martedì 30 settembre 2008

Bate Borisov - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 5
Immobile come un palo sul secondo gol, risente dello choc e non si riprende più, rimanendo inchiodato tra i pali per il resto della partita

Zdenek Grygera: voto 5
Tra i meno peggio in campo, rimane coinvolto nel marasma generale nella prima mezz'ora

Giorgio Chiellini: voto 4
Inanella una serie impressionante di imprecisioni e leggerezze inaccettabili per un campione come lui

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Parte malissimo insieme a tutti gli altri, si fa male, il Cantante si degna di sostituirlo dopo 5 minuti e dopo aver preso il gol

Paolo De Ceglie: voto 5
Inizio di match raccapricciante in cui fa rimpiangere Molinaro (!!!), si assesta un po' nel secondo tempo

Mauro Camoranesi: voto 5
Non è Pirlo, lo sanno tutti ma non il Cantante. Non è neppure in buone condizioni fisiche, crea poco o nulla ed esce alla fine del primo tempo

Sebastian Giovinco: voto 7
Partenza stentata, quindi decolla ed effettua i due assist per i due gol. Altre giocate pregevoli, a tratti predica nel deserto

Momo Sissoko: voto 2
Irritante, semplicemente irritante. Perde decine di palloni, parte palla al piede cercando il coast-to-coast e ignora Nedved solo davanti alla porta. Ha giocato di fatto per gli avversari

Pavel Nedved: voto 4
Un disastro il primo tempo, qualche fiammata nel secondo, nel complesso prestazione molto negativa

Vincenzo Iaquinta: voto 7.5
Fa solo due cose: i due gol. Basta e avanza in una serata da incubo

Alex Del Piero: voto 4.5
Primo tempo disastroso, va vicino al gol nel secondo ma stavolta naufraga insieme alla squadra
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Dario Knezevic: voto 6-
Entra al posto di Legrottaglie e porta un po' di ordine nel manicomio in cui si trova. Qualche sbavatura nel secondo tempo

Claudio Marchisio: voto 6-
Non fa nulla di che, ma rispetto allo sciagurato compagno di reparto (Sissoko) sembra un gigante

Amauri: senza voto
Entra nel finale, carta della disperazione giocata da un Cantante ormai allo sbando
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Claudio Ranieri: voto 1
Mai una squadra bielorussa ha segnato in Champions. Mai una squadra bielorussa ha fatto punti in Champions. Serve la sua Juve per compiere l'impresa. La formazione iniziale non solo non ha nè capo nè coda, ma nemmeno ha le motivazioni per aggredire l'avversario. Inaccettabile. Prendiamo gol con Legrottaglie fermo che chiede il cambio da minuti. Dilettantesco.

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La posta della posta

Abbiamo letto oggi nella rubrica Italians, curata da Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, il seguente botta e risposta tra un lettore ed il giornalista interista.

Lettore:
Caro Severgnini,
una brevissima domanda che voglio porgerle è la seguente: non le pare che in modo molto tranquillo, ma costante, sia in atto una "restaurazione moggiana" nel nostro mondo calcistico? Seguendo con attenzione i movimenti di certi personaggi (per non parlare di mercato calciatori) mi sembra ovvio che Moggi e i moggiani stiano tessendo la tela e, ovviamente, nessuno ne parla.

Severgnini:
Restaurazione? Perché, sono mai andati via?

Il Team: pensa ai Becali e Mendes tuoi.

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Un nuovo sport, il Fowling


Il Mago di Ios, ancora impressionato dalle immagini provenienti da Singapore, descrive oggi sul suo blog la sua idea di un nuovo sport: il Fowling.

Il Fowling è una variante del Bowling.
Come sapete, il Bowling consiste nel colpire il maggior numero di birilli collocati al fondo di una pista, con una boccia dal peso variabile, provvista di tre fori nei quali vanno infilati il dito pollice, il medio e l'anulare.
Dotazione necessaria per giocare a Bowling:
- una pista di Bowling, munita di tutto l'occorrente (pista, birilli e bocce);
- scarpette apposite;
- due giocatori (almeno):
Il Fowling invece consiste nel colpire il maggior numero di meccanici collocati intorno ad una Ferrari, con il tubo del carburante, provvisto di un bocchettone da infilare nel serbatoio della Ferrari di cui sopra.
Dotazione necessaria per giocare a Fowling:
- un circuito, munito di tutto l'occorrente (pit lane, box, tubo carburante);
- una Ferrari;
- sette meccanici (almeno) (clicca qui per saperne di più sui meccanici);
- un pilota beota (clicca qui).

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lunedì 29 settembre 2008

Cronache aziendali - quinta giornata


LAZIO, NAPOLI E UDINESE IN FUGA !!!!!!
Nel derby di Milano prova gagliarda dell'Inter, che tenta anche in 10 di ottenere un autogol o un gol viziato, ma alla fine lo Specialone deve arrendersi: 1 a 0 per la Berluscona.
Un po' di nervosismo nel finale: Burdisso si fa espellere dal campo e Materazzi dalla panchina.
La Juve con lo zero di Genova dimezza lo svantaggio... altri 2 pareggi e può sperare nel sorpasso.

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Hey Luca, ti sei divertito?

Il Mago di Ios commenta sul suo blog il Gran Premio di Formula 1 di Singapore.

Chi di squallido tavolino perisce, coi meccanici a terra finisce!

Spettacolo notturno dei catorci rossi di Don Luchino a Singapore.

Felipe Massa è riuscito a partire dai box con il bocchettone della benzina ancora attaccato al serbatoio.
Il bocchettone, con un grandioso colpo di frusta, ha travolto i meccanici del fenomeno brasiliano.

Morale della favola: un bel tredicesimo posto per Massa, che è stato anche penalizzato con un drive through per una collisione rischiata nella corsia dei box con un altro pilota.



L'altro catorcista, Raikkonen, ha come al solito terminato anzitempo la corsa sfasciando il suo catorcio rosso (di vergogna) contro un muro.



Me la rido come un matto
Quando Luca è insoddisfatto
Io mi stappo una bottiglia
Quando in culo se lo piglia

Ma che gran soddisfazione
Quando Massa fa il cazzone
Io godo ben di brutto
Quando Kimi sfascia tutto

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Motivazioni profonde


Direttamente da Studio Sport (una Gazzetta dello Sport, in pratica, ma un po' meno interista, se mi consentite):

"E' difficile giocare contro avversari che non si conoscono, ma noi abbiamo studiato le videocassette. E comunque non vuol dire nulla, perché noi siamo la Juventus; quindi dobbiamo andare lì, prendere i tre punti e tornare. Perché col freddo che c'è è giusto così".

Legrottaglie a proposito della trasferta della Juventus a Minsk per il secondo impegno del girone di qualificazione di Champions League.

Forza e coraggio formichine: da marzo in poi ricomincerà a fare caldo, quindi le potremo perdere anche tutte. Toglietegli la Bibbia e riportatelo al night.


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domenica 28 settembre 2008

Uno di noi! Cobolli uno di noi!

A volte, ci faceva un po' pena, Cobolli: sembrava uno che ci metteva la faccia per coprire le altrui infamie, uno strumento usato dalla proprietà per fare il lavoro "sporco".

A volte, ci faceva proprio incacchiare, Cobolli: certe uscite (espiazione, scuse al calcio italiano, valori di Facchetti, ottimo lavoro di Rossi, telefonate di Vocalelli, ricorso al Tar, etc.) equivalevano a sputare in faccia a noi tifosi, ma anche a gettare fango sulla storia e sulla gloria della nostra Juve.

A volte, ci faceva quasi ridere, Cobolli: le gaffes (Caltagirone, il Tas di Lugano, le primaverili, i 28 anni di Cannavaro, etc.) e gli atteggiamenti "ondivaghi", in fondo potevano farlo apparire anche come un simpatico e bonario pirlone.

Quando poi, a marzo di quest'anno, rilasciò le disgustose dichiarazioni nelle quali si permetteva di attribuire patenti di Juventinità e di classificare i tifosi (serie C, etc.), ci ha tolto ogni dubbio, e di questo, in fondo, possiamo essergli grati.

Prima di quelle dichiarazioni, un minimo di dubbio ci era rimasto: c'è, o ci fa?
In quell'occasione, ha risolto il dubbio: ci fa, eccome se ci fa!

Ecco perché, quando poi l'abbiamo sentito dire che "abbiamo espiato i nostri peccati, senza sapere bene peraltro quali fossero", dopo averlo visto annuire quando (in assemblea) qualcuno affermava che "c'erano 4 illeciti, quattro!", non c'era più modo né di giustificarlo, né di stupirsi.

Figuriamoci se possiamo pensare di giustificarlo o di stupirci oggi, guardando la foto in prima pagina della Gazzetta con gli altri due Tenori (clicca qui).

Almeno, abbiamo la percezione precisa (se ancora ce ne fosse stato bisogno) di quali siano realmente i nostri nemici.
Poi, ci sarà sempre fra i tifosi chi non capirà, chi non vorrà capire, e chi farà finta di non capire. Peccato!

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Non calunniate Moratti!

Nonostante la minaccia di querele da parte degli azionisti di riferimento della Saras dopo l'inchiesta di Repubblica "Saras gonfiata per la Borsa e per l'Inter", sui siti di discussione sportiva si è dibattuto a lungo (e si dibatte ancora) sul dubbio che l'inchiesta ha sollevato e cioè: possibile che il prezzo di collocamento sia stato gonfiato anche per consentire al presidente Moratti di far fronte ai debiti accumulati con l'Inter?.

Un dubbio terribile tanto che è stato timidamente riportato (il 24/9 a pag. 8) anche dal giornale sportivo dal formato piccolo (quello che ha la direzione a Milano e per contratto riferisce su tutto il rosa della vita nascondendo tutto il resto) che, peraltro, ha subito aggiunto le parole del patron Moratti "Sono soltanto calunnie".

Stavolta, dobbiamo dire la verità, siamo d'accordo col presidente Moratti e invitiamo anche noi i lettori a non calunniarlo; non tanto per le minacce di querele (che, si sa, spesso sono agitate ma poi si... calmano) ma per il rispetto della verità.

La verità sui debiti dell'Inter è che erano elevati prima del collocamento Saras (maggio 2006) e tali sono rimasti, anzi sono aumentati, arrivando al 30 giugno 2007 a 348,46 milioni al netto dei crediti (Libero Mercato del 30 aprile 2008, articolo di Marco Liguori alle pagine 1-12).

Per quanto ci riguarda, quindi, il dubbio che il prezzo di collocamento della Saras sia stato gonfiato ad arte così da consentire a Moratti di rimborsare i debiti accumulati in tredici anni di Inter non ci passa neppure per l'anticamera del cervello e lasciamo, come si dice in questi casi, che la giustizia faccia il suo corso; a proposito di giustizia, piuttosto, ci viene da pensare a quella sportiva (perchè qui gli incolpabili sarebbero parecchi) e, sperando che ci legga qualcuno in FIGC, un dubbio ci sentiamo di sollevarlo, un dubbio che, evidentemente per contratto, il piccolo giornale di sportivo di Milano non agita mai: come fa l'Inter del presidente Moratti a partecipare al campionato con 348,46 milioni di debiti netti?

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Ritorno in A con rosso di bilancio

Marco Liguori sul suo blog "Il Pallone in Confusione" analizza il bilancio 2007/2008 della Juventus.

