Tautologia
Walter Galbiati sulla Repubblica di oggi (pagina 16), ci informa che presto i giudici di Milano decideranno se Tavaroli e altre trentatre persone saranno rinviate a giudizio per i fatti dello spionaggio riferibile a Telecom Italia e a Pirelli.
Il giornalista fa capire che probabilmente gli imputati chiederanno il patteggiamento, si dichiareranno dunque colpevoli ma avranno uno sconto di pena ed eviteranno soprattutto un vero processo, dal quale potrebbero uscire scomode verità.
Ripercorrendo i fatti, il giornalista ci ricorda che lo scandalo riguarda anche il mondo dello sport, aggiungiamo noi il mondo del calcio e la Juventus (ripetiamo, in qualità di vittima. Non vorremmo che qualche giornalista confusionario della Gazzetta o di Rai Sport, tra qualche mese dicesse che era Moggi a pagare Tavaroli per spiare l'Inter).
Infine la Repubblica ci fa capire che le vittime non riusciranno molto probabilmente neanche a farsi risarcire, grazie alla legge, fatta approvare in fretta e furia dal governo Prodi allo scoppio dello scandalo, che impone la distruzione dei dossier illegali.
Insomma, finirà tutto a tarallucci e vino. Tronchetti ha vinto su tutta la linea. facciamocene una ragione.
Però, rileggendo, il verbale dell'interrogatorio di Tronchetti di fronte ai giudici inquirenti, questi dichiarò testualmente di non sapere chi ordinò l'uso della "macchina spropositata" in favore dell'Inter.
Bene, noi diciamo che una "macchina spropositata" serve solo per fare una "macchinazione spropositata". Questa sottolineatura non è nient'altro che una tautologia, evidentissima, "ridondante" direbbero i linguisti.
Peccato i magistrati non se ne siano accorti. Ignoranza o malafede?
Il giornalista fa capire che probabilmente gli imputati chiederanno il patteggiamento, si dichiareranno dunque colpevoli ma avranno uno sconto di pena ed eviteranno soprattutto un vero processo, dal quale potrebbero uscire scomode verità.
Ripercorrendo i fatti, il giornalista ci ricorda che lo scandalo riguarda anche il mondo dello sport, aggiungiamo noi il mondo del calcio e la Juventus (ripetiamo, in qualità di vittima. Non vorremmo che qualche giornalista confusionario della Gazzetta o di Rai Sport, tra qualche mese dicesse che era Moggi a pagare Tavaroli per spiare l'Inter).
Infine la Repubblica ci fa capire che le vittime non riusciranno molto probabilmente neanche a farsi risarcire, grazie alla legge, fatta approvare in fretta e furia dal governo Prodi allo scoppio dello scandalo, che impone la distruzione dei dossier illegali.
Insomma, finirà tutto a tarallucci e vino. Tronchetti ha vinto su tutta la linea. facciamocene una ragione.
Però, rileggendo, il verbale dell'interrogatorio di Tronchetti di fronte ai giudici inquirenti, questi dichiarò testualmente di non sapere chi ordinò l'uso della "macchina spropositata" in favore dell'Inter.
Bene, noi diciamo che una "macchina spropositata" serve solo per fare una "macchinazione spropositata". Questa sottolineatura non è nient'altro che una tautologia, evidentissima, "ridondante" direbbero i linguisti.
Peccato i magistrati non se ne siano accorti. Ignoranza o malafede?
Etichette: Juventus, Moggi, Pirelli, Telecom, Tim, Tronchetti
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