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giovedì 30 ottobre 2008

L'anti-juventinismo è vispo più che mai

Ieri sera, a Controcampo, il servizio sulla partita della Juve ci ha fatto gustare sapori che da tempo non provavamo.
Il concentrato di fiele anti-juventina espresso dal commento, ma soprattutto dalle scelte di montaggio, è stato davvero da manuale ZZ (Ziliani - Zeffirelli).



Insomma, per questi bizzarri signori, gli episodi salienti sarebbero stati:

PRIMO TEMPO:

- Presentazione delle formazioni: Tiago, che gioca dall'inizio, viene indicato come generico "motivo di frizione" all'assemblea dei soci di martedì.
- Azione del Bologna, con enfatizzazione di errore in attacco di Marchionni, terminata con tiro da fuori di Di Vaio deviato da Knezevic.
- Gol di Nedved (raccontato con evidente fastidio: "agevolato dal mancato intervento di Lavecchia").
- Presunto fallo in area su Marazzina (in realtà sembra più un banale contrasto con Mellberg. "L'attaccante rossoblù invoca il calcio di rigore": "invoca"?! E dove, di grazia?)

SECONDO TEMPO:

- Presunta mancata espulsione per doppia ammonizione di Molinaro (fallo normalissimo, mostrato e rimostrato in ben 3 replay. Nessuno se n'era accorto durante la partita!!!!)
- Occasionissima della Juve: Nedved - palo di Amauri - tiro alto di Marchionni (almeno questo non si poteva non mostrare).
- Raddoppio di Nedved (peccato, neh?).
- Seconda caduta in area juventina con conseguenti proteste (Chiellini anticipa Lavecchia, si vede chiaramente la deviazione della palla)
- Di Vaio accorcia le distanze.
- Tiro di Di Vaio su errore di Molinaro e parata di Manninger.
- I giocatori vagano per il campo dopo il triplice fischio.

In realtà, pur non avendo fatto una partita indimenticabile, la Juve ha tenuto senza problemi il campo per almeno 5/6 di partita. Pur rimaneggiata dagli infortuni, nonostante non stia certo attraversando un periodo di forma smagliante, si è portata sul 2-0 con estrema tranquillità, e avrebbe potuto benissimo colpire ancora, agevolata anche da un avversario che è parso svuotato e remissivo, fischiato nel primo tempo dai suoi stessi sostenitori.
Qualche brivido c'è stato dopo il gol di Di Vaio, più per l'insicurezza nei disimpegni di alcuni dei nostri difensori che per bravura dei felsinei.

Grazie Controcampo: queste perle di faziosità anti-juventina ci riportano al cuore antiche emozioni, che temevamo di non provare più dopo la schifezza del 2006.

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mercoledì 29 ottobre 2008

La mosca bianconera

In tema di bilanci della serie A, quasi tutti ricchi di plusvalenze finte e vere perdite per decine e centinaia di milioni, c'è una "mosca bianca" ed è l'Udinese. Lo segnala la Gazzetta dello Sport (del 20 ottobre) che di solito ai bilanci dedica poco spazio e pochissima attenzione, scrivendo che in quello 2007-08 la società di proprietà di Gianpaolo Pozzo ha realizzato un utile di circa 8 milioni.

Il segreto per guadagnare dei gran soldi (riuscendo a fare anche tanti punti in classifica) è l'abilità dei dirigenti nel comprare giocatori ancora sconosciuti al grande pubblico, spendendo quindi poco sia di cartellino che di ingaggio, valorizzarli e, se capita l'occasione giusta, venderli. Nella scorsa stagione, per esempio, l'Udinese ha ceduto Iaquinta alla Juve per 10 milioni e Muntari al Portsmouth per 12, realizzando così una plusvalenza (vera) che è bastata praticamente da sola per pagare lo stipendio di tutta la rosa. Gli ingaggi pagati in un anno sono stati infatti pari a 18 milioni e 50 mila euro (tasse incluse) cioè meno, scrive la Gazzetta, dei 12 milioni netti adesso guadagnati all'Inter da Ibrahimovic e degli 11 pagati dal Milan per Kakà.

Per fare i complimenti ai bianconeri di Udine il giornalista della Gazzetta scrive che la società è in controtendenza in "tempi di recessione, di società oppresse dai debiti e di ricconi costretti a ricapitalizzare i club a colpi di milioni per evitare che i libri contabili finiscano in tribunale".

Peccato, aggiungiamo noi, che sui debiti e i libri in tribunale la Gazzetta non si sforza mai di far capire i suoi lettori; sarà forse che i suoi editori vogliono che si parli solo di "tutto il rosa della vita", fatto sta che della mosca bianconera il piccolo giornale sportivo di Milano ci ha fatto capire i segreti di bilancio ma di tutto il "nero" che c'è in quelli delle società dei proprietari ricconi (perdite a bulacchi, debiti nascosti, plusvalenze finte a gogò) i segreti non vengono spiegati mai.

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lunedì 27 ottobre 2008

Cronache aziendali - ottava giornata


Le fatiche cipriote si fanno sentire e all'Inter non basta l'aiutino della superiorità numerica per superare in casa il Genoa. Lo Specialone rosica contro i suoi giocatori in diretta. Napoli e Udinese l'agguantano in testa.
A Sky tornano gli effetti speciali per mostrare i torti arbitrali ai danni della pericolante Roma.
Ma se li fanno in buona fede, perchè ci tengono tanto a farceli vedere?
Dimenticavo. Una Juve bovina vince di misura il derby, aspettando notizie dall'infermeria.

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domenica 26 ottobre 2008

La barzelletta del secolo



Gianni Lovato, ieri su Tuttosport, a proposito della candidatura di Roberto Mancini alla panchina della Juve, e in assoluto spregio del modo condizionale:

"In particolare, per quel che riguarderebbe la Juve, il fatto di avere un passato da tifoso juventino doc, con tanto di padre presidente dello Juventus club di Jesi, debba bastare come lasciapassare".

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Il pallone si sgonfia. O scoppia?

Abbiamo già segnalato che San Siro è rimasto vuoto per due terzi nel mercoledì dei campioni con gran rincrescimento del cassiere dell'Inter che ha potuto a malapena coprire le spese. Ancora peggio per il derby Juve-Torino con cinquemila biglietti ancora invenduti la sera prima della partita e la Stampa che stamattina annota "Nelle tribune troppi vuoti".

C'è aria di crisi come se il pallone fosse destinato a sgonfiarsi e non potrebbe essere diversamente con la crisi, pesante davvero, che c'è in tutta l'economia. E così abbiamo delle società di serie B che da aprile non ce la fanno a pagare gli stipendi; scrive, a proposito, Repubblica (del 24/10 a pagina 67) che l'Ascoli ha richiamato il vecchio direttore sportivo col compito preciso di vendere il vendibile nella sessione invernale altrimenti sarà molto dura; potrebbe essere dura per tutta la serie B che Repubblica vede "alla canna del gas".

Il pallone che si sgonfia ha finito per sgonfiare pure l'asta che Matarrese voleva fare per la Coppa Italia; si era partiti con l'idea di 14 milioni e alla fine si è arrivati a meno di 9, offerti dalla Rai e senza che nessuno in Lega avesse da ridire. Commentando poi lo scarso incasso di San Siro e le difficoltà delle famiglie il direttore generale dell'Inter, Paolillo, ha detto "In realta' siamo alle prese con una situazione drammatica".

Sante parole, verrebbe da dire, se non fosse che all'indomani Tuttosport ha scritto che Moratti ha prolungato il contratto di Ibrahimovic aumentandogli anche lo stipendio da 11 a 12 milioni (netti) l'anno; così l'Inter può dire (agli sponsor) che il giocatore più pagato è suo ed è proprio Ibra, pare davanti a Kakà e Cristiano Ronaldo. La mossa di Moratti sembra una risposta a Galliani che, anche lui pensando agli sponsor, s'è affittato per i mesi invernali Beckham che, dicono, prende vagonate di soldi e riesce pure a far guadagnare le società che glieli danno.

Certo che con la crisi generale che c'è questi discorsi sugli sponsor, sui giocatori sempre più pagati e sulle società che ci guadagnano non quadrano poi tanto; cioè riesce difficile pensare che c'è la crisi, si compreranno meno scarpette eppure chi le produce e le società di calcio mettono più soldi per Ibra e per Kakà e alla fine Inter e Milan riescono a quadrare il bilancio come dobbiamo fare noi con le nostre famiglie. Di sicuro se uno guarda ad Ascoli vede un pallone che si sgonfia mentre a Milano, tra magliette e scarpette, mania di Beckham e voglia di Kakà sembra che il pallone venga gonfiato ancora di più; anzi, lo è di sicuro col dubbio, però, che a furia di smenare milioni per Ibra e per Kakà con la crisi che va avanti e le tribune vuote per due terzi, a furia di gonfiarlo il pallone alla fine possa scoppiare.

Speriamo a questo punto che la crisi non sia tanto dura perchè in caso contrario per il nostro caro pallone potrebbe finire male; sgonfiato o scoppiato, ma comunque male.

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sabato 25 ottobre 2008

Juventus - Torino, pagella istantanea


Alex Manninger: senza voto
Il Torino non fa nemmeno un tiro in porta

Zdenek Grygera: voto 6
Nessun problema in difesa, non supera mai la metà campo. Esce per infortunio (e uno)

Nicola Legrottaglie: voto 6
Prestazione tutto sommato positiva, con interventi importanti e qualche disattenzione

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Nessun problema contro il nulla rappresentato dall'attacco del Toro

Cristian Molinaro: voto 6
Si guadagna la sufficienza piena vincendo il duello con Abate. Non sfonda quasi mai, nonostante il Toro sia facilmente perforabile

Marco Marchionni: voto 6
Un paio di bei cross, qualche incursione interessante al centro, poca roba. Non si infortuna, è questa la notizia della serata

Pavel Nedved: voto 6.5
Prova di grande intelligenza calcistica in un ruolo non suo. Subisce un fallo da cartellino rosso da parte di Diana

Momo Sissoko: voto 6
Nel primo tempo è troppo frenetico, alternando buone giocate a cose orribili. Più regolare e sicuro nella ripresa. Finisce acciaccato pure lui (e due)

Paolo De Ceglie: voto 6+
Si muove bene in asse con Molinaro, non arriva spesso al cross ma fa bene il lavoro di copertura. Anche lui esce infortunato (e tre).

