venerdì 29 giugno 2007

La legge!!!

Una giorno mi è toccato sentire storie da far accapponare la pelle. Era di calcio che parlavano. Eppure il calcio, quello giocato, mai era stato tanto distante. Ero convinto inizialmente che tutto si risolvesse in un gran polverone, ma nulla di serio.Ero convinto che senza la Juventus il calcio non potesse essere più nulla.
Ma paradossalmente c’era chi aizzava le folle, e poneva ogni giorno la questione morale. Questa volta nessuno poteva pensare di insabbiare nulla. Arrivò luglio, estate di campionato mondiale. L’Italia sembrava andare come un treno; con Lippi in panchina, chissà perché, un po’ tutti eravamo convinti di poter arrivare fino in fondo all’avventura. Mi stavo distraendo, quello era il calcio di cui amavo discutere. E venne la finale. Ero pazzo di gioia, doppiamente pazzo di gioia nel vedere tutti i campioni che la Juventus stava prestando a quello spettacolo planetario.

Ma qui in Italia c’era sempre chi pubblicava avvertenze. Guai al colpo di spugna, guai a insabbiare tutto, guai a non condannare i ladri di sempre, ora che li si poteva chiamare ladri pubblicamente, in prima pagina; e negli editoriali si poteva finalmente commentare con tanti bei “l’avevo detto io…”. Ho difeso la mia Juve allora come oggi e allora come oggi non ho capito esattamente quali partite fossero truccate. Quali risultati giustificassero il merito dello scudetto all’Inter. Fate questa domanda ad un qualsiasi appassionato ed otterrete sempre lo stesso interlocutorio silenzio. Acqua passata. La Juve è tornata in A, con volti nuovi e nuove sfide davanti. La prima è quella di portare questi nuovi campioni a una nuova finale mondiale per dimostrare la stessa cosa dello scorso anno, cioè che vincevamo perché avevamo noi i più forti. E mentre passava l’acqua, i nostri campioni dispersi dalla corrente vincevano in tutti i club che li hanno presi a prezzi di realizzo (o minusvalenze, come abbiamo imparato a dire, che fanno risultare la Juventus in controtendenza col resto dei calcoli di bilancio del calcio di oggi). Una cosa mi lascia perplesso. In primavera, improvvisamente e paradossalmente, cambiava il vento in Italia. Gli ex moralizzatori hanno cominciato a tirare fuori statistiche e sondaggi sull’interesse che quest’anno ha suscitato il campionato. Trasmissioni in calo, giornali sportivi in calo, i primi editoriali con dei bei “speriamo mai più senza una squadra come la Juve … ne perde tutto il calcio” Che bella rivincita, quante gioie scambiando queste notizie su internet. Tutti gli Juventini si sono sentiti di nuovo importanti e fieri. “Hanno capito” abbiamo detto in coro. E invece no! Ci stanno infinocchiato ancora. Ad un mese di distanza scoppia un altro caso clamoroso. Senza Juve di mezzo per il momento, ma con altre squadre famose. Una su tutte: l’onesta per autocertificata illibatezza inter dei record più strani. Ora però il vento è cambiato, camion di sabbia regalati ai …palazzi… e che ne facciano buon uso.

Ora capisco anche quel ..” Mai più senza squadre COME la Juve … perché ne perderebbe tutto il calcio” e ancora “il prossimo il campionato più avvincente degli ultimi 20 anni, con TUTTE le grandi al posto che compete loro”.... Sono altre avvertenze per gli addetti ai lavori. E non sono il commento all’assenza della Juventus.Mentre lo scorso anno anticipavano le sentenze, quest’anno anticipano cosa si perderebbe e poi quali quisquilie siano quelle di oggi in confronto a quelle di ieri e poi ancora che un riccone onesto non può perdersi per quello che spenderebbe in un giorno solo.Ci stanno fregando. La moralizzazione nel calcio è finita dicono. Quelli che truccavano le partite hanno pagato (a dire il vero qualcuno ci ha anche guadagnato vincendo una Champions, ma questa è un’altra storia..). Ci spiegano che truccarle è gravissimo, parteciparvi anche se si poteva farlo solo come spettatori (paganti!) no, non è grave. Siamo il paese dei clandestini e saniamo tutto ciò che è condizione di clandestino, perché non estendere questa regola anche nel calcio, dopotutto? Peccato signori moralizzatori che, seppur distanti come dite voi, queste due storie una cosa comune ce l’hanno. L’Art. 13 cui fanno capo le ipotesi di illecito. Abbiamo sofferto un anno senza un campionato interessante a causa dell’assenza della Juve. Possiamo sopportare anche un altro anno senza squadre grandi COME la Juve, fidatevi, abbiamo imparato ad avere pazienza. Abbiamo sopportato tanto, feriti nell’orgoglio di tifosi, ora fate anche ciò che vi pare, ma non raccontateci altre storie. A quegli editoriali ormai, non ci crediamo proprio più.
giovedì 28 giugno 2007

Molto rumore per nulla












Il prode e sempre zelante quotidiano rosa stampato a Milano ieri pubblicò la seguente notizia sul suo sito, nell'area news:

Calcio: Zebina, domani si riunisce la Disciplinare

La Commissione disciplinare si riunira' domani, a partire dalla 15, per esaminare il deferimento a carico del difensore della Juventus, Jonathan Zebina, accusato della violazione dell'articolo 1 del Codice di Giustizia sportiva.

Da notare il laconico messaggio che faceva chiaro riferimento ad una presunta "violazione dell'articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva". Nessun particolare, semplicemente quella studiata suspense che solo alla Gazzetta sanno adoperare. Inutile dire che, letta la notizia, si intravedeva il solito addensamento di nubi all'orizzonte, a cui ormai siamo ben abituati quando si parla di Juventus. Ci si chiedeva per quale ragione ci fosse stato questo deferimento ed ovvio risultava interrogarsi circa le eventuali conseguenze. Angosciato dal dubbio, oggi trovo una nota nel sito dell'Ansa, riguardo all'esito e soprattutto alle ragioni di tale iniziativa della disciplinare:

(ANSA) - MILANO, 28 GIU - La Commissione Disciplinare ha inflitto un'ammenda di 1.500 euro allo juventino Jonathan Zebina. Il calciatore non ha provveduto a dare esecuzione al lodo emesso dal giudizio arbitrale per il mancato pagamento dei compensi dovuti a un procuratore.

Inutile rilevare come, rispetto alla ridda di teorie generata da chi aveva letto la notizia data dalla Gazzetta, invero scarna delle dovute informazioni, il risultato paia il classico "molto rumore per nulla" di shakespeariana memoria. Giuro, spesso ne scrivo in questo blog ed altrove, ma non ce l'ho con loro: semplicemente da un organo di informazione, di presunta attendibilità quale è considerata la Gazzetta dello Sport, ci si attenderebbe, appunto, dei circostanziati ragguagli sugli eventi. Ed invece no, da consumati giallisti, i buontemponi della Gazzetta amano instillare nel lettore quella tensione, salvo poi dimenticare di riportare il finale, lasciando il suddetto ignaro lettore a macerarsi nel dubbio. Già, perchè alla Gazzetta si sono dimenticati di darci aggiornamenti sulla notizia odierna. A pensar male, si potrebbe credere sarebbe stata sminuita la componente drammatica conferita alla nota di ieri.

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Paniz: "Meno male che il loro era lo scudetto della lealtà e della trasparenza"


di MARINA SALVETTI

DALLA primavera 2006 ­a capo dello Juventus Club Montecitorio. Un anno dopo Calciopoli, Maurizio Paniz ­nuovamente sul piede di guerra per quanto emerso delle indagini della procura di Milano sul presunto falso in bilancio di Inter e Milan. Firmatario della petizione promossa dal professor Bertinetti, si è ­mobilitato affinchè la giustizia sportiva proceda nell’inchiesta e accerti la verità. Il pensiero allo scudetto sottratto e finito sulle maglie nerazzurre resta una spina nel fianco, ma il parlamentare non ha intenzione di gettare la spugna.


Avvocato Paniz, come tifosi juventini siete indignati da quanto sta emergendo sulla condotta del club nerazzurro.

"Sono stato il primo a muovermi, pochi minuti dopo la chiusura delle indagini. Il fatto­ grave perchè alcune valutazioni di giocatori appaiono spropositate rispetto ai valori reali. Come ­grave che una società senza i requisiti per iscriversi al campionato si appelli ai valori di onestà e trasparenza­.

Che cosa pensa di ottenere con la petizione di cui lei­ è uno dei firmatari?

Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi federali. La Federcalcio e la giustizia sportiva devono usare la stessa metodologia e tempestività di accertamento utilizzate per Calciopoli. Da tifoso juventino avverto una forte sensazione di ingiustizia intorno a me, da parlamentare bianconero voglio che la nostra voce sia sentita affinchè chi deve sentire ascolti.

Lei è un avvocato: come si inquadra il reato di falso in bilancio nella giustizia ordinaria?

Diversamente da quanto viene riportato su alcuni giornali e da quanto ho sentito in giro, il reato non è stato abrogato. La giustizia ordinaria prevede pene proporzionate alla società, all’illecito e al danno procurato agli azionisti­.

E la giustizia sportiva come dovrebbe procedere?

Dovrebbe avviare rapidamente le indagini sulla base degli elementi sommari accettati anche durante l’inchiesta su Calciopoli­.

Che cosa le da più fastidio di tutta questa vicenda?

Sono le dichiarazioni e i proclami dei nerazzurri che sbandierano lo scudetto come il tricolore dell’onestà e della trasparenza. Sono emersi fatti che non sembrano acclarare a onestà e trasparenza in casa nerazzurra­.

