giovedì 31 gennaio 2008

Lettera a BadoglioGigli e al tennista nasone.

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Gentili Signori,

Inter e Milan sono stati prosciolti dall'accusa di falso in bilancio perche' il fatto non costituisce reato.

Mi chiedo allora, se il fatto non costituisce reato, perche' la Procura di Torino continua a spendere soldi MIEI e NOSTRI per indagare sui bilanci della Juventus (peraltro chiari e limpidi al confronto delle fogne contabili di Milano) quando sanno bene che non possono condannare nessuno?

O devo pensare che la LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI e che per noi faranno la solita eccezione inventandosi un nuovo reato amministrativo del tipo "e' possibile alterare i bilanci senza alterare le scritture contabili"?

Oppure magari darci qualche punto di penalizzazione perche’ “e’ vero che i bilanci della Juventus sono corretti ma abbiamo dovuto seguire il sentimento popolare che li giudicava falsi e manipolati”

Povera Italia.
Povera Juventus.

A questo punto mi sorgono molti dubbi....

Perche’ una squadra che ha 400 milioni di debiti a livello consolidato deve essere additata nel Paese come un modello di serieta’, onesta’ e organizzazione pur avendo tra i suoi dirigenti dei pregiudicati per ricettazione ed utilizzo di documenti falsi?

Perche’ La Juventus non puo’ vendersi il marchio, scorporare societa’, fondere, scindere, creare plusvalenze fittizie grazie a perizie contabili compiacenti, farsi da sola le politiche fiscali decidendo come, se e quando pagare l’IRAP?

Perche’ dobbiamo continuare a chiedere a Birindelli di infangare la sua dignitosa carriera quando potrebbe tranquillamente ormai tagliare il prato a Vinovo?

Quale estremo sentimento masochistico ci impone di “non disturbare” troppo il cammino dei puri, degli onesti, dei “santi”?

Perche’ al nostro “capezzale” ci deve essere solo spazio per la moderazione, il distacco, la deferenza, il basso profilo e il minimalismo nei pensieri e nelle azioni?

Perche’ NON POSSIAMO piu’ dire “SIAMO LA JUVENTUS” e siamo costretti a dire che “ERAVAMO LA JUVENTUS”?

Perche’ sono costretto ad accettare Ranieri che si mostra sorridente alle TV dopo una sconfitta ribadendo che lui “si accontenta” e che “siamo una neopromossa e veniamo dalla B”???

Perche’ se, come dite, volete tagliare i ponti col passato, fate di tutto, adesso, per farcelo rimpiangere?



p.s. Anche LA STAMPA, giornale di “famiglia” oggi ci prende per i fondelli. Definisce la vittoria dell’Inter sulla Juventus “un gioco da ragazzi” sfruttando un doppio senso fin troppo scontato ed oserei dire dozzinale.

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mercoledì 30 gennaio 2008

Juventus - Inter Brand s.r.l., pagella istantanea

Belardi 5 insicuro in ogni intervento, condiziona la difesa in negativo
Birindelli 3 ex giocatore, ponete fine alle sue e alle nostre sofferenze
Legrottaglie 5.5 discreta prestazione, ma è troppo statico sul gol di Balotelli
Stendardo 6 il migliore della difesa, entra nell'azione del gol di Iaquinta
Molinaro 5 buona partenza, poi si spegne e non fa più nulla
Salihamidzic 4.5 tanto agonismo, zero qualità
Zanetti 6.5 sempre positivo, anche contro avversari fortissimi. Da Nazionale
Nocerino 4.5 Antonio, guarda Vieira e impara, se riesci
Nedved 4 partita negativa, e gol incredibile sbagliato
Iaquinta 6 sufficienza per il gol e tanto impegno, ma poca qualità
Del Piero 6.5 è l'unico vero giocatore di calcio (nel senso nobile del termine) che abbiamo
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Camoranesi 2 si vergogni. Da multare pesantemente
Palladino 5 entra ma nessuno se ne accorge
Trezeguet 6 solo una prodezza di Toldo gli impedisce di segnare
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Ranieri 4 ha molte attenuanti, ma la figuraccia di questa sera è ingiustificabile. Mette in campo una squadra mediocre in tutti i reparti, tutta agonismo e zero qualità. La sconfitta casalinga con la terza squadra dell'Inter è il punto più basso della sua gestione

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Lucianone va da Chiambretti

PARTE PRIMA

Dove Lucianone nostro, citando Sandulli, dimostra che Farsopoli è stata una "rivoluzione farlocca"; di come il "giovane che avanza" Matarrese conosca bene le "mele marce"; di come le intercettazioni siano state strumento di persecuzione mediatica; di come il teorema della "sudditanza psicologica" dell'era Triade non trovi corrispondenza nei dati statistici; di come Guido Rossi abbia ammesso di essere stato chiamato solo per far fuori qualcuno; dell'alluvione di Perugia come paradigma del potere della Triade; della presunzione d'innocenza che Cannavò ignora e delle schede telefoniche che Cannavò inventa; del sordomutismo dell'Inter e del ruolo di Telecom; dei colloqui proibiti con Secco e degli squalificati ammessi al mercato; della considerazione dei tifosi bianconeri per Lucianone; dei rapporti pericolosi fra Moratti e Tavaroli; di come un indossatore, recente ospite a Controcampo, sapesse di Calciopoli prima del tempo.





PARTE SECONDA

Dell'agenda telefonica mentale del Direttore; della sua memoria fotografica per i piedi; l'irruzione in scena di un Ibra in versione drag queen; della mancanza di consapevolezza di sé dell'Inter o dell'arte del gufare; dei colloqui proibiti con Cairo e della sciagurata cocciutaggine di costui; di come, secondo Padovan, il sistema calcio tuttora incentivi il condizionamento arbitrale; della solidarietà di Tonino Carino per il "tiro al piccione"; di come il tenero ascolano rilevi che le quercie, dopo gli scuotimenti del tornado, siano tornate dritte.





Putroppo, sul sito di La7, non ho trovato il brano chiave della puntata: la drag queen che cantava l'inno dell'Inter. Devo avere quel filmato al più presto, che qualcuno mi aiuti! Abbiamo a che fare con una vera e propria allegoria: un travestito da donna che canta la canzone dei travestiti da onesti. La gente deve sapere!

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Poche idee, ma confuse

Deschamps avrebbe voluto prendere Sissoko.
Arriva Ranieri: macché Sissoko, prendiamo Tiago.
Si compra Tiago.
Dopo pochi mesi, sempre Ranieri: che me ne faccio di Tiago, voglio Sissoko.
Si compra Sissoko e si cerca di sbolognare Tiago.
Ovviamente, Tiago e Sissoko sono due giocatori completamente diversi.

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L'ultimo regalo di Giraudo.

Dopo Cristiano Zanetti, ultimo regalo di Luciano Moggi ai tifosi juventini, che ad oggi e' il miglior centrocampista italiano, anche Antonio Giraudo ha fatto l'ultimo regalo agli azionisti e ai tifosi della Juventus.
Leggiamo il comunicato ufficiale della Reuters:

09:55 30Jan08 RTRS-Juventus, Mediaset esercita diritti opzione per campionato MILANO, 30 gennaio (Reuters) - Mediaset ha esercitato i suoi diritti di opzione relativi alla trasmissione delle partite di campionato e di un trofeo amichevole, dice in una nota la Juventus . "A seguito dell'esercizio dei diritti di opzione i contratti in essere si estenderanno alla stagione sportiva 2009/2010 con un corrispettivo a favore di Juventus per tale stagione di 112 milioni, che sarà corrisposto in rate mensili secondo competenza economica". I diritti di opzione erano stati acquistati il 23 dicembre 2005.

Il grande lavoro della migliore dirigenza di tutti i tempi continua a far sentire i suoi effetti.
La lungimiranza e la bravura con cui portavano avanti i loro progetti avevano evidentemente spaventato qualcuno.....

A loro andra' la nostra riconoscenza, che restera' viva nel tempo, insieme alla speranza di rivederli di nuovo tutti e tre insieme sul ponte di comando.

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domenica 27 gennaio 2008

L'evidenza dei fatti...

Campionato di serie A 2007/2008 - Prima giornata di ritorno.

CLASSIFICA DEI MARCATORI
Prime tre posizioni:

Trezeguet 15 reti
Ibrahimovic 13 reti
Mutu 13 reti


Senza contare DelPiero 9 reti e Zalayeta 7 reti.

Eppure qualcuno continua a dire che Moggi comprava la partite.
Io direi piuttosto che comprava i giocatori.
NON LE PIPPE.

Ah caro Caccavò, quanto ti costa pubblicare la classifica dei marcatori...

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Livorno - Juventus, pagella istantanea

> Gol di Trezeguet 0-1 (Video)
> Gol di Del Piero 0-2 (Video)
> Espulsione di De Vezze (Video)
> Gol di Trezeguet 0-3 (Video)
> Gol di Bogdani 1-3 (Video)

Belardi 6.5
un bell'intervento nel primo tempo, sempre sicuro

Salihamidzic 6 bene in fase di spinta, meno quando deve contenere
Legrottaglie 6.5 una sicurezza al centro, anche se poco impegnato
Grygera 6 discreta prova contro avversari inconsistenti
Molinaro 6 luci e ombre: qualche buona chiusura, molto rozzo tecnicamente
Palladino 5 primo tempo disastroso, sale nel secondo. Non è adatto al ruolo
Zanetti 7 grande incontrista, buon regista. E' il metronomo della squadra
Nocerino 6 partita decorosa, ma nulla di particolare. Vediamo se Sissoko aggiungerà qualcosa al reparto
Nedved 5.5 partita scialba, sia sulla fascia che quando si accentra
Trezeguet 8 due gol e molto movimento
Del Piero 6.5 brutto primo tempo, quindi gol e assist nel secondo
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Birindelli 5 riesce a combinare disastri persino avanti di 3 gol e con un uomo in più
Iaquinta 6 entra a partita decisa, si impegna ma fa poco
Castiglia s.v. benvenuto!
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Ranieri 6.5 la squadra porta a casa i 3 punti, quindi obiettivo raggiunto. Unico neo, l'improbabile collocazione di Palladino sulla destra

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sabato 26 gennaio 2008

Livorno - Juventus, formazioni

LIVORNO (3-5-2): 1 Amelia; 77 Grandoni, 15 Knezevic, 6 Galante; 69 Balleri, 7 Pulzetti, 11 De Vezze, 3 A. Filippini, 26 Pasquale; 10 Tavano, 22 Tristan.
A disp. 14 De Lucia, 32 Pavan, 18 Rezaei, 8 Vidigal, 4 E. Filippini, 23 Diamanti, 81 Bogdani.
All. Camolese

JUVENTUS (4-4-2): 12 Belardi; 2 Birindelli, 33 Legrottaglie, 21 Grygera, 28 Molinaro; 7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 6 C. Zanetti, 11 Nedved; 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 13 Vanstrattan, 43 Ariaudo, 18 Boumsong, 36 Castiglia, 30 Tiago, 20 Palladino, 9 Iaquinta.
All. Ranieri.


ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno


Formazione di assoluta emergenza per Ranieri. In difesa, gli infortunati Zebina e Chiellini sono sostituiti rispettivamente da Birindelli e Grygera, mentre Belardi giocherà in porta al posto di Buffon che deve riposare a causa della lombalgia (che Dio ce la mandi buona).
A centrocampo, Camoranesi non è ancora pronto e Marchionni infortunato, quindi a destra verrà schierato Brazzo. Per il resto, formazione titolare modellata sul classico schema 4-4-2.

