Quel giornale rosa, quello che moraleggia su Moggi che non dovrebbe essere ospitato in televisione, quello che mette alla berlina imbroglioni e truffatori, ospita nel settimanale magazine un'intervista, senza alcun tipo di contraddittorio, a Vitaly Mutko, ex senatore putiniano e presidente dello Zenit, oggi ministro dello sport e capo della federazione calcistica della Federazione Russa.
Una Federazione, quella calcistica, pulitissima e trasparentissima, seppure interessata, nell'ultimo quindicennio, dalla singolare
piaga dei tesserati morti ammazzati. Una Federazione, quella calcistica, interessata da episodi di
riciclaggio di denaro sporco, le cui squadre sono alternativamente guidate da oligarchi del petrolio o amministrazioni statali non proprio ispirati al modello occidentale di democrazia. L'inserto della Pravda, corredato da fotografie idilliache di bambini che giocano spensierati per strada a Mosca e San Pietroburgo, elenca senza vergogna presidenti come
Ramzan Kadyrov, soggetto dal pedigree non proprio specchiato, satrapo nominato da Mosca per normalizzare la Cecenia, e amministrazioni statali come quelle degli Urali, del Tatarstan, della Kabardino-Balkaria, non proprio famose per la loro trasparenza, come si può leggere in un qualsiasi libro di Anna Politkovskaya.
Per tacere della Federazione, quella statale.
Questo il ritratto della situazione in Russia oggi, secondo le parole di Mutko, che non vengono in nessun modo commentate:
"Dal 2000 il Paese si è stabilizzato con un nuovo capo di Stato". Cui segue nota di redazione che specifica che si tratta di Putin.
Risate.
"Un programma di governo serio è iniziato con un rinascimento economico, si sono risolti molti problemi a proposito di mercati e proprietà privata. Sono mutate in meglio le condizioni per il mondo degli affari, e si è creata una classe media, grandi società e corporation."L'intervistatore, molto critico, pone domande scomode come:
"Ed è stato inviato un segnale politico: lo sport deve contare."Risposta sottolineata in giallo :
"Lo sport è una delle priorità della politica e gli investimenti per lo sport sono ben visti. Poi si sono aperte tante scuole per bambini (...)"Un ritorno di fiamma alle origini:
"Dobbiamo pensar anche allo sport non professionistico, a un sistema nazionale di cultura fisica popolare, per la società, programmi a beneficio della gente."Se m'avessero chiesto se fosse meglio partire costruendo nuovi stadi o impianti per le scuole, avrei risposto che i ragazzi sono più importanti."E anche in quest'ultima pagina troviamo immagini di bambini, questa volta nella fredda provincia, sorridenti e sportivi. A far capire che il sistema funziona ovunque. A completare le foto, didascalia con citazione di Mutko:
"In 3 anni abbiamo costruito circa 400 impianti e altrettanti ne faremo entro il 2015."Che stupendo paese la Russia.
Peccato il loro calcio sia popolato da
gente più adatta a L'Aia che alla Champions League.
Ma va così:
ode al nuovo calcio pulito. Basta con Moggi, arriva la brigata Izmaloyvskaya.Chi sarà il prossimo sulla Pravda? Il grande tifoso del Como Larjani?