Teme che l’indagine possa essere insabbiata?


Non credo che ci sia questo rischio, ho fiducia nella giustizia sportiva. Anzi, auspico sviluppi in tempi veloci.

Se l’Inter non verrà punita e lo scudetto 2006 revocato, non pensa che il clima tra le tifoserie possa surriscaldassi nelle sfide della prossima stagione?

No, lo sport giocato deve rimanere in un ambito sportivo. I giocatori e i tifosi devono avere rispetto degli avversari e non assumere comportamenti violenti. La diatriba deve essere

combattuta a livello giudiziario e dialettico­.

Moratti continua a ribadire che non restituirà mai lo scudetto “ vinto” a tavolino.

Non­ è Moratti che deve restituire lo scudetto. E’ la giustizia sportiva che deve fare il suo corso. Se l’Inter verrà riconosciuta colpevole dovrà pagare una giusta sanzione. Del resto, non abbiamo dimenticato la vicenda Recoba, tanto per non andare troppo lontani ­.

Lei ha chiesto ripetutamente la restituzione dello scudetto 2006 senza riuscire nell’impresa.

Lo abbiamo chiesto noi e pure la Juventus, ma su questo fronte penso che si possa fare ben poco. La Federcalcio e la giustizia sportiva hanno ormai esaurito il percorso. Io, tuttavia, sento moralmente di poterlo chiedere perchè lo abbiamo vinto legittimamente sul campo­.

Se venisse accertato l’illecito all’Inter, la Juventus avrebbe qualche possibilitdi vedersi restituito il tricolore?

Da un punto di vista di giustizia sportiva­ impraticabile: lo scudetto non verrebbe assegnato o dato alla seconda in classifica­.

(Fonte Tuttosport - 28/06/2007 - Pag. 7)

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mercoledì 27 giugno 2007

Borrelli apre un’altra inchiesta su Inter e Milan

Roma. Il capo degli 007 federali Francesco Saverio Borrelli, da poco «promosso» al nuovo Csm della giustizia sportiva (che il 2 luglio sceglierà il superprocuratore, quasi sicuramente Stefano Palazzi) aprirà un secondo filone di indagine sulla vicenda delle plusvalenze di Inter e Milan. Dopo aver chiuso il primo troncone relativo al periodo fino al 2004, con la relazione consegnata al procuratore federale Palazzi l’8 giugno, ora l’attenzione di Borrelli si soffermerà sui tornei 2004/2005 e 2005/2006, anche alla luce delle novità emerse nell’inchiesta del pm milanese Nocerino. Difficile comunque che si arrivi a un deferimento sia nel primo caso che nel secondo: partendo dal presupposto che l’Inter non avrebbe avuto i requisiti per iscriversi e il Milan invece sì, fino al 2004 la Covisoc non aveva nessun potere di verifica contabile nel merito. Se Borrelli nella sua relazione ha parlato di plusvalenze fittizie, come il pm Nocerino, è difficile poterle dimostrare almeno a livello sportivo. Inoltre, per quanto riguarda i tornei successivi era intervenuta la legge spalma-ammortamenti, per cui da quel momento le società sono diventate più attente a ricorrere ad artifici contabili. Ecco perché Inter o Milan rischiano poco o niente anche nel secondo procedimento.

Fonte: Il Giornale.

Come dire: Il PM Nocerino ha alzato un po' di polverone e quindi fingere di interessarsi alla questione è formalmente dovuto. Ma dietro l'angolo è già pronta una fornitura ingente di palette e secchielli da spiaggia, con il buon Borrelli già pronto a costruire un altro castello di sabbia. Nonostante l'articolista faccia rilevare che "l'Inter non avrebbe avuto i requisiti per iscriversi" (senza le plusvalenze), si noti come prosegua la strategia di minimizzazione dei media italiani, di concerto con gli organi dirigenti del calcio, che fa pensare agli "artifici contabili", che di per sè costituiscono un grave illecito sanzionato anche dal Codice di Giustizia Sportiva (Art. 7), come ad una simpatica mascalzonata su cui poter scherzare, senza pretesa di punizione e stigmatizzazione di quello che va considerato un indegno, quanto grave, escamotage in odore di truffa. E così si specifica che "Inter o Milan rischiano poco o niente anche nel secondo procedimento", giusto per mettere le mani avanti e non osare disturbare il sonno dei paperoni meneghini.
Venghino signori venghino, all'italico carrozzone dell'inciucio, il kit del perfetto insabbiatore è già pronto per tutti voi!
martedì 26 giugno 2007

Così parlò Ranieri

"Ci sono due cose che la Juve non dovrà mai fare.La prima è arrendersi, mollare: è una cosa che non mi piace proprio nel senso dello spirito sportivo. L'altra è protestare: quest'anno dovremo saper accettare gli errori degli arbitri. In serie A siamo nell'occhio del ciclone e per loro sarà difficile rapportarsi a noi, potrebbero sbagliare per eccesso di... certo ci vorranno arbitri all'altezza. Ma in ogni caso i miei giocatori dovranno essere al di sopra di tutto, più forti di queste cose."

Caro emerito sig. Ranieri Claudio... Le vorrei far presente che stiamo risalendo dalla serie B. Nel caso lei non l'avesse seguita ci hanno martellato come fabbri, più gli arbitri che gli avversari, intendo. Non scherzi per favore. Abbiamo porto l'altra guancia, abbiamo accettato decisioni assurde e squalifiche pesantissime. Ma in B potevamo permettercelo. Siamo arrivati primi malgrado tutto.

In A sarà diverso, se non ci sapremo tutelare arriveremo sempre esattamente dove vorranno farci arrivare. E sono convinto che si accontenteranno solo quando ci vedranno a distanza sicurezza dalle polemiche... metà classifica!

Non scherziamo sig. Ranieri Claudio, abbiamo una dirigenza che in quanto a stare buoni e silenziosi sono degli autentici fuoriclasse, non ci si metta anche lei, altrimenti il colpo di mercato che ci manca sarebbe Tafazzi e la sua bottiglia....

Se lo faccia dire... due cosucce in italiano volgare o in cirillico antico davanti alle telecamere servono sempre a chiarire. Meglio non dare cattive abitudini a nessuno.

Poi si ricordi sempre di Eureka, signor Ranieri Claudio. Costui sognò di vincere contro il Bologna a fine partita con un rigore dubbio... La contestazione del Bologna è arrivata. Quest'anno mi dicono che Eureka sogna di vincere al 91' con contropiede e fuorigioco clamoroso contro l'inter... Non si ribelli e non abbia a vergognarsi di nulla... perchè andrà esattamente così!!!

Le ho spedito la foto di un signore da tenere d'occhio, lui è esattamente ciò che lei vuole, uno che sa cosa vuol dire "non mollare mai", ma attenzione, non sopporta chi gli pesta i piedi troppe volte. Lui, più che al di sopra di tutto, è al di sopra di tutti.

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Ostellino: "Moratti non sa distinguere il bene dal male"

Da Tuttosport
LA SCARSA fiducia nella giustizia sportiva e i giudizi aspri nei confronti del pre­sidente dell’Inter Massimo Moratti, gli errori che la di­rigenza bianconera conti­nua a commettere e la ne­cessità di non mollare affin­ché il titolo di campioni d’I­talia 2005/ 2006, assegnato alla società nerazzurra per­ché ritenuta esempio di li­nearità e correttezza, possa tornare a Torino. Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera e prota­gonista delle iniziative pro­mosse dall’associazione na­zionale Amici della Juven­tus, usa parole taglienti per esternare pensieri del tutto chiari.
Dopo la prescrizione at­traverso cui è stato archi­viato il caso intercetta­zioni, che cosa si aspetta dalla giustizia sportiva in merito all’ipotesi di falso in bilancio, riferita a Mi­lan
e soprattutto Inter?
« Penso e temo che non suc­cederà nulla. La maniera in cui la giustizia sportiva ha gestito le vicende nell’ulti­mo anno è una porcheria ta­le per cui reputo che anche la questione dei bilanci fal­sificati, anche nel caso in cui l’indagine confermasse l’ipotesi di reato, non porte­rebbe ad alcuna conseguen­za » .
Se tuttavia la giustizia or­dinaria
emetterà una sen­tenza di condanna la giu­stizia sportiva non potrà lavarsene le mani?
« I due istituti sono separati, la giustizia sportiva troverà il modo per non affrontare
la questione. Nell’ultimo an­no le decisioni che ha preso sono state manipolate e ad oggi non ho elementi per ri­tenere che vi sarà un’inver­sione di tendenza. Vedremo, la possibilità che gli uomini si ravvedano esiste sem­pre » .
Per adesso nei confronti dell’Inter come di qual­siasi soggetto indagato c’è la presunzione di inno­cenza. Se invece il falso in bilancio fosse accertato, lei che mosse si aspette­rebbe dalla Juventus?

« Prima di rispondere alla domanda fatemi aprire un capitolo sull’allontanamen­to di Bettega » .
Prego.