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Ti prego, Bum Bum: torna e colpisci!

Ahi, ahi, ahi... che succede, ragazzi?
E il codice etico dov'è finito? Lo usate solo quando siete di turno per le pulizie in via Durini?
A Lione non l'han mica presa bene: "La Juventus ha rifiutato la scadenza del trasferimento dopo averci dato la sua parola - recita una nota del direttore amministrativo del Lione, Marino Faccioli, pubblicata sul sito dell'Olympique -. Il giocatore aveva accettato di giocare mercoledi a Milano con l'assicurazione che sarebbe stato liberato per potere scendere in campo con il Lione domenica contro il St Etienne. La Juventus aspetta un nuovo arrivo. Ma è un comportamento che non ho mai visto in trenta anni di carriera. Sono sorpreso da questo atteggiamento della Juve che è fortemente criticabile".

Comunque, premesso che chiudendo un occhio sul secondo gol di Cruz, sarò sempre grato a Bum Bum per questo (notare l'entusiasmo di un ex collega dei nostri attuali dirigenti):



Se il francese mettesse in pratica ciò che, secondo Tuttosport, avrebbe dichiarato al suo procuratore (cosucce ti­po: «Se torno è solo per met­tere le mani addosso a qual­che dirigente»), credo che per milioni di tifosi juventini, ormai definitivamente caduti nel panico al pensiero di dover affrontare il girone di ritorno affidandosi alle imprese di uno Stendardo, un Lucchini o uno Zaccardo, quest'uomo diventerebbe un mito assoluto.

Torna a Torino, Bum Bum.

Torna subito e colpisci! Sarà il gol più bello. Il più juventino.

Siamo alla frutta ... avariata!

Se qualcuno conosce Alessio Secco lo avvisi: il tappo che ha individuato per tappare la falla in difesa, Stendardo, non tappa nulla. Stendardo, che i media da ieri sera danno come prossimo alla Juve, deve scontare ben 3 giornate di squalifica, quindi, non risolve il grave problema del "buco" al centro che la stessa società ha scavato.
Ricapitoliamo in ordine cronologico gli eventi. Si cede Criscito, per la cui metà ci si era svenati e "bruciato" da Ranieri dopo un solo tempo a Roma, ad inizio mercato di gennaio. Una società che programma lo fa alla fine del mercato e dopo avere in casa il sostituto.
Subito dopo si infortuna Chiellini. Si inizia a cercare di anticipare l'arrivo di Mellberg, un onesto pedatore, preso a parametro zero per luglio. Senza riuscire nell'intento e senza la certezza del suo arrivo anticipato si cede Boumsong al Lione. Quel Boumsong sul quale Cobolli, nell'intervallo della prima partita dello scorso anno a Rimini, disse "Boumsong? Ci serviva un grande centrale e l'abbiamo preso".
Ora e solo ora ci si accorge che con Grygera squalificato per il ritorno di Coppa Italia con l'Inter non c'è chi affiancare a Legrottaglie, se non un giovane delle "Primaverili", per dirla alla Cobolli.
Allora parte il piano "figuraccia europea": Boumsong, già a Lione, deve tornare indietro.
Il Lione va su tutte le furie. Il direttore amministrativo dei campioni di Francia non usa giri di parole e dichiara all’Equipe: "Tutto ciò è ripugnante. L’accordo era stato raggiunto e abbiamo inviato un aereo privato a Torino per prelevare il giocatore. Avevamo accettato che Boumsong giocasse l’andata di coppa Italia a Milano in cambio di averlo per il derby con St. Etienne (domenica, ndr). Ora la Juve lo vuole per il ritorno di mercoledì prossimo. Tutto ciò è totalmente stupido. In 30 anni di carriera non ho mai visto una cosa simile. Sono stupefatto".
Boumsong, in ogni caso, ha trascorso la notte a Lione dove era già tutto pronto per la presentazione ufficiale. Il difensore, autore del gol del pareggio contro l’Inter mercoledì, è entusiasta del nuovo club: "E' una grande opportunità che mi permetterà di ricandidarmi per un posto in nazionale" e sembra non abbia intenzione di tornare.
Con l'acqua alla gola, il magnifico e competente duo Secco&Blanc punta su Stendardo ... una riserva della Lazio che potrà tornare a giocare, scontate le 3 giornate di squalifica, a metà febbraio. Il Corriere dello Sport titola "Sorpresa Stendardo". La sorpresa è stata mal digerita, sul web, anche dai pochi sostenitori della dirigenza. La domanda più frequente è stata "Ma Secco lo sa che è squalificato per 3 giornate?".
Lo ho sempre detto e scritto: non si affida la guida di una vettura di formula 1 a chi fino al giorno prima era addetto al cambio gomme. Se poi lo affianchi con chi al massimo capisce di tennis allora siamo alla frutta ... avariata.
Qui si è trasformata una formula 1 in un trattore, come quelli dello "sponsor interno". Se qualcuno della proprietà amasse davvero la Juve non avrebbe bisogno di ulteriori prove di incompetenza.

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mercoledì 23 gennaio 2008

Inter Brand s.r.l - Juventus, pagella istantanea

> Primo gol di Cruz (Video)
> Secondo gol di Cruz (Video)
> Gol di Del Piero (Video)
> Gol di Boumsong (Video)

Belardi 4.5
a farfalle sia nel primo tempo (senza conseguenze) che nell'azione del primo gol

Birindelli 6.5 discreta partita: nessun problema in difesa, qualche buon cross
Legrottaglie 5 macchia con l'errore sul primo gol una prova sufficiente ma meno pulita del solito
Grygera 4.5 un'autentica calamità naturale, sia al centro che spostato a destra
Molinaro 6 nessun problema in fase difensiva, non spinge con l'efficacia necessaria
Marchionni s.v. infortunato, ingiudicabile
Zanetti 6 fa il suo lavoro in fase di interdizione, poco propositivo nel secondo tempo. Siamo abituati troppo bene
Nocerino 4.5 difficile capire quale sia la sua utilità in questo schieramento. Zanetti fa anche il suo lavoro, e lo fa meglio
Palladino 4.5 irritante: un pò meglio nel secondo tempo, ma sempre troppo lezioso, mai concreto
Iaquinta 5 non fa quasi nulla di utile, ma è mal servito e fuori ruolo
Del Piero 6 segna un gol importantissimo, partita mediocre nel complesso
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Trezeguet 5.5 mezzo punto per l'assist al capitano, mal servito e quasi nullo
Boumsong 5.5 un punto per il bel gol. Prestazione difensiva disastrosa, entra e si prende subito il gol per colpa sua
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Ranieri 5 complessivamene negativa la prova della squadra. Si giocava di fatto contro la terza squadra dell'Inter, e ridotta in 10. Il primo tempo è di una pochezza imbarazzante, l'inizio del secondo persino peggio. Al solito, rimedia il cuore della squadra. Incomprensibile lo schieramento a 3 punte con Iaquinta esterno.

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"Diamole 5 scudetti e ricominciamo".

Vittorio Zucconi, inviato di Repubblica­ e direttore di Radio Capital­, vive negli Usa ma segue il calcio e quelli del Milan sono i suoi colori. Interpellato dal Corriere dello Sport non risparmia stilettate all'Inter, trasformando la questione arbitrale in un paradosso: "Diamo all’Inter cinque scudetti, saldiamo questo debito che il calcio italiano sembra avere con la squadra nerazzurra e poi torniamo a giocare un vero campionato".
Poi continua: "­Parliamoci chiaro, se quel che ha subito l’altra sera il Parma lo avesse subito una squadra con le maglie a strisce nere e azzurre, ci sarebbe stata la sommossa. Sembra quasi che l’Italia del pallone abbia un debito permanente nei confronti dell’Inter, un debito che bisogna pagare nei prossimi dieci anni e che nasce dal fatto che nel nostro calcio sia esistito Moggi. E allora io dico: diamo all’Inter cinque scudetti, saldiamo il debito e ritorniamo a giocare serenamente"­.
Sul filo dell’ironia, Zucconi continua la sua analisi: "­Sembra che per vent’anni l’Inter abbia subito soltanto torti. Nessuno, però, si ricorda dei tanti torti subiti da squadre piccole come il Palermo o la Reggina. Io escludo che sia attivo in questo momento un nuovo Moggi e non voglio cadere nemmeno nel complottismo anche perchè ricordo come l’Inter perse uno scudetto a Roma contro la Lazio. L’Olimpico tifava contro la propria squadra e non mi pare che l’Inter perse il titolo in quel caso per colpa di Moggi".

Il fatto è che all'Inter pensano davvero il contrario, ricordano sempre un rigore non accordato da De Santis in Chievo-Inter, dimenticando che neppure Pistocchi, in versione inquisitore a Matrix, riuscì a replicare all'arbitro di Tivoli quando affermò che non ne vide neppure uno netto, in precedenza, a favore del Chievo. Per gli interisti De Santis è "il male" che tanto gli ha tolto. Avendo una naturale predisposizione a recitare il ruolo della vittima dimenticano il De Santis che gli consegnò una Supercoppa, contro la Juve, annullando una regolarissima rete di Trezeguet sullo 0-0.

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martedì 22 gennaio 2008

Il silenzio degli innocenti

E' notizia di oggi il silenzio stampa imposto dall'Inter Brand s.r.l ai suoi tesserati dopo le polemiche che hanno caratterizzato l'ultimo turno di campionato.
Pare che Moratti sia offeso per essere stato paragonato a Moggi, e neghi in modo sdegnato l'esistenza di qualsiasi tipo di sudditanza psicologica nei confronti dei Campioni dell'Onestà. Pare inoltre che Moratti sia urtato dalle polemiche sui bilanci della sua società (anche se forse bisognerebbe parlare al plurale, vedi articolo sul valore di Moratti in mutande).
Il Corriere della Sera online ha quindi aperto un sondaggio tra i navigatori per sondare l'umore della gente. Alla domanda "Esiste la sudditanza arbitrale nei confronti dell’Inter?" hanno risposto finora oltre 15.000 persone, con i seguenti risultati:

SI 63.8%

NO 36.2%

Chi è causa del suo male pianga se stesso, caro Moratti. La cultura del sospetto che Lei ha coltivato per un decennio le ha permesso di distruggere i suoi avversari, ma ora si sta ritorcendo contro di Lei a una velocità impressionante.
La Triade ha sottovalutato l'odio montante nei confronti della Juve e ne è stata travolta. Le auguro di non fare la stessa fine.

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Birigenteide

Cari amici miei lettori
Aiutatemi a capire
Coi genietti distruttori
Dove andremo a finire

Al comando c'è un tennista
Che non sa nulla di palloni
E' Jean Claude, il pallista
Prende un sacco di milioni

Due gemelli dissociati
Sparan cazzate ai 4 venti
Erano esperti di neonati
Sono i nuovi presidenti

Ci han portato tra i cadetti
Han distrutto uno squadrone
Non ci son più due scudetti
Ma c'è la Coppa (di) Zaccone

Ci hanno detto di seguire
I valori di Giacinto
Li abbiam visti applaudire
Uno scudetto giammai vinto

Quando vanno a trattare
Per acquisti o per cessioni
Si fan sempre infinocchiare
E si sprecano milioni

Loro comprano bidoni
E li pagan da campioni
Ma poi vendon dei campioni
Ad un prezzo da bidoni

Ci han promesso tre campioni
Ci hanno detto "vinceremo"
Sono arrivati tre bidoni
Ed un trainer da Sanremo

E fiutando il grande affare
Se ne fotton del dottore
Son riusciti a risparmiare.
Ecco il nuovo difensore

Alla fine della fiera
E' costato invece un occhio
Rischia pure la carriera
Tutta colpa del ginocchio

A metà del campionato
Sono tutti soddisfatti
Il distacco è da primato
Hanno rispettato i patti

Non stupitevi miei lettori
Se li chiamo Birigenti
Coi genietti distruttori
Il futuro è da perdenti

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Moggi su Libero - 22/1/08

Ma che fine ha fatto Moratti?

