo Giovinco sostituirà Nedved. Camoranesi ritornerà dal primo minuto, probabile la staffetta con Marchionni. In attacco, Iaquinta giocherà a fianco di Del Piero, con probabile ingresso di Amauri nel secondo tempo.
L'infermeria in casa bianconera è sempre piena, con pessime notizie per quanto riguarda Buffon e Zanetti, che ritorneranno disponibili nel 2009.

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Gabetti, Farsopoli e l'equity swap

Ieri il dottor Gianluigi Gabetti (tra l'altro in compagnia dell'Avv. Grande Stevens, presidente onorario della Juventus) è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di "aggiotaggio informativo", per la nota vicenda dell'equity swap Ifil-Exor che consentì alla Ifil di mantenere il controllo sulla Fiat nonostante l'esercizio del prestito "convertendo" da parte delle banche creditrici.
Immediatamente il dottor Gabetti ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:
"Sono certo di aver rigorosamente rispettato la legge nel tutelare gli interessi della Fiat in un momento drammatico e non dubito che ciò mi sarà riconosciuto nelle debite sedi, nella consapevolezza che esiste pur sempre una differenza tra accusa e condanna".

Eh già, siamo certi che il dottor Gabetti da sempre abbia la consapevolezza, che in uno Stato di Diritto, vi è una bella differenza tra accusa e condanna. Peccato non abbia trasmesso al suo pupillo, John Elkann, questo concetto. Lo avesse fatto non avremmo visto il nipote dell'Avvocato "scaricare" la vecchia dirigenza della Juventus. In quel caso Elkann non solo non aspettò le sentenze definitive, ma neanche la formulazione delle accuse, da parte delle autorità competenti.
Bastarono alcune indiscrezioni pubblicate sulla prestigiosa Gazzetta dello Sport.

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giovedì 6 novembre 2008

Cronache aziendali - Extraziendal Cup


Specialone, sotto 3 a 2, azzecca magistralmente i cambi. Finisce così in parità, 3 a 3, il derby con gli onesti pedatori ciprioti.
Grande prova di Burdisso.
A Roma è un'ovazione: "Daje Spallè, semo tutti cottè". La Cesarona batte il Chelsea e vede la fine del tunnel.
Scandalo al Bernabeu: 6 rigori negati al Real!!! Juve, non così...

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Lo Ju29ro Team sbarca su Facebook!


Cari lettori,
come ben sapete lo Ju29ro Team non perde nessun'occasione per diffondere presso una platea sempre più vasta il messaggio dei tifosi di serie C che non hanno chinato il capo dopo le umiliazioni di Farsopoli.
In questi mesi, i media non fanno altro che parlare di social networking... poteva quindi mancare un gruppo dello Ju29ro Team su Facebook? Assolutamente no!

Iscrivetevi numerosi cliccando QUI, e diffondete il più possibile l'indirizzo del gruppo all'interno del social network.

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mercoledì 5 novembre 2008

Real - Juventus, pagella istantanea

Alex Manninger: voto 6.5
Chiamato in causa poche volte, non sbaglia nulla

Olof Mellberg: voto 5
Assolutamente improponibile come esterno destro, saltato a ripetizione da Drenthe e Marcelo

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Si arrangia alla grande anche con mezzi al limite (e oltre) il regolamento contro avversari di prima fascia

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Vedi Legrottaglie

Cristian Molinaro: voto 6
Parte male, come al solito, quindi cresce e si stabilizza offrendo un rendimento decoroso. Non era questa la partita in cui chiedergli scorribande offensive

Marco Marchionni: voto 6
Si sacrifica svolgendo un oscuro lavoro in fase di copertura, non riesce a volare sulla fascia come vorrebbe. Ma, come per Molinaro, non era questa la serata in cui farlo

Tiago Mendes: voto 6+
Giocatore ritrovato. Non fa nulla di eccezionale, ma tiene bene il campo, preciso, ordinato, recupera pure qualche buon pallone. Meglio nel primo tempo, cala alla distanza

Momo Sissoko: voto 7
Prende la solita ammonizione assurda, quindi rinsavisce ed offre un'ottima prestazione, depurata dagli eccessi che hanno macchiato le sue ultime prove. Stravince il duello maliano con Diarra

Pavel Nedved: voto 6.5
Serata di lotta, e quando c'è da lottare lui non manca. Meno lucido in fase offensiva rispetto alle ultime partite

Alex Del Piero: voto 10
Che dire... un utente del blog rimprovera spesso per i voti troppo bassi al Capitano, ma questa sera il 10 è meritato. Due gol uno più bello dell'altro. Sfiora il terzo. Gioca una quantità impressionante di palloni, perdendone pochissimi. Esce tra gli applausi del Bernabeu, il voto lo ha dato il pubblico.

