sabato 31 maggio 2008

Paperoni, Paperini e mistificatori

Ci è stato segnalato dall'amico Pucciogoal87 dall'Australia l'editoriale odierno di Elvira Erbì su Tuttosport. Lo abbiamo cercato, lo abbiamo letto e ne siamo rimasti piuttosto colpiti: si tratta di un piccolo capolavoro di manipolazione della realtà, pur partendo da una premessa condivisibile.
L'editoriale comincia con feroci critiche nei confronti dei presidenti alla Moratti e alla Abramovich, accusati di gettare denaro dalla finestra per licenziare allenatori (si vedano i casi Grant e Mancini), e prosegue con una sviolinata per la nuova dirigenza juventina, che avrebbe il merito di non partecipare ad aste e di valorizzare i giovani italiani. Tutto molto demagogico, ma abbastanza condivisibile:

Zio Paperone compie ses­sant’anni e per l’occasione è sbarcato alla Borsa di Milano. Giusto giovedì scorso. Vedendo­lo, a qualcuno è venuta la fregola di... imitarlo. Un tuffo nell’oro nascosto giù in cantina e via con una nuova avventura pallonara. Vendo (poco e male), compro (tanto e a prezzi esorbitanti) e se mi gira esonero anche dopo scu­detti e successi a go-go.
Presidenti disposti a svenarsi per un allenatore (Mourinho, bello e bravo, per carità). Presidenti che vanno alla guerra con un allena­tore. Moratti contro Mancini: uno che chiede di non versare nemmeno un euro nonostante 4 anni di contratto e l’altro che chiederà la luna in danni morali e materiali. «Mi hanno rovinato la reputazione». Ci hanno rovina­to il calcio dei sogni. E sognando, Paperone vedeva roteare i dolla­roni. Mentre Paperino annaspa­va nei guai quotidiani. Più vicino a noi, il malcapitato, più lontano e fuori dal mondo reale il riccone alla Abramovich che molla tizio e prende caio, staccando assegni inguardabili, rompendo ogni re­gola di mercato.
Danno i numeri, ma alla fine i conti non tornano mai, se perdi e anche se vinci. Nel mare magnum della dissennatezza, brilla così una Signora (Vecchia eppure Nuova) che non partecipa alle aste, che richiama a casa i suoi giovani migliori, che anticipa di due anni la regola Fifa che impo­ne italianità alle squadre italiane.

La chicca arriva nelle ultime righe del pezzo, in cui la giornalista di Tuttosport parla di presunti "Paperoni" che sarebbero transitati anche a Torino (sponda Juve, si suppone, altrimenti il discorso non avrebbe senso):

Paperone è passato anche a Tori­no. Ha speso, ha dominato, ha esagerato e infine è stato esauto­rato. Un calcio nel di dietro e il pallone ha ripreso a rotolare. La morale è sempre quella...

A chi si riferisce la giornalista? Ma è ovvio, alla Triade. I tre malfattori Moggi, Giraudo e Bettega avrebbero speso, dominato, esagerato e sarebbero quindi stati esautorati. Condividiamo in parte il discorso: la Triade ha sicuramente dominato, ed i tre sono stati sicuramente esautorati. Ma quando mai avrebbero speso in modo scriteriato? quando mai avrebbero "esagerato"? A cosa si riferisce la giornalista, forse a Farsopoli?
Ricordiamo ai signori di Tuttosport che durante gli anni della Triade la proprietà non ha immesso un solo euro nelle casse della società Juventus. Nemmeno un euro in più di dieci anni, altro che spese pazze. Le indimenticabili vittorie di quel periodo derivano da una gestione finanziaria e tecnica oculata, con cessioni mirate per finanziare le campagne di rafforzamento (si veda, ad esempio, la cessione di Zidane, o quella di Inzaghi).
In compenso, i dirigenti della tanto decantata "Nuova Signora" ci hanno deliziato quest'estate con una campagna acquisti tra le peggiori della storia, finanziata da un aumento di capitale pari a oltre 100 milioni di euro, più di 40 dei quali prelevati dalle tasche dei piccoli azionisti.
Cara Elvira, usando la metafora proposta nell'articolo, in questo caso chi sarebbe Paperone? e chi Paperino?
Non è questo il modo di fare informazione, signori di Tuttosport. Come direbbe l'amico Pucciogoal87: shame on you, shame on all of you.

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giovedì 29 maggio 2008

Il ricordo dell'Heysel

(Datasport)

Il 29 maggio 1985 il pallone visse la tragedia dell'Heysel. La Juve commemora il 23esimo anniversario: 'Monito per tutti'. Immagini sgranate, ma definite quanto basta per scorgervi l'orrore di una giornata passata tristemente alla storia. Nel 1985 il calcio non si fermò, nonostante quella tragedia assurda; pagò il Liverpool, ma a rimanere attonito fu il mondo intero. Quando gli hooligans dei 'Reds' caricarono a testa bassa, mettendo in fuga gli occupanti di un settore riservato ai bianconeri, il terrore sconvolse quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa, l'ultimo atto di una stagione lunga ed emozionante. Il settore Z dello stadio Heysel era la crepa di una struttura fatiscente, tutti ne erano a conoscenza ma nessuno riuscì a prevedere possibili incidenti che, a dire il vero, rappresentavano un 'must' di quasi tutte le trasferte inglesi. Sotto le macerie del crollo, rimasero 39 persone, la maggior parte tifosi della Juventus.




Firma la petizione contro la distruzione del monumento che ricorda la strage dell'Heysel (QUI)

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martedì 27 maggio 2008

Addio

Tributo ad un "Uomo che vince sempre"...
Se ne va carico di scudetti cartonati, eliminazioni negli ottavi di Champions League, vittorie in coppa Italia, stampelle e scatoloni...
Addio, o meglio arrivederci Mancio!

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lunedì 26 maggio 2008

Pagellone di fine anno - la società

Premessa: le pagelle si riferiscono solo all'annata 2007/2008, quindi escludono il giudizio sulla gestione del caso Farsopoli. Includendo il giudizio sulla gestione dei processi farsa, le valutazioni sicuramente scenderebbero fino a toccare numeri sotto lo zero.

Claudio Ranieri: voto 6.5
Per molti è "Tinkerman", per altri il "Pasticcione", per altri ancora il "Cantante". Chiamato per guidare la squadra in zona Champions, ottiene l'obiettivo minimo prefissato, e si merita ampia sufficienza. Nonostante tutto, la sua figura rimane molto criticata dai tifosi, che si chiedono se si tratti del tecnico giusto per tornare a vincere. A lui si imputano l'avallo di una campagna acquisti scellerata, alcune (troppe) partite perse a causa di sue cervellotiche scelte, la tendenza della squadra a giocare a calcio solo a partire dal secondo tempo. Si dimostra a disagio nei rapporti con la stampa, rilasciando dichiarazioni spesso contradditorie (ma forse è contagiato da chi sta sopra di lui). Se verrà confermato, la prossima stagione sarà decisiva per la sua carriera.

Jean Claude Blanc: voto 5.5
E' amministratore delegato, direttore generale, capo del comitato sportivo. Il bilancio è in pareggio, e questo è un punto a suo favore. Tuttavia, la scellerata campagna acquisti non può non pesare in modo molto negativo sul giudizio: promette tutto e il contrario di tutto (arrivano 3 campioni, uno per reparto; spenderemo quanto il Manchester etc.), ma alla fine dieci undicesimi della squadra titolare sono elementi ereditati dalla Juve dei truffatori, e buona parte del denaro investito sul mercato è stato sperperato. Non mancano buone inizative, quali la ristrutturazione dei siti Web societari e il lancio del canale tematico. Il vero banco di prova per il futuro sarà, oltre al mercato, la questione stadio, rilanciata (finora soprattutto a parole) grazie all'accordo con Sportfive e Credito Sportivo. Attendiamo di conoscere i dettagli dell'operazione, in particolare il nome dello sponsor rintracciato da Sportfive e i dettagli della struttura che verrà costruita.

Alessio Secco: voto 4.5
Innanzitutto, auguri di buona guarigione al motociclista. Nessuno ha ancora capito quale sia il suo ruolo (è solo un esecutore degli ordini di Blanc? agisce anche di sua iniziativa? fa solo le fotocopie?), ma i fatti bocciano il suo operato senza appello. Tra acquisti, riscatti e arrivi a parametro zero porta a Torino Tiago, Almiron, Andrade, Iaquinta, Sissoko, Salihamidzic, Nocerino, Molinaro, Criscito, Grygera, Stendardo. Tra questi hanno avuto un rendimento buono solo tre elementi: Sissoko, Iaquinta e Salihamidzic, un titolare e due riserve. Troppo poco, troppi errori, troppi affari da hard discount (si veda alla voce Andrade).

