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domenica 30 settembre 2007

Classifica

Torino-Juventus Commento e pagelle

Derby numero 222, in cui Ranieri decide di concedere un turno di riposo a Criscito. Chiellini in mezzo e Molinaro sulla sinistra. Completano la difesa Grygera e Legrottaglie, centrocampo a tre, Nocerino, Zanetti e Nedved. Attaccanti Trezeguet, Del Piero e Palladino decentrato sulla destra. Buffon ovviamente in porta.
Primo tempo noioso, una Juve mediocre, attenta soprattutto a non scoprirsi. Qualche lampo, ma nel complesso manca il ritmo e vi sono troppi errori banali, forse a causa di un po’ di emozione.
Del Piero è abbastanza abulico e denota evidenti segni di decadimento fisico. Nedved non incanta come ai tempi belli, mentre Trezeguet e Palladino sono un po’ più vivaci, pur non essendo mai devastanti. In un paio di occasioni avrebbero potuto segnare. Centrocampo in cui spicca il dinamismo di motorino Nocerino e l’intelligenza tattica di Zanetti. Bene Chiellini centrale, soprattutto di testa, e Legrottaglie. Malino i terzini, che hanno sbagliato un po’ troppi appoggi che non denotavano una difficoltà estrema.
Secondo tempo altrettanto mediocre, la squadra sembra anzi ancor meno propositiva. Vi sono poche idee, ma confuse. Anche la stanchezza sembra fare la sua parte. Quasi tutti, ad eccezione, forse, di Palladino e Nocerino sembrano sulle gambe. Al 24° entra Almiron per Zanetti. La partita scorre fra spioventi da un parte e dall’altra. Salihmidzic entra al posto di Palladino.
Purtroppo le cose non cambiano, giochiamo male e facciamo fatica. Verso il finale Del Piero riesce a mettere Nedved davanti alla porta, che sbaglia controllo e calcia alto.
5 minuti di recupero, in cui Trezeguet si inventa un magia, retropassaggio avventato di Della fiore (primavera Inter) su cui si avventa il francese, calcia al volo e mette dentro. Eroico.
Raddrizza una partita giocata male, che sembrava avviata verso un deludente pareggio.

Buffon SV
Grygera 5,5
Legrottaglie 6,5
Chiellini 6\7
Molinaro 4
Nocerino 6,5
Zanetti 6,5 (Almiron SV)
Nedved 5
Palladino 6 (Salihimdzic SV)
Del Piero 5
Trezeguet 7 Gioca la partita da 5, ma fa un gol da 8.
Ranieri 5,5 La squadra fa punti, ma gioca male. Ci si aspetta qualcosa di più, anche se, per ora, va bene così.

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Derby di Torino, pagella istantanea

Buffon 7 infonde sicurezza con la sola presenza
Grygera 6.5 non fa cose straordinarie, ma le fa bene... meno qualità ma più cervello rispetto a Zebina
Legrottaglie 7.5 prova eccezionale, non sbaglia nulla. Rinato
Chiellini 7 molto bene anche lui, sbaglia pochissimo, le prende tutte di testa
Molinaro 5.5 troppo grezzo per essere titolare, incerto in fase difensiva, nullo in quella offensiva
Nocerino 6 prova senza infamia e senza lode
Zanetti 7.5 la migliore stagione della sua carriera: quantità e qualità
Nedved 5 non incide come vorrebbe, lontano dalla forma migliore, confusionario
Palladino 6.5 gioca molto bene nel primo tempo, cala nel secondo, a volte troppo barocco
Trezeguet 7.5 gioca una discreta partita, segna un gol che solo lui sa fare
Del Piero 5.5 lento e involuto, cresce nel finale, secondo me pesa la questione contratto
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Almiron 5 riesce a guadagnarsi l'insufficienza in 20 minuti. Complimenti
Salihamidzic 5.5 non ha un buon impatto sulla partita
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Ranieri 6
ha ragione lui anche questa volta, ma la squadra gioca molto male, quasi da provinciale. La sufficienza deriva dal risultato e dal secondo posto in classifica

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Solo Rocca!

Dopo la sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha stabilito come "i sorteggi arbitrali non erano truccati" avremmo dovuto leggere le rettifiche di quei giornalisti che hanno speso fiumi di inchiostro e ore televisive per affermare il contrario.
Il DOVERE di Rettifica è contenuto nella Carta dei Doveri del Giornalista che ogni giornalista dovrebbe conoscere e, soprattutto, rispettare! (leggere "Rettifica e replica" nella nostra sezione "Codici")

Solo Christian Rocca, come sempre "unico", dedica spazio all'argomento sul suo blog (Camilloblog), dove scrive:

Chissà che gran dibattito sulla Pravda rosa
La Corte d'Appello del Tribunale di Roma dice a chiare lettere che il sorteggio arbitrale di Pairetto e Bergamo non era truccato e condanna per diffamazione il giornalista che lo aveva scritto, indovinate un po' su quale giornale? Naturalmente sulla Stampa, quotidiano di famiglia.
Avete per caso letto titoloni, titolini (anche molto ini) sui giornali di questi giorni? No, ovviamente (con l'eccezione della Nazione di Firenze). Vi do uno scoop: anche la sentenza sportiva che ha condannato la Juve diceva la stessa cosa: i sorteggi arbitrali non erano truccati. A essere truccata è l'informazione.

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Derby di Torino, formazioni



Juventus (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Criscito, Chiellini;
Salihamidzic, Almiron, C.Zanetti, Nedved;
Del Piero, Trezeguet.
All.Ranieri.

Torino (4-4-1-1):
Sereni; Comotto, Natali, Dellafiore, Lanna;
P.Zanetti, Grella, Corini, Barone;
Recoba; Ventola.
All. Novellino.

Arbitro: Rocchi.

In difesa confermata la coppia centrale Legrottaglie-Criscito, che appare la più affidabile al momento. Grygera al posto di Birindelli a destra (per fortuna), Chiellini a sinistra.
A centrocampo Zanetti appare ormai insostituibile, al suo fianco giocherà Almiron. Nuova pesante bocciatura per Tiago.
In attacco Iaquinta non recupera e non è nemmeno convocato, spazio a Del Piero e Trezeguet con Nedved a supporto.

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sabato 29 settembre 2007

Il Sorteggio non era truccato

LA CORTE D’APPELLO HA DATO RAGIONE A BERGAMO E PAIRETTO DIFFAMATI DA DUE ARTICOLI DI GIORNALE

“Il sorteggio arbitrale non era truccato”, lo sostiene una sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma alla quale si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali. I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dell’arbitro Borriello per Roma-Juve sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Il tribunale lo ha smentito dando ragione in primo grado e adesso anche in appello a Bergamo e Pairetto. La vicenda potrebbe essere una delle tante “querelle” giudiziarie che non finiscono in cronaca, ma in questo caso assume una valenza diversa e ben più importante. Infatti, una delle colonne portanti dell’accusa nell’inchiesta napoletana su Calciopoli riguarda proprio il sorteggio. Secondo i giudici napoletani il sorteggio era irregolare, Bergamo e Pairetto ne erano gli organizzatori per conto della “famosa” cupola e per questo dovrebbero essere processati. La sentenza di ieri, come già accadde a Torino con un pronunciamento analogo del giudice Maddalena, smonta questo teorema e potrebbe essere destinata a incidere anche sul processo napoletano. Perlomeno sarebbe curioso se il sorteggio fosse regolare per i giudici romani e truccato per quelli napoletani. Vedremo. Comunque questa sentenza è un’arma in più in mano alla difesa che cercherà di demolire l’impianto di accusa di Calciopoli. Il processo a Napoli dovrebbe tenersi nella prossima primavera.

Fonte: pag. 51 de “LA NAZIONE” del 29/09/2007

Nella foto: Teotino sorridente dopo la condanna

Si avvicina il derby

Alla vigilia del derby i sentimenti sono contrastanti.
Da una parte vi è la voglia di vincere dopo un anno che, per me e per tanti juventini, non si è disputata nessuna partita, dall'altra c'è la verità sui misfatti delle milanesi che va emergendo offuscando il sentimento sportivo ed incendiando quello della vendetta, tanto agoniata, verso chi ha barato veramente.

Di fronte a tali sentimenti ci si può augurare solo che la nostra amata squadra prevalga.........non possiamo scordare le immagini di quel figuro del presidente bovino che indicava gli juventini con il dito medio alzato!

Si, bisogna vincere anche per poter attenuare, almeno in parte, l'amarezza della scorsa stagione!
Bisogna vincere per poter affrontare in modo ancor più vigoroso il campionato, per poter finalmente lasciare da parte le polemiche sul rinnovo contrattuale del nostro capitano ed esultare della sconfitta degli odiati bovini.

La dirigenza, inetta ed incompetente, non merita certo vittorie ma noi siamo la juve e vincere è il nostro stile!
venerdì 28 settembre 2007

I Tre Saggi? Mai Riunitisi...

Franco Ordine sulla trovata dei tre saggi e Zamparini sui metodi di Guido Rossi.

giovedì 27 settembre 2007

Franco Ordine

Apprendo dal filmato postato sul ns. blog dall'amico Luca78 che il Sig. Franco Ordine ha sentito dire a Franco Carraro che l'Inter, per il caso passaporti, non sarebbe stata mandata in B perchè Moratti aveva speso 600 miliardi.....

Da cittadino mi chiedo se esiste qualche Procura della Repubblica che voglia indagare sulla vicenda, magari convocando come persona informata sui fatti il Sig. Franco Ordine.

Perchè se fosse vero ciò che ha detto l'esimio giornalista, la cosa sarebbe molto grave, altro che quattro telefonate al designatore.....

Non siete d'accordo?

Ma quel Consiglio Federale a cui fa riferimento il Sig. Ordine era presieduto da Luciano Moggi???

Come dite????

Certo che no????

A beh allora........

Inter in B? Non si può

Ordine: Carraro - non mando in B Moratti che ha cacciato 600 milioni di euro.

Caro amico ti scrivo...

Oggi i giornali pubblicano il testo di una lettera aperta di Aldo Agroppi, idealmente indirizzata all'allenatore dell'Inter Roberto Mancini. Riporto fedelmente, precisando che Agroppi si prende tutte le responsabilità di quello che afferma:

Caro Roberto, da calciatore eri grande e ti ho amato alla follia. Oggi un pò meno, ovviamente.
Hai detto che sono invidioso, fallito, che la mia vita è fatta di scarsi contenuti, Beh, fallito perchè non ho vinto DUE SCUDETTI DI CARTONE ? 246.gif
Invidioso perchè non ho il tuo conto in banca ? Mah, guarda si può essere ricchi pur essendo meno ricchi e, poi una vita con scarsi contenuti ?
Ti posso assicurare che ho una famiglia bellissima, la quotidianetà mia è fatta di sentimenti e di cose concrete. Certo non ho una barca da 35 metri, ho solo un gommonicno, ma d'altra parte sulla mia strada non ho mai trovato un presidente come moratti.
E per quanto riguarda il fallimento da allenatore ? Ho fatto quel poco o quel tanto che mi è stato concesso solo con le mie forze. Tu invece sei stato un ALLENATORE ABUSIVO alla fiorentina e alla lazio grazie ai PAPAVERI ROMANI CHE TI HANNO PROTETTO e non ti sei sentito schiavo nemmeno un attimo ?
Comunque guarda, ti auguro tutti i successi di questo mondo, ma soprattutto ti auguro di raddoppiare l'ingaggio visto che ci tieni tanto, anche perchè 10 miliardi delle vecchie lire all'anno per te in effetti sono molto pochi, ne meriti molti di più. A proposito, quando a fine mese vai a riscuotere un miliardo delle vecchie lire per trente giorni di lavoro, non ti senti un pò in difficoltà ? Non arrossisci nemmeno un pò ? Ti voglio dare un buon consiglio:
EVENTUALMENTE MEGLIO FALLITO CHE RACCOMANDATO.

