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martedì 31 luglio 2007

Lapin Lapetto il Censore


Lapin Lapetto fa il censore nel suo blog.
http://blog.italiaindependent.com/2007/07/28/sporc/#comment-677

Sporc
(di Lapo)
Oggi sono costretto a cambiare argomento su questo blog.
Sono costretto a parlare di sport. Più che parlare, sfogarmi.
Leggo sui giornali quello che sta succedendo e rimango sconcertato. E’ un’offesa e una presa in giro verso tutti noi il chiamare tutto questo “sport”. Per questo ho voluto dare quel titolo al post.
Per chi come me, e sono sicuro anche voi, si è avvicinato allo sport legandolo a valori come dignità, rispetto delle regole e sana competizione, vedere ciò che sta succedendo nel ciclismo e nella formula uno, corrisponde ad un tradimento. Imbrogli, menzogne, corruzione e squallide messe in scena. Il ciclismo è ormai diventato una farsa, quasi come il wrestling. La F1 è addirittura grottesca, tanto è evidente l’inganno.
Al fine di preservare l’audience vengono richieste agli atleti performance che fisicamente e mentalmente sono impossibili da raggiungere senza additivi. Per lo stesso fine si nega l’evidenza dei fatti e succede che chi dovrebbe dettare le regole si trasforma in Ponzio Pilato.
Ma lo spettatore si sente tradito e con il tempo tenderà ad allontanarsi da tutto questo schifo.
E non solo lo spettatore si sente tradito, ma anche quelle aziende che associano allo sport il proprio marchio e i propri valori. Voglio essere chiaro fino in fondo: se una telecamera accesa giustifica comportamenti scorretti, allora un’azienda - come Italia Independent, ad esempio - non ha interesse ad associare il proprio marchio a società sportive che non si comportano come tali.
Sono le stesse società sportive che devono per prime tutelarsi da dirigenti e atleti che non rispettano le regole del gioco, non solo per difendere la propria immagine e i valori sportivi, ma anche per tenere a sè gli sponsor che, insieme ai tifosi, sono necessari per portare avanti l’attività.

Questo il mio commento

Il Mago di Ios Says: July 31st, 2007 at 9:26 am
A proposito di Sporc, la domanda sorge spontanea.
Come mai, caro Lapo, avete deciso di abbandonare (o accompagnare?) la Juventus al suo destino di vittima sacrificale? Come mai non vi siete (e non ci avete) difesi in quel processo vergognoso (degno di una Repubblica delle Banane) messo in piedi dal Commissario Interista Guido Rossi? Come mai la campagna mediatica contro la Juventus è stata organizzata soprattutto da giornali “di famiglia” (Gazzetta dello Sporc in primis, ma anche Corriere della Serva e La Tampa)? Come mai, a processi ancora in corso, è stata smantellata una squadra stellare (campione e vice-camopione del mondo a Berlino 2006)? Come mai non sono mai stati rivendicati gli scudetti che ci hanno illegittimamente sottratto? Come mai, per sostituire la Triade, vi siete affidati a dei dirigenti del tutto inesperti ed inadeguati (un esperto di tennis, due gemelli - Cobolli e Gigli - che non fanno altro che contraddirsi ripetutamente - ed un ragazzetto che sino all’anno scorso si limitava ad alzare i cartelli per le sostituzioni)?
Last but not least. Come mai ieri mattina, al Baretto di Abbiadori, parlando con la barista juventina, hai detto che è inutile che la Juventus spenda per altri giocatori perché avremo tutti gli arbitri contro (arbitri che, sempre parlando con la barista, tu vorresti fare fuori a fucilate)?
Juventus Delenda Est?
Non basta, caro Lapo, un tatuaggio per professarsi Juventini.

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sabato 28 luglio 2007

Ranieri `In Inghilterra per conoscerci`

28/07/2007 13.09.31
(AGM-DS) - Milano, 28 luglio - La tournee anglotedesca per conoscere se stessi e per diventare una squadra. E` questo l`imperativo di Claudio Ranieri prima della partenza per l`Inghilterra e la Germania, dove la Juventus giocherà tre partite che il neoallenatore dei bianconeri giudica di capitale importanza nel processo di `formazione` della squadra: `Dobbiamo vedere quanto siamo in grado di aiutarci e quanto siamo squadra - ha dichiarato il tecnico prima di partire col resto della squadra -. Siamo competitivi, certo, e la Juventus va posta tra le pretendenti allo scudetto. Ma le altre grandi si conoscono perfettamente, noi non ancora`.