Il ritorno in serie A costa molto alla Juventus. La società ha comunicato in una nota di aver chiuso l'esercizio 2007/08 con una perdita di 20,8 milioni: nella stagione precedente, disputata in B, aveva concluso con un risultato negativo di 0,9 milioni. L'assemblea degli azionisti è stata convocata per il prossimo 28 ottobre.
Il conto economico presenta uno squilibrio nel risultato operativo pari a 10,3 milioni contro un saldo precedente positivo di € 6,5 milioni. La società spiega che ciò è «effetto principalmente dei minori proventi netti derivanti dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e della svalutazione del diritto pluriennale alle prestazioni sportive del calciatore Andrade». E a proposito del calciatore portoghese, la società bianconera ha chiesto l'8 agosto scorso al Collegio arbitrale della Lega la risoluzione del suo contratto a causa di due gravi infortuni. «In considerazione dell’impossibilità di recupero del calciatore -si legge nel comunicato della Juventus - all’attività agonistica, la Società ha proceduto a svalutare integralmente il valore residuo del relativo diritto pluriennale con un effetto economico sull’esercizio 2007/2008 negativo per € 6,8 milioni».
I ricavi, pari a 203,7 milioni, sono aumentati del 9,1%. Si segnala il più che cospicuo introito da diritti televisivi, ammontato a 124,2 milioni per una variazione assoluta di 31,3 milioni sull'anno precedente. Ciò ha compensato il calo dei proventi da gestione calciatori, passati da 41,5 a 17,1 milioni. I costi sono lievitati del 18,4%, assestandosi sui 174,5 milioni. Tra essi spicca la robusta ascesa di quelli del personale tesserato da 95 a 112,7 milioni (+17,7 milioni). «Gli ammortamenti e le svalutazioni dei diritti calciatori dell’esercizio 2007/2008 -prosegue la nota bianconera - sono complessivamente pari a € 32,3 milioni, in aumento rispetto a € 22,8 milioni al 30 giugno 2007, principalmente per effetto della svalutazione del valore di carico residuo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Almeida Gomes de Andrade (€ 6,8 milioni) nonchè per effetto degli investimenti netti effettuati nel corso della Campagna Trasferimenti 2007/2008, parzialmente compensato dagli effetti del prolungamento dei piani di ammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive di alcuni calciatori a seguito del rinnovo anticipato dei relativi contratti». La consistenza del patrimonio netto al 30 giugno scorso è di 95,4 milioni, in diminuzione rispetto a € 116,3 milioni dell'anno precedente «per effetto del risultato netto dell’esercizio (€ -20,8 milioni) e di altre variazioni minori per € -0,1 milioni» come segnalato dalla Juventus.
Infine, la società ha segnalato tra i fatti avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio, che la prima fase della campagna acquisti (1° luglio-1° settembre) ha comportato acquisizioni per 38,7 milioni e cessioni per 6,4 milioni. Il saldo è positivo per 32,2 milioni. «L’impatto economico nell’esercizio 2008/2009 relativo alle plusvalenze e minusvalenze - conclude il comunicato - da cessione di diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sarà positivo per € 15,7 milioni. Gli acquisti e le cessioni a titolo temporaneo dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori hanno determinato un effetto economico-finanziario positivo per € 0,7 milioni».

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sabato 27 settembre 2008

Sampdoria - Juventus, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Ordinaria amministrazione

Zdenek Grygera: voto 5.5
Sulla sua fascia si soffre terribilmente, soprattutto nel primo tempo. Si assesta nel secondo tempo

Giorgio Chiellini: voto 6.5
Cancella il brutto errore della partita con il Catania con una buona prova

Olof Mellberg: voto 6.5
Una delle sue migliori prestazioni, sbaglia poco o nulla

Cristian Molinaro: voto 6
Finalmente una prova quanto meno decorosa, anche se siamo lontani da uno standard accettabile per una squadra come la Juve

Mauro Camoranesi: voto 5.5
Grande quantità e qualità, ma molti errori e troppe giocate leziose. Inoltre è troppo nervoso e falloso

Christian Poulsen: voto 4
Partita orribile, degna del peggior Tiago dell'anno scorso. Recupera pochissimi palloni, imposta malamente il gioco, regala spesso la palla agli avversari. Palombo gli offre una vera e propria lezione di calcio

Momo Sissoko: voto 7
Parte piano, ma cresce in modo vigoroso alla distanza, diventando il padrone incontrastato del centrocampo. Il Ramadan sta finendo, per fortuna...

Pavel Nedved: voto 5
Ci mette grande impegno come al solito, ma la resa non è proporzionale. Giovinco nello stesso ruolo si fa nettamente preferire, al momento

Amauri: voto 5.5
Non fa sostanzialmente nulla, ma è difficile fare l'attaccante in una squadra senza gioco

Alex Del Piero: voto 5.5
Primo tempo discreto, prende un palo e regala un paio di buone giocate. Sparisce nel secondo tempo
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Vincenzo Iaquinta: senza voto
Presenza impalpabile
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Claudio Ranieri: voto 3
I nodi vengono al pettine. La squadra non ha un gioco, e lui non ha idea di come cambiare in corsa. Parte con il 4-4-2, finisce con il 4-4-2 con due cambi inutilizzati. Il suo uomo Poulsen ci regala l'ennesima pessima performance. Tempi duri ci attendono.

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Sampdoria - Juventus, formazioni

Sampdoria (3-5-2): 83 Mirante, 6 Lucchini, 28 Gastaldello, 5 Accardi, 23 Stankevicius, 21 Sammarco, 17 Palombo, 19 Franceschini, 46 Pieri, 99 Cassano, 18 Bonazzoli
(1 Castellazzi, 14 Bottinelli, 3 Ziegler, 20 Padalino, 88 Dessena, 40 Delvecchio, 9 Fornaroli).
All. Mazzarri.

Juventus (4-4-2): 13 Manninger, 21 Grygera, 4 Mellberg, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 8 Camoranesi, 18 Poulsen, 22 Sissoko, 11 Nedved, 8 Amauri, 9 Iaquinta
(12 Chimenti, 15 Knezevic, 29 De Ceglie, 19 Marchisio, 7 Salihamidzic, 20 Giovinco, 10 Del Piero).
All. Ranieri.

Arbitro: Rosetti di Torino



Qualche problema di formazione per Ranieri in occasione della difficile trasferta di Genova. Manninger sostituirà l'infortunato Buffon, mentre Mellberg prenderà il posto di Legrottaglie. A sinistra, ballottaggio Molinaro-De Ceglie.
A centrocampo, coppia centrale Sissoko-Poulsen (sempre indisponibile Zanetti), con Marchisio possibile alternativa. Camoranesi dovrebbe essere recuperato a destra, con Nedved rientrante a sinistra.
Turnover in attacco, con il capitano in panchina e Iaquinta al fianco di Amauri.

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I Tre Tenori


Oggi al centro della prima pagina della Gazzetta dello Sport appare la foto che riportiamo qui sopra. Ogni commento è superfluo.
Vietata la visione ai minori di 14 anni, consigliata vivamente la visione lontano dai pasti.

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Specialate

Uno ju29ro commenta le ultime disavventure del nuovo Profeta del calcio italiano.

Ho sentito poco fa su Antenna 3 l'intervista al vero nuovo Mago nerazzurro, l'illusionista del bilancio (debito c'è... e puff!!! Come per magia ora non c'è più!), l'uomo che quando parla obbliga gli intervistatori ad indossare il K-WAY e che ha una pronuncia degna di Donald Duck, per gli italiani Paolino Paperino. O Paolillo Paperino.
Leggete bene: in merito alla "specialata" di mercoledì (Beppe Baresi in conferenza stampa post-gara al posto del divino Josè) il Mago nerazzurro ha sentenziato come l'atteggiamento del portoghese sia stato dettato da una forma di grande rispetto nei confronti del suo secondo (autoproclamatosi di diritto: "il secondo migliore del mondo, se Mourinho è il migliore..."), il quale aveva sostenuto la conferenza stampa della vigilia ed era quindi giusto continuasse a rappresentare la società anche nel dopo gara. Soprattutto perchè: "In Inghilterra si usa così...". La tesi veniva dibattuta in studio e, mentre Nicola Cecere del giornale rosa di Milano si dichiarava pienamente d'accordo con la versione del Mago nerazzurro (e come potevamo minimamente dubitarne?), c'era ovviamente chi non era affatto in sintonia sulla cosa. Quanto alle abitudini inglesi, vista la mia passione morbosa per tutto ciò che è "british", non aspettavo altro che adeguarmi, e salutare "El traductor" con la deferenza che gli è dovuta, iniziando col sostituire al classico e italianissimo vaffanculo, un più cordiale e raffinato "Fuck off".
In realtà, smettendo i panni del tifoso rancoroso di serie C, provo comprensione per il povero e fascinoso "Non pirla", scaraventato in un campionato stressante e pieno di insidie. Bisognava aspettarsi che i preziosi nervi del geniale Speciale non reggessero il pesante impegno (lautamente retribuito dalla sua società) mercoledì-domenica-mercoledì. Così deve aver perso la lingua.
Dopo il ginocchio di Ibrahimovic, prepariamoci al caso della lingua di Mourinho. E sinceramente, dopo tutto quello che ho visto e sentito in questi ultimi due anni, potrei sopportare anche questa. L'importante è che non si arrivi un giorno a parlare dei denti di Moratti.

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venerdì 26 settembre 2008

L'erede di Andrade


(Dal Blog del Mago di Ios)

I Cirigenti stanno cercando l'erede di Jorge Andrade, il fenomeno portoghese che ha giocato ben tre partite ufficiali nella Juventus, per un costo medio (senza considerare lo stipendio) di oltre 3 milioni a match.

Renzo Castagnini (che fa vendere i Fiorini) è andato ad osservare alcune partite del campionato tedesco.

E circola voce che abbia trovato un giocatore sano e di robusta costituzione, capace di non far rimpiangere Jorge.

Trattasi di Christian Pander (esterno sinistro dello Schalke 04) che, dopo un paio di annate problematiche a causa di gravi infortuni al ginocchio destro, è tornato a giocare ad altissimo livello nella passata stagione.

Un Andrade, solo un po' più crucco, se mi consentite.

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Abbiati, ripigliati. Trillo, non così

ABBIATI: CONDIVIDO IDEALI FASCISMO
(Eurosport) "Non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica".
In una intervista concessa a Sportweek, il portiere del Milan Christian Abbiati ha accettato di parlare della sua vita fuori dal campo e ha rivelato che alle ultime elezioni ha votato per La Destra. "Del fascismo rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l'ordine".

TRILLO: IL PESTO ALLA GENOVESE MI FA IMPAZZIRE
"Non ho vergogna a manifestare i miei gusti gastronomici. Del pesto alla genovese mi fanno cagare il basilico, l'aglio e l'extravergine di oliva. Ma quel pizzico di sale e il colore verde prato sono qualcosa di irrestibile per qualsiasi palato".