Amauri: voto 6+
Non si vede molto, ma si sacrifica per la squadra offrendo a Del Piero la sponda che è determinante per far esprimere il Capitano al top
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Vincenzo Iaquinta: voto 6
Entra nel finale e si fa notare per qualche buono spunto

Paolo De Ceglie: senza voto
Entra al posto di Del Piero, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 8
Eh sì, stasera anche il Cantante merita i complimenti. La squadra si è ricompattata dopo il settembre terribile, e la condizione fisica sembra in netta ripresa. Tiago pare essere tornato un giocatore di calcio, i terzini sono mediocri ma perlomeno tengono il campo dignitosamente. Avanti così.

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Fabio Monti, vergognati!!

Altre volte abbiamo censurato, così in generale, la stampa tradizionale per la sua complicità nella vergogna dei bilanci falsi e malandati delle società di calcio, stavolta lo facciamo con nome e cognome, quelli di Fabio Monti del Corriere della Sera per quello che ha avuto l'improntitudine di scrivere dopo l'approvazione del bilancio 2007-08 dell'Inter. Un bilancio disastroso (come quelli degli anni precedenti) con perdite per 148 milioni di fronte al quale si può arrivare a capire il comportamento della Gazzetta dello Sport che ha scelto (il 31 ottobre) di "bucare" la notizia forse perchè vergognosa già di suo e sicuramente perchè non in linea con "tutto il rosa della vita" raccomandato dai suoi editori (Tronchetti tra questi), ma non si può giustificare quello del nostro "eroe" che sul Corsera del 31/10 (a pagina 59) è arrivato a scrivere che "l'Inter è solidissima", sottolineando che la società è "senza debiti" e assicurando pure che è "vendibile in qualsiasi momento con lunga lista di pretendenti".

Che Fabio Monti non fosse un normale giornalista ma un accanito tifoso interista e contemporaneamente anti-juventino lo avevamo capito, sapevamo anche che lo era fin da piccolo, già dalla finale della Coppa Campioni del 1983 tra Juve e Amburgo, ma qui la faccenda è diversa e grave. Qui non è lo scontro tra Iuliano e Ronaldo che ognuno può vedere a modo suo, qui si dice che è solidissima una società che in quattro anni ha bruciato risorse per 750 milioni con il suo presidente "mecenate" che fa scrivere dal suo ufficio stampa che lui, per passione, ci mette 80 milioni all'anno e i giornali che non solo fanno finta di non accorgersi che per pareggiare i conti degli ultimi quattro anni di milioni ne mancano ancora 430 ma consentono ad un tifoso come Monti di scrivere porcherie come quelle che abbiamo riportato sopra.
Qui non è come festeggiare Magath per il gol di Atene partecipando alla colletta per regalargli una medaglia, qui si scrive che l'Inter è senza debiti mentre i debiti netti del bilancio consolidato superano i 300 milioni e la banca più esposta è quella dove il signor Massimo Moratti siede nel Comitato Esecutivo ed è pure quella che ha finanziato la finta compra-vendita del marchio tra Moratti e suo figlio, la famosa compra-vendita con finte plusvalenze per più di 100 milioni che nell'estate 2006 ha imbarazzato pure l'ex-consigliere nerazzurro Guido Rossi, allora nelle vesti di Commissario Straordinario della Figc e unico componente della commissione d'appello (la Coavisoc) alla quale l'Inter s'era rivolta per l'approvazione.

Qui la faccenda è diversa e grave perchè potrebbe passare il messaggio che si può scrivere qualunque menzogna, scriverla e poi scriverla ancora perchè così quella menzogna diventa la "verita", un raglio d'asino fatto passare per un va' pensiero. Tutto questo sul Corriere della Sera, cioè il giornale più venduto in Italia, quello che quando eravamo ragazzi ci spiegavano era il quotidiano della borghesia illuminata ed oggi, dopo cinquant'anni passati evidentemente invano, ha come editore-proprietario un patto di sindacato in cui si ritrovano (e niente succede per caso) Cesare Geronzi, come presidente di Mediobanca, e Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli, vice di Geronzi in Mediobanca e azionista dell'Inter dell'amico Moratti.

Forse è questo "patto" che autorizza Fabio Monti a scrivere da tifoso interista e anti-juventino e gli stuzzica la fantasia (e l'appetito) di "scrittore" in spregio alle norme più elementari della professione di giornalista.