Ricordate quando immancabilmente appariva per lamentarsi dei favori che non riceveva e che, secondo lui, altri avevano invece in abbondanza? Ricordate quando ad ogni "favore" o presunto tale, che altri ricevevano, partiva "lancia in resta" con la teoria dei complotti? Ricordate l'Inter del maggio scorso nello spogliatoio dello scudetto che urlava contro chi fino ad allora avrebbe "rubacchiato"? Ricordate lo slogan degli onesti tanto strombazzato quanto poi ritirato? Sarebbe interessante che qualche nerazzurro avesse ora il coraggio di andare a Parma ad intonare la famosa canzoncina "Noi non rubiamo...".

Dov'è finito Moratti che parla con Sky prima della partita e poi scappa (penso per vergogna) perché le accuse di rubacchiare sono adesso tutte sul groppone dell'Inter? Sarà stata la consapevolezza della vergogna, oppure una fuga tra il diplomatico e lo strumentale, qualcosa del tipo "facciamoli urlare, l'importante è che siamo in testa e nessuno ci tocca".

Quel rigore inventato
e il silenzio di Moratti

E' questo il punto, cari Moratti e Mancini, nessuno adesso vi tocca. Pensate un po' - e mi rivolgo adesso ai miei lettori - se questa situazione fosse toccata alla Juve e al sottoscritto. Apriti cielo con il Cannavò in testa, che, nel frattempo, ha scelto di occuparsi del Milan, per la serie "da certe situazioni è meglio scappare". Ma vogliamo dirlo che i favori all'Inter (qualcuno può preferire la dizione "gli errori a favore dell'Inter", ma la sostanza non cambia) falsano il campionato? Vogliamo dirlo che l'Inter aveva ampiamente meritato sul campo la sconfitta, che tale sarebbe rimasta senza quel rigore inventato, e che la Roma si sarebbe trovata ora a quattro punti dalla capolista? Non ha forse ragione Cucci quando dice che il problema è di trovare arbitri che abbiano il coraggio di assumere decisioni sgradite a un grande club e a un grande pubblico? A questa categoria, ammesso che esista nell'attuale mondo arbitrale, non appartengono certamente né Gervasoni, né l'assistente Lanciano, tutti e due ciechi di fronte all'intervento nettamente di testa di Fernando Couto. Non c'è sudditanza? Non c'è "inferiority complex"? Ricordate, sono le accuse che erano rivolte alla Juve.

Siamo di fronte ad una mediocrità totale e a un risultato catastrofico della "cura Collina" che dovrebbe indurre il superlodato e acclamato (fino all'altro ieri) designatore a passare la mano, ad andarsene, anzi a fuggire con tante scuse a tutti. Collina, assurto all'alto incarico dopo essere stato molto avventurosamente e irregolarmente "sdoganato" e "liberato" da accuse molto pesanti nell'ambito di Calciopoli, ci aveva tenuto a contrassegnare il suo ruolo più "da allenatore" che da designatore. L'ex principe dei fischietti tragga a questo punto le inevitabili conseguenze. La squadra arbitrale va male, anzi malissimo, e lui dovrebbe dare le dimissioni.

E' vero, nell'accostamento che ho fatto del ruolo degli allenatori, ci sarebbe anche il dimissionamento, ovvero l'esonero. Ma figuriamoci se i capi attuali del Palazzo possono pensare a iniziative del genere. Impossibile. Però a me e ai tanti che non si sono fatti ingannare dalle spocchiose presentazioni e dai reboanti proclami, dico che mi soddisfa pensare alle angosce di chi volle la nomina, di fronte a questo sfascio arbitrale: il più grave di tutta la storia del nostro calcio. O debbo ricordare i rigori sblocca-partite con tempismo quasi scientifico a favore dell'Inter? O, per riferirmi alle gare di sabato, ai guai e ai guasti fatti a Genova e a Firenze, che hanno penalizzato oltre il tollerabile l'Atalanta e il Torino?

L'attacco della stampa
sulle magagne arbitrali

Noto che stavolta di fronte al pesantissimo torto fatto al Parma c'è stata quasi un'unanimità di valutazione da parte dei giornali. "Quasi", dicevo, perché in questi casi i distinguo sono importanti. Così mentre il Corriere dello Sport titola "Scandalo Inter" con un eloquente sommario ("ancora regali arbitrali ai campioni"), molto meno drammatico suona il titolo della Gazzetta, che parla di "Pasticcio Inter", di "vittoria contestata" e di "rigore molto discusso". Poiché, però, di fronte all'evidenza marchiana di una decisione sbagliata c'è un limite, la stessa Gazzetta all'interno parla di "nebbia fitta sull'arbitro" e nella rubrica della moviola, Capone giudica "il mani di Couto non volontario" aggiungendo un eloquente "E su Corradi...".
Ben diversa la scelta di Tuttosport che titola in prima pagina sulla Juve e relega il "misfatto" di San Siro in un sommario, così documentandolo "La squadra di Mancini soffre ma nel finale rimonta e vince con Ibra contro il Parma ridotto in dieci". Il caso del rigore? Non pervenuto. Una scelta che certo non piacerà ai vecchi tifosi juventini, specie alla vigilia del primo confronto di Coppa Italia.

A proposito di Juve: l'armata bianconera ha manifestamente rallentato la sua corsa, con molto rammarico per l'incredibile palla-gol sbagliata da Marchionni, ma è salda al terzo posto ed è quella la posizione da difendere.

La rocambolesca vittoria dell'Inter - si noti che ancora una volta Ibrahimovic è stato determinante - ha un po' oscurato la prodezza di Gilardino in Udinese-Milan che, in sette minuti, ha riconquistato il cuore dei tifosi rossoneri (ed anche di Galliani e di Ancelotti) realizzando una rete importantissima. Nella giornata di un Pato sottotono e del palo di Ronaldo, Gila scaccia i pensieri di nuove avventure e rilancia la propria candidatura anche per la Nazionale. Il Milan dovrà giocare di mercoledì le tre gare di recupero. C'è spazio per tutti e nel frattempo i tre punti milanisti sono segnali d'allarme per la Fiorentina che, battendo con due rigori uno sfortunatissimo Torino, aveva già scavalcato l'Udinese al quarto posto, e anche per la Juve, parola di Buffon ("pericolo Milan, si sta avvicinando").

Campionato al giro di boa:
c'è chi sale e c'è chi scende

E' stata la giornata delle conferme (oltre alla Fiorentina e al Genoa, vittorioso sull'Atalanta, anche il Livorno, che ha vinto il derby con l'Empoli, mettendolo nei guai) e di nuovi gravi intoppi, come il Cagliari battuto a Reggio, con la Reggina che ora respira a pieni polmoni (è terzultima, ma insieme a Siena e Torino), e il Palermo, superato in casa dal Siena, gara che vista dall'altra parte segnala la squadra del Palio in grande condizione atletica, con un Beretta coraggioso e fortunato sulla scelta delle tre punte. Quello del Siena è il risultato più clamoroso della giornata. Un discorso a parte riguarda Napoli-Lazio, dove l'arbitro ha fatto assai meno male di quanto visto su altri campi, anche se è stato oggetto di lamentele dall'una e dall'altra parte. Ma ciò che ha fatto sensazione è quanto accaduto nel dopo-gara dove un furente De Laurentiis ha cominciato a lamentarsi dell'arbitraggio e di Abete, finendo per prendersela poi con Reja che pagherebbe il rimprovero fatto al patron di non essersi fatto vedere nella serata del ko di Coppa.
C'è troppa tensione a Napoli, e non si capisce perché vista la buona condizione del collettivo e dei singoli e per la soddisfacente posizione di classifica. A meno che all'interno del club non si fosse accarezzata per davvero l'ipotesi di giungere in Champions. In questa chiave tutto sarebbe poco e tutto sarebbe sbagliato. Sarà il caso di frenare le ambizioni e l'impazienza. E a proposito del famoso "terzo tempo" lasciatemi dire che sarebbe opportuno porre fine a questa commedia, neppure tanto simpatica. A meno che, visto quanto successo domenica, non si voglia montare un ring vero al posto della simbolica passerella. E se a Napoli hanno pensato a litigare anziché salutarsi (vedremo se ci saranno provvedimenti...), se a Genova l'allenatore Gigi Delneri si è allontanato... per non dire di peggio, se Di Carlo ha abbandonato la panchina prima della fine, se Cairo ha vomitato sull'arbitro tutto ciò che era possibile, la proposta che mi viene spontanea da porre a Lega e Figc è di fare cose più serie perché, con il momento che sta attraversando l'Italia in tutti i campi, le barzellette non fanno più ridere .

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lunedì 21 gennaio 2008

Mancini, un raccomandato che non conosce il regolamento

MANCINI
''Couto ha colpito il pallone con la testa e con la mano, dunque il rigore c'era: ma il Parma avrebbe certamente meritato di più, dico il pareggio''. Roberto Mancini risponde così alle polemiche in campo, con l'espulsione del tecnico Di Carlo, per le decisioni arbitrali di Inter-Parma. ''Abbiamo sottovalutato l'avversario - ha detto il tecnico nerazzurro - Sapevo che il Parma era in un ottimo stato di forma. Siamo andati sotto, ed è stato difficile rientrare in partita. Poi quando hai dei campioni, le situazioni si possono risolvere''.

Il signor Mancini ieri ha rilasciato questa dichiarazione a fine partita che lascia di stucco.
Quantomeno fa capire che conosce poco il regolamento.

Avevamo già' avuto il sospetto delle sue lacune quando qualcuno aveva protestato per il rilascio a cotanta scienza pallonara del patentino di allenatore.

Abbiamo poi avuto la conferma allorquando esulto' in un INTER-JUVENTUS dopo che i suoi sicofanti avevano segnato su una punizione di seconda che fu invece battuta di prima.
Mi piace ricordarlo cosi, Roberto Mancini, con la sciarpetta mentre saltella in preda alla gioia per un gol, fasullo come spesso accade, e con il grido di gioia strozzato nella gola.
Torno' negli spogliatoi ringhiando quel giorno.
Ancora una volta aveva preso la solita bastonata dai demoni in casacca bianconera.
Nello spogliatoio seppe rinfrancare gli animi con alcune battute......NON PREOCCUPATEVI RAGAZZI, LO SCUDETTO LO VINCIAMO LO STESSO... era il 2006! Fu buon profeta...
Chissa' magari il nostro BelliCapelli non capisce un kazzo di calcio e regolamenti, ma possiede doti divinatorie...

Ieri la definitiva consacrazione di ripetente.
Il pallone, colpito di testa da Couto, carambola PROBABILMENTE ed impercettibilmente sul braccio. A norma di regolamento, e TUTTI GLI ARBITRI INTERPELLATI CONFERMERANNO, viene a mancare automaticamente la volontarietà del fallo proprio perchè tecnicamente non è possibile per il difensore in uno spazio di tempo cosi breve farlo in modo volontario.

Vorrei poter dire che il Sig.Mancini si arrampica sugli specchi.
Ed invece no, visti i precedenti mi sa che questo davvero ne sa meno del Sig. Brambilla che stamattina sfogliava la Cazzetta con le mani unte di brioche al bar sotto al mio ufficio.