Alex Del Piero: voto 6
Il capitano è autore di una prova decorosa, ma senza acuti

Amauri: voto 7
Il match winner della serata, con un gol in compartecipazione con difesa e portiere del Toro. Fa molto movimento, e indovinate un po' cosa succede alla fine? Esce infortunato (e quattro)
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Olof Mellberg: voto 4.5
Le comiche. Si infortuna Grygera (e cinque), dovrebbe entrare Brazzo e si infortuna pure lui (e sono sei, ma non è il SuperEnalotto). Entra lo svedese, che crea più pericoli dell'intero attacco del Toro, arrivando a sbagliare pure una rimessa laterale

Vincenzo Iaquinta: senza voto
Entra al posto di Amauri, non tocca palla

Sebastian Giovinco: voto 6+
Entra al posto di De Ceglie. Qualche spunto interessante, tiene palla e si rende utile alla squadra
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Claudio Ranieri: voto 6
Voto di incoraggiamento per i 3 punti raccattati contro una delle peggiori squadre del campionato. La prestazione della squadra è mediocre, la situazione fisica drammatica: sono ormai 12 gli infortuni muscolari dall'inizio dell'anno

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Juventus - Torino, formazioni

Juventus (4-4-2): 13 Manninger; 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 7 Salihamidzic, 22 Sissoko, 11 Nedved, 29 De Ceglie; 10 Del Piero, 8 Amauri.
A disp. 12 Chimenti, 4 Mellberg, 15 Knezevic, 27 Ekdal, 32 Marchionni, 9 Iaquinta, 20 Giovinco.
All.: Ranieri.


Torino (4-4-1-1): 99 Calderoni; 19 Diana, 22 Di Loreto, 14 Natali, 3 Pisano; 23 Abate; 27 Zanetti, 4 Dzemaili, 33 Rubin; 10 Rosina; 90 Bianchi.
A disp. 31 A. Fontana, 32 Colombo, 6 Ogbonna, 8 Barone, 24 Saumel, 9 Abbruscato, 11 Amoruso.
All.: De Biasi.


Arbitro: Rocchi di Firenze.


Ranieri si avvicina al derby con la solita emergenza dovuta agli infortuni. Assenti ormai abituali Buffon, Zanetti, Camoranesi e Trezeguet. Brazzo dovrebbe correre sulla fascia destra, mentre Nedved dovrebbe essere spostato centrale a far compagnia a Sissoko, con De Ceglie sulla fascia. Del Piero e Amauri in attacco.

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venerdì 24 ottobre 2008

Stadi (e cervelli) mezzi vuoti

Scrive Repubblica del 24 ottobre (pagina 69) che l'Inter non riesce a riempire San Siro, ci sono troppe partite, c'è la crisi e così mercoledì per la Champions, nonostante gli sforzi di Mourinho per scaldare la partita e i tifosi, i paganti sono stati solo 27 mila e per ogni spettatore c'erano due seggiolini vuoti. La Repubblica ha fatto un po' i conti ed in soldoni è venuto fuori questo: l'incasso lordo è stato di 590 mila euro e, di questi, 380 mila sono stati pagati al Comune per l'affitto del campo; se poi ci mettiamo l'IVA e tutte le spese per preparare la partita di soldi in cassa son rimasti davvero pochi: a occhio e croce, secondo noi, giusto il gettone dello Specialone.

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Ecco perché abbiamo vinto

Vi chiedete ancora come abbia fatto la New Holland FC a battere il Real Madrid?
Ve lo spieghiamo noi. Anzi, ve lo spiega Legrottaglie.
"È stata una partita [quella con il Real] in cui ci siamo preparati in silenzio. Ho notato anche un atteggiamento diverso da parte dell’allenatore. Lui prima della gara solitamente parla molto ma stavolta è stato silenzioso. Ci ha lasciato concentrare da soli. La gara è stata preparata bene in questo senso: ognuno sapeva cosa doveva fare".
Ecco perché abbiamo vinto. Qualcuno deve aver convinto il Cantante a stare zitto!

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giovedì 23 ottobre 2008

Chi crede nel progetto?

Marco Liguori continua a vivisezionare sul suo blog il bilancio della Juventus, evidenziando le enormi incongruenze tra quanto scritto nel bilancio e le dichiarazioni di facciata dei dirigenti. Nell'ultimo articolo pubblicato, emerge chiaramente come il famoso "Progetto" di cui Cobolli e Blanc si riempiono la bocca sia in realtà un'entità astratta, in cui forse nemmeno loro credono più di tanto. Ecco uno stralcio comprendente la parte del pezzo che più ci interessa.

... I componenti del consiglio di amministrazione non possiedono alcuna azione della Juventus. Questa inaspettata e incredibile notizia è riportata nel paragrafo delle “partecipazioni detenute dagli organi di amministrazione e controllo e dirigenti con responsabilità strategiche” riportato nel progetto di bilancio chiuso al 30 giugno 2008 con un risultato fortemente negativo di 20,8 milioni di euro. Nel testo si legge che «nessun amministratore, sindaco o altro soggetto di cui all’articolo 79 di cui sopra detiene o ha detenuto nel corso dell’esercizio azioni della Juventus e/o azioni della ex società controllata Campi di Vinovo spa». Soltanto un membro del collegio sindacale, Paolo Piccatti, possiede 540 azioni che, al prezzo di riferimento di 0,792 euro registrato ieri, ammontano in totale alla più che esigua cifra di 427,68 euro.
Negli Stati Uniti, patria del capitalismo sempre additata come fulgido e perenne esempio del libero mercato, i manager delle società quotate in borsa possiedono singolarmente sempre un certo cospicuo quantitativo di titoli. Ciò rappresenta un chiaro segnale al mercato di credere nell’azienda da loro amministrata. Invece, gli otto membri del cda della Juventus, presente a Piazza Affari dal dicembre 2001, non sembrano molto convinti nel «progetto»: così l’ha definita di recente la Juve dal presidente Giovanni Cobolli Gigli. O almeno per ora: forse in futuro potrebbero ripensarci e acquistare titoli bianconeri. C’è da dire però che anche nel bilancio chiuso al 30 giugno 2007 nessuno componente dei vertici, neanche i sindaci, possedeva azioni della squadra di Casa Agnelli. Il documento contabile precisa che «la società non ha in essere piani di stock option» per gli amministratori, ossia opzioni che concedono il diritto di acquistare azioni di una società ad un determinato prezzo d'esercizio.

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mercoledì 22 ottobre 2008

La Vecchia Signora e il fisco

In un recente articolo sul suo blog Marco Liguori ha segnalato che anche la Juve ha un contenzioso col Fisco, ma si tratta di una pendenza singolare. Il fatto è che nel 2004 la società ha fatto richiesta di rimborso di 5,4 milioni (evidentemente per somme pagate ma non dovute) relativamente alle competizioni Uefa del 2001 e 2002 e la richiesta è stata accolta; l'Erario ha cominciato a restituire (a rate) il dovuto, salvo cambiare idea quando doveva saldare l'ultima rata di 1,2 milioni. E così adesso la Juve è in lite per questa somma.

Dicevamo pendenza singolare perchè tutte le società di calcio sono in lite con il Fisco ma nell'altro senso, sono cioè tutte debitrici (croniche) di somme anche rilevanti e ci sono contenziosi che vanno avanti per anni. Nel 2007 il Sole 24 Ore aveva fatto una indagine sull'argomento scoprendo che le somme messe a ruolo nei confronti delle società di calcio ammontavano addirittura a 1.195 milioni, una vera montagna di soldi rispetto alla quale il 24 Ore osservava che l'Erario era riuscito a partorire il topolino di ricavi in un anno per soli 118 milioni, ne aveva sgravati 324 e riportato a nuovo l'importo rimanente di 754 milioni.

Sarebbe interessante indagare su quei 324 milioni di sgravio ma nessuno l'ha fatto a fondo, d'altra parte è noto che il Fisco con le società di calcio è molto benevolo ed è arrivato non solo a fare lo sconto (come si fa per i saldi) ma anche ad accordare dilazioni fino a 25 anni difficilmente spiegabili (specificità dello sport? timore di blocco dei treni? mi manda Picone?). Una cosa il 24 Ore l'ha scoperta: che di quei 324 milioni ben 67 riguardavano la Roma che così risultava (potevamo dubitarne?) prima nella lista degli sconti (chissà perchè, sarà magari merito di Picone?)

Debiti, sconti e dilazioni: questo è da tempo il rapporto del sistema calcio con l'Erario; una montagna di soldi da dare, con la Juventus che, da "Vecchia Signora" del calcio, annota nell'ultimo bilancio che dal Fisco deve ancora avere 1,2 milioni.

