INTERVISTA INTEGRALE A BOBO VIERIHo evidenziato la parte piu' interessante per noi........Vieri, la mamma, le donne, i pedinamenti dell'Inter:«Uno schifo, uscirà tutto e pagheranno »
ROMA (22 ottobre) - Sei gol nelle ultime tre stagioni giocate con Milan, Monaco e Atalanta. Due in otto giornate con la Fiorentina. Non si può dire che sia rinato un bomber, ma le cose vanno decisamente meglio per Christian Vieri, 34 anni, che in maglia viola sembra aver intrapreso la strada per un bel finale di carriera. S'è lasciato male con l'Inter dove era un idolo ed ha segnato 103 gol. Di questo e di molte altre cose ha parlato in un'intervista a Sky che andrà in onda questa sera all'interno di Fuori zona.
Leggo che sei uno timido, ma non mi sembra.
«Dipende, a volte sì, a volte no».
Cosa ti intimidisce?
«Quando non conosco una persona e i primi 10-15 minuti sto sulle mie. Poi mi lascio andare»
.Sei sempre convinto di essere più uomo te di tutti i giornalisti?
«Quello l'ho detto in quel momento perché secondo me era giusto dire certe cose, perché essere massacrato gratuitamente un po' sì, ma poi arrivi ad un certo punto che non va più bene, quindi ho detto quelle cose. Mi sono preso le mie responsabilità»
Lo rifaresti?
«Sì, perchè in quel momento era giusto dire qualcosa forte».
Della televisione cosa non ti piace e che rapporto hai con la tv? Vedi i programmi sportivi?
«No, abbasso il volume, levo il volume. Difficilmente guardo partite. Se devo guardare una partita guardo il campionato spagnolo e inglese».
Con l'audio abbassato?
«No, perchè metto l'audio in inglese così va bene...».
Melissa come sta?
«Sta bene».
Cosa ti ha colpito di lei?
«Che è molto tranquilla e mi fa stare tranquillo. È molto paziente perché per stare con me ci vuole molta pazienza. Lei è molto tranquilla, non mi mette pressione, come fanno tante».
Pressione di che tipo?
«È che le donne ti stanno addosso: che fai, dove vai, dove sei».
Il tuo amico più grande che caratteristiche deve avere?
«Onesto, per lo meno con me».
Ad un certo punto hai girato 7 città in sette anni. Come facevi a riadattarti subito ad una situazione diversa?
«Sembra che abbia girato solo io, invece tutti i ragazzi girano perché quando hanno 17-18 anni le grandi squadre li mandano in prestito un po' di anni a fare le ossa, l'esperienza. Solo che ora sembra che abbia girato solo io».
Ma quando partivi la mamma che ti diceva?
«Niente, la mamma è tranquilla perché anche lei ha sempre girato. Noi abbiamo vissuto anche in Australia, abbiamo girato, quindi è una cosa normale».
Mi parlano di tua madre come di una persona forte, coraggiosa, di una donna davvero speciale. È vero che con te ha anche un rapporto un po' conflittuale?
«Ma sì, è normale. Discutiamo molto perché lei gestisce anche il mio patrimonio. A volte ci sono discussioni su certe cose, poi a volte parliamo anche di calcio, un po' di tutto. È la mia mamma, ma è anche una mia grande amica e confido molto in lei».
Lei è tifosa?
«Lei è tifosa della Francia, è francese, quindi io sono mezzo francese. Poi lei è tifosa del Milan, quindi è stata contenta quando sono andato al Milan».
Quindi risponde al vero che ti gestisce il patrimonio?
«Sì e non c'è niente di male, la mamma è sempre la mamma».
Ma come funziona? Lei ti da una sorta di paghetta, settimanale o mensile?
«No, quello no! Però quando deve fare degli investimenti. Certe cose le fa lei. Quindi si occupa di tutto lei».
Raccontami la tua giornata tipo?
«Mi alzo la mattina e mia mamma mi prepara il caffè latte con i biscotti, parliamo un po'. Poi io ho anche dei cani, quindi sto un po' con loro. Poi vado a fare un giro in centro a Prato. Poi prendo il treno e vado a Firenze, mi alleno, torno a prendere iltreno; arrivo a Prato mi faccio un giretto e torno a casa».
Ti piace leggere?
«No, mi addormento. Sono appassionato di film, vado tanto al cinema e mi prendo i dvd».
Quando hai visto tuo nonno continuamente intervistato, che hai pensato?
«Sinceramente non mi piace: non mi piace quando i miei parenti vengono intervistati».
E glielo hai detto?
«Sì».
E lui come l'ha presa?
«A lui piace andare in tv».
Ma tu a chi assomigli caratterialmente?
«A mia mamma, siamo molto forti. E testardi».
Nella tua classifica dei sogni cosa c'è al primo posto?
«In generale, la salute. È al numero uno, può sembrare banale, però per realizzare questi sogni devi stare bene, devi avere la salute. La seconda cosa sono i sogni».
Un figlio?
«Ora non sento il bisogno».
Invece tra il ritorno in Nazionale e lo scudetto con la Fiorentina, sempre in questa ipotetica classifica, cosa metti prima? Il ritorno in Nazionale?