Aldo Agroppi

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mercoledì 26 settembre 2007

Il processo di revisione

Il popolo bianconero comincia a trovare ragione nei tanti, troppi scandalosi fatti che hanno colpito e affondato la storia della Juventus lo scorso anno.

Tutto era cominciato col ragionamento a freddo di molti addetti al settore. Giocatori e allenatori, chi più chi meno hanno capito dove risiedesse la forza e la superiorità della Juventus targata Capello. Non certo in Moggi. Quel tarlo sull'incomprensibile piccolo particolare che non ci fosse per la Juventus assolutamente bisogno di condizionamenti esterni ha fatto il suo lavoro fra chi nel calcio ci lavora.
A dire il vero le categorie citate sono state le più caute ed equilibrate fin dallo scorso anno, escludendo le piazze di Roma (a cui anche quest'anno la porchetta ha fatto brutti scherzi di digestione dopo la sfida con la Juve) e quella di Milano, sponda triste (ma lì più che di porchetta trattasi di atavica frustrazione a cui ancora gli ex juventini Ibrahimovic e Vieira stentano a piegarsi proprio per aver conosciuto altre e più elevate professionalità).
Ora come un rullo compressore, del cui rumore in avvicinamento nessuno ha fatto o non ha voluto far caso, la procura di Milano ci spiega che non tutta la verità, è quella depositata a Napoli. Finalmente si deve ragionare sui tempi. Da Quando cioè quel rumore del rullo compressore si sentiva. E' una macchina lenta, non poteva essersi materializzata dal nulla, non ci vuole intelligenza a capirlo questo. E da questo, dal rumore che in molti nei PALAZZI hanno evitato con dei buoni tappi per le oracchie o col sempre valido metodo del proverbiale "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire", si sta scardinando ciò che con dati alla mano sullo scorso anno non si era riusciti a fare.
In ordine sparso i signori della carta stampata iniziano a dire pubblicamente cose che non avremmo mai sperato di sentire.
Gigi Moncalvo al Processo di Biscardi: "comincio a dar ragione al popolo Juventino sulla strana fretta dello scorso anno, la Juventus sembra proprio che sia stata il capro espitorio per coprire tutto il marcio di questo calcio. Una giustizia sportiva a due velocità, che fu assente in caso dei passaporti, che fu velocissima in altri casi come Fiorentina e Genoa e soprattutto lo scorso anno, quasta volta attende prove certe e si dice prudente in attesa di carte e fatti" Tutto questo mentre la piazza romana e milanese tentava di tappargli la bocca.
Xavier Jacobelli rispondeva nel suo blog ad una semplice domanda, non tanto sulla Juve, ma sulla giustizia a due velocità, che sì, è questo il vero scandalo. Si riconosce che per giudicare valido il processo dello scorso anno, quest'anno a luglio si doveva fare un processo altrettanto eclatante in modo altrettanto "efficiente".
Un Palazzi immobile mentre da giugno sapeva, che attende prove mentre lo scorso anno dichiarava che non poteva attenderle per la regolare iscrizione delle squadre ai campionati e in Europa, è il vero scandalo. La nostra chiave per far capire le ragioni e le perplessità che avevamo lo scorso anno. I dubbi che tanta fretta nascondesse la reale volontà di distruggere la Juventus e non di cercare di far giustizia.
Sono i fatti di oggi, più che le ragioni dello scorso anno, a darci ragione.
La sabbia nasconde, ma ne hanno dovuta portare talmente tanta che chi passa si chiede cosa ci stia a fare quella montagna in via Allegri.
Forse c'è un motivo, si attendono le carte da tutte le altre procure: da Torino, da Roma, da Perugia. Ma anche questo non regge. Preziosi per le sue plusvalenze è già stato processato.
Comunque attendere tutte le procure e mischiare il tutto in una melma informe permetterà di far passare le responsabilità più gravi nella forma di un condono tombale per tutti? Chissà (ma sono aperte le scommesse), sta di fatto, sempre dal ragionamento seguìto con Jacobelli che conferma queste ragioni, oggi un processo sportivo sarebbe viziato da una poco serena quanto reale non applicabilità delle sanzioni più gravi. Non si può cancellare oggi un calendario nell'eventualità di sanzioni gravi, non si può riscrivere e far ripartire un calendario di un'eventuale categoria di assegnazione. Difficile dire "giocate e divertitevi che il prossimo anno traslocate". Rimane, dell'articolo 13 solo il paragrafo "buffetto e rimprovero". Questo per tutti, ovviamente.
Ma un pensiero va proprio al giornale QN in cui Marco Liguori, già nel 2006, parlava un pò per tutti di plusvalenze, di debiti, di marchi venduti, ricomprati e finanziati da banche di fatto in odore di controllo personale. Faceva nomi già a fine 2006. I suoi dossier, precisi forse quanto quello della procura di Milano (o forse più in quanto completo per tutte le altre squadre), rimane lì, nascosto ai più in un link perso nel web.

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Classifica


Tabellino Juventus - Reggina

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Juventus-Reggina. Commento e Pagelle

Formazione juventina figlia del turnover. Primo tempo dai ritmi blandi. La squadra non gioca male ma sembra essere un po’ troppo leziosa e poco incisiva. Bene la coppia centrale, Legrottaglie e Criscito. Buona propensione alla spinta da parte di Molinaro. Qualche buon sprazzo da parte di Tiago che dimostra di avere visione di gioco e propensione al passaggio filtrante. Nel ruolo di rifinitore non si trova a disagio. Quando la condizione fisica sarà migliore potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa. Da parte di Nocerino buona quantità, ma poca qualità. Palladino non è ancora entrato in partita. Un peccato perché ogni volta che prende palla lascia intravedere le sue enormi qualità tecniche. Purtroppo per ora rimangono fini a se stesse. Trezeguet sembra il più vivace stasera. Non fosse per due splendide parate di Campagnolo e un fuorigioco inesistente avrebbe segnato tre gol. Nel complesso la squadra ha svolto il compitino senza strafare.
Secondo tempo positivamente influenzato dall’ uno-due di Legrottaglie e fratello Brazzo. Andati sul 2 a 0 si gioca facile e non si corrono particolari pericoli. Palladino sempre al di sotto delle sue potenzialità. Nocerino sempre tonico, comincia ad abbinare qualità alla sua enorme generosità. Zanetti meno bravo del solito, ma sempre affidabilissimo. Buffon deve uscire per contrattura alla coscia, speriamo che non sia niente di serio perché abbiamo già pagato il pegno alla cattiva sorte. Nel finale gol di Trezeguet e di Palladino su lancio delizioso di Nocerino.
Reggina mai pericolosa, vuoi per demeriti suoi, vuoi per meriti della Juventus. Per una volta non prendiamo gol. Era ora. Ranieri ha scelto di mandare in campo le seconde linee, correndo un discreto rischio. Ha avuto ragione lui.

Buffon S.V. (Belardi S.V.)
Birindelli 6
Legrottaglie 7 (mezzo voto per il gol)
Criscito 6,5
Molinaro 6+
Salihamidzicic 6,5 (mezzo voto per il gol)
Zanetti 6+
Nocerino 7
Tiago 6,5
Palladino 6+
Trezeguet 7,5
Ranieri 6,5 ha avuto il coraggio di rischiare il turn over ed ha avuto ragione

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Juve-Reggina, formazioni


Juventus (4-4-2): 1 Buffon; 21 Grygera, 33 Legrottaglie, 19 Criscito, 3 Chiellini;
7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 6 C. Zanetti, 20 Palladino;
17 Trezeguet, 9 Iaquinta.
Panchina: 12 Belardi, 2 Birindelli, 28 Molinaro, 30 Tiago, 4 Almiron,
11 Nedved, 10 Del Piero.
All.: Ranieri.

Reggina (4-3-3): 30 Campagnolo; 13 Stadsgaard, 55 Lanzaro, 6 Aronica, 23 Modesto;
8 Barreto, 4 Cascione, 18 Hallfredsson;
7 Vigiani, 17 Amoruso, 35 Cozza.
Panchina: 22 Novakovic, 3 Cherubin, 34 Missiroli, 25 Montiel, 21 Ceravolo, 14 Tognozzi, 11 Joelson.
All.: Ficcadenti.

Arbitro: Celi.

In difesa Grygera confermato a destra al posto dello squalificato Zebina. Criscito confermato al centro nonostante la disastrosa prova a Roma, con al fianco Legrottaglie, autore invece di una buona prova nel big match di domenica scorsa.
A centrocampo Zanetti è il pilastro, al suo fianco giocherà Nocerino, ancora bocciati Tiago e Almiron. Il Brazzo giocherà a destra, un turno di riposo per Nedved sostituito da Palladino.
In attacco confermata la coppia Trezeguet-Iaquinta che ha fatto bene a Roma, Del Piero parte dalla panchina.

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La credibilità del calcio.

Sarò breve.
Oggi sono entrato in un agenzia di scommesse per giocare la mia solita schedina su sei partite del campionato Serie A/Tim
Mentre ero occupato con quote e calcolatrice, sentivo i commenti delle persone presenti sul caso Bilanciopoli.
Non credevo fosse possibile, ma molti, anche senza il clamore mediatico, hanno intuito la gravità delle accuse mosse in particolare alla Società Internazionale F.C. da parte della Procura di Milano.

La consapevolezza che iscriversi ad un campionato con bilanci falsificati è un'azione di enorme gravità che va ad alterare la regolarità dei campionato poichè si beneficia di introiti sottratti alle altre squadre, contrariamente a quanto pensassi, è molto diffusa nella gente comune.
E tale alterazione si riverbera anche nei campionati successivi poichè gli stessi vengono affrontati in situazioni di partenza artatamente modificate.

Detto in parole povere, se le accuse del pm Carlo Nocerino dovessero trovare conferma giudiziale, in sostanza L'Inter avrebbe rubato il posto ad un'altra società e i soldi, provenienti ad esempio dalla C.L., spettanti ad altra società che si sarebbe potuta piazzare al suo posto nel campionato di riferimento e attraverso tali furti si sarebbe avvantaggiata anche nelle stagioni successive alterando il principio della sana concorrenza.

Si potrebbe dire con una battuta che qualcuno è riuscito a trovare una soluzione al paradosso di Kefeo ovvero che si può riuscire ad alterare un campionato senza alterare le singole partite.
Anzi, qui addirittura i campionati alterati sarebbero più di uno.
Quei poveri scommettitori tifosi si chiedevano anche: ma perchè l'Inter non è stata ancora processata da Palazzi & Company???

