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venerdì 29 febbraio 2008

Torna a cuccia e pentiti, gente juventina...




E domenica ti mandiamo Farina...

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giovedì 28 febbraio 2008

Campionato di ca**a

Tonino Cagnucci, da Il Romanista

I Bergomi, i Becali, i Tronchetti, e Pippo Baudo
I provinciali sono loro. Hanno esultato manco fossero l’Ascoli contro il Brasile, sono riusciti a strappare un pareggio a una squadra più grande di loro, molto più grande di loro, che li ha presi a pallonate per quasi tutto il tempo, con un allenatore che ha fatto tre cambi dopo un quarto d’ora della ripresa, roba da strappare il patentino (ma l’ha preso? Come?). I Tagliavento, i Rosetti (a proposito: c’aveva ragione Cassano), i Crespo come Baggio con Petruzzi, le televisioni, i Bergomi, i Gervasoni, i Becali, i Tronchetti Provera con le intercettazioni sono loro, con gli scudetti di cartone nemmeno vinti, ma disegnati a tavolino; marchio di fabbrica: Internazionale di Milano, da Guido Rossi in poi passando per tutti i trofei Tim di quest’Italia sanremese. Non sono manco canzonette. C’è tutta la differenza tra Roma e Milano in questa partita: noi belli, generosi, tanti, sciampagnoni, pure imprudenti o poco precisi, comunque leali, solari, coraggiosi, rugantini, loro cinici, protetti, opportunisti, colletti bianchi, fortunati, sempre blindati dal destino e da chi lo confeziona con un bel pacchetto nerazzurro. Il solito pacco. C’è tutto questo campionato in questa partita ed è per questo che i campioni dell’Italia saranno loro, ma di quell’Italia come l’ha definita ieri Pippo Baudo: «di merda».

Non mi sarei mai aspettato di postare un articolo tratto da Il Romanista condividendone il contenuto. Tuttavia, questo sfogo di Tonino Cagnucci esprime molto bene non solo lo stato d'animo della tifoseria romanista, ma anche quello degli juventini.
La sensazione di trovarsi di fronte ad un campionato palesemente irregolare, in cui le posizioni in classifica non derivano da meriti tecnici ma da fattori extracalcistici è ormai un sentimento comune, basta entrare nel bar sotto casa e chiacchierare con gli avventori.
Vi ricordate la famosa dichiarazione di Mario Serio, uno dei giudici della Corte Federale di San Dulli: "Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla lunghezza d’onda"? Ecco, Tonino Cagnucci ha fatto proprio questo. Bravo Tonino.

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Nuovo caso di Mogging smascherato a Roma

La deposizione di Trezeguet al processo alla GEA, dal sito della Stampa.

«Con la società Gea non c’è stato alcun contratto. Ho incontrato Alessandro Moggi, nella sede della Juventus a Torino e ho parlato con lui della mia situazione contrattuale presso la Juve ma non ci sono state mai minacce. Non mi sono mai stati posti ostacoli per il fatto che non avevo accettato di affidarmi alla Gea. In uno degli incontri con Alessandro Moggi e un’altra persona mi fu detto che la Gea, così come era organizzata aveva maggiori possibilità per risolvere i miei problemi contrattuali con la Juventus».
(...)
Il calciatore si è poi soffermato sui contatti avuti con Alessandro Moggi ribadendo che non fu mai invogliato, dietro minacce, ad affidare i suoi interessi alla Gea.


Nel video qua sotto, il pubblico ministero che ha istruito il processo:

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mercoledì 27 febbraio 2008

Altri casi di Mogging


Ieri a Roma Lucianone ha presenziato a un'udienza del processo sulla GEA.

Fa un po' riflettere il fatto che per cercare di puntellare le accuse, i pm si siano dovuti affidare a:

1) Marco Trabucchi, procuratore di origini russe che risulterebbe legato alla "brigata Izmailovskaya", organizzazione criminale che faceva capo al faccendiere ubzeko Alimzhan Tokhtakhounov considerato dall’FBI uno dei cinque padrini più pericolosi di Mosca.

2) Salvatore Fresi. E cioè uno dei più fallimentari acquisti dei 12 anni di Triade (per fortuna ce ne furono pochi, in confronto a quelli azzeccati).

Si potrebbe dire che tramite Trabucchi, la mafia russa accusi la GEA di averle cercato di togliere la procura di alcuni calciatori, per altro di scarso livello. Singolare che dei due contententi, la giustizia italiana decida di prendere di mira la GEA. O no?

Quanto a Lucianone, che col Trabucchi non si capisce che c'azzecchi, era accusato di aver ceduto al Perugia un giocatore che, oltre ad essersi rivelato inutile, alla Juve non sopportava più nessuno. Pare che ieri al processo Fresi abbia dovuto ammettere di aver festeggiato in hotel a champagne col suo procuratore una cessione che aveva descritto come frutto di minacce mafiose ai suoi danni, ma che gli aveva fruttato un bel contrattino miliardario.
Siccome qui il giudice non è stato istruito da un tifoso interista, ci sarebbe da pensare che la difesa abbia segnato un punto importante.

Resta da capire la questione delle cravatte di Marinella. Un altro caso di Mogging*?





*Per "Mogging", secondo un dizionario Devoto-Oli di prossima edizione, bisognerà intendere: "Accusa infondata, frutto di un clima da caccia alla streghe".

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martedì 26 febbraio 2008

Juventus - Torino, pagella istantanea

HIGHLIGHTS
Nulla da segnalare

PAGELLA
Buffon 6 spettatore
Zebina 6 fa il suo dovere in difesa, non assiste Palladino in fase di spinta
Legrottaglie 6 meno sicuro rispetto a qualche settimana fa, nel complesso sufficiente
Chiellini 6.5 il migliore del reparto, sempre in anticipo sull'avversario
Molinaro 5.5 il solito: discreta fase difensiva, imbarazzante con la palla tra i piedi
Palladino 4 imbarazzante. Non è colpa sua, ma di chi continua a schierarlo fuori ruolo e lo espone a simili brutte figure
Camoranesi 6.5 non brilla come in altre occasioni, ma gioca molti palloni e crea gioco
Sissoko 5 prestazione negativa, sembra un Nocerino nero e più muscoloso . Da rivedere
Nedved 3 ora basta. Non ci possiamo permettere un giocatore che non ha più il controllo dei nervi. Oggi è ingiustificabile
Iaquinta 5.5 sempre generoso, fa molto movimento, ma è poco lucido
Del Piero 6 partita decorosa, tira una bella punizione, qualche buono spunto, ma meno bene rispetto alle ultime grandi prove
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Nocerino 5.5 poca qualità, poca quantità. Sembra il Sissoko bianco
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Ranieri 3 sbaglia completamente la formazione iniziale. Palladino è impresentabile sulla fascia destra, ha sempre giocato male in quel ruolo, e lui insiste per più di un tempo. Inserisce Nocerino (peggio che andar di notte), finisce con due cambi inutilizzati. Disastro.

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Juventus - Torino, formazioni

JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon, 5 Zebina, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 8 Camoranesi, 23 Nocerino, 22 Sissoko, 11 Nedved, 10 Del Piero, 9 Iaquinta.
A disposizione: 12 Belardi, 2 Birindelli, 7 Salihamidzic, 21 Grygera, 25 Stendardo, 30 Tiago, 20 Palladino. All. Ranieri.

TORINO (4-4-2): 1 Sereni, 2 Comotto, 22 Di Loreto, 21 Natali, 3 Pisano, 19 Diana, 13 Grella, 27 P.Zanetti, 11 Lazetic, 10 Rosina, 77 Stellone.
A disposizione: 89 Gomis, 23 Lanna, 5 Corini, 8 Barone, 4 Recoba, 9 Ventola, 17 Di Michele. All. Novellino

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.


Ranieri recupera rispetto a domenica Zebina a destra, ma perde Zanetti squalificato dopo la tragicomica gara di Reggio Calabria. A centrocampo coppia centrale Nocerino-Sissoko, in attacco Trezeguet è ancora indisponibile, e verrà sostituito da Iaquinta.
Arbitra Rizzoli di Bologna, in bocca al lupo, ne ha bisogno.

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lunedì 25 febbraio 2008

SFINTERISMI




La lettera della Juve crea pressioni agli arbitri"

Lo sostiene l'amministratore delegato dell'Inter, Paolillo.
Non è piaciuta, all'Inter, la lettera aperta della Juventus all'Aia e alla Figc. A chiarire la posizione dei nerazzurri ci ha pensato l'amministratore delegato della società di via Durini, Ernesto Paolillo. "Ognuno reagisce come vuole - ha detto -, ma sono convinto che tutto ciò contribuisca a creare ulteriori nervosismi e pressioni sulla classe arbitrale". Paolillo non dimentica l'era Calciopoli e punzecchia quindi i bianconeri: "Solidarietà alla Juventus? Tutte le squadre prima o poi possono subire torti dagli arbitri. Se sono in buona fede, si deve parlare solo di episodi ma se, come in passato, sono in malafede...". L'ad nerazzurro ha poi precisato che "solo una persona può dire se la classe arbitrale è adeguata: Collina. Lui è stato un grande direttore di gara e solo lui e Gussoni possono gestire l'agenda arbitrale".