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martedì 21 ottobre 2008

Juventus - Real, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6.5
Nessuna parata di rilievo, più sicuro del solito nelle uscite

Zdenek Grygera: voto 6.5
Nessun errore particolare in fase difensiva, anche se a volte lascia troppo spazio sulla sua fascia, si concede qualche bella sgroppata in avanti

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Fa il suo onesto lavoro nel primo tempo fino all'infortunio. Si sente la sua mancanza nel secondo tempo

Giorgio Chiellini: voto 7
Tiene in piedi la baracca davanti ad un avversario velenoso come un serpente (Van Nistelrooy)

Cristian Molinaro: voto 5.5
Peccato. Gioca un discreto primo tempo, azzecca pure un paio di cross. Nel secondo tempo entra Robben, e si ritorna alla dura realtà

Marco Marchionni: voto 6
Prestazione senza infamia e senza lode

Momo Sissoko: voto 6.5
Grande interditore, deve assolutamente usare di più la testa quando recupera il pallone ed evitare di entrare con il machete ad ogni azione

Claudio Marchisio: voto 6
Discreto fino all'infortunio, che ci ha privati dell'ultimo centrale di centrocampo di ruolo

Pavel Nedved: voto 6.5
Partenza furiosa, bello il cross per il secondo gol, l'autonomia alla distanza non è più quella dei giorni migliori

Alex Del Piero: voto 6.5
Segna un gol meraviglioso e fa poco altro. Cala paurosamente alla distanza

Amauri: voto 7
Sponda per il gol del Capitano, segna il secondo gol, corre come un matto
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Hasan Salihamidzic: voto 6.5
Svolge egregiamente il suo lavoro di tappabuchi universale

Olof Mellberg: voto 6
Entra al posto di Legrottaglie nel momento peggiore, stavolta regge all'urto madridista

Vincenzo Iaquinta: voto 6+
Gioca gli ultimi 10 minuti con la solita generosità
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Claudio Ranieri: voto 6.5
Guadagna una vittoria di prestigio contro un Real che fortunatamente sbaglia la formazione nel primo tempo. Bene lo schieramento iniziale, bene i cambi. Tuttavia, lascia perplessi la scelta di mandare Legrottaglie allo sbaraglio, ed infatti Nicola si infortuna di nuovo. La preparazione atletica della squadra sembra in generale pessima.

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Ed è record!

Franco Arturi, dalla Gazzetta dello Sport di sabato. Articolo un po' datato, ma riletto oggi sembra ancora più grottesco.

Dici crisi e nelle ultime due settimane non ti viene subito in mente la Juve: il mondo si sta misurando con ben altre difficoltà. E' vero tuttavia che la «Borsa» bianconera, che sta a cuore a molti milioni di appassionati, ha indici in forte ribasso. Le ragioni? Per tre quarti hanno origini nella volubile psicologia di massa e solo al 25% si rispecchiano nei risultati insoddisfacenti delle ultime quattro partite e in una classifica che però vede la squadra lontana appena quattro punti dal vertice. Dalla sconfitta col Palermo ad oggi, il tecnico Ranieri ha potuto più riflettere che lavorare: gran parte dei suoi effettivi sono volati via da Torino per aggregarsi alle varie nazionali, riunendosi solo a poche ore dal delicato confronto di Napoli. Attorno a sè, l' allenatore vede una tifoseria ostile, almeno per quello che riguarda la minoranza rumorosa, la cui sfiducia trova molte sponde per esprimersi in modo quasi ossessivo. Diciamolo: non è certo il miglior modo per affrontare compatti qualche passaggio a vuoto. La società, al contrario, sembra far scudo al suo allenatore, l' uomo cui si era aggrappata dopo il rientro in serie A e che è stata ripagata con il reingresso (per niente scontato) nell' area nobile del calcio italiano ed europeo. Non è servito a convincere gli scettici: in questo campo i giudizi prevenuti sono inscalfibili. La verità è che l' ambiente non ha ancora digerito la mutazione genetica di un club che per decenni vinceva per diritto divino e che ora si deve misurare con la propria umanità e con bilanci intelligentemente limitati da manager che sanno fare il loro mestiere. Gli appelli alla razionalità sono utili, ma di fronte ai risultati negativi vengono superati come gli argini troppo bassi durante una piena rovinosa. Ranieri per primo lo sa. Questa sera a Napoli c' è da affrontare l' entusiasmo di una squadra che ha ripreso a pensarsi grande e che produce fiammate di bel gioco. Sarebbe stato un esame comunque rognoso, lo diventa ancor di più senza Buffon, Trezeguet, Sissoko, Camoranesi, un' altra mezza dozzina di indisponibili, e soprattutto senza lo scudo termico di una solidità ambientale che la Juve dovrebbe regalare a se stessa. Specie alla vigilia di un ciclo tosto che in poco più di due settimane comprende, oltre alla partita di Napoli, due sfide con il Real, il derby, il Bologna e la Roma. Senza respiro. Sei giornate non possono essere sufficienti ad emettere giudizi trancianti su nessuno, ma questo è il calcio italiano con le sue schizofrenie (e i suoi ingaggi): la storia della nuova Juve si sta scrivendo qui e ora. Anche la «vecchia guardia», chiamata a rompere l' accerchiamento, è stata decimata dagli infortuni prima ancora della battaglia decisiva. Resta Del Piero, con Nedved. Ale è uno specialista in resurrezioni e vero esperto nella resistenza a critiche negative: se il suo spirito si salda con quello del tecnico, la tendenza al ribasso sarà arrestata. I «fondamentali», come dicono gli economisti e curiosamente anche gli allenatori, ci sono, eccome.

Il Team: in un periodo di tre righe il signor Franco Arturi ha battuto il record di stronzate nella stessa frase:
La Juve vinceva per diritto divino.
I bilanci sono intelligentemente limitati.
I manager sanno fare il loro mestiere.

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lunedì 20 ottobre 2008

Gratta e vinci


Il Mago di Ios lancia dal suo blog un'innovativa proposta per migliorare la situazione del bilancio della Juventus, che ha chiuso l'anno con un pesante passivo.

La critica deve essere costruttiva, non distruttiva.

Non si può sempre e solo dire che Tizio fa schifo, che Caio non capisce niente, che Sempronio ha sbagliato tutto, che Filano sarebbe da mandare via a padellate nel culo, etc etc.

Bisogna anche dare dei suggerimenti.

Eccomi.

Parto dal presupposto che blancdesblanc, presunto mago degli sponsor, ha fallito anche sotto questo profilo. Questa è la parte destruens.

Ma questa volta ci aggiungo anche una parte construens.

Ecco il mio suggerimento per cercare di aumentare i ricavi.

A gennaio, invece di "investire" (si fa per dire) i soliti dieci milioni di euro nell'ennesimo bidone, perché non investite la stessa cifra in gratta e vinci?

Non dovete neanche fare la fatica di alzare il vostro culetto pesante dalla poltrona che occupate abusivamente ed indegnamente, perché si può giocare anche on-line.

Se ci va bene, sistemiamo il bilancio.

Se ci va male, almeno non ci tocca pagare lo stipendio al nuovo bidone.

Pensateci, fenomeni!

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Cronache aziendali - settima giornata


Una Juve caricata da Cobolli mette paura al Napoli, ma alla distanza la neocapolista viene fuori.
Perde anche il Torino e il vantaggio di 4 punti resta invariato.
Montezemolo amareggiato con i tifosi
. Della Ferrari.
Ma la notizia del giorno è che l'Inter vince "sensa ruvvare".

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domenica 19 ottobre 2008

Non tutto è perduto, guardiamo avanti!

La domenica di campionato riporta un pallido sole, temperature più miti e rincuora il tifoso bianconero, ieri sera pronto a temere il peggio e perciò sfiorato da pensieri omicidi nei confronti dei responsabili dello sfacelo a strisce bianconere.
Ma dopo la giornata di oggi, non possiamo non sentirci il cuore gonfio d’ottimismo.
Il grande obiettivo stagionale è ancora ampiamente alla portata: nulla è perduto, fratelli juventini!
Il Toro ha perso in casa contro l’ex-Cenerentola Cagliari, che lascia da stasera questo ruolo alla temibile Reggina, a sua volta ieri tenuta a debita distanza dai fratelli viola, che tra un “Juve Juve vaffa…..” e un “Chi non salta è bianconero” ci hanno fatto un grande favore.
Visto che regalare loro Mutu a qualcosa è servito?
E se l’Inter dovesse battere la Roma saremmo addirittura equidistanti tra il primo e l’ultimo posto, addirittura più vicini alla vetta di due punti nel caso in cui i nerazzurri non vincessero contro la squadra di Spalletti.
Ma il risultato dell'Olimpico di Torino è quello che solletica la fantasia dei tifosi, già in fibrillazione per la Grande Sfida della prossima domenica, ora che un’eventuale sconfitta nel derby non significherebbe perdere la leadership cittadina.
Che sembra essere l’obiettivo stagionale.
Un derby che da tempo non si presentava in questa veste, ovvero di ultima spiaggia per le due società, e per i due allenatori.
Il derby oggi meno nobile della serie A, quello con le squadre che sommano meno punti tra le otto che in Italia giocano le stracittadine.
E se per il Toro è normale navigare in queste acque, per la Juve è novità assoluta.
E la cosa, scommettiamo, ci verrà propinata come una sfida entusiasmante, ci riempiranno la testa sul come sarà bello uscire da un momento difficile, sul carattere dell’impresa di togliersi dalla fangosa posizione attuale.
Se mai ci si riuscirà.
Per ora resta da ringraziare l’Atalanta che blocca sul pari il Chievo, tenendolo a distanza, il Milan che si sbarazza con “alègrìa” (e generosità della banda Collina) della Samp e il Genoa che batte il Siena permettendo alla New Holland FC 2006 di comandare la parte destra della classifica (sicuro motivo di orgoglio per Blanc e soci) almeno fino al posticipo serale.
Censurabile invece l’atteggiamento della Lazio ex capolista, arrendevole come non mai contro il Bologna che non faceva punti da quando i climatizzatori erano ancora accesi, e manda i felsinei in un solo colpo a soli tre punti dalla nemica Juventus. Fossimo in Ranieri cominceremmo a preoccuparci.
E meno male che la tradizionale alleata Udinese (che non a caso porta gli stessi colori della NHFC 2006) riesce nella pregevole rimonta in Salento, evitando che anche la squadra di Beretta compia il sorpasso ai danni della banda del Cantante.
Un Cantante confermato dal suo impresario, un manager che dichiara di voler tornare a vincere subito e lavorare di più e meglio, per uscire tutti insieme da una situazione difficile, ma di capire “che stiamo pagando un prezzo altissimo alle tre partite alla settimana”.
Bene, ora è tutto chiaro, parole già sentite e ampiamente prevedibili, con una frase finale in più.
Quindi togliamoci di torno questo fastidioso happening infrasettimanale già da martedì sera e torniamo alla nostra dimensione “Post 2006 Style”.
Lo sapevamo anche prima che l’Europa avrebbe portato via energia e risorse.
Lo sapevano anche loro, crediamo, visto che parlano da mesi di questa favoloso ritorno in Champions League, ma forse per lor signori tutto questo conta solo per i bonifici che arrivano dall’UEFA.
Ma che importa, tanto domenica c’è il derby. Guardiamo avanti…

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Grazie

Sfogo di un tifoso, tratto dal forum J1897.com. Grazie a...