Giovanni Cobolli Gigli: voto 3
E' come sparare sulla Croce Rossa. Il suo ruolo dovrebbe essere di mera rappresentanza, e lo ricopre nel peggiore dei modi. Non avrebbe senso riportare qui di nuovo tutte le dichiarazioni sbagliate, contradditorie, imbarazzanti che hanno caratterizzato questa annata. Le potete trovare nel blog, cercando i post con l'etichetta "Cobolli".

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domenica 25 maggio 2008

Pagellone di fine anno - l'attacco

Alessandro Del Piero: voto 9.5
Un Dio del calcio. Ritorna ai livelli del 1998, nessuno ci avrebbe mai creduto. Vince per il secondo anno di fila il titolo di capocannoniere del campionato, e dimostra una continuità di rendimento che ha stupito tutti. Punto chiave della sua rinascita è la preparazione atletica personalizzata, che gli restituisce la capacità di saltare l'uomo che aveva da ragazzino.

David Trezeguet: voto 8
Il suo girone d'andata è semplicemente strepitoso, cala nella seconda parte della stagione ma conquista comunque il secondo posto in classifica dei marcatori. Gioca al solito modo: attestato come un falco in area di rigore, aspetta il momento propizio per segnare. Ha il merito di sacrificarsi più del solito in fase di copertura, ma la cosa non sembra essere di suo gradimento.

Vincenzo Iaquinta: voto 7
E' la migliore terza punta del campionato. Gioca poco, spesso solo una decina di minuti alla fine della partita, e nonostante questo lascia un'impronta importante sul campionato della Juventus, grazie alla sua capacità di entrare subito in partita. Purtroppo si infortuna nel finale e dovrà saltare gli Europei. Nuovo messaggio per la dirigenza: comprare Amauri e vendere Iaquinta sarebbe un'inutile partita di giro.

Raffaele Palladino: voto 4
Sarebbe da inserire nella pattuglia dei centrocampisti, avendo giocato quasi sempre come esterno sinistro e destro. Il suo campionato è stato assolutamente negativo, soprattutto dal punto di vista caratteriale: non ha mai dimostrato grinta, voglia di sfondare, voglia di conquistarsi un posto al sole. Ha solo una scusante: non ha il passo dell'esterno, è una seconda punta. Se ne andrà, con pochissimi rimpianti dei tifosi.

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sabato 24 maggio 2008

Pagellone di fine anno - il centrocampo

Cristiano Zanetti: voto 8
Per lui la migliore stagione in carriera. Parte come riserva della riserva, e conquista subito il posto a scapito del duo Tiago-Almiron. Dimostra le solite eccezionali qualità in fase di interdizione, combinandole con inedite doti in fase di costruzione (vedi alla voce lancio lungo e preciso), inoltre salta poche partite per infortunio rispetto al solito.

Mauro Camoranesi: voto 7.5
Nella prima parte della stagione è bersagliato dagli infortuni, ma una volta guarito dà il meglio di sè, soprattutto quando viene schierato al centro per necessità. Fornisce alla squadra la qualità di cui è povera, oltre alla solita cattiveria agonistica (a volte eccessiva). Leader e trascinatore del gruppo.

Mohamed Sissoko: voto 7
L'ultimo arrivato è la sorpresa della stagione. Arriva a gennaio da Liverpool e gioca una buona seconda parte della stagione, dimostrando di essere un ottimo incontrista, gran lottatore, con piedi discreti anche se troppo arruffone. Sia chiaro, Vieira e Davids al top erano tutt'altra cosa, ma lui può ancora migliorare e sarà sicuramente un elemento degno di far parte della rosa che si batterà in Champions.

Pavel Nedved: voto 6.5
Stagione a luci ed ombre per la furia ceka. L'impegno ed il furore agonistico sono quelli dei tempi migliori, forse addirittura eccessivi (vedi alla voce espulsioni). Tuttavia, non me ne vogliano i fans di Pavel, la qualità non è più quella di una volta. Terzo messaggio per la dirigenza: va preparata subito la sua successione, l'anno prossimo non può reggere campionato e Champions.

Hasan Salihamidzic: voto 6.5
E' il coltellino svizzero di Ranieri. Ha giocato nel ruolo di centrocampista destro e sinistro, terzino destro, ed una volta pure al centro del centrocampo. Non è un campione, ma è un grande professionista ed un gran combattente, che si impegna sempre al massimo e garantisce anche qualche gol. Certo non ha i piedi fatati, non può essere titolare in una grande Juve, ma a parametro zero il suo arrivo è stato un affare.

Marco Marchionni: voto 5.5
Stagione sfortunatissima: sta fuori per un lungo infortunio, fatica a riprendersi, non gioca quasi mai. E quando gioca non lascia nessuna impronta. Meglio che vada altrove a rigenerarsi.

Antonio Nocerino: voto 5
E' la grande delusione della stagione, forse anche più dei tanto celebrati Tiago e Almiron. Reduce da una straordinaria stagione a Piacenza, ha l'occasione della vita ritrovandosi titolare alla Juve. Fino a Natale naviga sul filo della sufficienza, senza infamia e senza lode, vivacchiando accanto a Zanetti. Dopo Natale non azzecca più una partita, e viene scalzato da Sissoko. Nel salto di categoria sembra aver perso tutto: i piedi sono ruvidi, ed in fase di interdizione è troppo irruento.

Tiago Mendes: voto 4
Un oggetto misterioso, un UFO. Gioca l'unica partita decente della sua orrenda stagione l'ultima di campionato. Era stato comprato per garantire qualità e quantità al centrocampo, si rivela invece uno dei peggiori flop di mercato di tutti i tempi: lento, involuto, senza grinta. Ha un gran piede e si vede subito quando tocca la palla, ma viene sempre stritolato dagli aggressivi centrocampisti del campionato italiano. Da vendere, la cessione sarà un bene per lui e per la Juve.

Sergio Almiron: voto 2
Probabilmente il peggior acquisto di tutti i tempi nel rapporto qualità/prezzo. Parte bene nel precampionato, si incarta nelle prime partite ufficiali, finisce in panchina e quindi in tribuna, fino alla cessione in prestito al Monaco a gennaio.

Ruben Olivera: senza voto
Non gioca mai.

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venerdì 23 maggio 2008

Pagellone di fine anno - la difesa

Abbiamo seguito tutto il campionato sul Blog, postando le probabili formazioni prima della partita (sbagliando quasi sempre, ma il nostro coach non è chiamato Tinkerman per caso) e le pagelle a caldo, subito dopo la partita. A stagione conclusa, proviamo a fare un bilancio del campionato appena concluso, e diamo dei voti a tutti i protagonisti. Ci aspettiamo commenti su queste pagelle, soprattutto sui giudizi relativi ai giocatori più contestati. Partiamo dalla difesa!


Gigi Buffon: voto 7.5
Conferma di essere il più forte portiere del mondo, vale da solo una decina di punti a stagione. La sua forza sta nella sicurezza che sa infondere al reparto: non effettua molti interventi per partita, ma quei pochi sono sempre decisivi, mai banali. Finisce la stagione in difficoltà a causa della schiena, continua a giocare nonostante il dolore e anche il rendimento ne risente. Mezzo punto in meno per le dichiarazioni in stile chierichetto che hanno caratterizzato tutta la stagione.

Giorgio Chiellini: voto 7
Spostato da Deschamps dalla fascia al centro l'anno scorso, si consacra ad alto livello quest'anno. Diventa titolare dopo il fallimento della banda del buco Andrade-Criscito, e stupisce: sempre concentrato, cattivo al punto giusto, forte nell'anticipo, gran colpitore di testa, fa anche qualche gol. Può ancora migliorare.

Nicola Legrottaglie: voto 7
Il vero miracolo della stagione. E' già pronto per andare in Turchia, salta l'affare, Andrade e Criscito deludono, lui entra in squadra e gioca un signor campionato. L'ex Infradito sembra trasformato: sempre concentrato, tiene alta la difesa, si concede pochissimi errori, si integra perfettamente con Chiellini. He belongs to Jesus. Sarà titolare anche l'anno prossimo?

Jonathan Zebina: voto 6
E' completamente pazzo, ma è uno dei migliori interpreti del ruolo in Italia. Alterna cose belle a follie incomprensibili: espulsioni, litigi con il tecnico, litigi persino con il pubblico. Tecnicamente è inattaccabile: ottimo in fase difensiva, cattivo al punto giusto, quando è in giornata sa anche offendere. Da "curare" psicologicamente, e preparare al meglio per evitare i suoi soliti lunghi infortuni.

Cristian Molinaro: voto 5
Uno dei giocatori più discussi, "nuovo Zambrotta" o pippa colossale? Nessuna delle due: si tratta di un discreto giocatore, non più giovanissimo, con limiti tecnici evidenti e forse incolmabili. Dignitoso in fase difensiva (ma il fuorigioco è spesso un mistero per lui), ha il fisico da mezzofondista ma non sa crossare. Difetto non da poco per quello che dovrebbe essere il nuovo Zambrotta. Primo messaggio per la dirigenza: serve un terzino sinistro titolare.