Che dire?? Quale e' il commento appropriato al delirio di questo uomo?
Mi era venuta la voglia di fare un bel pezzo, di cantargliene quattro al mitico Paolillo, uno che finora era stato tirato in ballo solo per le magagne del bilancio interista che noi ben conosciamo.
Adesso invece, forse rinfrancato dall'archiviazione del GUP di Milano e dal deferimento (finto) che il mitico Palazzi ha proposto per la banda degli onesti, deve aver preso il coraggio a due mani e finalmente si e' lanciato nell'agone mediatico. Parlano tutti, non posso parlare io? Questo avra' pensato nel suo animo il trapezista dei bilanci perdazzurri. E infatti sul palcoscenico di famiglia, la merda rosa, ecco apparire questa dichiarazione che sembra uscita direttamente dal culo di Moratti per intensita' ed odore. Caro Paolillo io credo che Lei debba continuare a fare il suo lavoro e basta. Cominci a lavorare sui bilanci dell'Inter di quest'anno. Siamo in attesa dei "soliti" 80/100 milioni di denaro fresco, come ha detto il pesce Palombo dalle stesse pagine rosa merda.
Mi sa che prima o poi li dovrete mettere davvero..............

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Solo "2" occhi


Lui ha visto solamente il fallo di Sissoko, che peraltro non c'era, anzi, il fallo lo ha commesso Amoruso, impedendo di colpire un pallone crossato dalla destra in area di rigore, a Sissoko che, era davanti allo stesso.Sugli altri episodi invece, Dondarini, dichiara, non si sa a chi, di avere "solamente" 2 occhi, in pratica ammette di avere lo stesso numero di occhi che abbiamo tutti noi che, guardando il match di sabato sera, abbiamo visto la partita con una grande differenza; noi, che abbiamo come lui 2 occhi, abbiamo visto 4 calci di rigore solari non fischiati e uno, inesistente, fischiato, lui, che ha sempre 2 occhi, anche se dichiara che ne ha "solo" 2, come se gli altri avessero avuto in dono da madre natura chissà quale privilegio, non ha visto i 4 rigori solari sopraccitati ma ha visto il rigore inesistente.
Io quando ero piccino, avevo problemi nel guardare la televisione, causa miopia e astigmatismo, mi consigliarono un buon optometrista-oculista, e da quel giorno ho cominciato a mettere a fuoco ciò che prima non vedevo, senza avere bisogno di 50 occhi, mi bastarono i miei 2 più un'aiutino.
Ma in questo caso non credo che ci sia bisogno di una montatura con annesse 2 lenti per mettere a fuoco 4 calci di rigore solari, perchè il "rogo" (Santa Inquisizione) è già stato consumato 2 anni orsono e la "montatura" del campionato più falsato di ogni epoca è sotto le "lenti", artificiali e non, di tutti.

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Le spose di Travaglio


In Quest'articolo della Stampa di Torino, a firma di un famoso giornalista juventino, ci sono almeno 5 falsità / insinuazioni che costituiscono il prontuario per la perfetta Sposa di Travaglio.

Il motivo per cui così tanti tifosi bianconeri, anche illustri, abbiano preferito offrirsi al talamo del sicofante di Anno Zero invece di informarsi e prendere coscenza dei fatti che smontano le calunnie di Farsopoli, è uno dei misteri più dolorosi di tutta questa sporca faccenda.




domenica 24 febbraio 2008

Donda Horror Picture Show

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sabato 23 febbraio 2008

Reggina - Juventus, pagella istantanea

HIGHLIGHTS
Sospesi per sdegno

PAGELLA
Belardi s.v.
Grygera s.v.
Legrottaglie s.v.
Chiellini s.v.
Molinaro s.v.
Camoranesi s.v.
Zanetti s.v.
Sissoko s.v.
Nedved s.v.
Palladino s.v.
Del Piero s.v.
--------------------------------------------------------
Salihamidzic s.v.
--------------------------------------------------------
Ranieri s.v.
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Dondarini 10 solo lui merita il voto. Trasforma la partita in un one man show, arbitrando a senso unico, negando 3 rigori alla Juve e assegnandone uno al 92° alla Reggina. Farà strada con la gestione Collina, lui e Bergonzi li vedo già internazionali.

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E se domani Cassano...

da vIA LiBerA

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Reggina - Juventus, formazioni

REGGINA (4-4-2): 30 Campagnolo, 55 Lanzaro, 16 Valdez, 6 Aronica, 23 Modesto, 7 Vigiani, 14 Tognozzi, 8 Barreto, 18 Hallfredsson, 81 Brienza, 17 Amoruso.
A disposizione: 22 Novakovic, 20 Alvarez, 5 Cirillo, 10 Cozza, 4 Cascione, 19 Makinwa, 9 Stuani. All.: Ulivieri.

JUVENTUS (4-4-2): 12 Belardi, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 8 Camoranesi, 22 Sissoko, 6 Zanetti, 11 Nedved, 20 Palladino, 10 Del Piero.
A disposizione: 22 Vanstrattan, 2 Birindelli, 7 Salihamidzic, 36 Castiglia, 44 Bottone, 30 Tiago, 34 Pasquato. All.: Ranieri.


ARBITRO: Dondarini di Finale Emilia.


Grossi problemi di formazione per Ranieri alla vigilia dello scontro con la Reggina. Buffon è di nuovo out, sostituito da Belardi, mentre Zebina infortunato verrà rimpiazzato da Grygera. A centrocampo Nocerino è squalificato, esordio dal primo minuto per Sissoko. In attacco, Iaquinta ha mal di schiena e Trezeguet l'influenza, giocherà Palladino al fianco di Del Piero.

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venerdì 22 febbraio 2008

Moggi: Mancini come un giocatore di scopa

(corriere.it)

Vorrebbe tornare "quanto prima" a far parte del mondo del calcio, ma per il momento si limita a parlarne da spettatore esterno. Nelle vesti di opinionista radiofonico per "Radio Kiss Kiss", Luciano Moggi - l'ex dg della Juventus coinvolto nello scandalo "Calciopoli" - ha commentato la giornata di Champions League appena conclusa, senza risparmiare critiche nei confronti di Roberto Mancini e del presidente interista Massimo Moratti. «Per me l'approccio dei nerazzurri (alla sfida con il Liverpool, ndr.) non è stato buono - ha spiegato l'ex dirigente della Juventus - perché Mancini crede di essere super, va avanti nel calcio credendo di vincere le partite così come si vince una partita a scopa con gli amici. Ma non funziona così».
E se Mancini appare presuntuoso, agli occhi di Moggi, il patron nerazzurro non è da meno: «Non c'erano complotti come dice Moratti», ha aggiunto Moggi. «Se erano complotti prima, lo sono anche questi di Moratti. Ritengo che, così come non c'erano complotti allora, non ci siano neanche adesso. Faceva comodo a Moratti perché aveva un banda un po' sbandata nel famoso 5 maggio del 2002: quella volta ha perso lo scudetto, pensando di avere già vinto, e a Liverpool si è presentata la stessa Inter di quel 5 maggio».

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giovedì 21 febbraio 2008

Moncalvo attacca Cobolli e Mancini

Nonostante l'attacco hacker (forse opera del Tiger Team?) che ha pesantemente pregiudicato (no, Oriali non c'entra) la qualità del video, siamo in grado di postare due filmati interessanti tratti dal Processo di Biscardi di lunedì scorso.

Nel primo segmento, Gigi Moncalvo attacca duramente Cobolli Gigli per il contenuto dell'intervista rilasciata dal lider maximo bianconero al Corriere dello Sport. Il buon Gigi dice cose per noi ovvie, ma fa un certo effetto sentire dire in TV cose che sembravano sostenute solo da un ristretto manipolo di vecchi squadristi rancorosi disperati e jihadisti.



Nel secondo filmato, Moncalvo risponde in modo ironico (?) a Roberto Mancini, ricordando i suoi trionfali trascorsi alla guida della Fiorentina e della Lazio. Sembra che Mancini non porti molta fortuna ai proprietari delle squadre per cui lavora, chissà...

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L'ombra di Culovic sull'Emirates Stadium

Per par condicio, mi sembra giusto dedicare un post anche ai designatori e istruttori di assistenti amici, nonché commensali occulti di arbitri di prima fascia, nonché indossatori di patacche giapponesi, anche ieri a segno al 94' col bomber più prolifico (nella figura accanto).
Furono proprio le intense conversazioni telefoniche che un loro ex dirigente in effetti intratteneva - a differenza di Lucianone - con arbitri e assistenti a ispirare alcune delle più bizzarre e fantasiose accuse grazie alle quali gli inquirenti e i media due anni fa riuscirono a escludere la Juve dall'Europa.

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mercoledì 20 febbraio 2008

L'ombra di Lucianone sull'Anfield Road

Una dritta per ex consiglieri di amministrazione interisti eventualmente interessati a portare in via Durini una coppa dalle orecchie di cartone.

