Il Moralizzatore
Nonostante il nostro scetticismo, riportiamo la notizia così come è stata lanciata dal sito de l'Espresso:
Crac Bologna, Gazzoni verso il processo
"Operazioni dolose dei vertici del club per continuare a giocare in serie A"
La procura chiude l'indagine sul crac milionario del Bologna-Calcio, il procuratore Di Nicola viene apposta a Bologna per firmare il decreto prima di andare in pensione, e la Guardia di Finanza, quando si arriverà in aula, è pronta a dimostrare che il patron e i vertici della squadra "truccarono" le carte per poter continuare a giocare. E' il fallimento di Victoria 2000, la "cassa" del Bologna-Calcio, e l'indagine per bancarotta fraudolenta potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio per l´ex dominus Giuseppe Gazzoni Frascara, per il suo ex socio Mario Bandiera, il commercialista Matteo Tamburini e per uno dei tre componenti del collegio sindacale, Massimo Garuti. Altri quattro, di cui non si conoscono i nomi, sono indagati, ma escono dall'indagine gli altri due sindaci Mario Ravaccia e Mauro Venceslai. Bancarotta fraudolenta, dunque, per un "buco" da 35 milioni di euro creato da "Victoria", la finanziaria fallita nel marzo 2006 alla quale il Bologna faceva capo prima della vendita a Cazzola. I capitoli dell'indagine sono tre: la ricapitalizzazione della società, i diritti televisivi e la cessione del marchio.
Scrivono, i finanzieri, che gli indagati «posero in essere operazioni dolose, indotte dall'esigenza di occultare la grave crisi finanziaria della controllata Bologna football club 1909 Spa e consentirle l'iscrizione ai campionati nazionali di calcio, secondo i parametri di bilancio prescritti dalla Figc e vigilati dalla Commissione di vigilanza sulle società di calcio, ente che, già nel marzo 2002, aveva disposto verso il Bologna Fc la sospensione dell'erogazione dei contributi federali e la diffida a sanare il pesante indebitamento entro il termine perentorio di giorni 90». Intercettazioni e perquisizioni hanno permesso ai pm Cieri e Lazzarini di fare luce in primo luogo sul conferimento della partecipazione del Bfc nel Bologna football club 1909 Holding Spa (Bfch) e sulla cessione della licenza d'uso dei diritti televisivi e di immagine dall´una all'altra, operazioni che avrebbero permesso di sistemare il bilancio Bfc e i relativi indici funzionali all'iscrizione al campionato di calcio 2002-2003. Sotto la lente d'ingrandimento, poi, la cessione del marchio "Mondobologna" da Bfc a Bfch, collegata al rientro anticipato dei diritti televisivi e d'immagine da Bfch a Bfc, per aumentare i flussi di cassa e avere le carte in regola per l'iscrizione al campionato 2004-2005, e la copertura delle perdite e la ricostruzione del capitale di Victoria 2000 «con cessioni di partecipazioni interne al gruppo a valori sproporzionati».
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