Devi studiare di più, Mancini.
Magari passare meno tempo dal parrucchiere e farti qualche corso serale.
Ah e visto che ci sei, fattene anche uno di buona educazione.

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domenica 20 gennaio 2008

Juventus - Sampdoria, pagella istantanea

Highlights
> Grande occasione per Marchionni (Video)
> Colpo di tacco di Trezeguet a fil di palo (Video)
> Traversa di Trezeguet (Video)
> Gran tiro di Palombo alto (Video)

Buffon s.v.
deve fare stretching per rimanere caldo

Birindelli 5 assolutamente inadeguato a questo livello
Legrottaglie 6 non commette grossi errori, solo un'imprecisione nel secondo tempo
Grygera 6 se la cava discretamente contro avversari mediocri
Molinaro 6 parte alla grande, si spegne subito, nessun errore clamoroso
Marchionni 5.5 tanto movimento, sbaglia un gol clamoroso
Zanetti 7 solita prestazione straordinaria per qualità e quantità
Salihamidzic 4.5 disastrosa prestazione al centro del campo, fuori ruolo e si vede
Nedved 6 molta quantità e poca qualità, come gli succede spesso quest'anno
Trezeguet 5.5 tocca pochi palloni, mal servito, ma non è il solito killer
Del Piero 6.5 gioca una discreta partita, incomprensibile la sua sostituzione
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Iaquinta 5 sotto tono, il suo ingresso riduce ulteriormente il tasso tecnico della squadra
Palladino 5 non incide in nessun modo sul corso della partita
Almiron s.v. 10 minuti a fare passaggini
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Ranieri 3 Tinkerman tiene fede al suo nickname. Mette in campo una formazione improvvisata, con Brazzo pessimo centrocampista centrale. La perla è il cambio Del Piero-Iaquinta, che deprime ulteriormente la qualità (già bassa) del gioco espresso. Sbaglia anche gli altri cambi. Pasticcione.

Commento tecnico
La formazione di Ranieri stecca anche alla seconda uscita dopo le vacanze natalizie, rimediando un deludente pareggio contro una Sampdoria priva dei suoi uomini migliori. La prestazione della squadra è sufficiente nel primo tempo e mediocre nel secondo, al cospetto di un avversario piuttosto scarso tecnicamente. La partita è segnata da pesanti errori di valutazione del tecnico Ranieri e dai soliti errori arbitrali a senso unico.
PRIMO TEMPO
La formazione iniziale è ampiamente rimaneggiata, con Birindelli terzino destro, Grygera che sostituisce Chiellini al centro e Brazzo centrale di centrocampo al posto di Nocerino, con Tiago e Almiron in panchina.
La difesa non soffre eccessivamente di fronte ad avversari molto mediocri: i due centrali fanno onestamente il loro lavoro, Birindelli compie qualche errore ma complessivamente regge, mentre Molinaro parte alla grande, soprattutto in fase offensiva, ma si spegne subito.
A centrocampo, Marchionni fa molto movimento ma anche molta confusione, e si segnala per aver divorato un gol incredibile a porta spalancata. Nedved è la solita furia ceka, ma è molto meno incisivo rispetto al match di Coppa Italia. Zanetti gioca molto bene sia in fase di contenimento che in fase di impostazione, mentre Brazzo è autore di una pessima prestazione al centro del centrocampo. Ranieri lo richiama più volte all'ordine, ma è evidente come il bosniaco sia a disagio nel ruolo.
In attacco Trezeguet letteralmente non tocca palla, mentre Del Piero gioca una discreta partita, segnalandosi per un paio di incursioni delle sue. Bisogna notare come in questo schieramento Del Piero sia sostanzialmente l'unico uomo con i piedi buoni. Nel corso del primo tempo la Juve è anche piuttosto sfortunata, crea un paio di ottime occasioni ma non le sa sfruttare.
SECONDO TEMPO
All'inizio del secondo tempo Ranieri inserisce Iaquinta al posto di Del Piero. Il cambio è incomprensibile: si toglie l'unico uomo di qualità per affidarsi al lancio lungo sistematico per le punte. Iaquinta gioca una mediocre partita, molto mobile ma anche falloso e arruffone. Ranieri inserisce Palladino per Marchionni, ma Palla non fornisce nessun contributo apprezzabile alla causa. La perla finale di Ranieri (oggi in versione Tinkerman) è la mossa della disperazione, cioè il cambio Almiron-Birindelli. Almiron trotterella per il campo per circa un quarto d'ora, segnalandosi per un paio di passaggi nel raggio di pochi metri.
In generale, il gioco della squadra peggiora notevolmente nel secondo tempo. Brazzo continua ad interpretare male il nuovo ruolo, ma Tinkerman non sembra preoccuparsene e continua con le sue alchimie tattiche.
Poche le reali occasioni da gol create nel secondo tempo. Da segnalare due episodi da moviola: l'atterramento di Marchionni appena dentro l'area e un'altra caduta in area di Trezeguet. Entrambi gli episodi sono molto dubbi, e confermano l'atteggiamento ostile della classe arbitrale nei confronti della Juventus.
In conclusione, giornata molto negativa per la Juventus. Aldilà del risultato, è la consistenza stessa dell'organico che è preoccupante: buona parte dei nuovi acquisti hanno fallito, ed in particolare nel settore centrale di centrocampo e difesa la situazione è di totale emergenza. Appare NECESSARIO l'acquisto di un difensore centrale e di un centrocampista centrale di alto livello, in mancanza dei quali anche la qualificazione per la Champions dell'anno prossimo potrebbe essere problematica.

Classifica

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sabato 19 gennaio 2008

Juventus - Sampdoria, formazioni

Juventus (4-4-2): 1 Buffon, 2 Birindelli, 33 Legrottaglie, 21 Grygera, 28 Molinaro, 7 Marchionni, 6 Zanetti, 7 Salihamidzic, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 12 Belardi, 18 Boumsong, 35 Esposito, 30 Tiago, 4 Almiron, 20 Palladino, 9 Iaquinta.
All.: Ranieri

Sampdoria (3-5-2): 1 Castellazzi, 16 Campagnaro, 28 Gastaldello, 5 Accardi, 7 Maggio, 21 Sammarco, 4 Volpi, 17 Palombo, 46 Pieri, 11 Bellucci, 99 Cassano.
A disp. 83 Mirante, 14 Sala, 6 Lucchini, 77 Zenoni, 19 Franceschini, 40 Delvecchio, 13 Bonazzoli.
All.: Mazzarri

Arbitro: Saccani di Mantova


Ranieri è costretto a schierare per questa importante sfida con la Sampdoria una formazione ampiamente rimaneggiata.
In difesa, le assenze per infortunio di Zebina e Chiellini obbligano il tecnico a utilizzare Birindelli sulla destra, con Grygera centrale al fianco di Legrottaglie. Il ceko avrà quindi l'occasione per rifarsi, dopo la disastrosa prova in Coppa Italia.
A centrocampo, Camoranesi è ancora ai box, mentre Nocerino è squalificato. Sancita la definitiva rottura con Tiago e Almiron, Ranieri dovrebbe schierare Marchionni a destra e Salihamidzic centrale al fianco di Zanetti.
In attacco, confermata la coppia titolare Del Piero - Trezeguet.

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venerdì 18 gennaio 2008

Tempi di reazione

Ieri da Palazzi ha deposto Roberto Benigni.
Nel filmato di repertorio, la reazione del presidente dell'Ascoli alla formalizzazione della convocazione:



Per disporre i deferimenti sui falsi in bilancio dell'Inter, pare invece che l'inflessibile Superprocuratore stia ancora aspettando la deposizione di Adriano Celentano...

(grazie a Furino1945:-))

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giovedì 17 gennaio 2008

Indifendibili

Ne avevo gia' parlato ieri (sul mio blog, nda), ma oggi arriva la certezza. Giorgio Chiellini sara' indisoponibile per 40 giorni. Ossia il pilastro della difesa bianconera saltera' piu' o meno 6 turni di campionato e la doppia sfida di Coppa Italia contro l'Inter.Lo stato della difesa per il prossimo importantissimo mese sara' dunque piu' o meno questo: 4 terzini destri (o adattabili come): Zebina, Grygera, Birindelli e Salihamidzic, 3 difensori centrali (o adattabili come) per 2 posti: Legrottaglie, Grygera e Boumsong, 1 terzino sinistro: Molinaro.Insomma la coperta e' corta nonostante l'abbondanza di terzini destri. Una squalifica di Legrottaglie o Molinaro (avessi detto Zambrotta) getterebbe la squadra nello psicodramma. Dato il rendimento mostrato da Grygera e Boumsong e in parte anche da Molinaro nell'ultima partita di Coppa Italia, gran parte di noi tifosi nello psicodramma ci e' gia'.
Intelligente, va detto, l'idea di rispedire in prestito Criscito nella sua amata Genova, bel suol d'amore. I centrali abbondavano e se il ragazzino fa i capricci e' giusto accontentarlo. Ora tocca rispolverare Boumsong, che finalmente stava per prendere l'aereo per Istanbul, facendo cogliere alla societa' l'opportunita' di rifondere parzialmente un investimento sbagliato. Niente: tocca che rimanga e sara' difficile farci due lire in futuro.
Interessante anche il modo in cui ci si e' fatti soffiare Ivanovic dal Chelsea per 5 milioni di euro. Era gia' nostro, e l'hanno portato via con due lire, perche' la nostra dirigenza, non propriamente dei cannibali, dice che gli acquisti vanno fatti al momento giusto, in estate. Come Almiron e Tiago.
Il prossim'anno tornera' Criscito, Andrade si rimettera', Mellberg e' gia' stato cooptato. In totale 7 centrali, alta percentuale di scarsi e bolliti difficili da vendere. Prendersene un ottavo a gennaio, sembra brutto. Percio' pare si tentera' di avere Mellberg subito, naturalmente pagando cash. In concorrenza c'e' il Bolton, mica il Chelsea. Vedremo quanto si faranno spillare.Le alternative? Si legge il nome di Pratali, l'unico martedi' ad avere fatto una figuraccia paragonibile a quella di Grygera e Boumsong. Allegria!
Se la prendano comoda, comunque. Ci riflettano.
Tra sei giorni affronteremo l'Inter.

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martedì 15 gennaio 2008

Juventus - Empoli, pagella istantanea

Belardi s.v. non tocca palla
Birindelli 5 non ha grandi colpe, naufraga insieme al reparto
Grygera 3 primo tempo raccapricciante: colpevole su entrambi i gol, approssimativo in ogni intervento
Chiellini s.v. si infortuna, e la difesa cola a picco
Molinaro 4 colpevole su entrambi i gol, nullo in fase offensiva. Mediocre terzino
Marchionni 6.5 parte alla grande, segna un bel gol, poi si spegne
Zanetti 7 la salvezza di questa squadra: incontrista eccezionale (si sapeva), regista di qualità (una rivelazione)
Tiago 5 male anche oggi. La sostituzione con Brazzo (che non è un centrale) la dice lunga sulla considerazione di Ranieri nei suoi confronti
Nedved 7.5 miglior partita della stagione. Sembra in recupero fisico, abbina la qualità alla quantità
Palladino 5 non incide in nessun modo sul match, come spesso accade quando gioca come seconda punta
Iaquinta 8 due gol, rigore procurato, moto perpetuo
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Boumsong 3 secondo tempo raccapricciante. Sbaglia praticamente tutto, ridicola la sua goffaggine sul terzo gol
Salihamidzic 5 non gioca bene da centrale, ma non è il suo ruolo. Sbaglia un gol incredibile
Del Piero 6 entra e si impegna molto, segna il rigore e sbaglia un gol incredibile
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Ranieri 5 Schiera il reparto difensivo più debole che la Juve abbia mai avuto. Incomprensibile la sostituzione Tiago-Brazzo. Stavolta gli è andata bene, ma avanti così non si va lontano

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C'era una volta la Juventus...