« Questa è una società di Ta­fazzi ( il personaggio televi­sivo che si bastonava nelle parti intime, ndr). Averlo fatto fuori è equivalso ad ammettere le responsabilità sue di Giraudo e Moggi nei fatti della scorsa estate. Colpe che in definitiva non sono state accertate. Si sa­ranno anche mossi con gar­bo, ne sono capaci, ma han­no nuovamente sbagliato. Rispondendo alla domanda precedente, pretenderei che la società chiedesse la resti­tuzione dello scudetto 2005/ 2006. L’eventualità dell’Inter in B o penalizzata non ci riguarderebbe, non
rientrerebbe nello stile Ju­ve occuparsi di questioni che non competono alla so­cietà, ma sulla questione del titolo assegnato ai ne­razzurri dovrebbero batta­gliare senza sosta. Rivol­gendosi prima alla Feder­calcio e quindi a tutti i vari gradi della giustizia » .
Follia, a questo punto, aspettarsi che sia l’Inter a compiere di sua sponte il gesto? Quel titolo era sta­to assegnato per eviden­ziare la linearità e corret­tezza di una società ri­spetto al sistema...

« Senta, sono convinto che il quoziente intellettivo di Mo­ratti sia alto, ma la sua ca­pacità di distinguere tra be­ne e male è pari a quella di un bambino di 5 anni. Quin­di, lo escludo » .

Ritiene che l’Inter, a livel­lo mediatico, sia protetta?

« Quando i media si occupa­no dell’Inter e in particolare di Moratti sembra che par­lino della Madonna. Ribadi­sco, è incapace a distinguere tra bene e male, sotto que­sto aspetto mi fa tenerezza » .

Sembra cadere la distin­zione fatta a suo tempo tra dirigenti buoni e cat­tivi.

« Non ci sono mai stati buoni o cattivi, semplicemente si era voluto punire la Juve e fare un regalo all’Inter » .

Commento: faccio notare la pesantissima affermazione di Piero Ostellino:
"la sua (di Moratti) ca­pacità di distinguere tra be­ne e male è pari a quella di un bambino di 5 anni". Una dichiarazione di questo tipo da parte di un grande editorialista come Ostellino non fa altro che confermare che la battaglia che stiamo conducendo è una battaglia GIUSTA. Non siamo un gruppo di fanatici nostalgici, come siamo stati etichettati anche da (pseudo) juventini, ma solo un gruppo di persone assetate di verità e giustizia.

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Il pugno duro di Palazzi


Nemmeno due parole di solidarietà. Neppure un banalissimo «bravi». Nel caso dei pedinamenti interisti a De Santis e c., Stefano Palazzi ha usato un metro francamente troppo severo. Quale avversario della Juventus non lo avrebbe fatto controllare, De Santis? Per questo, la semplice archiviazione suona come un giro di vite che Massimo Moratti non meritava. Come ci regoleremo, d’ora in avanti? Francesco Totti sale e scende dalla Nazionale quando gli pare, e qualcuno invece di fare la ola ha la spudoratezza di chiedere spiegazioni. Qualcun altro ha fatto pedinare un arbitro e il procuratore federale, facendo sfoggio di una crudeltà inaudita, lo proscioglie. Roba vecchia, d’accordo: del 2002 o giù di lì, addirittura. Ma, soprattutto, roba a fin di bene. E allora il pugno duro non sta né in cielo né in terra. Palazzi, d’altra parte, era già stato un carro armato all’alba di Calciopoli quando aveva disintegrato l’impianto bipolare di Borrelli, staccando il vagone Milan dalla locomotiva Juventus, operazione che, poi suggellata dalla ferocia giacobina di San Dulli, condannò il Milan all’abominevole tortura dei preliminari di Champions League. Ignoro dove voglia arrivare Palazzi con atteggiamenti così drastici, così repellenti. Di sicuro, ha creato un brutto clima. C’è chi ne ha approfittato per sferrare un terrificante attacco all’Inter, assicurando che il prossimo campionato comincerà con tutte le squadre a zero punti. E le schede svizzere di Moggi agli arbitri? E le telefonate a Bertini, Racalbuto, eccetera eccetera? A proposito: è un po’ che non se ne parla. Perché mai la Juventus, se avesse barato anche nella stagione 2005-2006, non dovrebbe essere penalizzata o retrocessa di nuovo? Qui sì che la crudeltà dispiegata da Palazzi nello sbrogliare il dossier pedinamenti avrebbe un senso per pochi e sarebbe un controsenso per molti.Non si contano, in compenso, gli inviti a non fare confusione fra Calciopoli e Bilanciopoli. Difficile stabilire quanto valga essere uno dei pochissimi a pensare che l’avvocato Zaccone, non già abbia tolto la A alla Juventus, ma l’abbia salvata dalla C. Così, a occhio, deve valere meno di niente visto che a scrivere che una società che ha eventualmente taroccato l’iscrizione a un campionato ne debba essere esclusa, si rischia la scomunica. Naturalmente, ci si aggrappa al passato, a tutte quelle, cioè, che la fecero franca, e al futuro, a tutte quelle, cioè, che le procure hanno nel mirino. C’è anche la Juve: meglio così. Ci divertiremo.Palazzi, nel frattempo, vigila. L’importante è che, ogni tanto, riponga l’ascia di guerra. Decisioni come quella su De Santis lasciano il segno. Gli interisti non hanno tutti i torti quando sospettano che Moggi abbia perso il posto ma non il vizio. Una stangata del genere (archiviazione) non può che averla suggerita lui, che a «pedina» ha sempre guardato come a un sostantivo e non come a un verbo.

Roberto Beccantini
Tratto da La Stampa


Istruzioni per l'uso: leggere con ironia, onde evitare di travisare il contenuto.

Davvero un bell'articolo questo di Beccantini, che in qualche modo fa il verso ad un certo costume pseudo-garantista ben diffuso in altri lidi (vero Cannavò?). Non aggiunge grandi novità a quanto già riportato in questo blog, ma una voce fuori dal coro come quella di Roberto, appartenente ad una specie in via d'estinzione, quella del giornalista serio, merita senz'altro di essere proposta come esempio, in rapporto a coloro che affollano la folta schiera degli scribacchini servi della moneta sonante. Imparino i suoi colleghi come si fa l'Informazione. Chapeau, Roberto.

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lunedì 25 giugno 2007

«Perché Moratti deve pagare»



D’Onofrio: «Anche per i nerazzurri vanno applicati i principi dell’illecito». «Una condotta gravissima da sanzionare. Il falso in bilancio rischia di diventare uno strumento diffuso».

L’AVVOCATO Paco D’Onofrio è un docente di Diritto Sporti­vo all’Università di Bologna. Da anni si occupa di ordina­mento sportivo, con tutte le im­plicazioni del caso e un occhio di riguardo per la disciplina più seguita al mondo, anche sulla scorta di quanto accadu­to dallo scoppio dell’era Calcio­poli in poi. Il professore ha scritto alcuni volumi illumi­nanti sul delicato tema, come “ Il Manuale Operativo di Di­ritto Sportivo” (2007) o “Sport e giustizia”, di tre anni meno giovane ma ancora attualissi­mo. L’avvocato D’Onofrio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo, segue una linea ben precisa: non basta sanzionare i colpevoli con pene che farebbe­ro soltanto sorridere. Occorre maggiore fermezza.

Avvocato D’Onofrio, che idea si è fatto del caso dei bilanci falsificati da plu­svalenze fittizie?
« L’impianto accusatorio co­struito su iniziativa della ma­gistratura milanese mi sembra chiaro: l’Inter è il soggetto di un reato gravissimo, la mano­missione dei bilanci. Mentre il Milan rientra in qualche modo nei parametri, in quanto le plusvalenze non valsero l’iscri­zione al campionato incrimi­nato, le responsabilità dei ne­razzurri sono evidenti».

È possibile fare previsioni?
« È un compito molto arduo, dal momento che nel diritto spor­tivo il giudice non è tassativa­mente condizionato dall’appli­cazione di una sanzione speci­fica.Ma ho una certezza».

Quale?
« A mio parere, in ossequio a una naturale gradualità delle responsabilità, la disciplina sanzionatoria non dovrebbe es­sere molto dissimile da ciò che avviene nei casi di illecito spor­tivo, ossia Calciopoli. Mi riferi­sco al ben noto articolo 13 del codice di giustizia sportiva, che prevede la sanzione minima di una penalizzazione fino all’i­potesi di retrocessione. Ma è certo che la gravità della con­dotta debba essere valutata con attenzione».

L’Inter, insomma, rischia tanto?
« In sostanza: se lo scorso anno la Juventus è stata penalizza­ta come sappiamo, allora an­che per l’Inter devono valere gli stessi principi. Se, dunque, per il Milan si potrebbe optare per una semplice penalizzazio­ne o per una sanzione afflittiva lievemente maggiore, le deci­sioni relative ai nerazzurri do­vrebbero seguire una certa coerenza e proporzionalità. Ma il problema è un altro».

Quale?
«Si pone una questione di poli­tica istituzionale. Nella scorsa stagione all’Inter è stato asse­gnato uno scudetto d’ufficio sul presupposto che la società avesse acquisito un’immagine di purezza e correttezza. Quel­la del titolo 2005- 2006 fu un’assegnazione del tutto arbi­traria. Non esiterei a definire stravagante la decisione adot­tata da Guido Rossi. A questo punto la Figc si trova di fronte a un bivio paradossale. Perché se l’Inter fosse penalizzata, an­che pesantemente, allora ca­drebbe la ricostruzione dell’i­potesi accusatoria che era sta­ta definita l’estate scorsa».

Come dire: si rischia di ca­dere in contraddizione.
« Esatto. Tutte le ricostruzioni accumulate sinora cozzerebbe­ro contro un’eventuale puni­zione inflitta ai nerazzurri. Certo, aspettiamo l’esito del fi­lone di indagini di Napoli, ma è chiaro che la linea innovativa seguita dalla giustizia sporti­va nel 2006, che coinvolse solo 4 società ritenute colpevoli, troverebbe un duro ostacolo da superare. È ormai chiaro che il confine tra buoni e cattivi non è così netto, ma presenta sfu­mature ».

