venerdì 30 novembre 2007

Sono tornati a casa........

Oggi 30 novembre 2007, è ON LINE il nuovo sito della Juventus......

Era un sonnolento venerdi di quelli come tanti stamattina ma ad un certo punto mi arriva una mail del Mago di Ios ... il nuovo sito è ON LINE!!!!

Mollo tutto e mi precipito.

Home page ... no .... Organigramma ....si si dopo dopo ... Società ... Team ... squadra ... bla bla bla ... ma dove è quello che cerco ... si proprio lui ... il PALMARES.

Negli ultimi tempi ogni tanto facevo una capatina.

Mi illudevo di ritrovare 28 e 29, i due figli più piccoli, quelli piu belli proprio perchè gli ultimi arrivati.

Ma ogni volta era una delusione.

Decine di mail, di proteste, di contatti personali con il Presidente Cobolli e con il suo staff ... per convincerli a non cancellare la storia, la leggenda, le vittorie sul campo.

L'ultimo tentativo a fine ottobre, in Assemblea.

Ci riporti 28 e 29, Presidente, li faccia tornare a casa.

Ebbene oggi sul palmares sono tornati a casa i piccoli 28 e 29, un po' malconci, con qualche graffio e asterisco, ma sono li.

I vecchi 10 e 20, dall'alto della loro esperienza li hanno subito riaccolti, e stanno cercando di fargli recuperare velocemente l'aria di casa.

26 e 27 invece, si sono subito stretti per fare posto.

Servono ancora parecchie cure.

28 e 29 hanno sofferto molto e devono essere curati.

10 e 20 hanno già chiesto aiuto....... agli unici specialisti per questo tipo di cose: lo JU29RO Team

I ragazzi hanno subito detto che sono a disposizione. Hanno detto che non mollano.
Hanno detto che cercheranno di togliere tutti i graffi e lo sporco, fino all'ultimo vergognoso asterisco.

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giovedì 29 novembre 2007

Enigma in luogo di mare

In data 19 novembre 2007 compare online la notizia. Non se ne conosce la fonte, ma la troveremo pubblicata su vari siti di informazione, da Rai Sport a La Repubblica, da Il Messaggero a L’Espresso. La notizia è questa:

L'ex direttore sportivo del Messina Angelo Fabiani è stato iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore di Messina Vito Di Giorgio con l'accusa di frode sportiva. L'inchiesta riguarda i rapporti tra Fabiani e l'ex dg della Juventus Luciano Moggi e i presunti favoritismi che il Messina avrebbe avuto nel campionato di calcio di serie B 2003-2004. Fabiani, attualmente ds della Salernitana, sarà sentito nei prossimi giorni dal magistrato. Le indagini hanno preso spunto da un'intervista a 'La Repubblica' rilasciato lo scorso anno da Maurizio Capobianco, l'ex dirigente della Juventus in cattivi rapporti con Moggi.

Uno dice: ma come? L’inchiesta di Napoli, che in origine era concentrata su un giro di scommesse legate al calcio (per chiarirci quella in cui è implicato Bettarini) si trasformò nell’inchiesta su Calciopoli, proprio indagando su un Venezia-Messina del 2003/2004 (così almeno risulta ufficialmente), Fabiani ha ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio a Napoli, Capobianco e l’altro accusatore di Fabiani, l’ex presidente della Salernitana Aliberti, hanno deposto a Napoli. A che serve aprire un’altra inchiesta a Messina?
Interrogato dai giornalisti, Fabiani palesa il mio stesso dubbio: «Non è possibile, si tratta delle indagini di Napoli, non c’è nulla a Messina». Poi, 10’ dopo. «Sono stupito ma anche assolutamente tranquillo. Non ho commesso alcun reato, ho la coscienza pulita. Vuol dire che andrò anche a Messina a dire la realtà dei fatti».
L’Espresso poi pubblica un altro articolo, in cui in verità vengono approfondite le tesi della difesa.
Ma la difesa di cosa?
In data 23 novembre, il sito ufficiale della Salernitana 1919 pubblica le seguenti dichiarazioni del legale di Fabiani e del Fabiani stesso:

PRECISAZIONE DEL LEGALE DEL DIRETTORE GENERALE
In merito alle notizie di stampa inerenti il procedimento giudiziario aperto dalla Procura della Repubblica di Messina e che vede tra gli indagati il Direttore Generale della Salernitana Angelo Mariano Fabiani, il legale del Dg, Avvocato Laura Autru Ryolo, precisa quanto segue:Quale difensore di Mariano Fabiani, in relazione alle notizie di recente diffuse sull'esistenza di indagini in corso in relazione all'attività del mio cliente quale Direttore Sportivo del Messina Calcio, devo precisare che la Procura della Repubblica di Messina ha concluso da mesi le indagini chiedendo l'archiviazione del procedimento.Tale precisazione appare doverosa per il pregiudizio arrecato a Mariano Fabiani da una non corretta informazione e dalle infondate propalazioni sulla insussistente attualità di accertamenti da parte della Procura di Messina.Si pubblica la presente comunicazione, a mezzo del sito ufficiale www.salernitana1919.it, per le dovute rettifiche
Avv. Laura Autru Ryolo

"La vicenda riportata da un sito a me sconosciuto che ha generato il diffondersi di una notizia falsa e non so fino a che punto tendenziosa, non ha mai scalfito la mia serenità in quanto sono e rimango fiducioso nell'operato della Magistratura in generale, anche se ha creato non poca tensione in seno alla mia famiglia. Tuttavia mi corre l'obbligo di ringraziare tutte quelle componenti che ruotano intorno al mondo del calcio che, in queste ore, mi hanno espresso grande solidarietà e stima e non hanno mai dubitato della mia persona.(...)"
Angelo Mariano Fabiani

Delle dovute rettifiche richieste giustamente dall’avvocato Laura Autru Ryolo, io non ho trovato traccia alcuna nelle edizioni online delle testate che hanno pubblicato via web la notizia.
Anche dalla Procura di Messina una smentita sarebbe stata doverosa, io immagino.

Perché io non ho capito bene cosa sia successo. Ma ho qualche dubbio.

PS Come mi segnala l'amico Lorenzo nel riportare la bufala naturalmente non fanno eccezione i maestri della Gazzetta dello Sport.

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martedì 27 novembre 2007

Colpa di Luciano

19 maggio 2006, dichiarazioni rese da Zdenek Zeman ai pm Beatrice e Narducci nell’ambito dell’inchiesta poi denominata Calciopoli: ''Uno dei tanti metodi utilizzati per realizzare la mia estromissione dal mondo del calcio e' sempre stato costantemente quello di persuadere o indurre comunque vari presidenti di società calcistiche a non assumermi come allenatore'. ''Per alcuni versi questa e' stata la mia precisa sensazione in diverse occasioni, come ad esempio, allorché il Bologna, subito dopo la retrocessione, mi contattò nella persona di Gazzoni Frascara, e cio' in verità anche prima dello spareggio con il Parma prospettandomi la possibilità di divenire l'allenatore della stagione successiva. Ma non di percezione si tratta allorché, invece, posso dichiarare che al termine della stagione 2004-2005 e allorché era assolutamente chiaro che non avrei allenato ancora la squadra del Lecce, il vice presidente dei salentini, Moroni, mi disse testualmente che egli aveva partecipato ad un'assemblea di Lega e che in quella circostanza Antonio Giraudo aveva detto ai presidenti di Palermo e Cagliari, cioe' Zamparini e Cellino, che io non dovevo essere assunto come allenatore''.

21 giugno 2006: è finita l’era Moggi! Zeman viene assunto dal Lecce di Moroni, obiettivo riportare la squadra in serie A. Dieci sconfitte in diciotto partite e il 24 dicembre viene esonerato.

27 novembre 2007, da più o meno un anno e mezzo, Luciano Moggi e Antonio Girando non fanno più parte del mondo del calcio. Ma Zeman dopo l’incarico di Lecce, in serie B, ancora non lavora.

E sì che occasioni, sia l’anno scorso che quest’anno, ce ne sono state. Al varo della stagione nessuno lo sceglie. Ma è una stagione fortunata: tanti esoneri. Cellino ha già esonerato Giampaolo. E ha deciso di puntare su Sonetti. Zamparini ha esonerato Colantuono. E ha riassunto Guidolin.
E io che pensavo che non vedessero l’ora di assumere Zeman… Figuratevi: l’Empoli ha richiamato in patria addirittura Malesani per sostituire Cagni…
Zeman no. Non è ancora il suo tempo. Anche dopo Moggi, nessuna panchina di A per lui.
Ma ecco che inaspettata arriva la proposta. Oddio, c’è concorrenza: per la stessa panchina sono stati contattati Scala e Maifredi (quest’ultimo reduce da una quadriennale esperienza a fare la moviola umana). La panchina è quella dell’Albania. E io ho grande rispetto per l’Albania. Ma, insomma, se non è un esilio questo…

Tutta colpa di Luciano?

PS:La domanda non è rivolta al tecnico boemo, ma ai pm Beatrice e Narducci che ne hanno certificato l'attendibilità.