E inoltre: perchè lo scorso anno molte squadre rivendicavano il loro diritto a prendere il posto della Juventus nel campionato di Serie A e si atteggiavano a vittime costituendosi nel processo sportivo come soggetti interessati, mentre adesso quelle stesse società e i loro presidenti osservano un rigoroso silenzio???
Commento di un signore simpatico: "vedrete che la giustizia sportiva stavolta non farà nulla e all'Inter commineranno al massimo una multicina, sarà quindi la prova che c'è qualcosa di strano".
E mentre si diceva tutto ciò, qualcuno ascoltava questi discorsi con aria infastidita, ma in rigoroso silenzio.
Difficile non intuire di che fede calcistica fossero, poverini.

Vi prego, a nome di tutti i gli appassionati e quindi anche a nome dei tifosi dell'Internazionale F.C., non uccidete quel poco di credibilità che è rimasta al calcio.

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martedì 25 settembre 2007

Ora si che è "pulito", supercandeggiato!

Orsato arbitro di Napoli-Livorno: si sapeva dal giorno prima.
Chi lo dice a tutti i soloni che oggi vedono un calcio un po' più pulito e sentono "un venticello nuovo"? Con Collina designatore, "perdonato" per Calciopoli e "protetto" dalla stampa, la situazione arbitrale doveva nettamente migliorare, e invece cosa succede? Che una societa', il Livorno, sappia la sera prima delle designazioni arbitrali, chi saranno le quattro giacchette nere che dirigeranno Napoli-Livorno domani sera. Infatti già ieri sul sito ufficiale dei toscani si leggeva: "Napoli-Livorno, in programma mercoledì alle 20.30 al San Paolo, sarà diretta da Daniele Orsato di Schio. Assistenti Rosi e Grilli, IV uomo Velotto. Orsato, 32 anni, è al secondo anno nella CAN A/B". Peccato che la notizia ufficiale è arrivata solo stamattina, ma non siate malpensanti: il calcio ora è "pulito", garantiscono i "forcaioli" della scorsa estate.

Oggi Collina ha cambiato la terna arbitrale: la partita sarà diretta da Emidio Morganti. Sulla fuga di notizie Collina ha deciso di attivare un'indagine della procura arbitrale.
Che i media sminuiscano pure il "papocchio" ...la gente, tanto, si informa sul web!

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La bandiera dell'onestà.

Apprendo, come tutti, dai mezzi di informazione (?), la notizia della richiesta di rinvio a giudizio inoltrata dalla Procura della Repubblica di Milano nel procedimento penale a carico dei dirigenti della società calcistiche milanesi, nei confronti dei quali si ipotizzerebbe il reato penale di falso in bilancio.

Per la verità la notizia è vecchia, già se ne era parlato, e addirittura era venuta anche agli orecchi degli organi inquirenti della giustizia sportiva che con "proverbiale sollecitudine" avevano immediatamente aperto una inchiesta parallela al fine di valutare se gli illeciti penali contestati dalla Procura di Milano potessero avere rilevanza all'interno dell'ordinamento giuridico sportivo.

Quali sono le società calcistiche milanesi a cui appartengono i suddetti dirigenti?

Una è il Milan ed il suo dirigente indagato è l'amministratore delegato Adriano Galliani, ma fin qui nessuna novità.

L'unica novità è il mancato lamento di Berlusconi sui complotti dei giudici comunisti, ma aspetterei prima di parlare.

L'altra società coinvolta è invece, udite udite, l'Internazionale F.C. di Milano....

Ma come, direte Voi, l'Inter, proprio quell'Inter portatrice sana della bandiera dell'Italica Onestà?

Non è possibile, ci sarà sicuramente un errore di valutazione da parte degli inquirenti.

Non possiamo credere che una società come l'Internazionale di Milano, attraverso i suoi dirigenti, facesse questi giochetti tipici dell'italico imbroglione.

E infatti Noi non ci vogliamo credere fino a Sentenza Penale passata in giudicato.

Così come, al contrario del Sig. Massimo Moratti, presidente di quella squadra di calcio che vince senza rubare, continuiamo a credere che il Sig. Luciano Moggi sia semplicemente un ex direttore sportivo molto bravo a fare il suo mestiere, e lo continueremo a credere fino a Sentenza Penale divenuta definitiva.

Noi da Juventini non possiamo, secondo il moralismo italico, sventolare la bandiera dell'onestà, ma non ci va neanche di sventolare la bandiera delle faccie di bronzo!!!!!

Detto che io da juventino, da cittadino italiano e da avvocato, sono assolutamente garantista e che auguro ai dirigenti interisti e milanisti di dimostrare la loro innocenza e l'infondatezza delle accuse a loro mosse, permettetemi di esaudire su queste pagine il desiderio di molti amici, utenti dei forum j1897.com, che hanno richiesto il mio parere sulla vicenda.

Ringrazio loro per la stima e la considerazione che dimostrano nei miei confronti, che credo sia ampiamente immeritata, e, allo stesso tempo, ribadisco che, essendo coerente con me stesso, non lo faccio direttamente sulle pagine del forum, nel quale ho deciso di non postare più, ma approfitto invece di questo spazio dove non sono ospite ma padrone di casa (sia pure in condominio con i fratelli bianconeri del team).

Chiariamo subito che, a quanto pare, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda le persone dei Sigg.ri Rinaldo Ghelfi, ex vicepresidente dell'Inter, Mauro Gambaro, ex dirigente della stessa società, e Adriano Galliani, attuale amministratore delegato del Milan.

Contrariamente alle prime indiscrezioni, invece, sembra che la posizione del Sig. Massimo Moratti sia stata stralciata( ?) o meglio, e così avrebbe anche più significato, per il suddetto sia stata richiesta l'archiviazione.

Ho letto diversi commenti in merito a quest'ultima notizia: non avendo gli adeguati strumenti di cognizione, non saprei cosa dire a proposito.

Faccio solo un'osservazione in merito, perchè mi pare, dalla lettura dei forum, che molti hanno trascurato due circostanze.

Qualche anno addietro, dopo il solito fallimento sportivo a cui la squadra simbolo dell'onestà italica aveva abituati i propri tifosi, il Sig. Moratti si dimise dalla carica di presidente ed al suo posto subentrò Giacinto Facchetti.

E mi sembra che tale avvicendamento si verificò proprio all'inizio dello stesso periodo sotto osservazione della Procura di Milano.

Non sarebbe impossibile, allora, ipotizzare una prescrizione per gli atti compiuti dal primo e un non doversi procedere per ovvia causa per gli atti compiuti dal secondo.


Sempre stando a quanto si apprende, però, le posizioni processuali hanno sfumature diverse, sfumature che dovrebbero avere, più che una rilevanza penalistica, (ma su questo tornerò in altro momento) una notevole rilevanza disciplinare nell'ambito dell'ordinamento sportivo.

Da diverse fonti giornalistiche è emersa voce, infatti, che, secondo il pm titolare di questa inchiesta, il falso in bilancio abbia consentito all'Internazionale di iscriversi ad un campionato di serie A non avendone altrimenti i requisiti prescritti.

E sembra che quel campionato sia probabilmente quello che si riferisce alla stagione calcistica 2004-2005.

Se ciò fosse vero, indubbiamente si sarebbe realizzato quell'illecito amministrativo che, secondo il Codice di giustizia sportiva in vigore all'epoca dei fatti, và parificato per gravità all'illecito sportivo consumato.

Tale illecito amministrativo è quello contemplato all'art. 7, 3° comma, del vecchio Codice di Giustizia Sportiva, comportante le medesime sanzioni previste dall'art. 13 del medesimo codice, di cui tanto abbiamo sentito parlare l'estate scorsa in merito alla Juventus.

Ci starebbe, se l'ipotesi dell'iscrizione con il bilancio truccato venisse confermata, anche la pena richiesta dal solerte Palazzi nei confronti della Vecchia Signora: l'esclusione dal campionato di competenza e la riassegnazione ad altro campionato di serie inferiore alla B.

A questo punto molti di voi si chiederanno:
- ma la Giustizia sportiva che fa??
- perchè Palazzi non procede ai deferimenti???
- perchè con Calciopoli hanno proceduto di fretta, instaurando un processo sulla base di semplici atti di indagine, ancora coperti tra l'altro dal segreto istruttorio, mentre adesso aspettano??

Qualcuno vi dirà: semplice in quel caso le prove erano evidenti, c'erano le intercettazioni...

E magari ve lo dirà qualche giornalista sportivo, che da un pò di tempo si improvvisa giurista, sparando sciocchezze in quantità industriale.

Io vi faccio alcune osservazioni, lasciando a Voi, in base a queste, la libertà di giudizio sull'intera vicenda:
1) il processo di Milano inevitabilmente si basa su prove documentali, e questo non ci vuole un giurista a capirlo.
2) prendere una decisione in base a quelle è molto più semplice che prendere una decisione in base a delle intercettazioni di conversazioni telefoniche che, non essendo esplicite, vanno valutate secondo i criteri della gravità, precisione e concordanza.
3) nei confronti di Moggi e Giraudo si è instaurato e definito un processo in base ad atti di un procedimento penale ancora in fase di indagini preliminari, mentre adesso siamo in presenza di una richiesta di rinvio a giudizio, quindi in una fase molto più avanzata di un procedimento di egual natura.

Non so se la notizia è vera, ma da qualche parte ho letto che Borrelli avrebbe ricevuto gli atti relativi all'inchiesta di Milano e dopo aver fatto la sua relazioncina ( magari anche per fare contenti quegli scassapalle di "Giù le mani dalla Juve") avrebbe mandato il tutto al solerte Palazzi, il quale avrebbe rispedito il tutto al mittente chiedendo un supplemento di indagini e nuovi documenti alla Procura di Milano.

Sarà vero??? Boh chi lo sa.

L'unica certezza che oggi il Popolo Juventino possiede è soltanta questa: non sventolerà di certo la bandiera dell'onestà, ma neanche quella delle faccie di bronzo.

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domenica 23 settembre 2007

Roma-Juve, commento tecnico

Il pareggio strappato con il cuore negli ultimi minuti dagli uomini di Ranieri è macchiato dal gravissimo infortunio ad Andrade, che lo costringerà a saltare l'intera stagione.
La difesa dimostra tutta la sua pochezza: Criscito viene distrutto da Totti, Chiellini soffre terribilmente sulla fascia, Grygera e Andrade sono al più decorosi rispetto ai loro sciagurati compagni di reparto. Nel secondo tempo Legrottaglie rileva Criscito, e le cose migliorano, purtroppo l'infortunio di Andrade costringe Ranieri a far entrare Birindelli, che inanella una sequela di disastri per almeno 20 minuti.
A centrocampo Zanetti è un gigante: quantità, qualità, interdizione, sostanzialmente tutto quello che ci si sarebbe aspettati da Tiago e Almiron. Nocerino gioca una partita sufficiente, ma non dimostra di essere maturo per essere titolare fisso in quel ruolo, mentre Nedved appare sotto tono ma ha il merito di guadagnarsi un rigore.
In attacco, strepitosa prova di Iaquinta, che segna il gol del pareggio e corre ininterrottamente per 90 minuti. Trezeguet fa una sola cosa: il gol. Del Piero gioca benino fino al rigore, lo sbaglia e quindi entra in crisi, macchiando la sua prova con molti errori. Negli ultimi 20 minuti entra Palladino, giusto il tempo per confermare tutti i dubbi sulle sue reali qualità caratteriali.

Il fatto della giornata è sicuramente l'infortunio di Andrade, che lo toglie di mezzo per l'intera stagione. Se consideriamo il fatto che Criscito non appare affidabile al momento, si può capire come la situazione del reparto sia drammatica. Ed il mercato riapre solo a gennaio. Tuttavia, abbiamo la cassa piena di denaro liquido...