Come il 4 aprile 2005 l'imparziale e misurato Leo Meani rivelò all'amico e fratello di tifo Claudio Puglisi, l'arbitro De Bleeckere sarebbe "il figlioccio di Pairetto" e quindi una marionetta in mano a Moggi.
Almeno, per i cc che li intercettarono questo è un vero e proprio assioma, tanto che Corriere e complici non ebbero dubbi, un paio d'anni fa, a presentarlo agli italiani come un fatto acclarato.

Si tratterebbe solo di passare l'intercettazione al Guardian o all'Economist e commissariare l'UEFA, attualmente con tutta evidenza collusa con i nemici bianconeri. Basti vedere che ne è presidente uno che una ventina d'anni fa segnò all'Inter due gol poi cancellati, secondo uso nerazzurro, a tavolino.

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Il Mago degli sponsor ha dimenticato la bacchetta a casa......

In merito al pezzo di oggi che e' apparso su LA STAMPA a firma Massimiliano Nerozzi vorrei segnalare all'estensore della filippica a favore di "Monsieur Rien ne va plus" che il MAGO degli sponsor Blanc finora non e’ stato capace, in quasi due anni, di portare un euro sotto forma di sponsorizzazioni.
Quando c’era Romy Gai c’era la fila in Corso Galfer per sponsorizzare la Juventus.
Adesso ci siamo ridotti a sponsorizzare il FIAT FIORINO, roba che l’Avvocato avrebbe mandato a pascolare il settore marketing dalle parti della tenuta della Mandria dove appunto il nome ricorda piu' una massa di caproni che delle menti operative.
Per lo stadio il sig. Blanc dovrebbe dire la verita’ anziche’ raccontare frottole.
Le multinazionali c’erano e con una di esse in particolare nella primavera del 2006 , Giraudo stava chiudendo la cessione dei naming rights per costruire il nuovo stadio.
Appena questi hanno conosciuto la credibilita’ del nuovo management se la sono dati a gambe declinando l'invito a continuare la discussione....
D’altronde sulla reputazione di Blanc come manager basta chiedere in Francia per avere la reale dimensione delle sue capacita’........
Vedremo adesso cosa accadra’. Ma sappiamo bene che non dobbiamo aspettarci nulla di geniale.......... al massimo una gazzetta sui sedili dello stadio....
Ecco l’idea .... fare uno stadio nuovo tutto rosa e chiamarlo GAZZETTA ARENA......................
Sarebbe in linea con quanto accade da 2 anni a questa parte..........

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martedì 19 febbraio 2008

Quando manca il tavolino...

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lunedì 18 febbraio 2008

Non è più domenica

AUGURI ROBERTO

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domenica 17 febbraio 2008

Senza parole

Un utente della sezione Farsopoli del forum J1897 ha scovato su YouTube questo video di un'intervista rilasciata da Giovanni Cobolli Gigli al Corriere dello Sport. Ascoltatelo con attenzione. Dopo il post "Senza titolo", questo deve essere intitolato sicuramente "Senza parole". Attendo i vostri commenti.


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sabato 16 febbraio 2008

Juventus - Roma, pagella istantanea

HIGHLIGHTS
> Gol di Del Piero (Video)

PAGELLA
Buffon 6.5 una grande parata, inoperoso il resto del tempo
Zebina 7 dalle sue parti transita un brutto cliente come Mancini, che non passa mai. Si fa vedere anche in attacco
Legrottaglie 6.5 qualche sbavatura (ad esempio l'auto-palo), ma complessivamente regge bene l'urto
Chiellini 7.5 semplicemente perfetto, è il pilastro su cui rifondare la difesa
Molinaro 6 voto media del 7 che meriterebbe in fase difensiva, e del 5 per la tecnica oscena che dimostra palla al piede
Camoranesi 6.5 buon primo tempo: crea gioco accentrandosi, e recupera qualche buon pallone
Zanetti 6.5 in presenza di molti giocatori dai piedi buoni si dedica solo all'interdizione, e lo fa al solito bene
Nedved 6.5 buono soprattutto nel primo tempo, è sua l'incursione da cui nasce la punizione del gol di Del Piero
Del Piero 8 migliore partita della stagione: gioca praticamente da regista, sbaglia pochissimo, crea gioco per 90 minuti filati, incredibile
Trezeguet 5.5 tocca pochissimi palloni, ma è mal servito
Iaquinta 6.5 solito incredibile impegno, qualche buon numero
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Nocerino 5.5 conferma il pessimo momento di forma: sbaglia moltissimo e si fa al solito ammonire
Sissoko 6.5 entra nella secoda metà del secondo tempo, recupera qualche buon pallone
Palladino s.v. entra nel finale, ingiudicabile
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Ranieri 7 azzecca la formazione nel primo tempo, e devo ammettere che ero scettico dopo averla letta. Nel secondo tempo esagera con i cambi difensivisti e rinuncia troppo al gioco, ma il risultato finale è ottimo e gli dà ragione

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Juventus - Roma, formazioni

(Datasport)

JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon; 5 Zebina, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 8 Camoranesi, 22 Sissoko, 6 C. Zanetti, 11 Nedved; 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 12 Belardi, 21 Grygera, 25 Stendardo, 23 Nocerino, 7 Salihamidzic, 20 Palladino, 9 Iaquinta. All. Ranieri

ROMA (4-2-3-1): 32 Doni; 2 Panucci, 5 Mexes, 4 Juan, 22 Tonetto; 16 De Rossi, 8 Aquilani; 11 Taddei, 20 Perrotta, 30 Mancini; 10 Totti.
A disp. 27 Bertagnoli, 3 Cicinho, 77 Cassetti, 21 Ferrari, 7 Pizarro, 14 Giuly, 9 Vucinic. All. Spalletti.

ARBITRO: Saccani di Mantova


Ranieri recupera tutti i titolari per la sfida con la Roma, fondamentale per la corsa al secondo posto. La formazione schierata dal tecnico è di fatto quella titolare, con unico dubbio il ballottaggio tra Nocerino e Sissoko per il ruolo di centrocampista centrale.

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venerdì 15 febbraio 2008

La differenza tra avere le palle ed essere uno zerbino.....

Alla nostra Dirigenza che si interroga su quale potesse essere il giusto atteggiamento nei confronti delle polemiche vorrei segnalare la risposta di Spalletti ad Oriali.

Spalletti, che fu l'ultimo regalo di Luciano Moggi alla Roma, che si apprestava a prendere ZEMAN(!), non si è fatto pregare per rispondere con signorilita' e pungente intelligenza al delirio del pregiudicato interista.

Siamo lontani anni luce dalla vigliaccheria zerbinata di Ranieri che inizia e finisce ogni frase su qualsivoglia argomento quasi chiedendo scusa del disturbo e specificando che la banda degli onesti milanesi è più forte, più bella e più brava di noi.

Tira fuori le PALLE caro Ranieri.

Prendi esempio da Spalletti.

Fatti spiegare da lui quale e' la differenza tra la schiena dritta e la posizione a 90° che tu ben conosci, emulo come sei dei tuoi BIRIGENTI.

Spalletti replica ad Oriali 'Ha perso l'occasione per stare zitto' (ANSA) - ROMA, 15 FEB - 'Chi occupa la testa della classifica dovrebbe stare tranquillo. Oriali ha perso l'occasione per stare zitto': lo ha detto Luciano Spalletti. Il tecnico della Roma ha risposto cosi' al dirigente dell'Inter che, in merito alle polemiche sugli arbitri, aveva affermato: 'Non è colpa nostra se la Roma perde 3-0 a Siena'. 'Quando si è in testa alla classifica, un po' come in alta montagna, comincia a mancare l'ossigeno necessario per poter ragionare in maniera tranquilla', ha aggiunto Spalletti.

Questa è musica per i tifosi, ha l'effetto della nona di Beethoven suonata dalla Royal Philarmonic Orchestra di Londra.......

Ma tu per contratto devi dire che siamo una NEO PROMOSSA...... Oh Yes... MR TINKERMAN!

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Operazione simpatia


Il Corriere dello Sport riporta oggi con grande enfasi una dichiarazione del dirigente nerazzurro Gabriele Oriali (quello della condanna penale per Passaportopoli, per chi non lo conoscesse).
Oriali replica in questo modo alle proteste di Francesco Totti per gli "aiutini" all'Inter:
«Noi non ci sentiamo aiutati. Abbiamo avuto epi­sodi a vantaggio e a svantaggio e non ab­biamo mai detto niente. Poi non c'è alcuna responsabilità nostra se la Roma a Siena prende tre gol. Non vedevo l'ora di diventare antipatico. Vedendo gli altri vincere, un po’ d'invidia e gelosia c'erano».

Ad Oriali risponde Sergio Rizzo con un editoriale, sempre sul Corriere dello Sport:
Se proprio Moratti non vuole inter­venire in prima persona sulla vicen­da, sarebbe però il caso che lo faces­se su alcuni suoi dipendenti. Perchè il signor Oriali ha improvvisamente alzato il livello dello scontro, dicen­do cose che non stanno nè in cielo nè in terra. E’ chiaro che non è colpa dell’Inter se la Roma ha perso 3-0 a Siena. E’ colpa della Roma (e meri­to del Siena). Non è colpa dell’Inter se i colpi di testa di Couto e Vannuc­chi diventano calci di rigore, o se il gol in fuorigioco di Cambiasso non viene visto. E’ colpa degli arbitri e del guardalinee. Ma non è colpa del­la Roma se l’Inter, alla fine, ha vinto quelle tre partite. Ci vuol tanto a ri­conoscerlo? Quanto al diventare an­tipatici, Oriali stia tranquillo: lui ci sta riuscendo benissimo.
Sento di non dover aggiungere molto alla risposta del giornalista del Corriere dello Sport. Tuttavia, va sicuramente detto che malgrado si imputasse alla Triade una certa antipatia, Moggi e Giraudo sembrano Greggio e Iacchetti in confronto a Moratti-Oriali-Mancini.