L`intenzione è quella di utilizzare tutto l`organico, anche per affinare il suo giudizio sui singoli: `A rotazione cercherò di far trovare a tutti i 90 minuti. Del Piero non è ancora al livello degli altri, parlerò con lui per portarlo a pari. Fino al 26 agosto abbiamo tanti appuntamenti, migliorerà sicuramente la sua condizione. Camoranesi sta meglio, valuterò con lui e il dottore di volta in volta. Legrottaglie parte con noi, sono felice di tenerlo. In attacco siamo a posto. Trezeguet e Iaquinta possono giocare benissimo insieme, sono compatibili. Palladino ha una tecnica sopraffina, deve migliorare nella praticità`.
La tournee durerà nove giorni. E al ritorno potrebbe non esserci Chiellini: `Se rientrerà a Torino insieme a noi? Dipenderà da lui, dal Manchester City e dalla Juventus. Lui è importante, ma se vuole andare via non lo tratterremo di certo contro la sua volontà`.
Tre amichevoli per scoprire il proprio valore, dunque. Si inizierà domenica, con la sfida al Newcastle al St. James Park alle 16 italiane (le 15 inglesi). Poi lo spostamento in Germania: mercoledi` alle 19.30 è in programma l`amichevole con un Amburgo molto avanti nella preparazione rispetto ai bianconeri. Che subito dopo rientreranno in Inghilterra per sfidare il Sunderland sabato prossimo, il 4 agosto, alle 16 italiane (15 locali).

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Fin qui le dichiarazioni. Il commento è che ha preso a cuore la faccenda Chiellini. Sta dimostrando polso, ma si sta mettendo anche su una brutta china.
Fantacalcio, forse; forse lui stesso sa di cosa io stia parlando, o forse gli stanno preparando il pacco regalo, ma c'è una chiave di lettura che porta lontano.
Soprattutto sembra portare lontano Ranieri dalla Juve...
Già; si provi ad immaginare se quest'uomo scommetterà veramente su Legrottaglie e Boumsong, se farà partire Chiellini e Criscito, se a gennaio la Juventus non sarà in zona champions.
A gennaio ci saranno soldi per rimediare ad una difesa che vista oggi qualche brivido lo regala ai tifosi. A gennaio però, con una Juventus liberata di Blasi, ma soprattutto di Chiellini, sarà una Juventus libera da giocatori in mano al procuratore Lippi Jr.
E proprio Chiellini potrà essere la vendita da non perdonare a Ranieri. Cosa potrà succedere allora se Marcello Lippi sarà ancora un commentatore Sky orfano di panchina, ma soprattutto libero da ipotetici conflitti d'interessi che erano stati richiamati con la Juventus???

Attento Ranieri...
venerdì 27 luglio 2007

Calciomercato BiancoNero


Aggiornata ad oggi la tabella inerente il calciomercato.

Clicca QUI per leggere l'articolo e la relativa tabella.

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lunedì 23 luglio 2007

Montezemolo: Moratti è una persona perbene, gli voglio bene

(ANSA) - ROMA, 23 LUG - "La Juve è stata troppo penalizzata, ma ha avuto la capacità di modificare rapidamente la propria dirigenza". E' un Luca Cordero di Montezemolo all' attacco quello che in una intervista a Sky all'interno di "Speciale Calciomercato" parla di pallone ma non solo. Intanto il patron della Fiat ammette che "Preferisco parlare di calcio giocato, perchè ci sono molte cose che non mi piacevano e continuano a non piacermi del calcio non giocato".
Ma poi prosegue volentieri a parlare della sua Juventus: "Andare a punire retroattivamente tanti scudetti mi sembra che sia ardimentoso, perchè la Juventus è stata quella che ha pagato di più andando in serie B e perché, addirittura con la prima proposta di andare in serie C, ha chiaramente perso importantissimi giocatori, senza avere potere contrattuale sulle vendite oltre che la Champions, quindi, anche economicamente.
Oggi questa nuova Juve è un fatto positivo". "Siccome sono stato con la Ferrari tanti anni in purgatorio non per penalizzazione, ma perchè vincevano gli altri, poi vinci e reagisci e ti senti ancora meglio. Penso che abbia fatto bene all'immagine e alla simpatia della Juventus il fatto che la squadra si è rimboccata le maniche ripartendo da una B e con quella penalizzazione un campionato così duro difficile come la serie B".
La Juve riparte con Alex Del Piero, simbolo e testimonial: "Alex mi piace molto; come nell'automobilismo vengo dalla scuola di Enzo Ferrari, così nel calcio dalla scuola di Agnelli quando c'erano i Sivori, la qualità ma anche la sostanza. Perchè Platini, ad esempio, non era solo un rifinitore, faceva gol importanti, era leader".
Molti addetti ai lavori vogliono già vedere i bianconeri alla pari di Inter, Milan e Roma: Montezemolo ha avuto parole dd'elogio anche per i dirigenti 'avversari': "Sono amico di Massimo Moratti, gli voglio bene. E' una persona per bene, si è messo uno scudetto che io non avrei messo, ma questo è un altro discorso - ha spiegato - Diego Della Valle? E' un ragazzo intelligente, un bravissimo imprenditore e per me è come un fratello. Oggi a lui e a suo fratello Firenze deve essere grata.
Anche per la penalizzazione avrei da dire perchè una brava persona come Diego ha pagato un prezzo sproporzionato rispetto allo zero che ha fatto". Ultimo parere su Silvio Berlusconi: "Berlusconi nel calcio è stato un grande. Posso avere altre visioni su altre cose, ma ha avuto capacità di scelta: pensate a Sacchi. E' vero comunque che ha avuto grandi giocatori, pensate a Van Basten che per me è stato il più grande centravanti, basta chiederlo agli stopper...e ha saputo inventarsi Capello. Berlusconi, anche con grandi mezzi, è stato un grandissimo nel calcio". (ANSA).