C’è il rischio che tutto cada in prescrizione?
« Decisamente no, anche per­ché le indagini condotte dal pm Nocerino hanno preceduto la presentazione di documenti che, di per sé, costituiscono già una prova d’illecito. Direi che il rischio di prescrizione può dir­si assolutamente superato. Ma è altrettanto chiaro che, a que­sto punto, la magistratura sportiva rischia di esporsi co­munque a censure o critiche a seguito del castello di accuse ai danni della Juve e degli altri club, oltre a ciò che ne è segui­to ».

Cosa succederà ora?
« Credo che la procura federale debba attivarsi in fretta. Pa­lazzi dovrebbe procedere subi­to ai deferimenti».

La questione, insomma, è tutt’altro che chiusa.
« Seguendo il principio della gradualità della pena, bisogna capire che non ci si può limita­re a 2-3 eventuali punti di pe­nalizzazione. Altrimenti il fal­so in bilancio rischia di tra­sformarsi in uno strumento diffuso. C’è di più: alcuni men­zionano il caso Genoa-Prezio­si, con la semplice richiesta di 5 anni di inibizione per il pre­sidente rossoblù. Ma qui il pre­supposto è profondamente di­verso, al punto che c’è di mez­zo l’assegnazione di uno scu­detto d’ufficio a un club che, al­terando i bilanci, è riuscito a iscriversi al campionato suc­cessivo. La Figc deve dare spie­gazioni a tutti; in caso contra­rio, le critiche saranno presso­ché inevitabili».

Qual è la sua posizione sul caso Suazo?
« È una vicenda piuttosto chia­ra. Dopo l’accordo verbale tra Cellino e Moratti e le visite sportive del calciatore, la sua firma non prevede l’automati­ca estromissione della società cedente, ossia il Cagliari. Cer­to, il successivo ritorno di fiam­ma Suazo-Inter non sana l’il­lecito ».

Eventuali sanzioni?
« Oltre all’inibizione per il diri­gente che ha fatto firmare il contratto in assenza del Ca­gliari e all’ammenda per l’In­ter che ha bypassato i sardi, c’è la squalifica del giocatore fino a 6 mesi. Certo, l’ammissione dello stesso Moratti che ha parlato fin dall’inizio di una firma del giocatore con l’Inter è quasi un’ammissione di colpa».

Quindi un illecito c’è stato.
« E come dubitarne?».

Fonte: Tuttosport


Insomma, dichiarazioni pesanti, quanto chiare ed inequivocabili.
Con buona pace dei minimizzatori e garantisti a comando, come i Cannavò e simili. Un'intervista che fa assoluta chiarezza sulla situazione, atteggiamento il cui merito va riconosciuto, ancora una volta, a Tuttosport. Modus vivendi non comune, purtroppo, nel panorama omogeneo e corporativista dell'informazione (si fa per dire) italiana.

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Calcio in rosso: 380 mln di perdite


Dell'Inter voragine più profonda: 181,5 milioni

Il calcio italiano versa in condizioni finanziarie tutt'altro che invidiabili. E' il responso di un'analisi de 'Il Sole 24 Ore', che prende in esame i bilanci di 17 club dei 20 dell'ultima serie A. La voragine complessiva è di circa 380 milioni di euro, con l'Inter a farla da 'padrona' dal basso dei suoi 181,5 milioni di perdite. Il secondo rosso più elevato è quello della Juve, ferma a 36,5. Il Milan ha un attivo di 2,48.
Conti in disordine, buchi senza fondo e un dissesto economico-finanziario che, seppur appianato dalle generosi donazioni dei magnati del pallone, non accenna a risolversi positivamente. Il calcio italiano resta un malato, sfinito da una convalescenza ormai lunga più di un decennio. 'Il Sole 24 Ore' ha fatto i conti in tasca all'industria della pedata e i numeri, come succede regolarmente, non tornano per nulla. Nonostante un incremento di sette punti percentuali del giro d'affari legato allo sport più amato dagli italiani, la stagione 2005-06 ha registrato un altro bilancio in rosso. Il campione analizzato è composto da 17 club di serie A, tutti tranne la Sampdoria, i cui dati non sono ancora disponibili, la Reggina e il Messina, con i consuntivi di queste ultime di cui "non c'è traccia".
Se l'aggragato delle società analizzate ammonta a 1.310 milioni di euro, i costi del personale raggiungono i 741 milioni, il 56,6% delle entrate complessive. Il dato che, però, deve essere considerato il più pregnante della tabella pubblicata dal quotidiano economico è quello relativo alla perdita di gestione del nostro massimo campionato: 380 milioni, di poco inferiori ai 407 della stagione precedente. Una diminuzione non sufficiente per ipotizzare una ripresa del settore. Entrando nel dettaglio, si può evincere come l'Inter sia il club con il bilancio più disastrato, con 181,5 milioni di perdite nel dato consolidato. La classifica dei 'cattivi' prosegue con la Juventus, staccata però di un abisso dalla Beneamata, con i suoi 36,5 milioni di rosso. L'altra grande del nostro pallone, il Milan, ha chiuso invece in attivo di 2,48 milioni, grazia alla plusvalenza di 42 milioni ottenuta tramite la cessione di Andriy Shevchenko al Chelsea. Il bilancio più sano, però, è quello dell'Udinese, che è riuscito a far registrare un utile di 6,5 milioni. Anche se nel rapporto costi e rating vince il Livorno di Spinelli. Ma le società in attivo sono la stragrande minoranza e il nostro pallone non può certo pensare di aver imboccata la strada virtuosa che molti indicano come necessità impellente.

Fonte: Tgcom

Se la Juventus ha opportunamente provveduto, da tempo, ad una ricapitalizzazione (con soldi veri) che permetterà di ripianare abbastanza agevolmente i 36,5 milioni di rosso riscontrati nel suo bilancio, sarà curioso vedere come intenderà affrontare il debito ben più pesante di 181,5 milioni di euro l'Internazionale F.C.. Metterà finalmente mano, il petroliere Moratti, al portafoglio, per tirar fuori quattrini reali, almeno questa volta? Ricordo, infatti, come tale situazione non sia particolarmente nuova per la compagine meneghina: già in passato i creativi contabili del club di via Durini, avevano trovato ingegnose soluzioni per ovviare al "tedioso" problema di dover ripianare i debiti in bilancio dell'Inter; in maniera non ancora del tutto chiara, certo, ma sicuramente efficace, con una vendita del marchio Internazionale F.C. da parte del Moratti padre (Massimo) al Moratti figlio (Mao) in un caso; mediante uno scambio di plusvalenze ottenute col placet dei cugini rossoneri, che permise di mettere a bilancio valutazioni estremamente elevate quanto discutibili, attribuite a perfetti sconosciuti del calcio nostrano, in un altro caso; vicenda, quest'ultima, già al vaglio del P.M. Carlo Nocerino, che la scorsa settimana comunicò agli interessati, con relativi avvisi avvisi a comparire, la chiusura delle indagini in merito. Notizie quelle sopra riportate che, se verificate oltre ogni dubbio, costituirebbero di per sè delle gravi violazioni della liceità dei bilanci del club nerazzurro, che permisero di fatto, alla stessa società calcistica di iscriversi ai campionati di competenza; notizie, giova dirlo, sempre prontamente minimizzate e passate in secondo piano, dalla moltitudine di organi di informazione sempre ossequiosi nei confronti di "sua onestà" Massimo Moratti. Attendo, con curiosità, di verificare se, come dicevo, almeno questa volta ci sarà immissione di denaro reale da parte degli azionisti della Beneamata, o se ci sarà un altro coup de genìe da parte dei sempre abilissimi contabili nerazzurri. Ovviamente ripianare con denaro reale tale debito, costituirebbe un freno alle pur elevate risorse del patron, che dovrebbe quindi prevedibilmente limitare gli investimenti sul mercato estivo.
Attendo sviluppi riguardo a tale vicenda, che non mancherò di seguire con tutta l'attenzione necessaria, avendo la cura di darne informazione in questo stesso blog.

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sabato 23 giugno 2007

Lapo, Corona, Farsopoli: c'è un legame?

Riporto uno stralcio dell'intervista a Fabrizio Corona pubblicata oggi dal Corriere della Sera. In uno dei passaggi più interessanti il fotografo parla del caso di Lapo Elkann:

«Quando Lapo tornò in forma, mesi dopo — racconta Corona — mi volle incontrare. Ci siamo parlati per cinque ore. Gli ho spiegato cosa pensavo del caso. A lui avevano detto (...) che io era d'accordo con Moggi, Giraudo e Bettega, che l'avevamo incastrato, che c'era un fotografo che lo aspettava fuori casa, che gli avevano dato la cocaina sbagliata, tutta una serie di robe allucinanti. Gli ho detto: scusami, ci siamo chiariti, lui ha capito la verità e siamo diventati veramente, veramente molto amici».

Faccio notare un particolare che è stato evidenziato da un utente del forum J1897.com: i nomi delle persone che hanno riferito a Lapo del complotto sono coperti da omissis. Sorgono spontanee alcune domande:
- Quali sono i nomi coperti da segreto istruttorio?
- Per quale motivo è stata riferito a Lapo che dietro alle sue disavventure c'era la mano della Triade? e soprattutto, è vera o falsa questa voce?
- Quale è stata a reazione di Lapo di fronte alle voci riportate? C'è un legame con Farsopoli? C'è un legame con il recente apparente riavvicinamento con Moggi?
Vogliamo delle risposte!