Ulteriore perla di questa giornata di ordinaria follia sono le dichiarazioni del portiere dell'Inter Julio Cesar, che pensando di dare man forte al suo dirigente esterna ai microfoni di Sky:
«Non si può dire che vincia­mo perchè loro ci stanno aiutando. E’ una storia che mi infastidisce perchè altrimen­ti potremmo pensare di non venire ad allenarci e di scendere in campo diretta­mente con il loro aiuto. Per­ché l’Inter dà fastidio? Suc­cede esattamente come al­la Juve di 3- 4 anni fa: quando vinci sempre, è co­sì»
Qualcuno informi Julio Cesar del fatto che il suo presidente considera la Juve di 3-4 anni fa una banda di truffatori, che gli rubava i campionati. Sviluppando logicamente il ragionamento del portiere, se l'Inter dà fastidio per le stesse motivazioni per cui era odiata la Juve della Triade, e quella Juve era una banda di truffatori...
Lascio ai lettori la conclusione del ragionamento.

Verso sera arriva la replica alle dichiarazioni di Oriali da parte dell'allenatore della Roma Luciano Spalletti:
«Quando si è in testa alla classifica, un po' come quando si è in alta montagna, comincia a mancare l'ossigeno necessario per poter ragionare in maniera tranquilla. Chi occupa una posizione importante in classifica, come loro che sono primi, dovrebbe stare tranquillo. Gli altri al massimo dovrebbero essere un po' nervosi. Credo che Oriali ha perso l'occasione per stare zitto»

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giovedì 14 febbraio 2008

Senza titolo




Grazie Ronaldo

Un saluto ed un augurio di pronta guarigione ad una delle icone che hanno contraddistinto il calcio mondiale negli ultimi 10/15 anni.

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mercoledì 13 febbraio 2008

Oggetto del desiderio



Diego Ribas da Cunha (Ribeirão Preto, 28 febbraio 1985) è un calciatore brasiliano, trequartista del Werder Brema e della Nazionale brasiliana. Ritenuto uno dei giovani più quotati nel panorama calcistico internazionale, si distingue per i gol di pregevole fattura e per i precisi assist ai compagni, tanto da primeggiare nella classifica di assist forniti nella Bundesliga.

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La battuta del secolo

"Gli errori, in qualche partita, ci stanno. A volte sono pro, a volte contro e noi li abbiamo sempre accettati, anche in passato. Dovrebbero fare la stessa cosa anche gli altri".

Firmato: Gabriele Oriali.

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Declamatori di rimostranze altrui



"Diamo fastidio perché siamo forti".
Sequestratore di assistenti in tunnel spogliatoi. Pravda Rosa, 08-02-2008.


"Non è bello portarci via ciò che è maturato attraverso l'impegno e il sacrificio quotidiano".
Pregiudicato per falso e ricettazione. Pravda marroncina, 13-02-2008.




Insomma, dopo aver indossato i nostri scudetti, non contenti, ora fanno i declamatori di rimostranze altrui.

Pare sempre più fondato il sospetto che questi li producano dalle parti di Nanchino, tentando di copiare, in modo alquanto grossolano, i pezzi della Juve svenduta nell'estate 2006. Ora sì che si spiega quel viaggio con Prodi subito dopo la rinuncia al TAR.

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martedì 12 febbraio 2008

Catania-Inter, quarto tempo.

La partita Catania-Inter lascia strascichi che vanno oltre il terzo tempo disatteso da un Farina che prova a giustificarsi, smentendo l'accusa di permalosità, senza convincere nessuno.
Nel quarto tempo il Catania presenta reclamo per l'utilizzo di Materazzi.

Lo Monaco: "Dobbiamo capire se la legge è uguale per tutti"
L'ad della squadra etnea spiega così la scelta di presentare ricorso contro l'Inter.

"Dobbiamo solo capire se la legge è uguale per tutti, se ce n'è una per l'Inter e una per il Catania, ci è sembrato doveroso". Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, spiega così, ai microfoni di "Radio Radio Tv", la scelta di presentare ricorso contro l'Inter. Il Catania contesta il fatto che Marco Materazzi, difensore nerazzurro, avrebbe violato alcune norme federali saltando per infortunio l'amichevole che l'Italia ha giocato mercoledì scorso contro il Portogallo, partecipando però all'incontro al Massimino con la sua squadra. "Non è una ripicca -continua-. Esiste una regola. Abbiamo un giocatore, Vargas, che viene convocato regolarmente in nazionale ed è capitato una volta che, nonostante un risentimento, sia dovuto andare lo stesso in Perù, non ha giocato, è tornato e stava bene, ma non l'abbiamo potuto mettere in campo contro il Cagliari. Ora, se questa normativa viene tacitamente bypassata, a me sta bene, che ce lo dicano. Se la legge è uguale per tutti penso che debba beneficiarne anche il Catania, se la regola non vale per Materazzi allora non vale neanche per Vargas".

INDAGINE SU IBRA. Intan­to fa rumore nelle stanze della Procura e dell’Aia la dichiara­zione di Polito che ha raccon­tato di un Ibrahimovic che insulta Farina davanti al quarto uomo Russo. «Come ha fatto a sentirlo all’uscita ­- diceva tra il serio e il faceto Collina - se era a quaranta me­tri? Usa amplifon?». In ogni ca­so niente di refertato dal quar­to uomo Russo e palla in mano alla Procura. Che dovrebbe aprire un’indagine e chiedere conto di quelle frasi attribuite allo svedese.

Ma guardate un po' come è super partes questo Collina. Visto come ha preso le difese di un giocatore dell'Inter, come recepiranno il messaggio i suoi boys?
Come serio o come faceto?
Avvisiamo Collina e la Procura che esistono chiarissime immagini tv da cui è comprensibilissimo il labiale dello svedese, se non si crede ai catanesi.

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lunedì 11 febbraio 2008

RUBARE IL PRESENTE, RUBARE IL FUTURO...

LETTERA INVIATA OGGI AL PRESIDENTE COBOLLI GIGLI

Egregio Presidente,

In merito all’articolo pubblicato da LA STAMPA di oggi, io farei una bella indagine sulle societa’ che hanno portato a termine la ricerca e a chi fanno capo.

Mi sembra uno STRUMENTALE tentativo di far credere alla gente e al mondo degli sponsor che ci sono meno tifosi bianconeri.

Tale messaggio portera’ come corollario il tentativo di revisione dei contratti di sponsorizzazione e minor potere contrattuale sui diritti TV.

Non mi meraviglierei che IPSOS e STAGE UP siano direttamente o indirettamente collegate agli azionisti di maggioranza dei nostri maggiori concorrenti e cioe’ Milan, Inter, Roma, Fiorentina o magari peggio ancora al Gruppo Telecom o al Gruppo RCS.

Se cosi fosse, una volta accertata la cosa, sarebbe opportuno un comunicato per smascherare l’ennesimo vergognoso tentativo di sottrarci risorse e futuro.

Saluti

Link alla Notizia (LaStampa.it)
Oltre un milione di tifosi in meno in due anni

Cause principali Calciopoli e la retrocessione in B
ROMA«In due anni, causa Calciopoli e la caduta in B, la Juventus ha perso 1,4 milioni di tifosi, passando dagli 8,42 milioni della stagione 2004-2005 ai 7,03 del 2006-2007 (-17%)». È quanto rileva Sportfans, la ricerca condotta da Stage Up e Ipsos e pubblicata su Guerin Sportivo in edicola domani. «Il Milan è la società che cresce maggiormente (+33%), superando con 4,83 milioni i cugini dell’Inter (4.32 milioni, ma anch’essi in aumento del 14% in due stagioni). Infine, in crescita Fiorentina e Palermo e in calo Cagliari, Roma e Lazio

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domenica 10 febbraio 2008

"Vinciamo senza rubare!!"

Il Corriere dello Sport prova a ironizzare su quanto successo, meglio ridere che piangere:



Il fermo immagine è chiaro: il fuorigioco è millimetrico, ha ragione Mancini:



Il pubblico di Catania vuole Farina sotto la curva, l'ingrato se ne va senza neanche salutare:



Mancini a Controcampo ribadisce la sua teoria: in fondo non è successo nulla. Franco Ordine replica duramente, cominciano a volare parole grosse:



L'Inter vince 2-0 a Catania tra le polemiche: il gol con cui Cambiasso ha sbloccato il risultato è in fuorigioco. Tuttavia Roberto Mancini non teme le polemiche. "Se era fuorigioco, era molto difficile da vedere - afferma ai microfoni di Sky -. Per me l'arbitro ha fatto bene".