Trascrivo questo articolo rabbioso e sincero di Andrea Ranaldo pubblicato sul sito di Carlo Nesti.

13.01.2008
Andrea Ronaldo

E’ un Ranieri in formato biblico quello che si presenta ai microfoni dei giornalisti.

Nonostante gli innumerevoli soprusi arbitrali subiti in questa prima parte di stagione dalla Juventus, il tecnico romano continua a sposare la teoria del “Porgi l’altra guancia”, e a precisa domanda, risponde come il fuorigioco di Spinesi fosse “millimetrico, e difficile da valutare per il guardalinee”.

Per noi tifosi, però, tali dichiarazioni non sono affatto frutto dell’eleganza molto british del nostro mister: rimbombano nella nostra testa come un’autentica presa per i fondelli da parte di una società che non sembra avere inteso l’importanza della Juventus nel panorama calcistico mondiale.

E’ doveroso, quindi, ricordare che pretendiamo rispetto. Non solo dagli arbitri, marionette in mano alla nuova cupola targata Moratti, quanto piuttosto dalla nostra stessa dirigenza, che dovrebbe alzare la voce nelle sedi opportune di fronte a cotante nefandezze arbitrali, e che invece continua ad accettare, quasi goduta, tutte le sodomizzazioni che ci hanno fin qui privato di almeno 10 punti in classifica.

In secondo luogo, è inaccettabile pensare di riportare la Juventus ai fasti di un tempo acquistando sul mercato dei mezzi giocatori. Tiago, Almiron, Andrade: tutta gente che nessuna grande squadra si è mai sognata di mettere a libro paga, e che invece sono stati etichettati come autentici fuoriclasse.

Chiunque si intenda di calcio era a conoscenza del livello poco più che discreto dei suddetti calciatori, ma non Blanc, che ad inizio estate aveva annunciato con grande enfasi che sarebbero arrivati 3 campioni. Di quale sport non è dato saperlo…

Il rammarico di questo passo falso, che taglia definitivamente le gambe alle pur vane speranze di rimonta, è rappresentato non tanto da un fattore di classifica, quanto dall’atteggiamento assunto dai nostri idoli. Del Piero a fine partita ha dichiarato che è stato un pareggio giusto, e che dobbiamo essere soddisfatti. Ma come: la Juventus deve essere soddisfatta di aver pareggiato per il rotto della cuffia al Massimino di Catania?Parliamo della stessa Juve, che negli ultimi 12 anni aveva vinto 7 scudetti, e raggiunto 4 finali di Champions League?

La medicina è una soltanto: invertire la rotta, ed investire sul mercato: se gli Elkan non hanno soldi, o preferiscono spenderli per festini di discutibile gusto, si facciano da parte e vendano la società a qualcuno che abbia veramente a cuore il destino dei nostri colori: sarebbe la prima volta che si meriterebbero un nostro “grazie”...

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lunedì 14 gennaio 2008

Io sono leggenda

Mi chiamo Ju29ro.
Sono un sopravvissuto e vivo a Farsopoli.
Sto trasmettendo su tutte le frequenze.
Se siete là fuori... Se c'è qualcuno là fuori... Chiunque. Vi prego. Non siete soli.




Purtroppo un terribile virus (il "Morbo di Montezuma", detto anche "Operazione Simpatia") ha trasformato la più gloriosa squadra di calcio italiana (vedi filmato) in una modesta comprimaria.
Una nuova razza mutante si aggira tra le ombre della TV e dei giornali sportivi infangandone sistematicamente la storia passata e ridimensionandone le aspettative future.
Cercasi antidoto.
Al più presto.

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Commento ad un articolo di Roberto Beccantini

Mi sono permesso di commentare (in rosso) l'articolo di Roberto Beccantini sulla stampa di oggi:

"Costa troppo il recupero di Tiago" La Stampa(14/01/2008)

ROBERTO BECCANTINI


Costa troppo, la volontà di recuperare Tiago. Ranieri sa che la qualità manca in mezzo, non in attacco.
La qualità manca dappertutto, soprattutto in sede.

La rinuncia al portoghese aveva portato, se non altro, a una quantità di risultati. Può essere che la classifica, lusinghiera, abbia spinto il tecnico a osare. Di qui il rombo: contro il Siena, prima della sosta; a Catania, dopo. La Juve ha ormai memorizzato una manovra che esula dal fioretto di Tiago.
Più che uno schermidore Tiago mi sembra una ballerina.

Così come esulava dalla cerbottana di Almiron.
Almiron chi?

La Signorina era reduce da tre vittorie consecutive. Non che Rocchi abbia emulato il Bergonzi di Napoli (impossibile), ma i suoi assistenti hanno distribuito i centimetri a senso unico: era in fuorigioco (di poco) Spinesi al momento del gol; non lo era Del Piero nell’azione che avrebbe prodotto un flagrante rigore (più l’espulsione del portiere). Episodi pesanti.
Perchè non li nominiamo gli assistenti di sabato Beck?
Copelli e Stagnoli ...ed ho detto tutto...
Stagnoli era quello che al telefono con Meani parlava di costruire una "Intelligence" pro-Milan ed era noto per le sue simpatie milaniste.
Copelli? Beh Copelli è una garanzia quando si tratta di fermare la Juve.
E’ il guardalinee che ha causato la fine della carriera di Paparesta a Reggio Calabria.
Guarda caso Copelli e Stagnoli erano a Catania Sabato.
Guarda caso il Milan ha bisogno di recuperare punti sulla Juventus.
Guarda caso ...Evviva il calcio pulito!
Io sto tutta la vita con Luciano!

Il Catania di Baldini ha fatto la sua partita, raccolto attorno a Stovini e Mascara. La Juve, viceversa, ha attaccato in massa come spesso le capita in trasferta, quando deve recuperare. Fuori casa, derby a parte, i bianconeri hanno vinto soltanto a Cagliari e all’Olimpico con la Lazio, in capo a due sfide caratterizzate da inquietanti triboli. Il carattere non può risolvere tutti i problemi.
Il carattere no, ma neanche i proclami e le prese in giro.
Puntiamo allo scudetto e rafforzeremo la squadra sono prese per i fondelli che ormai non beve più nessuno.
Fuori dalle balle, IMPOSTORI!


E se l’avversario non concede il contropiede, sono dolori. Tirare in ballo le vacanze natalizie sembrerà un atto coreografico, anche se la Juve aveva già pagato la sosta azzurra di settembre, sconfitta a domicilio dall’Udinese. Tiago è stato sostituito da Marchionni, Del Piero - più che Trezeguet, un fantasma - ne ha ricavato occasioni meno vaghe. Si conosceva meglio, la Juve del secondo tempo. Tanti graffi, nessun morso. Inter e Roma possono allungare. La coppia Udinese-Fiorentina, avvicinarsi.
Anche il Milan si avvicina... e ci sono 4 posti per 6 pretendenti.
Inter, Roma, Fiorentina, Milan, Juventus e Udinese.
Politicamente noi e l'Udinese non contiamo una mazza.
Altro che Champions... Mi sa che ci faranno fare l'Uefa.

Ranieri ha chiuso con Del Piero, Trezeguet, Palladino e Iaquinta. Una scommessa, non un’idea. Il rigore del capitano, non clamoroso ma legittimo, l’ha premiata. In trasferta, però, bisogna dare di più.
Non è in trasferta che bisogna dare di più ma in Corso GalFer.
Andrade-Marcio, Almiron- Scarso, Boumsong-Scarso, Tiago-Scarso, Grygera-Scarso.
Iaquinta e Salihamidzic - Buoni come panchinari e nulla più.
Criscito-Bruciato.

Solo citando questi nomi abbiamo buttato nel cesso 44 milioni di euro.
LUCIANONE CON QUEI SOLDI CI FACEVA DUE SQUADRE.
FUORI I MERCANTI DAL TEMPIO!
MALEDETTI!
Ci stanno rovinando fegato e societa’
.

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sabato 12 gennaio 2008

Catania - Juventus, pagella istantanea



Buffon s.v.
effettua i rinvii dal fondo e niente altro

Salihamidzic 6 bene in fase offensiva con qualche buon cross, imprecisioni in fase difensiva: non è un terzino, meglio Zebina
Legrottaglie 6 prestazione decorosa, anche se si dimostra meno sicuro rispetto ad altre occasioni
Chiellini 5 piuttosto impreciso contro avversari non trascendentali
Molinaro 4.5 non piazza un cross decente in 90 minuti, colpevole sul gol subito
Nocerino 4.5 primo tempo passato senza toccare palla, nel secondo tempo molto impegno e frenesia e nulla più
Zanetti 6 in difficoltà nel rombo di centrocampo del primo tempo, cresce nella ripresa anche in fase di impostazione
Tiago 4 imbarazzante: abulico, lento, non si propone mai. Tanto talento buttato via
Nedved 6 si impegna molto come sempre, ma quest'anno dà più quantità che qualità: gli anni si fanno sentire anche per lui
Trezeguet 5.5 praticamente inutile, ha l'attenuante di essere servito malissimo dai compagni
Del Piero 6.5 gioca una discreta partita, si procura il rigore e lo realizza
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Marchionni 6 parte alla grande nella ripresa, quindi si spegne. Comunque sufficiente
Palladino 6 non fa nulla di fenomenale, ma perlomeno ha i fondamentali, e li usa
Iaquinta s.v. ingiudicabile, gioca 10 minuti
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Ranieri 5 sbaglia la formazione iniziale: il rombo si dimostra uno schema non attuabile con questi uomini, corregge nella ripresa ma è tardi. La disastrosa prova di Tiago fa capire perchè il portoghese abbia trovato poco spazio quest'anno. La preparazione a Malta non sembra servita a molto, la squadra è in flessione. La povertà tecnica della rosa è talmente evidente che impone interventi sul mercato.