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martedì 4 novembre 2008

Encefalopatia spongiforme bovina

Guardate da dove parte il povero De Biasi per spiegare alcuni errori arbitrali dei quali è stato vittima il Toro : "Quell’azione l’ho rivista sui monitor 450 volte e, co­munque la guardi, non ci sono giustificazioni per an­nullare la rete. Non c’è sta­to neppure un fallo in area a cui appellarsi, come in occasione di quel Juve-Parma. E’ la ter­za volta in tre partite di­stinte che ci capita una co­sa del genere, sullo 0-0, e siamo sempre noi a pagare dazio".

Eh già, De Biasi per trovare un errore arbitrale precedente a quelli di cui è stato vittima il Toro è dovuto risalire fino a Juventus-Parma del 2000. Si sa, gli arbitri negli otto anni intercorsi tra i fatti di cui è stato protagonista il Toro e i fatti di Juve-Parma del 2000 non hanno mai sbagliato.

Povero Toro, oltre che a corto di punti è anche a corto di neuroni.

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Giustizia è fatta!

Il TAR del Lazio giustifica l'annullamento dell'ultima "macchia" (un'ammenda relativa a Calciopoli) nella carriera del Dott. Carraro, con la motivazione che le telefonate a Bergamo erano solo "ragionevoli e responsabili mezzi per effettuare l'intervento nei confronti della classe arbitrale al fine di richiamarne l'attenzione sulla particolare delicatezza dell'incontro" (sentenza numero 9547/2008).

Forse ha influito il fatto che Carraro intrigava contro la mefistofelica Juventus della Triade e questo, di per sè, per i giudici potrebbe essere una circostanza "scagionante".
Forse ha influito il fatto che Carraro, si dice, sia una persona potentissima (chi vuole può consultare la sua biografia su Wikipedia).
Comunque sia, la "giustizia" italiana è sempre più tesa al raggiungimento di più avanzate "magnifiche sorti e progressive".
Debole con i forti e inflessibile con i finti potenti oltre che con i deboli.

Chi si è dimenticato le telefonate Carraro-Bergamo può ascoltarle qui, e giudicare in piena autonomia.

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lunedì 3 novembre 2008

Cronache aziendali - decima giornata


Vittorietta della Specialona sul campo dei fanalini di coda. Pochi gli aiutini arbitrali.
Bella Juve, peccato il fuorigioco di cm.1 di Del Piero, segnalato da Sky sull'azione del secondo gol.
Per l'intervista a Spalletti Sky allestisce una telecamera ardente.
La Berluscona torna in testa. Gattuso per tutta la partita ringhia contro l'arbitro, che non conosce il calabrese estremo e quindi non lo ammonisce nemmeno. Cartellini dati e non dati e rigoretto dato non bastano e allora il Napoli si fa gol da solo.
De Laurentiis deluso, pensava gli facessero vincere il campionato e rosica in stile finto-signorile.
Il campionato tarocco comincia a prendere la sua fisionomia: quest'anno "ruvvano in due".

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5 maggio 2008

domenica 2 novembre 2008

Il giudice conferma: l'Inter spiava

Il settimanale l'Espresso di questa settimana ci informa che "La I sezione del Tribunale Civile di Roma ha assolto l'AD del Gruppo editoriale, nonché i direttori de 'la Repubblica' e de 'L'Espresso', nella causa intentata da Telecom che si era ritenuta danneggiata dagli articoli apparsi sulle due testate e riguardanti la vicenda delle informazioni riservate raccolte dalla Security Telecom, di cui era responsabile Giuliano Tavaroli, e delle molteplici attività illegali svolte da uomini della Pirelli-Telecom e da agenzie investigative private a disposizione dello stesso Tavaroli".

Il giudice in questa sentenza ha stabilito, tra l'altro, che i giornali e i periodici del gruppo editoriale l'Espresso hanno pubblicato articoli che "contengono notizie rispondenti nella sostanza al vero e conformi allo stato delle indagini in corso al momento della diffusione delle notizie".

Per chi non ha buona memoria ricordiamo per esempio che il giornalista Giuseppe D'Avanzo, in data 23 Maggio 2006, a proposito dello scandalo Telecom scrisse "Il pasticcio spionistico incrocia anche lo scandalo del calcio. Per quanto racconta Emanuele Cipriani ai magistrati, nei file illegali della Polis d'Istinto ci sono alcuni dossier raccolti, su input dell'Inter di Massimo Moratti e ordine di Marco Tronchetti Provera, contro l'arbitro Massimo De Santis, il direttore sportivo di Messina e Genoa Mariano Fabiani, il direttore sportivo del Catanzaro Luigi Pavarese. La scoperta ha amareggiato (e irritato) molto la Procura di Milano".