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Udinese - Juventus, pagella istantanea

HIGHLIGHTS
> Gol di Dossena, 1-0 (Video)
> Gol di Camoranesi, 1-1 (Video)
> Gol di Iaquinta, 1-2 (Video)

PAGELLA
Buffon 6.5
parte male, incerto sul gol e guarda un corner che va dritto sulla traversa. Quindi si scalda, e ritorna ad essere il più forte al mondo

Zebina 6 nel primo tempo è il migliore difensore, cala alla distanza e lascia troppi spazi sulla fascia
Legrottaglie 5.5 soffre la velocità di Di Natale e Quagliarella, ha delle colpe sul primo gol. Migliora alla distanza, ma non è il muro di qualche settimana fa
Chiellini 5 non buono il suo ritorno: approssimativo in molti interventi, usa troppo gomiti e braccia in area
Molinaro 5 non è giocatore da Juve, ha limiti tecnici evidenti e difficili da superare
Camoranesi 6 primo tempo mediocre, lento e abulico. Anche lui cresce alla distanza, meglio al centro che sulla fascia. Segna un gran gol di testa
Zanetti 6 meno bene del solito, recupera pochi palloni ed è meno lucido in fase di impostazione rispetto ad altre volte
Nocerino 4.5 prestazione disastrosa al centro, migliora leggermente sulla fascia. Incomprensibile il suo utilizzo in condizioni di forma così mediocri
Nedved 6 decisivo nell'azione del gol di Iaquinta, tanta quantità, meno qualità. Anche lui cresce nel secondo tempo
Trezeguet 5.5 non la becca mai, ma è al solito poco servito
Del Piero 6 gioca molti palloni, alternando ottimi numeri a gravi errori
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Iaquinta 6 segna il gol della vittoria e fa poco altro
Palladino 6 entra al posto di Nocerino, qualche discreta giocata
Sissoko s.v. gioca 5 minuti
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Ranieri 6 sufficienza solo per il risultato. La formazione iniziale è sbagliata, con un impresentabile Nocerino al centro e Sissoko in panchina. Nel secondo tempo sposta Camoranesi al centro e Nocerino sulla fascia (assurdo), quindi si decide a inserire Palladino, e alla fine anche Sissoko.

COMMENTO TECNICO
La formazione di Ranieri porta a casa 3 punti d'oro dalla trasferta di Udine, distanziando in classifica la Fiorentina e mantenendo le distanze con il Milan. Il risultato sta stretto all'Udinese, che probabilmente avrebbe meritato il pareggio, ma premia il carattere dei bianconeri, che sono ormai soliti raddrizzare nel finale situazioni difficili.
Partita a due facce. Nel primo tempo, Juve semplicemente orribile: l'Udinese passa in vantaggio con un gol di Dossena, che sfrutta una respinta imprecisa di Buffon su tiro di Quagliarella. Lo stesso Gigi ci fa tremare quando lascia che un corner si stampi sulla traversa. Sono gli unici errori della partita per il miglior portiere del mondo, che salverà il risultato in più di un'occasione. La difesa balla paurosamente: Chiellini è molto incerto, e usa la forza anche a sproposito, mentre Legrottaglie sembra in un periodo di appannamento di forma. Molinaro prova a spingere sulla fascia, ma i mezzi tecnici limitati lo frenano. Zebina a destra è autore di una buona prova, risultando spesso decisivo in fase di chiusura. I problemi sono a centrocampo, dove Nocerino non tocca letteralmente palla e Zanetti appare in difficoltà di fronte agli aggressivi centrocampisti friulani. Camoranesi e Nedved non incidono come dovrebbero, quindi Trezeguet e Del Piero non ricevono palloni giocabili. La prima mezz'ora è da incubo: almeno 3 occasioni da gol per l'Udinese, nessun tiro in porta per la Juve. La situazione si riequilibra nel finale di tempo, ma di fatto l'Udinese chiude meritatamente in vantaggio la prima frazione.
Nel secondo tempo, la Juve parte più decisa. Zanetti sale di tono, e anche Nedved sembra più pimpante, solo Zebina comincia a dare segni di cedimento fisico. Ranieri decide di trasformarsi in Tinkerman, e sposta Nocerino sulla fascia con Camoranesi centrale. Migliora il rendimento di Camoranesi, ma Nocerino sulla fascia sembra un pesce fuori dall'acqua. Decisive sono invece le due successive sostituzioni: Palladino per Nocerino, e Iaquinta al posto di Trezeguet. Palladino presidia la fascia destra, e Iaquinta fa il solito gran movimento, con Camoranesi regista centrale.
Il pareggio arriva su calcio d'angolo e gran colpo di testa di Camoranesi, mentre il gol del vantaggio è dell'ex Iaquinta, servito in verticale da Nedved. Nel finale entra pure Sissoko, che gioca una scampolo di partita. Da segnalare diversi episodi controversi che hanno visto come protagonista Chiellini, che ha utilizzato in modo troppo spregiudicato gomiti e braccia in fase di marcatura. Giorgione farebbe bene a darsi una regolata, in quanto giocando in questo modo rigori ed espulsioni gratuiti saranno inevitabili.
In conclusione, Ranieri torna da Udine con 3 punti pesanti ed una prestazione a luci ed ombre: primo tempo orribile, buon secondo tempo. Positivo il recupero di Buffon, da santificare per gli interventi salva risultato. Complessivamente negativa la prova della difesa, da rivedere quando Chiellini sarà al top della condizione. A centrocampo lo stato di forma pessimo di Nocerino impone il rapido inserimento di Sissoko, per aiutare uno Zanetti in calo di condizione.

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sabato 9 febbraio 2008

Udinese - Juventus, formazioni

(datasport.it)

Udinese (3-4-3): 22 Handanovic, 2 Zapata, 6 Coda, 24 Lukovic, 32 Ferronetti, 4 D`Agostino, 88 Inler, 8 Dossena, 83 Floro Flores, 27 Quagliarella, 10 Di Natale
A disp. 25 Chimenti, 21 Zapotocny, 17 Colombo, 23 Eremenko, 15 Isla, 86 Siqueira, 14 Candreva. All. Marino.

Juventus (4-4-2): 12 Belardi, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 8 Camoranesi, 22 Sissoko, 6 Zanetti, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 1 Buffon, 5 Zebina, 7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 30 Tiago, 20 Palladino, 9 Iaquinta. All. Ranieri.

Arbitro: Rocchi di Firenze.


Vigilia piena di dubbi per Ranieri, a causa dei molti infortunati in fase di recupero. In porta ballottaggio Belardi-Buffon, anche se il migliore portiere del mondo pare pronto. La riserva sarà comunque sciolta stasera, come dichiarato da Ranieri in conferenza stampa. In difesa Chiellini può giocare, ma non ha i 90 minuti nelle gambe, Zebina sta recuperando ma dovrebbe partire dalla panchina. Appare probabile l'impiego di Grygera a destra, con Legrottaglie e Chiellini centrali e Molinaro a sinistra. A centrocampo, Camoranesi non è ancora al top e si giocherà la maglia da titolare con Palladino. A fianco di Zanetti nel settore centrale ballottaggio Sissoko-Nocerino, con Nedved a sinistra. In attacco Trezeguet sarà affiancato da Del Piero o Iaquinta, che si avvicenderanno nel corso della partita.
Si ha quindi situazione di grande incertezza in tutti i reparti, e gli ultimi dubbi verranno risolti solo prima della partita.



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giovedì 7 febbraio 2008

"La Lazio non voleva battere l'Inter"

Sergio Cragnotti, intervistato da Goal.com, parla del controverso Lazio-Inter del 5 maggio 2002 regalandoci notevoli perle che aiutano a comprendere cosa sia realmente successo in quel finale di campionato. Ecco alcuni stralci delle sue dichiarazioni:
«La squa­dra nerazzurra si presentò all’Olimpico come si af­fronta una partita tra scapoli e ammogliati...»
«Ma vi ricordate l’Olimpico? Ottantamila tifosi ne­razzurri, eppure almeno quarantamila erano della Lazio. Tifavano tutti per la squadra di Moratti, an­che la nostra curva, tanto noi avevamo staccato la spina e con loro eravamo gemellati. L’Inter non era concentrata, altrimenti avrebbe vinto senza sforzo»
«Intuii che c’era qualcosa di strano nella mezz’ora precedente la partita. Vidi Moratti, sua sorella Be­dy e Tronchetti Provera arrivare all’Olimpico sen­za tensione. Erano euforici, abbracciavano tutti co­me se avessero già vinto. Va bene che quella Lazio era poca cosa, ma poi sul campo bisogna correre e segnare. Alla fine evitai di andare a salutarli, ero imbarazzato, non avrei saputo cosa dire. Perdere quello scudetto e quella partita era impossibile»
Lei aveva sentito Moratti alla vigilia? «Sì, avevamo un grande rap­porto: quella settimana parlam­mo solo di Nesta, l’Inter era in­teressata al giocatore. Nessun accenno alla partita. Rimandammo la trattativa».