COMMENTO TECNICO
I bianconeri steccano alla prova della prima di campionato dopo la sosta natalizia, rimediando uno stentato pareggio a Catania. La partita è stata pesantemente condizionata dalle malefatte della terna arbitrale, che convalida il gol in fuorigioco di Spinesi e ferma Del Piero solo davanti al portiere e partito in posizione chiaramente regolare. La scientificità con cui i Collina boys stanno indirizzando questo campionato si conferma quindi anche in questa occasione, gettando ombre sempre più lunghe sulla regolarità del campionato. Dal punto di vista tecnico, negativa la prova della Juventus, che gioca una partita disordinata, senza idee, risultando quasi mai pericolosa in zona offensiva.
PRIMO TEMPO
Ranieri dispone all'inizio la squadra con uno schema 4-4-2 con centrocampo a rombo, con Zanetti vertice basso, Tiago trequartista, Nocerino a destra e Nedved a sinistra. Il Catania passa in vantaggio con un gol irregolare, e la reazione della squadra è sterile e senza idee. Il centrocampo a rombo si rivela un totale disastro. Tiago è inguardabile: lento, svogliato, poco servito dai compagni, fallisce persino nei tocchi brevi e nei calci piazzati. Nocerino non tocca letteralmente palla, e persino l'ottimo Zanetti sembra sotto tono nel primo tempo. Nedved gioca la solita partita con grande cuore, ma con poca qualità. Nelle retrovie, Molinaro ha pesanti colpe sul gol, e dimostra grossi limiti tecnici ogniqualvolta si tratta di toccare di fino: non è possibile che un terzino in serie A sbagli sistematicamente il cross da buona posizione. La coppia centrale difensiva non ha grossi problemi, anche se Chiellini appare meno sicuro del solito, e spazza in tribuna senza guardare anche a sproposito. Sulla destra, Brazzo spinge molto e arriva spesso e volentieri al cross, ma lascia piuttosto a desiderare in fase di copertura. In attacco Del Piero sufficiente nel primo tempo, Trezeguet non tocca palla.
SECONDO TEMPO
Ranieri sostituisce Tiago con Marchionni, che va a destra, mentre Nocerino torna al centro insieme a Zanetti. Le cose sembrano andare un pò meglio, la squadra è più quadrata, Marchionni parte bene spingendo sulla destra, il possesso palla è tutto bianconero. Tuttavia, non si crea quasi nulla in zona offensiva, in quanto Trezeguet non riceve nessuna palla giocabile. Cresce a vista d'occhio il rendimento di Zanetti, che torna sui buoni livelli abituali, mentre Nocerino pur entrando nel vivo del gioco si dimostra al solito troppo frenetico e falloso, stile Gattuso prima maniera. Nedved prosegue sulla falsariga del primo tempo, senza infamia e senza lode. Entrano anche Palladino (più incisivo rispetto a Pavel) e Iaquinta, ma il miracolo arriva a tempo scaduto: numero di Del Piero in area, fallo e rigore sacrosanto. Il capitano trasforma il rigore per il meritato pareggio.
Da segnalare l'incivile comportamento del pubblico, che fischia ed insulta durante il cosiddetto "terzo tempo", nonostante l'unica squadra che abbia da recriminare sia proprio quella bianconera. Falsa partenza per il "terzo tempo", che messo in pratica in questo modo sembra davvero una pagliacciata.

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Henry, non così.

Thierry Henry a 360°.
Intervistato da Sky per il programma «i signori del gol», dedicato ai più grandi cannonieri europei in attività, rivela un particolare sconosciuto sul suo periodo in bianconero, quando la Juventus aveva in squadra quello che poi all’Arsenal sarebbe diventato uno dei più grandi attaccanti del mondo.

Alla domanda sui suoi trascorsi a Torino, "Titì" tira fuori il rospo: «Quando arrivai alla Juve avevo un problema alla schiena, ma volevo giocare subito. Non giocai le prime tre partite con Marcello Lippi, lui voleva che giocassi attaccante. Poi, lui lasciò ed arrivò Ancelotti, e io cominciai a giocare tutte le partite. All’inizio non benissimo ma, dopo il match di Roma, cominciai a segnare, fare assist. Poi accadde qualcosa con Moggi , non voglio entrare nei dettagli, che non mi piaceva. Qui uscì il mio carattere, perché io sono un ragazzo onesto e, per me, si trattava di una cosa irrispettosa. Probabilmente, se non fosse stato per questo, avrei continuato a giocare per la Juventus, ma dopo quella mancanza di rispetto, dissi loro che non volevo più giocare lì, e così lasciai».
Se non ricordo male, da buon juventino, la stagione citata è quella del 1998/99, quasi un decennio fa. Un decennio in cui l'attacante francese, trasferitosi a Londra, per giocare con i "gunners", (oggi gioca con le casacche blaugrana del Barcellona) diede il via ad una strepitosa carriera, 226 reti segnate, otto anni passati ad "Highbury", il mitico stadio dell'Arsenal, la vittoria di 3 FA cup, 2 Comunity Shield e di una Premier League (il campionato inglese), il tutto con il secondo posto ottenuto in Europa nella finale della Uefa Champion League proprio contro il Barcellona, quello dell'annata fantastica di Ronaldinho, nella stagione 2005/2006.
In nazionale, Thierry si è tolto innumerevoli soddisfazioni, quelle che riescono a pochi eletti del calcio mondiale. Il mondiale del 1998 (anche se non da titolare), l'europeo del 2000, e le Confederetion Cup del 2001 e 2003, condite, dal 1997, da 44 goal in 97 apparizioni.
Innumerevoli, inoltre, le apparizioni nei primi posti della classifica finale del pallone d'oro, culminata con l'amaro terzo posto, dietro a Cannavaro, vincitore, e Buffon alla piazza d'onore, relativo alla stagione 2006, quella dei mondiali di Germania.
E oggi, appunto dopo 10 anni, tira fuori un episodio alquanto insignificante sulla sua breve apparizione alla Juventus.
E tirando fuori quale nome? Scontato ci verrebbe da dire, Luciano Moggi.
Peccato che ogni qual volta si faccia riferimento all'ex Direttore generale della squadra di Torino chiunque ci lasci con qualche pezzo mancante, che si tratti di un'informativa, di una telefonata, di una supposizione, o, come in questo caso, di un qualcosa che non piaceva al francese.
Lui dice: "Non voglio entrare nei dettagli". Perchè non farlo? Prima scaglia una pietra (e di queste nell'ultimo periodo ne sono arrivate come se grandinasse) e poi nasconde la mano.
Un campione (calcistico) come lui, poteva onestamente evitarsela, o perlomeno glissare. Tornando per un attimo all'onestà non ci pare proprio il caso di tirare fuori il carattere di un ragazzo "onesto", come a dire o far capire che lui lo era, a differenza di altri.
Noi diciamo semplicemente: "cose di calcio". Ne sono successe, ne succedono e sempre ne succederanno, dissapori tra allenatori e giocatori, tra dirigenti ed allenatori e così via. Non vogliamo propriamente "ammonire" Henry. Lui, in fin dei conti, avrà probabilmente risposto a delle domande.
Domande, che almeno nel nostro bel Paese, sono sempre e comunque "studiate" per far dire, o parlare male, dell'uomo di Monticiano (Siena), e che ogni quotidiano, sportivo "rosa" e non, tende sempre a mettere in prima pagina, come a dover giustificare, quello che è accaduto 18 mesi fa.
Qui non si tratta di essere juventini o meno, ma il malcostume di continuare ad evidenziare, in ogni sfumatura, l'operato di un uomo, sia dal punto di vista sportivo che da quello di cittadino, comincia a stancare, e mette ancora una volta in risalto, come se c'è nè fosse bisogno, il solito modo di rendersi, in negativo, molto italiani.

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Catania - Juventus, formazioni

CATANIA (4-3-3): 16 Polito; 21 Silvestri, 23 Terlizzi, 6 Stovini, 7 Vargas; 13 Izco, 8 Edusei, 9 Colucci; 25 Martinez, 24 Spinesi, 10 Mascara.
A disp. 1 Bizzarri, 20 Gazzola, 4 Sottil, 19 Gia. Tedesco, 27 Biagianti, 30 Millesi, 22 Llama. All. S. Baldini

JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon; 7 Salihamidzic, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro; 23 Nocerino, 6 C. Zanetti, 30 Tiago; 11 Nedved; 10 Del Piero, 17 Trezeguet.
A disp. 12 Belardi, 21 Grygera, 18 Boumsong, 4 Almiron, 20 Palladino, 32 Marchionni, 9 Iaquinta. All. Ranieri


ARBITRO: Rocchi di Firenze.


Grandi novità nella formazione bianconera che esordisce a Catania dopo la pausa natalizia. Assenti Zebina, Andrade e Camoranesi, Ranieri dovrebbe schierare la difesa titolare, con Brazzo a sostituire Zebina.
Il centrocampo potrebbe essere a rombo, come più volte invocato, con Zanetti a fare il vertice basso, Tiago vertice alto, Nedved a sinistra e Nocerino a destra. Grande opportunità quindi per il portoghese, chiamato a confermare sul campo le sue indubbie doti tecniche.
In attacco Del Piero e Trezeguet, con Iaquinta pronto a subentrare.

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giovedì 10 gennaio 2008

Cominciamo a "Seccarci"

Secco: “Moggi non era dirigente occulto”
Moggi non era un dirigente occulto della Juventus: è quanto Alessio Secco ha detto ieri agli inquirenti della Procura federale.
Il ds ha voluto farsi interrogare passando per le forche caudine delle telecamere e dei flash davanti all’ufficio di Palazzi, e ha scelto di difendere la sua carriera da solo, senza avvocati.
Si diceva “sereno”, convinto di “aver chiarito”, ha certamente dovuto giocare una partita difficile. “Cobolli mi aveva vietato qualsiasi rapporto con Moggi”, spiegava ieri il ds, mentre ammetteva le chiamate ricevute, fatte e non risposte col mentore Luciano, per cortesia e un po’ di soggezione dovuta alla storia personale e alle difficoltà legate grande salto da team manager a ds.
Telefonate anche frequenti, ma che non hanno mai influito sulle decisioni di una nuove Juve che voleva tagliare i ponti col “Moggismo” (anche sul caso Nocerino).
Per questo - spiegava Secco - si sono interrotte le collaborazioni con De Nicola, Ceravolo, i fedelissimi: un diktat del club.
Spiegata poi la vicenda Deschamps: Secco ha raccontato come lui fosse quello dell’aut aut a Blanc. «O Didier o io». Qualche contraddizione, l’imbarazzo di sapere che per queste telefonate una parte del cda lo tiene sott’occhio (e ora anche Blanc ha parlato di problema d’immagine creato). E la spada di Damocle di un deferimento che toccherebbe anche il club per responsabilità oggettiva, non scontato. Se i contatti con lo squalificato Moggi non sfociano in tesseramenti, se Moggi non era un dg occulto della Juve si può sostenere l’accusa in un processo sportivo anche se per violazione dell’articolo 1? E’ il dubbio del giorno.
Fonte: Tuttosport
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Dubbio del giorno?
Violazione dell’articolo 1?
Spero che il commento del “nuovo Tuttosport” sia riconducibile ad un primo aprile versione invernale, altrimenti si rasenterebbe l’assurdo.
Vorremo tanto sapere che cosa abbia fatto di così malvagio il Signor Luciano Moggi che, tra l’altro, è divenuto da 18 mesi un cittadino che non fa più parte degli "addetti ai lavori" del mondo del calcio, no mas tesserato.
Eppure nella storia recente di cronaca del nostro paese, abbiamo assistito, a crimini e protagonisti ben più efferati che il “nostro” Big Luciano, nonostante ciò, fatti, successivamente, passare come chi ha sbagliato e mai più lo farà, insomma dei martiri, qualcuno addirittura si è spinto a far divenire uno di questi come ragazzo immagine per una campagna pubblicitaria di abbigliamento.
E invece in Corso Galileo Ferraris, Blanc, si lascia andare: “problema di immagine creato”.
Problema di immagine? E quale sarebbe? Il fatto che Alessio Secco si sia intrattenuto telefonicamente (in Italia, a seconda dei personaggi e dei ruoli, reato gravissimo) con Luciano Moggi, comporterebbe un grave danno all’immagine della Juventus?
Non vorrete mica farci intendere, da Corso Galileo Ferrarsi, che tutto questo comporterebbe la violazione di un articoletto del CGS (sapete quelli che vanno ad interpretazione del signorotto che viene messo a interpretarli) e che di conseguenza anche il club ne dovrebbe rispondere per responsabilità oggettiva?
Ma va là. Anzi, a pensarci bene sarebbe stata proprio una gran bella mossa, da parte del buon Alessio, avere avuto consigli sulla campagna acquisti estiva, sia in entrata che in uscita.
Invece, disponendo di una liquidità mai avuta in passato dalla Triade, il calciomercato del club del “sorriso” ha deturpato ingenti somme di denaro per l’acquisto di giocatori che, ad oggi, hanno disputato la somma di tre partite.
E qui stiamo a parlare di immagine?
Signor Blanc, un consiglio spassionato (anzi molto appassionato): non rimanga notti intere a pensare che l’immagine della Juventus sia stata per sempre cancellata da un certo Signor Moggi, non stia a visionare Alessio Secco, pensando che dal suo ventilatore (ops pardon, telefono), venga gettato fango su di un logo che è “ancora” senza le due stelle che ne dovrebbero contraddistinguere la storia (per molto meno ci sono state magliette su cui sono stati cuciti scudetti di cartone). Signor Blac pensi che il meritatissimo terzo posto in classifica è dovuto anche a gente come Zanetti, Legrottaglie, Chiellini: non stiamo parlando dei "grandi fedeli" (come Cobolli chiama i "big")ma di gente scelta con "competenza ed oculatezza" da Moggi, gente che sta tenendo alta l’immagine della “sua” Juventus.