Ogni commento è superfluo...

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sabato 21 luglio 2007

Annullata la condanna di Preziosi per falso in bilancio

Dal Corriere della Sera:
"La Corte federale ha accolto il ricorso di Enrico Preziosi contro la sentenza della Disciplinare con cui veniva inibito per 5 anni. La corte ha annullato tutte le decisioni e rinviato i ricorsi alla Disciplinare per un nuovo esame di merito. Preziosi era stato condannato per presunti illeciti finanziari nella gestione finanziaria del Como, da cui avrebbe tratto vantaggi economici il Genoa".

E' decisamente buffa questa coincidenza. Nel momento in cui Massimo Moratti ed Adriano Galliani dovrebbero essere rinviati a giudizio dalla Procura di Milano, e messi sotto processo dalla giustizia sportiva, l'unico procedimento sportivo che rappresenta un precedente viene di fatto annullato.
Faccio notare che l'entità delle operazioni illecite attribuite a Preziosi è irrisoria rispetto alla quantità di plusvalenze fittizie contestate a Milan e Inter.
La logica impone quindi di pensare che se Preziosi era stato condannato al massimo della pena, con tanto di accusa di "elevata pericolosità sportiva", a maggior ragione anche per Moratti e Galliani si sarebbe seguita la stessa linea.
Ora il precedente Preziosi-Genoa non esiste più, che peccato...

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venerdì 20 luglio 2007

Milan, eccoti Collina!


Come volevasi dimostrare: accusato di essere troppo fermo sul mercato, il Milan reagisce e può brindare alla nomina di Pierluigi Collina a nuovo Designatore arbitrale. Arbitro con il cuore che batteva per la Lazio (sue ammissioni a fine carriera) ma frequentazioni milaniste ascoltate, cercate, pianificate puntigliosamente, con la precisione che gli è tipica. Meani era stato "buon profeta", a Galliani non dispiacerà di sicuro (Meani:«ha parlato con Collina per caso ieri?», Galliani: «No», Meani: «è che la cercava…», Galliani: «Adesso lo cerco io»).

Ma veniamo alle prime dichiarazioni di Collina: «Mi ritengo una persona fredda. Non sono né voglio essere il salvatore della Patria».
«Una responsabilità come questa mi gratifica ma è an­che enormemente onerosa»
Una scelta onerosa anche per la FIGC. Collina avrà uno stipendio sontuoso: 250 mila euro per le prestazioni pro­fessionali, 250 per l’immagine messa a disposizione della Figc. « Lordi. Non è vero che erano netti », precisa subito Collina.
Intanto Gussoni è sotto accusa da parte di componenti del Consiglio Federale che chiedono: «Ora spiegaci».
Molti hanno molto di più da spiegare: i rapporti di Collina con Meani.
Ieri, a tal proposito, Collina ha detto: «Abbiamo un rapporto di amicizia pluri­ventennale».

Ma non diceva la stessa cosa anche Bergamo sui rapporti con Moggi, ma anche con Facchetti?
Ma per un anno intero non ci siamo forse sentiti dire da tutti, moralisti della carta stampata e tifosi del bar dello sport, che anche il solo parlare con arbitri o designatori giustificava "punizioni esemplari"?

Ed i "vertici" dello sport (Melandri, Petrucci ed Abete) non avevano promesso forse un calcio "più pulito, più morale e più etico"?

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giovedì 19 luglio 2007

Tutto intorno a TE-lecom

Navigando fra i vari blog Juventini oggi, come tutti i giorni, sono passato a far visita all'amico Vittorio(il Mago di Ios) che gestisce con passione il suo blog: "In difesa di un sogno chiamato Juventus".
Ecco cosa ho trovato.

Vi presento uno dei nuovi sponsor, Institutional Sponsors, che avremo per la prossima stagione.


Non commento perché non credo ce ne sia bisogno.
Per gli increduli. Cliccate QUI.

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martedì 17 luglio 2007

Il lungo naso di Pinocchio.

Un giorno di fine agosto 2006 Sabelli Fioretti su Corsera Magazine intervista Pinocchio:
Tempo fa l’ex arbitro Nucini venne da voi e vi raccontò tutto il marcio che c’era nel calcio.
"Lo mandammo dai giudici ma non confermò il suo racconto. Ebbe paura delle conseguenze".
Poteva denunciare la cosa lei.
"Temevo che fosse una trappola per farci fare brutta figura. Però nacque la voglia di capire che cosa ci fosse di vero".
Metteste sotto sorveglianza l’arbitro De Santis.
"Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perché lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla".

Il 22 settembre 2006 anche La Stampa intervista Pinocchio: "Un tizio - ha detto - si offrì di farlo (pedinare De Santis, ndr). Era in contatto con persone del ministero presso il quale aveva lavorato De Santis. Potevano offrirci informazioni. Risultato: zero su tutta la linea".
Dopo lo sfogo di De Santis, in più dichiarazioni ufficiali Pinocchio nega: "L'Inter non ha mai dato mandato a nessuno".
Eppure, scrive Repubblica, Giuliano Tavaroli, l'ex addetto alla sicurezza di Telecom, ha confermato di aver spiato De Santis, insieme con il suo "socio" Emanuele Cipriani, su preciso mandato dell'Inter.