All’Avvocato Gianni Agnelli, per la straordinaria scelta ereditaria, mi scusi se mi permetto ma poteva lasciargli comunque le quote di maggioranza obbligandoli a tenersi lontani da tutte le cariche esecutive a qualsiasi ruolo (è anche il momento che l’Italia diventi come tutti i paesi più avanzati non se ne può più di vedere aziende quotate in borsa controllate e governate da esponenti della famiglia fondatrice).

A John Elkann, per il male fatto a milioni di persone che in 2 colori trovavano l’unica speranza di riscossa per una vita fatta di stenti e rinunce, ma d’altro canto lei cosa ne può sapere, non ha mai lavorato in vita sua, non ha mai conosciuto la fatica e il sudore della fronte, lei che ha ricevuto o cocc ammunnat e buon (tutto senza doverlo conquistare) (sono anche napoletano per di più pensate come sono felice stasera), sicuramente di questa sconfitta se ne fregherà altamente tanto chissà dove sarà in questo week end, tranquillo e sereno, con la sua nobile e bella moglie e i suoi 2 bambini.

A Luca Cordero di Montezemolo, non voglio neanche dire il perché, tanto lei sa di non meritare nulla di tutto ciò che ha e non merita neanche che io sprechi parole per spiegare le sue colpe.

A Giovanni Cobolli Gigli, vorrei ricordare che per i veri uomini la dignità non ha prezzo, a proposito se avessi visto l’esempio che lei rappresenta per i manager, avrei scelto altri studi, purtroppo pensavo che i manager fossero tutti come Antonio Giraudo, persone che credono e lavorano per la loro azienda con passione e dedizione cercando di raggiungere il successo personale attraverso i risultati ottenuti dalla propria azienda.

A Jean Claude Blanc, non voglio sprecare ulteriori parole, per lei vale il discorso fatto a Giovanni Cobolli Gigli, ma d’altro canto anche lei che colpa ne ha, se un giovane bambino viziato l’ha voluta a tutti i costi nel CDA e poi addirittura AD della società di calcio più importante d’Italia.

Ad Alessio Secco, anche lei in un certo senso è una vittima di tutto ciò, però poteva anche rinunciare, tanto a fare le fotocopie l’avrebbero comunque tenuta, o comunque se volevo approcciarsi in un nuovo ruolo poteva fare la dovuta gavetta come dovrebbero fare tutti.

A Lapo Elkann… vabbè lasciamo perdere.

A Claudio Ranieri uomo di piccola statura, per lei vale lo stesso discorso fatto a Cobolli, ma tanto se per 57 anni è stato un mediocre a cui sta bene tutto, come avremmo potuto pretendere in lei un moto di orgoglio, credo che per lei le migliori parole le ha coniate Didier Deschamps. A proposito oltre ad essere un piccolo uomo è anche un tecnico incapace, già lo sapevo, ma stasera se ne sono accorti anche i giornalai.

A Gianluigi Buffon, solo perché non ho capito cosa le abbiano promesso per rimanere in una squadra allo sfascio e ormai credo che i motivi siano solo economici e dato che lei è uno dei miei idoli, spero che sia solo una vittima di questa situazione, preso per i fondelli come tutti noi.

Infine volevo ringraziare i tifosi, che ancora si ostinano a difendere questa proprietà e questa dirigenza, (sarà stata premonizione ma io avevo capito tutto dal maggio 2006) speravo, per l’amore che nutro per la mia squadra, di sbagliarmi, ma purtroppo non mi sbagliavo. Ora però vorrei capire da questi tifosi, cosa vogliamo fare, quando vi sveglierete, quando andremo di nuovo in serie B, ma stavolta sul campo e per reali colpe della dirigenza/proprietà? è ora di protestare e contestare, ma non l'allenatore, il cancro bisogna eliminarlo dalla radice !!!!

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sabato 18 ottobre 2008

Napoli - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Un paio di buoni interventi nel primo tempo, incolpevole sui due gol

Zdenek Grygera: voto 6-
Sulla sua fascia si soffre poco, non si fa quasi mai vedere in avanti

Dario Knezevic: voto 4
Regala al Napoli il pallone per il gol della vittoria. Seconda partita persa per colpa del colpo più difficile del mercato bianconero (cit)

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Ineccepibile nel primo tempo. Qualche entrata troppo rude nel secondo

Cristian Molinaro: voto 5
Il solito disastro in fase di attacco, si barcamena in difesa ma viene più volte bruciato da Maggio

Hasan Salihamidzic: voto 6
Non è un fuoriclasse, ha i piedi di marmo, ma fa il suo onesto lavoro senza infamia e senza lode

Christian Poulsen: voto 6
Discreto nel primo tempo in fase di interdizione, nel secondo effettua il cross per il gol di Amauri. Nel complesso, è in linea con la mediocrità della squadra

Claudio Marchisio: voto 6+
Nel grigiore più assoluto, qualche buona giocata, un paio di piedi buoni in un oceano di scarponi

Pavel Nedved: voto 5
Non è più il giocatore che fu, purtroppo. E il sostituto non c'è, se è vero che il Cantante inserisce De Ceglie per rinforzare la fascia sinistra

Alex Del Piero: voto 5
Incide pochissimo, mal servito e piuttosto demotivato. La sua sostituzione passerà alla storia come una delle perle della sciagurata gestione del Cantante

Amauri: voto 6.5
Al solito, soffre la mancanza di gioco della squadra. Segna un gran gol all prima palla utile
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Paolo De Ceglie: voto 6.5
Entra al posto di Del Piero (sì, avete capito bene) e ha un buon impatto sulla partita, con un paio di buoni spunti

Albin Ekdal: senza voto
Entra al posto di Poulsen, dopo l'ennesimo infortunio muscolare

Sebastian Giovinco: senza voto
La mossa della disperazione di un Cantante ormai allo sbando, non ha il tempo per incidere
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Claudio Ranieri: voto 2
La formazione iniziale, decimata dagli infortuni (dovuti alla preparazione?) è una delle Juventus più povere tecnicamente mai viste. Nello squallore generale, la partita si avviava verso il pareggio. A quel punto, il colpo di genio: dentro De Ceglie per Del Piero, quindi Ekdal per Poulsen (anche lui infortunato, of course) quindi Giovinco negli ultimi 8 minuti. Andrà sicuramente in panchina con il Real, mi auguro di non vederlo più già per il derby.

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Napoli - Juventus, formazioni

Napoli (3-5-2): 1 Iezzo, 13 Santacroce, 28 P. Cannavaro, 96 Contini, 11 Maggio, 8 Blasi, 23 Gargano, 17 Hamsik, 3 Vitale, 7 Lavezzi, 9 Denis.
A disp.: 30 Navarro, 6 Aronica, 4 Montervino, 5 Pazienza, 77 Mannini, 20 Russotto, 25 Zalayeta. All.: Reja.

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 15 Knezevic, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 7 Salihamidzic, 18 Poulsen, 19 Marchisio, 11 Nedved, 8 Amauri, 10 Del Piero.
A disp.: 12 Chimenti, 45 Ariaudo, 29 De Ceglie, 27 Ekdal, 32 Marchionni, 46 Rossi, 20 Giovinco. All.: Ranieri.

Arbitro: Saccani di Mantova


Formazione decimata in modo drammatico per Ranieri in vista della decisiva trasferta di Napoli. Saranno assenti per infortunio Buffon, Zebina, Legrottaglie, Camoranesi, Zanetti e Trezeguet, più Sissoko squalificato.
Manninger giocherà in porta, Knezevic verrà schierato al centro della difesa. A centrocampo, Brazzo e Nedved esterni con Poulsen e Marchisio centrali. In attacco il capitano e Amauri.

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venerdì 17 ottobre 2008

Ma Chagall era interista?

Secondo il Corriere della Sera sì, il pittore Marc Chagall era interista anche se "a dire la verità non lo sapeva nemmeno lui"; lui non lo sapeva ma se n'è accorto il giornalista Tommaso Pellizzari che dalle pagine sportive appunto del Corsera (del 10 ottobre) ha pensato bene di proporci un articolo a sei colonne sulla mostra "Internazionale 1908-2008. Il nerazzurro è arte".

Il titolo dice già tutto e dopo l'articolo del Corriere (il quotidiano più venduto in Italia) una previsione ci sentiamo di avanzarla: se in questi giorni a Milano diminuiranno i visitatori dell'Ultima Cena di Leonardo non sarà per colpa della crisi dei subprime che potrebbe aver angosciato anche gli amanti dell'arte, sarà perchè sono tutti in fila per rendersi conto dal vivo di quanto sia artistico mischiare sapientemente il nero con l'azzurro. Quanto al giornalista Pellizzari si vede che, facendo onore al suo mestiere, ha studiato a fondo il catalogo della mostra scoprendo così "la riprova della connessione profonda tra il nerazzurro e la dimensione insieme fondativa ed escatologica dei libri sacri" (!) e così, ragionando a fondo (come deve fare un bravo giornalista) sul fatto che ben nove illustrazioni della Bibbia di Chagall hanno come unici colori il nero e l'azzurro, ha fatto lo scoop dell'anno (o del centenario?), quello appunto che Marc Chagall, senza saperlo, era interista (non si dice se fin da bambino, come Ibrahimovic).