Abbiati, ripigliati. Trillo, non così

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giovedì 25 settembre 2008

La Pravda Rosa e quella della Sera


(Dal Blog Camillo)

24 Settembre 2008

Non mi pare una grande novità che il giornale rosa che si trova sul bancone dei gelati nei bar dello sport non abbia scritto nulla (così mi dicono, mica la leggo io) sull'inchiesta Saras. Saras non è un calciatore cileno, ma la società dei Moratti che - secondo una consulenza della Procura - sarebbe stata sopravvalutata a danno degli investitori per aiutare uno dei due fratelli a pagare 500 milioni di euro di debiti (escluso Recoba!). Vedremo come andrà a finire, ma la sabbia sembra già arrivare a palate. Anche dai cuginetti del Corriere, le cui pagine di calcio sono redatte alla Pinetina. Ma, in fondo, la pravdizzazione-verdellizzazione della rosea non è una novità. La cosa formidabile è un'altra, letta sul Corriere (ma è un'anticipazione di Style). L'articolo è sulla tribù della boxe, sui vip che già sono vip e in più pensano sia figo salire sul ring. Si scopre che Giovanni Cobolli Gigli, purtroppo presidente della Juve, e Carlo Buora, vicepresidente della Telecom (e, malgrado il Corsera non lo scriva, anche della squadra che indossa scudetti altrui) ai tempi dell'Università erano grandi amici (sì, ok, anche adesso) e si allenavano nei sotterranei della Bocconi: "E a quanto raccontano i testimoni, tra i due era Cobolli Gigli a finire più spesso al tappeto".
Ma va?

Christian Rocca

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Cronache aziendali - quarta giornata


INTER IN FUGA !!!!!!
A Sky si rompe la macchina per il cono d'ombra e l'Inter batte il Lecce con un gol regolare. Sospinta dalla rottura del misuratore di barriere, dagli auspici di Bergomi e Caressa e forse da una zolla, il Catania ferma la Juve sull'uno a uno. Su due traverse della Juve l'arbitro vede bene e non si sogna di dare il gol della vittoria.
Marchionni è vistosamente abbracciato in area, ma dallo sguardo si intuisce che era consenziente. RAI mostra, Controcampo nasconde.

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Cronaca di chi non l'ha vista

Pizza e cinemino? Ma sì, và. Alla facciazza dei Drughi.
Bel film, "Pranzo di Ferragosto", ispirato alle recenti vicende dell' AC Milan.
Tornato a casa, accendo il televisore.
E vedere su La7 Pavel Nedved su un surf che fa a cazzotti con Keanu Reeves, invece di mettere cross a Catania, mi sembra un cattivo presagio.
Scopro che la Juve ha pareggiato.
Ma mi dicono che Giovinco abbia giocato molto bene.
Cioè lo dice Chirico e non è che mi fidi tantissimo.
Gli ju29ri confermano.
Meglio così. Di loro mi fido.
Siamo ancora in tempo per il piano quinquennale.

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mercoledì 24 settembre 2008

Juventus - Catania, pagella istantanea


Alex Manninger: voto 6
Bene nelle poche occasioni in cui deve operare

Zdenek Grygera: voto 6
Bene in fase difensiva, non si propone mai in attacco

Giorgio Chiellini: voto 5
Ha sulla coscienza il gol del pareggio del Catania

Nicola Legrottaglie: voto 5.5
Meno colpevole di Chiellini, ma non ineccepibile sul gol

Paolo De Ceglie: voto 6-
Prestazione decorosa in fase difensiva, non riesce a spingere come dovrebbe

Marco Marchionni: voto 6-
E' molto discontinuo, ma piazza qualche cross interessante

Christian Poulsen: voto 5
Fa il compitino in modo diligente nel primo tempo, sparisce nel secondo. E' la copia molto sbiadita di Zanetti

Claudio Marchisio: voto 5
Molto lento, poco propositivo, assolutamente non in sintonia con il compagno di reparto

Sebastian Giovinco: voto 7
La nota lieta della serata. Piazza alcuni cross interessanti, sembra in crescita

Amauri: voto 7
Segna un gran gol, prende una traversa, fa movimento continuo

Alex Del Piero: voto 7
Una serie di spunti da fuoriclasse. Gli manca solo il gol, prende la traversa, si ritrova la barriera a 7 metri di distanza ad ogni calcio piazzato
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Hasan Salihamidzic: voto 5.5
Non si capisce il motivo del suo ingresso dopo il pareggio

Tiago Mendes: senza voto
Ingiudicabile

Pavel Nedved: senza voto
Ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 5
Sono queste le partite che una grande squadra deve vincere se vuole lottare per lo scudetto. La sua Juve stecca nell'occasione in cui dovrebbe raccogliere con minimo sforzo i 3 punti. Lasciano molto perplessi i cambi nel secondo tempo. In generale, i difetti della Juve sono quelli ben noti, altro che "chi dice che questa squadra non ha qualità bestemmia".

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Ho sognato Iago che segnava

Racconto semiserio del sogno di uno ju29ro.

Appena prima di svegliarmi, stamattina, stavo sognando di Cannavaro che imperioso anticipava di testa un avversario alto 20 cm in più di lui, la palla arrivava a Zambrotta che, dopo abile giravolta, aggirava in dribbling l'ala e il terzino avversario per poi appoggiare su Vieira che, a testa alta, imbeccava con un filtrante rasoterra il taglio di Ibrahimovic che, arpionato il pallone con il suo piedone sinistro, lo faceva immediatamente arrivare sul destro, con cui operava un tunnel sul difensore avversario, quindi calciava in rete. E, nell'esultare, mandava a fare in culo Alessio Secco.


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martedì 23 settembre 2008

Grassia, non così!


Sul forum J1897.com l'amico nero_wolfe posta tutto il suo sdegno:
"Stasera ore 20,30 circa. Mi sintonizzo su Antenna 3 per vedere se parlano del caso Saras.
Faccio in tempo a vedere l'ultima parte del servizio di presentazione, dopodiché prende la parola Filippo Grassia: sostiene che una parte di quei soldi potrebbe essere finita ad Emergency o San Patrignano."

Diciamo noi: Grassia, non così! Meno male che ha avuto almeno il buon gusto di dire una parte. Il re è nudo ma i cortigiani gli porgono un panno con cui coprire le vergogne. A tutto, però, c'è un limite: far passare Moratti per novello Robin Hood è troppo.

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Quanto è caro San Siro per Moratti

37 mila euro da Saras all’Inter per i biglietti!

La cifra è evidenziata nel bilancio 2007 della società di raffinazione esaminato dal blog di Marco Liguori "Il Pallone in Confusione": non è specificato se i tagliandi siano stati dati ai dipendenti oppure anche a terzi, né a quale ordine di posto si riferiscano. Nel prospetto della quotazione a Piazza Affari sono inoltre evidenziati i conflitti d’interesse con Banca Intesa e Jp Morgan.
Per leggere l'intero articolo clicca qui.

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Ma non lo rimpiangi Almiron?

Avessero fatto una domanda del genere a Louis Van Gaal avrebbe risposto con un suo famoso motto riservato ai giornalisti: "Sono io che sono troppo intelligente o sei tu che sei troppo stupido?".
La domanda è toccata invece ad Alessio Secco, ossia il direttore sportivo sotto la cui reggenza se n'è andata gente come Ibrahimovic, Mutu, Cannavaro, Zambrotta.
E lui risponde, manco fosse Carlo Verdone in Troppo Forte.
"Ci avevo visto bene su Almiron, eh?".
A parte che giocare a 4 in linea è un po' diverso che giocare con 3 in mezzo. E lì Almiron ci sa giocare. Non è nessuno, ma ci sa giocare. Ma lui l'ha comprato per il 4-4-2.
A parte che ha fissato il diritto di riscatto sulla comproprietà.
Effettivamente la domanda era troppo stupida per dare una risposta intelligente.
Che avrebbe potuto essere:
"Aho', io a'a Fiorentina j'o venduto Mutu a du lire, sa'?".

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lunedì 22 settembre 2008

Cronache aziendali - terza giornata

Giornata tranquilla: la Juve fa due gol a Cagliari e vince 1 a 0, il Torino ne fa due con l'Inter e perde 3 a 1.
Grande prova di forza della Specialona, che frastorna perfino il permaloso Farina, che non espelle nessuno e non vede un rigore per il Torino, scambiandolo per un fuorigioco.
I tempi sono cambiati, grazie a Dio non c'è più Moggi, sennò chissà cosa si sarebbe pensato.

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Baci&Abbracci

(Dal Blog del Mago di Ios)

No, non ho nessuna intenzione di fare pubblicità ad un marchio di abbigliamento.

I Baci&Abbracci del titolo sono reali, non di tessuto.

Sono i Baci&Abbracci che si sono scambiati due alfieri (ma più che altro sembravano due D'Annunzio) del calcio nuovo.

Quello liberato da quella famigerata banda di farabutti.

Il candido, ma non troppo viste certe frequentazioni, che scrive su quel giornale color carta igienica di terza scelta (che ti lascia il culo irritato come quello di Lapo dopo certe serate).

Ed il petroliere più bello, simpatico, onesto, sportivo ed ecologista che ci sia.

I due alfieri si sono dati appuntamento martedì della scorsa settimana, in un noto ristorante in Largo Treves a Milano, proprio a due passi dallo stabilimento dove si concepisce la carta igienica di cui sopra.

Alle ore 13.30, puntuale come un orologio svizzero, bello come il sole, tombolotto come non mai, il candido ma non troppo passeggiava davanti al ristorante, in fremente attesa. L'amore della sua vita era in leggero ritardo. Non avrebbe potuto sopportare, il candido ma non troppo, un due di picche da un due di picche.

Povero candido ma non troppo, faceva davvero pena.

Ma dopo pochi minuti, la faccia attapirata del candido ma non troppo si illumina d'immenso.

Arriva una limousine con autista. Dai tubi di scarico della limousine esce un delizioso profumo di lavanda (gastrica). Dalla portiera esce un delizioso presidente, bello ed elegante come sempre. Dalla bocca del presidente esce un delizioso profumo di soffritto.

I due sono faccia a faccia.

Il candido ma non troppo scodinzola, come un cane che abbia ritrovato il proprio padrone.

La scena è veramente commovente. I passanti hanno le lacrime agli occhi.

ll candido ma non troppo ed il presidente onesto e sportivo si stringono in uno struggente abbraccio, scambiandosi teneri bacetti sulla guancia.

E, tenendosi per mano, entrano nel ristorante.

P.S. Sembra che da questo romantico incontro sia nata una versione speciale della carta igienica, con domande del candido ma non troppo e risposte dell'onesto ma non troppo. Forse però è solo una leggenda metropolitana.

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domenica 21 settembre 2008

Cagliari - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6.5
Una sola parata decisiva, poi si infortuna

Hasan Salihamidzic: voto 6.5
In assenza di avvversari credibili funge di fatto da ala aggiunta. Buona prova

Giorgio Chiellini: voto 6
Quasi inoperoso davanti al nulla rappresentato dal Cagliari

Olof Mellberg: voto 6
Quasi inoperoso davanti al nulla rappresentato dal Cagliari

Cristian Molinaro: voto 4.5
Primo tempo agghiacciante. Nel secondo si riprende un po', ma al momento non è presentabile

Marco Marchionni: voto 6.5
Grazie a lui si rivedono i cross, che sembravano ormai spariti dal gioco bianconero. Se rimane sano, può rappresentare un'arma decisiva

Momo Sissoko: voto 5.5
Molto impreciso nel primo tempo, meglio nel secondo, sostituito da Tiago. Brutta giornata

Claudio Marchisio: voto 6.5
Prova sempre cose difficili, a volte riescono a volte no, ma dimostra personalità. Al momento si fa preferire a Poulsen

Pavel Nedved: voto 6
Non fa un granchè, a parte un gran tiro. Sufficienza stiracchiata

Amauri: voto 8.5
Segna due splendidi gol regolarissimi, fa movimento, fa sponda, parte in progressione ripetutamente, splendido

Vincenzo Iaquinta: voto 6
Non brilla a fianco dello sfavillante Amauri, ma al solito si guadagna la pagnotta
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Alex Manninger: voto 7
Salva il risultato con una grande parata a tempo scaduto

Tiago Mendes: voto 5.5
Entra al posto di Sissoko, solita prova insignificante

Paolo De Ceglie: voto 6
Entra al posto di Marchisio, fa vedere qualche buon numero
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Claudio Ranieri: voto 6.5
Raccoglie i 3 punti nonostante schieri una formazione ampiamente rimaneggiata a causa di infortuni e turnover. Effettua strani cambi nel secondo tempo, ma la squadra non soffre. Avanti così, aspettando avversari più rognosi rispetto all'impresentabile Cagliari

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sabato 20 settembre 2008

Cagliari - Juventus, formazioni

Cagliari (4-3-1-2): 22 Marchetti; 14 F. Pisano, 20 Bianco, 6 Lopez, 31 Agostini; 8 Biondini, 7 Cossu, 18 Parola; 10 Lazzari; 9 Acquafresca, 19 Larrivey.
(24 Lupatelli, 29 Ferri, 25 Matheu, 23 Fini, 26 Pani, 32 Matri, 27 Jeda).
All. Allegri.