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venerdì 22 giugno 2007

Bettega cacciato!

Non ho sbagliato titolo, Bettega è stato proprio cacciato. Aldilà del comunicato ufficiale, che trasuda ipocrisia in ogni riga, questa è la realtà dei fatti.
Roberto Bettega, insieme ad Alessio Secco, ha curato il mercato più importante della storia bianconera, quello della ricostruzione dopo la serie B, con la responsabilità di spendere al meglio i soldi dell'aumento di capitale. Ha fatto un ottimo lavoro, che si è già concretizzato nell'arrivo di Iaquinta, Almiron, Tiago, nel probabile ingaggio di Milito e altri grandi giocatori.Roberto Bettega ha fatto bene il suo lavoro, e come ricompensa ha ottenuto la proposta di riconfermare il suo ruolo di collaboratore esterno anche per il futuro (senza scrivania e parcheggio in sede, giusto per intenderci). Essendo uomo con una dignità, Bettega ha rinunciato e si è arrivati al divorzio, già annunciato nei giorni scorsi dai media.

Aldilà della perdita di un dirigente con capacità non comuni, ciò che è scandaloso è la mancanza di rispetto nei confronti della storia juventina, il disprezzo delle opinioni dei tifosi, e soprattutto la pretesa di rompere con il "vecchio" solo a parole, solo dando una spolverata all'organigramma societario (ma solo in superficie), giusto per accontentare i giustizialisti.
Si è consumata oggi una pagina nera nella storia della Juventus, che mi fa dimenticare per ora tutto quanto di buono è stato fatto finora sul mercato.



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La nausea di Cannavò

Ieri affermai che sarei stato curioso di vedere come i prodi giornalisti della Gazzetta avrebbero discusso la notizia della chiusura delle indagini, e relativi avvisi al presidente dell’Inter Massimo Moratti, all'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ai due dirigenti nerazzurri, Rinaldi Ghelfi e Mauro Gambaro, tutti accusati di falso in bilancio, in relazione alla vicenda delle plusvalenze generate da scambio di calciatori tra le due compagini milanesi, con valutazioni di calciatori sconosciuti a dir poco “generose”. Per chi volesse avere maggiori dettagli, rimando ad altri scritti presenti in questo blog e nel sito di riferimento, nei quali si è meglio spiegato come l’Internazionale F.C., senza tali artifizi contabili, non sarebbe rientrata nei parametri per l’iscrizione al Campionato 2005-2006.

Auspicavo il giusto rilievo da parte del giornale rosa, ad una pratica che costituisce, di fatto, un illecito sportivo a tutti gli effetti. Non si è fatto attendere il contributo di Candido Cannavò alla vicenda. Certo, nessun titolone, ma un semplice editorialino pubblicato a metà prima pagina, quella parte, per intenderci, che solitamente rimane nascosta a giornale piegato. Ma l’esercizio stilistico del suddetto editorialista non si ferma a questa autentica finezza; infatti, leggendo la parte di editoriale che si interrompe in prima pagina, per proseguire poi nella seconda, troviamo la parte sotto riportata:

"La prima parola che mi arriva sulla punta delle dita è: nausea. In generale dura poco, ma nel ghetto degli inguaribili in cui è relegato il nostro calcio, diventa come il colera nella vecchia India: endemica. Ce la trasciniamo da anni. Nausea per i sistemi da suk nordafricano con cui la società campione d'Italia e quella campione d'Europa hanno gestito il caso Suazo, che riguarda non il novello Maradona, ma un simpatico calciatore da sette anni in Italia.Nausea aggravata, con riflessi morali pesanti, per questa vecchia storia delle plusvalenze che diffonde il tanfo di un altro suk: quello finanziario, dove le cronache extracalcistiche, tra furbetti e squali, ci ricordano che tutto può succedere.”

Da notare che l’accenno primario è riservato alla questione Suazo, sicuramente emblematica di un certo modo di fare affari (ma non era solo il tanto vituperato Moggi, lo squalo delle trattative condotte in maniera poco chiara?): il lettore distratto dalla canicola del periodo, troverà di relativo interesse la questione, indotto a desistere da ulteriore lettura a causa dell’outing del Cannavò, circa i suoi problemi di stomaco. L’accenno alla nausea ed ai suk (mercati magrebini dove vige lo scambio ed il baratto delle merci), porta il lettore a dividersi tra un disgusto indotto ed alla noia, alla quasi indolenza, nel trattare la “vecchia storia delle plusvanze” (come dire, è storia vecchia, ne avevamo già accennato, non merita di tornarci su). Bellissima la massima, dove il Cannavò ci dice che “tutto può succedere” quasi a dire sono pratiche consolidate, nulla di strano né di nuovo. Il lettore che già non sia stato indotto ad abbandonare la lettura, si recherà in seconda pagina per proseguire.
E qui la punizione, per il lettore che non abbia voluto tralasciare l’argomento, scatta impietosa:

”Anche qui: Inter e Milan, non l'ultima squadra di poveracci che s'arrampica su un bilancio impossibile. Scambi di campioni senza nome e senza storia, cifre fasulle nei bilanci che la covisoc approva. Parliamo di club che hanno mezzi economici infiniti. E di un Moratti che - parole sante di sua moglie Milly - ha investito nell'Inter quanto basterebbe per debellare la tubercolosi nel mondo.”

Pur ammettendo l’esistenza di “cifre fasulle nei bilanci”, il Cannavò non manca di ricordare che qui si parla di gente ricca sfondata, che grazie ai “mezzi economici infiniti” non necessitava di questo esercizio di maquillage. Tralascio ogni commento a quella che voleva essere una simpatica battuta, rivelandosi patetica e di dubbio gusto, sulla “tubercolosi nel mondo”.
E se ancora al lettore non fosse stato chiaro, ecco la perla e la spiegazione a mo’ di disegnino:

”L'idea che l'Inter non potesse rispettare i parametri per l'iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere.Moratti avrebbe provveduto in ogni caso.Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un'operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale ai quali è abituato.”

Traduzione: lo volete capire che il petroliere è pieno di soldi? Perché infastidirlo obbligandolo a mettere mano al portafoglio, quando la pratica poteva essere sbrigata in maniera più veloce? Perché togliergli quel tempo, da lui così sagacemente impiegato nell'esibire quel sorriso di colore così trendy e sempre impeccabilmente abbinato alle cravatte, perché rinunciare alle ormai consuete perle di bon ton morattiano, distraendolo con obblighi economici diversamente risolvibili?
Di sotto una bella frase cerchiobottista, che non si dica che il Candido simpatizzi per “sua onestà”.

“Non minimizzo nulla, sono tra quelli che ancora provano il piacere di scandalizzarsi.Lo feci anche per la storia del passaporto di Recoba, prodotto di quella sorta di "impunità presunta" che regna nel calcio. Ha pagato Recoba, ha pagato Oriali, ha sofferto - checchè se ne dica - anche l'immagine dell'Inter.”

“L’immagine dell’Inter” ne “ha sofferto" a tal punto, nella vicenda del passaporto di Recoba, che hanno pensato bene di alleviare la sofferenza con un bello scudetto gratis da cucirsi sulle maglie, in nome dell’onestà e della trasparenza!

”Deplorato gli aspetti morali della vicenda, aspettando che la magistratura ordinaria si pronunci e che quella sportiva si svegli, evitiamo la più disonesta delle mistificazioni: confondere il cancro di "Moggiopoli" con l'infezione delle plusvalenze.Nessuna cortina fumogena uò nascondere il potere occulto che ha gestito il pallone, le designazioni arbitrali a comando, le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri, gli scandali del 1998 e del 2000, i Baldas, i Ceccarini, i De Santis, gli scudetti dirottati a comando.”

La parte sopra è la più eloquente del Cannavò-pensiero: è stata una birichinata, quella delle plusvalenze tarocche delle milanesi, evitiamo di esagerare. Evitiamo le “mistificazioni”: hanno permesso loro di iscriversi? Ma dai è cosa da poco, parliamo dell’onesta Inter, mica della mostruosa e tentacolare Juventus Moggiana. Ecco i temuti due pesi e due misure: Cannavò, ci avevo quasi creduto, ma mi sei caduto sul finale; per l’Inter si invoca bonaria indulgenza e presunzione di innocenza di uno stato di diritto, per la Juventus si dia fuoco ai roghi, e poco importa se la magistratura ordinaria, e quella sportiva, non abbiano dimostrato “il potere occulto che ha gestito il pallone, le designazioni arbitrali a comando, le tesserine telefoniche estere consegnate agli arbitri, gli scandali del 1998 e del 2000, i Baldas, i Ceccarini, i De Santis, gli scudetti dirottati a comando”

La gazzetta ha detto che sono colpevoli, non hanno diritto alla presunzione d’innocenza né ad alcuna indulgenza!

”Mettiamo tutto allo scoperto e diamo ad ogni cosa la giusta dimensione.Non so che rischiano Inter e Milan.Non mi interessa. Si difenderanno e pagheranno il giusto. L'idea che possano togliere all'Inter lo scudetto a tavolino del 2006 non so quanto sia reale, ma mi lascia del tutto indifferente: sul marciapiede dove io vivo, quel titolo - l'ho scritto prima che glielo assegnassero - vale quanto i giocatori anonimi e inconsapevoli che Inter e Milan si sono scambiati a cifre fasulle da campioni del mondo."

Ecco che torna la noia e l’indolenza: a Roma direbbero, “ma che ce frega, ormai…”

Riassunto del commento, per chi non volesse leggerlo tutto: Cannavò ha la nausea, Cannavò è annoiato, a Cannavò non piacciono i suk, Juve ladra, Inter onesta perché lo dice lui e perché Moratti ha tanti soldi. Tutto il resto è noia, direbbe un vecchio refrain.