Va aggiunto, per completezza di informazione, che l'idea della mostra è venuta ad un gallerista "nato interista e cresciuto con venature mitiche"; per farci capire meglio, uno che dice, così scrive il Corriere, "il nerazzurro non è nemmeno un colore. A me sembra un'entità filosofica, un'idea platonica".

Questo fatto del nato interista, con l'aggiunta dell'idea platonica, da un lato mette le cose a posto, nel senso che non è il caso di lambiccarsi il cervello con l'escatologia, Platone e Chagall per approfondire quanto è artistico il nerazzurro e che roba è la mostra di Milano; è solo roba di chi nasce tifoso e magari poi col tempo peggiora pure: ci può essere, per dire, chi dalla tribuna fa il gesto dell'ombrello, quell'altro che butta giù un motorino dalle gradinate e chi, essendo cresciuto con venature mitiche, si realizza appunto con una mostra. Dall'altro, però, pone un interrogativo grosso proprio sul Corriere che con articoli del genere, presentati per di più su un quarto di pagina, lascia perplessi circa la linea editoriale delle sue pagine sportive: tratta lo sport con tutti i suoi mille colori (nero compreso) oppure ha sposato l'idea platonica del nero sapientemente mischiato con l'azzurro (quasi fosse l'Ufficio Stampa della seconda squadra di Milano)?

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giovedì 16 ottobre 2008

Cronache dalla Gea

Il processo Gea volge ormai al termine, sempre nel più assoluto vuoto probatorio. In attesa della conclusione del processo, invitiamo i lettori del blog a guardare con attenzione questi due video, che trattano i casi di due giocatori, Fresi e Grabbi, che sono stati vittime di presunte minacce da parte del pericoloso capo della Cupola del calcio. Il resoconto delle testimonianze in tribunale sembra dare una visione della realtà ben diversa da quella proposta dai media.



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mercoledì 15 ottobre 2008

Il Decalogo New Holland FC


Il Mago di Ios commenta sul suo blog una notizia che lo ha colpito particolarmente: pare che i giocatori della Juventus saranno presto chiamati a rispettare un nuovo codice di comportamento (il codice Elkann, forse?).

Secondo La Stampa (Link), i giocatori della New Holland FC dovrebbero ricevere oggi un nuovo codice di comportamento.

Un decalogo, predisposto dai Cirigenti, nelle persone del tennista e del motociclista. Con passione, competenza e professionalità.

Un decalogo che avrebbe ricevuto anche l'approvazione del CDA.

Un decalogo che sarebbe stato in qualche modo suggerito nientepopodimenoche dal cognato della Patty.

Un decalogo che sembra ispirarsi alla famosa lettera di Veltroni. Ve la ricordate? E' la lettera in cui il nostro yeswecan all'amatriciana indicava le sue tre geniali strade per risolvere la crisi Alitalia. Fatte un passo avanti. Vagliate tutte le strade. Mettetevi d'accordo.

Ecco il Nuovo Decalogo New Holland FC.

1. Il dirigente dirige

2. Il cantante canta

3. Il medico medica

4. I calciatori calciano

5. Il portiere para

6. Il difensore difende

7. L'attaccante attacca

8. L'ala destra sta a destra

9. L'ala sinistra sta a sinistra

10. Il centrale sta al centro

Come potete vedere, mica pizza e fichi.

E neanche cozze e noisettes.

Chissà però che fine ha fatto il vecchio codice comportamentale?

Eh già, perché alla Juventus ce n'era già uno.

Elaborato all'epoca della Triade.

Certo, con molta meno passione.

Certo, con molta meno competenza.

Certo, con molta meno professionalità.

Però, non doveva essere proprio malaccio quel codice comportamentale.

Considerato che il pallavolista, incaricato di rivederlo, lo aveva considerato assolutamente perfetto. Anzi, chiaccherando con me e Dominiobianconero all'assemblea dell'anno scorso, aveva detto di non aver mai visto nella sua carriera un codice comportamentale così completo e strutturato.

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Il tavolino è sempre pronto

La notizia: Primavera, l'Inter vince a tavolino
Il Giudice Sportivo della Lega Nazionale Professionisti ha assegnato la vittoria all'Inter (3-0) nella prima giornata del campionato Primavera Tim "Trofeo Giacinto Facchetti". L'irregolarità che ha assegnato la sconfitta a tavolino al Cagliari è riferita all'utilizzo di due fuori quota nati prima del 1 gennaio 1988. La gara disputata sabato scorso a Cagliari era terminata 0-0 sul campo.

Ora, è giusto che se il Cagliari non conosce neppure le regole del torneo Primavera a cui partecipa venga penalizzato, ma viene da pensare alle decisioni della stessa giustizia sportiva di qualche anno fa: sembra quasi che far giocare un fuori quota sia molto ma molto più grave che far giocare un calciatore con un documento falso nel campionato di Serie A.
Questa sentenza dimostra, se ve ne fosse bisogno, che l'Inter doveva avere tante partite perse a tavolino per quante furono quelle disputate da tal Alvaro Recoba con passaporto taroccato.
Ultima annotazione per Abete: se si riuscisse a sostituire anche la parola Primavera con altra più nerazzurra, da abbinare a Tim e Giacinto Facchetti, sarebbe tutto molto più "aziendale".

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martedì 14 ottobre 2008

Il paracadute


Marco Liguori tratta sul suo blog Il Pallone in Confusione un argomento che interesserà sicuramente i tifosi juventini, vale a dire l'entità dei compensi dei dirigenti Jean Claude Blanc e Giovanni Cobolli Gigli. L'analisi del bilancio della società ha evidenziato un fatto piuttosto bizzarro: Giovanni Cobolli Gigli e Jean Claude Blanc hanno ottenuto un "paracadute" in caso di licenziamento senza giusta causa. Secondo il bilancio 2008 della Juventus, al presidente è stata riconosciuta un’indennità forfettaria di 450mila euro. Invece, l’amministratore delegato conseguirà 3 milioni anche in caso di sue dimissioni con giusta causa.
Riportiamo la parte dell'articolo che riteniamo più significativa:

... Nel documento si sottolinea che il presidente ha conseguito «il riconoscimento di un’indennità forfettaria determinata su proposta del comitato remunerazioni e nomine pari all’ultimo emolumento annuo (attualmente di euro 450 migliaia)». Invece per l’amministratore delegato e direttore generale francese la clausola vale anche «in caso di dimissioni» date «con giusta causa»: il manager potrà avere «il riconoscimento di un’indennità forfettaria pari a euro 3.000 migliaia». Insomma, in caso di contemporanea ingiusta cessazione del rapporto di lavoro la Juventus dovrebbe corrispondere in totale a entrambi 3,45 milioni. Forse questo trattamento deriva dal fatto che entrambi sono gli unici amministratori esecutivi. Secondo il documento contabile bianconero chiuso al 30 giugno scorso, Cobolli Gigli ha incassato in totale compensi per 707mila euro. Il dato è così scomposto: 450mila euro in emolumenti per la carica, 14mila per i benefici non monetari, 225mila in bonus e altri incentivi e 18mila per altri compensi.
...
Più elevata la remunerazione complessiva di Blanc, pari a 2,24 milioni. Essa è suddivisa in più parti: 15mila euro solo per la carica di consigliere. Per l’incarico di amministratore delegato ha ottenuto 503mila euro in emolumenti, 21mila in benefici non monetari e 844mila per bonus e altri incentivi: quest’ultimo, si legge nel documento contabile, è il «valore attualizzato dell’additional compensation che sarà erogata al termine del piano di sviluppo a medio termine approvato dal consiglio di amministrazione del 14 marzo 2007». Inoltre, come direttore generale, Blanc ha avuto una ulteriore paga cospicua: 9mila euro in benefici non monetari, 392mila in bonus e altri incentivi e 456mila in altri compensi. Riguardo a questa cifra si sottolinea che è «retribuzione da lavoro dipendente».
...

E' da notare come la questione del "paracadute" non fosse sfuggita ai membri dello Ju29ro Team, che avevano sollevato il problema durante l'assemblea degli azionisti tenutasi ad ottobre 2007. In questo senso, è interessante rileggersi gli interventi in assemblea di Dominiobianconero e del Mago di Ios, pubblicati a suo tempo su questo sito, in cui è possibile trovare riferimenti al "paracadute" salva-Cobolli e salva-Blanc scoperto solo oggi dai media (link), con un anno di ritardo.


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Fatti, non pugnette


Volevo commentare il fondo scritto stamani da Vittorio Oreggia su Tuttosport. Il pezzo comincia così:

"Siccome Jean Claude Blanc passa per essere un uomo di parola, (...).

Come non detto. Sarà per un'altra volta.