Juventus (4-4-2): 1 Buffon; 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 4 Mellberg, 29 De Ceglie; 7 Salihamidzic, 22 Sissoko, 19 Marchisio, 11 Nedved; 9 Iaquinta, 8 Amauri.
(12 Chimenti, 15 Knezevic, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 18 Poulsen, 20 Giovinco, 10 Del Piero).
All. Ranieri.

Arbitro: Brighi di Cesena


Formazione incerottata quella che Ranieri sarà costretto a schierare a Cagliari. Privo degli infortunati Camoranesi, Zanetti e Trezeguet, il tecnico romano dovrebbe tenere a riposo anche Poulsen, Chiellini e Del Piero. Inoltre, potrebbe finalmente partire titolare De Ceglie, al posto del fischiatissimo Molinaro.
Mellberg dovrebbe giocare al centro della difesa, Marchisio al centro e il Brazzo a destra a centrocampo. In attacco Amauri e Iaquinta.

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Più rossi che gialli

Dopo aver fatto le pulci al bilancio della Lazio (leggi qui), Marco Liguori analizza sul suo blog "Il Pallone in confusione" la situazione debitoria della Roma. E' proprio il caso di dire che i romanisti sono più rossi che gialli.

La Roma ha incassato dall’ultima Uefa Champions League 28,95 milioni di euro, terza dopo Manchester United (42,9) e Chelsea (36,4). Con questa cifra la “magica” avrebbe potuto saldare tutte le sue pendenze col fisco, pari a complessivi 24,07 milioni al 31 luglio scorso: sarebbero rimasti circa cinque milioni per altre esigenze societarie. La cifra è contenuta nel documento di “Approvazione della situazione finanziaria mensile” emesso il 29 agosto scorso: 17,31 milioni sono dovuti all’amministrazione tributaria entro i 12 mesi, 6,8 quelli oltre l’anno. Il totale delle somme fiscali dovute risulta in lieve calo rispetto al 30 giugno (24,9 milioni) ma in deciso aumento rispetto a un anno fa (16,9 milioni). Le leggi in materia però consentono la rateizzazione degli importi. In questo modo la società giallorossa ha potuto impiegare la somma ricevuta per tutta l’attività di gestione. Secondo la comunicazione debitoria mensile, la quarta rateizzazione di una cartella esattoriale per 4,2 milioni (già accantonati in esercizi precedenti), richiesta lo scorso febbraio all’Agenzia delle entrate, è stata «ripresentata in marzo alla Concessionaria della Riscossione territorialmente competente, alla luce della modificata normativa di riferimento». A causa della procedura tuttora in atto, «l’esigibilità della cartella è di oggi sospesa». Invece, le altre tre operazioni di rateizzazione sono operative: per tutte sono state pagate le rate secondo l’accordo previsto con l’amministrazione tributaria.
Le passività correnti (comprendenti i debiti verso erario, enti previdenziali, fornitori e personale) alla fine dello scorso luglio hanno raggiunto i 110,4 milioni, in calo dai 128,4 milioni del mese precedente e hanno superato le attività (pari a 33,3 milioni) per 77,04 milioni. I debiti di funzionamento ammontano complessivamente a 46,8 milioni di cui 7,8 milioni scaduti: a fine giugno erano rispettivamente 73,4 milioni e 7,9 milioni. La Roma doveva 12,2 milioni al personale, di cui 11,6 ai tesserati: non ci sono somme scadute. I fornitori vantano una somma di 14,04 milioni: 7,3 milioni sono scaduti. Non vi sono debiti verso le società di calcio per le campagne trasferimenti.
Riguardo alla posizione finanziaria netta, ossia le disponibilità liquide, è risultata attiva per 21,1 milioni contro i 37,2 milioni dello scorso giugno e 22,8 milioni del luglio 2007. Si legge nella nota che ciò è stato «sostanzialmente determinato da pagamenti nei confronti di squadre di calcio estere e della Lnp (Lega calcio ndr) effettuati a seguito di operazioni di acquisizioni di diritti alle prestazioni sportive di calciatori, poste in essere nella sessione estiva della campagna trasferimenti e nelle precedenti». Oltre alle campagne acquisti, hanno inciso sulla liquidità anche il pagamento «di emolumenti al personale tesserato, di imposte e ritenute fiscali, di contributi previdenziali e di altri debiti di funzionamento di natura corrente».

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Ai miei tempi si chiamavano Perdenti

Il Candido rivoltaire si è buttato in una riedizione vanziniana dell'amico ritrovato.

Toh chi si rivede, Massimo Moratti. Era dai tempi dello scudetto che ci eravamo persi di vista.

'zzo che sfiga. Ai tempi belli lo beccavi sempre fuori dal ristorante, così scrivevi. Tu esci, che tu sei quello morigerato, lui entra, che fa tardi perchè ha un'azienda ma è di sinistra. E sull'uscio fiumi di parole.
Comunque son poi tre mesi. Vedersi più spesso potrebbe gettare qualche ombra sull'indipendenza del giornalista. Meglio così, va.

Caro Massimo, quando vincerai la Champions a oltre quarant'anni di distanza dall'Inter di tuo padre, potrai dire: operazione compiuta, adesso me ne vado.

Insomma, come Cincinnato.

Tra una chiacchiera e l'altra, salta fuori anche il nome di Maradona. Diego è stato in Italia, ha pranzato in casa Moratti con tutta la famiglia, era in una di quelle serate speciali che lo rendono delizioso. E ha detto chiaro che lavorerebbe volentieri per l'Inter in Sudamerica e anche altrove. Vuoi dire no a Maradona? Non è da Moratti: "Penso che lo legheremo a noi, lui rappresenta un richiamo ancora grandissimo. E mi pare che adesso sia fuori dal tunnel".
Non è da Moratti. E' da Agnelli. Qui ci hai preso.

Pensierino finale. Massimo, ricordi i lunghi anni in cui l'Inter non vinceva nulla e Juve e Milan collezionavano trofei? La vita adesso ti ripaga. "Pur ammettendo molti nostri errori, io la penso diversamente: ora non ci sono più imbrogli". Così parlò Moratti.

Eccolo l'amico ritrovato.
E ritorna la coppia magica: il poliziotto buono e quello buono.
Moralizzateci a frustate, bad boys.

Poi vedete un pò cosa fare con Zlatan, a cui su La Stampa chiedono:
La Juve: il cuore sanguina.
«Capitolo chiuso. Ma è stato splendido».

P.S. Per leggere l'irresistibile pistolotto del Candido rivoltaire e il suo astutissimo e obbligatissimo moraleggiare andate pure qui.

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mercoledì 17 settembre 2008

Fagiolata perpetua

Ovvero "Fatelo capire"

"Sono pas­sati due anni dallo scandalo Calciopoli - dice il presidente della Vecchia Signora ai microfoni del Tg2 - siamo tor­nati ad alti livelli e alla Champions che ci è tanto mancata, ma non ho ancora capito perchè solo la Juventus sia stata retrocessa in Serie B, oltretutto con una pesante penalizzazione di punti. E’ una cosa che non riesco a digerire e che mi dà ancora molto fastidio".

Presidente, noi glielo spiegheremmo anche, ma tanto di noi non si fida.
Adesso veda un po' lei se telefonare a Davide Mengacci, Leone Di Lernia o Cesare Zaccone.
Nel frattempo sostituisca uno di quello buono con una depurante tisana alle erbe.
E dopo la fagiolata alla John Wayne, invece di cagarsi addosso, caccia grossa all'indiano.
Che non è nè il nativo americano, nè l'abitante di Bombay, ma quello che fa finta di non sentire.

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Juventus - Zenit, pagella istantanea

Gigi Buffon: voto 6.5
Una parata decisiva che salva il risultato

Zdenek Grygera: voto 7
Migliore prova da quando è alla Juve. Sicuro dietro, si fa vedere qualche volta anche in attacco

Giorgio Chiellini: voto 8
E' la difesa, è tornato e si vede. Ormai è una sicurezza anche a livello internazionale

Nicola Legrottaglie: voto 6.5
Prova più che sufficiente, con qualche sbavatura nel primo tempo

Cristian Molinaro: voto 4
Impresentabile in campionato, stesso discorso in Champions. Esce tra i meritati fischi dell'Olimpico

Mauro Camoranesi: senza voto
Purtroppo si infortuna e deve uscire. Serve come il pane nello scacchiere di Ranieri

Momo Sissoko: voto 6
Prestazione opaca per 80 minuti, si riscatta nel finale recuperando molti palloni

Christian Poulsen: voto 5
Negativa la gara del danese, che non incide in fase di interdizione e fa ampiamente rimpiangere Zanetti in fase di costruzione

Pavel Nedved: voto 6
Non dà il meglio di sè, corre molto ma spesso senza particolare costrutto

Alex Del Piero: voto 7.5
Parte alla grande, si prende qualche pausa di troppo, quindi segna il gol decisivo come ai vecchi tempi. E' l'anima della squadra

David Trezeguet: voto 6
L'avvoltoio c'è, ma è servito davvero malissimo
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Hasan Salihamidzic: voto 5.5
Entra al posto di Camo, si fa notare soprattutto per le pedate tirate a destra e manca

Paolo De Ceglie: voto 5.5
Entra al posto dello sciagurato Molinaro, le cose migliorano ma non più di tanto. La fascia sinistra è il nostro punto debole

Amauri: senza voto
Entra nel finale, qualche sgroppata, ingiudicabile
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Claudio Ranieri: voto 6
Sufficienza solo per il risultato. In realtà, è evidente la differenza di impatto del suo lavoro sulla squadra rispetto a quella che ha avuto Advocaat sullo Zenit. Zenit che meriterebbe almeno il pareggio, ma per fortuna c'è Alessandro Del Piero.

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domenica 14 settembre 2008

Juventus-Udinese, pagella istantanea

Buffon, 6,5: poco impegnato fino agli ultimi minuti, quando sventa su Floro Flores, dimostra attenzione quando deve agire in un paio di occasioni da libero aggiunto.

Grygera, 6,5: attento sulla sua fascia, propositivo in avanti dove agisce con continuità. Combina bene con Camoranesi.

De Ceglie, 6: Prima gara da titolare in serie A con la Juve, una certa timidezza ma anche un paio di buone iniziative. Dietro da registrare.

Mellberg, 5: facilitato dalla superiorità fisica nei confronti degli attaccanti udinesi, sembrava aver capito la lezione. Fino all’errore degli ultimi minuti che rischiava di compromettere il risultato.

Chiellini, 6,5: al rientro subito in palla. L’anima della difesa, uno dei cardini della squadra. La sua sola presenza migliora tutto il reparto. Decisivo quando con Buffon salva nel finale.