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giovedì 21 giugno 2007

L'italia .......è una repubblica democratica.........

L'art 1 della Carta Costituzionale Italiana RECITA:" l'Italia è una repubblica democratica , fondata sul lavoro. La sovranità spetta al popolo , che la esercita nelle forme e nei limiti della COSTITUZIONE".
Molti potrebbero pensare, dopo una prima lettura superficiale, che tale principio sia una banale enunciazione del potere che spetta al popolo per eleggere i propri rappresentati alle camere.
Una lettura, al contrario, sistematica dell'intero quadro costituzionale italiano strettamente connessa ad un interpretazione filologica delle norme porta ad una conclusione diversa.
Se è vero , infatti, che i rappresentati vengono eletti dal popolo è , soprattutto, vero che i padri della Carta Costituzionale Italiana hanno posto al centro dell'universo costituzionale italiano la figura UMANA.
E' l' uomo che viene tutelato nella prima e fondamentale parte della Costituzione. Proprio per questo motivo la prima parte della Costituzione è INVIOLABILE.
Se ciò non fosse vero si assisterebbe ad un radicale cambiamento della Forma di Stato e non si potrebbe più parlare di repubblica democratica.
Basta leggersi gli artt 3 -4-6-13-14-15-16 25-27 della costituzione per comprendere quanto finora affermato: L'UOMO in quanto individuo è il centro di tutto.
Come si è detto, pertanto, il Costituente fece una scelta precisa e volle tutelare i cittadini dalle invadenze e dai sopprusi di chi , al momento, poteva trovarsi a gestire il Potere Pubblico.
Quanto finora detto delinea una quadro idilliaco ed effettivamente lo è....se non fosse che , oggi, in Italia questo principio base dell'ordinamento viene letteralmente calpestato.
Si assiste ad un vergognoso ribaltamento dei valori costituzionali e la magistratura viene usata, a targhe alterne, contro quello o contro quell'altro a seconda della volontà di coloro che gestiscono il potere economico e mediatico in quel determinato periodo storico.
I giornali e le Tv fanno un uso illeggittimo del materiale delle procure rendendo vano lo sforzo dei costituenti. Ma vi è di più: Alcuni giornalisti pubblicano libri con quel materiale illeggittimo e fanno una barca di soldi.
Il tutto, ovviamente, in spregio delle regole fondamentali del nostro ordinamento giuridico.
In questo ultimo anno abbiamo assistito ad un vergognoso processo mediatico di piazza nei confronti di alcuni soggetti , i quali privi di qualsiasi copertura politica sono stati linciati in modo a dir poco medievale. Questi soggetti devono ancora essere giudicati dai TRIBUNALI ma per la piazza sono solo carne da macello.
Parallelamente a questa vicenda vi è un altro caso , sinallagmaticamente collegato al primo di cui sopra, che riguarda l'azienda italiana di telecomunicazioni : TIM-TELECOM
Ma in questo ultimo caso l'atteggiamento dei media è diametralmente opposto.
I giornali, infatti, dedicano solo pochi articoletti nelle ultime pagine e cercano in tutti i modi di sminuire la gravità della situazione.
Traendo, dunque, alcune conclusioni si può affermare , con certezza, che in Italia interessano più le vicende amorose del figlio di Moggi o di Sircana ( utilizzate per emettere giudizi di colpevolezza) che il fatto che un AZIENDA come TELECOM con i soldi dei Contribuenti sia entrata nelle case degli stessi in modo illegale.
Si signori alla stampa italiana non interessa come vengono spesi i soldi degli Italiani. Alla stampa italiana interessa quanti amanti ha un cittadino o quante schede telefoniche abbia un direttore sportivo di una squadra di calcio.
A nessuno , ormai, interessa la tutela della propria sfera privata ( inviolabile), e se questa viene violata con i soldi dei cittadini italiani tanto meglio.
Ormai in italia solo un Comico ha denunciato tali abusi..........
L'UOMO in quanto tale in ITALIA non è più tutelato ma è un oggetto da utilizzare come consumatore dei libri e dei giornali .
Chiudo , ricordando che in tutte le intercettazioni ( costate miliardi ai cittadini italiani) non si ravvisino gli estremi di nessunissimo reato ma per i vari giornalai( chiedo scusa per l'accostamento ai titolari di rivendite di giornali) italiani le stesse intercettazioni contengono materiale così importante per la storia del paese da relegare in ultima pagina vicende come quella di PROVENZANO.......
VIVA l' ITALIA repubblica democratica fondata sul lavoro..................

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Camion di sabbia sullo scandalo dei bilanci

da Redazione RealSoccer.it

Il calcio italiano dopo Calciopoli doveva cambiare, rinnovamento, pulizia, anno zero: erano questi i concetti espressi dopo il terremoto dello scorso anno. Sono passati poco più di 12 mesi, un'altra bufera potrebbe esplodere e misteriosamente i "nuovi boss" del calcio italiano si affrettano a minimizzare quelle che potrebbero essere le colpe di Inter e Milan, accusati di aver truccato i loro bilanci.
Matarrese: "Finirà tutto in una bolla di sapone", gli fa eco Abete: "La Covisoc non aveva competenza nel giudicare il valore di un calciatore". E' vero, in effetti l'Inter ha tutto il diritto di quantificare il valore di un portiere di terza fascia (Brunelli), come se fosse Buffon... Ma anche quella stampa che lo scorso anno si schierò in prima fila contro il così detto "sistema Moggi", adesso parla di attacchi e vogia di rivincita nei confronti dell'Inter. E' proprio vero, il calcio italiano è cambiato...
Matarrese e Abete hanno ragione, così come Moratti e Galliani fanno bene a stare tranquilli, perchè è vero: finirà tutto in una bolla di sapone, grazie alla prescrizione. Sì, perchè i reati sportivi ascritti a Inter e Milan rischiano di andare prescritti se il procuratore capo della Figc, Francesco Saverio Borrelli non si deciderà ad avviare un'inchiesta sulle presunte plusvalenze false. Il faldone con le carte dell'inchiesta penale dei Pm di Milano sono sul tavolo di Borrelli già da mesi, ma l'ex capo di Mani Pulite non solo non ha aperto un'inchiesta sportiva prima che fosse finita quella penale come avrebbe potuto fare e come si è fatto lo scorso anno per Calciopoli, ma stava addirittura per archiviarla.
Cerchiamo di capire, allora, con le parole di un esperto, cosa signfica la prescrizione dei reati di cui sarebbero accusate Milan e inter. "Se la giustizia sportiva aspettera' il corso di quella ordinaria, gli eventuali reati legati alle plusvalenze cadranno in prescrizione. Se invece decidera' di attivarsi subito, come gia' fatto in altre occasioni, ci sono ancora margini di tempo". L'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, spiega a 'Rete Sport' i possibili sviluppi dell'inchiesta sulle plusvalenze effettuate di Inter e Milan relativamente alla stagione 2005/06.
"La prescrizione e' prevista per il terzo campionato dopo quello incriminato, se nel corso del secondo viene aperta un'inchiesta -spiega Grassani-, dunque in questo caso scatterebbe a giugno 2008".
Grassani specifica anche il range delle sanzioni previste dal codice di giustizia sportiva nel caso in cui, entro i limiti di tempo previsti, l'inchiesta appurasse l'avvenuto falso in bilancio. "Si passerebbe dalla penalizzazione di punti alla retrocessione all'ultimo posto della classifica del campionato, fino anche all'esclusione alla partecipazione ai campionati".

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Sarebbe troppo bello...

Anche Fabio Capello commenta la vicenda sui bilanci irregolari per cui l'Inter non avrebbe dovuto partecipare al Campionato 2005/2006. "Se la privassero dello scudetto? Sarebbe troppo bello, soprattutto per i commenti che mi arrivavano in Spagna sugli scudetti dell'onestà, della correttezza...basta così", ha detto il tecnico friulano ai microfoni di Sky. Capello risponde anche ad Arrigo Sacchi ( il mister di Fusignano ha detto che quando i campionati sono mediocri li vince sempre Capello). "E' un complimento - ribatte - soprattutto se dato da uno che ha picchiato il muso due volte. E' andato a Madrid con l'Atletico e l'hanno rispedito a casa, ha fatto il dirigente al Real Madrid e l'hanno rispedito a casa". "Insomma - conclude -, io credo che uno che per due volte prende dei cazzotti, evidentemente non si è ancora risvegliato". (21/06/2007) (Spr)

Fabio Capello non è una persona simpatica, probabilmente non è nemmeno una persona leale, ma gli va dato atto del fatto che è una persona diretta, senza peli sulla lingua, e fa di tutto per difendere il proprio lavoro, contro tutto e tutti.
Non so quanto sia fondata la voce che lo vede futuro direttore sportivo alla Juve, sicuramente io lo accoglierei a braccia aperte.

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Gazzetta, non così!