Davvero interessante l'intervista di Cragnotti, in particolare il finale. Secondo l'ex presidente della Lazio, l'Inter parlava di calcio mercato con la Lazio la settimana precedente l'ultima giornata di campionato, addirittura si parlava del giocatore più importante della rosa laziale, Alessandro Nesta. E guarda caso, la Lazio si presenta a quella partita "con la spina staccata" (parole di Cragnotti). Penso che siano state aperte indagini federali per molto meno.

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Una banda di piangina e finti tonti

"Il 5 maggio se non ci fosse stata quella banda di truffatori, avremmo vinto con qualche punto di vantaggio".

Giuliano... Fabio... Emanuele... e questa la chiamate professionalità? Perché non avete dossierato anche la Roma? A sentire il vostro committente, del complotto era parte anche lei!

"Sentire 'banda di truffatori' nei confronti dell'allenatore che poi ha contribuito a vincere i Mondiali di calcio e a giocatori come Buffon, Pessotto, Ferrara, Brindelli, Del Piero, Nedved francamente non capisco. Lo abbiamo vinto sul campo quello scudetto".

Esattamente come quelli del 2004-2005 e del 2005-2006, più o meno con gli stessi giocatori. Ma che pretendiamo, questo è pagato per fare lo gnorri. E per fortuna che esiste Internet.

"Il presidente bianconero finge di non capire, la sua frase tira in ballo onesti professionisti(come Buffon, Del Piero e Lippi) che nulla hanno a che vedere con la banda di truffatori a cui mi riferivo".

L'avrà capito perfino la Melandri, a chi ti riferivi: alla dirigenza più efficiente e vincente della storia della Juve, forse della storia del calcio, onesti professionisti di cui una banda di piangina e finti tonti può solo sperare che la giustizia penale provi colpe che finora nessuno ha dimostrato.


Legrottaglie attacca, Moratti tace . 06/02/2008 ore 23:16
I veri difensori della Juve: Legrottaglie e i tifosi su Internet (Video Ansa)
mercoledì 6 febbraio 2008

Orgoglio Juve

«In un momento come questo sono più che mai convinto che il silenzio sia d'oro per persone con ruoli così importanti come il mio e quello di Moratti. Però, se mi chiedete di commentare la frase 'banda di truffatori' allora vi dico che la Juventus lo scudetto del 2002 lo ha vinto sul campo e non capisco perché ingiuriare il tecnico di quella squadra, che è anche il ct campione del mondo in carica, oltre a giocatori come Buffon, Del Piero, Ferrara, Birindelli o Pessotto che ne facevano parte». (Giovanni Cobolli Gigli)

«Il presidente Moratti ha sollevato dubbi sul nostro scudetto vinto nel 2002 a Udine? E allora tiri fuori le prove, altrimenti quello che dice non serve. Il presidente dell'Inter ha avuto tante cose dalla vita e dal calcio ma dopo aver imparato a perdere, non ha ancora imparato a vincere... altrimenti il tutto serve solo a seminare polemiche e tensioni di cui non si sente proprio il bisogno. E poi i nostri scudetti io e i miei compagni ce li siamo meritati sul campo. Anche i giocatori dell'Inter sono d'accordo. Evidentemente solo Mancini la pensa in modo differente». (Ciro Ferrara)

«Si cade sempre sui soliti discorsi, prima si parla di migliorare il calcio, poi si fanno dichiarazioni che portano allo scontro verbale e generano astio tra le tifoserie. Purtroppo c'è tanta ambiguità, ma la verità è che la Juve di allora era imbattibile e quando una squadra vince sempre è normale che vengano fuori certe polemiche. Tra un po' capiterà anche all'Inter di essere la più odiata, perché è la squadra da battere, come la Juve di cinque anni fa». (Nicola Legrottaglie)

«Penso che le parole del nostro Presidente delineino una differenza sottile tra juventini e interisti. Decidere di non rispondere sul piano polemico per ricordare a tutti da quali giocatori e tecnici fosse composta quella Juventus che vinse lo scudetto ha un preciso significato: ricordare cos’è il calcio. Il calcio è una storia di uomini che si guadagnano sul campo i risultati e di tifosi che godono e soffrono. Il calcio non è guerra, né sotto forma di polemica né tantopiù reale, anche se qualcuno finge di dimenticarlo nonostante questo sia un Paese dove succedono tragedie in nome del pallone. Il calcio non è rileggere il passato a proprio piacimento, in modo da giustificare i propri fallimenti (ci tolgano pure tutti gli scudetti: l’Inter ne guadagnerebbe ben pochi perché non arrivava neanche seconda, neanche per quello assegnatogli a tavolino era riuscita a piazzarsi immediatamente di noi). Il calcio non è offesa gratuita al lavoro di persone che hanno vinto un titolo mondiale, fra l’altro in compagnia di chi – come Materazzi – esprime agonismo e fede interista al massimo livello e ha conosciuto in azzurro da validissimo compagno tanti nostri bianconeri. Il calcio è passione per il gioco e nessuna parola può cancellare quella che esprime la Juventus da sempre. Il calcio è il piacere di tanti derby d’Italia, di Juventus-Inter come sfida che racchiude un enorme fascino, compreso le gare di quest’anno, per le quali abbiamo gioito e patito, come si fa nello sport. Il calcio è la Juventus, come testimoniano 110 anni di verdetti sportivi. Tutto il resto, mi viene da dire, è noia e non merita molti altri commenti. Se non che alle parole di Giovanni Cobolli Gigli io inserirei una piccola postilla: il silenzio è d’oro ed il silenzio è anche l’albo d’oro. Imparare ad accettarlo costa fatica (lo sappiamo noi, che ci hanno fatto perdere anche quando abbiamo vinto), ci provino anche gli altri per i quali oggi – da squadra leader – dovrebbe essere molto semplice». (Paolo Rossi, su Juventus Member)

«Basta. I tifosi juventini ne hanno abbastanza. Non passa giorno senza che l’esimio sig. presidente dell’Inter Massimo Moratti non provveda a gettare fango sulle vittorie ottenute dalla Juventus in passato. Anziché godersi i successi attuali della sua squadra dopo un ventennio di magre figure, il suo chiodo fisso, quasi un ‘ossessione, resta la Juventus e le sue tante vittorie. L’ultima esternazione farneticante di Moratti riguarda il famoso scudetto del 5 maggio, che a suo dire la Juve conquistò grazie alla “banda di truffatori” che la dirigeva. A questo punto qualcuno dovrebbe ricordare al sig. Moratti che in quella circostanza alla sua squadra, per conquistare lo scudetto, era sufficiente vincere contro una Lazio che nulla aveva più da chiedere al campionato. E altresì dovrebbero ricordargli che in quella partita, giocata in uno stadio olimpico in cui anche i sostenitori laziali tifavano per lo scudetto ai nerazzurri, l’Inter andò per ben due volte in vantaggio, riuscendo nella titanica impresa di perdere comunque per 4-2. Si riguardi quella partita caro sig. Presidente e osservi le “prodezze” del suo Vratislav Gresko…Capirà che non è giusto cercare responsabilità altrove o favoleggiare su “bande di truffatori” che Le avrebbero sottratto lo scudetto. Faccia un po’ di autocritica e se la prenda con i suoi giocatori, incapaci di reggere la pressione nella partita decisiva. Per onor di cronaca è giusto ricordarLe che al termine di quel campionato l’Inter si piazzò al terzo posto, scavalcata anche dalla Roma…Per i fatti di calciopoli la Juve e i suoi tifosi hanno pagato e stanno ancora pagando duramente, ben oltre le eventuali colpe della vecchia dirigenza. Due scudetti le sono stati tolti, è stata retrocessa in serie B ed ha dovuto assistere alla diaspora di tanti campioni. Adesso la Juve pretende rispetto. Sig. Moratti, abbia il buon gusto di non ergersi continuamente a simbolo dell’onestà e della purezza. Non ne ha nessun titolo. Pedinamenti di giocatori, dossier commissionati ad investigatori privati, le intercettazioni ad hoc della Telecom di Tronchetti Provera, uno scudetto assegnatole a tavolino dal suo amico Guido Rossi ex componente del CDA interista, bilanci artefatti….Per non parlare del “pregiudicato” Lele Oriali, che patteggiò la pena per aver contraffatto il passaporto di Recoba e che continua a lavorare nell’Inter. No, davvero lei Sig. Moratti non può dare lezioni di moralità a nessuno. Tanto meno può darle alla Juventus, che in 110 anni di storia gloriosa ha dato lustro al calcio italiano. Per anni Lei ha dimostrato di non saper perdere, adesso sta dimostrando di non saper neanche vincere. Pensi alla sua squadra ed eviti di denigrare continuamente e di sminuire i successi ottenuti dagli altri, grazie alla loro competenza e professionalità. Da più parti si chiede di abbassare i toni e di non gettare benzina sul fuoco delle polemiche. Cominci Lei sig. Moratti a dare il buon esempio, riconoscendo i giusti meriti a chi in passato è stato capace di batterla sul campo. Lo chiedono i tifosi juventini, stanchi delle sue continue esternazioni astiose e provocatorie e stanchi anche del silenzio perenne della dirigenza bianconera che anziché tutelare il nome della Juventus dai continui attacchi, si distingue per immobilismo e inerzia in nome di uno stucchevole fair play. A nostro avviso “fair play” non vuol dire tapparsi le orecchie e gli occhi e fare finta di niente. Fair play vuol dire agire con misura e buon gusto, ma anche con fermezza, quando la situazione, come in questo caso, lo impone». (Staff di J1897.com)

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Non fate sonnecchiare il romanista che dorme...

