Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta per l'ingegnere gestionale John Elkann che ci ha inviato cortesemente un nostro assiduo lettore.Egregio ingegnere,
spero mi perdonerà l’ardire di rivolgermi a lei per darle qualche consiglio. Pure questo! dirà lei.
Non bastano certi barbosi soloni o pseudomanager rampanti arricchitisi alle spalle della FIAT e degli Agnelli, adesso ci si mette anche lui.
Io, innanzi tutto, ci tengo a precisarle che vivo di pensione e non mi sono arricchito con la FIAT.
Anzi, a ben guardare, sono uno dei tanti che hanno contribuito alle fortune della sua azienda avendo, in circa 40 anni, acquistato non so quante autovetture del suo gruppo.
Sono un semplice appassionato di calcio che, comunque, una certa gratitudine la deve ai suoi antenati perché è anche da loro e con loro che ha imparato ad amare la Juventus (e la FIAT), diventandone un tifoso viscerale.
È inutile che le descriva l’attuale stato d’animo con il quale sto vivendo il cataclisma abbattutosi sulla mia squadra del cuore.
Vorrei, invece, descriverle lo stato d’animo con il quale sto cercando di instaurare un feeling (del tutto platonico naturalmente) con lei, nella speranza di sostituire quello che avevo con suo nonno e suo zio.
Purtroppo lei mi delude moltissimo perché mi sembra si stia comportando come un pesce fuor d’acqua!
Non metto in discussione le sue doti manageriali e le sue capacità di dirigere il gruppo industriale e la Famiglia ad esso legata.
Quello che mi permetto di rimproverarle è semplicemente l’assoluta inadeguatezza con la quale sta cercando di porre rimedio alla attuale situazione nella quale è venuta a trovarsi, secondo molti tifosi anche per colpa sua, la Juventus.
In poche parole, lei di fatto non sta facendo nulla per soddisfare le aspettative di quei tifosi (fra i quali mi annovero) che stanno facendo di tutto per riallacciare con lei quel rapporto di incondizionata fiducia e riconoscenza messo dai veri juventini alla base del loro sentirsi nei confronti della sua illustre Famiglia.Oggi, credo me ne darà atto, alla Juventus tutto è stato burocratizzato. Capisco le esigenze borsistiche, ma può essere che non le sia stato possibile scegliere un personaggio in grado di corrispondere alla nostra passionalità di tifosi e di proporcelo come punto di riferimento?
Nessuno le rimprovera di non capire niente di calcio e di non essere stato mai tanto vicino alla squadra.
Personalmente le rimprovero (e credo di non essere il solo)
di non essere stato capace di scegliersi gli uomini giusti per gestire la Juventus e, probabilmente, di essersi fidato di chi già in passato non aveva dato grandi dimostrazioni di se nello stesso incarico o aveva qualche personale orticello da coltivare.
Non me ne voglia, ingegnere, ma lei sta sperperando tutto il patrimonio di simpatia e di prestigio ereditato da suo nonno.
Dal momento che lei non ha tempo e probabilmente voglia di dedicarsi alla Juventus, perché non ha delegato qualcuno a rappresentarla ed a far da tramite fra lei e la tifoseria smarrita e orfana?
Non mi dirà che l’ha fatto e i suoi alter ego debbono considerarsi a tutti gli effetti i signori Cobolli Gigli e Blanc.
Chi l’ha mai conosciuti, che c’entrano con la Juventus e, soprattutto, cosa ne capiscono di calcio? Quindi, senza ulteriori indugi, li cambi, li sostituisca o, comunque, li faccia affiancare da qualcuno che, ogni tanto, sappia dire qualcosa di juventino se non vuol far ancora del male a quella da tutti considerata la creatura più amata dai suo nonno.
Inoltre io mi permetto di porla di fronte ad una amara realtà che lei certamente conosce ma che mi sembra continui ad ignorare aspettando non ho capito bene cosa per affrontarla.
Mi riferisco al fatto che, come lei sa, moltissimi tifosi (da un sondaggio sembra siano la maggioranza) accusano la proprietà, di cui lei è il massimo esponente, di essere la responsabile della resa incondizionata della società di fronte a chi ha cercato in tutti i modi di affossarci.