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domenica 6 gennaio 2008

I peccati di Matarrese, l'ex amico che ama le poltrone

Luciano Moggi su LIBERO 6/1/2008


Antonio Matarrese mi ha dedicato attenzione nei pensieri di fine anno con la cattiva eleganza che lo contraddistingue e, soprattutto, con scarsa memoria.

Abbarbicato alla sua poltrona, Matarrese (quello dalla dichiarazione "folle" - giudizio di Prodi - sulla morte dell'ispettore Raciti: "i morti fanno parte del sistema") mi da' del "disperato", a me e a chi parla con me.
Classico caso di chi vuol liberarsi non di un personaggio scomodo, ma di un testimone scomodo.
Evidentemente Matarrese non ricorda i viaggi a Torino e le suppliche rivolte al sottoscritto e a Giraudo ("io sono un amico vostro, aiutatem!"), il tutto per tornare a spadroneggiare in lega.
Qualcuno ricordera' che durante la prima presidenza Galliani (2002-2004) fu creata appositamente una carica (vicepresidente vicario della lega), per saziare la sua sete insopprimibile di potere.
Matarrese ha dimenticato questi percorsi, parla di mele marce(da che pulpito!) e dice di non volersi "sporcare con questi personaggi".

Chi e' senza peccato scagli la prima pietra.
Da vecchio boiardo DC (cinque legislature con poche presenze nelle aule parlamentari), non appena risale sulla sedia dimentica i compagni di viaggio.
Un anno fa, subito dopo l'elezione a presidente della lega, riservo' a coloro che lo avevano eletto una valutazione sconcertante: "i miei presidenti? Ci sono imbecilli e molti millantatori", truccata sotto la premessa che "pero' non c'erano delinquenti".
Matarrese, che e' anche quello del clamoroso fallimento Gioco Calcio, si accoda ora a chi vorrebbe impedirmi di vivere e anche solo di parlare, meglio farebbe a valutare le cose con animo meno esacerbato e una dose minima di imparzialita'.
Vada a rileggersi le conclusioni del processo sportivo, quando lo stesso Sandulli ha dovuto riconoscere che non era emerso nessun illecito, ma solo comportamenti inquadrabili nell'articolo 1 del codice sportivo.
Una situazione che non sara' certo del processo ordinario, davanti al quale mi sento garantito e ho piena fiducia.
Per qualcuno non potrei sentire gli amici che mi sono rimasti (e sono tanti, anzi tantissimi), non potrei dare suggerimenti a chi me li chiede (suggerimenti, non ordini).
Matarrese ha gia' stabilito il suo "j-accuse", senza riserve, senza esitazioni, senza dubbi.
A questo punto il dubbio e' che si e' formata un'intesa tra potenti e potentati per far fuori i pochi (ma bravi) nel calcio.
Mi chiedo perche' mai Matarrese non citi tra le "mele marce" il suo amico-nemico Carraro, perche' metta sempre in mezzo il sottoscritto come se fossi stato l'unico dirigente della Juventus? Quanto poi all'immagine del "disperato", evidentemente Matarrese ha fatto dei sogni, perche' io sono invece ben presente a me stesso tanto che nei suoi confronti ho deciso di presentare querela con relativa richiesta danni.

Caro Antonio, racconta un po' dei tuoi rapporti con personaggi che sono dovuti espatriare, racconta delle telefonate con quelle persone di casa-Juve con le quali adesso ti sporcheresti solo a parlarne.
Allora, non ti sporcavi.
Racconta quando recentemente in Lega sei stato sfiduciato.
Avevi detto "se l'assemblea al completo non sara' tutta con me, mi dimettero'". Altro che dimetterti, ti sei incollato alla poltrona, com'e' tua abitudine.

Potresti anche raccontare delle tua breve avventura alla presidenza dell'UNIRE, dove ti avevano mandato e fatto eleggere quelli che ti avevano suggerito di darti all'ippica, ma poco dopo hanno mandato a correre te, non i cavalli.
E vivaddio tu l'hai ammesso "mi hanno fatto fuori in pochi mesi".

Caro Antonio, quelli dell'UNIRE ti avevano scoperto.
Qualcuno nel calcio non l'ha ancora capito ma per fortuna il calcio non e' fatto solo di persone come te.
C'e' anche di meglio.
La tua non e' solo l'insopprimibile voglia di scrivania ma e' anche l'inestinguibile voglia di parlare.
Tanto ti dovevo, con gli auguri che il 2008 ti possa, portare a riflettere prima di parlare e offendere persone che hai sempre ritenuto amiche (almeno cosi' dicevi).

Nota: Tranquilli amici bianconeri, Moggi al processo di Napoli fara' saltare diverse poltrone in FIGC e Lega.
L'ha detto pure la Stefanova "il 2008 sara'un anno di grandi stravolgimenti, anzi, di terremoti istituzionali. Ci saranno cambi al vertice della Lega calcio e della FIGC.
Come non sara' un anno facile per Collina: potrebbe dimettersi"

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Abete parla, anzi straparla

Riporto alcuni stralci dell'intervista rilasciata dal presidente della FIGC Giancarlo Abete al Corriere della Sera. Abete parla dei temi caldi del calcio italiano, dalle plusvalenze, a Farsopoli, fino ad arrivare a Collina.

D. Dalle carte di Napoli sono emersi elementi inquietanti legati anche a Tavecchio, Punghelllini, e Gravina. Non sarebbe il caso di autosospendersi?
R. Non viviamo in un Paese perfetto e nemmeno il mondo del calcio lo è. Esiste un'etica comportamentale che va rispettata, e tantissimi lo fanno. Nello specifico, penso che una cosa sia la lettura politica degli atti e un'altra la titolarità dei ruoli. C'è una giustizia sportiva che deve accertare le responsabilità e c'è una logica politica che vorrebbe arrivare a forzature, che non posso essere io a fare.
Commento: la parola etica dalla bocca di un personaggio simile suona come una bestemmia. Giusto per far capire che si tratta di tutto meno che di un uomo nuovo, posto il link ad un suo breve curriculum vitae.

D. Il procuratore Palazzi non è un fulmine di guerra. E' venuto il momento di mettergli fretta?
R. Al lavoro, che è già molto, si è aggiunto il carico delle 409 pagine di Napoli, che sono una priorità. Il settore è stato riformato, la Procura andrà a regime entro febbraio e la situazione verrà governata con la tempestività necessaria. Nel rispetto dell'autonomia mi auguro che la giustizia sportiva continui ad avere la sua caratteristica fondamentale: strumenti più limitati rispetto all'ordinaria, ma maggiore celerità.
Commento: sconcertante è il termine che mi viene in mente. E' stato ampiamente dimostrato che le 409 pagine di Napoli sono piene di puro cazzeggio e chiacchiere da bar, tanto che il Team ha già ampiamente sviscerato in più articoli il contenuto dell'informativa. Basti citare gli articoli relativi alle telefonate Moggi-Foschi, Moggi-Punghellini, Moggi-Rovati, Moggi-Mazzei, o la vicenda del supertestimone ignorato. Abete si augura inoltre che la giustizia sportiva continui ad essere celere. Direi che questa assurda affermazione è in totale contraddizione con il sistematico insabbiamento delle indagini nell'ultimo anno e mezzo.

D. Palazzi deve decidere sulla questione plusvalenze.
R. Lo farà in tempi rapidi. Per il futuro ho avuto la disponibilità della Covisoc a trovare i modi per bloccare operazioni di trasferimento anomale. Una commissione mista che stabilisca fasce di valutazione per i giocatori più aderenti alla realtà. Nessuna interferenza, ma l'esigenza di un rispetto dignitoso della logica.
Commento: Abete, sempre peggio. Alla domanda precedente risponde parlando della giustizia sportiva, che dovrebbe essere celere. Qui parla di tempi rapidi per le plusvalenze. Al fine di ricordare a questo signore la situazione dell'indagine sui bilanci, posto il link ad un articolo de La Stampa del 19 Gennaio 2007 (avete capito bene, 2007 non 2008), dal titolo più che eloquente: Borrelli: "Su Inter e Milan carte a Palazzi da 5 mesi". Penso non serva ulteriore commento.

D. Dal gruppo Collina si aspettava di più?
R. A Collina si chiedeva come prima cosa di dare riconoscibilità a un ruolo difficile. Lui e Gussoni, uomo di qualità che sta ridando stabilità all'AIA, stanno lavorando bene. Il secondo obiettivo è legato ad un'attività formativa, che va avanti. Nessuno pensava che con Collina sarebbero spariti gli errori: curioso che fin qui si siano trovati in difficoltà più i vecchi dei giovani arbitri. Ed è stata ripristinata una trasparenza di percorso all'interno del mondo arbitrale.
Commento: Abete, male, anzi malissimo. Il bilancio del lavoro svolto finora da Collina è semplicemente fallimentare, come ben evidenziato nell'articolo "L'Alibi" scritto da Cirdan e nell'editoriale di Giancarlo Padovan "Esonerate Collina". Per quanto riguarda "l'uomo di qualità Gussoni", posto il solito link ad un'intervista di Corrado Ferlaino (mai smentita) che rende bene l'idea di quante ombre ci siano intorno a questo personaggio.