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Roma - Juventus 2 - 2

Primo tempo vivace e spettacolare. Fino al 30° la Juventus ha retto bene, il tridente ha dimostrato di poter dare equilibrio alla difesa ed essere propositivo in attacco. Splendido Iaquinta, che lotta come un gladiatore, abbinando qualità e quantità. Attento Andrade. Impalpabile Nedved.
Il gol di Trezeguet ha dato fiducia, ma al 30° Criscito non riesce a tenere Totti, cade a terra e il romano, solo davanti al portiere mette in gol. Minuti di panico, in cui la Roma fa quello che vuole e porta a casa il gol del vantaggio, grazie a Totti, che in mezzo all’aerea e a diversi juventini calcia il pallone e mette dentro. Reazione di orgoglio della Juventus, ma piuttosto sterile. La Juve ha fatto quello che ha potuto, ma la vergognosa fragilità difensiva si è ancora una volta palesata in tutta la sua gravità. Non è colpa di Criscito se non è ancora pronto per fare il titolare e se non vi sono alternative degne di nota. Nel complesso una squadra che vorrebbe, ma non può. Secondo tempo in cui si manifesta tutta la superiorità della Roma. La Juve potrebbe pareggiare su calcio di rigore ma Del Piero sciupa tutto. La Juve prova a stare a galla, la Roma fa quello che vuole, potrebbe segnare ripetutamente, ma sbaglia troppo. Santissimo Vincenzo decide di usare la testa e compie il miracolo. Pareggio. Un punto che vale oro. Nel complesso la Juventus non ha gioco, ma sopperisce con il cuore che è mancato con l’Udinese. Siamo messi male, ma non malissimo. Peccato per l’infortunio di Andrade, il nostro miglior centrale. Ne sentiremo la mancanza.

Buffon 7
Grygera 6
Andrade 6,5 (Birindelli 6)
Criscito 5 (Legrottaglie 6)
Chiellini 6
Nedved 4,5
Zanetti 7
Nocerino 6,5
Del Piero 4,5 (Palladino 6)
Trezeguet 6
Iaquinta 10
Ranieri 5 la squadra continua a fare pietà e lui ne è sicuramente responsabile.

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Roma-Juve, pagella istantanea


Buffon 7, una roccia nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa
Grygera 6 non convince appieno da terzino, meglio come centrale nel secondo tempo
Andrade 5,5 il meno peggio nel naufragio della difesa del primo tempo, poi si fa male
Criscito 3 Totti lo culla come il figlio Christian, gli canta pure un paio di ninna nanna, imbarazzante, inadeguato al momento a questi livelli
Chiellini 5 decisamente male sia in fase difensiva che offensiva, fa la rimessa lunga per il gol del pareggio
Nocerino 6 senza infamia e senza lode, ci si aspetta di più da lui, troppo frenetico
Zanetti 7.5 che spettacolo: personalità, interdizione, costruzione, quello che dovrebbero fare Tiago e Almiron
Nedved 5.5 sotto tono rispetto al solito, si guadagna il rigore e fa poco altro
Iaquinta 8 grandioso: movimento, gioco di sponda, gol, che cuore!
Trezeguet 6,5 segna un gran gol, poi non fa nulla
Del Piero 5 benino fino al rigore, lo sbaglia, poi gioca davvero male, rischia di perdere il posto da titolare
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Legrottaglie 6.5 gioca bene contro un Totti molto affaticato
Birindelli 3 non se ne può più: entra, sbaglia praticamente ogni cosa per 20 minuti
Palladino 5 è una fighetta, avanti così non diventerà il campione che potrebbe essere
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Ranieri 6 il tridente è una scommessa vinta, ma il suo peccato originale è quello di aver accettato un calciomercato assolutamente inadeguato in difesa

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sabato 22 settembre 2007

Roma-Juve, formazioni

Roma (4-2-3-1): 32 Doni; 77 Cassetti, 5 Mexes, 4 Juan, 22 Tonetto;
16 De Rossi, 8 Aquilani;
11 Taddei, 20 Perrotta, 30 Mancini; 10 Totti.
Panchina: 1 Curci, 21 Ferrari, 3 Cicinho, 33 Brighi, 7 D.Pizarro,
14 Giuly, 9 Vucinic.
All.: Spalletti.

Juventus (4-4-2): 1 Buffon; 2 Birindelli, 14 Andrade, 19 Criscito, 3 Chiellini;
7 Salihamidzic, 4 Almiron, 6 C.Zanetti, 11 Nedved;
10 Del Piero, 17 Trezeguet.
Panchina: 31 Novembre, 33 Legrottaglie, 28 Molinaro, 30 Tiago, 23 Nocerino,
20 Palladino, 9 Iaquinta.
All.: Ranieri.

Arbitro: Morganti.


Siamo davvero messi male. Birindelli titolare sulla fascia destra difensiva è inadeguato, e rischia di venire sbranato dagli incursori giallorossi. Per il resto la difesa è quella titolare.
Grossi problemi anche a centrocampo, dove Almiron è in dubbio, ed è in un cattivo momento di forma, così come Tiago. Salihamidzic a destra non garantisce la stessa qualità e spinta che avrebbero potuto dare Camoranesi e Marchionni. L'attacco è composto dai titolari del reparto.

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venerdì 21 settembre 2007

Davide e Golia

Domenica 23 settembre 2007 ritorna, dopo una pausa annuale forzata, una classica del campionato di calcio di serie A trasformatosi di recente in Serie A Tim.
Mi riferisco ovviamente alla partita Roma-Juventus.
Ma questa classica del campionato italiano si presenta stavolta con un aspetto del tutto nuovo: la Roma vestirà i panni di Golia, da sempre di colore bianconero, mentre la Juve quelli di Davide, che solitamente erano di colore giallorosso....
A noi Juventini, oltre all'onore e alla dignità della nostra storia, già sottratti nell'estate 2006, stanno togliendo anche la tradizione.
Non ci resta altro allora che lo sperare nel perpetuarsi del miracolo della tradizione bibblica, ma con la amara consapevolezza che nella vita reale, a meno di eventi soprannaturali, Davide contro Golia perde regolarmente.

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giovedì 20 settembre 2007

La farsa non è terminata…

La farsa cominciata ad inizio maggio 2006 con la pubblicazione delle trascrizioni delle intercettazioni da parte della Gazzetta dello Sport, evidentemente, non è ancora terminata…
Ciò che resta di una Signora privata della dignità e della forza del passato, ora se va in giro per l’Italia bistrattata ed invisa quanto e più di prima, nonostante una serie B sul groppone e due scudetti in meno nel palmares, e senza che chi di dovere abbia la decenza di tutelarla minimamente.
Stendendo un velo pietoso sugli indimenticabili comportamenti autoaccusatori tenuti dai vertici del nostro Club prima durante e dopo il “processo” farsa dello scorso anno, sarebbe bastato, dopo aver confermato la vecchia guardia sopravvissuta al bombardamento mediatico, acquistare tre campioni di livello internazionale e si sarebbe potuto lottare per traguardi di vertice.
Come da tradizione, con la fierezza di sempre, replicando sul campo alle calunnie e sconfessando sul campo farsopoli in attesa che la giustizia vera facesse il proprio corso.
Al contrario, si è VOLUTO costruire una squadra da piazzamento, calpestando ulteriormente il concetto di JUVENTUS: quel Club abituato a puntare sempre al vertice, a prendere sul mercato sempre il meglio, quel Club ambizioso ed orgoglioso di sé per definizione.
Tanto più che i mezzi economici, a seguito della ricapitalizzazione sottoscritta anche dai piccoli azionisti, c’erano eccome…ma i patti dovevano essere questi…non c’è altra spiegazione !
La Vecchia Signora deve continuare ad espiare le presunte colpe del passato, continuando a subire umiliazioni con buona pace di tutti gli organizzatori di farsopoli e dell’opinione pubblica assetata di rivalsa e pronta a tramutare l’attuale mediocrità della squadra in una prova del fatto che, senza i presunti maneggi di Moggi, non si riesce più a vincere.
E nel frattempo, i soliti mistificatori delle TV e della carta stampata asserviti al Palazzo, coloro che si coprono di ridicolo, avendo chiaramente la ragione contro, sono sempre lì pronti a pontificare e ad impugnare l’arma del moralismo a senso unico per mascherare la propria mediocrità e per creare quell’ostilità ambientale necessaria a condizionare la classe arbitrale.
Ergo, la farsa non è terminata in quanto i burattinai, per ovvie ragioni, hanno deciso questo…
Ed è per questo, a mio avviso, che la “compagnia dello smile” di corso Galfer non ha voluto costruire una squadra che potesse tentare per davvero di sputtanare farsopoli sul campo: perché sarebbe stato un controsenso, non credete ?
La proprietà che ha VOLUTO farsopoli nelle segrete stanze, sacrificando la JUVENTUS sull’altare di interessi extracalcistici e di lotte intestine, avrebbe mai potuto avere l’interesse di sconfessarla sul campo ?

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martedì 18 settembre 2007

Il bue e l'asino.

"Ciuffolo" Mancini è incredibile. Al termine della gara di domenica contro il Catania ha lanciato una "bordata" contro Luciano Spalletti: "Il tecnico della Roma ha sempre il fazzoletto". Traduzione: il tecnico della Roma tende a lamentarsi sempre. A Milano chi si lamenta sempre viene chiamato "piangina". Proprio lui, Mancini, piangina per antonomasia e da sempre, fino dai tempi in cui calcava i campi di gioco, re incontrastato dei piangina, titolo assegantogli dai tifosi di tutte le squadre avversarie sul web, che lancia l'accusa verso Spalletti.
Classico caso in cui il bue chiama cornuto l'asino.

Nel frattempo Baiocco contestava: "Non capisco perchè io sono stato ammonito al primo fallo e alcuni interisti ne hanno commessi dieci restando impuniti". Baiocco, Baiocco, davvero non capisci? Secondo me hai capito benissimo...come tutti noi.

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lunedì 17 settembre 2007

MISSION SMILE

Quando il Presidente Cobolli e la famiglia Elkann parlavano di riportare il sorriso o meglio Smile (per essere figo, cosi faccio contento Lapo) sulla Juventus, giusto per distaccarsi ancor di più da quella vecchia dirigenza che ha avuto solo il merito di vincere e di non chiedere soldi, in pochi avevano capito a cosa si riferivano. Ed infatti i tifosi juventini pensavano che si sarebbe fatto qualcosa sul prezzo degli abbonamenti o dei biglietti, oppure per chi, come me, è lontanissimo da Torino ed iscritto ad uno Juve Club con maggiori sconti o agevolazioni che in passato, anche per far passare meglio l'anno di serie B strenuamente ottenuta dopo quel tipo di processo. Ed invece la "mission smile" non era rivolta a noi tifosi ma a quelli contrari. Dopo aver assistito, lo scorso anno, a scempi arbitrali a nostro danno, ma si era talmente superiori che tutto passava in secondo piano, il metodo non è cambiato, anzi, se è possibile è peggiorato dato che oltre a non darci i rigori a favore si danno quelli contro appena l'attaccante avversario, sfiorato, cade in area. Ora noi abbiamo vinto e vinceremo sempre sul campo, i titoli di cartone o a tavolino li lasciamo ad altri, ma questa situazione o meglio questa mission smile sarebbe meglio finisse, perchè va bene accettare Collina designatore, va bene essere trombato in Lega Calcio in modo che le piccole ci guardino col sorriso, ma essere presi in giro non ci va più bene. Presidente, Proprietà, avete fatto del rinnovamento dei dirigenti il Vostro cavallo di battaglia e siete stati fregati ma almeno fate qualcosa di juventino, che non vuol dire urlare o fare gestacci, lì sono esperti presidenti di altre città, ma rimarcare i danni che subiamo. Credo sia doveroso, anche perchè a Roma già iniziano a dire che se vinciamo è solo per "aiuti" esterni. Bene, sarebbe ora che si incominciasse a querelare o a negare i pass ai giornalisti o a quelle testate che insinuano ed infangano il nome della Nostra JUVENTUS, senza riguardi nei confronti di alcuno, neanche di chi è nostro sponsor.
Sarete capaci di farlo?