Da come è stata condotta ed archiviata l'inchiesta sui "pedinamenti illegali" si può ipotizzare che Pinocchio, interrogato dalla Fata Turchina, abbia dato tutta la colpa a Lucignolo.

Poi è stata la volta della cessione di Suazo al Milan. Davanti a tutte le TV del territorio nazionale si è potuto assistere alle sdegnate e minacciose parole di Pinocchio: "Noi abbiamo la firma di Suazo. Vedremo come finisce questa storia".
Come? La firma di Suazo senza la firma del Cagliari, società proprietaria del calciatore?
Scatta l'indagine, se poi arriva e come al traguardo è tutto da vedere.

Pinocchio ci ripensa, qualcuno gli spiega che si è autoaccusato e lui, senza poter più dare la colpa a Lucignolo, smentisce le precedenti parole.
Intanto, però, il naso di Pinocchio si allungava sempre di più.

E veniamo agli ultimi giorni. Blanc accusa velatamente l'Inter di aver fatto la corte a Nedved. Pinocchio smentisce qualsiasi contatto con Pavel.
Ma ieri Tuttosport esce con un articolo dal titolo "Mancini spiazza Moratti: Nedved l'ho chiamato io".
Nell’articolo si legge: "Perché se sabato Massimo Moratti ha cercato di chiudere la questione addossando ai giornalisti la solita responsabilità di creare il caso e al procuratore dello juventino, Mino Raiola, il tentativo di alzare il prezzo dell’ingaggio, ieri Roberto Mancini ha riaperto la questione smentendo il suo presidente e confermando una telefonata a Nedved."

Ah Pinocchio, Pinocchio….solo le Fatine Turchine e Rosa ti credono ancora.

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domenica 15 luglio 2007

Signori si nasce

Mario Sconcerti commenta oggi sul Corriere della Sera la vicenda Chivu-Roma-Inter. Riporto uno stralcio dell'articolo che contiene elementi interessanti:

"Va da sé che appena esiste una regola obliqua l'Inter si trova a suo agio. E che cominciano veramente ad essere troppe le piccole, dolci ed inoffensive, disattenzioni di chi lavora per quel gran signore che naturalmente resta Moratti".

Leggendo l'articolo per intero, non è facile capire se Sconcerti stia ironizzando sulla signorilità di Moratti, oppure cerchi di minimizzare lo squallore della vicenda.
Sta di fatto che ormai tutti si stanno rendendo conto di quanto ho riportato in grassetto, e cioé che la dirigenza interista opera continuamente al limite del regolamento, con pericolosi e sempre più frequenti sconfinamenti oltre questo limite.

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sabato 14 luglio 2007

Noi Non Dimenticheremo Mai

giovedì 12 luglio 2007

Il ruggito del Gattino

L'intervista del direttore della Gazzetta dello Sport Carlo Verdelli pubblicata da Hurrà Juventus ha scatenato, come era prevedibile, un putiferio. A seguito della pesante reazione di parte del popolo bianconero, colpito dal termine "squadristi" usato (a sproposito, secondo me) nell'intervista, il direttore di Hurrà si è sentito in dovere di iscriversi come utente di J1897.com e postare il seguente messaggio:

Cari amici, le mail inviate al sito della Juventus e quelle pubblicate su questo e altri forum in merito all’intervista al direttore della Gazzetta dello Sport richiedono di rispondere a una domanda ricorrente: perché Hurrà Juventus ha dato la parola a Carlo Verdelli?
Per due ragioni: prima di tutto perché credo sia giusto che un giornale come il nostro interroghi il mondo dell'informazione - non solo quello amico - sul modo di vedere e raccontare la Juventus. E mi sembrava corretto cominciare dal "foglio rosa", che continua a essere il giornale sportivo più letto. La seconda ragione è forse la più evidente: il rapporto tra i tifosi della Juventus e la Gazzetta dello Sport è un rapporto antico. Che tanti juventini abbiano smesso di comprare questo giornale è un fatto: e su questo fatto secondo me valeva la pena di aprire un confronto, chiedendo a Verdelli di rispondere alle critiche che nell’ultimo anno sono state rivolte a lui e al suo giornale. Le domande di Simone Stenti sono serie, severe, dirette. La sua è un’intervista che non fa sconti e che non elude i temi più spinosi. E permettetemi di sottolineare che è dalle domande che si capisce la linea di un giornale, non dalle risposte. Quelle, ovviamente, le mette l’intervistato. E in questo caso, come era da attendersi, le risposte di Verdelli hanno fatto discutere e provocato reazioni forti, che stiamo registrando e alle quali daremo spazio nel prossimo numero di Hurrà Juventus.
Mi auguro di aver chiarito il “caso” e di aver contribuito a riconciliare gli juventini con il loro giornale.