Zdenek Grygera: voto 5
Moggi disse di lui che era stato consigliato da Nedved, ma in realtà era giocatore da Sampdoria o Udinese. Al solito Luciano aveva visto giusto. Acquistato come jolly difensivo (terzino destro e centrale) si dimostra una vera e propria calamità naturale come centrale, e molto mediocre sulla fascia. Fa il compitino in difesa, e non sa cosa sia il cross. Impiegato come terzino sinistro gioca la migliore partita della stagione, segnando un gol strepitoso. Può essere al più una riserva.

Emanuele Belardi: voto 5
Ha l'aria sbarazzina in stile Michael J. Fox (Dr. Zoidberg cit), ma a parte la simpatia non sembra essere portiere da serie A. Con lui in porta la Juve prende vagonate di gol, e molto spesso ci mette del suo con interventi imbarazzanti. Secondo messaggio per la dirigenza: serve un buon portiere di riserva.

Jorge Andrade: voto 4
Questo voto potrà sembrare ingeneroso, ma è un giudizio sul suo acquisto, più che sul suo rendimento. Gioca un paio di partite (e anche discretamente), ma si infortuna subito allo stesso ginocchio già gravemente infortunato a La Coruna. Era a rischio, lo si sapeva, è stato un errore puntare su di lui. Il suo recupero prosegue molto lentamente, si potrà contare su di lui in futuro?

Domenico Criscito: voto 3
Il peggiore di tutti. Arriva alla Juve controvoglia, ma ha la fortuna di ritrovarsi titolare. Gioca un paio di partite raccapriccianti, sia come centrale che come terzino, e finisce giustamente in panchina. Non si riprende più, chiede di tornare a Genova a gennaio con motivazioni ridicole e rilascia interviste da prenderlo a schiaffi. Immaturo e arrogante.

Alessandro Birindelli: senza voto
Reduce da un campionato disastroso in serie B, non gioca quasi mai e chiude la carriera vedendosi negata la gioia di giocare gli ultimi minuti dell'ultima partita di campionato. Ranieri, non così. A carriera terminata rilascia una bellissima intervista che lo fa entrare di diritto nella famiglia degli ju29ri.

Guglielmo Stendardo: senza voto
Impossibile valutarlo, gioca un paio di partite (e anche benino) ma è chiuso dalla coppia Chiellini-Legrottaglie. Finisce dritto nell'elenco (lunghissimo) degli affari incomprensibili.

Jean Alain Boumsong: senza voto
Se ne è andato, senza rimpianti.

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giovedì 22 maggio 2008

Aspettando Amauri...

Siamo ormai vicini alla chiusura delle trattative per il passaggio dell'italo-brasiliano Amauri dal Palermo alla Juve. In questo video potete trovare tutti i gol segnati dal probabile nuovo acquisto bianconero nella stagione 2006/2007. Che ne pensate?
Un reparto offensivo composto da Del Piero, Trezeguet, Amauri e Iaquinta mi sembra ben assortito e potenzialmente competitivo a tutti i livelli, ma... giù le mani da Iaquinta! Servono 4 attaccanti di alto livello per combattere su 3 fronti!


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Sonno liberatorio

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Caro Dago, ieri notte non riuscivo a dormire, allora mi sono messa a contare le ragioni per le quali mi sta così antipatico Minimo Moratti. Dopo una mezz’oretta mi sono addormentata serena. Mgm

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Ci sono frasi che valgono piu' di uno scudetto!

Lo Ju29ro team fa i complimenti a SIR ALEX FERGUSON per la conquista della Champions League ottenuta dopo una splendida partita contro il Chelsea di Frank Lampard che a quanto pare, essendo in procinto di trasferirsi all'Inter, ha colto l'occasione di fare pratica da interista perdendo la storica partita in maniera rocambolesca e cinquemaggiesca.

I complimenti a SIR FERGUSON pero' vanno oltre le semplici congratulazioni per la vittoria di stasera.

Si sa infatti che signori si nasce e infatti non si e' mai visto l'allenatore-manager del Manchester fare gesti dell'ombrello, oppure giustificare tifosi che distruggono asili o lanciano motorini, oppure piu' semplicemente rilasciare fastidiose interviste importunando gli avventori di bar intenti a consumare la loro meritata colazione.

SIR ALEX FERGUSON oggi ha stupito tutti invece con una dichiarazione che ferma le lancette del calcio, riportandole nella giusta dimensione spazio temporale, quella dimensione perduta grazie all'azione dei pennivendoli da strapazzo e dalle farse giuridico sportive che tutti conosciamo.

La riporto fedelmente, in modo che anche voi possiate assaporare il silenzio assordante che ne scaturisce da una attenta lettura e confronto con le caciare perdazzurre di questi giorni:

CALCIO, FERGUSON: SQUADRA IDEALE? JUVE DI LIPPI E DEL PIERO
A poche ore dalla finale di Champions League tra il suo Manchester United e il Chelsea, Sir Alex Ferguson rivela alla rivista dell'Uefa la squadra migliore vista in azione dopo oltre cento partite europee: la Juventus allenata da Lippi di metà anni '90. "Difficile scegliere - premette Ferguson, che poi però non esita nell'indicare i bianconeri di Lippi -. Era una squadra di vertice con giocatori come Boksic, Davids, Del Piero...Avevano talento ed erano anche una squadra che lavorava duro".

Fermatevi un momento con gli occhi chiusi. Ascoltate il silenzio.
A tavolino le carte si possono cambiare..... ma con la storia non si puo' scherzare.......
Noi siamo la Juventus..............


Grazie e complimenti ancora Sir Ferguson...........

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martedì 20 maggio 2008

Lettera al Presidente Binario

Cari amici di ju29ro.com,
Vi ho copiato questa lettera che in data di ieri ho inviato al Presidente della Juventus.
Se desiderate metterla nel sito per me va benissimo.
Un saluto zebrato.

Axxxxx Dxxxxx


Preg. mo Sig Giovanni Cobolli Gigli
Presidente Juventus FC
Corso Galileo Ferraris 32
10128 Torino

Castiglione della Pescaia 12/5/2008

“Io non sono di parte: io sono della Juve, è diverso” (Omar Sivori)



Egregio Sig. Presidente,

mi scusi se La disturbo nuovamente ma non potevo esimermi dal sottolineare le profonde contraddizioni che emergono dalle Sue sconcertanti interviste. Forse Lei non si rende conto, mi perdoni, che siede sulla poltrona di massimo dirigente di uno dei club più famosi e blasonati del mondo. La squadra di Boniperti e Bettega, di Baggio e Zidane, di Combi e Rosetta, di Zoff e Scirea, di Charles e Sivori, di Paolo Rossi e Vialli. Lei non c’entra niente con loro. Lei ricerca un po’ di consenso giocando su un malinteso “stile”, su un comportamento “sportivo”, sul non apparire arroganti e prevaricanti, sul recupero dei valori e delle bandiere, sul voler essere – e in questo c’è riuscito – il contrario della Triade. Poi però – apro parentesi – in due settimane muoiono Gianluigi Savoldi, “Favallino” e Amaral e non si gioca col lutto al braccio. Bello, bravi.

Vede, i tifosi sono attenti. Non abbiamo dimenticato certe Sue dichiarazioni altalenanti sui 27/29 scudetti

(ma non erano stati vinti, gli ultimi due, dagli Innominabili? Insomma, i trofei conquistati dalla Triade valgono o no?); non abbiamo scordato i Suoi grotteschi applausi a Moratti, in Lega, quando il Presidente degli Onesti ritirò la coppa dello scudetto di cartone; è recente la Sua gaffe al forum del Corriere dello Sport, quando ammise che il ricorso al Tar non fu presentato anche perché l’aveva convinto il Direttore Vocalelli... e la tutela degli azionisti? Ma siamo pazzi?

In aprile Lei dichiara: “Il sogno è che la Juve torni a vincere la Champions, per me viene prima dello scudetto. Se poi arrivasse insieme......”, adesso leggo l’intervista al Salone del Libro: “...si possono fare buoni acquisti senza buttare via soldi se esiste spirito e volontà... prendiamo come esempio il Chievo e l’AlbinoLeffe... Il Chievo e l’AlbinoLeffe?!? Chissà se parlava Cobolli o se era Gigli....i maestri del pensiero disgiunto.

Mi viene il dubbio che Lei confonda la Juventus con la Juve Stabia (collocazione che Le sarebbe più consona, per nostro sollievo). Per gli juventini come me, fra i 40 e i 50 anni, la parola MAGATH è un incubo, come dire PERUGIA, o PACIONE. Ecco, il Suo doppio cognome di Presidente Binario si aggiunge a questo elenco di sciagure.

Prima la revoca degli scudetti, poi la retrocessione in B, poi Cobolli Gigli.... ora non resta che risalire.