Passata l'euforia del posto Champions 2006-2007 agguantato a tavolino grazie all'avvocato di Geronzi Drive Red, presa coscienza dell'impossibilità di competere per lo scudetto contro la più amata dagli arbitri italiani, anche a Roma iniziano a fare 2 + 2...



Tutto giusto, tranne un dettaglio: nelle intecettazioni non mancano solo le telefonate dell'Inter, ma anche quelle di un'altra importante società, partecipata da un istituto bancario capitolino.Vero, avv. Drive Red?
martedì 5 febbraio 2008

Realtà virtuale

La Gazzetta dello Sport pubblica oggi la classifica virtuale al netto delle moviole della domenica, ed emerge un dato clamoroso: la Juventus sarebbe in testa alla classifica, con Inter e Roma in scia, ed il Milan in piena lotta per lo scudetto:

Classifica reale:
Inter 53 punti; Roma 45; Juventus 41; Fiorentina 37; Udinese 33; Milan 33; Atalanta 29; Sampdoria 28; Genoa 28; Palermo 28; Napoli 27; Catania 23; Lazio 23; Torino 21; Livorno* 21; Siena 20; Parma 19; Reggina 18; Empoli 16; Cagliari 14.

Classifica virtuale:
Juventus 48 punti (+7); Inter (-8) e Roma 45 (0); Milan 41 (+8); Fiorentina 36; Atalanta 33; Palermo, Sampdoria e Udinese 28; Napoli 27; Genoa 26; Reggina 25; Lazio 24; Livorno 23; Catania e Siena 21; Parma 19; Torino 18; Cagliari 16; Empoli 15.

Sempre oggi, l'Osservatorio sugli errori arbitrali nel calcio (condotto da Make Tailored Advertising, società specializzata nel marketing dello sport) evidenzia come gli errori arbitrali nelle situazioni limite avrebbero falsato il 52% delle partite, spostando ben 156 punti in classifica. Le squadre più penalizzate sarebbero la Juventus (-13 punti), il Milan (-7), la Lazio (-5), e la Reggina, che si ritroverebbe con addirittura 12 punti in meno del dovuto. Gli arbitri avrebbero invece favorito l'Inter (+6).
Si può notare come, aldilà delle discrepanze sui numeri dovute alle differenti metodologie di indagine, le tendenze individuate siano comuni alle due inchieste: Inter nettamente favorita, Juve e Milan danneggiate pesantemente.

Personalmente, ho sempre considerato inopportune e discutibili queste classifiche virtuali, in quanto depurare la classifica reale dagli errori arbitrali è un procedimento necessariamente approssimativo. Nel caso della Juventus, si può sicuramente dire che il gol ingiustamente annullato a Iaquinta a Parma ha privato la squadra di 2 punti sicuri, in quanto il gol è arrivato a tempo scaduto. Al contrario, i due rigori inventati da Bergonzi a favore del Napoli hanno talmente falsato la partita da renderla non valutabile, non sarebbe giusto affermare che in quel caso i bianconeri siano stati derubati di 2 o 3 punti.
In generale, non sarebbe corretto affermare che senza errori arbitrali la Juventus sarebbe in lotta per lo scudetto. L'Inter ha senza dubbio un organico migliore, in grado di vincere il campionato senza problemi. Tuttavia, la massa impressionante di errori arbitrali, non uniformemente distribuiti, di fatto rende falsato questo campionato. Anche senza l'intervento della "banda di truffatori" guidata da Luciano Moggi e Antonio Giraudo.

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lunedì 4 febbraio 2008

Il bue dice cornuto all'asino

Ha suscitato grande scalpore l'ultima uscita di Massimo Moratti, indiscusso leader del Partito dell'Onestà, movimento che non mi meraviglierei di trovare sulla scheda elettorale per le prossime elezioni.
Intervistato da Sky prima di Inter-Empoli, Moratti spara a zero contro i ben noti malfattori che per anni gli hanno impedito di vincere tutto in Italia e in Europa. In particolare, il presidente dell'Inter FC (quella che ha venduto pure il marchio) ritorna su una delle sue ossessioni, il 5 maggio 2002, con queste delicate parole:

«il 5 maggio (2002) se non ci fosse stata quella banda di truffatori, avremmo vinto con qualche punto di vantaggio».

Mi hanno colpito in particolare l'uso del termine truffatori, e la sicurezza morattiana di poter ottenere una facile vittoria se non ci fosse stata la Cupola moggiana. Ricordando bene i fatti, ma confuso dalle certezze di Moratti, ho cercato conferma su Internet alle tesi dell'Onesto per eccellenza.
Mi sono affidato a Wikipedia, che riporta un breve ma esauriente resoconto dello svolgimento dei fatti del famoso 5 maggio 2002:

Se per i giallorossi le speranze erano ormai flebili, la Juve impegnata sul campo dell'Udinese già salva sperava in un regalo della Lazio, che a Roma sfidava l'Inter. Allo stadio Olimpico l'ambiente era però ottimale per i nerazzurri dato che la stessa tifoseria biancoceleste, un pò per gli stretti rapporti d'amicizia coi meneghini, un pò in odio alla Vecchia Signora, era chiaramente disposta a sacrificare l'ingresso in zona Uefa pur di vedere vanificati gli sforzi dei bianconeri, che già dopo 10 minuti di gioco avevano risolto la loro pratica con i gol del capocannoniere David Trezeguet e del capitano Alessandro Del Piero. Quando l'Inter andò in vantaggio per la seconda volta nel primo tempo - dopo una rete laziale - tutta Italia credette di assistere ad un copione scontato. Ma accadde l'imponderabile: dapprima arrivò la seconda rimonta laziale, poi addirittura nella ripresa i nerazzurri crollarono sotto i colpi dei biancocelesti e la gara finì 4 a 2. A Udine scoppiò così la grande festa per il 26° scudetto bianconero, uno dei più sofferti e inattesi. Con la contemporanea vittoria della Roma, l'Inter finì addirittura terza, lasciando l'ambiente nerazzurro tra le lacrime e nello scoramento per un obiettivo inseguito 13 anni ed ancora una volta sfuggito.

In sostanza, le truppe nerazzurre riescono a perdere lo scudetto pur giocando in trasferta con la tifoseria di casa che tifa per loro, contro una Lazio totalmente demotivata, e finiscono addirittura terzi dietro la Roma. Viene quindi facilmente smontata la prima tesi del signor Moratti, infatti se anche ci fosse stato imbroglio sarebbe la Roma a doversi lamentare, non l'Inter.
Passiamo ora alla "banda di truffatori". Ho cercato inutilmente per tutta la giornata condanne penali a carico di dirigenti juventini. Non ne ho trovate. Nel caso fossi stato negligente in questa ricerca, e avessi dimenticato qualcosa, siete tutti invitati a mandarmi una e-mail, sarò lieto di correggere l'errore. Tuttavia, durante la mia meticolosa ricerca tra gli scandali del calcio italiano mi sono imbattuto in questa vecchia notizia, tratta da una fonte notoriamente imparziale, la Gazzetta dello Sport:

UDINE, 25 maggio 2006 - Il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi, ha accolto la richiesta di patteggiamento dell'attaccante uruguayano dell'Inter, Alvaro Recoba, e di Gabriele Oriali, responsabile dell'area tecnica della società nerazzurra, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione. I patteggiamenti sono stati definiti nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che invece, nella realtà, non avevano antenati in Europa. Nell'inchiesta, divisa in vari filoni, sono coinvolte 31 persone, fra le quali 12 calciatori. Oltre al concorso in falso per l'assenza di antenati in Europa, a Recoba e Oriali l'accusa contesta il reato di ricettazione relativo alla patente italiana ottenuta dal calciatore uruguayano, che faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della Motorizzazione di Latina.

Per chi volesse saperne di più, il nostro Dr. Zoidberg ha scritto un articolo che descrive bene la vicenda del passaporto di Recoba.
Non avendo un background giuridico, rimango stordito davanti al termine "ricettazione". Non mi sembra una cosa grave, non può esserlo, trattandosi di persone di specchiata Onestà, ma non so di cosa si tratti, quindi chiedo soccorso anche in questo caso a Wikipedia, da cui cito testualmente:

La ricettazione è un istituto giuridico, disciplinato dall'art. 648 del Codice Penale, che punisce chiunque, fuori dai casi del concorso nel reato, al fine di procurare a se od ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta, denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto (tipicamente, da un furto).
La fattispecie criminosa in questione unisce penalmente anche il soggetto che in qualsiasi modo interviene, anche come semplice intermediario nel negozio di acquisto di cose provenienti dal delitto, od a qualsiasi titolo interviene nel loro occultamento.
La sanzione prevista dall'art. 648 del Codice Penale è quella della reclusione da 2 ad 8 anni congiunta alla multa da 516 € ad 10329 €.
A discrezione dell'Organo Giudicante, nell'ipotesi la fattispecie criminosa sia di lieve entità, è irrogabile al colpevole la pena prevista dal II comma dell'art 648 che, decisamente più tenue, prevede la reclusione sino a sei anni e la multa fino a 516 €
Il presupposto materiale per la commissione di tale reato è che anteriormente ad esso sia stato commesso un altro delitto (il reato presupposto) al quale però il ricettatore non abbia in alcun modo partecipato.
Il soggetto attìvo della ricettazione può essere chiunque, escluso l'autore del delitto presupposto e naturalmente la vittima del delitto precedente.