Pur non condividendo buona parte delle tesi esposte da Gattino, ho apprezzato la volontà di esporsi in prima persona per spiegare le proprie ragioni. Sfortunatamente, il direttore di Hurrà Juventus ha ritenuto di non intervenire in prima persona nella accesa discussione che è nata dal suo post. In definitiva, ho avuto l'impressione che Gattino abbia usato J1897.com come se fosse il sito ufficiale, sfilandosi completamente dal confronto sugli argomenti concreti che venivano sollevati dagli altri utenti. L'autore dell'intervista, Simone Stenti, a titolo personale ha partecipato alla discussione esponendo le sue idee, e di questo va secondo me ringraziato.
In definitiva, mi sembra che aldilà delle dichiarazioni di facciata il comportamento degli organi di comunicazione della società Juventus sia coerente con le idee della proprietà (e questo è più che legittimo), ma manchi il coraggio delle proprie azioni e soprattutto la trasparenza necessaria per essere credibili.

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mercoledì 11 luglio 2007

La FIGC sceglie la sicurezza nerazzurra.

Ancora un pò di nerazzurro nella FIGC.
Stefano Filucchi, vice direttore generale dell’Inter, da ieri è anche il Coordinatore nazionale dei delegati alla sicurezza, la nuova figura prevista dal Protocollo d’intesa tra Ministero degli Interni, Coni e Figc per il “progetto steward”. La nomina è stata fatta dal presidente della Federcalcio Abete nell’ambito delle competenze che il Protocollo assegna alla Federcalcio in tema di prevenzione e antiviolenza.

Nella Nota della FIGC si legge:"Stefano Filucchi (attualmente vice direttore generale dell'Inter) ha una larga esperienza in materia di sicurezza e ordine pubblico: entrato in Polizia nel 1989, ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità nelle strutture operative del Viminale. Dopo le prime esperienze alla Squadra mobile di Livorno, ha lavorato presso la Direzione investigativa antimafia quale capo sezione nei Centri operativi di Roma, Palermo e Firenze.
Tra gli altri incarichi, è stato Direttore della Sicurezza del Comune di Firenze e si e' dedicato in particolare all'approfondimento dei problemi relativi all'ordine pubblico. Portavoce del capo della Polizia De Gennaro nel 2002 e rappresentante italiano in organismi di sicurezza dell'Onu e dell'Ipo, Filucchi ha poi maturato un'esperienza specifica nel mondo del calcio assumendo negli anni 2003 e 2004 la responsabilità della sicurezza e delle relazioni istituzionali dell'Inter".

"Sono onorato per il prestigioso incarico che mi è stato conferito - ha spiegato Filucchi - e sono a totale disposizione per il lavoro che ci aspetta fin d’ora". E' la prima volta che viene creata una figura di questo tipo nel nostro paese. Filucchi dovrà fornire suggerimenti normativi e legislativi su stadi e sicurezza.

Non vi sono conflitti d’interesse in quanto il decreto aveva previsto un solo tipo di incompatibilità: quella di rivestire la funzione di delegato per la sicurezza, incarico che per San Siro svolgono altri.

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martedì 10 luglio 2007

Processo GEA, spuntano i bigliettini come a scuola

Serie A - Gea, nuove ombre al processo
Eurosport - mar, 10 lug 12:19:00 2007


Nel processo che si sta svolgendo a Roma è emersa l'esistenza di un appunto. Il documento invita i collaboratori della GEA a "non minacciare come avvenuto in passato e a non sbandierare il nome di Luciano Moggi"

Al peggio non c'è mai fine. E dopo gli scossoni di Calciogate non sorprende che esista un appunto scritto nel quale si invitava i collaboratori della Gea a non minacciare come già avvenuto in passato.

Lo si è appreso questa mattina durante il processo a Luciano Moggi e altri cinque imputati in corso a Roma per i presunti illeciti legati all'attività della società che gestiva le procure sportive di quasi metà dei calciatori della serie A. L'appunto, anonimo, è stato trovato nella scrivania dell'amministratore delegato della Gea, Franco Zavaglia.

I pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia la considerano una delle prove fondamentali, per dimostrare come esistesse una vera e propria rete di pressione sui calciatori non intenzionati ad affiliarsi alla potente società. Nell'appunto vi è scritto che "è bene dire ai nostri collaboratori di non andare a sbandierare il nome di Luciano Moggi e così far presa sui giocatori, ma illustrare quale è la nostra organizzazione, senza minacciare nessuno come già avvenuto in passato".

Il difensore di Zavaglia, Maurilio Prioreschi, ha eccepito l'ammissibilità del documento, in quanto anonimo e quindi non riconducibile al suo assistito. I pubblici ministeri si sono opposti e i giudici della decima sezione del tribunale di Roma si sono riservati di decidere sulla questione. Sotto processo, oltre a Zavaglia e all'ex dirigente della Juventus, ci sono il figlio Alessandro, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo


Commento: spero che Eurosport abbia riportato la notizia in modo inesatto... sarebbe davvero inquietante pensare che in questo paese (ormai alla deriva a mio parere) si possa basare un processo del genere su un biglietto anonimo ritrovato in una scrivania. Qui non si parla nemmeno di perizia calligrafica per identificare l'autore, semplicemente il foglietto ritrovato sarebbe stato attribuito a Zavaglia in quanto rinvenuto nella scrivania dello stesso Zavaglia. Aldilà del contenuto decisamente inconsistente, mi piacerebbe conoscere l'opinione dei legali del Team sulla reale consistenza di una prova del genere.