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Juve-Udinese pagelle estemporanee

Mi sostituisco (per oggi) al pagelliere ufficiale di cui tra l'altro condivido appieno il commento tecnico del post precedente.

Buffon senza voto, neanche una parata e incolpevole sul gol
Birindelli 4 non sa neanche crossare. Il voto è per l'impegno.
Andrade 4,5 si spinge anche in avanti nel primo tempo. Scomparso nel secondo.
Criscito 4,5 impegno tanto ma tanti limiti ed inesperienza.
Chiellini 6 l'unico che si impegna e tiene alte le speranze della squadra fino alla fine.
Camoranesi senza voto è stanco e si vede ma era il solo che illuminava la giornata prima che si infortunasse.
Amiron 2 forse è rimasto negli spogliatoi perchè nel campo non c'era o il suo alter-ego che giocava lo faceva malissimo
Zanetti 6,5 tiene le redini della squadra, un buon primo tempo che fa sperare bene anche nel secondo. Incredibile la sua sostituzione.
Nedved 5 non riesce a stoppare un pallone.Guadagna qualche punizione e combatte come sempre.
Trezeguet 4,5 Vuole il suo centesimo gol in serie A e ne avrebbe anche l'occasione, ma sbaglia ed è troppo statico. Forse non sarebbe dovuto uscire.
Del Piero 5 Due punizioni e 2 pali. Qualche sprazzo alla Del Piero, il resto da comune giocatore che sbaglia troppo.
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Nocerino 4 entra al posto di Camoranesi ma è fuori ruolo e si vede.
Tiago 3 prende il posto di Zanetti ma era meglio se restava in panchina. Qualcuno si chiedeva se Blanc avesse conservato lo scontrino....
Iaquinta 5 Si impegna ma i limiti della squadra sono evidenti. Forse al posto di Camoranesi, sulla fascia, avrebbe fatto meglio....
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Ranieri 4 la squadra non è impostata male ed il gol che prende è ingiusto ma subito dopo sbaglia le 2 sostituzioni fondamentali. Zanetti era il migliore in campo mentre Almiron dormiva......

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domenica 16 settembre 2007

Povera Juve :-(((

Purtroppo non posso postare pagella e commento causa problemi tecnici che mi hanno impedito di vedere la partita se non a spezzoni.
Quel poco che ho visto è desolante: quasi tutti i nuovi acquisti hanno deluso, totale mancanza di gioco, difesa traballante, centrocampo inesistente, attacco a corrente alternata.
Molto scarsa la qualità in campo, in questo senso l'Udinese è apparsa addirittura superiore. Ritengo davvero difficile raggiungere il quarto posto con questa rosa così male assortita.
In definitiva, cominciano a venire al pettine i nodi di una campagna acquisti schizofrenica. La prova del nove settimana prossima a Roma... non sono assolutamente ottimista.

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venerdì 14 settembre 2007

Juve-Udinese, formazioni

Juventus (4-4-2): 1 Buffon; 2 Birindelli, 14 Andrade, 19 Criscito, 3 Chiellini;
8 Camoranesi, 4 Almiron, 6 C.Zanetti, 11 Nedved;
10 Del Piero, 17 Trezeguet.
Panchina: 12 Belardi, 28 Molinaro, 7 Salihamidzic, 23 Nocerino, 30 Tiago,
20 Palladino, 9 Iaquinta.
All.: Ranieri.

Udinese (3-4-3): 22 Handanovic, 6 Coda, 19 Felipe, 2 Zapata;
20 Mesto, 4 D’Agostino, 88 Inler, 8 Dossena;
27 Quagliarella, 3 Asamoah, 10 Di Natale.
Panchina: 25 Chimenti, 24 Lukovic, 21 Zapotocny, 23 Eremenko, 66 Sivok,
83 Floro Flores, 9 Paolucci.
All.: Marino.

Arbitro: Farina.


E' emergenza sulla fascia destra in difesa, a causa della squalifica di Zebina, l'infortunio di Grygera e le non buone condizioni del Brazzo. Birindelli non garantisce assolutamente affidabilità in quel ruolo.
A centrocampo confermata la coppia Almiron-Zanetti, nonostante l'argentino non venga da buone prestazioni e Tiago scalpiti per riavere il posto da titolare. Il portoghese è in panchina, pronto a subentrare.
In attacco, Del Piero torna con il morale basso dalla Nazionale, ma parte titolare, con Iaquinta e Palladino in panchina.

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Complesso di inferiorità.

Fonte: www.calciomercato.it
Retroscena, Moratti: "Avevo pensato a Capello"

Il patron dell'Inter Massimo Moratti si rivela a 'Famiglia Cristiana': "Sì l'anno scorso ho pensato di prendere Capello perchè era il tecnico che aveva dimostrato maggior continuità nei risultati e noi non avevamo ancora vinto. Poi ha prevalso la fiducia in Mancini, peraltro ampiamente ripagata".

Lo scorso anno ha preso Vieira ed Ibra. Negli ultimi anni ha tentato di prendere Trezeguet, Buffon, Camoranesi e Zambrotta, questa estate Mancini voleva Emerson ed ha tentato Nedved quando aveva problemi di rinnovo con la Juve.
Maurizio Mosca ha sempre detto che Moratti aveva un assegno in bianco pronto per Moggi ed ora Moratti stesso ci dice che stava per prendere Capello.
Praticamente il petrolecologistadisinistra voleva la Juve: un evidente complesso di inferiorità ed una implicita ammissione che la Juve vinceva perchè aveva i giocatori, l'allenatore ed i dirigenti migliori...altro che arbitri!
E pensare che in tutti questi anni abbiamo saputo di un solo arbitro, Nucini, che frequentava la sede di una squadra.
Poi qualcuno gli ha indicato una via più breve per la vittoria che, anche se "falsa" o dimezzata, serviva per sopravvivere come il sangue era necessario a Dracula.

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mercoledì 12 settembre 2007

L’equilibrio della competizione attrae, il predominio di pochi annoia.

Il titolo dice molto e dice nulla.
Lo commento in questo modo. In Italia, forse molti se ne stanno accorgendo, si sta andando verso una sorta di distorto... "comunismo sportivo", dove tutti a prescindere da meriti più che capacità gestionali, devono poter vincere, dove i piccoli, magari con 5.000 tifosi in tutto il mondo, possano comandare e soprattutto spartire torte che pagano società con oltre 10.000.000 di tifosi. Giusto, così sarà tutto più appassionante, ma prima, ovvio, si doveva passare sopra i cadaveri dei tiranni del calcio. Prima fra tutte le squadre la Juventus. Prima spogliata di titoli, campioni e coppe, poi estromessa dal palazzo della FIGC e quindi dal palazzo della Lega.
Intanto Collina diventa, malgrado le marachelle, che vengono perdonate, capo degli arbitri (senza prove e soprattutto senza credibilità quelle telefonate... visto che era senza credibilità l'intera attività di un addetto agli arbitri di una delle più importanti squadre al mondo, unico esempio di mansione assegnata con pressapochismo e con perfetta e provata inettitudine professionale dell'uomo qualunque e volontario, sconosciuto anche nello stesso ambiente...).
Ma sì... Giusto questo titolo in fondo, perchè ora il calcio è sport vero, in cui le partite e i campionati si vincono per meriti veri, contando le carte al termine della partita a scopa su un tavolino e non con freddi e antipatici telefonini, o magari contando più che i gol, quante volte ha il coraggio di fischiare un rigore alla Juventus nella stessa partita un arbitro.
Giusto ora assitere a giocatori che le combinano di tutti i colori per cambiare casacca (Suazo, ma anche Morgan De Santis, recordman per aver usato una clausola scritta, mai prima di allora utilizzata per cavalleria non scritta).
Perchè dico questo? Perchè il titolo che accompagna queste righe è ripreso da un sito che è poi il sito ufficiale dei procuratori di calcio, quegli uomini che il calcio ormai dal dopo Bosmann proliferano come conigli, e che tanti, troppi danni in nome dei loro assistiti (i consulenti dei loro conti, intendo) fanno ogni volta che aprono bocca e si apre una finestra di calciomercato.
Già, sembra siano contenti della scomparsa di gente che ha fatto sul serio e li ha fatti tremare e lo sbandierano nel banner del loro sito (chissà che non sappiano qualcosa delle soffiate sulle, per ora presunte, intimidazioni GEA ai calciatori assistiti o raccomandati, quelli per capirci che ci hanno in fondo fatto vincere anche un mondiale, perchè questo si diceva prima, anche se la vittoria poi ha fatto dimenticare ai più questa parte velenosa della vicenda - ai più ma non a quel grande di Lippi - ).
Insomma, dovunque si apra una pagina internet o di giornale, da un anno a questa parte si capisce sempre più quanti e quali rivali potessero avere personaggi come i Moggi e Giraudo, che qualunque cosa possano aver combinato erano troppo più preparati e furbi (in senso buono lo dico...) rispetto a tutti gli azzeccagarbugli che nel calcio hanno fatto 13, fino a che non sono arrivati loro, pur non giocando mai una schedina.
Ecco, volevo condividere con chiunque abbia voglia di leggere queste righe, il perchè la mia coda di paglia si sia incendiata per quella frase, pur contenente alti valori sportivi, che però in quel sito mi ha fatto immediatamente commentare con un bel "da quale pulpito...".

Già, dimenticavo. Chissà se chi ha avuto la bella idea di esultare per la vittoria dei veri furbetti con quella frase si è accorto che il grande squilibrio della Juve in B ha attratto più investimenti e spettatori su quella serie che sulla serie A, lo scorso anno. E a riprova della fallibilità della frase... chissà se hanno dimenticato anche loro con essa la B di quest'anno, senz'altro equilibratissima, ma sui cui diritti neanche Telepace ha investito un euro. L'equilibrio attrae... Chi, mi viene da pensare. E soprattutto cosa. Non è che per caso stessero parlando dei soldi, quelli come al solito presenti nelle tasche dei tiranni che muovono questo carrozzone da sempre?