Camoranesi, 7: un primo tempo eccezionale, sempre nel vivo del gioco. Una ripresa più di quantità che di qualità, con qualche sbavatura dovuta alla stanchezza. Sta dando troppo, rischia di finire la benzina in fretta.

Poulsen, 6: Mister Compitino non si smentisce nemmeno stavolta. Sempre a disposizione dei compagni, ordinato ma mai un'idea. Splendido il tiro col quale fa tremare la traversa.

Sissoko, 7: parte in sordina ma esce alla distanza, all’opposto di Camoranesi. Devastante in certi recuperi, suona la carica e il pubblico si esalta.

Nedved, 6,5: parte a spron battuto e risulta pericoloso, “istruisce” De Ceglie sulla sua fascia. Il finale lo vede ancora battagliero.

Amauri, 7: un gol e un palo, tanto movimento e una buona dimestichezza col pallone. L’intesa con Iaquinta è ottima, peccato solo che per far gol debbano creare prima almeno 10 occasioni.

Iaquinta, 6: intesa con Amauri buona, alcune opportunità create e altre offerte, ma mostra imprecisione nonostante la sempre straordinaria generosità.

Del Piero, Marchionni e Trezeguet non giudicabili.

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Troppo grande il Mou per la piccola Gazzetta

Il nuovo formato tabloid della Gazzetta un risultato pratico l'ha sicuramente raggiunto: sul tavolo dei bar il giornale può essere aperto e sfogliato comodamente mentre prima l'operazione era più difficoltosa causa il formato-lenzuolo; tempo di una veloce colazione e adesso, col formato piccolo, il lettore ha già visto tutto il rosa della vita e può affrontare felice e contento la nuova giornata. C' è, però, anche una controindicazione che forse l'editore non ha valutato: adesso quando la Gazzetta le spara grosse la faccenda, a causa delle dimensioni ridotte, risalta di più; per dirla alla genovese adesso capita più spesso che la Gazzetta la fa "fuori dal bulacco".

Prendiamo ad esempio Mourinho di cui la Gazzetta si è innamorata (come tanti altri giornali) tanto da mandare un inviato a Villa d'Este per raccontarci il suo exploit al seminario con i Giovani Industriali. L'inviato le ha sparate davvero grosse; tipo: c'era il vice-presidente americano Cheney ma "gli occhi del gotha dell'industria e della finanza internazionale sono tutti per Josè Mourinho" (avrà distratto anche le guardie del corpo?); oppure: in una sala discutono i leader politici europei ma "la guest star è di là tra i giovani imprenditori prima incuriositi e poi sedotti dalla personalità di Mou" (colpo di fulmine pure con loro, si vede proprio che il Mou seduce tutti); e ancora: sull'arrivo degli sceicchi nel calcio il portoghese, scrive la Gazzetta, dà il benvenuto "a patto che dietro questi investimenti non ci siano solo i soldi ma anche la passione (è infatti noto a tutti che lui si dà per passione prima ancora che per soldi).

Fosse stata la vecchia Gazzetta con la pagina a lenzuolo magari pochi ci facevano caso ma col nuovo formato è diverso perchè bastano quattro scemenze come queste e si riempie mezza pagina, mettiamoci un bel titolo e tu mentre fai colazione non puoi fare a meno di notare che il giornalista ha esagerato: ha fatto tanto grande Mourinho che nella piccola pagina della Gazzetta rischia di non starci più.

Ancora peggio se, come in questo caso, oltre al resoconto della performance a Cernobbio la rosea dentro l'articolo ci mette un riquadrato per segnalare che il mister portoghese nel pagare una fattura ha scoperto che c'era un errore (e già, lui non è un pirla), ha preteso la correzione e ha voluto pure lo sconto; per farla breve per un allacciamento tv volevano fregargli 18.600 euro e lui è riuscito a cavarsela con 5.678. Messa lì, nel resoconto di un seminario in cui politici e imprenditori avevano discusso dei guai della finanza mondiale sembra quasi che l'inviato voglia informare il lettore che Mourinho è bravo non solo nel 4-3-3 ma anche nel 2+2=4, e quindi è un grande intenditore pure di finanza.

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sabato 13 settembre 2008

Juventus - Udinese, formazioni

Juventus (4-4-2): 1 Buffon, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 4 Mellberg, 28 Molinaro, 16 Camoranesi, 22 Sissoko, 18 Poulsen, 11 Nedved, 8 Amauri, 10 Del Piero.
(12 Chimenti, 15 Knezevic, 6 Zanetti, 19 Marchisio, 7 Salihamidzic, 17 Trezeguet, 9 Iaquinta).
All.: Ranieri.

Udinese (4-3-3): 22 Handanovic, 32 Ferronetti, 13 Coda, 6 Domizzi, 26 Pasquale, 88 Inler, 21 D`Agostino, 15 Isla, 7 Pepe, 27 Quagliarella, 10 Di Natale.
(80 Belardi, 23 Motta, 25 Nef, 24 Lukovic, 8 Tissone, 83 Floro Flores, 11 Sanchez).
All.: Marino.

Arbitro: De Marco di Chiavari.


Ranieri si presenta alla prima stagionale in casa con Chiellini infortunato e Zanetti non ancora pienamente recuperato. Mellberg giocherà al centro della difesa, mentre Poulsen dovrebbe sostituire Zanetti. Tuttavia, il danese si è allenato in palestra negli ultimi giorni, e potrebbe lasciare spazio a Marchisio. In attacco, prove tecniche di turnover con Amauri al posto di Trezeguet.

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L'assicurazione sulla vita della Lazio

Marco Liguori riporta sul suo blog "Il Pallone in Confusione" un interessante articolo sulla rateizzazione dei debiti fiscali della Lazio.

L’indebitamento della Lazio si è assestato a 126,04 milioni, con somme scadute per 8,69 milioni. Il dato, risalente al 31 luglio è registrato nell’ultima comunicazione Consob del 31 agosto scorso. I tifosi della Lazio però non dovranno preoccuparsi: non tanto perché la cifra è diminuita rispetto ai 129,29 milioni di fine giugno, ma per una semplice constatazione pratica. Il 20 maggio 2005 il presidente Claudio Lotito sottoscrisse l’atto di transazione in 23 anni dei debiti fiscali con l’Agenzia delle entrate «relativo alle imposte Irpef e Iva – si legge nel bilancio al 30 giugno 2007 – dovute a tutto il 31 dicembre 2004 e non versate dalle precedenti gestioni, pari a complessivi Euro 108,78 milioni, ai quali vanno aggiunti gli interessi legali (per un totale complessivo di oltre Euro 140 milioni)». Questo atto, siglato in base alla legge 178/2002 (in seguito abrogata), rappresenta la vera “assicurazione sulla vita” per la Lazio: quest’ultima, stando sempre alla comunicazione del 31 agosto scorso, deve ancora 88,72 milioni, ed ha versato regolarmente tutte le rate finora dovute al fisco secondo l’accordo.
Ma perché l’intesa raggiunta è un’“assicurazione sulla vita”? Considerato che il fisco è il maggior creditore della società biancoceleste ed è per legge il primo privilegiato in assoluto, non c’è alcuna convenienza per tutti gli altri a presentare eventuali istanze di fallimento. Infatti, sarebbe molto difficile per essi recuperare le cifre dovute dalla squadra romana, poiché l’amministrazione tributaria sarebbe la prima a incassare le somme provenienti dall’ipotetico dissesto. In più, l’Agenzia delle entrate ha garantito i suoi importi con la cessione pro-solvendo dei crediti provenienti dagli incassi da biglietteria, mentre sul centro sportivo di Formello grava un’ipoteca iscritta dal 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. «Tale garanzia – si legge ancora nel bilancio 2006/07 – rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l’Agenzia delle Entrate». Insomma, ai fornitori (che devono ricevere ancora 10,19 milioni), al personale (11,25 milioni) e alle società di calcio (9,38 milioni) non c’è alcun interesse a chiedere il fallimento: gli resterebbero soltanto le briciole.
Oltre a ciò, c’è un altro vantaggio per Lotito, che controlla la società biancoceleste tramite la sua Lazio Events con la quota del 61,312%. Proprio grazie alla transazione non ha dovuto effettuare un’immediata operazione di ricapitalizzazione per ripagare le somme dovute all’amministrazione tributaria. Se quest’ultima avesse subito avviato le procedure coattive di riscossione e intentato l’eventuale successiva azione fallimentare, sarebbe stato costretto a farlo: ma il numero uno laziale è stato abile a trovare la legge che ha consentito di evitare tutto questo. E tutti vissero felici e contenti.

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giovedì 11 settembre 2008

La cultura dell'alibi

Rientrato a Roma, Zdenek Zeman dichiara: "Chiariamo che non sono stato esonerato: ho risolto il contratto con la società serba. E' stata una soluzione che ho cercato, quando ho capito che i giocatori non mi seguivano. Ho parlato con chi gestisce il club e abbiamo deciso di chiudere anticipatamente il rapporto. A qualcuno, però, piace dire che sono stato esonerato e che stavolta non c'entra Moggi. E nessuno evidenzia la crisi economica della Stella Rossa, che vive il momento peggiore della sua storia. La Stella Rossa mi aveva chiesto di creare disciplina, in campo e fuori. Fissate le regole, non sono state rispettate. Aveva senso restare? Ora tornerà di moda la storia che il mio calcio è superato, che magari anche i tecnici serbi sanno tutto dei miei schemi; sarò bersaglio della solita campagna diffamatoria: la chiamo campagna "moggiana". Cosa farò ora? Potrei allenare subito, però non faccio programmi.

"Se necessario costruiremo delle celle all'interno degli stadi, così qualora ce ne fosse la necessità potremo subito mettere in cella chi delinque". È quanto ha dichiarato il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese parlando a margine della presentazione delle iniziative di comunicazione promosse da Governo, Lega Calcio e Figc contro la violenza negli stadi. "Ci sono delle leggi che vanno cambiate - ha proseguito - e politici che non devono continuare a difendere queste persone. Che nel mondo delle tifoserie ci siano influenze politiche questo non lo accetto".

Pensieri in ordine sparso dallo Ju29ro Team.
Nessun commento sull'intervista a Zeman, pensiamo che si commenti da sola.
Per quanto riguarda le strampalate idee (?) di Matarrese, pensiamo che il fine di certe proposte sia quello di guadagnare il titolo sulla stampa, fare la figura dell'integerrimo, e continuare a mandare avanti un sistema sempre uguale a se stesso, che arricchisce e dà peso politico a chi fa proprio queste uscite.
In sostanza, c’è chi soffre per le “influenze politiche” e chi soffre della “sindrome Moggiana”. Una cosa li unisce: l'incapacità di agire, e la cultura degli alibi.


Si può anche dare il rossetto a un maiale, ma resta pur sempre un maiale (Barack Obama)

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mercoledì 10 settembre 2008

Prima della vendemmia (o dopo?)

Intervistato dall'inviato della Stampa, il presidente Cobolli Gigli ha parlato di Juve e Champions, di Buffon e Giovinco, chiudendo l'intervista con una ubriacante similitudine enologico-calcistica. A Fabio Vergnano che gli chiedeva "Nella Juve chi è il Barbaresco?" Cobolli Gigli ha risposto "Io sono un appassionato di Nebbiolo che è alla base del Barbaresco. I Nebbiolo della Juve sono Poulsen e Zanetti che permettono di produrre un Barbaresco o un Barolo d'annata che identifico in Camoranesi, Del Piero, Trezeguet".