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sabato 5 gennaio 2008

La calciopoli di Sconcerti

(31 dicembre, 2007) - Corriere della Sera

Falso problema. È squalificato, non in prigione, e agitarne continuamente il fantasma dà forza alle nostre debolezze, non alla nostra onestà

Moggi inevitabile in un calcio che non vuole diventare serio

Voltaire diceva che le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle. Non c' è dubbio che Moggi sia stata una strega molto cattiva, ma noi continuiamo a mandarlo sul rogo con un' insistenza e un' ingordigia che rischiano di rendere banale il gesto. Non entro nel merito delle ultime intercettazioni. Mi sembra contengano sinceramente poche cose rilevanti. Mi sembra molto più grave il principio generale che si possa intercettare un indagato per quasi tre anni. Vorrei solo cercare di rimettere insieme con un po' di calma questa sindrome-Moggi che attraversa in modo evidente il nostro calcio. E provare semmai a capirne il perché. Mi sembra che stiamo vivendo il male di Moggi in modo eccessivo. Ci si sorprende che molti nel calcio abbiano ancora rapporti con lui o che Moggi possa in qualche modo «lavorare» per qualche presidente. Dal punto di vista del calcio questo non è evitabile. Le persone vengono «annullate» solo dal carcere e non è questa una pena della giustizia sportiva. Essere squalificati significa non poter avere incarichi ufficiali, non poter far parte dell' organizzazione, ma non annullare se stessi. Si dice che dovrebbe esserci una regola non scritta, almeno nello sport. Questo è un buon argomento, ma lontanissimo dalla realtà. Non previsto nemmeno dal calcio. Di Michele (ultimo esempio) è stato squalificato tre mesi per aver scommesso su partite del nostro campionato. Se sia un gesto grave, gravissimo o meno, ognuno giudichi per proprio conto. Non è questo il punto. Di sicuro, e giustamente, non è stato messo per quei mesi fuori dal coro. Non solo è stato dentro il calcio, ma ha potuto allenarsi con la propria squadra fino a rientrare a fine squalifica in perfetta forma atletica. Il presidente del Genoa Preziosi ha avuto una lunghissima squalifica per una partita comprata (Genoa-Venezia di tre stagioni fa). Non è stato isolato dal branco, ha continuato, giustamente, a fare il presidente, a comprare e vendere giocatori. Va da sé che i reati sportivi di Moggi sono molto gravi e hanno prodotto danni immensi prima di tutto alla Juve stessa. Ma la sua organizzazione è stata cancellata, sono cambiati i capi degli arbitri, i capi delle leghe, i presidenti di federazione, i giudici sportivi e molte cariche ancora. Non dico si debba essere ottimisti, ma almeno realisti sì. Servono anni per costruire una rete di rapporti come quella che cercava di condizionare i campionati. Giusto stare con gli occhi aperti, ma non gridare come vergini sfiorate ogni volta che torna a rimbalzare il nome di Moggi. Non dà forza alla nostra onestà, dà forza solo alla nostra debolezza. E alimenta sospetti. Forse il calcio non è cambiato non perché Moggi naviga ancora nei suoi vicoli, ma perché si è sempre rifiutato un dibattito. C' erano dei colpevoli e li abbiamo presi. Poi abbiamo preteso che la storia scomparisse con loro e tutti insieme si tornasse ai nostri giochi. Abbiamo prima spinto molto e poi frenato di gran carriera per paura che lo scandalo ci portasse troppo lontano e intaccasse i nostri stessi interessi. Ci siamo insomma accontentati di dividere i buoni e i cattivi un po' con la facilità dei complici. Forse è questo che non ci piace di Moggi. Ma è anche tempo di capire che questa storia non può che tornarci addosso. Dobbiamo imparare a gestirla. Molti arbitri hanno già finito le loro squalifiche, Moggi stesso fra tre anni potrà ricominciare. È l' ora di uscire da questo commissariamento isterico della realtà e di tornare a governare il calcio in modo importante. Soprattutto serio. * * * Realismo *** La sua organizzazione è stata smantellata. Non sarà magari il caso di essere ottimisti, ma realisti sì

Sconcerti Mario

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Caro Sconcerti,

ma lasci perdere il "va da sè" perchè "da sè non va da nessuna parte". Ce lo spiaghi ancora una volta, invece se ce la fa.

Perchè dopo essersi imbattuto in una frase felice (i quasi tre anni di intercettazioni sono uno scandalo) e il pensiero altrettanto felice (Moggi può parlare con chi vuole, non fa parte della sanzione e questo lo dicono anche altri come Nesti su un suo articolo bacchettando i bacchettoni e i moralisti da spiaggia d'inverno) ha detto una frase molto ma molto infelice..
"c'erano colpevoli e li abbiamo presi"
C'è il fondo di verità: lei è giornalista e parla in prima persona. I giornalisti hanno fatto il lavoro riservato ad altri. Se non è una confessione questa... Ma nel buttare giù la frase ha sbagliato la costruzione della stessa. Era meglio dire:
"Avevamo bisogno di colpevoli e li abbiamo trovati"
Perchè non è vero che sono stati tutti presi, non è vero che è stato fatto un buon lavoro, non è vero che Moggi fosse il male o il peggiore, perchè il modo di fare affari nel calcio ci dice ancora oggi altre cose, perchè il vero scandalo sono i fiumi di denaro che regolano il mondo del calcio in modo deleterio quantomeno come uno tsunami che non lascia superstiti.
Ci dica, caro Sconcerti, se Moggi è colpevole in realtà di non aver mosso denaro per i suoi intrallazzi e di aver impedito che quel fiume di bilanci tarocchi, fidejussioni false, plusvalenze ecc.., melmoso ed insano, non fosse il padrone unico di ogni singolo momento del calcio italiano, perchè se fosse altrimenti sarei "sconcertato" anch'io.
No caro Sconcerti, se c'è un momento peggiore di com'era prima, è vedere un presidente che con tutto quello che ha speso in carriera, prima non sapeva fronteggiare il Moggi di turno, ma neanche l'Europa del Milan, del Barcellona, del Liverpool, del Real, della stessa Juve, oggi padrone finalmente in Italia di un calcio senza avversari (furbi come Moggi o "ricchi" come lui). Un padrone che è arrivato ad essere primo a prescindere da meriti, diciamocelo, a cui però è perdonato tutto dal tacito assenso di stampa e tv, che ricapitalizza e continua a spendere malgrado campanellini d'allarme con poca voce, ma che suonano allarmi continui su buchi finanziari che si creano a ritmi annuali nei bilanci che raccontano storie pietose ma che non sconvolgono nessun moralista a quanto pare. Neppure un Governo che ha fatto della lotta all'evasione fiscale la sua bandiera e che se leggesse alcune pagine dello sport, ma che proprio di sport non parlano, si accorgerebbe che da lì mancherebbero milioni e milioni di introiti al fisco, come rileverebbero alcune inchieste in atto, fra l'altro.
No, caro Scorncerti, Moggi a guardare queste cose non ci fa la figura della strega, ma dello sfigato Paperino che cerca di escogitare delle furbate che si risolvono sempre in un disastro totale. Manca il lieto fine, dopo il Paperino bastonato, di solito nei fumetti il vero cattivo comunque paga, perchè la morale, quella che il ricorrere a sotterfugi non paga, non ci deve far perdere di vista che i veri cattivi devono uscire di scena, sennò passa un messaggio diverso, di cui non sarei proprio fiero fossi in lei. Tradotto, controllare a che i ricconi dell'allegra finanza dei marchi venduti a sè stessi e degli incostituzionali decreti salvacalcio non vengano più disturbati da furbacchioni non ci rende un calcio migliore, forse solo più squallido di quanto già non sembri.
Non che fosse più pulito prima, glielo dico subito, ma almeno, me la passi questa, il pensare che il vincente non avesse la solita faccia dello squalo della finanza senza cuore e senza coscienza mi ha sempre fatto divertire e non poco.
Col suo "abbiamo spinto e poi frenato per..." so benissimo cosa intende. Peccato, caro Sconcerti che il freno a mano lo si continui ad usare per vicende che riguardano altre squadre di cui, guarda un pò, non si parla proprio mai.
Distinti saluti.
M.C.

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venerdì 4 gennaio 2008

Matarrese: Moggi è un uomo disperato

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lunga intervista al presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese. Tra le tante perle, cito testualmente una parte del pensiero di Matarrese sulle nuove intercettazioni telefoniche relative all'indagine di Napoli:

"Non capisco perchè dobbiamo ancora sporcarci con questi personaggi. Moggi è un uomo disperato e lo si vede dal tipo di rapporto che cerca di costruire e chi tratta con lui è ancora più disperato. Siamo al minimo. Ora basta."

Bravo Tonino. Condivido la tua indignazione. Chi tratta o comunque ha rapporti con Moggi è un disperato, lo dici tu.
Posto quindi il link ad un articolo pubblicato sul nostro sito che riporta un'intercettazione telefonica tra Moggi e Rovati, il cui contenuto non mi risulta essere stato mai smentito.
Leggete bene, troverete il nome di un insospettabile disperato che pare avesse ancora contatti con Moggi.
Link all'intercettazione Moggi-Rovati

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martedì 1 gennaio 2008

La lingua del "23"

38-35!!! Con questo risultato i New England Patriots hanno battuto i New York Giants ed hanno chiuso una stagione perfetta con 16 partite senza sconfitte nella NFL americana di Football.
La squadra di New England e' diventata cosi' la seconda squadra a chiudere imbattuta una stagione e concludere la 'Perfect Season', come i Miami Dolphins nel 1972, anche se ora si disputano due partite in piu' rispetto a quegli anni. I Patriots hanno inoltre raggiunto, in questa stagione trionfale, anche il punteggio totale piu' alto nella storia (589) che mette dietro il punteggio ottenuto dai Minnesota Vikings 556 nel 1998. Individualmente, il "quarterback" Tom Brady, tra i migliori dei Patriots, e' arrivato a 50 passaggi per touchdown superando i 49 stabiliti da Peyton Manning nel 2004. E' eccellente la stagione regolare dei New England Patriots che trasforma la squadra nella migliore della NFL.
Una squadra che sul campo ha trasformato il finale della scorsa stagione (tre vittorie consecutive, 19 in totale), nella prospettiva attribuita dai maggiori bookmaker americani sulla vittoria finale del Superbowl 2008.
L'America, il Paese dove tutto è possibile, dove i miti diventano tali solamente per quello che riescono a realizzare nel loro settore, in questo caso un campo di 100 yard, dove lo sport è sinonimo di passione, divertimento, colore e appunto di miti da idolatrare.
Una sottile ma sostanziale differenza da quello che avviene nel nostro di Paese, dove se una squadra, di stagioni perfette, ne realizza addirittura due consecutive (76 partite consecutive in testa al campionato di serie A), viene etichettata, dall'opinione pubblica (coloro che, da non addetti ai lavori, seguono questo sport da tifosi, appassionati, presenti negli stadi e nei discorsi da pausa caffè e nei bar) con il termine "LADRI".
Diversa cultura ci verrebbe da dire, una cultura basata sull'invidia, sul non riuscire a realizzare, da tifosi di colori opposti, quello che riescono a realizzare colleghi di lavoro, amici, parenti.
Una cultura, la nostra, dove appena qualcuno riesce nella vita ad ottenere risultati, dove altri stentano, ci debba essere sempre e comunque dietro qualcosa di losco, arcane "reti" che servono per arrivare ai propri scopi, ipotetiche "telefonate" da dove si possa realizzare un record, una vittoria, una supremazia schiacciante per poter realizzare una, anzi due, stagioni perfette.
Nel Paese dove si può acquistare un'arma in piena tranquillità, lo sport ha un valore che non trova eguali, lo sport unisce, aggrega, fa appassionare milioni di persone, anche quelle che vestono magliette di diversi colori.
L'americano nello sport è fatto così, Michael Jordan è stato l'esempio.
L'americano di Boston (Celtic), di Los Angeles (Lakers), di Philadelphia (76ers) anche il "mormone" dello Huta (Jazz), quando vedeva sul "parquet" il numero "23" (poi tornato con il 45), lo idolatrava, lo spronava, voleva vedere quel pallone arancione infilarsi in quel canestro, una, dieci, venti volte, perchè quella lingua fuori dalla bocca, del giocatore di Basket più forte di ogni tempo, faceva impazzire l'America tutta, perchè in quelle mani non c'era solamente la passione di una fredda Chicago.Se la Juventus fosse stata una squadra di Baseball, di Football Americano, di Basket o di Hockey, l'America tutta l'avrebbe idolatrata, ne avrebbe fatto un mito, e non avrebbe compiuto, come è successo nel nostro Paese, quella sorta di invidia e ingratitudine verso costoro che avevano realizzato due "Perfect Season", e il numero "10", ogni volta che si sarebbe presentato a tirare una punizione dal limite, probabilmente avrebbe fatto tirare fuori la lingua, per l'ennesima volta, anche al numero "23".
http://jucirdanro.blogspot.com/

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