Stride l’atteggiamento dei quotidiani sportivi nazionali nella data di oggi, 21 Giugno 2007, all’ indomani della pubblicazione delle conclusioni di indagine del PM milanese Carlo Nocerino, in riferimento alle plusvalenze “tarocche” riguardanti i due Club meneghini. In queste conclusioni, traspare come l’Internazionale F.C., in particolare, abbia potuto avvantaggiarsi di plusvalenze fittizie o gonfiate, al fine di poter godere dei requisiti per l’iscrizione al campionato 2005/2006, quello relativo all’ormai famoso (o famigerato) scudetto dell’onestà, solertemente assegnato dal commissario straordinario Guido Rossi (ex-dirigente nerazzurro nonché acceso sostenitore di tale compagine) in nome di una ipotetica trasparenza dell’operato del Club del Presidente Moratti. Giova ricordare come alcuni precedenti - si veda il caso del passaporto fasullo che portò alla condanna del duo Recoba & Oriali - avessero già esteso qualche ombra sulla reale limpidezza morale del Club di via Durini. Ancor di più, questa svolta nelle indagini, porta ad addensare nuove nubi sul concetto di autoattribuzione di condotta onesta. In tutto questo si colloca il senso di informazione dovuta alla gente, da parte del quotidiano Tuttosport e, in misura minore, visibile sul quotidiano Il corriere dello sport. Sulle prime pagine di tali quotidiani campeggiano chiari, quanto inequivocabili, riferimenti a questo nuovo scandalo che colpisce il calcio nostrano. Stupisce altresì, l’atteggiamento dell’altro quotidiano sportivo nazionale: La gazzetta dello sport. La notizia di forte impatto su quella che è la regolarità degli ultimi campionati di serie A, nonché sulla legittimità dell’assegnazione dei relativi titoli alla società interista, per i responsabili del quotidiano milanese appare quasi una non-notizia. Ancor di più meraviglia un cambiamento di condotta degli stessi articolisti di tale giornale: mentre in passato si erano particolarmente distinti come indefessi censori ed accusatori della Juventus, costituendo di fatto, uno dei principali veicoli di propaganda per un processo più mediatico, che sportivo, oggi vige un modus garantista, con editoriali che paiono quasi un’arringa difensiva, nei confronti di questa grave violazione dei principi di etica e sportività che coinvolge le squadre di Milano, ed in particolare l’Internazionale F.C.. Credendo nella professionalità degli articolisti di tale quotidiano, voglio augurarmi che si tratti solo di un ritardo nel recepire la gravità della situazione. Ritardo che risuona strano, per chi aveva dimostrato doti non comuni, in passato, nel prevedere e diffondere con straordinaria attendibilità e dovizia di particolari, le sentenze in prima pagina, ancor prima che nei tribunali di giustizia sportiva. Ma anche loro sono uomini, e mi piace credere che anch’essi possano sbagliare, come tutti. A tal fine sarò curioso di verificare nei prossimi giorni se sarà riservato lo stesso atteggiamento inflessibile all’Inter, al pari di quanto venne adottato per la Juventus. Che non si dica che il più autorevole quotidiano nazionale faccia due pesi e due misure.

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JC Montecitorio, reazioni all’inchiesta milanese

Dopo l’uscita della notizia della chiusura delle indagini da parte della procura di Milano sul presunto falso in bilancio di Inter e Milan, juventus.com registra i commenti dei responsabili dello Juventus Club Montecitorio. In una nota firmata dal presidente Maurizio Paniz, dal vicepresidente Salvatore Buglio e dal consigliere Tommaso Pellegrino si legge: “Le sorprendenti conclusioni del pubblico ministero nell'inchiesta milanese sulle plusvalenze fittizie del bilancio dell'Inter, che non avrebbe avuto i requisiti utili per iscriversi al campionato 2005-2006, impongono di valutare con rigidità la posizione dei suoi dirigenti che a lungo hanno parlato di scudetto dell'onestà e della trasparenza. Se queste sono davvero l'onestà e la trasparenza da indicare ad esempio, allora l'ufficio inchieste della Federcalcio ha veramente molto da lavorare!”. Nella stessa nota, Paniz, Buglio e Pellegrino hanno invitato le autorità sportive a revocare ai nerazzurri lo Scudetto 2005-2006, vinto sul campo dalla Juventus.

(juventus.com)

Era ora. Finalmente anche gli Juventini del Club di Montecitorio hanno cominciato ad esprimere il sentire dell'intero popolo Juventino. Mi auguro che, rispetto al passato, si attivino affinchè sia fatta chiarezza e giustizia. Sarebbe un segnale di maggiore serietà e volontà di chiarezza da parte delle Istituzioni, purtroppo inspiegabilmente assenti nell'assicurare un corretto svolgimento dei processi di piazza che colpirono la Juventus ed il popolo Bianconero, un anno fa. Se vorranno attivarsi affinchè siano ristabilita Giustizia, non potremo che apprezzarlo. Siamo in attesa di maggiori riscontri, che non si fermino semplicemente a questo scarno, benchè ficcante, comunicato.

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E sarebbe anche ora!



Sarebbe ora che i media escano dal loro modo "ovattato" di fare informazione sugli scandali delle "altre squadre" che non siano la Juventus. Sarebbe ora che anche la RAI, finaziata anche da noi, si decida ad informarci. Ieri il TG3 e TG2 ne hanno parlato, oggi il TG3 Sport delle 12.30 ha ampiamente argomentato....manca la rete ammiraglia, manca ancora il TG1 diretto da Gianni Riotta, casualmente tifoso interista: non ci risulata che, fino ad ora, abbia dato la notizia.

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mercoledì 20 giugno 2007

Christian Rocca sul caso Inter


Posto un intervento di Rocca sugli ultimi orribili giorni del signor Moratti... Rocca mi perdonerà se faccio copia e incolla, ma è esilerante, deve essere letto da tutti

Ultime sugli indossatori



La Covisoc dice alla procura di Milano che gli indossatori di onestà altrui non avrebbero potuto iscriversi al campionato 2005-06 e che si sono iscritti solo grazie a plusvalenze fittizie. In tutta onestà, più che vicnere lo scudetto finto, sarebbero dovuti andare in C. Nel frattempo si sono fatti soffiare Suazo dal Milan, cosa che tecnicamente è un bene per loro, ma non capendo nulla di calcio se ne dispiacciono assai. Moratti ha detto che ha la firma del giocatore, non accorgendosi di aver confessato un reato federale oppure contando sul fatto che già quando i suoi confessarono di aver ricettato una patente, falsificato un passaporto e taroccato le partite in cui fu schierato Recoba la fecero franca, grazie anche al soccorso rosso del commissario della federcalcio e a quello roseo dell'amico Verdelli. Su Suazo il presidente del Cagliari dice che Moratti ha perso tempo e non rispondeva alle telefonate. Moratti dice che non è vero, che Cellino non l'ha mai cercato. Cellino risponde con un "porterò i tabulati". Sempre che non siano stati fatti sparire dagli uomini Telecom.
20 giugno

Cristian Rocca


LINK: Cosa dovrebbe rischiare l'Inter.

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Aggiornamento sullo Scudetto degli "onesti"



DUBBI SU ISCRIZIONE INTER PER IL 2005-06
ROMA - L'Inter non avrebbe superato i parametri richiesti per l'iscrizione al campionato 05-06 secondo la Commissione di vigilanza societa' calcistiche. Per la Covisoc l'equilibrio finanziario dell'Inter sarebbe stato compromesso "se la societa' avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie". E' quanto emerge dallarelazione consegnata al pm Carlo Nocerino nell'ambito dell'indagine sul falso in bilancio che ha coinvolto le societa' di Milan e Inter.

INTER, MAI PLUSVALENZE FITTIZIE
In merito alla notizia relativa all'iscrizione al campionato di serie A 2005-2006, nell'ambito dell'inchiesta penale pendente presso la Procura della Repubblica di Milano, l'Inter precisa in un comunicato "di non aver mai appostato plusvalenze fittizie nei propri bilanci". Il club nerazzurro aggiunge di aver "già presentato necessaria e completa documentazione tecnica a dimostrazione che, anche attraverso i sistematici versamenti di capitale effettuati dai soci, è sempre stato garantito il pieno e ampio rispetto dei dovuti equilibri finanziari".

MORATTI,FALSO IN BILANCIO?PAGO MILIARDI,QUESTO NO...
"Non siamo preoccupati nella maniera più assoluta per questa inchiesta sui bilanci. Certo, dispiace che ci sia ma francamente non mi sembra preoccupante". Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, durante l'inaugurazione dell'Inter club nel carcere romano di Rebibbia spiega di non essere turbato dalle annunciate novità dell'inchiesta della procura di Milano sui bilanci. "Mi dispiace molto a livello di immagine - ha aggiunto Moratti - ma sono certo che le ombre di questa storia verranno presto dissipate. Manca ancora la nostra deposizione che servirà a chiarire definitivamente una vicenda che mi sembra un po' assurda". Il presidente nerazzurro ha tirato in ballo anche altre società: "mi risulta che ci siano anche altri club - ha detto - ritengo che da parte nostra la sottocapitalizzazione non esista. Pago miliardi tutti i giorni, proprio questo no. Sono abituato a non sbagliare sui bilanci, però è vero che la valutazione dei giocatori in questo mercato è difficile da comprendere, un giocatore che oggi vale cinque tra un mese può valere 12, e poi magari niente".

MORATTI, RESTITUIRE LO SCUDETTO? NO, ERA GIUSTO A NOI
"Non pensiamo nella maniera più assoluta di restituire lo scudetto della stagione 2005-2006, perché era giusto che lo assegnassero a noi. E poi sembrerebbe quasi una ammissione di colpa". Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, risponde così, a margine dell'inaugurazione dell'Inter club nel carcere di Rebibbia, ai cronisti che gli chiedevano se non fosse il caso, per dissipare ogni dubbio, di riconsegnare quello scudetto assegnato alla società nerazzurra a tavolino. "Le dichiarazioni di Capello? Questa dello scudetto rubato alla sua Juve è una vecchia teoria del tecnico friulano - ha ribadito Moratti - forse è giunto il momento di mettere un punto definitivo su questa storia".