Premesso che Vergnano era stato inviato dal giornale al seguito del Presidente a Neive dove c'era il convegno "Prima della vendemmia" e che l'intervista è riportata nelle pagine sportive della Stampa dell'8 settembre, se ci pensiamo bene la similitudine di Cobolli Gigli sembra proprio stare in piedi e il suo ragionamento è molto sobrio, quantomeno sul fronte enologico: in effetti il vino buono si porta in bottiglia corpo, sapore e gusto vincente, riuscendo così a fare gol, solo grazie alla qualità dell'uva da cui comincia il ciclo produttivo; proprio come dovrebbe succedere per i gol di Trezeguet e Del Piero che riescono bene quando gira in pieno il centrocampo e Zanetti (quest'anno Poulsen) avvia l'azione, magari lanciando Camoranesi per rifinirla.

Pochi dubbi allora sul fatto che il nostro Presidente è un intenditore di vini (un "appassionato" come dice lui stesso nell'intervista), gli interrogativi riguardano aspetti diciamo così di merito e non di metodo. Per dirne uno: c' è il rischio che Cobolli Gigli sappia di vino più di quanto può aver capito di calcio in questi anni di Juve? Saprà tutto sul ciclo produttivo della Zonin ma di quello dello Zenit da affrontare in Champions?

Addirittura uno molto maligno potrebbe chiedersi "ma se Poulsen è l'uva Nebbiolo la Juve è un'osteria?", ma noi a questo non ci arriviamo, ci fermiamo alla fine del capoverso precedente, ci beviamo mezzo bicchiere di Camoranesi, pardon di Barolo, e proviamo a sognare di vincere la Champions.

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Capace di intendere e di volere

Juventus, Secco: "Del Palermo il miglior mercato..."

Ecco alcune valutazioni del ds bianconero Alessio Secco a proposito del mercato:
"La Fiorentina ha fatto un gran mercato, anche se ha speso tanti, tanti soldi. In rapporto al budget, invece, dico il Palermo, che ha venduto bene e preso i giocatori che servivano".

Dopo aver condotto la più importante operazione del mercato juventino proprio con il Palermo, il bell'Alessio ci dice che il Palermo ha fatto il miglior mercato.
Ma allora è in piena coscienza che lo prendiamo in culo.

E dato che la Fiorentina ha speso tanto, l'unica operazione a costo praticamente zero gliel'abbiam fatta fare noi.
In piena coscienza.

Qualcuno chiami l'esorcista.

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martedì 9 settembre 2008

Kobol Pictures

(ANSA) Diventerà molto probabilmente un film il libro di Luciano Moggi "Un calcio nel cuore" scritto col giornalista Enzo Bucchioni. Lo ha annunciato lo stesso ex dg della Juve. "E' una notizia fresca - ha detto - mi hanno proposto di fare un film e sto valutando cosa fare. Il libro che ho scritto sulla mia verità su Calciopoli e le intercettazioni è considerato un giallo". Ha poi sottolineato di sentirsi "anche vittima di quelli che nell'ambito Juve hanno macchinato questa situazione".

Le menti pensanti della neonata Kobol Pictures hanno deciso di rispondere alla sfida lanciata dal pericoloso ferroviere lanciando sul mercato una serie di pellicole destinate ad essere dei sicuri blockbuster:
"Per qualche scudetto in meno": storia di una diligenza assaltata da una gang di banditi con il conducente che ringrazia e applaude cortesemente i responsabili della rapina.
"Uno juventino a Caltagirone": storia di un pomeriggio memorabile vissuto dal presidentissimo in gita al seguito della squadra in un ignoto (a lui) luogo di villeggiatura.
"Spulp fiction": la storia dello smembramento di una società di calcio tra le più grandi al mondo operato con l'avallo della sua proprietà. Una storia vera raccontata in un film dalla sceneggiatura più originale che sia mai esistita.
"Espiazione": kolossal costosissimo, un capolavoro annunciato che ha richiesto due anni di lavoro ma ancora non è dato per concluso e che per questo ultimamente sta assumendo il sottotitolo "Anche se non abbiamo capito per cosa".
"Milano ordina, Roma esegue, Torino paga": vicenda poliziesca dai contorni anni '70, protagonisti gli stessi artisti (una sorta di "rat pack" di Sinatra) con John Charlie Fir nella parte del Maurizio Merli di turno.
"Tiago in tutte le lingue del mondo": film documentario che illustra il campionario di insulti rivolti in un anno e mezzo dai tifosi bianconeri al portoghese triste. Un film per "idiomi".
"L'Uomo da 70 milioni di euro": racconto ad episodi con fantomatiche offerte mai in realtà giunte per un dipendente strapagato e smemorato alla ricerca di se stesso tra i giocattoli della Toys.
"Il silenzio degli innocenti": storiaccia di tribunali (nei quali viene ingiustamente accusata una vecchia signora), e di raffinate tecniche di difesa processuale, lungamente studiate a tavolino, costose ma sicuramente (contro)producenti.
"Quattro illeciti e un funerale": thriller dalla vicenda ingarbugliata, con avvocati doppiogiochisti ed icone del passato costrette ad avallare le bizzarre scelte dei nuovi padroni.
"La caricano in 101": film-dossier sull'atteggiamento garantista tenuto dalla stampa, e dai media più in generale, su un clamoroso caso di giustizia "aggiustata" in funzione del sentimento popolare.
"I soliti sospetti": film verità, sull'estate 2006, periodo nel quale la giustizia sportiva italiana, peraltro già segnalatasi in precedenza per obiettività e neutralità, ha dato inequivocabilmente il meglio di sé.
"Altrimenti ci arrabbiamo": film cronaca di un gruppo di vecchi facinorosi rancorosi squadristi sobillatori tifosi di serie C.
"la Juve davanti e dietro tutti quanti": film per solo adulti. La storia di una Signora sempre ai vertici del campionato che all'improvviso si trovò molti personaggi conosciuti e non nel proprio letto e...

Kobol Pictures.
la tua soddisfazione è la nostra soddisfazione.

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Giù il cappello

Nell'articolo "Mio cugino" che potete trovare nella home del sito l'ottimo Trillo ha trattato a suo modo la vicenda dell'esonero di Zeman dalla guida della Stella Rossa di Belgrado. Solo per completezza di informazione, mi preme di riepilogare per i lettori del blog il curriculum vitae del tecnico boemo. Nel caso qualcuno trovasse errori e/o dimenticanze in questa lista è pregato di postare un commento.

1986-1987: Foggia, esonerato
1987-1988: Parma, esonerato
1988-1989: Messina
1989-1994: Foggia, Zemanlandia
1994-1997: Lazio, esonerato
1997-1999: Roma, dimissioni
1999-2000: Fenerbahçe, esonerato
2000-2001: Napoli, esonerato
2001-2003: Salernitana
2003-2004: Avellino, ultimo in classifica
2004-2005: Lecce
marzo - maggio 2006: Brescia, esonerato a fine stagione
giugno - dicembre 2006: Lecce, esonerato
giugno - settembre 2008: Stella Rossa, esonerato

Fonte: Wikipedia

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lunedì 8 settembre 2008

F.C. Internazionale: nata per vincere

In Italia, criticare la Ferrari è un po' come parlar male di Garibaldi.

Seguendo la F1 da alcuni decenni, abbiamo avuto modo di assistere ad alcuni fatti:
- soluzioni tecniche ai limiti del regolare (e, qualche volta, oltre) adottate dalle rosse: prima accettate, poi addirittura diventate parte integrante dei regolamenti;
- soluzioni tecniche adottate dai competitors: se vincenti, immediatamente (o poco dopo) vietate;
- regolamenti spesso (troppo spesso) costruiti su misura sulle esigenze di Ferrari e pochi altri (ovviamente, di secondo piano);
- piloti con la tuta rossa, ai quali veniva consentito praticamente tutto, compreso il vincere un GP scontando la penalizzazione sul traguardo;
- piloti con la tuta rossa, la cui condotta (spesso censurabile) veniva censurata solo quando la cosa risultava non più determinante;
- piloti con tute di altri colori, penalizzati (soprattutto se in lotta contro quelli rossi) per motivi spesso discutibili o addirittura pretestuosi;
E tutto ciò, non solo negli ultimi anni, ma anche negli anni '90, '80, '70...

Abbiamo visto una squadra che ha sempre avuto a disposizione i migliori progettisti, il consenso della stampa, l'occhio benevolo della Federazione, l'appoggio finanziario di munifici sponsor.
Abbiamo visto salire, su una macchina italiana, piloti (spesso non fortissimi) arrivati da Belgio, Usa, Svizzera, Austria, Argentina, Canada, Francia, Svezia, Inghilterra, Germania, Irlanda, Finlandia, Brasile, etc.
E l'abbiamo sentita definire: la Nazionale Rossa!

Abbiamo visto qualcuno che, pur spendendo a volte anche il doppio o il triplo dei diretti concorrenti, è riuscito a non vincere il mondiale per un ventennio, o giù di lì.
E per vincere ha dovuto portar via agli avversari Schumi (ingaggiato, contando su mezzi finanziari mai visti prima), colui che, insieme a Senna, è stato probabilmente il più grande pilota di sempre.
Ritrovandosi ad avere in mano, oltre i budget più ricchi ed un reparto corse neanche lontanamente avvicinabile dagli altri, anche il pilota abbondantemente più forte... in realtà, l'unico che c'era (a meno di non voler confrontare Damon Hill, Montoya, Hakkinen e Coulthard con Prost, Senna, Mansell e Piquet).
E, nonostante ciò, ha comunque iniziato a vincere mondiali solo dopo 3 o 4 anni, perdendone diversi, contro Hill, Villeneuve, due volte Hakkinen, poi, due volte ad opera del quasi esordiente Alonso, che correva per una Renault dal budget dimezzato rispetto alla rossa.

Ma mai avremmo potuto pensare di vedere ciò che è accaduto negli ultimi due anni.
Certo, a livello mediatico, si è lavorato molto bene... e tutto nella direzione di rafforzare e santificare l’immagine della Ferrari.
Lo spionaggio in F1, era forse una novità? Tutte le squadre hanno sempre non solo cercato con tutti i mezzi di copiare le scelte tecniche altrui, ma anche (spesso a stagione in corso) di portare via ingegneri e progettisti (naturalmente, accompagnati dal loro bagaglio tecnico e dai loro segreti) agli avversari, in maniera più o meno lecita... o più o meno censurabile.
Solo che, finché lo facciamo noi, va tutto bene, è giusto, è corretto, abbiamo mille scusanti e mille motivazioni a nostro favore... se ci riesce qualcun altro (anche se finora nessuno ha mai dimostrato che la McLaren abbia poi usato a proprio vantaggio gli eventuali segreti "carpiti"), apriti cielo!

Non abbiamo mai sentito la Ferrari (salvo quando c'era Forghieri, anni '70/'80) accettare serenamente una sconfitta subita sul campo: è sempre colpa di qualcun altro e/o di qualcos'altro.
Ieri poi, si è toccato il fondo, addirittura irridendo l'avversario: arrivare a fine gara a definire "il ragazzino" il pilota che ti ha battuto è di pessimo gusto, oltre che irridente... e poco intelligente nei confronti di colui che in meno di 30 gare disputate ha già dimostrato molto più dei due "adulti" della Nazionale Rossa.