La ringrazio per la cortese attenzione, spero mi perdonerà i toni schietti, ma creda: voglio troppo bene alla Juventus. Abbia le migliori cordialità.


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Asilo Moratti

(da La Stampa)

Commentando la devastazione di un asilo di Parma da parte degli ultrà interisti, il presidente Moratti ha dichiarato al microfono di Radio Rai: «Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio».
Se il microfono non ha capito male, l’assalto andrebbe dunque considerato involontario, dal momento che i vandali, poveri figli, credevano in buona fede di devastare uno stadio, mica un asilo. Ora, della gente che non distingue un asilo da uno stadio mi sembra abbia dei problemi seri con la realtà, e di certo non li risolverà passando le domeniche a credersi la reincarnazione degli unni. Ma anche se, in virtù di una congiura ordita dalla maestra di Moggi, lo stadio del Parma si fosse effettivamente truccato da asilo, con i pupazzetti alle pareti e i puffi disegnati sulle lavagne degli spogliatoi al posto del 4-3-3, quale sarebbe la logica giustificazionista del presidente nerazzurro? Che se un luogo pubblico fa parte dello stadio, allora diventa normale, o meno grave, che i tifosi lo distruggano? Che nessun ultrà farebbe mai del male a un asilo (molti, anzi, continuano a frequentarlo come ripetenti), mentre appare scontato che considerino lo stadio un territorio riservato alle loro scorribande? Se questo fosse il pensiero di Moratti (e non solo del microfono), ci toccherebbe quasi lodarne la sincerità. Infatti gli altri presidenti pensano la stessa cosa, ma hanno il pudore, o la furbizia, di non dirla.

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Notizie dalle redazioni

(APCOM) - Milano, 18 MAG - "Tornare alla normalità? Dovrebbe essere la Juventus a farlo, perché sono loro che ci hanno creato questo problema". Lo ha detto il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, rispondendo ai microfoni di Sky Sport ad una domanda sul clima di avversione che ha accompagnato l'Inter nella conquista del suo sedicesimo scudetto. Moratti, che non è entrato nei particolari della sua affermazione, ha espresso stima nella dirigenza del club bianconero ricordando come i vertici della Juventus dopo la retrocessione in Serie B per lo scandalo Calciopoli si mostrarono "riconoscenti quando ho acquistato Ibrahimovic e Vieira".

(ANSA) - VIBO VALENTIA, 19 MAG - 'Uno scudetto che l'Inter si e' meritato': lo ha detto il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli.'L'Inter l'ha sudato fino all'ultimo, quindi complimenti',ha aggiunto. Alla domanda sullo scudetto assegnato a tavolino all'Inter 2 anni fa, il presidente bianconero ha risposto: 'Io dico che la Juventus ha vinto 29 scudetti', comprendendo, dunque, i due tolti ai bianconeri per le vicende di calciopoli. 'Comunque i rapporti tra Inter e Juventus sono ottimi'.

Non è molto bello postare le notizie senza uno straccio di commento. E' meno bello scrivere degli insulti. Poniamo allora un interrogativo: cosa ci faceva Cobolli Gigli a Vibo Valentia? Clicca qui

Almeno quando assegnarono il primo scudetto (quello a tavolino), era andato in bagno.

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lunedì 19 maggio 2008

E' arrivato il Moncalvo Day

Zitti, parla Moncalvo. Finora lo abbiamo sentito parlare a spizzichi e bocconi al Processo di Biscardi, da domani comincia la pubblicazione della lunga intervista che il Team ha realizzato, in esclusiva per questo sito, con il popolare giornalista. L'intervista farà rumore, statene certi. Il contenuto è potente, Moncalvo non le manda a dire a nessuno. Un'anticipazione di quanto sarà possibile leggere è riportata in questo video, tratto dalla sua trasmissione "Confronti". Allacciate le cinture!
Postate pure in questo spazio i vostri commenti alla prima parte dell'intervista, non appena sarà online, tra poche ore.

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domenica 18 maggio 2008

Si lasci andare Presidente.......

Si lasci andare Presidente......
Questo è il momento della gioia.
Questo è il momento della festa.
La colpa non è sua.
La colpa è di chi gli ha chiesto di fare il Presidente della Juventus.
E' vero, la pagano bene.
Ma lei lavora a Corso Galileo Ferraris a Torino, non a Cinecitta'.
Gli attori per certe cose guadagnano molto di più.
Si lasci andare allora Presidente.
Tiri fuori dal cassetto quella bandiera nerazzurra che nel giugno del 2006 ha raccomandato di far sparire a sua moglie.
Noi non le porteremo rancore.
La tiri fuori per il bene suo, per il bene del calcio, e per il bene di noi tifosi.
Almeno ce ne faremo una ragione.
Si lasci andare quindi.
Salga in macchina e corra verso S.Siro. Raggiunga il suo amico Massimo.
Lo abbracci come ha sempre sognato di fare quando, da Carneade liquidatore, tifava Inter davanti al televisore.
Adesso no, adesso può, saltargli al collo e dirgli grazie di esistere.
E magari riesce a salutare anche il suo amico ex-telefonista.
Vedrà che saranno contenti, ed in fondo le diranno che questo scudetto è anche un po' merito suo, che gli ha venduto gli unici due veri fuoriclasse della loro banda.
Vedrà che le porgeranno la coppa, e le consentiranno persino di toccarla.
Si lasci andare Cobolli. E lasci andare anche Gigli.
Perchè non si può andare avanti così.
Lei ha diritto alla gioia.
Lei ha diritto a gridare al mondo il suo Forza Inter.
Lei ha diritto a conoscere Domenico Brescia e a schiacciare gatti neri con il SUV.
Lei ha diritto a gridare "vinciamo SENSA rubare".

Lei non può rimanere l'unico interista nel mondo fermo a 13 scudetti.
Lei deve raggiungere tutti gli altri che si illudono di averne vinti 16.
Si diverta, Cobolli. Si diverta, Gigli.
E domattina, mentre smaltisce la sbornia mi raccomando, non dimentichi di andare affanculo. Insieme ai suoi amici di Corso Matteotti.

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Complimenti agli interisti










Va detto, con grande sportività, che l'ultima giornata di campionato ha incoronato la squadra migliore, nel suo complesso. Una buona squadra, non eccezionale, con un solo grande fuoriclasse: Zlatan Ibrahimovic.
Vanno quindi ringraziati i grandi dirigenti interisti che hanno reso possibile tutto questo, onore a loro. Si tratta di Giovanni Cobolli Gigli, Jean Claude Blanc e Alessio Secco, ovviamente. Con la partecipazione attiva e straordinaria del proprietario John Elkann. Solo loro sono riusciti nell'impresa di portare ad Appiano Gentile un vero campione, decisivo nel momento più importante. Complimenti.

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A casa

Criminali.

Non esistono altre parole per gli incidenti di Parma. Lo stato innanzitutto, la Federcalcio in secondo luogo, deve dare un segnale forte ai delinquenti che hanno occupato lo stadio Tardini di Parma contrariamente alle disposizioni della magistratura. La partita non deve essere giocata. Come sempre, i nerazzurri sono in grado di distiguersi. Complimenti. Non è più una questione di sport. Mandiamoli a casa, fuori dall'Europa.
Un segnale di debolezza significherebbe la sconfitta, l'ennesima, dello stato italiano. Criminali. Anche senza le intercettazioni.

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sabato 17 maggio 2008

Sampdoria - Juventus, pagella istantanea

HIGHLIGHTS


PAGELLA

Belardi 5.5 non ha particolari colpe sui gol, ma non dà mai sicurezza
Zebina 6.5 il migliore in difesa, e si propone bene in attacco
Legrottaglie 5 molto male, pesanti responsabilità sul primo gol
Chiellini 5 causa il rigore, e ha colpe sul gol di Montella
Molinaro 5 la sua fascia è territorio di conquista per chiunque
Salihamidzic 5 presenza impalpabile
Tiago 6.5 ottimo primo tempo, cala nel secondo, migliore partita della stagione
Sissoko 5 mena inutilmente per tutta la partita, e si becca la giusta espulsione
Nedved 6.5 partita di grande quantità e qualità (vedi assist del primo gol)
Trezeguet 6 non fa granchè, segna il rigore
Del Piero 7.5 una bella doppietta, grande impegno non ripagato da un'assurda sostituzione
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Stendardo 5 saltato come un birillo sul terzo gol
Marchionni s.v. non fa quasi nulla
Castiglia s.v. esordio in prima squadra verso la fine
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Ranieri 5 la squadra non ha vinto nemmeno una partita da quando è stata acquisita la matematica qualificazione Champions. Male. Male soprattutto per chi dichiarava che la Juve sarebbe stata "incontentabile". Chiude alla grande con l'assurda sostituzione di Del Piero in lotta per la classifica dei marcatori.