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lunedì 26 novembre 2007

Esonerate Collina

Editoriale di Giancarlo Padovan, da Tuttosport


Belle risposte, non c’è che dire, da parte del­la banda Collina. Se fosse un allenatore, quale si ritiene (l’ha detto lui all’inizio della stagione), la sua panchina sarebbe già saltata per palese mancanza di risultati tecnici, men­tre se si accontentasse di fare il designatore non avrebbe dovuto cominciare mai, visto che par­lava con Meani affinché lo aiutasse a ricoprire quell’incarico. Io non so se la questione mora­le del calcio italiano, ben lungi dall’essere ri­solta come giustamente sostiene l’ex commis­sario straordinario Guido Rossi, sia più ur­gente di quella arbitrale. So, però, che in Col­lina esse coincidono in modo non più trascu­rabile. Certo, finché Collina godrà della pro­tezione della maggioranza dei giornalisti, che coltiva con le sue fumisterie dialettiche, temo accadrà poco.
Eppure non so che cosa si stia aspettando, non so che cosa serva ancora per decretare l’inat­tendibilità di questa classe arbitrale e di chi la dirige. Tra sabato e ieri abbiamo assistito ad uno scempio che nella storia dei campionati ha pochi precedenti. Purtroppo, però, danneggia­ti non sono i grandi club, ma i piccoli come la Reggina, di cui pochi si curano, il Siena e il Par­ma, di cui non si cura nessuno. Scandaloso – non trovo altra definizione acconcia – che Ay­roldi, arbitro di Reggina-Fiorentina, abbia ignorato un colossale fallo di mano in area di Pazienza, anzi ne inventi uno contrario di Ca­scione, negando pure un altro rigore per atter­ramento di Vanden Borre ai danni di Missiro­li. Patetico – e giustamente parato – il rigore gentilmente offerto da Dondarini a Ronaldo (presunto fallo di Bianco) in Cagliari-Milan; al limite, molto al limite, del fuorigioco il primo vantaggio dell’Udinese (Quagliarella) con il Siena; avviata da un fallo non rilevato di Inler su Maccarone l’azione del raddoppio di Di Na­tale. Durante Lazio-Parma sarebbe stato da espulsione (e non solo da ammonizione) l’in­tervento di De Silvestri su Cigarini, come avrebbe meritato il secondo giallo (quindi il rosso) Firmani per l’intervento di mano in barriera nei minuti di recupero.
Raccontato delle gare in cui gli arbitri hanno inciso tanto negativamente dall’aver inquina­to il risultato, non bisogna trascurare la pessi­ma prestazione di Rosetti in Genoa-Roma e quella, altrettanto deficitaria, di Banti per In­ter- Atalanta. In questo caso, a dire il vero, ci sarebbe da registrare anche l’irregolarità di Cruz che porta al 2-0 dello stesso argentino (l’arbitro, dunque, altera il risultato), però, al­la stessa maniera, assegna solo il cartellino gial­lo per un’entrata pericolosissima di Manfredi­ni ai danni di Suazo (l’Atalanta sarebbe rima­sta in dieci uomini). Poi si è anche giocato...

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Addio Manuela.

Fonte:Eurosport - lun, 26 nov 15:19:00 2007
La società viola e tutto il mondo sportivo si stringono attorno all'allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli per il grave lutto che lo ha colpito. E' mancata la moglie Manuela, malata di cancro dal 2004.


Addio a Manuela Prandelli, compagna del tecnico della Fiorentina. Manuela si è spenta oggi, lunedì 26 novembre, all'età di 45 anni, dopo una lunga lotta contro un male incurabile. Manuela lascia due figli, Carolina e Niccolò, 21 e 24 anni. Anche lei, come Cesare, era originaria di Orzinuovi: i due si sono conosciuti da bambini e hanno vissuto tutta la vita insieme, sposati per 26 lunghissimi e intensissimi anni.

Già nell'estate del 2004 l'allora tecnico della Roma aveva lasciato la panchina proprio per stare vicino alla moglie. Il male sembrava essere stato superato, ma, purtroppo, si è poi ripresentato nel 2006.

La società toscana è vicina al tecnico in questa situazione triste e difficile: "La Fiorentina, il presidente, il consiglio di amministrazione, la dirigenza, la squadra e tutto lo staff si uniscono al dolore immenso della famiglia Prandelli" recita una nota sul portale della società viola, chiuso per lutto fino a domani.

Ieri pomeriggio la Fiorentina ha pareggiato a Reggio Calabria 0-0, priva di Prandelli sulla panchina. Fonti ufficiali hanno riportato che il tecnico viola non aveva preso parte alla trasferta a causa di una violenta colica. Ora, forse, ne capiamo di più.


Lo Ju29ro Team si unisce al mondo sportivo nel porgere le condoglianze a Cesare Prandelli ed ai figli. Cesare, indimenticato giocatore della Juve, grande allenatore, uomo di sport e, soprattutto, "uomo vero". Coraggio Cesare, coraggio ragazzi.

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Juventus - Palermo, commento tecnico

La formazione di Ranieri sconfigge con un roboante 5-0 il Palermo. La prestazione dei bianconeri è probabilmente la migliore della stagione, mentre i siciliani sembrano entrare in campo già sconfitti, senza grinta nè idee.
In difesa, nessun particolare problema per la squadra. Al centro, Legrottaglie si conferma come la più grande sorpresa della stagione, sicuro, autoritario, preciso, sempre concentrato, mentre al suo fianco Criscito offre un buon contributo alla causa e sembra in ripresa rispetto alle ultime sciagurate esibizioni. Sulla destra, Zebina al rientro è autore di una prova molto buona, mai impegnato in fase difensiva ma molto dinamico in quella offensiva, il posto di titolare sulla fascia dovrebbe essere suo anche dopo il rientro di Grygera. A sinistra Molinaro mostra i soliti pregi e difetti: grandi qualità atletiche, sempre pericolose le sue incursioni, ma amnesie difensive che potrebbero essere fatali contro avversari più forti.
A centrocampo, solita grande prova di Zanetti, affiancato da un Nocerino che svolge in modo dignitoso il suo compito. Tiago è relegato in panchina, e la scelta appare incomprensibile, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Ranieri e Tiago stesso in settimana, e anche considerando lo stato di forma non eccezionale di Nocerino. A destra, sufficiente Camoranesi, che sembra più svogliato che in altre occasioni, ma ha il merito di accentrarsi spesso colmando le lacune qualitative della coppia centrale. Nel finale entra Marchionni (bentornato!) che segna un gran bel gol e appare molto vivace. A sinistra un ritrovato Nedved corre come un indemoniato per 90 minuti, seminando il panico nella difesa del Palermo, tuttavia il ceko non è ancora al massimo della forma, offre più quantità che qualità.
In attacco, Trezeguet segna un gran gol di rapina e fa poco altro, mentre Iaquinta segna un gol "alla Trezeguet" e lavora per la squadra con incredibile generosità, al punto da dover essere sostituito per crampi. Entra al suo posto Del Piero, che timbra il cartellino con una punizione delle sue, un assist per il gol di Marchionni e il rigore finale. Nel finale Palladino subentra a Trezeguet e viene duramente richiamato dal capitano per le proteste eccessive.
Ranieri indovina tutte le mosse in questa occasione, la prestazione della squadra è inattaccabile. Volendo essere ipercritici, questa sarebbe stata l'occasione ideale per lanciare Tiago dal primo minuto, ma sarà per la prossima volta.

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domenica 25 novembre 2007

Juventus - Palermo, pagella istantanea


Buffon 6.5 fa bene le poche cose che è chiamato a fare
Zebina 6.5 buon ritorno, sia in fase offensiva che difensiva, DEVE essere il titolare del ruolo
Legrottaglie 7 prova maiuscola, nessun errore, ormai una certezza
Criscito 6.5 buona prestazione, anche se gli avversari sono inesistenti
Molinaro 6 ottimo in fase offensiva, molto rozzo in quella difensiva
Camoranesi 6 appare svogliato, ma ha i soliti lampi di gran classe soprattutto quandosi accentra
Zanetti 7 una garanzia, quantità e qualità, deve svolgere anche compiti da regista che non gli spetterebbero
Nocerino 6 sufficiente, ma non si capisce l'utilità del suo impiego al fianco di Zanetti, che fa meglio lo stesso lavoro
Nedved 6.5 sta tornando in forma, più quantità che qualità, meno nervoso del solito
Trezeguet 6.5 un gol dei suoi, cecchino implacabile, poi poco altro
Iaquinta 7 gol di rapina, moto perpetuo, insostituibile
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Del Piero 7 doppietta e una gran voglia di giocare, abbiamo tre grandi attaccanti
Marchionni 6.5 un bel gol, più voglioso rispetto a Camoranesi
Palladino 6 qualche bel tocco a partita ormai chiusa, litiga con Del Piero
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Ranieri 7
la squadra gioca un'ottima partita, ha ragione lui. Tuttavia, continuo a ritenere inspiegabile l'ostracismo nei confronti di Tiago, anche considerando il fatto che Nocerino non appare in forma strepitosa
CLASSIFICA
TABELLINO

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sabato 24 novembre 2007

Juventus - Palermo, formazioni


JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon, 2 Birindelli, 19 Criscito, 33 Legrottaglie, 28 Molinaro, 8 Camoranesi, 30 Tiago, 6 Zanetti, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet. A disposizione: 12 Belardi, 5 Zebina, 29 Marchionni, 23 Nocerino, 7 Salihamidzic, 20 Palladino, 9 Iaquinta. All.: Ranieri.

PALERMO (3-5-2): 12 Fontana, 2 Zaccardo, 43 Barzagli, 22 Biava, 32 Diana, 14 Guana, 30 Simplicio, 20 Caserta, 3 Capuano, 19 Brienza, 11 Amauri. A disposizione: 1 Agliardi, 4 Tedesco, 7 Cavani, 8 Migliaccio, 17 Jankovic, 23 Bresciano, 77 Rinaudo. All.: Colantuono.