Invece, il verdetto del campo viene accettato solo quando dà ragione, si fa riferimento al regolamento solo quando fa comodo (arrivando spesso a farlo stravolgere, pur di averla vinta), se si perde, è sempre colpa dell'avversario che avrebbe barato, e si mettono in campo i propri appoggi/amicizie/alleanze per farlo squalificare o penalizzare.
Se si vince, siamo i più bravi, non abbiamo mai colpe, solo meriti… e, se si perde, deve per forza essere successo qualcosa di esterno, magari di fraudolento: è colpa dei giudici, delle gomme, della pioggia, del regolamento, dello spionaggio, dell'arbitro, dell'avversario che ruba, etc.

Beh, da oggi abbiamo qualche motivo in più per vergognarci di essere italiani, di appartenere a quella popolazione per quale il verdetto sul campo è accettabile solo se positivo.
Solo una domanda: ma, invece che rossa, perché non la si dipinge a strisce nerazzurre?

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The Jackals

Do you remember Calciopoli? Lasciamo stare Moggi per una volta. E concentriamoci sul contorno.
Ossia quell'attacco concentrico a tutto ciò che puzzava di juventino, con liste di proscrizione e tecnologiche berline. Vialli che viene intercettato mentre chiede un paio di spinelli - non è reato nemmeno con la legge Fini - e viene descritto sui giornali come un avido consumatore di cocaina, trovando pubblicate le proprie conversazioni, del tutto penalmente irrilevanti. Caricola, descritto come un pusher di Medellin e sopratutto come una colonna della Juventus, pur avendo giocato qualche marginale stagione in panchina per poi diventare un simbolo del Genoa. Chimenti, Maresca, Buffon (a proposito: "Non credevi davvero che qualcuno t'avrebbe salvato. Su, andiamo... Ormai lo sappiamo tutti, chi siamo. Chi poteva prendersi la briga di salvare proprio te, vecchio mio...? (cit. Pynchon)) al centro di un'inchiesta scommesse poi archiviata. Cannavaro censurato. Ibrahimovic, apra la porta polizia.
Oramai ci aspettavamo di tutto: un sex tape in salsa voodoo con protagonista Sunday Oliseh, bandiera della Juve, un documento segreto su un cugino di Sentimenti IV gerarca della X Mas, una multa a Chiellini per non aver raccolto le deiezioni del suo maremmano.
Tanto non c'era nessuno che ci difendeva.
Poi, quand'eravamo esanimi al suolo, privati degli scudetti e di tutto il resto, hanno smesso.
Bravo Cobbollo.
Certo, c'è stata la coca-storia di Iuliano. Molti dei nostri si sono arrabbiati perchè ovunque lo dipingevano come juventino, nonostante non lo fosse più da tempo. Io no. Iuliano era uno juventino serio, professionale, dedito alla causa per 7 anni. E per me juventino lo resterà sempre, se lo merita. Anche quando pippa, perchè no. Anche quando uscirà da questa brutta storia.
Gli sciacalli comunque sono sempre in giro, che non si sa mai. Azzannano di preferenza la Juve, ma quando c'è da far notizia non stanno tanto a guardare per il sottile.
Ora è il turno di De Rossi. Del suocero ucciso. Una storia che, se non fosse per la parentela, starebbe solo sui giornali laziali di Ciarrapico. E invece anima, giorno dopo giorno, le edizioni cartacee e online dei maggiori quotidiani nazionali che continuamente titolano "Il suocero di De Rossi".
Poi ingenuamente si chiedono se De Rossi abbia giocato male perchè incompatibile con Pirlo, perchè soffre le squadre inglesi, o perchè ha un dolore all'adduttore.
Io dico che vedersi violentato il dolore e l'intimità della propria famiglia può essere un fattore.
Spero per lui finisca presto.

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sabato 6 settembre 2008

Galileo Ferraris Circus

Non potevamo continuare a ignorare, in questo caldo weekend di fine estate, la vicenda che sta appassionando l'intero popolo bianconero.
Calciomercato? nuovo stadio? debutto in campionato e Champions? Macchè, si tratta ovviamente dello spiacevole incidente che ha coinvolto il presidente Cobolli Gigli, rimasto chiuso per oltre un'ora nel bagno della sede sociale. Apprendiamo dai mezzi di informazione nuovi particolari su questa storia, il mistero si infittisce, fino a che non arriva addirittura una dichiarazione ufficiale della società che chiude la questione. Ma andiamo con ordine, riassumiamo le varie tappe.

Il 30 agosto (data che ricorre spesso nella storia bianconera) arrivano le prime notizie riguardo al terribile fatto:
Con la Juventus in Champions League, tutto sembra più leggero. Anche un girone da brividi, anche... rimanere chiusi in bagno per un'ora senza che nessuno se ne accorga. E' andata così, infatti, per il presidente della Juventus Cobolli Gigli, salvato ieri dall'intervento provvidenziale di Alessandro Del Piero dopo che la porta difettosa della toilette della sede gli aveva giocato un brutto scherzo. Ma, nemmeno questo episodio, gli ha potuto togliere il sorriso.

Il giorno seguente arriva il colpo di scena. Non si sarebbe trattato di un incidente, ma bensì di un vile attentato ordito da uno dei personaggi più pericolosi che circolino nell'ambiente juventino: Tiago Mendes. Ecco come riportava la notizia Yahoo-Eurosport:
Il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli conferma: Tiago lo avrebbe chiuso in un bagno. Ai microfoni di Sky esce tutta la verità sul caso legato al giocatore che ha rifiutato il trasferimento in Inghilterra: "Ranieri, com’è giusto, considera Tiago facente parte del nostro organico. Poi, domani, credo che succederà di tutto in tutto il calcio italiano. Magari, a mezzanotte, Tiago avrà trovato un’altra collocazione. La storia del bagno è un pettegolezzo nato da una confidenza che avevo fatto a una persona che credevo fosse un amico. Comunque, è stato Del Piero che ha risposto ai miei pugni di soccorso ed è vero che mi ha detto che avrebbe potuto sfondare la porta... Gli ho risposto che era meglio lo facesse qualcun altro. Le sue spalle era meglio tenerle per la Fiorentina".

I media, increduli davanti a tale scandalo, non esitano ad attaccare come degli avvoltoi. Leggete cosa riescono a scrivere i signori di Sportal, che sembrano non avere ancora superato la fase di ossessione moggiana:
Una volta c'era Moggi a chiudere nei bagni gli arbitri, ma a quanto pare in casa Juve quello di lasciare gli indesiderati nelle toilette è davvero un vizio. Il poco regale gesto lo ha infatti ripetuto l'ingenuo Tiago che, sperando probabilmente di impedire al presidente Cobolli Gigli di porre la sua firma in calce al suo contratto di cessione, ha pensato bene di segregarlo in bagno, in attesa che scadessero forse i termini e il mercato chiudesse.
Un piccolo capolavoro di disinformazione. Ipotizzando che il giornalista si riferisca al caso Paparesta, si dovrebbe ricordare che si trattava di spogliatoio, e non di bagno. Per non parlare del fatto che è stato ampiamente dimostrato come la storia del sequestro di Paparesta sia una panzana colossale. Ma passiamo oltre.

Qualche giorno dopo, arriva finalmente la svolta. La Juventus rilascia una dichiarazione ufficiale che smentisce il coinvolgimento di Tiago nel sequestro di Cobolli:
La notizia comparsa su alcune testate sportive online, e poi ripresa da organi di informazione francesi e spagnoli, secondo la quale Tiago avrebbe chiuso in bagno il presidente della Juventus è completamente falsa: il giocatore non ha nulla a che fare con un episodio al quale - prodotto unicamente da un malinteso giornalistico - è stato dato spazio su un giornale sportivo, generando poi un equivoco che danneggia la reputazione del giocatore portoghese, che gode invece della massima stima umana e professionale da parte del presidente Cobolli Gigli.

Assolutamente da apprezzare, almeno per una volta, la grinta del presidente bianconero, la sua ferma volontà di combattere contro la disinformazione dei media asserviti, la difesa ad oltranza dell'onore della società e di uno dei suoi giocatori.
Insomma, passino gli scudetti all'Inter, le accuse di doping, la nomina di ladri, i titoli rivendicati da Moratti, le iscrizioni farlocche di mezza serie A al campionato di calcio... ma sia chiara una cosa:
A ME, CHE MI SI CHIUDE NEL CESSO NON LO DICE NESSUNO.

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Chi si ricorda di Antonio Giraudo?

Ha lasciato l'Italia subito dopo le sentenze di Farsopoli ed è andato a lavorare a Londra; da allora i giornali si sono ricordati del dottor Antonio Giraudo solo in occasione di deposizioni e testimonianze in processi che lo chiamano incredibilmente in causa, a Napoli addirittura con l'accusa di associazione a delinquere.

Per il resto un silenzio prolungato e rumoroso, quasi fosse vietato ricordarne i meriti di manager e la vicinanza al compianto Umberto Agnelli, come se il silenzio potesse piano piano ricoprire di polvere la generale incredulità circa il suo presunto coinvolgimento in potentissime mafie e cupole.

Ci piace allora segnalare una "voce nel deserto", quella di Romy Gai, per 14 anni al servizio della Juventus, da ultimo con l'incarico di assistente proprio del dottor Giraudo. Intervistato da Tuttosport (5 settembre) ad Abu Dhabi dove è stato chiamato quale amministratore delegato della Lega Calcio degli Emirati Arabi Uniti, quando l'intervistatore ha fatto il nome di Giraudo la risposta di Romy Gai è stata questa: "Il mio maestro, se mi hanno chiamato a svolgere questo compito il merito è dei suoi insegnamenti".

Il maestro adesso è a Londra e l'allievo ad Abu Dhabi con, aggiunge Tuttosport, "poca nostalgia dell'Italia e pochissima della Juve".

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La funzione sociale dello sport

Notizie e dichiarazioni relative alle violenze verificatisi a contorno della partita Roma-Napoli commentate da Paola.

Lo sport è un’attività che indipendentemente dall’età e dall’origine sociale accomuna e avvicina molti individui, siano essi sportivi di professione, siano semplici tifosi.
Lo sport può essere un elemento di coesione, assumendo anche un ruolo educativo e di inserimento sociale.
La popolarità del calcio, in modo particolare in Italia, ha fatto moltiplicare gli avvenimenti sportivi a scopo di lucro privilegiando la logica economica e accantonando la naturale funzione sociale.
Fair play, solidarietà, sono valori che il calcio dovrebbe contribuire decisamente a diffondere per dare un contributo alla formazione dei giovani ed alla vita democratica e sociale presentandosi come un fenomeno di massa che raggiunge tutte le classi sociali e i diversi gruppi d’età.
In questi anni lo sport ha offerto molto spettacolo sviluppando la componente economica con un aumento, a volte eccessivo e a discapito della valorizzazione di quei valori che dovrebbe invece trainare.
La cronaca attuale porta invece alla ribalta un calcio nostrano sempre più vittima di gruppi di violenti che apparentemente vicini al mondo dello sport, lo utilizzano soltanto per diffondere violenza.
Forse la mancanza di stadi di proprietà e la poca lungimiranza dei manager italiani è da prendere in esame come una delle cause che ha portato gruppi di ultras a considerare gli stadi, luogo dove far esplodere le loro velleità violente e autogrill e stazioni, luoghi dove seminare il panico e stabilire il loro predominio.
Stadio di proprietà come luogo per famiglie è una realtà concreta all’estero, ed è stato anche un mezzo che, con la sua generale gestione, ha aiutato a sconfiggere la violenza, con l’ausilio di regole e leggi che hanno permesso l’isolamento della parte violenta del tifo e offerto un calcio per tutti, non più sottoposto al ricatto dei facinorosi.
In Italia infuria il dibattito sulla violenza che puntualmente riprende ad ogni singolo episodio.
Tutti hanno espresso la loro idea sfruttando la visibilità del momento per la solita propaganda politica, soffermandosi sulla mancanza di leggi adeguate, cercando di rincorrere il problema senza la concretezza necessaria per dare fermezza e rispetto a delle leggi e dei regolamenti già esistenti.
Bassolino parla di “tifosi delinquenti che si muovono in un clima di degenerazione"; De Laurentiis invoca “leggi adeguate”; Manganelli si dice certo che dietro a questi episodi di violenza “ci sia l'influenza della criminalità organizzata”; Maroni assicura che "non saranno tollerati in futuro comportamenti come quelli visti domenica scorsa"; Cannavaro si preoccupa per l’immagine italiana all’estero, dice infatti che “il nostro campionato non ha nulla da invidiare a nessuno. E poi così diventa sempre più difficile far capire ai giocatori stranieri che il calcio italiano non è solo violenza"; il Viminale annuncia la chiusura alle trasferte per i tifosi napoletani mentre per gli ultras potrebbe scattare l'accusa di associazione per delinquere; Caruso considera responsabile Trenitalia; Abete dice che “ sarebbe sbagliato sanzionare le società e si rischierebbe di provocare la fuga di dirigenti che investono nel mondo del calcio e che si sentirebbero sotto schiaffo di alcuni soggetti che vanno puniti in maniera adeguata". Interviene anche Blatter che con un ''bisogna portare avanti il tema dell'educazione sociale e culturale, continuare a promuovere il fair play, grazie anche all'aiuto dei media, e bisogna lavorare con le autorità perchè la violenza non entri nel calcio'' espone la sua linea.