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Sampdoria - Juventus, formazioni

Sampdoria (3-5-2): 83 Mirante, 28 Gastaldello, 14 Sala, 5 Accardi, 7 Maggio, 21 Sammarco, 17 Palombo, 19 Franceschini, 46 Pieri, 99 Cassano, 13 Bonazzoli.
A disp: 90 Fiorillo, 3 Ziegler, 16 Campagnaro, 40 Delvecchio, 77 Zenoni, 32 Miglionico, 9 Montella. All.: Mazzarri.

Juventus (4-4-2): 12 Belardi, 5 Zebina, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 7 Salihamidzic, 22 Sissoko, 30 Tiago, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp: 1 Buffon, 2 Birindelli, 25 Stendardo, 32 Marchionni, 35 Esposito, 20 Palladino, 34 Pasquato. All.: Ranieri.

Arbitro: Valeri di Roma.

Ultima inutile partita di campionato prima dell'inevitabile trionfo della "banda" Mancini (nessun doppio senso, please).
Camoranesi, Grygera e Nocerino sono squalificati, Buffon e Zanetti dovrebbero riposare. Belardi sostituirà Gigi in porta, Zebina e il Brazzo presidieranno la fascia destra, Tiago al posto di Zanetti.
Speriamo di non assistere al terzo scempio consecutivo a risultato acquisito...


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giovedì 15 maggio 2008

Adesso la smetteranno di chiamarli "Onesti"?


Le ultime notizie di cronaca che ci catapultano in un mondo nerazzurro fatto di rapporti con pregiudicati e latitanti non devono lasciarci indifferenti.

Noi dello Ju29ro Team che abbiamo fatto del garantismo e della analisi, vera e profonda, dei fatti e delle carte, il nostro vessillo, ci dissociamo profondamente dall'atteggiamento forcaiolo che alcuni media stanno tenendo sull'argomento InterMafiopoli.

Alla luce di una prima lettura delle notizie si ha però la sensazione che sono successe cose riprovevoli su cui speriamo tutti che si faccia al piu' presto chiarezza.

L'unica cosa che da Ju29ri chiediamo a tutti gli interisti e a tutti gli addetti ai lavori è che una volta per tutte si possa accantonare definitivamente la ridicola usanza di accostare l'aggettivo "ONESTO" a persone che con l'onestà stanno dimostrando di aver litigato da anni.

Certo rimaniamo sconcertati nel leggere le agenzie di stampa in merito alle poco raccomandabili frequentazioni dei Moratti Boys.

In tutti questi mesi abbiamo spesso stigmatizzato i rapporti di Luciano Moggi con Designatori, Vescovi, Ministri, Magistrati, Generali e persino tassisti.

Rapporti di amicizia con persone perbene, fino a prova contraria.

Ma non risulta agli atti che Lucianone abbia mai chiesto "stampelle" a pregiudicati e latitanti.

Evidentemente avendone già in panchina uno (Oriali n.d.r.), non ci hanno fatto caso.

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mercoledì 14 maggio 2008

Bobone Ju29ro

In un'intervista rilasciata al programma di Sky 'I signori del calcio', Bobo Vieri è tornato a ripercorrere le tappe di una carriera che lo ha visto cambiare molte squadre.
L'esordio in A con l'Atalanta e il successivo passaggio alla Juventus: "Ero un giovane promettente, che poteva avere un futuro importante. Non è che avessi fatto chissà che cosa, avevo fatto solo sette gol in venti partite. La Juve aveva visto un pò di partite e decise di prendermi. La squadra era talmente forte che era troppo bello per essere vero. C’erano dei grandissimi campioni. Insieme a me sono arrivati altri giovani e ci siamo tolti delle belle soddisfazioni perché quell’anno abbiamo vinto Scudetto, Supercoppa Europea e anche la Coppa Intercontinentale.
Il rapporto con Marcello Lippi dopo un un approccio non proprio idilliaco: "Ci siamo presi un pò, durante l’anno. C’è stato uno scambio di opinioni abbastanza forte. Durante uno Juventus-Atalanta, io ero entrato al 40’ e dopo cinque minuti finì il primo tempo. Lui mi disse qualcosa negli spogliatoi e io gli risposi. Siamo entrambi toscani e ci piace dire le cose in faccia. Il nostro rapporto è molto diretto, ma andiamo d’accordo. Poi l’ho ribeccato all’Inter. Ci sono andato perché c’era lui".
L'addio a Torino e l'esperienza positiva in Spagna: "Ci fu una richiesta dell’Atletico e mi sembrava giusto andare per tanti motivi. Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto così. Anche a livello economico era molto importante per me e quindi sono partito. Quella in Spagna è stata un’esperienza importante".
L'arrivo di Sacchi ai "Colchoneros" ed il ritorno in Italia alla Lazio: "Sono scappato. E’ una storia lunga. Durante gli allenamenti c’era troppa tattica, non mi divertivo. E allora ho detto al mio procuratore che se c’era la possibilità di tornare in Italia, avrei preferito".
Dopo l'annata positiva in biancoceleste, il trasferimento record (90 milardi!) all'Inter: "C’erano tanti problemi, siamo stati anche sfortunati perchè io e Ronaldo ci siamo fatti male entrambi. Io mi sono strappato tre volte in un anno. Se non ci facevamo male, secondo me avremmo vinto alla grande. Con l’Inter non ho vinto niente però sono stati sei anni importanti della mia carriera. Sei anni sono tanti e purtroppo non ci sono state vittorie. Non eravamo forti come la Juventus e il Milan. Abbiamo perso lo Scudetto il cinque maggio all’ultima giornata. Con un pò più di fortuna potevamo vincere lo Scudetto e le cose sarebbero cambiate".
Le intercettazioni e il rapporto incrinato con il presidente Moratti: "E' difficile trovare le parole, penso di aver dato tanto all'Inter e non meritavo un trattamento così. Così è uno schifo, non è bello. E' una vigliaccata andare ad intercettare le telefonate delle persone. Non si fa. E' illegale. Infatti c'è una causa in corso. Moratti mi ha sicuramente deluso, perché è stato lui a fare tutto quanto, però fa parte della vita".
La stagione premondiale divisa tra Milan e Monaco: "Anche se sono stato solo sei mesi, mi sono trovato veramente bene con tutti, però giocavo troppo poco e, per andare al Mondiale, avevo bisogno di giocare di più. Sono andato via dal Milan per quel motivo. Anche se poi, se dovessi tornare indietro, non sarei mai andato via. Al Monaco stavo bene, giocavo con continuità e poi mi stavo preparando bene per il Mondiale, poi mi sono fatto male al ginocchio ed è saltato tutto".
Il rimpianto per non aver fatto parte della spedizione a Germania 2006: " Una grande delusione perché ero andato via dal Milan per giocare, avevo l’obiettivo del Mondiale e non potevo più andare per l’infortunio. Poi a me i Mondiali piacciono, li ho sempre preparati bene, purtroppo è stato brutto. Ero sicuro che lo avremmo vinto, non so come mai, ma sentivo questa cosa".
I dubbi sul futuro e il rilancio a Bergamo: "Li ringrazio perché sono stati bravi, mi hanno fatto recuperare con calma. Il problema è che avevo ancora problemi al ginocchio, mi sono dovuto operare un’altra volta, quindi non finiva più. È stato un massacro. Se non mi fossi operato, non avrei più potuto giocare. Mi sono operato, ho dovuto fare la rieducazione per altri 4 mesi. Poi fare la fisioterapia, tutti i giorni le stesse cose, è stato tristissimo".
L'ultima tappa (per adesso) nella Fiorantina: "Avevo voglia di venire qui, quando mi è stato proposto ho detto subito di sì perché è una squadra in cui lavorano tanto a livello fisico e io avevo bisogno di lavorare perché dopo un anno fermo, dovevo fare una bella preparazione. È una società seria e quindi meglio di così non poteva andare. Sono tornato un atleta sano, per bene, e questo era quello che volevo".
Dopo il racconto di una carriera lunga e faticosa Vieri torna indietro di qualche anno raccontando la passione per i suoi idoli giovanili: "Baggio, Mancini e Vialli, un pò perché sono sampdoriano, e quindi Vialli e Mancini erano i miei idoli, e poi Vialli giocava nel mio ruolo; poi quando ero a Firenze, a Prato, mi piaceva vedere giocare Baggio. È stata una grande soddisfazione giocare con Mancini e Baggio".
Il futuro e la voglia di mettersi ancora in gioco: "Giocherò ancora per un paio di anni, poi smetterò. Mi mancheranno lo spogliatoio e gli allenamenti, le partitelle, andare in giro con la squadra perché ridi tanto. Fare l'allenatore? Non lo so, gli allenatori sono tutti stressati e tutti mezzi esauriti. E il giornalista? No, non potrei mai scrivere male dei miei colleghi".