ARBITRO: Saccani di Mantova.

La formazione che verrà schierata appare avvolta nel mistero. In difesa, squalificato Chiellini, Criscito dovrebbe essere il suo sostituto al fianco di Legrottaglie, con Birindelli o Zebina a destra (favorito l'italiano) e Molinaro a sinistra. A centrocampo, sicuri Camoranesi a destra e Nedved a sinistra. Al centro, intoccabile Zanetti, al suo fianco ballottaggio Nocerino-Tiago.
In attacco coppia titolare Del Piero-Trezeguet.

Altre di A


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lunedì 19 novembre 2007

La "scalata" alla domenica.

Di Cirdan
Lunedì 19/11/2007

Sono un cittadino italiano, residente, ho un lavoro dignitoso, una famiglia, o meglio convivo, ho anche un figlio e mi è rimasta la mia mamma, mio padre non c’è più, la mattina del 14 agosto ci ha salutato.
La mia vita è fatta di piccole cose, la passione per la musica, suono la chitarra, anche se quel verbo è un po’ troppo per un autodidatta come me, l’interesse, fin da quando ho cominciato a ragionare, sempre che questo sia realmente accaduto, per la politica, la finanza e l’economia, anche se non sono del “ramo”, gli amici, le serate in discoteca, i concerti di Vasco Rossi (a 12 anni ne rimasi folgorato e ancora oggi porto con me, onorato, le bruciature), le ragazze, anche se adesso sono innamorato e mi limito a dare un’occhiata, i film che raccontano i pezzi della storia italiana.
Mi è sempre piaciuto leggere, anzi, dirò di più, prima ascoltare, poi leggere e alla fine dire anche la mia. Spesso mi è capitato di leggere un saggio, che sia politico, ambientale o economico cambia poco, e poi dire: "ma che cosa stà scrivendo questo!"
Si lo so, a volte sono polemico, ma se il vento che sento andare verso nord-est me lo vogliono imporre come un vento che va verso nord-ovest mi incazzo. Ma allo stesso tempo, credo, di saperlo valutare, interpretare, ascoltare, insomma me ne voglio fare un’idea.
E poi c’è il calcio, anche se sarebbe più corretto dire “c’era”.
Non sono mai stato un fenomeno, altrimenti non sarei qui a scrivere, o forse in ogni modo si, beh ma questo ha poca rilevanza, ma i miei gol li ho sempre fatti, si giocavo di punta, ora non gioco più, la mattina devo lavorare e viste le condizioni del mio ginocchio è meglio sedersi ad una tastiera e comunicare con i ragazzi dello Ju29ro che rischiare di farmi male.
Ricordo benissimo l’inizio della new-economy borsistica, i titoli tecnologici, sull’onda che si cavalcava in America con il Nasdaq, eccoli sbarcare anche a piazza affari: Prima industria, I.Net, Poligrafica San Faustino, era il 2003.
Erano anni che viaggiavo con il classico portafoglio virtuale, ma in quel periodo decisi di investire una piccola sommetta, della serie “tanto da togliermi lo sfizio”.
Fu proprio Poligrafica San Faustino il mio primo cavallo. E fu un cavallo di razza, un purosangue.
In pochissime sedute di Borsa toccò percentuali di aumento, con conseguenti sospensioni, da capogiro, ricordo che l’acquistai grazie ad una persona a me cara e amico di vecchia data di mio padre, con il quale oggi continua un rapporto fatto di dialoghi sulla vita economica e non solo.
Viaggiava intorno ai 20 euro al momento della sottoscrizione, e quando fu il momento mi consigliarono immediatamente di vendere, il guadagno era stato fatto. 75 euro!!! Arrivò anche sopra 80, ma per me bastava così.
I primi ricordi d’economia e finanza, risalgono al Banco Ambrosiano, o meglio, quello l’appresi in seguito, ma ricordo i mondiali di Spagna, quelli vittoriosi, era il 1982, e in quell’anno ci fu il giallo della morte di Calvi. Mi fa strano avere letto quest’estate la sentenza della Corte d’assise di Roma in merito a quella vicenda, e non tanto per l’epilogo, quanto per la distanza di anni, ero un bambino, avevo 11 anni, e oggi mi ritrovo a leggere di un fatto che probabilmente allora nemmeno capivo ma che mi aveva colpito.
Poi arrivarono gli anni dei nuovi predoni, Telecom ancora oggi continua ad accompagnarmi.
Colaninno lo vedevo come uno che c’è l’aveva fatta, sappiamo tutti come, ma ci era riuscito.
Era il 2000 e credo che proprio da li cominciò tutto.
Le scalate, i fondi nascosti nei fondi di chissà quale fondo di chissà quale paese lontano, poi li scopriranno tutti, o quasi.
La politica era notevolmente cambiata, non interessava nemmeno più la poltrona, oggetto del desiderio resistito per anni nel Parlamento italiano.
Tutti indaffarati a diventare sempre più potenti, sempre più in cima alle liste di una certa onorabilità da mostrare ad ogni convetion, ad ogni serata di gala, ad ogni salotto in cui presiedere con tanto di Signora al seguito, magari di televisione, il che non guastava.
La “Lira” era morta, e fu in qualche modo lo spartiacque degli scandali finanziari, Fiorani con la Popolare di Lodi, Gnutti e la combriccola dei bresciani e i grandi Crac di Cirio e Parmalat, sembrava che tutto fosse scritto, e la lettura attenta di quel periodo poi non troppo lontano, ci afferma che l’inchiostro fu usato dagli stessi identici personaggi che facevano parte del libro.
Camminando per la strada, entrando in un bar, la gente era incazzata.
I piccoli risparmi di una vita erano diventati fumo, cenere, ma nemmeno, si erano volatilizzati.
Una volta ricordo all’interno di un supermercato, il dialogo tra due signore di una certa età, diciamo anziane, nel reparto scatolame.
Nel dialetto della mia terra, i termini e i contenuti usati furono in parte questi:
"Lo vedi lì, come si chiama…..Tanzi…..ma si quello della Parmalat…..hai visto che cosa hanno combinato….mio marito non sa più che pesci prendere".
Alla vista di un semplice prodotto con marchi Parmalat, la gente vedeva Tanzi e le porcherie che si erano combinate.
Senza poter fare nulla.
Si erano impossessati dei risparmi degli italiani, erano diventati miliardari, la loro megalomania li aveva portati a scalare tutto quello che c’era a disposizione.
Dal lunedì al sabato, in quel periodo non si parlava di altro.
Chi aveva perso tutto con Telecom, chi con Cirio, chi con qualunque cosa avesse avuto a che fare con Banche e Borsa.
Ma poi. Poi accadeva una magia. Un miracolo.
Arrivava la domenica.
Si la domenica, il giorno del riposo, il giorno delle tagliatelle a pranzo, il giorno della Chiesa per chi ci crede, il giorno della gita fuori porta per portare i bambini al mare o in montagna. Il giorno per ritrovarsi tutti dalla zia a fare a botte con i cugini.
Ma soprattutto il calcio.
La partita, l’attesa, il big-match.
Quante domeniche mi sono alzato alle 6 di mattina, e lì non serviva nemmeno la sveglia, per prendere un treno, la macchina, l’autobus e partire. Destinazione Torino! Ogni 15 giorni naturalmente, altrimenti Milano, Firenze, Bologna, Genova, insomma una bella fetta d’Italia.
Quanti ricordi indelebili, quanta gente abbracciata e mai vista in vita mia, quante coreografie create, e poi sciarpe, cappellini, magliette, guanti, un susseguirsi di emozioni fino ad arrivare alle fatidiche ore 15:00.
Lo spettacolo stava per cominciare. Scendeva in campo la Juventus.
Anche il calcio era cambiato, chi nato tra la metà degli anni sessanta e la metà dei settanta, non ricorda il vecchio Comunale pieno zeppo di gente che arrivava da Ragusa, Brindisi, Caltanisetta, dalla Sardegna, dalle Puglie, dalla Calabria.
Chi non ricorda i titoli sui giornali sul record d’incasso per la gara di coppa o lo scontro al vertice in campionato.
Quel calcio si reggeva sugli abbonamenti, sul tutto esaurito, qualche società privilegiata sulla disponibilità economica della proprietà, ma tutto era lì e non di più.
Il calcio cambiato era quello dei diritti tv, degli sponsor faraonici, dei diritti d’immagine dei calciatori, delle sinergie con altri finanziatori.
Ma si giocava sempre di domenica, e la domenica era per tutti magica.
Poi, un giorno, un giorno come un altro, uno di quei giorni in cui si parlava di scalate, tesori nascosti e via dicendo arriva una notizia.
Proprio sulla Juventus, siamo nel maggio del 2006.
Non era domenica.
E di conseguenza non fu per niente magico.
Che succede, cosa sta succedendo si cominciano a domandare in molti, ma non tutti.
Oggi siamo alla fine del 2007, mese di novembre, acqua dentro ad un fiume n’è passata molta, di pagine lette e d’articoli scritti anche, ma c’è qualcosa che non va.
Hanno scalato banche, società, hanno rubato i risparmi di una vita ad anziani, coppie appena sposate, qualche giovane fortunato.
Hanno cambiato il corso della vita di milioni di persone, hanno culturalmente spostato i valori che i nostri genitori ci avevano inculcato, ci hanno voluto anche convincere, con un’informazione pilotata, che avevano ragione loro.
Hanno fatto passare delle persone normali, ma capaci, come gli artefici di un teatrino degli orrori, hanno voluto passare, come se fossero onesti.
Non gli era bastato scalare, non gli era bastato intercettare, non gli era bastato infamare, non gli era bastato uccidere, non gli erano bastati i giorni che vanno dal lunedì al sabato.
Hanno anche voluto prendersi la magia di noi comuni mortali, quelle tagliatelle all’ora di pranzo, quell’attesa del primo pomeriggio, quella giornata passata dalla zia a prendersi a botte con i cugini. La giornata che per noi voleva dire evadere, divertirsi, gioire, piangere, incazzarsi, sfottere l’amico perché la nostra squadra del fantacalcio lo aveva battuto, quei novanta minuti vissuti in un bar, allo stadio, su di un divano con gli amici di sempre a dirsi: <> e poi, così per magia, perché quel giorno era magico, dopo nemmeno due minuti vederlo insaccare il gol del vantaggio, perché a lui, quando capita la palla buona, non sbaglia. E allora via, azzuffati in un unico abbraccio a spese del divano.
Hanno voluto scalare anche la nostra magica giornata.
Hanno “scalato” la domenica.