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lunedì 9 luglio 2007

Il Cupolone di Moggi

Oggi avrei voluto scrivere qualche riga su squadristi, forumisti, e giornalisti, giusto per spiegare come la penso in proposito. Tuttavia ho deciso di cambiare argomento, in quanto in giornata TGCom ha riportato una notizia quanto meno inquietante, che getta una luce sinistra sulla figura dell'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi.
Pare infatti che, secondo fonti della Procura di Roma, fondi neri per oltre 150 mln di euro riferibili alla Gea World siano depositati presso lo IOR in conti segreti. Per chi non lo sapesse, lo IOR (Istituto per le Opere Religiose) è una banca vaticana.
Aldilà della cifra spropositata che viene citata, a mio avviso assolutamente esagerata anche rispetto al giro di affari notevole della Gea World, molte domande nascono nella mia mente.
La Cupola moggiana forse si estendeva addirittura al di là delle colonne del Bernini, fino a diventare un vero e proprio Cupolone? Diavolo di un Moggi, dopo i designatori arbitrali, gli arbitri, la Federcalcio, ora pure la Chiesa. E dopo aver truccato il sorteggio arbitrale, il delirio di onnipotenza dell'uomo si è forse spinto addirittura a truccare il Conclave? Chi può dirlo.
Sicuramente Papa Ratzinger ci deve delle risposte, "Benedetto, non così!" titolerebbe il giornale del moralismo spicciolo all'italiana. Prevedo tempi duri per il Vaticano: che si arrivi ad un commissariamento della carica di Pontefice? In quel caso pare sia già pronto l'Uomo per tutte le stagioni, già commissario FIGC, commissario Covisoc, presidente di Telecom etc. I tre saggi della FIGC potrebbero sostituire i cardinali, e provvedere alla riscrittura delle regole.

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Parole: di Ranieri Claudio e Cannavaro Fabio

Mi voglio illudere e non mi voglio incensare, ma un paio di conferme a miei pensieri pubblicati su questo Blog, sono arrivate.

Forse questo Blog è letto e non finisce con la pubblicazione di un articolo su internet, ma non è questo il motivo di soddisfazione.

Sarà, ma poco tempo fa ho pubblicato un articolo critico verso il pensiero Ranieri in cui un’intervistachiedeva sportività e silenzio verso alle decisioni arbitrali. Qualcuno, non mi voglio incensare, deve avergli fatto notare l'ingenuità di quelle parole.

Ora proprio Ranieri, in un’intervista a Beccantini, cambia idea. Questo l’estratto:

TORINO - Signor Ranieri, sta aspettando più lei la Juve o più la Juve lei?
[...]
Gli arbitri vi tratteranno in modo speciale?
"Sia chiaro: la Juventus ha finito di scontare tutte le sue colpe, niente carichi pendenti. Se ci sarà un rigore a nostro favore, bisognerà fischiarlo. Mi spiego?".

Si spiega eccome. Mette le mani avanti?
"Seguendo la B da lontano, ma con occhio attento, quest'anno ho notato che talvolta non sono stati concessi alla Juve rigori sacrosanti. Non va bene. Chiedo agli arbitri di essere seri e responsabili, e ai miei giocatori di restare calmi e sereni. Il passato è passato".
[...].

da Repubblica.it:
Bene, meglio questi termini, caro sor Claudio, così chiarisce che la Juve non deve permettere di essere calpestata, la volta passata dal suo pensiero passava un messaggio molto diverso nella forma e nella sostanza.

E da un'intervista a Cannavaro, sono contentissimo (detto con amarezza) di leggere conferme ai nostri pensieri e quelli di tutti coloro che ancora chiedono chiarezza sulle vicende dello scorso anno riporto questo.

Pongo ciò che lui dice in confronto all’articolo da me appena pubblicato sulle sabbie di luglio. Lì ho fatto riferimento alla flebo di Cannavaro, ingiustamente accostata, seppure appartenente al suo periodo parmense, alle vicende juventine solo per gettare fango a causa della strana comparsa ad orologeria del video.

Proprio da Cannavaro in un’intervista odierna a Beccantini:
[…]

Quando abbinano il titolo mondiale alla tele-flebo di Mosca, cosa prova?
«L’ho detto e ridetto: farmi riprendere in quel modo fu una gran str... La sostanza, però, era assolutamente lecita. Magari volevano mettere in cattiva luce la Juve. O magari, perché all’epoca giocavo nel Parma, fu proprio la Juve a cavalcare quelle immagini. Boh».
[…]
Ecco, solleva lo stesso dubbio, a ragione sono giunto quindi alle stesse conclusioni sul fango che ci hanno gettato. Ma lui aggiunge una delle cose più interessanti che ho letto sulla vicenda e che non deve sfuggire, per i tanti ragionamenti che sono stati fatti, sul “dubbio-quasi certezza” che questa proprietà abbia avuto un ruolo determinante nelle vicende passate:
Cannavaro non si spiega perché fu proprio la Juve a cavalcare quelle immagini.

Dubbio anche nostro, caro Fabio, con la speranza che con il tempo, schiacciati da quanto piano piano emerge, i signori di questa società siano messi in condizione di dirci la verità sul perché, per assurdo che appaia, il loro coinvolgimento sembra sempre evidente.