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martedì 13 maggio 2008

Cobolli's corner

Lo so, pensavate che ci fossimo dimenticati di lui. Pensavate che, troppo presi dalle vicende ridicole della barzelletta d'Italia, avessimo rivolto l'attenzione verso Milano e Roma piuttosto che Torino. Probabilmente anche lui se la sarà presa, abituato ormai alle luci della ribalta e ad essere il protagonista di forum e blog di tifosi bianconeri. Invece vi sbagliavate: abbiamo raccolto tutte le perle che ci ha regalato il nostro presidente Giovanni Cobolli Gigli nel fine settimana, e le riproponiamo qui, tutte insieme, senza commento. Allacciate le cinture, si parte!

Cobolli 1: "Il prossimo anno puntiamo ad andare il più avanti possibile in Champions... mentre in Campionato puntiamo a riconfermarci in una posizione che ci permetta di ridisputare la Coppa." (Gazzetta dello Sport).

Cobolli 2: "Ci sono ancora alcuni tifosi che ci rinfacciano i fatti dell'estate del 2006. A loro rispondo che non è sempre utile averlo lungo e duro, almeno non in quel caso." (Gazzetta dello Sport)

Cobolli 3: "Dobbiamo stare attenti ai bilanci, ciò non significa non avere le risorse per comprare i campioni ma vogliamo pagarli le cifre giuste. Si possono fare buoni acquisti senza buttare via i soldi se esiste spirito e volontà: prendiamo come esempio il Chievo e l'Albinoleffe." (Tuttosport)

Attendiamo impazienti commenti dai lettori del blog...

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Dopo il gatto, Beretta?



Poi, all'uscita dallo stadio...

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lunedì 12 maggio 2008

La barzelletta d'Italia - Parte 2


(Da Yahoo-Eurosport)

Pisa, 12 Maggio - Un tifoso dell'Inter, infuriato per l'errore di Materazzi che ha portato la Roma a -1, ha buttato dalla finestra la TV. E' accaduto a Pisa. Quando il difensore ha fallito il rigore-scudetto, e mentre la Roma batteva l'Atalanta, lui non ci ha visto proprio più: ha afferrato la sua televisione da 28 pollici e l'ha buttata dalla finestra di casa sua, un appartamento al secondo piano alla periferia di Pisa. Il televisore è esploso e l'uomo è stato denunciato per lancio pericoloso di oggetti.

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domenica 11 maggio 2008

La barzelletta d'Italia

In un recente articolo sul sito del Team, Trillo ha parlato di quelli delle barzellette, riferendosi ad alcuni membri della Benemerita Arma dei Carabinieri.
Sbagliava. Quelli delle barzellette sono i dirigenti, lo staff tecnico ed i giocatori della cosiddetta Beneamata, l'Internazionale FC.
Come definire quello che è successo questo pomeriggio se non una barzelletta? Per la seconda volta in pochi anni i tifosi interisti riempiono uno stadio per festeggiare lo scudetto, questa volta addirittura in casa, e la partita finisce in farsa, con i nostri eroi che se la fanno addosso e non riescono a concretizzare.
Ritornano in mente le immagini del celeberrimo 5 maggio, che è sempre istruttivo riguardare di tanto in tanto per ricordare quanto sono ridicoli gli interisti. Sarà una lunga settimana quella che ci porterà all'ultima di campionato... che lo spirito del gatto nero di Appiano sia con noi!

5 maggio 2002
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11 maggio 2008
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Juventus - Catania, pagella istantanea

HIGHLIGHTS


PAGELLA
Buffon 5 pesanti responsabilità sul gol
Zebina 4 prestazione raccapricciante, sbaglia tutto
Legrottaglie 6 senza infamia e senza lode, contro avversari non pericolosi
Chiellini 5 colpevole sul gol, sempre approssimativo
Grygera 6 se la cava senza grossi problemi
Camoranesi 6 discreto primo tempo, cala vistosamente nel secondo
Tiago 6 buon primo tempo, scompare nel secondo e viene sostituito
Sissoko 6.5 il migliore, senza fare nulla di particolare: recupera palloni, e fa partire l'azione
Palladino 4.5 utile come un soprammobile
Trezeguet 5.5 fa poco o nulla, immobile
Del Piero 6.5 non fa granchè, ma segna il gol del pareggio
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Nedved s.v. entra verso la fine, fa poco o nulla
Nocerino s.v. entra verso la fine, fa poco o nulla
Pasquato s.v. esordio in prima squadra nel finale
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Ranieri 5 il pareggio finale non può cambiare il giudizio pesantemente negativo. Non è in grado di motivare la squadra a risultato acquisito, abbiamo assistito a 90 minuti degni di una partita tra scapoli e ammogliati.

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sabato 10 maggio 2008

Juventus - Catania, formazioni

Juventus (4-4-2): 1 Buffon, 5 Zebina, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 21 Grygera, 16 Camoranesi, 22 Sissoko, 30 Tiago, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 12 Belardi, 25 Stendardo, 23 Nocerino, 7 Salihamidzic, 32 Marchionni, 20 Palladino.
All. Ranieri.

Catania (4-3-2-1): 16 Polito, 2 Sardo, 21 Terlizzi, 6 Stovini, 3 Sabato, 17 Baiocco, 27 Biagianti, 19 Giac. Tedesco, 7 Vargas, 9 Colucci, 10 Mascara.
A disp. 1 Bizzarri, 21 Silvestri, 5 Silvestre, 8 Edusei, 13 Izco, 25 Martinez, 15 Morimoto.
All. Zenga.

Arbitro: Trefoloni

Per la sfida con il Catania Ranieri non può contare su Iaquinta (infortunato) e Molinaro (squalificato). L'ex senese dovrebbe essere sostituito da Grygera, per il resto formazione titolare. Non sono ammessi passi falsi dopo la brutta figura di Siena, i 3 punti sono un obbligo.
Ultim'ora: Zanetti è acciaccato e non verrà convocato. Ballottaggio Tiago-Nocerino per la sostituzione.


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Birindelli, Ju29ro ad honorem......

Riportiamo alcuni passi dell'intervista che Alessandro ha rilasciato a Tuttosport qualche giorno fa e in cui annunciava il suo ritiro dal calcio giocato:

«Questo è il mio ultimo mese da giocatore della Juventus». Parole che Alessandro Birindelli scandisce ai microfoni di Juve Channel quasi come fossero macigni: dopo aver vestito per undici stagione la maglia bianconera, è normale che affiori la malinconia per un mondo e un ambiente con cui ha condiviso una parte importante della sua vita. «Sono arrivato a Torino che avevo 22 anni, ero sposato da dieci giorni, per me iniziava un nuovo corso. Qui sono cresciuto, ho imparato valori come professionalità e attaccamento alla maglia. Qui sono diventato un uomo, sono maturato. Dopo così tanto tempo non ci sono soltanto legami calcistici, ma si creano rapporti e amicizie anche fuori dal campo».

Cinque scudetti vinti sul campo, tre Supercoppe italiane, un torneo Intertoto e anche un campionato cadetto: così recita il palmares di Birindelli, trofei che hanno regalato emozioni forti. «Anche se il momento più significativo della mia carriera è stato quando ho firmato il contratto con la Juventus, la squadra di cui ero tifoso da bambino. A dire la verità, però, non pensavo di restarci undici anni». I successi non cancellano i rammarichi perché anche quelli fanno parte della vita di un giocatore. «La maggior delusione sportiva è stata la sconfitta nella finale di Champions a Manchester, a livello personale invece l’amarezza che più fa male è stata la retrocessione in B perché ho visto svanire tutti i sacrifici di una stagione. Noi sappiamo quello che abbiamo lottato per vincere quei due scudetti, e lo sanno anche dall’altra parte. Però loro devono dire l’opposto per giustificare il motivo per cui non vincevano mai: la ragione in realtà è una sola, noi eravamo più forti. E lo sapevano benissino. Anzi, l’abbiamo dimostrato pure quest’anno battendoli a San Siro». Dalla foga con cui parla si capisce che, al pari di altri bianconeri, anche per Birindelli i fatti di Calciopoli sono difficili da dimenticare e da digerire.



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venerdì 9 maggio 2008

Gli interisti e i gatti neri

Da "Libero" del 9 maggio 2008, in un articolo a firma del direttore, Vittorio Feltri, leggiamo con sgomento una "notiziola" a proposito di gatti neri e di Inter.
Se non fosse che la notizia fa venire il voltastomaco, ci sarebbe da ridere: pare che gli eroici pedatori interisti abbiano maltrattato un gattino nero che aveva avuto la malaugurata idea di frequentare il loro campo di allenamento, fino ad investirlo e ad ucciderlo (pare sia stato Figo con la sua macchina).
Da ridere, dicevo, perchè solo gli interisti possono credere alla sfortuna del gatto nero, esattamente come il loro perdente presidente credeva alle favole della Juventus ladra (e, non a caso, frequentava e pagava lautamente una maga).
La notizia va verificata, e, in ogni caso, noi siamo garantisti anche nelle piccole cose.
Ma se fosse andata veramente così, come ci racconta Feltri, credo che i rodomonti interisti meritino una punizione esemplare.
Per la serie che gli animali non sempre si muovono a 4 zampe: a volte viaggiano in posizione eretta, e danno pure calci ad un pallone (per lo più in maglietta nerazzurra).