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lunedì 13 ottobre 2008

Jaki cuore impavido

(Da Tuttosport)
Pronostico rispettato: "Alfa Romeo 2" del neozelandese Neville Crichton ha vinto la 40/ma edizione della Barcolana, che si è svolta oggi a Trieste. A bordo c'era anche il vicepresidente del gruppo Fiat, John Elkann, grande appassionato di vela.
È la quinta volta che l'imbarcazione vince la classica regata collettiva che ogni anno si disputa nel golfo del capoluogo giuliano. Lo scafo di Crichton si è imposto davanti a "MaxiJena", l'imbarcazione slovena capitanata da Mitja Kosmina. Il percorso di regata è stato accorciato a causa del poco vento. La linea d'arrivo è stata infatti fissata dal comitato di regata all'altezza del castello di Miramare, dove si è assistito ad un tifo da stadio da parte delle persone che erano a bordo delle centinaia di motoscafi e imbarcazioni che hanno seguito il duello finale tra le due imbarcazioni di testa.
«Sono rimasto letteralmente impressionato dalla partecipazione popolare alla Barcolana»: lo ha detto John Elkann. «Per me - ha aggiunto Elkann - è un grande privilegio aver debuttato alla Barcolana con Alfa Romeo, il maxi yacht che corre e vince creando passione non solo tra i velisti ma anche tra chi subisce il fascino delle grandi prestazioni». «Stare a bordo è stata un'esperienza unica. Sono rimasto impressionato, prima, per l'agilità con cui Alfa Romeo si è mossa tra le quasi 2000 imbarcazioni in partenza; poi, per la velocità che ha sviluppato, considerando il poco vento, e infine - ha concluso - per il caldo abbraccio che l'intera città di Trieste ha voluto tributare a Neville Crichton e al suo equipaggio».

Al termine della regata, Elkann non ha voluto far mancare il suo incoraggiamento alla Juventus, che attraversa un momento di grande difficoltà in seguito alla sconfitta con il Palermo.
«Alla Juve sono tutti uniti», questa la dichiarazione di Elkann (notare il "sono" invece di "siamo"). Cinque parole cinque, poche ma pesanti come pietre, da vero condottiero che si prende in prima persona le sue responsabilità nei momenti difficili, e lancia il suo grido di battaglia.
Ecco il video dei tifosi juventini che ascoltano il discorso di Elkann, in esclusiva per il Blog del Team.


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Castagnineide

Qualche settimana fa avevamo illustrato vita, morte e miracoli di Renzo Castagnini, il nuovo responsabile degli osservatori della New Holland Simpaty FC 2006.

Avevamo scritto questo pezzo credendo di aver definitivamente affrontato l’argomento Castagnini.

Tuttavia oggi la succursale torinese della Pravda Rosa (Tuttosport) ci ha informato che a Torino la Castagnineide sta continuando con un eccellente nuovo arrivo:

Moretto talent scout per il Sudamerica
TORINO. Che la Juve intenda dare un impulso al proprio lavoro di scouting in Argentina e Brasile lo testimonia un’acquisizione sul mercato degli osservatori. E’ passato infatti nell’orbita bianconera l’argentino Angel Moretto, ex osservatore del Piacenza e uomo di fiducia del presidente emiliano Fabrizio Garilli (oltreché di Renzo Castagnini). In effetti la Juve (esclusa la presenza in Uruguay, dove è attiva la collaborazione con Paolo Montero) dall’altra parte dell’Oceano negli ultimi tempi si è mossa relativamente poco, preferendo concentrarsi sul mercato del Nord Europa. Infatti in casa bianconera si è cercato sempre più un prototipo di giocatore solido mentalmente e pure fisicamente e, da Sissoko ad Amauri (brasiliano sì, ma di lunga militanza italiana) per arrivare allo stesso Poulsen, tutte le mosse sono state orientate da quelle linee guida. E magari pure dalla consapevolezza che tornati prima in A prima, e in Champions poi, la necessità era di trovare giocatori subito capaci di integrarsi nella nuova realtà. La scelta però nel medio periodo rischiava di essere penalizzante, perché Argentina e Brasile continuano a sfornare talenti senza soluzione di continuità e comprarli direttamente sul luogo d’origine (almeno dal punto di vista economico) presenta i suoi vantaggi.

Apprendiamo dunque con sgomento che un altro Carneade sta arrivando ad arricchire lo staff tecnico della squadra di Corso Galfer che nelle ultime edizioni del calciomercato ci ha regalato “perle” che rimarranno nella storia del club per parecchi decenni.
Ulteriori informazioni sul soggetto in questione, Angel Moretto, li potete trovare qui:

Come potrete leggere il personaggio in questione è stato colui che ha “segnalato” e “scoperto” campioni del calibro di Campagnaro e Simon (Argentina), Gobatto (Brasile), Miglionico (Uruguay), Ciarrocchi, Nef e Padalino (Svizzera), Rantier (Francia), Patrascu (Romania), Nainngolan (Belgio), Ndagano (Ruanda); e si capisce anche perchè quest’estate si voleva portare a Torino il difensore Campagnaro, attualmente alla Sampdoria con alterno rendimento.

Insomma il Sig. Moretto è uomo di fiducia di Garilli (e di Castagnini) da molti anni, ma non ha portato finora in Italia nè campioni nè buoni giocatori ma solo onesti comprimari.

E’ questo che serviva alla Juventus?

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domenica 12 ottobre 2008

Policlinico Juventus


Le stanze del Policlinico Juventus fanno segnare il tutto esaurito in tutti i reparti. Facciamo un riassunto della situazione, che si fa sempre più drammatica ogni giorno che passa, soprattutto in vista del trittico decisivo Napoli-Real-Torino.

Gigi Buffon: lesione muscolare di secondo grado all'adduttore della gamba destra. Si fa male durante la partita contro il Palermo, rimane in campo nonostante l'infortunio e peggiora la lesione. Il suo rientro è previsto per dicembre.
Jonathan Zebina: infiammazione del tendine di Achille. Si hanno notizie del suo infortunio ad agosto, e ad oggi risulta disperso, non avendo mai giocato e non essendoci notizie su un suo imminente ritorno.
Mauro Camoranesi: lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia destra. Esce malconcio dalla disgraziata partita contro il Palermo, dovrebbe essere il meno grave e ricominciare ad allenarsi presto (si spera).
Cristiano Zanetti: distrazione muscolare alla coscia destra. Si è infortunato il 10 agosto, non ha mai giocato e pare che non rientrerà prima di novembre.
David Trezeguet: operazione al tendine rotuleo del ginocchio destro e alla cartilagine del sinistro, lo rivedremo nel 2009.

Si tratta di sfortuna, dicono alcuni. Si è pure tirata in ballo la legge di Murphy ("Se qualcosa può andar male lo farà"), che contribuirebbe a rendere ancora più pesante la situazione di una squadra già in crisi. In realtà, molti cominciano a chiedersi se la preparazione estiva non sia stata sbagliata, e se non ci siano pesanti responsabilità dello staff tecnico dietro a questa autentica ecatombe. Persino la Stampa, il quotidiano più vicino alla famiglia Agnelli, ha dedicato all'argomento un articolo dal titolo significativo: "La Juventus non ha il fisico". Ecco uno stralcio del pezzo, che contribuisce ad alimentare i nostri dubbi:

... Ma c’è da chiedersi se non esistano anche errori e responsabilità nella serie di infortuni che la flagellano: da agosto a ieri, 14 con una prognosi di almeno una settimana. Tranne per Trezeguet e Chiellini, si è trattato sempre di problemi muscolari e ci chiediamo se si tratti di «coincidenze», come dice Lippi, o qualcosa non abbia funzionato nei programmi del professor Capanna, il preparatore atletico portato da Ranieri e che prima dell’esperienza nel Parma non aveva trattato squadre di calcio ad alto livello tanto che Del Piero assunse un proprio preparatore.
Neppure ai tempi del marine Ventrone, che aveva metodologie di lavoro diametralmente opposte, si era assistito a una simile ecatombe. Non possedendo le necessarie cognizioni scientifiche, qualsiasi giudizio sul lavoro di Capanna non è giustificato, però resta sul piatto la forza dei numeri oltre alla curiosità per alcuni casi di cui non si è più saputo nulla. Zanetti si infortunò al 10 di agosto e fu detto che sarebbe tornato in campo dopo un mese: ne sono passati due e non l’abbiamo ancora rivisto, dicono che potrebbe rientrare forse contro il Napoli (nota di chi scrive: rientro posticipato di almeno un mese). Per Zebina si era parlato di un dolore al tendine ed è scomparso dai radar. Adesso c’è la ricaduta di Buffon, per il quale c’è chi ipotizza che i problemi muscolari nascano da una postura scorretta, per colpa dei dolori alla schiena e dell’ernia. Murphy direbbe che l’aveva previsto.

Le domande che si pongono i tifosi sono quindi più che legittime:
Si tratta solo di sfortuna?
Lo staff medico è davvero competente?
Non è possibile pensare che Ranieri si affidi troppo a questi giocatori/parafulmine rischiandoli e forzandoli anche quando dovrebbero riposare?

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venerdì 10 ottobre 2008

Rateizzare i debiti del calcio non conviene!

Marco Liguori riporta sul suo blog "Il Pallone in Confusione" un'interessante analisi dello stato finanziario delle società calcistiche italiane. Lo studio del giornalista conferma quanto affermato su questo sito sin dall'inizio, e cioè che le società di serie A sono paragonabili al Titanic, dove l'orchestra suonava mentre la nave affondava. Ecco il link all'articolo completo, e uno stralcio della parte centrale, in cui Liguori parla della rateizzazione dei debiti del calcio.

Rateizzare i debiti del calcio? Non conviene
La "spalmatura" delle somme dovute a calciatori, banche, fisco ed enti previdenziali costa molto in termini di commissioni e interessi. C’è una sola via d’uscita in Italia e in tutta Europa: tagliare i costi, a cominciare dagli stipendi dei giocatori.