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martedì 11 settembre 2007

Collina, nuovi arbitri per una nuova sudditanza

Fonte: Tuttosport

LA MEMORIA gioca brutti scherzi. Tutta­via mi sembra di ricordare che si inco­minciò a dire che Collina era il nostro mi­glior arbitro internazionale quando, grazie ai suoi errori, il potentissimo Real Madrid vinse una partita che altrimenti avrebbe perso. E mi sembra anche di ricordare con esattezza che arbitrò Perugia- Juventus sot­to il diluvio, facendo proseguire la partita in spregio a ogni regolamento, perché era stato mandato lui ad arbitrare la partita, invece di un altro, in quanto “ era il più bravo” e meglio di altri avrebbe saputo ga­rantire la bontà del risultato finale. Che, per motivi di ordine pubblico, tutti voleva­no che fosse la sconfitta della Juve.Ma la memoria non mi può tradire se ri­cordo che De Santis è stato cacciato anche se non c’è nessuna sua telefonata con Mog­gi. Mentre Collina che parlava al telefono con l’addetto agli arbitri del Milan per in­contrarsi segretamente con Galliani ( ma il Palazzo del calcio è stato ben felice che Pa­lazzi archiviasse) è stato incoronato desi­gnatore degli arbitri per il modico com­penso di 500.000 euro lordi all’anno ( di­ciamolo in lire, che è più chiaro, un mi­liardo). Se non sbaglio, Agnolin, chiamato un anno fa per rimettere un po’ di ordine, intanto ha dato le dimissioni.
Gli arbitri designati da Collina, come sappiamo, non vedono i rigori contro l’In­ter, fischiano di tutto e di più alla Fioren­tina in attacco mentre il Milan è in diffi­coltà, e vedrebbero i rigori contro la Juve anche se non ci fossero. Non glielo ha det­to Collina di fare così. Però gli arbitri pen­sano di non dover deludere il designatore e sanno che un errore a favore dell’Inter è liquidato in due minuti, mentre un even­tuale errore a favore della Juventus sareb­be mostrato diecimila volte alla moviola di ogni tv.
I dirigenti e i giocatori della Juventus, a ragione, non rilasciano pubblicamente al­cun commento: persino un flebile lamento verrebbe presentato come un gesto di arro­ganza. Però possiamo e dobbiamo farlo noi appassionati di calcio; e i pochi giornalisti non asserviti al Palazzo.Il panorama dell’informazione calcisti­ca è infatti preoccupante. Primo. Da un la­to c’è la Restaurazione: tutto è normale, tutto è regolare, la Juve è stata condanna­ta perché colpevole e l’Inter non è stata con­dannata perché è archiviata. Secondo. Do­po il linciaggio dell’anno scorso, i morali­sti di tv e giornali continuano in una si­stematica opera di attacco nei confronti della Juventus, presentandola addirittura come favorita dagli arbitraggi. La cosa, ol­tre a confermare che la decapitazione del­l’anno scorso era giusta, serve sia a man­tenere sotto tiro gli arbitri, sia a prepara­re il terreno per un prossimo linciaggio nel caso che la Juve torni ad essere competiti­va. E tutto questo presentandosi non come gli uomini di parte che sono, ma come i tu­tori della regolarità del campionato.

Paolo Bertinetti Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus


COMMENTO
Più che un commento si tratta della ripetizione, con altre parole, dei concetti espressi dal prof. Bertinetti, dal momento che non posso non condividere quanto scritto.
L’ottimo prof. Bertinetti punta l’indice dapprima sulla sciagurata nomina di Collina a designatore e su tutto ciò che tale nomina comporta a livello arbitrale, poi sul mondo dell’informazione in gran parte asservita al Palazzo.
Partiamo da Collina.
Come può essere credibile un designatore di cui si sa con CERTEZZA che da arbitro parlava telefonicamente con Meani, addetto agli arbitri del Milan, per accordarsi circa un incontro segreto nel ristorante dello stesso Meani con Adriano Galliani ?
Per quale motivo, al contrario, sulla base del SOSPETTO che Bertini parlasse telefonicamente con Moggi mediante schede svizzere, Bertini è stato sospeso dall’attività ?
C’e la CERTEZZA di essere stato intercettato in colloqui compromettenti con Meani e si conosce pure il contenuto di tali colloqui ? Bene, se ti chiami Collina il Palazzo del calcio non solo archivia ed insabbia il tutto, ma ti nomina persino designatore come gentile premio.
C’è il SOSPETTO di aver parlato con Luciano Moggi per mezzo di schede svizzere e NON si conosce il contenuto delle conversazioni ? Male, se ti chiami (per fare un esempio…) Bertini sei sospeso dall’attività arbitrale.
A noi juventini non resta che il fiele di tanti interrogativi senza risposta, anzi di risposte ce ne siamo date fin troppe…
Secondo aspetto altrettanto importante: il mondo dell’informazione che condiziona pesantemente l’opinione pubblica e la serenità dell’arbitro che scende sul rettangolo verde.
Se un arbitro sa di avere come designatore e punto di riferimento l’ex migliorarbitrodelmondo che fece disputare una partita decisiva per l’assegnazione di uno scudetto in un pantano senza rinviarla appositamente per “motivi di ordine pubblico” e qui mi fermo; se un arbitro sa che, sbagliando ai danni della Juventus accade poco o nulla all’interno del circuito mediatico, laddove in caso contrario si scatena l’ira populista e mistificatrice dei soliti moralizzatori delle TV e della carta stampata al servizio del Palazzo, come volete che si comporti quello stesso arbitro in caso di dubbio riguardante la Vecchia Signora ?
E l’indignazione cresce allorché i suddetti moralizzatori, anziché dichiararsi spudoratamente di parte come in realtà sono, si professano paladini della giustizia e della regolarità del campionato: pure qui il prof. Bertinetti afferma una cosa sacrosanta !
Il professore, per la verità, si spinge persino oltre...
C’è solo un aspetto che non condivido della sua analisi come sempre lucida: egli afferma che i dirigenti fanno bene a non reagire a tale situazione.
I dirigenti non è che facciano bene, loro non possono reagire per il semplice fatto che sono stati i primi ad accusare la Juventus del recente passato: hanno ammesso una colpevolezza ancora in attesa di essere provata, e che probabilmente mai lo sarà, ancor prima dell’inizio del “processo” sportivo.
Come possono difendere la Juve ora se ne hanno svenduto l’onore l’anno scorso ammettendo che le vittorie sul campo non erano pulite ?

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domenica 9 settembre 2007

Ma quell' incompetente di Donandoni che ci fa ancora in Nazionale?

Ragazzi so che questo è un blog che riguarda la Juve, ma vorrei spendere due righe su quel raccomandato di CT della nazionale che chi sà per quale ragione siede lì sulla panchina più prestigiosa non avendone titolo.
Non entro nel merito di chi l'abbia scelto ma l'incopetenza di quell'individuo è palese e se gli aggiungiamo il suo dirimpettaio nell'under 21 facciamo la coppia più brutta di allenatori che l'Italia ha mai potuto vantare.......
Se solo penso che l'Italia ha cominciato a giochicchiare quando se n'è sbattuta totalmente degli schemi mi fermo a pensare cosa realmente ci faccia lì quello pseudo-allenatore.
Sperando che i giocatori se ne freghino altamente degli schemi inesistenti del CT contro l'Ucraina mi auguro una vittoria che ci permetterebbe di sperare ancora nell'europeo.
giovedì 6 settembre 2007

Cobolli: "Ha idee più chiare il nostro governo di tanti presidenti"

Fonte: www.lastampa.it

Presidente Cobolli Gigli, quello che è successo martedì in Lega calcio è un segnale che la Juventus fa di nuovo paura?
«E’ il frutto di una votazione democratica che va rispettata. Si era ipotizzato che in consiglio di Lega potesse esserci un posto per la Juve dopo il ritorno in A. Alcuni hanno perorato la nostra causa come forza nuova. Invece alla seconda votazione io ho avuto otto preferenze e Ghirardi del Parma undici. Questa è la storia».

Oggi che sensazione prova?
«Non mi sento offeso a livello personale. Ma c’è il rammarico che la Juve non possa continuare a lavorare nell’ambito del consiglio dove ha già dato un contributo importante in una fase delicata come quella della vendita centralizzata dei diritti tv».

La legge Melandri cambierà radicalmente la situazione. In Lega come sono le posizioni?
«Tutte le società l’hanno accettata, ma si dovrà studiare il modo di ottenere un valore superiore dalla vendita dei diritti. Oggi la Lega è attrezzata per gestire i problemi del calcio, non per il marketing. Forse le piccole si preoccupano di portare subito a casa qualcosa, invece di cercare soluzioni strutturali».

Voi e le altre quattro grandi fuori dalla stanza dei bottoni. Strano, no?
«Cinque società rappresentano l’84% del tifo, sono la certificazione del successo. Non è possibile che non abbiamo voce in capitolo nei criteri di spartizione. E’ una sorta di esproprio che non possiamo accettare».

Cosa significa essere fuori dai giochi?
«Sapere che altri faranno dei ragionamenti al nostro posto ci fa sentire preoccupati. Si è creata una grande solidarietà con le altre grandi, per questo martedì abbiamo abbandonato insieme il consiglio. Che, comunque, fra un anno scade».

Il Governo cosa si aspetta dalla Lega?
«Dal 2010, quando entrerà in vigore la nuova legge, l’attesa è che i valori dei diritti crescano».

Quali sono gli scenari?
«Il consiglio andrà avanti a lavorare e noi grandi vedremo quali decisioni prendere. Presto ci incontreremo».

Si parla di Superlega. E’ possibile?
«Non lo so, non credo. Ma abbiamo il dovere di tutelare i nostri diritti con attenzione. Molte società hanno un unico padrone, la Juve è diversa, siamo quotati in Borsa, in pratica ho 42 mila padroni e prima di decidere devo agire con coscienza. Cellino, Ghirardi, possono rinunciare a un euro. Io devo spiegare perché».

Cellino ha detto che è stata sconfitta l’arroganza? Cosa risponde?
«E’ una persona intelligente e mi ha stupito questa frase. Non ha capito che la Juve è diversa, lui dice che nei sotterranei della sede c’è ancora Moggi. L’ho cercato senza trovarlo, non c’è neppure una statuetta di Padre Pio. La Juve attuale porta avanti un discorso nuovo, io mi sono impegnato per la vicenda dei diritti tv, ora ne farò a meno. Andrò il Lega in base all’ordine del giorno dell’assemblea».

Non le sembra che nel Palazzo si avverta soprattutto grande confusione?
«Paradossalmente credo che il Governo abbia idee più chiare di alcuni presidenti. Per esempio avrà il buon senso di capire che anche nel periodo definitivo la legge dovrà avere un’applicazione graduale».

Cairo è stato fra quelli che l’hanno bocciata.
«Lo conosco bene, non c’è possibilità di collaborazione. L’abbiamo capito anche sul nuovo Delle Alpi per gli Europei, certe sue uscite non ci sono piaciute».

E’ pentito di aver votato Matarrese presidente?
«No, anche se per quattro votazioni avevo proposto un professionista esterno. Matarrese viene dal passato, ma fino a dicembre ha lavorato bene. Poi ci sono stati eventi straordinari che hanno distolto l’attenzione dai nostri problemi, diciamo che ci siamo un po’ persi. Era e resta un traghettatore. Ora ci sono cinque mesi per trovare un’intesa sui diritti tv».

Altro problema: il contratto di Del Piero. A che punto siete?
«Non è questione di un giorno, ma la volontà è di trovare un accordo. E’ un ragazzo eccezionale, magari più ombroso di altri. Ma dopo Cagliari aveva un sorriso mai visto. Si capisce che ci tiene. E sapete cosa mi ha detto Buffon? Che è stata un’emozione pari a quella della vittoria nel Mondiale».