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Parla Antonio.


Antonio Conte, il mai dimenticato "Capitano" di una Juve vincente, intervistato da Tuttosport, rilascia le sue impressioni sui giovani talenti juventini e sulla dichiarazione di Ranieri che vede in questa Juve qualcosa della prima di Lippi: «Beh, secondo me quella Ju­ve, la mia Juve, per qualità era molto più forte di questa. Magari il paragone ci può stare in quanto ad entusia­smo, grinta e voglia di fare, caratteristiche che ci acco­munano».
Ma ci interessa di più riportare il parere di Antonio sui giovani, iniziando da Giovinco che ha dato spettacolo nella partita dell'Under: «Lo avevo chiesto lo scorso anno, quando allenavo l’A­rezzo. Lui, Claudio Marchisio e De Ceglie. Il ds Alessio Sec­co però mi ha spiegato che servivano alla Juve, per la norma che obbligava a inclu­dere un tot di elementi usciti dal vivaio in rosa. Io credevo in questi ragazzi, perché li avevo visti in azione e già si prospettava per loro una car­riera importante. Giovinco possiede la dote più bella del calcio: l’uno con­tro uno. Salta l’uomo, è velo­ce, la manovra diventa coin­volgente.
Vedendolo, mi viene in mente Leo Messi. Sì, il fol­letto argentino del Barcello­na. Stesse movenze, rapidità d’azione. Un po’ ricorda anche Sergio Aguero, che ha segna­to l’altra notte con la nazio­nale. Sono quei giocatori che fanno la fortuna di un allena­tore. Nel gioco del calcio, se sai saltare l’uomo, crei supe­riorità numerica, ed è fonda­mentale nella fase d’attacco».

Alla richiesta di sbilanciarsi e dire se questi giovani sono pronti per il salto di qualità, risponde: «Non si devono credere già arrivati. Sono giocatori di prospettiva, devono rimanere umili e applicarsi».

Alla domanda se la Juve possa sposare la linea verde, ecco la risposta del "Capitano": «Certo, le esigenze sono diffe­renti, però è un fatto che gli italiani vestono il bianconero, mentre l’Inter è straniera. Poi, Fiorentina e Udinese stanno programmando il fu­turo con giovani già rodati. E in Friuli si lavora davvero be­ne, scoprendo talenti scono­sciuti. Il difensore Zapata, ad esempio, è pronto per una grande squadra. Inler è bra­vissimo. Alla Juve la maglia pesa. Domenico Criscito non è quello che si vedeva a Ge­noa, ma bisogna avere pa­zienza con lui. Troppa pres­sione, va lasciato tranquillo. E sono pronto a mettere le mani sul fuoco sulla sua af­fermazione. Solo che non è smaliziato e con Francesco Totti ha fatto brutta figura. Raffaele Palladino, invece, po­co a poco, sta trovando collo­cazione. E Vincenzo Iaquinta si rivela l’acquisto più azzec­cato».

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mercoledì 14 novembre 2007

"E ho detto tutto".


"E ho detto tutto!" Una frase "cult", un classico di Peppino in "Totò Peppino e la malafemmina" con Totò che gli rispondeva: "Tu sempre con questo ho detto tutto che poi non dici mai niente". Lapo mi ha fatto rivivere quel momento di irresistibile comicità leggendo su Tuttosport le sue ultime dichiarazioni: «Noi condizionati da errori? Di­ciamo che nelle ultime partite, gli arbitraggi sono stati sfavorevoli. Siamo stati svantaggiati e non voglio dire altro». Ci mancava solo un bel "E ho detto tutto". Oh Lapo, ma se la Juve non la difendono i suoi proprietari chi lo deve fare? Va bene, lo facciamo noi. Suvvia Lapo, qualche altra cosa potevi dirla....lascia perdere lo Smile, che da quando lo avete tirato fuori ci hanno fatto neri.
Ma Lapo ieri era in vena e ha speso una parola anche per tranquillizzare noi tifosi sul futuro: «Con la nascita di To­bias Del Piero e Oceano Elkann (figlio di John) abbia­mo due nuove reclute juventine per il campo, per una Juve linea verde. E Oceano porterà il mare a Torino».
Povero cucciolo d'uomo. Dopo l'umorismo che il nome affibbiatogli ha scatenato su forum e blog...ci si mette pure lo zio creativo.

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Io do una cosa a te, tu ne dai una a me?

MONTEZEMOLO IERI (fonte: Il Sole24 Ore del 9 febbraio 2007):
«Tronchetti è parte lesa nel caso Telecom»
"Io non entro mai nelle vicende delle singole aziende, voglio solo dire che Marco Tronchetti Provera è un mio amico, è una persona perbene, è un vicepresidente di Confindustria e mi sembra che in questa vicenda sia parte lesa". Lo ha dichiarato Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria, riferendosi all'inchiesta della magistratura romana sulle intercettazioni illegali, che negli ultimi mesi ha prodotto una serie di provvedimenti restrittivi a scapito dei protagonisti e del cosiddetto Tiger Team, la task force che avrebbe gestito l'hackeraggio ai danni dei pc della Rcs, in particolare dell'ex ad Colao e del vicedirettore del Corsera, Mucchetti.

MONTEZEMOLO OGGI (fonte ANSA del 8 novembre):
«Indagini illegali, “PANORAMA”: Tavaroli proteggeva Montezemolo»
"Durante la ’campagna elettorale’ per la presidenza di Confindustria ’la vecchia security Telecom guidata da Giuliano Tavaroli si preoccupo’ di proteggere il candidato favorito, Luca Cordero di Montezemolo, da eventuali attacchi di un gruppo di industriali contrari alla sua elezione’. Lo scrive Panorama in edicola domani in un servizio del quale ha diffuso un’ anticipazione."

I tifosi della Juventus sono diventati molto sospettosi ed alcuni, più sospettosi di altri, pensano di aver individuato in quale modo Luca si sarebbe "sdebitato" con l'amico Marco.

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lunedì 12 novembre 2007

Lo Ju29ro Team compie un anno!

Noi Non Dimenticheremo Mai!
Questo il nostro motto che non è solo uno slogan ma una ferma convinzione in tutti noi.
Che questi 12 mesi rappresentino solo il giusto festeggiamento ed il primo passo in attesa di traguardi futuri per un gruppo di ragazzi che non s'è voluto proprio rassegnare davanti allo scempio di calciopoli (o farsopoli).
Un sentito grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci affinché un giorno si possa arrivare a quella verità da tutti noi ricercata.
Un "Grazie" esteso anche a tutti i miei compagni di viaggio, persone meravigliose, che ho avuto la fortuna di conoscere in questi 12 mesi.
Fabio
domenica 11 novembre 2007

Parma - Juventus, commento tecnico


La partita tra Parma e Juventus si conclude con la vittoria per 3 reti a 2 dei bianconeri, che rimontano i due gol di svantaggio iniziali. Il punteggio finale ufficiale è di parità a causa del grottesco annullamento del secondo gol di Iaquinta per fallo di confusione. Il buon Gava è talmente terrorizzato dall'idea che la Juve possa vincere che fischia un fallo che sicuramente non ha visto, sperando che ci sia stato davvero. Purtroppo per lui gli va male, persino Pistocchi si deve arrendere all'evidenza. Piccoli Bergonzi crescono.
Ranieri schiera in difesa sulle fasce Grygera e Criscito. La scelta si dimostra completamente sbagliata: Grygera non è soddisfacente nè in fase difensiva nè in quella offensiva, e si fa uccellare in modo ridicolo da Pisanu sul secondo gol, mentre Criscito sulla fascia viene saltato come un birillo dai parmensi, riuscendo nell'ardua impresa di far rimpiangere Molinaro. Al centro partono Chiellini e Legrottaglie, che soffrono le pene dell'inferno a causa degli scompensi provocati dagli esterni difensivi. Le cose migliorano con l'inversione Chiellini-Criscito: Chiellini spinge molto sulla fascia, ma rovina la sua prestazione con un intervento da wrestling sul nuovo entrato Morfeo. Brazzo sostituisce il disastroso Grygera e le cose migliorano, ma Ranieri, che tiene Zebina in panchina, ha questo pesante errore sulla coscienza.
A centrocampo ottima prova degli esterni, Camoranesi a destra e Palladino a sinistra, che garantiscono qualità e quantità, scambiandosi più volte posizione. Al centro, le solite dolenti note. Ho sempre sostenuto nei miei commenti la totale inutilità dei due incontristi, e la prova dei fatti mi dà ragione: Zanetti gioca una buona partita, anche se meno lucido del solito, mentre Nocerino fa molta fatica, impreciso, arruffone, mai determinante. Non a caso le cose migliorano quando entra Tiago: il portoghese è lontano dalla forma migliore, fa solo il compitino, ma dà geometrie e si rivela sicuramente più utile rispetto al napoletano.
In attacco, Trezeguet letteralmente non tocca palla, mentre Del Piero gioca un sufficiente primo tempo, alternando buone giocate ad errori. Il capitano viene sostituito da Iaquinta nella ripresa, e la scelta si rivela vincente. Vincenzo segna una doppietta, e con il suo movimento mette alle corde la retroguardia parmense.
Giudizio negativo sull'allenatore. Sbaglia completamente la formazione iniziale, che comprende due terzini improponibili ed un Nocerino sotto tono, corregge bene in corsa, ma il risultato ufficiale è solo parzialmente soddisfacente.