Bene, ora un Giudice (e non un Pubblico Ministero) scrive in una sentenza, dunque dopo un dibattimento in cui tutte le parti in causa hanno potuto, secondo la legge, esporre le proprie ragioni, che questi articoli non sono frutto di un sogno di mezza estate ma corrispondono in buona sostanza al vero.
Come si svolsero i fatti nello specifico lo stabilirà un altro giudice in sede penale.
Ma ora sappiamo per certo che i giornali a proposito dello scandalo Telecom non si inventarono le notizie ma descrissero i fatti per come ai tempi si potevano sapere. Ma comunque fatti, non chiacchiere, non calunnie per danneggiare chicchessia.

Siamo rinfrancati, evidentemente ciò che abbiamo letto in questi anni su questa spinosa questione non è un colossale inganno per danneggiare un povero imprenditore vittima di chissà quale congiura. In Telecom avvennero cose poco commendevoli. Così dice un Giudice che dà ragione a chi riportò quelle notizie sui giornali.

Dedicato a tutti coloro, che sul web, continuano a dire che il caso Telecom (e Inter) non esiste. Che è un invenzione di poveri tifosi che non accettano la Verità così come è raccontata, magari, dalla Gazzetta dello Sport.
Ci sono giornali e giornali, giornalisti e giornalisti ed anche lettori e lettori. A ciascuno il suo.

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sabato 1 novembre 2008

Juventus - Roma, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6-
Quasi mai chiamato in causa, al solito indeciso nelle uscite

Zdenek Grygera: voto 6.5
In sofferenza all'inizio, si distende con il passare del tempo e offre un buon contributo anche in fase offensiva

Nicola Legrottaglie: voto 7.5
Ineccepibile, al limite della perfezione

Giorgio Chiellini: voto 7
Ottima prova anche per lui, anche se al momento Nicola sembra il vero leader del reparto

Cristian Molinaro: voto 6.5
Partenza pessima su tutti i fronti, quindi migliora alla distanza e offre una delle sue prove migliori. Ha messo più cross oggi che nell'intero scorcio di stagione

Marco Marchionni: voto 7
Giocatore ritrovato: segna un gol bellissimo, e riesce ad incidere sia volando sulla fascia e crossando, che accentrandosi

Tiago Mendes: voto 6+
Nulla di fenomenale, ma è ordinato, sbaglia poco e fa il compitino con diligenza

Momo Sissoko: voto 6+
Non ha ancora ben chiaro il limite tra aggressività e irruenza: recupera molti palloni, ne perde altri in modo assurdo. Alterna cose molto belle a bestialità inconcepibili

Pavel Nedved: voto 7
Conferma il momento di gran forma sfoderando una prova da bei tempi, aiutato forse da un Molinaro finalmente presentabile

Alex Del Piero: voto 9
Gran gol su punizione, assist per il raddoppio, palle perse praticamente zero, tutte giocate difficili, spesso partendo spalle alla porta

Amauri: voto 7.5
Gli manca solo il gol: tiene alta la squadra facendo da boa, è autore di una splendida rovesciata e di altri ottimi spunti
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Vincenzo Iaquinta: senza voto
Entra al posto di Amauri, ingiudicabile

Olof Mellberg: senza voto
Entra al posto dell'infortunato Grygera, ingiudicabile

Paolo De Ceglie: senza voto
Entra al posto di Nedved, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 7
Finalmente, per la prima volta nella stagione, la squadra convince in modo pieno, senza se e senza ma. Non è chiaro dove finiscano i meriti della Juve e dove comincino i demeriti della Roma, ma Ranieri si può godere un tranquillo weekend in attesa del Real

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Juventus - Roma, formazioni

Juventus (4-4-2): Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Sissoko, Tiago, Nedved; Amauri, Del Piero.
A disp.: Chimenti, Mellberg, De Ceglie, Ekdal, Marchionni, Giovinco, Iaquinta.
All.: Ranieri

Roma (4-2-3-1): Doni; Panucci, Mexes, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Vucinic; Baptista.
A disp.: Artur, Tonetto, Loria, Cicinho, Menez, Brighi, Okaka.
All.: Spalletti.

Arbitro: Rizzoli di Bologna



Ranieri ritrova la difesa titolare per l'importante sfida con la Roma, se si eccettua il lungodegente Buffon. A centrocampo, Tiago giocherà a fianco di Sissoko al posto degli infortunati Zanetti e Poulsen, Amauri e il Capitano verranno schierati in attacco.