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domenica 8 luglio 2007

Luglio, mese di mare e di sabbia

Ci siamo, siamo a luglio. Calciomercato e inchieste, questo è luglio ormai.Intanto cominciamo a scaldare i motori, luglio sarà anche il mese in cui partiràla Juve rinnovata, con la speranza di vedere anche Pavel fra i giovani che devono imparare molto da lui, con gli stranieri che solo da lui possono capire il vero spirito Juventus.Giugno è stato il mese degli spifferi, e tutti attenti al raffreddore a Milano.

Hanno provato a curarlo con dosi di medicinali calmanti, dando la colpa alla febbrile infezione provocata dai rancori del popolo juventino, quasi fosse colpa loro che si siano portati davanti alla giustizia sportiva documenti contabili da scandalo.

Lo scorso anno era il popolo dei frustrati a portare la Juventus al patibolo, ora c’è il garantismo. Con tutti gli eserciti schierati a difesa delle parole spese verso sua onestà illustrissima, che per non rinnegare se stessi hanno sorvolato anche sulle azioni di quell’uomo diventato faro di un fair-play troppo presto e troppo per acclamazione. Da loro, da coloro che per anni si sono potuti permettere di sopravvivere scrivendo minchiate (mi si passi il termine unico aderente alla realtà), sarà difficile ottenere lo sforzo intellettivo che possa far insinuare nei loro articoli firmati, parole di scusa e di dubbio sulla lettura del recente passato. Sentire un giornalista riprendere le parole di sua onestà e scrivere che in fondo lui non può con tutte le sue ricchezze perdersi per poche decine di milioni, mi da il voltastomaco. Uno schiaffo ad ogni persona onesta sulla terra che lo è non perchè ha i soldi per permetterselo.

Una persona intelligente avrebbe scritto che i debiti rasentano ragionevolmente, come scritto da giornali economici e dall’implacabile investigatore Marco Liguori, il mezzo miliardo di euro in questi ultimi anni, e dopo una serie interminabile di ricapitalizzazioni, si assesta forse ad una cifra tale da contenere i debiti per la legittima richiesta d’iscrizione. Questo fa apparire diverso il discorso comunque paradossale, ma fino a un certo punto, perché i debiti devono essere in percentuale degli introiti per l’iscrizione nell’anno in esame, e se l’uno o l’altro non è stato previsto con dovizia dagli analisti di sua onestà, ci può essere stata la classica frittata. Giusto pensare che a lui si potrebbe chiedere un immediato risanamento, fattibile per un personaggio dal borsello illimitato, ma le regole impongono anche una data entro la quale dev’essere tutto a posto.
Ben lo sa il povero Cecchi Gori, ma anche altri presidenti meno osannati. E se lo sport si è dato delle regole, per ingiuste che siano pensando a questi particolari, queste devono valere per tutti. Se c’è stato un giorno di ritardo, e per questo si è tenuta la bocca chiusa sperando di farla franca, c’è un illecito per cui, cari signori della stampa su carta colorata o imbrattata con le frittelle del bar, non vale più la pena difendere un titolo onorifico peraltro neanche codificato nello sport, anche se il terrore di vedere sparire un siffatto benefattore fa rabbrividire.

Va fatta retromarcia insomma, bisogna trovare il punto giusto in cui farla e chiedere a fondo la pulizia di tutti gli aspetti marci del calcio professionistico. Lo scorso anno dicevo che questa vicenda non poteva essere la più seria e la più importante solo perché c’erano delle telefonate che ci permettevano di fare gli indignati pur non provando nulla.

Lo scorso anno fu l’anno delle flebo di Cannavaro, fece scalpore anche quello perché c’era un video non perché un calciatore se ne facesse una, ma scoprimmo tutti che era una serie di goliardate e di fatti leciti, malgrado le apparenze. E quel giocatore fu restituito alla nazionale campione del mondo, al pallone d’oro, al Real campione di Spagna. Mai alla Juventus, che nulla c’entrava nella vicenda, ma che di tutti questi fraintendimenti che hanno distrutto l’ambiente è l’unica vittima.

Intanto don Tonino si affretta a dire che fra poco si faranno i calendari e che è tutt’a posto… SILENZIO, parla MATARRESE, sotterrate non l’ascia di guerra, ma la speranza di giustizia!
E replica Gussoni il giustiziere: Su Collina decido io. Dimenticando che sul soggetto c’è un procedimento sportivo in corso che dovrebbe spingere alla cautela. Il dubbio è che se lui non è cauto, non è perché crede in Collina, ma semplicemente sta dettando delle volontà da rispettare. Sabbia sabbia e ancora sabbia.

Il processo si farà, ma la sentenza, oggi come lo scorso anno è già scritta. Può andare tranquillo al ristorante anche stavolta a festeggiare il nuovo incarico il sig. Collina, il resto sembra essere un proforma.

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giovedì 5 luglio 2007

E’ iniziata la “catechizzazione”!

Come successe l’anno scorso, a partire dalla pubblicazione delle intercettazioni relative ai presunti illeciti della Juventus (eh si, presunti. Perché ancora oggi, nonostante la retrocessione della Vecchia Signora decretata dalla “giustizia sportiva”, non si sono ancora trovate le prove), ad opera di quasi tutti gli organi di stampa, giornale rosa in testa, con lo scopo di preparare gli italiani alle sentenze-farsa di Farsopoli, si sta provvedendo ad “indottrinare” il popolo.