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giovedì 8 maggio 2008

Pro memoria

Corriere della Sera, 3 luglio 2007

Dichiarazioni rilasciate da John Elkann durante un'intervista rilasciata a Dario Di Vico.

(omissis)
E la Juve? Molti tifosi non hanno mai digerito l' ammissione di colpa visto che nessun tribunale si è ancora pronunciato su Moggi e Giraudo. Nel frattempo il Milan ha potuto vincere la Champions League e sono spuntate accuse di falso in bilancio per l' Inter. «Le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo tornati in serie A con la coscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori». Un bagno in serie B per riconquistare immagine? «La B è stata durissima, era meglio evitarla e una stagione in Purgatorio non è piaciuta a nessuno. Aggiungo che ci è costata un sacco di soldi». In A che modello di business adotterete? La Juve inseguirà sempre e comunque le spese degli altri? «Credo in un modello sostenibile: il costo del lavoro non può essere l' 80% del fatturato. Il Manchester United è al 55%. Si tratta quindi di sviluppare meglio i ricavi, in Italia si paga poco per il piacere del calcio, dobbiamo prezzarlo meglio. Non solo con i biglietti ma in tanti altri modi. Non è vero poi che spendendo tanti soldi si vincono tanti scudetti. L' Inter non è il miglior modello, lo sono invece il Manchester e il Lione. Faccio questi ragionamenti non per dire che avremo ambizioni limitate ma che faremo le cose seriamente. Se ci offrono Toni a un prezzo non correlato all' età del giocatore sappiamo dire no». Ma le campagne acquisti di Moggi e Giraudo erano abili. «Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell' attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per l' ambizione e per rendere sostenibile il business».
(omissis)


Questo è John Elkann.

"Il rispetto si guadagna, non si eredita". (John Elkann)
Precisazioni:

1. Siamo andati in B per niente.
2. La B non è costata un sacco di soldi, i soldi sono rientrati grazie allo smantellamento della squadra: tra cessioni e ricapitalizzazione da parte dei piccoli azionisti sono entrati 150 milioni di euro circa. Tim è diventata sponsor Ferrari, e altri sponsor come Gazzetta dello sport, hanno intensificato la presenza. Solo Tamoil dei vecchi sponsor si è tirata indietro. Il monte stipendi è diminuito di oltre 35 milioni. Al 30 giugno 2007 il passivo di Juventus F.c. non raggiungeva il milione di euro, con disponibilità finanziarie nell'ordine dei 100 milioni di euro, tra cassa e crediti provenienti da cessioni. I tifosi hanno perso molto. Ifil nulla.
3. Moggi e Giraudo hanno garantito un bilancio sempre in pareggio o quasi. Lo scorso anno la campagna acquisti ha visto investimenti netti per 27 milioni di euro circa, su un totale di oltre 60 milioni di euro di investimenti. Nessuno dei giocatori acquistati è titolare inamovibile nella squadra che quest'anno giungerà terza. La gestione delle risorse è tranquillamente definibile come inefficiente.

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Ormai lo sanno tutti...

(Da RealSports)

Comunicato dei tifosi del Siena:
"Sono cambiate ancora le disposizioni per i biglietti per la trasferta di Milano, sembra che dovrebbe ripartire la vendita dei biglietti on line. Di fronte a questo casino e disorganizzazione il Siena Club Fedelissimi prende la decisione di annullare il pullman e di rinunciare alla trasferta a Milano. Il club non è più disponibile a nessuna attività che riguarda la trasferta stessa. Per noi il calcio è un’altra cosa!
L’Inter molto probabilmente vincerà il suo secondo scudetto consecutivo ma noi non la invidiamo. Nel nostro piccolo la società bianconera è molto più organizzata di quella nerazzurra ed in occasione delle trasferte attiva l’apertura di uno o più punti vendita nella città ospitata. Noi la guarderemo in TV ma invitiamo i nostri giocatori ad impegnarsi al massimo per rovinare la festa a questi cialtroni. Invitiamo anche l’A.C. Siena a riservare lo stesso trattamento in occasione della trasferta dell’Inter a Siena il prossimo anno".

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John Elkann presidente IFIL

Tuttosport titola: il signor Juve sarà più vicino alla squadra

Ho visto il titolo oggi, in edicola, su Tuttosport.....diceva che John sarà più vicino alla squadra(l'ultima volta che ha rilasciato una dichiarazione simile, giusto due anni fa, siamo poi stati precipitati in B... speriamo bene...)
Scherzi a parte, leggendo quel titolo, ho provato un brivido...
Al giovane John chiedo, in omaggio alla passione del suo grande nonno, di dedicare un pò di amore e passione ed attenzione alla Juve...
John non e' juventino, lo sappiamo... almeno, non lo è come il nonno o suo fratello (Umberto)... ma e' giovane, avrebbe tempo di appassionarsi...
Prima o poi si libererà dell'abbraccio soffocante dei tutori e dello ziastro...
E' la nostra unica speranza.
Fino ad oggi, non si è vista in John un'unghia della passione che aveva l'Avvocato per la nostra Juve....ma non è mai troppo tardi.
Un paio di semplici suggerimenti, per cominciare:
Ingegnere...
1) Richiami subito Bettega. vergognosamente allontanato dalla Juve, come MAI suo nonno avrebbe permesso. Lo richiami, anche a costo di far arrabbiare Luchino o Giangi o Franz... faccia capire chi comanda, e, soprattutto, che chi comanda ha a cuore le sorti della Juve.
2) Allestisca una dirigenza come si deve, competente e qualificata.
Un grazie di cuore a chi ci ha traghettato nei momenti difficili, ma ora c'è bisogno, ripeto, di gente competente e con le palle.
Non dovrebbe essere difficile per lei, con le entrature che ha a livello economico e politico.
Gente capace in cabina di comando è condizione essenziale per tornare a vincere.
E lei vuole tornare a vincere, vero, ingegner Elkann?...

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mercoledì 7 maggio 2008

Gli anni luminosi della grande Juventus...

...di Lippi e Moggi rievocati dal papà del corpo ostruente più riproposto dalla tivù italiana, insieme alle Torri Gemelle.


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Grande Inter


E venne il giorno. Per il terzo anno consecutivo, secondo il calendario Morattiano, la società F.C. Internazionale si laurea campione d'Italia, o qualcosa del genere.

Inutile sperare che in casa, contro un Siena già salvo, possa succedere l'impensabile.

Ancora è facile ricordare gli strascichi polemici di un Siena - Juventus di qualche anno fa, quando una Juventus stratosferica schiantò in meno di mezz'ora un Siena già salvo, dando adito a sospetti e quant'altro: quest'Inter è al di sopra di ogni sospetto, e finalmente il Siena, libero dal giogo moggiano, farà il suo dovere, opponendo una resistenza che tuttavia non impedirà il giusto trionfo.

Forti, simpatici, vincenti. Queste le prerogative di una squadra costruita per dominare il mondo e l'Italia per i prossimi dieci anni, o giù di lì.

Gli scivoloni con Juventus, Liverpool e Milan sono soltanto occasionali incidenti di percorso, così come accidentale è stata la sconfitta in supercoppa italiana con la Roma.

Sono invincibili, e non hanno bisogno di rubare. Perchè tutto è già stato scritto sin dalla prima giornata, e così sarebbe stato nei dieci anni precedenti, senza una banda di truffatori.

E' evidente. Come evidente che Ronaldo è forse vittima di un errore di valutazione, o forse che sono gli altri a non capire la bellezza del tartufone.

Anche in questo caso, a dire la verità, c'è chi ci capisce poco: i gusti sono gusti, e ognuno ha diritto di pensare quello che crede.

Ad alcuni, come nel caso Ronaldo, resta la possibilità di dissentire, e di dichiarare che qualcosa non funziona, che le cose non stanno così. Ma è solo questione di gusti.

Per questo diciamo grazie a questa grande Inter, che è stata in grado di adombrare il valore della grande Inter di Angelo Moratti: quella tre scudetti di fila così se li sognava.

Questa, è l'Inter migliore di tutti i tempi, quella dello scudetto farlocco, quella dello scudetto dei record, che ha schiantato i record di Trapattoni e tutte le rivali dall'Ascoli al Chievo, quella dello scudetto di quest'anno che ha dominato Catania, Empoli, Cagliari, Torino, e tante altre, fino al Siena di Beretta, prossima squadra che sarà spazzata dalla rabbia e la forza degli onesti.

Questo è il Massimo che l'Inter ha saputo fare nella sua storia, e chiudano in fretta la bocca quelli che ricordano come non abbia mai vinto una partita che conta, o che con un bilancio simile al loro qualunque altra squadra avrebbe chiuso baracca e burattini: il tempo è galantuomo, e gli onesti hanno sempre l'ultima parola.