«Penso di sì, perché che la Fiorentina vinca lo scudetto è difficile: ci sono delle squadre più forti di noi. Per la Nazionale dipenderà da me, devo giocare con molta continuità, ora sto bene, ho solo bisogno di giocare con continuità. Io se sto bene me la posso giocare con tutti quanti. Tutti i giocatori devono pensare di allenarsi per giocare tutte le domeniche. E poi, visto come sono fatto io di carattere, figurati se mi alleno per giocare ogni tanto. Se mi devo allenare per giocare ogni tanto, smetto. Vado a fare un altro lavoro o vado a giocare in un'altra squadra».
Questo ragionamento a Pazzini lo hai fatto?
«Ma non c'è mica da fare ragionamenti. Ognuno si allena al massimo per giocare tutte le partite. Lui deve stare tranquillo, l'importante è che si faccia trovare pronto».
Ci fai vedere gli addominali?
«No, ho la pancia».
Ma quella foto che è comparsa, non era realistica?
«No, ero io».
Avevi la pancia in quel modo lì?
«Sì, però sono stato anche fermo un anno, eh, per il ginocchio. Quando sono andato a giocare con l'Atalanta ero già 96 chili, sono riuscito ad andare giù di due-tre chili, poi 45 giorni fermo, sono andato su perché mangio tanto e ingrasso facilmente. Ora ho perso tanti chili e sto bene».
Si parlava di te come di un ragazzo colpito dalla depressione. Corrisponde al vero?
«Depressione no, diciamo inca...to come una iena, è la parola giusta. Stai in Nazionale da 10 anni, fai due Mondiali, stai per fare il terzo, non vai per infortunio, ci rimani male, poi sai la tua squadra vince il Mondiale. È normale che vorresti ammazzare tutti».
I tuoi ex allenatori, Lippi, Guidolin, di te dicono delle cose eccezionali.
«Dicono la verità».
Ci sono delle aspettative eccezionali anche adesso.
«Con i miei allenatori ho avuto quasi sempre un buon rapporto. Sono una persona onesta e se devo dire una cosa te la dico. Se tu mi devi dire una cosa è giusto che tu me la dica. Io con Guidolin, con Lippi ho sempre avuto grandi rapporti, li sento».
Tranne uno.
«Tranne uno: Zaccheroni. Non è mai stato chiaro con me e per come sono io non posso andare d'accordo, è impossibile andare d'accordo».
Però sfruttasti un pò la telecamera, anche per lanciare un piccolo messaggio.«Sì, però ho detto la verità, non è che ho detto una cosa per un'altra, ho detto la verità e basta, preferivo allenarmi che giocare 20 minuti. Ma sai lì era una cosa dietro l'altra, infatti forse scrivo un libro».
Prandelli cosa ha di speciale?
«A livello calcistico, lui lavora molto con la squadra. È uno che ha tanta pazienza, quindi durante gli allenamenti quando lavori ti mette lì, ti spiega perché lo fai, è molto tranquillo. Ha tanta pazienza e questo è importante, perché ci sono tanti giovani nella Fiorentina. Io per esempio non avrei tutta questa pazienza, io non sono uno paziente, lui è molto paziente, è molto serio. Si lavora bene e fa giocare bene lasquadra».
Ti ricordi la prima cosa che ti ha detto quando vi siete visti?
«Devi dimagrire... devi dimagrire».
Che rapporto hai con Milano? Pensi di aver sbagliato nei tuoi anni milanesi? Hai fatto un minimo di autocritica?«Mah, non lo so. All'Inter penso di aver fatto solo bene, purtroppo non abbiamo vinto niente perché gli altri erano più forti di noi». A Milano ti allenavi bene?
«Per fare tutti quei gol uno si deve allenare o no? Deve fare una vita seria o no? Io i gol li ho fatti, quindi vuol dire che mi allenavo bene. Poi se io esco la domenica...».
Cosa pensi quando leggi la storia di Adriano, un ragazzo che ha addirittura ammesso di aver avuto un problema con l'alcol?
«Non saprei».
Non ti sorprende però?
«No, perché i problemi con l'Inter li ho avuti anch'io e tutti i grandi campioni all'Inter hanno questi problemi. Prima ti amano, poi ti odiano, poi ti amano, poi ti odiano. E quindi è sempre così. Tutti i problemi che ci sono lì vengono sempre fuori. Edovrebbero difendere di più i giocatori, invece li lasciano spesso allo sbaraglio».
Sulla vicenda dello spionaggio cosa ti è rimasto dentro, c'è ancora tanta rabbia? «È uno schifo quello ha fatto, voi non sapete bene ancora quello che è successo. Abbiamo cominciato da due settimane, siamo già andati in tribunale e alla fine farò vedere tutto quello che hanno fatto. Perché ho tutti i documenti e quello che hannofatto. Di persone importanti che hanno fatto certe cose..non c'era motivo di fare queste cose qua con un giocatore o con chiunque sia».Ma te lo aspettavi da Moratti?«Una cosa così, no. Perché come ho detto, non c'era motivo. Fare quello che hanno fatto... poi ora non è il momento di parlare di certe cose, di dire certe cose, come ho detto ci sono i legali che stanno lavorando e tanto alla fine verrà fuori la verità e quando verrà fuori tutti vedranno quello che hanno combinato».