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Parma - Juventus

Partita giocata in un clima particolare, a causa dei fatti di Badia (Ar). Alcuni tifosi juventini non assistono alla partita per protesta. Secondo la loro opinione, il match non doveva iniziare. Appello raccolto dalla squadra juventina, che non è praticamente scesa in campo. Il Parma corre di più e ha più idee, la Juve si affida a inutili lanci lunghi, senza alcun costrutto. Non è in questo modo che si gioca a calcio. Ranieri ha decisamente stufato, ciò che propone è insufficiente ed inadeguato al blasone Juventino. Non c’è niente da raccontare, perché niente, ma proprio niente è stato tentato. E’ tempo che l’allenatore romano levi il disturbo, assieme ai Birigenti che lo hanno ingaggiato. Devono smetterla di infangare il nome della vecchia signora con la loro mediocrità.
Un solo pensiero: “FUORI DALLE BALLE!!!!!
Per la cronaca anche oggi l’arbitro ha fatto di tutto per sfavorire la Juventus, prima fischiando sistematicamente falli inesistenti e poi assegnando l’ennesimo rigore su tuffo di Reginaldo. Noi tifosi ci siamo stufati. Cobolli, mettiti in cerca dei tuoi attributi e usali per far terminare questo scempio.
Secondo tempo in cui la Juve decide di provare a giocare, con Iaquinta al posto di Del Piero. Prendiamo gol subito, perché fino al 20° non si produce niente e rimaniamo in balia del Parma. Poi qualcosa cambia, la squadra si sveglia e, su punizione di Palladino, Legrottaglie mentre dentro. Iaquinta si batte come un leone, e riesce a pareggiare, su una bella incursione di Camoranesi e Salihamidzic. La Juve ci mette il cuore, non avendo schemi. Sembra funzionare. Chiellini e Morfeo vengono espulsi per essersi beccati. Non si gioca bene, ma si spinge. Coly fa fallo su Palladino e viene ammonito quest’ultimo. Lo stesso Coly viene espulso senza motivo, per un fallo su Zanetti. Sulla punizione Iaquinta mette dentro il gol che da la vittoria alla Juve. Peccato che quel Bertoldo dell’arbitro ne combina una’altra e si inventa una spinta per annullare il gol. Anche lui fa rima con Bergonzo…. Finisce con un pareggio una partita che la Juve ha giocato in modo osceno, ma che aveva vinto. Voti del secondo tempo (sul primo stendiamo un velo pietoso):
Buffon 6, Grygera 4 (Salihamidzic 7), Legrottaglie 7, Chiellini 7, Criscito 4, Zanetti 6, Nocerino n.g. (Tiago 6), Palladino 6,5, Camoranesi 6, Iaquinta 8, Trezeguet 4.
Ranieri mantiene il -5 del primo tempo.
Arbitro: Gava, da fermare ed inviare a visita oculistica

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Parma - Juventus, pagella istantanea


Buffon 6 poco impegnato, lo ammiro per la pazienza che deve dimostrare con una difesa del genere
Grygera 3 terzino da torneo scapoli vs. ammogliati, lo vado dicendo da tempo
Legrottaglie 6.5 soffre più del solito senza la linea difensiva alta, ma segna un gran gol
Chiellini 6 anche lui soffre molto nella prima parte della gara, spinge alla grande sulla fascia nella seconda, mezzo punto in meno per l'espulsione
Criscito 3.5 prestazione disastrosa, saltato sistematicamente, da mettere a riposo
Camoranesi 7 dà grande qualità alla squadra, sbaglia molto ma crea altrettanto
Zanetti 6.5 meno lucido del solito, ma positivo, meglio con Tiago al suo fianco
Nocerino 4.5 impreciso, arruffone, nè qualità nè quantità
Palladino 6.5 prestazione di qualità e sostanza, può essere un'insidia per Nedved
Trezeguet 5 non fa praticamente nulla, inutile
Del Piero 6 non gioca una delle sue migliori partite, sbaglia troppo ma dà qualità
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Iaquinta 7 gran bella doppietta, e sottolineo doppietta
Tiago 6 è fuori forma, ma sicuramente più utile del Nocerino attuale
Salihamidzic 6.5 il cross per il gol di Iaquinta vale il voto che prende
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Ranieri 5
ampiamente insufficiente. Sbaglia completamente la formazione iniziale, con Grygera e Criscito impresentabili, Nocerino inutile. Corregge bene in corsa, ma alla fine il risultato è solo parzialmente soddisfacente
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Gava 3 ormai la teoria dell'incapacità non sta più in piedi, traete voi le conclusioni

Classifica
Tabellino


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sabato 10 novembre 2007

Parma-Juventus, formazioni


PARMA (4-3-2-1): 99 Pavarini, 33 Coly, 28 Paci, 13 Rossi, 7 Castellini, 23 Dessena, 21 Cigarini, 4 Morrone, 83 Reginaldo, 18 Gasbarroni, 32 Corradi. (5 Bucci, 19 Falcone, 55 Parravicini, 17 Mariga, 8 Matteini, 10 Morfeo, 19 Pisanu). All.: Di Carlo.

JUVENTUS (4-4-2): 1 Buffon, 2 Birindelli, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 7 Salihamidzic, 4 Almiron, 6 Zanetti, 20 Palladino, 10 Del Piero, 17 Trezeguet. (12 Belardi, 19 Criscito, 5 Zebina, 23 Nocerino, 8 Camoranesi, 30 Tiago, 9 Iaquinta). All.: Ranieri.

ARBITRO: Gava di Conegliano.




In difesa Ranieri vorrebbe concedere un turno di riposo a Grygera; per il posto di terzino destro Birindelli appare in vantaggio su Zebina (scelta incomprensibile, a mio avviso). La coppia centrale difensiva sarà quella titolare, sulla sinistra giocherà Molinaro, nel caso in cui l'ex senese non recuperasse dal piccolo infortunio di cui ha sofferto in settimana verrà sostituito da Criscito.
A centrocampo coppia centrale Zanetti-Almiron, prosegue l'inspiegabile ostracismo nei confronti di Tiago, Nocerino in panchina. Brazzo dovrebbe giocare a destra, con Camoranesi che partirà dalla panchina. Palladino confermato a sinistra al posto di Nedved squalificato.
In attacco, coppia titolare Del Piero Trezeguet, con Iaquinta che parte dalla panchina.


Altre di A





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Rocca sul silenzio dei media.

Rocca torna a parlare sul suo blog del silenzio dei media su quello che, per davvero, è il più grande scandalo degli ultimi anni:

Quello che la Pravda Rosa (e tutte le altre) non dicono

Le ultime notizie dalle procure e dai tribunali sono le seguenti: gli indossatori di scudetti altrui sono in un elenco ufficiale di società che avrebbero chiesto alla sicurezza Telecom di spiare propri tesserati, arbitri, dirigenti federali e di altre squadre. Indossatori e Telecom, in tribunale, giocano a rimpiattino (avete spiato voi, sì ma ce l’avete chiesto voi) nella vicenda Vieri. Mentre pare che Tavaroli, cioè il capo della sicurezza Telecom, avesse "protetto" Luca Cordero di Montezemolo da attacchi non meglio specificati di cordate industriali concorrenti. Ecco, in pochi atti giudiziari, spiegata la bufala di calciopoli.

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Questo è un "uomo"

Zebina ha sbagliato a Cagliari, pur con l'attenuante della provocazione di un "addetto" che non doveva dire nulla e tacere. Sbaglia, come sbagliamo tutti, a volte esagera però è una persona "vera". Quando parla non è mai banale.

Jonathan Zebina (29) si è confessato ai microfoni Sky: "Non mi sorprende più di tanto non giocare, anche se mi dispiace tantissimo, lo sa la società, il mister e lo sanno i compagni. Visto che lo sbaglio è partito da me, essere disponibile, lavorare e concentrarmi sul lavoro, è solo quello che posso fare adesso, sperando di ritrovare al più presto un ritmo di gioco molto più intenso di quello che ho conosciuto ultimamente". Zebina ha poi detto di essere pronto a dare il proprio contributo per la trasferta di Parma.

Chapeau all'uomo Zebina.

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giovedì 8 novembre 2007

I campioni di Moratti

Eccone uno, nel suo repertorio


I campioni di Moratti sono Internazionali, molto conosciuti anche all'estero...tanto da meritarsi clip e filmati "personalizzati". E' gente che sfila in smoking bianco, dopo aver fatto smacchiare quegli odiosi schizzetti rossi lasciati da Cirillo. Ognuno guardi ai suoi "campioni". Noi, orgogliosi di avere un pallone d'oro ed un "uomo" come Pavel Nedved. Un solo appunto a Pavel: nei toni usati in quella lettera alla rosea non ti riconosco, non c'è la Furia Ceca che conosco io. Pavel, chi te l'ha scritta quella lettera?