E' solo questione di gusti, e gli sfortunati sono quelli che in tutto questo vedono una ridicola rappresentazione costruita ad arte per celebrare il potere, o che paragonano il patto Montezemolo - Tronchetti Provera al patto Molotov - Ribbentrop, con la Juventus nei panni della Polonia: avrebbero vinto comunque, con il benestare di tutti. Con l'Inter si è certi di andare a botta sicura, come Ronaldo quando esce dalle discoteche.

A ognuno il suo tartufone. Io domenica vado al mare. Sono troppo vecchio e rancoroso per queste cose.

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lunedì 5 maggio 2008

Senza commento.


''Ci sono ancora due partite di campionato, ci sono valutazioni da fare, queste ultime settimane mi aiuteranno. Cerco di non trascurare niente, anche se so che tutti si scateneranno dopo le convocazioni. Fa parte del gioco''. Lo ha detto il Commissario tecnico della Nazionale, Roberto Donadoni, commentando a Gr Parlamento la possibilita' di convocare per Euro 2008 Alessandro Del Piero.

Dunque servono ancora due partite a Donadoni, per capire se Del Piero è da nazionale.

Senza commento.

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Petizione per la cessione della Juventus

Un nostro lettore ci segnala l'esistenza di una petizione online che chiede a IFIL, proprietaria del pacchetto di maggioranza della Juventus, di cedere la società. La petizione è già stata firmata da più di 400 persone, è possibile aderire seguendo questo link, e compilando il modulo.
Riportiamo il testo della petizione:

Con questa petizione, i tifosi della Juventus denunciano di essere stanchi di strategie di giustizia sportiva autolesioniste, di discutibili cessioni ai concorrenti diretti, dell'immobilismo sulla questione della costruzione del nuovo stadio, della scarsa serieta' manifestata nel mercato in entrata, con giocatori di livello internazionale annunciati e non arrivati, sostituiti da scelte di ripiego fatte in assenza di un progetto tecnico; frustrati, quindi, da una gestione societaria che appare caotica, schizofrenica, priva della volonta' di impegnarsi per riportare la Juventus ad un livello di eccellenza tecnica che le permetta di competere ai massimi livelli. I sottoscrittori chiedono dunque a IFIL Investments S.p.A., attuale proprietaria del pacchetto di maggioranza di Juventus FC S.p.A., di voler gentilmente cedere la propria quota azionaria ad un soggetto che abbia le risorse e il progetto di sostenere la nostra causa sportiva, assicurando al club una gestione economica sana e di lungo periodo che, pero' non prescinda dalla volonta' di portarlo a competere ai massimi livelli sportivi.

Sulla questione esistono idee discordanti all'interno della tifoseria bianconera, e anche all'interno dello Ju29ro Team si possono individuare diverse sfumature di pensiero, pur condividendo tutti un giudizio pesantemente negativo sulla gestione dell'attuale proprietà. Alcuni vorrebbero una nuova proprietà, senza se e senza ma. Altri temono di finire nelle mani dell'avventuriero di turno, e di finire dalla padella alla brace.
Ricordiamo inoltre che è possibile votare il sondaggio presente nella home, che tratta argomento molto simile.

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La Corrida: dilettanti allo sbaraglio.

«Per quanto riguarda Flamini a nostro vantaggio c' è anche il progetto sportivo. Noi facciamo la Champions e il Milan no» (Jean Claude Blanc, il nostro A.D. tennista pallista, 23 aprile 2008, Terrazza Martini Milano).

«Flamini è nostro; arriva questa sera e firmerà per quattro anni» (Adriano Galliani, A.D. del Milan, 4 maggio 2008, dopo il derby la cui vittoria riporta il Milan in Champions).

Caro Jean Claude, non e' colpa tua.
La colpa e' di chi ti ha messo il giocattolo in mano.
Passare dalla pallina al pallone non e' cosa da poco.
Dovresti passare una serata da Gerry Scotti, alla Corrida, mio caro dilettante allo sbaraglio.

Con uno stipendio pero' da professionista.

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domenica 4 maggio 2008

Siena - Juventus, pagella istantanea

HIGHLIGHTS
> Gol di Kharja (1-0)

PAGELLA
Buffon s.v.
Zebina s.v.
Legrottaglie s.v.
Chiellini s.v.
Molinaro s.v.
Camoranesi s.v.
Zanetti s.v.
Sissoko s.v.
Nedved s.v.
Trezeguet s.v.
Del Piero s.v.
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Salihamidzic s.v.
Marchionni s.v.
Palladino s.v.
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Ranieri 3 in settimana dichiarava "siamo incontentabili", e la prima cosa che mi è venuta in mente sentendo quelle parole è stato che il suo processo di juventinizzazione fosse a buon punto. Mi sbagliavo, alle parole non sono seguite i fatti. Prepara male la partita, schierando una squadra molle, demotivata, senza idee, che rinuncia a giocare sin dall'inizio. Il primo tiro in porta della Juventus risale agli ultimi 10 minuti della partita. Con altri tecnici, nell'intervallo negli spogliatoi sarebbero volate le sedie. Ripeto l'amletica domanda: è il tecnico che ci può portare ad aprire un ciclo? Ho forti dubbi in proposito.

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sabato 3 maggio 2008

Siena - Juventus, formazioni

SIENA (4-3-1-2): 1 Manninger; 13 Rossettini, 90 Portanova, 15 Loria, 11 De Ceglie; 8 Vergassola, 5 Codrea, 14 Galloppa; 20 Locatelli; 7 Frick, 32 Maccarone.
A disp. 31 Eleftheropoulos, 6 21 A. Rossi, 33 Ficagna, 23 Jarolim, 6 Kharja, 9 Riganò, 30 Forestieri.
All. Beretta


JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon; 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 8 Camoranesi, 22 Sissoko, 6 C. Zanetti, 11 Nedved; 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 12 Belardi, 2 Birindelli, 25 Stendardo, 30 Tiago, 7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 20 Palladino.
All. Ranieri


ARBITRO: Orsato di Schio

Terzo posto ormai acquisito per gli uomini di Ranieri, e secondo posto lontano. Rimane da chiudere questa stagione onorandola con un buon finale. Il tecnico non ha a disposizione Iaquinta e Zebina infortunati, per il resto formazione tipo.


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giovedì 1 maggio 2008

Aspettando il derby di Milano...

In attesa di sapere se l'Inter riuscirà a conquistare il terzo titolo di cartone consecutivo, Marco Liguori su Libero Mercato ci fa sapere che l'Inter ha già battuto nettamente il Milan prima ancora di scendere in campo, almeno per quanto riguarda perdite e costi di gestione.

Marco Liguori, da Libero Mercato
Inter batte Milan per perdite di esercizio: 206,83 milioni di euro a 31,98 milioni. E’ questo uno degli aspetti economici del derby decisivo di domenica prossima: sia per la conquista dello scudetto per i nerazzurri, sia per la rincorsa al quarto posto per i rossoneri che significherebbe l’accesso al turno preliminare della ricca Champions League.
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Stato patrimoniale. Emerge il forte squilibrio tra debiti e crediti dell’Inter, pari a 348,46 milioni. La società nerazzurra presenta al 30 giugno scorso un patrimonio netto negativo di 70,2 milioni.
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Nonostante lo squilibrio debiti-crediti di 234,83 milioni, anche il Milan non ha problemi grazie alla robusta copertura Fininvest. Dal rosso di bilancio è arrivato un beneficio per la controllante: il Milan le ha trasferito 18,34 milioni "nell’ambito dell’accordo sull’esercizio dell’opzione per il regime fiscale del consolidato nazionale".
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Sulle plusvalenze calciatori l’Inter, spiega in nota integrativa, "ha ricevuto un avviso di accertamento a tali plusvalenze per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2002. Inoltre nel mese di luglio 2007 è stato notificato analogo accertamento sull’esercizio chiuso al 30 giugno 2003. L’Agenzia delle entrate ha accertato complessivamente maggiore Irap per euro 5,3 milioni più interessi e sanzioni per euro 2 milioni". La società ha presentato ricorso.
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Ricavi e costi. i nerazzurri perdono il confronto sul valore della produzione, incassando 221,21 milioni contro i 257 milioni dei cugini. Ma li superano sui costi: 409,22 milioni contro 285,64 milioni.
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Tra i costi dell’Inter ha pesato l’ultima quota di ammortamento, pari a 111,79 milioni, degli oneri del "salvacalcio ". I compensi calciatori hanno raggiunto i 117,23 milioni (+10,75%), mentre i premi rendimento sono pari a 21,66 milioni (+54,55%). I contratti dei giocatori sono costati al Milan 124,91 milioni (+12,51%): la quota variabile per i risultati sportivi è di 13,77 milioni (+47,44%).

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