L’anno scorso il tam tam era: la Juve ruba, gli arbitri sono tutti corrotti (da Moggi). Juve in B! Juve in B! Oggi si cerca di preparare l’Italia ad ignorare (nel senso di non conoscere, non rendersi conto) un nuovo scandalo. Il Candido, dalle colonne di quel giornale rosa che non userei neanche per incartare il pesce dice: «L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso. Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale ai quali è abituato». Avrebbe provveduto ma non l’ha fatto. C’è una bella differenza caro il mio “Candido ma non troppo” (Moggi dixit). Se io rubo qualcosa e vengo scoperto non posso giustificarmi dicendo: «Vabbè... Avrei comunque potuto pagarlo, però un mio amico cervellone mi ha detto di evitare questo fastidio».

Come se non fosse sufficiente la fesseria precedente aggiunge: «evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di “Moggiopoli” con l’infezione delle plusvalenze».

Io rispondo che ormai siamo abituati ad essere attaccati dalle colonne dei giornali, Mensurati e Bianchi sono solo alcuni esempi, ma a tutto c’è un limite. Prima di chiudere mi scuso con i due giornalisti citati perché non è giusto confondere due semplici infezioni con il cancro del “giornalismo”.
Però, per fortuna, come dice un mio amico: «Un buon cancro dura poco». Speriamo!

The Hammer

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martedì 3 luglio 2007

Parla John Elkann... noi ascoltiamo... e giudichiamo

In un'intervista al Corriere della Sera John Elkann ha affrontato molti argomenti, tra cui anche il suo rapporto con la Juventus. Posto solo lo spezzone dell'intervista che ci riguarda da vicino. Ho evidenziato in grassetto i passaggi secondo me fondamentali.

E la Juve? Molti tifosi non hanno mai digerito l'ammissione di colpa visto che nessun tribunale si è ancora pronunciato su Moggi e Giraudo. Nel frattempo il Milan ha potuto vincere la Champions League e sono spuntate accuse di falso in bilancio per l'Inter.
«Le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo tornati in serie A con la coscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori».
Un bagno in serie B per riconquistare immagine?
«La B è stata durissima, era meglio evitarla e una stagione in Purgatorio non è piaciuta a nessuno. Aggiungo che ci è costata un sacco di soldi».
In A che modello di business adotterete? La Juve inseguirà sempre e comunque le spese degli altri?
«Credo in un modello sostenibile: il costo del lavoro non può essere l'80% del fatturato. Il Manchester United è al 55%. Si tratta quindi di sviluppare meglio i ricavi, in Italia si paga poco per il piacere del calcio, dobbiamo prezzarlo meglio. Non solo con i biglietti ma in tanti altri modi. Non è vero poi che spendendo tanti soldi si vincono tanti scudetti. L'Inter non è il miglior modello, lo sono invece il Manchester e il Lione. Faccio questi ragionamenti non per dire che avremo ambizioni limitate ma che faremo le cose seriamente. Se ci offrono Toni a un prezzo non correlato all' età del giocatore sappiamo dire no».
Ma le campagne acquisti di Moggi e Giraudo erano abili.
«Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili, avevano supplito con le plusvalenze ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell'attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per l'ambizione e per rendere sostenibile il business».

Commento: l'ingegner Elkann alterna affermazioni giuste, con altre sconcertanti, ed altre semplicemente vergognose, al limite della presa per i fondelli del lettore.
Partiamo dall'affermazione giusta: l'Inter non è un modello da seguire. Per fortuna la pensa in questo modo, ci mancherebbe pure che una squadra che rappresenta da sola la metà dei debiti dell'intera serie A diventi il nostro modello di riferimento.
Passiamo ora all'affermazione sconcertante, la prima: anche John Elkann pensa che siamo stati puniti in modo giusto, probabilmente equo, anche se non lo dice esplicitamente. Tutto quadra, la condotta processuale di Zaccone, il licenziamento della Triade, il ritiro del ricorso al TAR. Non so se sia meglio pensare che Elkann pensi davvero quello che dice o stia recitando una parte. Lascio al lettore il giudizio.
Concludo con l'affermazione vergognosa, l'ultima. Jaki afferma che il modello di business portato avanti dalla Triade fosse ormai insostenibile. A questo punto dovrebbe però spiegare per quale motivo fosse stato rinnovato il contratto alla dirigenza prima di Farsopoli. Non è comprensibile il motivo per cui siano stati riconfermati dei dirigenti che, parole sue, stavano portando avanti spese insostenibili. Dirigenti scelti personalmente da Umberto Agnelli con l'avallo di Gianni.
C'è una sola spiegazione possibile, a mio avviso: al momento della riconferma, la famiglia Agnelli/Elkann sapeva che sarebbe successo qualcosa in seguito che avrebbe spazzato via la dirigenza appena confermata.
Pare che noi dello Ju29ro Team non fossimo né pazzi né visionari, onestamente avrei preferito avere torto piuttosto che trovare conferme in questo senso.

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