Scopro quindi che si tratta di un reato grave. Solo il patteggiamento ha consentito a Oriali e Recoba di limitare i danni a 6 mesi di reclusione, sostituiti da un'ammenda. Mi pare superfluo ricordare come Oriali ricopra ancora oggi la carica di direttore sportivo dell'Inter, e Recoba abbia continuato per anni a giocare nella stessa squadra nonostante la condanna.
La lettura dell'intervista di Moratti a Sky e di questo materiale relativo a Passaportopoli hanno ispirato il titolo del mio post: il bue dice cornuto all'asino. Mai proverbio è stato così appropriato per descrivere una situazione così paradossale.

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L'ottava meraviglia

"ERRORE TECNICO, PROVOCATO DALLA INADEGUATA ESPERIENZA AD ARBITRARE PARTITE DI SERIE A".
Con questa frase, addetti ai lavori, stampa specializzata, critici televisivi e semplici appassionati, hanno definito l'ennesimo calcio di rigore inesistente accordato all'Inter in questa stagione.
Come paiono lontani i tempi in cui, per un calcio di rigore (dubbio) accordato alla Juventus, venivano gettate in pasto al pubblico tv e a quello lettore della carta stampata, terminologie come: "Sistema Moggi", "Cupola", "Campionato falsato" e chi più ne ha più ne metta.
Oggi no! Oggi è solo frutto di disantezzioni, inadeguatezze, errori tecnici, ma sempre e comunque senza malafede, e sopratutto senza quella sudditanza psicologica tanto usata nei confronti della squadra più forte del torneo.
Siamo arrivati con ieri all'ottavo calcio di rigore assegnato alla squadra neroazzura, quella squadra definita in questo Blog, la più completa tecnicamente e la più attrezzata del torneo di serie A.
Ma tutto ha un limite.
Premesso che i limiti fanno anche parte di chi insegue l'armata di Mancini, ieri la Roma (seconda in classifica) è stata travolta a Siena (3-0), la Juventus (terza) è stata costretta al pareggio interno contro l'ultima in classifica, il Cagliari, mentre la quarta forza del torneo, la Fiorentina, è stata sconfitta in casa da una magia a pochi minuti dal termine dal nuovo fenomeno (diciottenne) approdato nel nostro campionato, Pato, e dalla rincorsa ad un posto utile per la Champion's del Milan.
Detto questo, e valutando come mediocre il livello qualitativo di questo torneo, avendo altresì più volte evidenziato come l'Inter non avrebbe comunque bisogno di "aiuti" per aggiudicarsi questo scudetto, sorge spontaneo un dubbio: "senza almeno sei, di quei otto calci di rigore, peraltro inesistenti, e con almeno la metà assegnati alla squadra avversaria di turno (vedi contro la Juventus, il Parma, l'Empoli e il Milan) quanti punti avrebbe la squadra più forte del torneo?"
E parlando proprio delle avversarie: "se fossero stati assegnati alcuni calci di rigore solari, e non assegnati contro dei calci di rigore inesistenti (Napoli-Juventus per rendere l'idea), quanti punti avrebbero in più le inseguitrici?"
E sopratutto: "visto che gli scivoloni in questo campionato sono all'ordine del giorno (vedi appunto Roma e Juventus ieri, ndr), possibile che, grazie a questi episodi, l'Inter non sia mai caduta, trovandosi ad oggi con un divario importante dalle inseguitrici?"
Come accennato prima, tutto ha un limite.
Nell'era "Triade", quella vincente dei dodici anni in bianconero, uno studio di statistiche, ha analizzato, nel caso specifico dei calci di rigore, con dati alla mano, l'orientamento arbitrale che si è consumato nel periodo nel quale il principale protagonista di Calciopoli, Luciano Moggi, avrebbe condizionato l'intero sistema calcio nel nostro Paese.
Quello che è emerso è sconcertante:
Nella classifica rigori assegnati a favore per campionato, in testa alla classifica (analizzando le ultime 12 stagioni e facendo la media per campionato), si ritrova sorprendentemente il Brescia (8,1), il Milan è secondo (7,7), Juve ed Inter quasi appaiate (rispettivamente 6,8 - 6,6) molto più indietro. Squadra meno “simpatica” agli arbitri risulta la Reggina (4,8).
A questo si è voluto approfondire la ricerca; ci si è quindi domandati se le classifiche possano cambiare se isoliamo i soli rigori trasformati che sono stati decisivi per l’esito delle partite.
Stranamente nella classifica dei rigori a favore le grandi squadre risultano penalizzate, eccetto il Milan (2,9) primo in questa classifica, mentre la Juventus si trova addirittura al 10° posto, in comproprietà con la Roma, con 2,3 rigori decisivi a campionato.
Dalle classifiche precedenti si notano differenze minime tra le grandi squadre ma mediamente si nota che le grandi squadre hanno più rigori a favore e meno rigori contro rispetto alle piccole squadre. Si è cercato quindi di comprendere quanto ciò dipenda dal maggior valore, rispettivamente, degli attacchi e delle difese delle squadre che vanno per la maggiore. E' stato quindi calcolato quale sia l'incidenza dei rigori nel totale dei gol segnati e subiti squadra per squadra.
Dei 717 gol segnati dalla Juventus nei dodici campionati analizzati, l'incidenza di rigori, sugli stessi gol realizzati è pari a 0,088.
Ci sono due considerazioni generali che sembrano emergere da questi numeri.
La prima è che lo scostamento nella concessione di calci di rigore a favore o contro, tra le maggiori squadre (Juventus, Inter, Milan, Roma ecc.), è talmente ridotto (differenze inferiori ad 1 rigore per campionato) da non poter costituire un elemento a favore dell’ipotesi di orientamento delle decisioni arbitrali verso una squadra, anche perché risulta difficile considerare tale scostamento decisivo nell'esito di un campionato.
La seconda è che i numeri non individuano nessuna polarizzazione della concessione dei rigori, della quale spesso si parla, nei confronti delle squadre più forti.L’unica vera particolarità riscontrata è che quando le grandi squadre giocano tra di loro sembra esserci una concessione meno frequente di rigori, questo a prescindere dalla squadra coinvolta.
Le tabelle e i dati sono consultabili qui.
Nonostante questi dati, si è sempre letto su giornali specializzati, e sentito in programmi sportivi, di un condizionamento da parte della Juventus e dei suoi dirigenti verso il mondo arbitrale, e non si è mai parlato di errori tecnici o di mancanza di esperienza.
Daltronde, nei processi di Calciopoli (considerati dai più illustri giudici, giornalisti e addetti ai lavori, come autentici aborti giuridici), non si è mai evidenziato nessun illecito che abbia potuto incidere sull'andamento di un solo campionato, le parole espresse durante la sentenza di primo grado echeggiano ancora come un processo da Santa Inquisizione (Enzo Biagi edit), "abbiamo ascoltato il volere della gente e l'opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio".
La definizione grottesca di una "classifica che si altera senza alterare alcuna gara" rimarrà nella memoria del tifoso juventino per molto, molto tempo.
E all'indomani delle dichiarazioni di Moratti, e dell'ennesimo, inesistente, calcio di rigore assegnato all'Inter, non una sola parola su di un'eventuale "sistema" o "cupola" che sia.
Come è strana la vita a volte, la società che si è professata per anni vittima di un ipotetico sistema che le avrebbe tolto la possibilità di competere per la vittoria finale, oggi si ritrova ( con ancora la metà del torneo da giocare) con più calci di rigore (inesistenti) ed episodi a favore (molteplici), di quanti ne ebbe a suo tempo, dati alla mano per l'intera stagione, la squadra e la società definita "banda di truffatori".
La conclusione dovrebbe essere degna di una logica, e io questa logica non riesco proprio a trovarla.
Per dodici lunghi anni la Juventus di Giraudo, Moggi e Bettega, dominò il calcio italiano, avendo a disposizione gli stessi episodi (calci di rigore e varie) delle altre cosidette "grandi", per conseguire la vittoria finale, ma nonostante questo fu processata, smantellata, mandata in serie B e "rapinata" di due scudetti per la farneticante conclusione di avere commesso un illecito ambientale ( il giudice DeBiase citò: "l'illecito ambientale non è un reato contemplato in nessun codice, a meno che non si parli di inquinamento atmosferico, in questo processo non ci sono tracce di illecito, nè di denaro o di assegni, e ancor meno di arbitri venduti o compiacenti").
Mentre oggi, con una netta differenza di episodi, a favore e contro, tra le cosidette "grandi" del nostro calcio, si parla di "errori tecnici", di "inesperienza".
Io in tutto questo non ci trovo logiche.

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