... Si ricordava all’inizio che le società sono debitrici verso gli istituti di credito, il fisco e gli enti previdenziali: anche qui si applica la regola del "quant’è bello rateizzare". Ma questo genere di operazioni si traduce in una serie di costi ulteriori: per svolgere un piano di ripartizione delle somme dovute occorre ottenere le fideiussioni bancarie oppure assicurative. La quale si traduce in altri costi in termini di commissioni, anche se spesso è accompagnata dall’investimento in prodotti che concedono somme di denaro. I debiti inoltre creano interessi molto consistenti, oltre ad eventuali rivalutazioni, che devono essere onorati: essi costituiscono una sorta di "tassametro" che scatta in continuazione, poiché in gran parte dei casi le squadre hanno ottenuto prestiti con saggi variabili. E con la crisi finanziaria attuale e il tasso di riferimento bancario Euribor schizzato alle stelle gli interessi non sono destinati a scendere, almeno per ora. Insomma, la rateazione non conviene poi così tanto: anzi, è un modo per pagare di più in maggior tempo. L’unica cosa da fare è tagliare i costi: a cominciare dagli ingaggi dei calciatori. Lo ha capito anche l’Uefa, che ha cominciato a scagliare il suo anatema dell’esclusione dalle coppe contro tutte le società indebitate. E ci sono anche i club inglesi, che fino a pochi mesi fa erano additati come modello: ora si scopre che hanno un buco di ben 3,8 miliardi di euro. Il problema è quindi internazionale: la serie B è solo la punta dell’iceberg. Bisognerà vedere se c’è la concreta volontà da parte dei dirigenti del mondo del pallone europeo di sedersi al tavolo e cambiare tutto: una volontà che finora non traspare. Ma il mondo del calcio riuscirà a evitare di fare la fine del Titanic?

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giovedì 9 ottobre 2008

Se quel lancio di Platini...


Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare dagli scalini (scomodi) del vecchio Comunale non potrà mai dimenticare gli assist vincenti di Platini: il pallone viaggiava sicuro, come telecomandato; quasi piano, che uno sugli spalti faceva come in tempo a ragionarci sopra e a chiedersi dove andava a planare; gli avversari era come se non si rendessero conto; quando poi il pallone, all'improvviso, planava c'era solo da inquadrare la porta e tirare per fare gol.

Anche da Presidente dell'Uefa, alle prese con problemi di geo-politica o di politica e basta, parlando qualche mese fa dei debiti di alcuni grandi club (tema a noi molto, molto caro) è come se Platini avesse fatto un lancio dei suoi: ha testualmente detto che erano una vergogna che lui si impegnava gradualmente a eliminare.

Per un po' l'argomento è passato sotto silenzio (non sul nostro sito) come quando lui giocava e il pallone sembrava procedere piano con gli avversari che non si rendevano conto; in particolare il giornale sportivo di Milano dal formato piccolo ha continuato a raccontare tutto il rosa della vita nascondendo la vergogna dei debiti (dell'Inter) con annessi e connessi; intanto noi spettatori, come ai vecchi tempi del Comunale, facciamo in tempo a ragionare pure su questo lancio di re Michel per cercare di capire dove andrà a planare nelle faccende di casa nostra, del carrozzone del nostro calcio.

E anche se non siamo bravi a smarcarci e tirare in porta come sapeva fare da rapinatore Paolo Rossi, una rete che potrebbe gonfiarsi ci sembra di vederla ed è quella dell'Inter del "mecenate" Moratti: l'Inter che chiude ogni anno in media con 100 milioni di deficit di bilancio; l'Inter che in undici anni ha contabilizzato 600 milioni di plusvalenze finte nella compravendita dei giocatori; l'Inter che nel 2006 ha "sistemato" il bilancio con la farsa del marchio e di Inter Brand, l'anno dopo con la barzelletta di Inter Capital e lo scorso anno con la commedia di Internazionale Holding.

L'Inter che ha 320 milioni di debiti netti (Marco Liguori; Libero Mercato) o forse 500 (inchiesta de La Repubblica sulla quotazione gonfiata della Saras), quella dei nove milioni netti a Mourinho (che non è un pirla) e dei 25 milioni per una "trivela".

Certo i registi finanziari della società del mecenate Moratti sono palesemente smaliziati e i difensori occulti dei suoi dare e avere sono meno sprovveduti di quelli che scendevano in campo nel vecchio Comunale, ma intanto la proposta di Platini va avanti, l'Uefa sta discutendo su come metterla in pratica, voci autorevoli (quasi ci avessero letto nel pensiero) parlano di bilanci non trasparenti e di debiti spezzettati un po' qua e un po' là per essere nascosti mentre altre (di origine nostrana) cercano di minimizzare; addirittura stamattina in mezzo al rosa della vita sul piccolo giornale sportivo di Milano è comparso anche un "Calcio inglese nel baratro: passivi per 3,8 miliardi".

Noi non guardiamo al calcio inglese; guardiamo alla rete dell'Inter, è più vicina e la vediamo meglio. Aspettando che quel lancio di Platini finisca la sua parabola.

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Gloria alla Signora

Il momento sembra proprio complicato.
Venti di crisi spirano dappertutto e tornano in auge antichi rimedi.
Ecco Legrottaglie che prova a richiedere l'intervento dell'unico tutor a questo punto in grado di rendere reversibile la metamorfosi della Juventus in New Holland F.C.


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mercoledì 8 ottobre 2008

Al calcio "pulito" mancano i soldi

Per una singolare coincidenza in questi giorni su più giornali il calcio è in evidenza per problemi di soldi.

Repubblica scrive sull'ultimatum di Unicredit ai Sensi (130 milioni entro dicembre) e che la Rosella ha chiesto la proroga; la proroga non ci sarebbe stata e la Rosella sarebbe rimasta "gelata".

Peggio ancora su La Stampa che dedica un articolo al calcio inglese dove il titolo dice tutto "Premier, l'incubo crac"; si parla di "debiti, sponsor falliti, calo di spettatori: i club svendono".

Intanto a Roma la serie A e la B litigano sulla mutualità con la minaccia della serie A di abbandonare la B al suo destino; si riparla anche di abbandonare la vendita collettiva dei diritti TV.

Pensiamo che sia giusto segnalarlo qui sul sito dello Ju29ro Team perchè uno dei motivi (seppure non il più importante) che ha originato la farsa dell'estate 2006 era proprio la difficoltà di bilancio di parecchie società, con la Juve di Giraudo e Moggi che vinceva troppo lasciando agli altri le briciole.

Adesso le difficoltà sembrano riproporsi in maniera più grave; in questi giorni Matarrese non parla più di nuovo calcio "pulito" e di presidenti mecenati.

Potrebbe succedere un gran casino... non vorremmo che si dovesse richiedere una specie di salvacalcio-bis. Come potrebbe essere articolato non riusciamo a immaginarlo, ma non saremmo sorpresi se Matarrese venisse a dire che ci sono problemi grossi (cominciando dalla B) e che il Governo deve intervenire.

Il primo decreto salvacalcio ha cercato di "tappare un buco contabile" (consentendo alle società di spalmare su dieci anni, poi ridotti a cinque per effetto della bocciatura europea, le necessarie svalutazioni del parco giocatori, dopato dal giochetto delle plusvalenze gonfiate).
Questo "buco contabile", in assenza del decreto salvacalcio, avrebbe avuto conseguenze finanziarie in capo agli azionisti, obbligati a ricapitalizzare le società di calcio immettendo risorse finanziarie fresche.

Il decreto salvacalcio, a volte impropriamente definito spalmadebiti (anche se non consentiva di spalmare alcun debito), non comportava alcuna agevolazione finanziaria per le società di calcio, poichè regolava solo un aspetto contabile (agevolando gli azionisti, loro sì dal punto di vista finanziario).
Per le società in crisi finanziaria sono stati invece utilizzati sistemi diversi, quali ad esempio le dilazioni di pagamento dei debiti tributari concesse a varie società di calcio (romane in primis).
Ora la situazione è differente.

La crisi del sistema finanziario internazionale aggrava ulteriormente il dissesto del sistema calcio.
Ma non si tratta più solo di uno squilibrio contabile. Ora quel che sta diventando insostenibile per le società di calcio è il loro squilibrio finanziario.
Squilibrio che potrebbe rapidamente mandare un congruo numero di società a gambe all'aria, perchè la crisi globale impedirà a tali società ed ai loro azionisti di recuperare sul mercato la finanza necessaria.
E diventa anche difficile immaginare che il Governo, costretto probabilmente ad impegnare risorse per sostenere settori ben più rilevanti del calcio, possa in qualche modo intervenire.

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martedì 7 ottobre 2008

La Juve è in vendita!


Apprendiamo con stupore che la proprietà avrebbe messo in vendita la Juventus. La dismissione avverrà attraverso un'asta pubblica, che evoca un sinistro parallelo con l'Alitalia. Riportiamo il messaggio del venditore pubblicato su eBay. La base d'asta è pari a 0,5 euro, alla portata di tutte le tasche. Astenersi perditempo.

Coloro che faranno le loro offerte e che si aggiudicheranno l'oggetto, avranno partecipato ad un asta il cui profit sarà utilizzato per finanziare la prossima campagna acquisti o sarà utilizzato per l'acquisto di titoli di ingresso alla finale di Champions (a cui Cobolli & C. ci porteranno!!!), oppure, per raggiungere Torino non appena la Juventus di Ranieri avrà vinto lo scudetto (??!!).

Se necessita si potrà chiedere di destinare la somma per partecipare all'ingaggio di Tiago, visto che tanto ama stare alla Juve.

Nella vendita includo anche i 2 gol del Palermo ed il Tutor di Mister RANIERI.

Inizialmente avevo messo un "compralo subito a 0,99 €" ma, vista la crisi economica in Italia e vista la crisi tecnica che attanaglia la Juve, ho deciso di ridurre drasticamente i prezzi per l'acquisto portandolo a 0,50 € (sconto del 50%) !!!! e con tutto ciò non compra nessuno!
Chissà perchè. Già, abbiamo comprato Poulsen e sono finiti i soldi ! !

