Stasera Marcello Lippi ricomincia la sua avventura sulla panchina della Nazionale, dopo il disastroso biennio di gestione da parte di Roberto Donadoni.
Come ben noto, Marcello se ne andò sbattendo la porta dopo il trionfo mondiale, offeso dalle tonnellate di sterco rovesciate sulla sua persona dagli stessi personaggi che poi lo avrebbero adorato come un semidio dopo il titolo mondiale.
Lippi è stato richiamato a furor di popolo per rimettere in piedi la Nazionale in vista dei Mondiali in Sudafrica, tuttavia essendo uomo di mondo sicuramente si aspettava che, passato un breve periodo di luna di miele con la stampa, sarebbe ricominciato il tiro al bersaglio basato sulle solite sgangherate argomentazioni.
Ebbene, l'assalto mediatico al nuovo c.t. è già cominciato, con largo anticipo sulle previsioni. Oggi su Affari Italiani appare
un articolo (non firmato) con un titolo che è tutto un programma:
Lippi chiama Legrottaglie: la... GEA fa festa. Riporto i passaggi più significativi:
Fuori Chiellini e dentro Legrottaglie: non è un cambio nella Juve, ma in Nazionale. Domenica notte Marcello Lippi ha chiamato Nicola da Bari (Gioia del Colle per la precisione), alias l'atleta di Cristo ("Non faccio sesso da due anni", dichiarò qualche mese fa). Una convocazione che lascia intatta la quota degli ex Gea (c'è anche il romanista Aquilani, assistito da Zavaglia): per la felicità di baby Moggi e Lippi Jr, antichi soci nella società di procuratori ...
Si può leggere questa convocazione per un centrale discreto - ma non certo sicurissimo - come un favore del c.t. azzurro? Torna ad esplodere la logica del conflitto di interessi? Il pezzo in questione è il classico esempio di attacco mediatico basato sul nulla.
Innanzitutto, l'ironia sulla religiosità di Legrottaglie è di pessimo gusto, fuori luogo, ed offensiva dei sentimenti più intimi del giocatore. Battute da bar, da forum, non degne di un giornale.
Entrando nel merito della convocazione, pare di capire che il giornalista che ha scritto l'articolo non sia un grande esperto di calcio. Se lo fosse, saprebbe che Legrottaglie era in odore di convocazione anche senza l'infortunio di Chiellini, anzi, molti hanno criticato la scelta iniziale di Lippi di preferirgli giocatori come Bonera e Barzagli reduci da una pessima stagione. Legrottaglie ha giocato l'anno scorso un ottimo campionato, conquistando il posto da titolare fisso nella Juventus, formando con Chiellini una delle coppie centrali migliori della serie A. La sua convocazione segue quindi una naturale logica tecnica. Forse il giornalista di Affari Italiani non sa che Cannavaro, Gamberini e Materazzi sono indisponibili. Non sa, o fa finta di non sapere. Chi avrebbe dovuto convocare Lippi? Ferrari del Genoa? Comotto della Fiorentina? Non scherziamo...
Per quanto riguarda i rapporti tra Legrottaglie e la GEA, le parole pronunciate dal giocatore al
processo di Roma dove è stato ascoltato in qualità di testimone sono la risposta migliore ad illazioni che rasentano il ridicolo. E si tratta di fatti concreti, non di aria fritta:
"Per prendere Alessandro Moggi non ho subito pressioni o minacce. E’ il mio procuratore da cinque anni e non ne ho ricavato alcun beneficio, anzi: da quando sono arrivato alla Juve per le mie cattive prestazioni ho perso tutto, compreso il posto in Nazionale". E le cose non sono certo andate bene perché ero alla Gea, perché se non dai tutto in campo, se non ti impegni, si può perdere tutto in un attimo. Io ero arrivato in nazionale quand'ero al Chievo e poi però ho giocato male e sono stato mandato in prestito".Onore quindi a Nicola Legrottaglie, buon giocatore e ottima persona, che ha saputo rimettersi in carreggiata rimediando agli errori che hanno condizionato la sua carriera in bianconero.
E soprattutto in bocca al lupo a Marcello Lippi. Ne avrà bisogno, se il buon giorno si vede dal mattino.