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mercoledì 7 novembre 2007

Moratti, basta lezioni.

"Tra campioni non dovrebbe succedere. Vuol dire che uno dei due non lo è". Con queste parole Moratti è entrato a piedi uniti su Nedved sminuendone la caratura mondiale. Dispiace per Figo e gli porgiamo gli auguri ma un Presidente non può criminalizzare un avversario per un normale fallo di gioco, distribuendo "patenti di campione". Allora giova ricordare, in aggiuta a quanto evidenziato da Mario Incandenza, che Nedved fino ad oggi non ha mai interrotto la carriera di nessun collega. Figo, invece, si. Nella foto (l'intera sequenza cliccando qui e poi sulla prima immagine) un'entrata di Figo su Cesar, al Bernabeu, con il ginocchio che fa crack e che necessita di essere operato. Finisce due anni e due mesi dopo quel 16 gennaio 2005 la carriera da calciatore di Cesar Jimenez del Saragozza. Nedved, che ha subito chiesto scusa, è stato scagionato da Figo ("questo è il calcio" ha detto il portoghese) e, ieri, da Mancini: "E' entrato per prendere la palla, non per far male". Sull'accaduto ha da dire la sua anche Pasquale Bruno: "Moratti è un periodo che dà lezioni di vita a tutti, ma oggi, in questo paese, ben pochi sono autorizzati a farlo. Sarebbe ora di lasciare i commenti ad allenatori e giocatori, a gente che vive il campo e che distingue un normale intervento da un fallo grave. E' evidente, dispiace che Figo si sia fatto male, ma se attacchiamo Nedved per ciò che è capitato allora smettiamo con il calcio, andiamo all'oratorio e diamoci al biliardo" (Fonte Tuttosport).
Nedved è un Campione come lo è Figo. Che Moratti capisse poco di calcio lo sospettavamo prima delle parole di Bruno. Che la Gazzetta (uno sponsor super-partes) fosse disposta a fargli da megafono rosa, contro ogni evidenza e dichiarazione degli interessati (Figo e Mancini), non ci sorprende.

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martedì 6 novembre 2007

Ciao Enzo.

Enzo Biagi ci ha lasciato.
Dopo Brera, Beppe Viola e Montanelli un altro Grande del Giornalismo (quello con la G maiuscola) lascia un vuoto nel mondo dell'informazione "vera" e non si vede come e da chi possa essere colmato.
Enzo Biagi diceva che amava la sua professione anche perchè gli permetteva di riparare a delle ingiustizie.
Da grande giornalista qual era, mentre il giornalismo con la g minuscola si esibiva nel tiro al bersaglio umano, scrisse su "Il Tirreno" il 16 agosto 2006:

"Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto?
Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti.
Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"


Solo un Grande Giornalista dalla "schiena dritta" poteva dire, allora, queste parole. Uno che aveva capito e lo ha detto, altro che "Fatemi capire".
Solo se giovani giornalisti prenderanno lui ad esempio, anzichè altri, questo paese avrà un'informazione "normale". Ciao Enzo e grazie.

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Lo Juve Inter giocato in un editoriale

Commento all'editoriale di Tuttosport di oggi a firma Padovan...

Ci sono cose non dette che ti rimangono nel cuore e nei pensieri anche per una vita.
Ci sono cose non dette che ti rimangono in gola, quando ti senti attaccato da ogni parte e ti senti nel giusto.
Le cose non dette ti rodono dentro finchè, quando meno te l'aspetti, trovi l'occasione per tirarle fuori per commentare una storia diversa. Ti ritrovi a descrivere ciò che non è successo piuttosto che ciò che è realmente accaduto per far emergere una verità che fa male alle coscienze di molti.
Uno "sliding doors" necessario per la Juve e raccontato in un editoriale.
E se.. E se ci fossero stati incidenti dentro o fuori il campo? E se l'arbitro avesse dato il rigore? E se il rigore negato fosse stato a parti invertite?
Ha ragione a chiedersi tutto questo, e non lo fa per pura polemica.
Ed eccolo il Padovan, a volte distante a volte vicino alla Juve, ma comunque sempre nello scomodo ruolo di direttore di una sorta di quotidiano di partito condiviso tra i due opposti di Torino, che finalmente trova occasione per una sua rilettura di Juve -inter , tanto reale da sembrare accaduto per quanti così desiderassero questa partita.
Sembrerebbe rancoroso e polemico. Ma lui sa benissimo chi aveva il dente avvelenato ed era pronto a mordere in realtà. Ad esempio c'era chi cercava conferme sul mondo bianconero ed aveva preparato il veleno (su tifosi e giocatori) e chi voleva il rispetto del ruolo di offeso naturale nella eterna sua sfida (sempre perdente, non solo sul campo) con la Juventus.
E cita anche, per non cadere nella retorica, coloro che stavolta non hanno potuto esprimere la loro solita distesa di articoli fotocopia, ma hanno dovuto testimoniare qualcosa di sorprendente. La Juve forse... chissà... ipoteticamente e vagamente danneggiata.
La Questura stavolta non diffonde gli attesissimi bollettini di guerra, moratti cerca a posteriori nell'unico cuore che ha pulsato, quello bianconero, lo spirito antisportivo che invece ha vestito stavolta in particolare la maglia n°8 da lui mantenuta nei suoi rigorosi bilanci.
Devo però dare atto che è furbo moratti nello spostare l'attenzione verso le strisce bianconere, altrimenti qualcuno potrebbe essere attratto dal cominciare a chiedere la testa, per almeno un paio di giornate, del nerazzurro che ha provocato a fine partita anche troppo platealmente senza che però nessuno raccogliesse la sfida.
Torniamo all'esercizio di Padovan.
A questo punto avrebbe potuto essere più chiaro di così il direttore.
Rocchi è uno dei 37 indagati a Napoli e c'era speranza da parte di molti che ci fosse un suo crollo. Chi si aspettava un crollo "pro" aveva pronti gli articoli". Chi se lo aspettava "contro" (perchè ama vincere facile da un pò di tempo a questa parte, ma non perde il vizio di piangere), fa a posteriori dell'ironia neanche troppo riuscita.
Insomma chi per un verso chi per l'altro tutti, tranne chi noi che ci abbiamo fatto il callo, si aspettava la notizia extracalcistica per tappezzare per una settimana intera le edicole e per prendere spunto magari dalla mediocrità degli arbitri di quest'anno, ovviamente anche sospendendo per una volta la monotona cantilena sulla miracolosa buonafede attuale, visto che di Juve si parla.
Per far contenti tutti, il buon Rocchi a dire il vero è stato nella media, ma stavolta le sorprese sono stati i due assistenti che hanno rovinato tutto. Cosa che ha urtato i nervi quel padrone ospite che arriva a mettere in dubbio ciò che è indubbio per "eccessiva bravura".
Detto della topica del signor moratti, che poteva evitare di ironizzare sull'episodio, se di ironia si trattava, passerei a dare qualche voto ai protagonisti delle polemiche che non ci sono state.

10 a Chiellini: Cadendo nell'ultima, disperata provocazione a tempo scaduto, sarebbe passato dalla parte di un torto da graticola mediatica dei roditori erranti. Avrebbe scatenato una Valencia bis ai frustrati da pareggite. Lui non si chiama Navarro e lo dimostra con classe.

10 alla sfiga: quella di Nedved che quest'anno, non ancora in condizione, riesce a fare più guai quando l'avversario non lo cerca per vendetta come nel contrasto con Figo, che quando lo cerca, come nella gara contro il Genoa... Ho paura però con lo stesso risultato in termini di squalifica.

8 a Padovan: poteva farci un'opera d'arte del suo editoriale e ci è andato vicino. Ha bacchettato tutti in un colpo solo. Ci ho notato molto del sano sfottò calcistico nel suo rilevare che in troppi sono rimasti a bocca asciutta. Ma il calcio, che era solo di sfondo al suo editoriale, lui l'ha dato alle polemiche rimaste nel cassetto con un ottima scelta di parole.

6 ai tifosi Juventini: potevano fare di più, se solo non avessero esposto quello striscione. E sì che di frasi da dedicare a Ibrahimovic e ai perdenti ne avevano da usare... Comunque tutto è rimasto nella civiltà e l'unico spettacolo è stato di sport. Merito anche loro. Per come ci si attendeva questa è la notizia che fortunatamente è mancata a coloro che non volevano usare nessuna pietà verso la Juventus il lunedì.

4 a Ibrahimovic: non per l'inconcludenza o per il suo misero comportamento antisportivo in una serata di sport per gli altri protagonisti, ma per aver miseramente fallito anche il compitino che si era prefissato di trasformare in rissa il suo scontro con Chiellini e portare altrove la rabbia perfettamente veicolata in concentrazione della Juventus. Ci aveva rivelato inoltre che i fischi lo caricano, ma stavolta il distributore evidentemente gli ha fatto un pieno annacquato ed è rimasto ingolfato.

2 ai tifosi interisti: non hanno perso occasione per dimostrarsi geni della barbarie. In autostrada stavolta. Ma se scatterà la squalifica per le trasferte ci sarà forse anche stavolta l'allenatore e il presidente e vaneggiare giustificazioni per il loro comportamento.