Ma concretamente è successo che un gruppo di balordi ha causato danni ad autobus e treni e disagio a passeggeri che, ignari, sono rimasti vittime della situazione.

In mezzo a tante parole, gli ultras fermati sono stati prontamente scarcerati.

Mi chiedo, come possiamo risolvere il problema della violenza in Italia se coloro che dovrebbero imporre il rispetto delle leggi sono i primi ad infrangerle, magari invocando rispetto ed autonomia per lo sport, assecondando nel contempo chi vuol andar avanti con la prepotenza e finendo poi vittime dello loro stessa inefficienza?

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giovedì 4 settembre 2008

Dall'illecito strutturato a quello tollerato

In tema di illeciti sportivi l'ultima "perla" è del prof. Tito Boeri che, analizzando su Repubblica del 3 settembre i motivi per cui i petrodollari preferiscono il campionato inglese a quello italiano per le loro scorribande, ha scritto che in Italia i manager delle società di calcio hanno troppo potere perchè in tema di bilanci sanno "dove si collocano i confini tra illecito tollerato e illecito che dà luogo a sanzioni".

Se nell'estate 2006 gli insigni giuristi chiamati dal commissario Rossi a sentenziare su calciopoli avevano sorprendentemente sanzionato un tipo di illecito (quello strutturato) non previsto dalla normativa adesso, ancor più sorprendentemente, un economista di grido scrive sul quotidiano d'informazione più letto in Italia che ci sono bilanci di società di calcio che prefigurerebbero degli illeciti che però sono tollerati non si sa bene da chi e perchè.

Controlleremo su Repubblica se arriverà qualche precisazione o smentita da parte di Abete, Matarrese, la Covisoc, dovendo concludere in caso contrario che ci sono società che partecipano al campionato abusivamente.

Non lo diciamo noi (che peraltro questa ipotesi l'abbiamo avanzata con le dovute cautele), lo lascia intendere un docente della Bocconi.

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Ultras del Napoli vs polizia - il video

Marco Liguori riporta sul suo blog "Il Pallone in Confusione" il link ad un video presente su Youtube che mostra gli scontri tra polizia e ultras napoletani avvenuti alla stazione Termini di Roma.
La dinamica degli eventi non è chiara, tuttavia alcune domande sollevate nell'articolo di Liguori sono sicuramente pertinenti, e al momento purtroppo senza risposta.
Perché è stata autorizzata la trasferta dei tifosi napoletani, se il sistema non poteva reggerne l’impatto e controllarla?
Non sarebbe stato più opportuno usare la "tolleranza zero" tramite un’opera di prevenzione con controlli nella tifoseria, in modo da bloccare numerosi personaggi indesiderati?
Perché non è stato arrestato nessuno degli ultras che si sono resi eventualmente responsabili del reato di oltraggio a pubblico ufficiale?
Esistono formazioni paramilitari nel tifo organizzato, pericolose per l’ordine pubblico?

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mercoledì 3 settembre 2008

Su quale pianeta vivono?

Oggi mi sono letto l'articolo che descrive la consegna della petizione "Per la Juventus che vogliamo" nelle mani di un addetto stampa della società delegato per le relazioni con il Web. Ad un certo punto mi sono imbattuto nella seguente affermazione:

Gli viene consegnato il documento (all'addetto stampa), che legge con grande attenzione, dichiarando di averne ben compresi gli intenti e le richieste… sembra quasi essere sorpreso dal fatto che ci sia una parte di tifosi che non si accontenta dell'aspetto sportivo, ma che chiede a gran voce che la Juventus faccia qualcosa per riprendersi la propria dignità, e vengano tolte le macchie che un paio di anni fa qualcuno ha deciso di accettare che venissero poste sulla nostra gloriosa bandiera.

Un qualunque essere umano di intelligenza media, leggendo questa cronaca, sarebbe portato a pensare che negli ultimi due anni la Juventus si sia coperta di gloria, conquistando sul campo scudetti e trofei a ripetizione, e che gli ingrati tifosi radunati sotto la sede fossero in realtà degli incontentabili ingrati.  
Ad uso e consumo di chi abbia fatto un lungo viaggio durato tre anni, senza possibilità di avere notizie fresche, riporto una sintesi dei risultati sportivi ottenuti dalla Juventus negli ultimi anni.

Stagione 2005 - 2006: ultimo posto nella classifica della serie A con 0 punti, con conseguente retrocessione in serie B. Revoca degli scudetti 2004 - 2005 e 2005 - 2006.
Stagione 2006 - 2007: primo posto nella classifica della serie B, eliminazione in coppa Italia al terzo turno ad opera del Napoli.
Stagione 2007 - 2008: terzo posto nella classifica della serie A, eliminazione in coppa Italia nei quarti di finale ad opera dell'Inter.

In sintesi: -2 scudetti conquistati, 0 coppe Italia, (con eliminazione nei primi turni), nessun impegno europeo. 
Di cosa ci dovremmo accontentare? 
Inoltre, dopo due anni come è possibile che non si sia ancora capito che il lato sportivo e la gestione di Farsopoli sono strettamente collegati, sono di fatto due facce della stessa medaglia?

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martedì 2 settembre 2008

Fango tedesco sul nostro Mondiale

Da qualche giorno la stampa tedesca (non solo popolare) pone in dubbio
la regolarità dello svolgimento dell'ultimo mondiale.
Manco a farlo apposta, le nazionali coinvolte nel presunto scandalo
furono avversarie dell'Italia di Lippi.

Inizia il giornale popolare Bild: la partita Ucraina-Italia fu "aggiustata".
Alcuni giocatori ucraini "comprati" da un'organizzazione malavitosa asiatica,
non si impegnarono al meglio perchè l'organizzazione voleva che l'Italia
vincesse con più di due gol di scarto. La partita, effettivamente, finì 3 a 0 per l'Italia.

Rincara la dose il settimanale "intellettuale" Der Spie­gel.
I giocatori ghanesi, sarebbero stati ammorbiditi dalla solita
organizzazione malavitosa orientale per perdere nella fase a
gironi contro l'Italia e negli ottavi di finale contro il Brasile.

Ora in Italia per molti dovrebbe porsi un problema di coerenza.
Chi da due anni spiega che per la giustizia sportiva è sufficiente
il sospetto e con tale scusa giustifica la retrocessione di una società
e l'esproprio di trofei meritatamente vinti sul campo, dovrebbe, per coerenza,
chiedere l'immediata apertura di un'inchiesta ufficiale della FIFA con relativa
assegnazione della vittoria a "tavolino" alla Francia.

Chi invece da due anni attende le prove dello scandalo denominato
"calciopoli", serenamente attenderà anche le prove di questa
miserabile calunnia (in assenza di prove di questo si tratta).

Essere garantisti non solo è pratica civile, spesso è anche pratica conveniente.

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lunedì 1 settembre 2008

Cronache dal torneo aziendale

Neppure la moviola spiega se ha toccato il pallone con il braccio
(Gazzetta dello Sport, 31 agosto 2008, a commento di questa foto)

Un'Inter disorganizzata gioca a braccio e strappa un punto a Marassi.
Su un bel lancio dalle retrovie Ibrahimovic tenta di aggiustarsi col braccio sinistro una palla impossibile da stoppare col petto, ma la manovra non gli riesce perfettamente perchè colpisce la palla con l'esterno del braccio sinistro. Riesce però a smorzarla anche se si allarga un po', ma la classe non è acqua e pur in condizioni difficili riesce a metterla dentro.
Gran gol. Rosetti non fischia: 1-0.
I cronisti di Sky concordano sulla impossibilità di valutare l'azione.
Ad onor di Rosetti va però ricordato che poco dopo usa lo stesso metro di giudizio, questa volta in area dell'Inter: capitan Zanetti con un preciso colpo di braccio sinistro sventa l'insidia di un cross sampdoriano.
I cronisti di Sky dubitano sulla volontarietà.
Tutti d'accordo che il pareggio è giusto, grazie ad un gol valido della Sampdoria.
E' proprio vero che per realizzare una grande impresa, da che mondo è mondo, ci vogliono "il braccio e la mente". Sabato sera l'Inter ha realizzato appunto una grande impresa, anzi diciamo meglio una impresa Speciale: l'allenatore è stato la mente e Ibra il braccio.

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Il Cantante si sveglia in seconda serata

Il Mago di Ios commenta la partita di ieri sera tra Fiorentina e Juventus.

La Nuova Juventus 2006 ha iniziato la sua seconda stagione in Serie A con un pareggio a Firenze.
In vantaggio per 1-0 ed in superiorità numerica grazie all'espulsione di Felipe (un Materazzi, solo un po' più scuro, se mi consentite), i bianconeri si sono fatti infilare a fine partita da Gilardino.
Il Cantante, dopo aver trascorso buona parte del secondo tempo a pisolare prima e a comporre l'Ode al Camaleonte poi (mentre la squadra annaspava e avrebbe avuto bisogno di cambi tempestivi), si è risvegliato in seconda serata, dando spettacolo di fronte al pubblico televisivo.
Il vocalist dei Camaleonti Solidi ha risposto con grande lucidità al giornalista che gli chiedeva se un Almiron come quello vsto oggi a Firenze non potesse trovare spazio nella Juve. Questo in sintesi il pensiero di Ranieri:
1. Almiron è un campione, altrimenti la Juve non lo avrebbe mai comprato.
2. Almiron si trova bene in un centrocampo a 3 come quello della Fiorentina.
3. La Juve 2006/2007 giocava con un centrocampo a 4 e, quindi, non poteva permettersi di schierare anche un giocatore offensivo come l'argentino.
Benedetto Cantante, non potevi farli prima questi ragionamenti?
Non pago di questo, il Cantante ha finalmente illustrato al volgo le caratteristiche fisiche del camaleonte solido. E' un camaleonte ma con il guscio di una tartaruga.
Un po' come Ranieri.
E' un cantante, ma con il guscio (e l'apparenza) di un allenatore.

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