COMMENTO
Facciamo il punto, brevemente.
Galliani e Moratti sono Consiglieri Federali, Rosella Sensi è vice Presidente Vicario della Lega, Lotito è Consigliere di Lega.
Cobolli Gigli, al contrario, non ha alcun incarico né presso la Lega Calcio né presso la Federcalcio.
Si è trattato di una doppia beffa per la Juventus, dal momento che è stata sacrificata sull’altare di una prevedibile sconfitta (a detta dello stesso Cobolli…) la figura del suo Presidente.
I simpatici dirigenti moralizzatori di corso Galfer, dopo aver preso le distanze per lungo tempo dai metodi della precedente gestione, li hanno copiati in toto ma hanno perso, non possedendo l'abilità e le qualità di Moggi e Giraudo.
La cosa sconcertante è notare come Cobolli Gigli faccia affidamento esplicitamente sul Governo ed elogi pubblicamente la figura del ministro Melandri...
Ricordiamo che, anni addietro, il Governo Prodi introdusse, su pressione di Franco Sensi, la legge sulla contrattazione soggettiva dei diritti TV e che oggi, sempre su pressioni da Roma, è tornata sui suoi passi cambiando nuovamente la suddetta legge e tornando alla contrattazione collettiva.
Tutto sconcertante per davvero.
Come sconcertante è il fatto che la squadra con il maggior numero di tifosi in Italia non sia minimamente rappresentata nelle Istituzioni calcistiche, così come ( a proposito di contrattazione collettiva ) è sconcertante il timore che si vada sempre più nelle direzione di un ridimensionamento internazionale dei Club italiani.
In altre parole, sono d’accordo con quanti affermano che la contrattazione collettiva dei diritti TV in Italia (l’Inghilterra non fa testo in quanto gli stadi sono di proprietà e il contesto è di gran lunga differente) possa rappresentare la morte, nel medio periodo, del grande calcio in Italia: ci saranno campionati più equilibrati, ma il livello di competitività delle squadre italiane in Europa sarà sempre più basso.

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mercoledì 5 settembre 2007

Cercavamo uno "strapuntino".

«Non verrò più in assemblea se non per alcune questioni. Spero che la mia mancata elezione non sia un fatto personale. La vittoria di Davide su Golia? No, quella di Masaniello». Con queste parole Cobolli Gigli ha commentato la sua bocciatura come Consigliere di Lega dopo aver dichiarato anche: «Me l'aspettavo perche' questa votazione viene da un'assemblea che aveva gia' dato segnali di aggregazione di alcune societa».
Allora perchè offrirsi come "agnello sacrificale" e metterci la faccia?
Generalmente, quando si partecipa alle elezioni con una coalizione debole ed è forte il rischio della sconfitta, non si brucia un candidato credibile e se ne sceglie uno disposto a farsi bruciare.
Hanno perso tutte le Grandi, che appoggiavano Cobolli, ma la Juve ha perso due volte.
Nella partita che sancirà i criteri di distribuzione dei diritti televisivi non avranno voce in capitolo. Le altre Grandi, però, hanno il loro "strapuntino" nelle Istituzioni del calcio: Galliani e Moratti sono Consiglieri della FIGC, la Sensi e Lotito sono, rispettivamente, Vice Presidente Vicario e Consigliere della Lega Calcio.
Alla Juve come "strapuntino" è rimasto quello che Cobolli scelse al momento della consegna all'Inter della Coppa dello Scudetto "scippato" alla Juve: la toilette.
Per la prima volta, dal dopoguerra, non abbiamo nessun ruolo di rappresentanza nelle Istituzioni del calcio. Per cercare di arrivarvi si è accettato il metodo della spartizione delle poltrone, rinfacciato dai "moralisti" a Moggi e Giraudo. Non è neppure riuscito. Chi si è proposto come "nuovo", chi era stato "invitato" a riscrivere le regole, si è adeguato a quelle vecchie "spartitorie" ed è stato anche bocciato. Ne usciamo con le ossa rotte.

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Dossier Fiat....Tutti gli aiuti barattati con la nostra dignita'

STATO ASSISTENZIALE – CHE BEL REGALO DI COMPLEANNO HA SCELTO PRODI PER MONTEZEMOLO: 325 MILIONI PUBBLICI PER TERMINI IMERESE A FONDO PERDUTO (E POI CIANCIANO DI LIBERO MERCATO) - DAGLI INCENTIVI ALLA MOBILITÀ LUNGA PER 2MILA IMPIEGATI…


1 - FIAT, 325 MILIONI PUBBLICI PER TERMINI IMERESE (A FONDO PERDUTO)
Pierluigi Bonora per “Il Giornale”

Schiarita sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Regione Siciliana da una parte e governo dall’altra sono pronti a far decollare il piano di interventi che permetterà il rilancio e il potenziamento del polo produttivo torinese alle porte di Palermo. L’iniziativa, che attende ora il beneplacito dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, prevede lo stanziamento di 75 milioni da parte della Regione guidata da Salvatore Cuffaro e 250 milioni in arrivo da Roma come contributo a fondo perduto.

Nel dettaglio, le risorse regionali serviranno a realizzare nuovi capannoni industriali nell’area della fabbrica, dove troveranno posto le aziende dell’indotto. A beneficiare dell’intervento sarà anche il porto di Termini Imerese che sarà potenziato e reso idoneo all’attracco delle grosse navi mercantili.

Il sostanzioso contributo del governo servirà invece a finanziare l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie per l’impianto, dove attualmente viene prodotta la Lancia Y, e gli insediamenti dell’indotto. Il piano di sviluppo del polo di Termini Imerese è stato sottoposto all’attenzione di Marchionne durante una serie di incontri che si sono svolti nelle scorse settimane a Roma. In proposito la giunta siciliana, nella seduta dell’8 agosto, ha approvato un disegno di legge ad hoc che nei prossimi giorni sarà discusso dall’assemblea regionale.

«Abbiamo fatto la nostra parte - dicono alla Regione Siciliana - e ora aspettiamo il parere della Fiat. Quanto predisposto creerà le basi per fare di Termini Imerese il baricentro industriale di tutta l’area del Mediterraneo. Pensiamo di aver risposto alle esigenze palesate dal Lingotto allo scopo di rendere più economico il polo produttivo dell’isola».

Infatti, il problema maggiore di Termini Imerese riguarda proprio la non convenienza della Fiat, almeno in questo momento, a investire sul potenziamento dell’impianto e renderlo così idoneo a ospitare un’eventuale seconda linea di montaggio. Rispetto a Melfi, per esempio, produrre in Sicilia costa alla Fiat circa 1.000 euro in più a vettura. Il ciclo della fabbrica, inoltre, non è completo: manca lo stampaggio e le lamiere devono arrivare da altri siti. Non c’è, dunque, lo stesso indotto che caratterizza gli impianti più efficienti del gruppo.


Al sí di Marchionne è anche legato lo sviluppo occupazionale del territorio: «Il progetto di cui si è occupato direttamente il presidente Cuffaro - spiega al Giornale l’assessore all’Industria della Regione Siciliana, Giovanna Candura - prevede, proprio grazie alla nascita degli insediamenti adiacenti allo stabilimento Fiat e alle nuove infrastrutture, l’aumento dei posti di lavoro da 1.800 e 4mila. Siamo anche pronti a organizzare corsi di formazione. Il disegno di legge approvato in agosto include poi lo snellimento delle procedure allo scopo di semplificare la realizzazione di tutte le opere necessarie».

2 - TUTTI GLI AIUTI PIOVUTI SUL LINGOTTO
Da “Il Giornale”
A Termini Imerese, con la prospettiva di beneficiare di risorse statali (250 milioni di euro) e di soldi siciliani (75 milioni), la Fiat targata Marchionne ha esercitato la sua nuova vocazione a giocare sui due piani, nazionale e locale. Una riedizione della storica capacità di rapportarsi con la politica, che in tempi di «devolution» appare coerente con il trasferimento verso la periferia dei poteri decisionali e soprattutto della capacità di spesa. La Sicilia non è però la prima prova di questa recente inclinazione a «dare le carte» anche in ambito regionale.

A Torino due anni fa la Fiat ha scambiato, contrattando alla fin fine senza ipocrisie e alla luce del sole, la conservazione in città di una linea produttiva della Grande Punto con la cessione agli enti pubblici dei terreni incolti di Campo Volo, valutati 7 milioni di euro, e di una parte di Mirafiori, stimata 60 milioni di euro. Niente male: la Regione Piemonte e il Comune di Torino hanno il 40% a testa di Tne, la Torino Nuova Economia, la società destinata a riqualificare questi immobili di cui la Fiat, alla stregua della Provincia di Torino, ha il 10 per cento.


Ma l’influenza del gruppo si è sempre espressa soprattutto nei confronti di Roma. E non si è di certo affievolita. In particolare da quando Marchionne, all’assemblea del 2006 dell’Unione industriale di Torino, ha impostato una politica di relazioni sindacali naturaliter gradita alle organizzazioni dei lavoratori e alla sinistra di governo, perché composta da concetti e perfino da un lessico da esse condivisi. E forse non è un caso che la Fiat abbia beneficiato di una deroga, da parte del governo Prodi, rispetto al normale regime pensionistico. Sono 2mila i lavoratori che hanno ottenuto la mobilità lunga. «I primi tre anni - osserva l’ex sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi - sono a carico dello Stato. I successivi quattro dell’azienda. I più giovani di essi, che oggi hanno 50 anni, andranno quindi in pensione a 57 anni. Ben prima di quanto previsto dalla riforma Maroni».

La Finanziaria di Prodi, che concede la mobilità a 6mila addetti (un terzo, quindi, riconducibili a Fiat), stanzia in tutto 140 milioni di euro l’anno. In cambio di questo trattamento per i suoi 2mila impiegati, Marchionne ha promesso nuove assunzioni. Un altro dei punti più delicati, nel rapporto tra la Fiat e la classe politica nazionale, è rappresentato dagli incentivi per la rottamazione. Grazie agli ecoincentivi, dal 3 ottobre 2006 a oggi si contano in Italia 900mila nuove immatricolazioni, che nella stima dell’Unrae, l’unione che raduna le case estere, dovrebbero a fine anno valere almeno 1,5 milioni di unità. «In questo caso - precisa Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae - la motivazione è però ecologica e ha la sua origine nell’indicazione comunitaria di rendere meno inquinante possibile il parco macchine in Europa».

Il mercato italiano è per il 69% riferibile a produttori stranieri e per il 31% a Fiat. Gli 800 euro pubblici e lo sgravio dal pagamento per due o tre anni del bollo per ogni vettura sostituita costituiscono una misura concentrata sulle macchine di piccola e media cilindrata: è chiaro che il Lingotto ne è comunque relativamente avvantaggiato. «Le rottamazioni - riflette Gian Primo Quagliano, direttore del Centro studi Promotor - possono però rivelarsi un’arma a doppio taglio. Quelle in vigore tra il 1997 e il ’98 servirono a far uscire il mercato da una terribile crisi». Ma i consumatori comprarono soprattutto marche straniere. E le quote Fiat finirono massacrate.

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lunedì 3 settembre 2007

Il Trio dell'ombrello.