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Andradeic

Il 30 Giugno di quest'anno Secco rilasciava, al Corriere dello Sport, la seguente dichiarazione:

[Knezevic, N.d.A] Ha una infiammazione al livello osseo del ginocchio e dovrà osservare 35 giorni di inattività, poi sarà recuperato. Con lui, e il recupero di Andrade, la difesa è a posto.

Leggiamo oggi, sul sito ufficiale della Juventus che "Il calciatore Dario Knezevic, a seguito dell’infortunio subito mercoledì scorso nella gara Bologna – Juventus, dovrà essere sottoposto ad artroscopia per la rimozione di un frammento cartilagineo staccatosi a causa della distorsione del ginocchio sinistro."

Inutile ricordare che nel frattempo ad Andrade, causa ricaduta, è stato rescisso il contratto, con una perdita secca complessiva per le casse della Juventus S.p.A di circa 20 milioni di euro (10 milioni per il cartellino più un anno e mezzo di stipendi lordi più oneri accessori).

Per l'attuale stagione agonistica la rosa, pertanto (salvo nuovi acquisti a Gennaio), disporrà di soli tre centrali di ruolo.

I nostri commenti sono superflui, e del resto non abbiamo un vocabolario adeguato per esprimere la nostra costernazione. Non ci resta che William Shakespeare: c'è del metodo in questa follia!

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Caccia allo juventino

Un padre rientrava a casa con il proprio figlio dopo aver visto la partita Bologna-Juventus. Ma sulla strada ha la sfortuna di incrociare alcuni tifosi del Bologna che lo insultano e vorrebbero prendergli la sciarpetta della Juve. Nasce un parapiglia nel quale il malcapitato viene colpito sul capo con alcuni sassi. Ora è ricoverato in gravi condizioni.

Questo raccontano le cronache. Quello che probabilmente non leggerete sul giornale è che nella "civilissima" (chissà poi perchè) Bologna da anni viene imbastita una vera e propria caccia allo Juventino da parte dei tifosi bolognesi. Eh già, a Bologna, come del resto in molte parti d'Italia, sono convinti che la Juventus ( e quindi anche i suoi tifosi) è causa delle loro disgrazie passate, presenti ed anche future.

Moratti, Gazzoni Frascara e tanti altri soloni e farisei del mondo del calcio e della comunicazione hanno un motivo in più per vergognarsi.

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I quattro parametri di Tiago

Abbiamo scoperto martedì, nel corso dell'assemblea terminata poco dopo le QUATTRO, che il contratto stipulato dai Cirigenti con il Lione per l'acquisto di Tiago prevede un corrispettivo fisso (13,65 milioni di euro) ed un corrispettivo variabile, legato al raggiungimento di obiettivi individuali e di squadra.

I parametri sono QUATTRO:

1. Raggiungimento da parte della squadra di uno dei primi QUATTRO posti in campionato (e accesso alla fase a gironi della Champions, nel caso di conclusione della stagione al QUARTO o terzo posto).

2. Disputa da parte del giocatore di almeno QUATTRO gare da titolare, nel centrocampo a QUATTRO della Nuova Juventus 2006 FC.

3. Conservazione dell'attuale composizione numerica della famiglia (formata da QUATTRO persone).

4. Apprendimento da parte del giocatore di almeno QUATTRO parole in Italiano nei primi QUATTRO mesi di permanenza in Italia.

Come si vede, i QUATTRO parametri rappresentano un giusto mix tra obiettivi inidviduali e di squadra e tra questioni personali e sportive.

Anche se nel bilancio nulla si dice, sembra che gli obiettivi siano stati tutti raggiunti:

1. La Nuova Juventus 2006 FC si è classificata tra le prime QUATTRO nello scorso campionato, guadagnandosi poi la qualificazione alla fase a gironi della Champions (girone, peraltro, composto da QUATTRO squadre).

2. Tiago ha disputato almeno QUATTRO partite nel centrocampo a QUATTRO della Nuova Juventus 2006 FC.

3. La famiglia Tiago è sempre ferma a QUATTRO componenti.

4. Il giocatore ha effettivamente imparato QUATTRO parole in italiano nei suoi primi QUATTRO mesi di permanenza in Italia. "Non capisci un cazzo", queste le QUATTRO parole, dette da Tiago a The Singer One dopo le prime QUATTRO settimane di allenamento. D'altronde, il giocatore è bello cazzuto (sembra quasi che abbia QUATTRO palle invece di due) e non si tira certo indietro quando si tratta di cantarne QUATTRO al Cantante.

Prepariamoci a sborsare altri due milioni ad Aulas, che si sta facendo da mesi e mesi QUATTRO risate.

E, in fondo, due milioni non sono altro che il 50% di QUATTRO milioni.

I conti tornano.

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