Sono esclusi dalla vendita:
BUFFON - CHIELLINI - LEGROTTAGLIE - ZANETTI - MARCHISIO - GIOVINCO - DE CEGLIE - CAMORANESI - DEL PIERO - IAQUINTA - TREZEGUET - AMAURI

Gli altri sono tutti disponibili da subito, a cominciare da Ranieri e dal suo Tutor, Molinaro, Tiago e Grygera oltrechè tutta la dirigenza .... SECCO, LAPO e JOHN compresi!

A carico del venditore sono tutte le tariffe di inserzione e vendita di Ebay!

Amo la Juve da sempre, ho pianto e ancora non riesco a ridere! Anzi cerco di ridere per non continuare a piangere! Spero tanto in un cambio di rotta, con una nuova dirigenza ed un nuovo staff tecnico che sappia davvero portare i giusti campioni in una squadra dove i campioni non possono assolutamente mancare!

Sono stanco di essere preso in giro da giocatori mediocri (Boumsong, Andrade, Molinaro, Tiago, Poulsen, Grygera ... etc.) voluti non da un discreto ed "ubbidiente" mister ma imposti da una dirigenza attenta solo all'immagine, all'aspetto economico e che di calcio ne sa meno di me.

Coloro che daranno attenzione all'asta e che faranno il loro simbolico acquisto, hanno lo stesso mio pensiero, lo stesso stato d'animo, sono delusi e desiderano, anche simbolicamente, protestare contro questo orribile fardello!

Ironicamente il mio è un modo di protestare per una JUVE che non è più JUVE
Fatelo con me ... per la nostra Juve ... non per la loro!
Buona Asta .... e non me ne vogliano gli interessati !
Forza Juve, comunque e sempre.

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Chi tutela i tutori?


Il Mago di Ios parla sul suo blog della pericolante posizione del tecnico della Juventus Claudio Ranieri.

Sembra che The Singer One sia un cantante sotto tutela.

L'ineffabile Cirigenza della New Holland FC ha capito, con solo un biennio abbondante di ritardo, che è necessario un collante tra il trainer e la squadra.

E allora gli ineffabili hanno deciso che a turno almeno uno dei quattro massimi Cirigenti (Cobolli, Blanc, Secco e Gigli) sia sempre al fianco di cantante e giocatori, al campo d'allenamento o nei ritiri.

La rapidità d'azione è sempre stata una delle caratteristiche degli ineffabili (assieme al fiuto di mercato e, in genere, alla capacità di azzeccare le scelte).

E' probabile che per decidere questa rivoluzione siano state necessarie svariate riunioni del comitato sportivo (difficile mettere d'accordo le sensibilità di un tennista, di un pallavolista, di un amministrativista e di due esperti in tettarelle) nonché la ratifica da parte del CDA (i Cervelloni di Amministrazione).

Certo che metterci più di due anni per capire che una società di calcio non si possa gestire con il culo perennemente attaccato alla poltrona occupata abusivamente in Fermo Ferraris...

Il punto però è un altro.

Va bene mettere il cantante sotto tutela.

Ma chi tutela i tutori (dalle loro cazzate)?

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lunedì 6 ottobre 2008

Chi non parla in faccia?

Ha fatto molto discutere il botta e risposta tra Alex Del Piero e Mario Sconcerti a Sky nel dopopartita di Juventus-Palermo. Il capitano è sembrato lanciare messaggi trasversali (e piuttosto criptici) a persone nell'ambiente bianconero. Ecco il video.



Molte domande si pongono sentendo le dichiarazioni di Del Piero.
- Chi non parla in faccia, e soprattutto con chi dovrebbe parlare?
- Quali sono le "questioni" e "situazioni" a cui si riferisce il capitano?
- Da che parte sta Del Piero? contro Ranieri insieme agli altri senatori, oppure dalla parte del tecnico?

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domenica 5 ottobre 2008

Lo sfogo di un tifoso

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un tifoso.

Spett. le Redazione,
Non saprei neppure da dove cominciare,... sulla Juventus sta "grandinando" alla...grande!!! Purtroppo in questo ns. calcio: Proprietà, Dirigenza e allenatore... giocano a fare i Signori,... in un ambiente fatto per squali... se non ci si sente (almeno calcisticamente)... bisogna sentire il dovere di passare la mano... oggi, aspettare i vecchi 4-5 anni fisiologici per rifare una squadra vincente non è "cosa". Chi ha fatto il "mercato" di questi ultimi due anni... dovrebbe essere messo alla porta... senza se e senza ma! Questi nostri tempi bruciano tutto. Avere le idee chiare e soprattutto avere un "ambiente tecnico" che ne sappia di calcio. Il silenzio del Sig. Elkann è (continuamente) assordante ed i tifosi, di questo, potrebbero... veramente risentirsene... perchè questi sulla loro "squadra" continuano a spendere soldi. I miei vicini di posto, allo stadio (una famiglia di quattro), vengono da Piacenza,... come si fa a rincuorarne il ritorno a casa??
Non si può, poi, avere il coraggio di presentarsi a Villar Perosa a prendersi i sorrisi (e i soldi) della gente; ci vuole logica e coerenza. Nella Juve, Secco e Ranieri sono di gran lunga sopravvalutati e finchè rimarranno ai loro posti, segneremo il passo!! Ranieri, in questo periodo, dovrebbe stare attento alle dichiarazioni che rilascia (confermando il momento di confusione) e soprattutto mettersi d'accordo con se stesso:"non sento un'aria pesante"... "non leggo i giornali".
Si dice... la Juve non ha nel DNA il cambiare allenatore in corso di campionato!!... Perchè questa Juve ha ancora un suo DNA?? Siamo, praticamente, al... se qualcuno sa dov'è il "guasto"... parli!! E purtroppo, anche gli infortuni continuano ad aumentare.
Saluti
A. M. - Torino

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Cronache aziendali - sesta giornata


Con un gol di tacco di Ibrahimovic, troppo bello per essere annullato per gioco pericoloso, e un rigoretto sacrosanto ( il difensore, non arrivandoci direttamente con la mano, se l'aggiusta prima col piede), la Specialona batte il Bologna e raggiunge la vetta della classifica.
Vincono tutte o quasi le avversarie, il Palermo in trasferta.

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Juventus - Palermo, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 5.5
Non ineccepibile sul primo gol

Zdenek Grygera: voto 5
Male sulla fascia nel primo tempo, si assesta come centrale nel secondo, naufraga nel finale insieme a Knezevic

Dario Knezevic: voto 4
Imbarazzante. Colpevole su tutti i gol, cerca di lanciare Cavani verso il terzo gol

Olof Mellberg: voto 6-
Senza infamia e senza lode prima dell'infortunio

Paolo De Ceglie: voto 4
Assolutamente improponibile la sua fase difensiva, soprattutto nel primo tempo. Sembra quasi avere paura di toccare la palla

Claudio Marchisio: voto 5
Fa il compitino senza infamia e senza lode, serve ben altro per essere titolare nella Juve

Momo Sissoko: voto 3
La sua espulsione è stupidità allo stato puro

Christian Poulsen: voto 5
La mediocrità fatta giocatore. Fa il contrastino, il lancetto: è un giocatorino niente male, ma 10 mln di euro per lui sono una bestemmia

Sebastian Giovinco: voto 5.5
Qualche bella giocata, ma è molto fumo e poco arrosto

Alex Del Piero: voto 6-
Autore dell'unico tiro in porta di tutta la partita (l'azione del gol). Non è al meglio, si impegna molto, si rende utile

Amauri: voto 5
Dura fare il centravanti in una squadra senza gioco, ma perde tutti i duelli con Carrozzieri
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Hasan Salihamidzic: voto 6-
Entra al posto di Mellberg e gioca in modo decoroso, ma va a farfalle pure lui sul secondo gol

Mauro Camoranesi: voto 5
Entra al posto di Poulsen senza incidere sulla partita

Pavel Nedved: senza voto
Entra nel finale alposto di Giovinco, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 0
Da cacciare

Commento del Mago di Ios in diretta dallo stadio:
Il Cantante ha la faccia di chi non mangia neanche il porcino, altro che panettone.
Ma i giocatori della New Holland FC non sanno che la distanza si chiede prima di aver battuto la punizione, non dopo?
Chissà che cosa applaudiva il Cantante al gol del cheguevaradistaminkia?

Commento del Dr. Zoidberg:
Ma no! Bisogna lasciar loro tempo! Almeno fino al mercato di gennaio! Sistemeranno tutto: torna Miccoli, prendono Gourcuff e opzionano Cassano per il 2014.
Fiducia alla dirigenza!!!

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sabato 4 ottobre 2008

Juventus - Palermo, formazioni

Juventus (4-4-2): 1 Buffon, 21 Grygera, 4 Mellberg, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 16 Camoranesi, 22 Sissoko, 18 Poulsen, 20 Giovinco, 8 Amauri, 10 Del Piero.
A disp. 13 Manninger, 15 Knezevic, 29 De Ceglie, 19 Marchisio, 7 Salihamidzic, 11 Nedved.
All. Ranieri

Palermo (4-3-1-2): 32 Amelia, 16 Cassani, 80 Carrozzieri, 5 Bovo, 42 Balzaretti, 33 Nocerino, 11 Liverani, 23 Bresciano, 30 Simplicio, 7 Cavani, 10 Miccoli.
A disp. 1 Ujkani, 46 Raggi, 15 Dellafiore, 8 Migliaccio, 99 Michedlidze, 18 Ciaramitaro, 77 Lanzafame.
All. Ballardini.

Arbitro: Tagliavento di Terni


Gara fondamentale per il futuro di Ranieri sulla panchina bianconera. Assenti Legrottaglie e Zanetti infortunati, che saranno sostituiti da Mellberg e Poulsen. Molinaro giocherà sulla fascia sinistra in asse con Giovinco, confermato dopo la buona prova di Minsk. In attacco Amauri e il Capitano, con Iaquinta indisponibile dell'ultimo minuto.

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