0 a Moratti: Non trovando punti di appiglio per piangere altrimenti, commenta aspramente ciò che nel calcio purtroppo può a volte accadere nel suo sfogo contro Nedved, non considerando però il fallito tentativo di "buttarla in caciara" di Ibrahimovic, arrivando a prendersela infine per ciò che la terna arbitrale aveva magistralmente azzeccato definendolo "eccesso di bravura". Vergognoso ( questo nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo) questo suo comportamento, ma d'altra parte fra ombrelli e parole, aveva già dimostrato tutto il suo repertorio di sportività e... rispetto per l'avversasrio. Di certo non una sorpresa.

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Un nerazzurro stridor di denti

Il pareggio ottenuto a Torino al termine di un'intensa partita affrontata con una squadra infarcita di difensori sembra aver fatto un po' sbroccare i nostri affezionati estimatori nerazzurri. Non si capisce perché, dato che, anche grazie alla tattica un po' sparagnina di Mancini, conservano saldamente le redini della classifica. Forse speravano di poter facilmente disporre dei resti della Juve macellata da Farsopoli ricorrendo all'antica, benché provinciale, arma del contropiede.
Spiacenti, ma questo è il calcio, bellezze. Mica una Corte Federale. Mica un dossier à la tavarole. Mica un fondo di Palombo. E l'elenco potrebbe essere molto più lungo, volendo.
Il rosicamento del popolo nerazzurro è perfettamente esemplificato dalle dichiarazioni del petroliere dalla trista figura. Infatti, nelle consuete interviste senza contraddittorio del lunedì, Massimo Moratti non esita a mettere in croce Nedved per il fallo che ha causato il grave infortunio di Figo.
Prima insinua la premeditazione "Mi dispiace molto, ma Figo non si è certo fatto male da solo. E' stato un fallo molto brutto ed evitabile". Poi passa all'insulto: "Sono cose che tra campioni non succedono mai, quindi vuol dire che uno dei due non lo è...".
Prende così il via una vera e propria canea mediatica finalizzata alla demonizzazione del Pallone d'oro. Nelle trasmissioni più becere del lunedì sera si invocano pene esemplari, dal cartellino rosso alla garrota. Su internet, i blogger e i forumisti indossatori invocano la legge del taglione.
Spiace molto per Figo, ma chiunque mastichi un po' di calcio e non sia prevenuto o accecato dall'odio ha visto benissimo che l'intervento di Nedved non era né premeditato né particolarmente cattivo. E' solo un fallo da gioco molto comune, provocato dall'evidentissimo tentativo di entrare sulla palla.
I falli cattivi, commessi con l'intenzione di far male, sono ben altri, ad esempio questi dello stesso Figo, di cui uno recentissimo a Mosca, o questi dell'attuale uomo immagine degli indossatori.
Quanto all'arbitraggio di Rocchi, sempre nelle consuete interviste senza contraddittorio che la stampa nostrana è usa riservargli, Moratti così commenta un gol ineccepibilmente annullato a Cambiasso: "Bisogna essere eccessivamente bravi per notarlo", lasciando trasparire il rammarico di non aver ottenuto per la sua squadra un gol irregolare. Un atteggiamento non certo degno di un maître à penser della lealtà sportiva, quale è stato (o si è?) incoronato ai tempi di Farsopoli.
Ma la mazzata definitiva al morale dei nostri affezionatissimi estimatori nerazzurri arriva oggi, martedì, quando le agenzie di stampa diffondono un commento del Presidente della FIFA, ispirato proprio dalla sfida di domenica scorsa. Blatter, infatti, annuncia un imminente provvedimento di limitazione al numero di stranieri nei club europei: massimo 5. "L'altra sera ero in Italia e ho assistito alla partita Juve-Inter. Ho notato a malincuore che nell'Inter c'erano solo tre giocatori europei, di cui nessuno italiano".
Pare che in via Durini, dopo un primo momento di panico, si siano resi conto di non aver nulla da temere, e di poter dimostrare, documenti alla mano, di avere una rosa composta esclusivamente di italiani. Al massimo, qualche consulente stavolta dovrà fare gli straordinari.

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lunedì 5 novembre 2007

Una Juve in (gran) parte figlia di Moggi ed in parte figlia del caso

La Juventus scesa in campo ieri sera è in (gran) parte figlia di Moggi.
Ed in parte, figlia del caso.

In (gran) parte figlia di Moggi, perché dei 14 giocatori utilizzati da Ranieri, solo Grygera e Iaquinta (sceso in campo, tra l'altro, solo nel secondo tempo) sono stati selezionati ed acquistati dai Birigenti. Tutti gli altri giocatori erano già a Torino ai tempi della Triade o erano comunque in orbita Juve (mi riferisco a quei giocatori in prestito/comproprietà in giro per l'Italia e richiamati alla base dai Birigenti, spesso a caro prezzo).
Ed i "carissimi" Tiago ed Almiron, fiori all'occhiello della campagna acquisti birigenziale, scaldavano, rispettivamente, la panchina e la tribuna.

In parte figlia del caso, perché nelle intenzioni dei Birigenti tre giocatori (Legrottaglie, Nocerino e Chiellini) avrebbero dovuto essere ceduti, e solo il caso (rectius, l'incapacità sul mercato dei Birigenti e. nel caso di Nocerino, una provvidenziale telefonata di Moggi a Secco, che ha richiamato il giocatore mentre si stava dirigendo a Firenze) ha impedito che le intenzioni dei Birigenti si siano trasformate in realtà.

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Juventus - Inter Brand s.r.l., commento tecnico

L'atteso derby d'Italia si conclude con un pareggio che suona come un punto guadagnato per i bianconeri e due punti persi per gli indossatori senza marchio.
Analizzando la prestazione della Juve reparto per reparto, emergono grossissime perplessità sullo schieramento difensivo. Ranieri schiera i 4 difensori su una linea che viene tenuta molto alta per tutta la partita, in costante ricerca del fuorigioco degli attaccanti avversari. La scelta sembra motivata da aperta sfiducia nei confronti dei singoli elementi, che risulterebbero sicuramente sconfitti in uno scontro con Ibra e Cruz basato sull'uno contro uno. La tattica del fuorigioco applicata in questo modo quasi zemaniano non convince, non a caso l'Inter segna sull'unica disattenzione della linea dei quattro difensori. Anche a livello individuale, si possono riscontrare molte pecche: Grygera appare sempre in grossa difficoltà sia nell'applicazione della tattica del fuorigioco che nell'uno contro uno, Molinaro è meno peggio del solito in fase difensiva ma non conclude nulla in fase offensiva. Decorosa la prestazione dei due centrali, se si eccettua l'errore sul gol di Cruz. Tuttavia, non condivido l'entusiasmo di molti per la prova di Chiellini, paragonato da alcuni addirittura a Cannavaro. Inutile ricordare che la strana strategia difensiva adottata deriva dalla mancanza di velocità di base dei due centrali, che ha portato, ad esempio, al gol di Gargano a Napoli. La tattica che cerca di sopperire alle carenze individuali. Non ci siamo.
A centrocampo, al solito grandioso Zanetti, ottimo in fase di interdizione e discreto anche in fase di impostazione. Continuo a ritenere incomprensibile l'impiego di Nocerino, un altro incontrista, a fianco di Zanetti. Il risultato è quello di avere un centrocampo povero di qualità, inoltre il napoletano appare troppo arruffone e acerbo per una sfida di questo livello. A sinistra Nedved è opaco e non incide come dovrebbe sulla partita, mentre Palladino fornisce una delle migliori prove da quando veste la maglia bianconera. Partendo da destra, il Palla tende spesso ad accentrarsi, altre volte crossa sempre con grande precisione, ed in generale garantisce quantità e qualità, senza gli inutili ornamenti a cui ci aveva abituato. Camoranesi rientra dopo 2 mesi ed è subito decisivo: segna il gol del pareggio, e appare vivace e sempre in grado di saltare l'uomo mettendo in difficoltà la difesa nerazzura.
Male l'attacco: Del Piero non è in una delle sue serate migliori, Trezeguet è poco servito e fa veramente poco. Iaquinta dà una scossa alla partita appena entrato, e mi appare imprescindibile al momento.
Negativo il mio giudizio su Ranieri. Delle scelte difensive ho già parlato male all'inizio del post, aggiungo che la pochezza del reparto difensivo è figlia del calciomercato sciagurato che lui ha avallato. Cervellotiche le scelte anche a centrocampo. Buona l'idea di mettere Palladino a destra, considerando le ultime deludenti prestazioni del Brazzo. Tuttavia, i due centrali incontristi continuano a non convincere, e l'ostracismo contro Tiago e Almiron (costati 22 mln di euro) mi appare incomprensibile, soprattutto alla luce delle ultime prestazioni non certo esaltanti di Nocerino.
Per concludere, un piccolo riassunto sulle prestazioni degli acquisti estivi: Grygera disastroso, Molinaro al più decoroso, Nocerino mediocre, bene Iaquinta, Brazzo, Tiago, Almiron, e Criscito dispersi, Andrade infortunato. Forse è il caso di riflettere...

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domenica 4 novembre 2007

Juventus-indossatori


E venne il giorno della vendetta. Dopo tanto aspettare, finalmente la Juve ha la possibilità di rispedire al mittente una parte di male che ha subito. Le aspettative dei tifosi sono tanti, si vorrebbe vedere una squadra carica, attenta, con gli occhi di tigre, la vera Juve insomma. Si vorrebbe vedere la vecchia signora battere la seconda squadra di milano, anzi si vorrebbe vedere codesta squadra sfaltata e annichilita, umiliata e presa a calci nel deretano… Se poi sarà dato vedere bel gioco e occasioni da gol, tanto meglio, l’imperativo categorico è comunque sconfiggere quello che non è più un avversario, ma un vero e proprio nemico a cui non si concede ne rispetto ne quartiere.