Ansa.it

Quest'uomo non conosce vergogna nè limiti. Ormai siamo davvero al ridicolo paradosso. Professa la sua onestà, quando anche i muri di omertà prezzolata cominciano a sgretolarsi. Quello scudetto non è loro, non lo è mai stato, non lo meritano neanche per i "motivi etici" addotti da Guido Rossi, ex dirigente interista, nonchè notoriamente sfegatato tifoso della compagine milanese. Fu già indecoroso cucirsi quello scudetto vinto dalla Juventus sul campo. E' ancora più indegno continuare a rivendicarne il possesso. Signori, il calcio nuovo. Il calcio di chi non conosce vergogna.

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Lo scudetto degli "Onesti"

Riporto il lancio di agenzia senza commento, non mi sembra necessario aggiungere nulla ai fatti:



MILANO - Il pm milanese Carlo Nocerino sta notificando l'avviso di fine indagine per il presidente dell'Inter Massimo Moratti, l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, due dirigenti nerazzurri, Rinaldi Ghelfi e Mauro Gambaro, tutti accusati di falso in bilancio. Nella motivazione, il pm scrive a proposito della societa' di via Durini: "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la societa' avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006". Si tratta del torneo assegnato a tavolino dal commissario della Figc Guido Rossi all'Inter dopo la retrocessione della Juventus per i fatti di calciopoli. Secondo la procura meneghina, tra il 2003 e il 2005 Inter e Milan avrebbero dato vita a scambi di giocatori non di primo livello, i cui valori di mercato venivano gonfiati allo scopo di "abbellire" i bilanci. (Agr)

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domenica 17 giugno 2007

We want Bettega to remain at Juve! - Noi vogliamo che Bettega resti alla Juve!!


http://www.petitiononline.com/Bette07/petition.html


To: Juventus Football club S.p.a.

I siti J1897.com, Juventuz.com e Juvebalkan.com a nome delle decine di migliaia di tifosi bianconeri che rappresentano, chiedono a Jean Claud Blanc e Giovanni Cobolli Gigli rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente della Juventus Football club S.p.a., di rinnovare il contratto in scadenza a Roberto Bettega e conferirgli da subito un ruolo ufficiale all'interno della stessa Società, anche come membro del c.d.a al posto del dimissionario Marco Tardelli.

Roberto Bettega è un pezzo importante della storia della Juventus. Uno juventino vero. Un uomo onesto e competente. Noi ci opponiamo al giustizialismo ipocrita che lo vorrebbe messo ai margini e allontanato in virtù di non si sa bene quali colpe. Bettega è rimasto totalmente estraneo allo scandalo-intercettazioni. Nessuna accusa è mai stata sollevata contro di lui. La sua unica colpa è quella di aver lavorato 12 anni per il bene della Juve, con impegno e passione. Bettega deve restare, la Juve è la sua casa. La sua esperienza e l'amore che da sempre nutre per i colori bianconeri sono una risorsa preziosa per una Juve che sta affrontando il periodo più difficile della sua storia. Allontanare Bettega in un momento delicato come questo, sarebbe un clamoroso autogol. Un atto autolesionista. Noi vogliamo che Bettega entri nel consiglio di amministrazione o gli si assegni un ruolo ufficiale e importante all'interno della Società.

Noi vogliamo che Bettega resti alla Juve!
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The internet sites J1897.com, Juventuz.com e Juvebalkan.com in the name of the tens of thousands of Bianconero fans which they represent, ask Jean Claud Blanc, Giovanni Cobolli Gigli respectively Administrator Delegate and President of Juventus Football club S.p.a., to renew the lapsed contract of Roberto Bettega and confirm immediately his official role inside the same society, even as member of the CDA in the place of the dismissed Marco Tardelli.

Robert Bettega is an important piece of the history of Juventus. A true juventino. An honest and competent man. We are opposed to a hypercrotical justice that would marginalize him for who knows what good reason. Bettega has remained completely and totally uninvolved with the scandals. Not a single accusation has ever been leveled against him. His ownly fault is that of having worked for 12 years for the good of Juve, with dedication and passion. Bettega must remain, Juve is his home. His experience and the love with which he has always nurtured for the Bianconero colors are a precious resource for a Juve at as a delicate point in its history as it is now--losing him would be a huge own goal. A self flagellating act. We wish that Bettega enter the administartive council, or that he be assigned an important official role in the Society.
We want Bettega to remain at Juve!

www.j1897.com
www.juventuz.com
www.juvebalkan.com


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mercoledì 13 giugno 2007

CALCIOMERCATO

IL PUNTO SULLE TRATTATIVE


PORTIERI
Confermato Buffon, l'enigma resta ora legato al suo sostituto. Mirante è destinato al passaggio alla Sampdoria, dubbi permangono sulla possibilità di affidarsi a Belardi come secondo. Nessuna spesa eccessiva, visto lo status di panchinaro perenne che è associato alla futura riseva di Buffon.

DIFESA
Mercato convulso: la fascia destra è ormai blindata con Zebina (rinnovo sino al 2011) e Grygera (parametro zero dall'Ajax), sicuro partente Birindelli, cui non verrà rinnovato il contratto in scadenza quest'estate. A sinistra l'arrivo di Molinaro, con il confermatissimo Chiellini, ha portato alla cessione di Balzaretti alla Fiorentina (per 3 milioni di euro: una miseria). Settore centrale invece in fase di definizione: certa la conferma di Criscito, l'arrivo di Ranieri al posto di Deschamps mette in discussione la permanenza di Boumsong. Il ballottaggio tra lui, Legrottaglie e Gastaldello (di rientro da Siena) porterà a definire la seconda scelta in panchina. Già partiti Kovac e Tudor, si attendono due nuovi rinforzi titolari: Barzagli e Milito in pole position, per il primo c'è da battere la concorrenza di Fiorentina e Roma, tutto si gioca sulle contropartite tecniche offerte. Zamparini chiede 15 milioni, cifra che nessuna delle pretendenti è disposta a versare. 10 milioni più qualche giocatore (Miccoli o Blasi) sbloccherebbero la trattativa, ma i bianconeri non vogliono superare quota 8 milioni per il campione del mondo. Discorso simile per il centrale argentino del Saragozza: clausola rescissoria fissata in 30 milioni di euro, gli spagnoli sarebbero disposti a trattare per una cifra vicina ai 20 milioni di euro. In contanti la Juventus offre 15 milioni, da valutare le contropartite tecniche. Alternativa sempre interessante è quella che porta al brasiliano Cris del Lione: il giocatore tuttavia pare intenzionato ad ottenere un rinnovo con i francesi a una cifra superiore, ripetendo l'operazione Frings. Outsider: Canini del Cagliari e Daniel Diaz, argentino 28enne semisconosciuto del Boca Juniors.

CENTROCAMPO
Tutto ruota attorno a Camoranesi. L'argentino ha fatto sapere di non voler rinnovare. Cambiasse idea, per Marchionni si aprirebbe a una cessione, con destinazioni probabili Firenze o Palermo. Anche la Lazio avrebbe sondato per il giocatore, ma l'ingaggio troppo oneroso ha subito spento le velleità di Lotito. Out di destra da assegnare a uno dei due giocatori, con Salihamidzic prezioso jolly pronto a subentrare, è incerta la situazione sulla fascia opposta: la conferma di Nedved, ormai sicura, presuppone la presenza di un giocatore in grado di garantire una valida alternativa: Palladino candidato numero uno, se accetta il cambio di ruolo. Spunta l'ipotesi Gasbarroni, di proprietà dei bianconeri. Il giocatore, rivalutato da Ranieri durante l'esperienza al Parma, vale 3,5 milioni di euro, difficile che i ducali facciano valere il diritto di riscatto. Praticamente impossibile ormai l'arrivo di Malouda, viste le eccessive pretese del presidente del Lione, Aulas. In mezzo quasi certo l'arrivo di Almiron, dubbi permangono sul secondo centrale, probabilmente un intenditore. Dopo lo stop per la trattativa Sissoko, non sarebbero previsti rinforzi: Blasi, Nocerino, Zanetti e Marchisio i candidati per un posto da titolare. Sicuro partente Giannichedda, per Tacchinardi (di ritorno dal Villareal) probabile rescissione del contratto: il giocatore avrebbe già un preaccordo con l'Atalanta. Suggestiva l'ipotesi che porta a un cambiamento di modulo e il ricorso al trequartista: Diego del Werder Brema in pole position (20 milioni la richiesta), giudicati troppo acerbi, visto il costo, Nasri e Pato, nella speranza di non ripetere l'errore fatto con Kakà. Appiah vorrebbe tornare, ma le pretese eccessive del Fenherbache costituiscono un ostacolo alla trattativa.

ATTACCO
Confermatissimo Del Piero, in arrivo Iaquinta. Da definire la questione Trezeguet, il sostituto di Del Piero sarà uno tra Giovinco (ma probabile il prestito), Palladino e Miccoli. Huntelaar, Gilardino e Rolando Bianchi i candidati nel caso Trezeguet dovesse partire, con l'olandese favorito. Zalayeta destinato al Villareal per 4 milioni di euro anche se nella trattativa si sarebbero inserite altre squadre. Tra i giovani segnaliamo la cessione in comproprietà di Paolucci, all'Udinese, nell'affare Iaquinta. Difficile un rientro di Chiumiento dopo l'opaca esperienza in Svizzera, Volpato è destinato al prestito anche per la prossima stagione, dopo gli alti e bassi con l'Arezzo.

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