Questa macchia lei non la laverà neanche se in futuro, sotto la sua gestione, la Juve dovesse vincere 10 scudetti e dieci Champions di fila (cosa assolutamente impossibile perché, per ottenere certi risultati, l’IFIL dovrebbe investire nei prossimi anni almeno 500 milioni di €).
Lei ha una sola speranza di farsi perdonare.
Lei dovrebbe dirci una volta per tutte come sono andate effettivamente le cose, spiegare, senza guardare in faccia nessuno, le singole colpe di chi avrebbe sbagliato e giustificare il suo conseguente comportamento nonché quello di chi, più o meno volutamente e consapevolmente, lo ha ispirato o assecondato.
Che la Juventus abbia corso il rischio di essere cancellata dal proscenio del calcio italiano è un fatto certo perché quella era l’intenzione di chi ha sollevato il polverone, cioè di chi era assolutamente incapace di fronteggiare altrimenti il suo strapotere organizzativo, economico e tecnico/sportivo.
Sono certo che qualcuno le abbia sventolato davanti questa drammatica prospettiva e che, valutati i personaggi con i quali avrebbe dovuto fronteggiarsi e soprattutto le armi spregiudicate di cui disponevano, ha ritenuto opportuno salvare il salvabile.
In poche parole, lei è stato certamente ricattato ed è per questo che ha operato nella convinzione di aver ottenuto il male minore.
Ma ormai è giunto il momento di smascherare questi pseudo onesti e di far pagare loro tutte le malefatte per le quali sono andati fin’ora impuniti Lei potrebbe obiettarmi che le cose sono ancora troppo “calde” perché possano essere chiarite.
Per esempio, ci sono i processi ancora in corso e calciopoli è tutta da decifrare. Mi permetta una considerazione. Se lei aspetta che i processi vengano portati a termine, pecca di ingenuità.
Se pensa che questa magistratura, il cui presidente è il magistrato attualmente impegnato come p.m. nel farsesco processo GEA, sia in grado di corrispondere alle esigenze di giustizia di coloro che risultano coinvolti, lei è completamente fuori strada.
Calciopoli finirà con qualche prescrizione che salverà gli imputati e permetterà ai p.m. di sostenere che il loro impianto accusatorio non è stato smentito (
Guariniello insegna). E la verità non si conoscerà mai.
Quindi non può procrastinare ancora un chiarimento che metta un punto fermo sia nell’ambito del calcio che negli animi dei tifosi altrimenti costretti a vivere nel dubbio ed a contrapporsi arrecando altri danni alla Juventus e al suo prestigio.
Lei ha, in questo momento, la possibilità di restituire al calcio italiano quella credibilità che qualcuno vuol dar ad intendere sia stata minata proprio da una delle più amate creature di suo nonno.
Ci provi, dimostri che certi errori da lei commessi sono dovuti al suo troppo amore per la squadra e vedrà che i tifosi juventini capiranno e magari la perdoneranno.
Infine, carissimo ingegnere, qualora non intenda incidere in termini cosi profondi nella gestione del calcio e della Juventus perché non intravede le condizioni necessarie per intraprendere una simile azione o ritenga impresa troppo rischiosa iniziare una battaglia destinata a lasciare qualche cadavere (in senso metaforico) sul terreno, valuti l’opportunità di passare la mano.
Infatti dovrebbe avere l’onestà mentale di ammettere che il mondo del calcio non fa per lei (la qual cosa non sarebbe un demerito) ed è meglio lasciarlo a coloro che in esso sanno starci meglio e ci sguazzano come famelici squali.
Certo, noi tifosi, abituati a dire che gli pseudopresidenti, gli a.d., i d.g. gli allenatori, i giocatori ecc. ecc. passano ma la Juventus resta, abbiamo sempre identificato la squadra con qualche componente della sua Famiglia.
Quindi sarebbe un po’ dura non trovare più qualcuno di voi come nostro punto di riferimento e dover rinunciare anche all’illusione di poter fare affidamento su qualcuno disposto a difenderci.
Ma tant’è! se è necessario un sacrificio perché la Juve sopravviva, noi tifosi faremo anche questo. L’importante è che lo faccia anche lei, con coscienza e cognizione di causa e ammesso che anche per lei sia un sacrificio. Mi scuso per la lungaggine e la saluto.
Il Martinello.