Cellino, Vice Presidente di Lega, emula Moratti e Galliani e completa il Trio dell'ombrello.
Per non essere da meno dei due illustri colleghi Consiglieri Federali, il presidente del Cagliari dopo il rigore del 2-2 realizzato da Foggia si è alzato in piedi, ha vistosamente portato le mani sugli attributi e successivamente si è esibito nel gesto dell'ombrello diretto ai sostenitori bianconeri. Tutto deprecabile e trasmesso in Tv.
Ancora "toccato" dall'esito finale dell'incontro si produceva, poi, nel solito teatrino del pianto intervenendo in diretta telefonica sull'emittente 7 Gold dove si lamentava del comportamento "aggressivo" dei giocatori della Juve che aveva condizionato arbitro e guardalinee aggiungendo che "nulla è cambiato". E pensare che Cellino è stato "omaggiato" di un rigore inesistente a Napoli e del primo contro la Juve assegnato con "magnanimità".
Però è vero, "nulla è cambiato" perchè chi piangeva piange, chi esacerbava gli animi continua a farlo e "sparare" sulla Juve resta lo sport più amato da giornalisti, presidenti e giocatori avversari.
Meditate Elkann, meditate!

P.S.: Mi piacerebbe leggere cosa ne pensa il Presidente dei Presidenti, Abete, che oggi ha espresso il suo disappunto nei confronti di due episodi saliti alla ribalta nelle prime due giornate di campionato "Con i casi di Baldini e di Zebina abbiamo immagini negative che vanno rimosse".
Presidente Abete, ci illumini, ci dica se anche l'esempio di Cellino è negativo o no!

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domenica 2 settembre 2007

Essere simpatici ha un prezzo......

Che fossimo simpatici ormai lo sapevamo, dopo che il nostro amato (?) presidente ha sfoggiato il suo slogan assurdo nei tempi nefasti dell'accettazione delle ingiuste pene dello scorso anno, ma che lo fossimo così tanto da meritarci arbitri preconfezionati dalle direttive antijuventine così evidenti non sò quanto ne fossimo preparati........
Se il buongiorno si vede dal mattino bè, ci aspetta un campionato con una rosa tanto inadeguata quanto impreparata ma, ciò che conta, potremo sfoggiare un'immensa simpatia con tutti i torti arbitrali che ci faranno!

Che bello essere simpatici.........

Cagliari-Juve, commento tecnico

La squadra di Ranieri raccoglie 3 punti d'oro a Cagliari, nonostante una prestazione piuttosto negativa dal punto di vista del gioco. Il Cagliari appare più pimpante e meriterebbe ampiamente il pareggio, l'arbitro Tagliavento rovina la partita con un arbitraggio a tratti grottesco, tra errori clamorosi e compensazioni evidenti.
In difesa, Gig Buffon meriterebbe un monumento per una parata nel secondo tempo che vale quanto un gol segnato. Complessivamente, la prestazione del reparto è pessima, si salva parzialmente il solo Andrade, nonostante sia meno sicuro del solito. Criscito sbaglia troppo e soffre sulle palle alte, e nel secondo tempo viene sostituito da Legrottaglie, che si arrangia nel gioco aereo ma ricorre al fallo sistematico quando la palla è a terra. Se davvero è lui la prima riserva nel settore centrale della difesa siamo messi davvero male. Chiellini viene letteralmente irriso da Foggia, ma segna il gol decisivo, mentre Zebina macchia una discreta prestazione provocando un discutibile rigore e facendosi espellere.
A centrocampo, disastrosa la prestazione di Almiron, che non costruisce nulla e perde molti palloni, ma ha il merito di avviare l'azione del gol di Del Piero. Bene Zanetti, che appare il perno del reparto in questo momento. Mediocre la prova del Brazzo e di Nedved, che non incidono come dovrebbero. Il vero match winner è Camoranesi, che entra per l'infortunio del Brazzo e cambia il volto della partita, mettendo la sua firma in tutti i gol.
In attacco, Trezeguet è velenoso come un serpente, tocca un pallone e lo mette in rete. Del Piero appare lento e macchinoso, si mangia un gol a porta vuota ma ne segna un altro.
Ranieri ha il grosso demerito di aver tenuto in campo per 90 minuti un pessimo Almiron, nonostante Tiago abbia dato ottimi segnali contro il Parma, inoltre non condivido l'ingresso di Legrottaglie nel secondo tempo al posto di Criscito, che ha migliorato la difesa sui colpi di testa ma l'ha indebolita palla a terra.
Anche questa volta, alla fine Ranieri ha ragione.

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Cagliari-Juve, pagella istantanea

Buffon 8 una parata che vale come un gol in rovesciata
Zebina 4 assurda la reazione al rigore che provoca l'espulsione
Andrade 5.5 l'unico che si salva nel naufragio della difesa
Criscito 5 sbaglia più volte in interventi importanti, soffre le palle alte
Chiellini 5 disastroso su Foggia, mezzo punto per il gol
Salihamidzic 5.5 prestazione sotto tono
Almiron 4.5 molto male, non fa nulla, mezzo punto per il lancio sul secondo gol
Zanetti 6.5 grande diga a metà campo
Nedved 5.5 troppo isterico, non combina molto
Del Piero 5.5 troppo lento, non è assolutamente incisivo, mezzo punto per il gol
Trezeguet 6.5 è in gran forma, ogni palla ricevuta è un gol
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Legrottaglie 5 rigore discutibile, ma lui fa fallo sistematico sul suo uomo
Camoranesi 7 il grande ritorno, assist, lanci, qualità, imprescindibile
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Ranieri 5 assurda la sostituzione di Criscito dopo il primo tempo, lascia in panchina Tiago per 90 minuti per far giocare un pessimo Almiron
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Tagliavento 3 arbitrare non fa per lui

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Cagliari-Juve, formazione

Cagliari (4-4-2): 16 Fortin; 29 Ferri, 6 D. Lopez, 20 Bianco, 3 Del Grosso;
10 Foggia, 5 Conti, 18 Parola, 23 Fini;
19 Larrivey, 32 Matri.
Panchina: 12 Koprivec, 14 Pisano, 21 Canini, 4 Budel, 8 Biondini,
7 D’Agostino, 9 Acquafresca.
All.: Giampaolo.

Juventus (4-4-2): 1 Buffon; 5 Zebina, 14 Andrade, 19 Criscito, 3 Chiellini;
7 Salihamidzic, 4 Almiron, 6 C. Zanetti, 11 Nedved;
10 Del Piero, 17 Trezeguet.
Panchina: 12 Belardi, 18 Boumsong, 28 Molinaro, 23 Nocerino, 30 Tiago,
8 Camoranesi, 20 Palladino.
All.: Ranieri.

Arbitro: Tagliavento.


Formazione tipo nel settore difensivo, probabile la conferma della coppia Almiron-Zanetti a centrocampo, con il Brazzo a destra e Nedved a sinistra. Camoranesi continua tranquillamente il suo recupero ed è in panchina insieme a Tiago e Nocerino. Attacco titolare Del Piero-Trezeguet, Iaquinta indisponibile è rimasto a casa.

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sabato 1 settembre 2007

Alex-Juve, «non è questione di soldi»

Fonte:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=202994

Il livello di autostima di Alessandro Del Piero è da sempre elevatissimo. Del resto i grandi campioni fanno la differenza grazie ai particolari e la solidità mentale è elemento importante quasi quanto le capacità tecniche. Per questo, ieri, il capitano bianconero ha usato parole lievi ma altrettanto pesanti nel corso della presentazione di "Edge", società amministrata dal fratello Stefano che avrà il compito di gestire al meglio tutte le attività extracalcistiche del campione: «Il rinnovo del mio contratto (in scadenza a giugno 2008, ndr) non sarà una telenovela e non sento puzza di bruciato, ma serve ancora un po' di tempo. Ho degli obiettivi importanti e le potenzialità per fare ancora bene alla Juventus. Le condizioni del mio fisico e i risultati del campo mi danno ragione».Eccola, l'autostima. Abbinata alla volontà di non creare problemi alla squadra, «per la quale la mia situazione non costituisce problema. Siamo tutti sereni, il che è un bene». Esistono tuttavia dei "però" non da poco, se il fratello Stefano indica chiaramente qual è il punto focale della questione: «Quello che Alessandro firmerà non deve essere considerato come un contratto di fine carriera. Stiamo cercando di capire se esiste una correlazione tra le tante parole di stima spese in questi mesi dalla dirigenza e le proposte che siamo chiamati a sottoscrivere. Con la società è in atto un dialogo teso a unire due volontà: non è una questione economica perché, dopo avere vinto il Mondiale, Ale ha accettato la serie B dimostrando di avere motivazioni che vanno ben oltre questioni di convenienza».«Se puntassi esclusivamente al fattore economico avrei guardato altrove già negli anni scorsi - conferma il numero 10 -. Sono assolutamente tranquillo, ma allo stesso tempo credo che il mio contratto debba essere importante sotto ogni aspetto. Per come vedo io il lavoro, chi timbra il cartellino può essere trattato in un certo modo, mentre è giusto che venga premiato chi dà alla squadra qualcosa di speciale». Sorriso sulle labbra, sguardo furbetto e in testa l'idea fissa di avere un contratto garantito fino al 2010: nessuna possibilità per la società di uscirne prima, niente contratto a rendimento, stipendio da pattuire ma comunque non inferiore ai 3,5 milioni a stagione «anche se non comunico le mie aspettative a mezzo stampa». Lo ha fatto per lui, nella stanze di corso Galileo Ferraris, il fratellone Stefano: «Ambasciatore del cuore», lo ha definito Pinturicchio.

COMMENTO
L’aspetto da evidenziare è, secondo me, la malcelata conferma della fine della stagione di intangibilità per Alessandro Del Piero alla Juventus: lo si nota da qualche perplessità che trapela da corso Galfer e dalle recenti dichiarazioni di Ranieri.
A quanto pare la società, abilissima nel risparmiare su tutto, costi quel che costi, prevede una sproporzione crescente tra l’ingaggio di Del Piero e il suo rendimento sul campo da qui fino al 2010.
Tutto legittimo per carità, però è opportuno che chi gestisce una società come la Juventus abbia le idee assolutamente chiare sul da farsi.
Mi spiego meglio: la Triade "liquidò" Baggio convinta di poter lanciare il giovane Del Piero in un contesto di squadra consolidato dalla vittoria di un campionato e di una Coppa Italia, dimostrando il grande coraggio di compiere una scelta assolutamente impopolare.
Ce l’avrà questo coraggio l’attuale dirigenza, e con chi avrà eventualmente intenzione di sostituire Del Piero, visto che Palladino ad oggi non sembra godere della massima considerazione ? Chiaramente non ce l’avrà questo coraggio e troverà senz’altro un accordo con il manager di Alex...bene così !
Vero è che però, prima o poi, bisognerà investire pesantemente per trovare dei sostituti all’altezza dei campioni ultratrentenni attualmente in rosa, ma solo dopo aver investito risorse finanziarie si potrà parlare di centellinare Del Piero o di far rifiatare Nedved.
A mio avviso, infatti, sbaglia Ranieri quando afferma che Del Piero va centellinato perché in grado di giocare solo poche partite degne della sua fama nell’arco di una stagione…ma per far giocare titolare Iaquinta ???
Del Piero andrà centellinato (come ha fatto Capello in passato disponendo di Ibrahimovic !) soltanto dopo aver investito per l’acquisto di un centravanti di livello internazionale.
Questa è la mia opinione.

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