Formazione quasi scontata, con Buffon in porta Molinaro a sinistra, Legrottaglie e Chiellini centrali, Grygera a destra. Centrocampo, da sinistra a destra, formato da Nedved, Zanetti, Nocerino e Palladino. In attacco Del Piero e Trezeguet. Saranno questi i gladiatori a cui è affidato il compito di compiere l’impresa.
Una Juve attenta, che pratica molto il fuorigioco per disinnescare le punte avversarie. Finalmente si può affermare che viene giocato un discreto calcio, per lo meno in fase difensiva. Il problema è che in fase offensiva le idee non sono molte e qualche errore non consente di mettere l’uomo solo davanti al portiere. Forse era lecito attendersi di più, ma la juve di Ranieri non è in grado di costruire calcio, bada a difendersi il più possibile, pur avendo difensori non straordinari, e spera in un’invenzione dei singoli, che non sempre arriva. Una punizione di Del Piero è stata l’occasione più invitante. Per almeno due occasioni Nedved ha erroneamente cercato il tiro, piuttosto che servire un compagno meglio piazzato. L’inter non è mai pericolosa, ma la Juve non affonda il colpo. La partita si trascina su questo canovaccio fino al 41°, quando la difesa sbaglia il fuorigioco e Cruz, si invola verso la porta e insacca. Sintesi perfetta di ciò che è la Juve attuale, una squadra che vorrebbe ma non può… Risultato bugiardo, non fosse alto che la squadra di milano ha fatto un solo tiro in porta, purtroppo andato a segno. Ci si attende nel secondo tempo una Juve diversa, più affamata, più decisa e più attenta a non commettere banali errori che compromettono le possibilità di segnare.
Secondo tempo che ripropone la fine del primo. Purtroppo mancano sempre le idee, per essendo presente l’orgoglio e la voglia di pareggiare. L’inter dimostra di essere una squadra mediocre, pur rendendosi pericolsa in contropiede. Mediocre perché si tratta di una squadra che, nonostante la pomposa campagna stampa che l’accompagna, non riesce a costruire ne a mostrare bel calcio. Termometro dello stato comatoso in cui si trova il nostro calcio. Checchè ne dica bergomi le grandi squadre si esprimono in modo differente.
L’ingresso di Camoranesi sistema le cose, consente di avere fantasia e di saltare l’uomo con continuità. Ed è proprio lui che pareggia il conto, dopo che un cross di Palladino viene spizzato in mezzo da Iaquinta. Una nota di merito per Chiellini che ha letteralmente annullato Ibrahimovic. Abbiamo trovato un centrale di valore assoluto. Purtroppo la Juve non ci crede più, ci sarebbe lo spazio per vincere, ma forse i ragazzi sono stanchi e non spingono più. Peccato, perché avremmo potuto vincere una partita che, tutto sommato, abbiamo giocato meglio, pur avendo difficoltà a costruire palle gol.

Buffon7 Sul gol poco poteva fare. Nel secondo tempo salva due volte il risultato su due azione di contropiede.
Grygera 5,5 Sbaglia il fuorigioco che consente a Cruz di segnare
Chiellini 9 Sul finire del primo tempo compie un intervento sulla top model, che vale un gol. Nel secondo tempo sembra Beckenbauer
Legrottaglie 6 Attento, niente di speciale
Molinaro 5,5 Poco propositivo e un po’ in affanno in fase difensiva
Nedved 5 Troppo egoista (15° st Iaquinta 6 ha dato profondità)
Zanetti 6,5 Molto filtro, zero idee
Nocerino 6 Molto filtro, qualche lancio, ma in fase di costruzione serve altro
Palladino 6,5 Molto movimento, a volte regala qualità. Uno dei pochi in grado di saltare l’uomo.
Del Piero 5 Tanto fumo poco arrosto (24 st Camoranesi 7 ha acceso la luce)
Trezeguet 4 Nemmeno il fumo…

Ranieri 6 Buona la fase difensiva, anche se la fasce sono poco presidiate. In fase di costruzione la squadra continua ad essere vergognosamente deficitaria… O non è adeguato lui o la squadra. In entrambi i casi le sue responsabilità sono pesanti…

TABELLINO

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Juventus - Inter Brand s.r.l, pagella istantanea




Buffon 7
decisivo in un paio di interventi nel momento peggiore

Grygera 4 prestazione degna del peggior Birindelli, disastroso
Legrottaglie 5.5 pochi errori, ma la difesa in linea è scelta obbligata a causa dello scarso valore dei difensori centrali
Chiellini 5.5 vedi Legrottaglie
Molinaro 6 prestazione decorosa in fase difensiva, ma nullo in fase offensiva
Palladino 7 ottima prova, parte dalla fascia, svaria, dribbla, crossa, bene!
Zanetti 7 è il vero regista della squadra, ma non è il suo mestiere
Nocerino 4.5 eccessivo ed inutile agonismo, pochissima qualità
Nedved 5.5 non è in grande giornata, anche nel tiro che sarebbe la sua specialità
Trezeguet 5.5 presenza impalpabile, ma è servito malissimo
Del Piero 5.5 non dà il contributo che ci si aspetterebbe da un campione come lui
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Iaquinta 6.5 con il suo movimento continuo dà la svolta alla gara
Camoranesi 6.5 segna il gol decisivo, un paio di bei spunti
Zebina s.v. lo ribadisco, è NETTAMENTE più forte di Grygera
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Ranieri 5
si merita l'insufficienza, schierando una difesa in linea votata al suicidio, che regolarmente arriva alla fine del primo tempo. Cambia in corsa e le cose migliorano, ma non si può andare avanti così, il centrocampo non ha qualità.


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sabato 3 novembre 2007

Juventus - Inter Brand s.r.l, formazioni


Juventus (4-4-2): 1 Buffon, 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 3 Chiellini, 28 Molinaro, 7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 6 Zanetti, 11 Nedved, 10 Del Piero, 17 Trezeguet. A disposizione: 12 Belardi, 2 Birindelli, 5 Zebina, 30 Tiago, 16 Camoranesi, 20 Palladino, 9 Iaquinta. All.: Ranieri.

Inter Brand s.r.l. (4-4-2): 12 J. Cesar, 13 Maicon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 25 Chivu, 4 Zanetti, 15 Dacourt, 19 Cambiasso, 7 Figo, 8 Ibrahimovic, 18 Crespo. A disposizione: 22 Orlandoni, 16 Burdisso, 6 Maxwell, 31 Cesar, 21 Solari, 9 Cruz, 29 Suazo. All.: Mancini.

Arbitro: Rocchi di Firenze.



Ranieri schiera quella che in questo momento viene considerata la formazione tipo. Rimane il dubbio Nedved, leggermente infortunato, che sarebbe sostituito da Palladino. Tiago ritorna in panchina, Camoranesi ritorna a disposizione ma parte anche lui come riserva.


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giovedì 1 novembre 2007

All'amico perso

Che sofferenza parlare di calcio ora.

Non perchè non siamo più quelli di una volta.
Neanche per ciò che ognuno di noi ha sopportato dentro di se in questo anno.

Ora altri pensieri mi fanno sentire i nemici in casa, nel mio sogno.
Dico da tempo che il mio amore per il calcio è racchiuso oramai in quei 90' più recupero della partita, che per il resto il calcio per me è storia di traditi e traditori.
Ma di quanto si allunga la lista dei traditori? e fin dove arriverà.
Sta arrivando fino al cuore, lì nell'angolino riservato alla mia squadra.
La prossima è una partita un pò speciale. Ammettiamolo, non è invidia perchè non possiamo mai invidiare chi ci fa da spalla da una vita. Nel pugilato, prima dell'inizio del match si sente "fuori i secondi". Ci fosse una traduzione nel calcio significherebbe che i nerazzurri dovrebbero rinunciare a giocare la partita con noi. E' speciale perchè molti pensano di sapere da dove sono partite le imboscate e le accuse. Tutti sanno che i nerazzurri hanno indossato qualcosa che non poteva e non doveva essere loro. Quel giovane debuttante della F1 che risponde al nome Hamilton appena dopo la fine del mondiale ha detto "mai vorrei vincere un mondiale a tavolino". Lezioni dalla patria dello sport. Acqua passata, ma il primo incontro con i nerazzurri capiterà domenica.
Ha il sapore amaro questa partita per tanti motivi, perchè chi si è nominato onesto non ha mai ammesso con onestà quanto eravamo superiori sul campo pur avendo a libro paga oggi due fra i migliori giocatori che avevamo. Come anche ha il sapore amaro per il non poter vivere questo momento stretto in una casa che raccoglieva 20000 amici.
Quest'ultimo punto e le ipotesi del perchè ci sia stato lo sfratto da quella casa virtuale mi rende strana ulteriormente la prossima domenica.

Mai vorrei guardare con un occhio disincantato la mia squadra. Mai vorrei vederla con gli occhi di un padre che accompagna un figlio a Disneyland, consapevole del costo che ha ogni sorriso che riceve il bambino. Fino a ieri io ero il bambino. Fingevo di credere che la mia Juve fosse un mondo incantato, non mi fermavo a riflettere al retro del sipario con le casse per riscuotere soldi.
Si dice che al mondo due sono gli amori che non si cambiano mai, la mamma e la squadra.
Triste è colui che si trova a dover riflettere su uno di questi due amori.

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