lunedì 8 febbraio 2010

Parlo solo di calcio


In tv capita di sentire Paolo Rossi, un bravo giornalista di Juventus Channel, che quando il discorso scivola su Calciopoli, sul significato delle intercettazioni, sulle scelte difensive della società, sul processo di Napoli e sulle possibilità di riavere i due scudetti, vorrebbe chiudere la discussione con un "io mi interesso di calcio, non di queste cose", invitando gli altri a fare lo stesso.
Capita però che altri ne parlino ugualmente e, indispettito, si lasci sfuggire che "la Juve del 2005 e 2006 non aveva bisogno di telefonare ai designatori". Come si può ben capire da questa frase, Rossi non si interessa solo di calcio. Solo che, per quel che riguarda Calciopoli, per lui vanno bene la versione della Gazzetta e la sentenza di Sandulli.
Potevi dirlo subito, Paolo!

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L'osservatorio osserva davvero?

Il 20 gennaio l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive presso il Ministero degli Interni aveva indicato Inter-Juve come una gara a rischio: immediato è scattato il divieto all'acquisto di biglietti per i tifosi juventini.
Il 27 gennaio sempre lo stesso Osservatorio ha identificato Fiorentina-Roma come gara a rischio: non è stato preso nessun provvedimento particolare.
Infine, per l'Osservatorio la partita Udinese-Napoli non rivestiva particolare interesse, non era una gara a rischio.

7 Febbraio 2010 - Ansa ore 22:18:
Prima di Fiorentina-Roma 200 tifosi viola hanno lanciato sassi e oggetti a un gruppo di ultrà romanisti prima d'esser fermati dalla polizia.
Questa ha evitato il contatto tra i due gruppi. Le forze dell'ordine hanno poi proceduto al fermo di alcuni tifosi della Fiorentina, ora in questura con alcuni tifosi romanisti che tentavano di entrare allo stadio senza biglietto. Poi, appena iniziata la gara dal settore degli ultrà romanisti è partito un fumogeno verso i sostenitori viola.

Ansa ore 23:27:
Otto tifosi napoletani, dei 10 fermati dopo gli scontri allo stadio Friuli prima della partita Udinese-Napoli, sono stati arrestati.
Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Le ipotesi di reato vanno dal possesso di droga, di bastoni e spranghe, alle lesioni aggravate.

Visti i risultati, cominciamo a nutrire dei dubbi sulle valutazioni dell'Osservatorio e sulle conseguenti decisioni del CASMS.

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Aspettando Godot


Le cronache europarlamentari ci informano come, a seguito dell’interrogazione scritta della signora Iva Zanicchi alla Commissione Europea sulla SLA, il dottor Raffaele Guariniello, impegnato con alterne fortune nella lotta alla sicurezza dei lavoratori, abbia accusato il mondo pallonaro di non produrre altrettanti pentiti quanti quelli provenienti dal mondo della mafia.
Un’immagine forte e tagliente che, a causa della “mala pianta” che affligge il nostro Bel Paese, attecchisce con facilità alle nostre predisposte e sensibilizzate coscienze. Ci sentiamo, però, di ritenere l’atteggiamento di cui sopra un attendismo surreale rispetto alla gravità del morbo di Gehrig. Alla luce di certune stravaganti teorie accusatorie (frode sportiva per abuso di farmaci leciti), ipotesi scientifiche (la SLA sarebbe da mettersi in relazione ai pesticidi usati sui campi da calcio) e ai mille punti interrogativi che affollano la ricerca (la correlazione tra farmaci dopanti SLA è ben lungi dall’essere dimostrata) viene spontaneo domandarsi se la ricerca di un pentito (la cui testimonianza non sarebbe, comunque, probante) non sia un modo come un altro per giustificare i propri fallimenti.
Aspettiamolo pure il nostro Godot: sappiamo già che non accadrà nulla, per due volte (Vivian Mercier 1955).

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domenica 7 febbraio 2010

Ci sono tre italiani...

Un friulano, un emiliano e un marchigiano. Insomma, ci siamo capiti: Capello, Ancelotti e Mancini. Il primo ha gestito il caso Terry-Bridge, degradando il centrale del Chelsea. Il secondo ha dato pieno supporto al suo capitano. In Inghilterra i tabloid scandalisti-moralisti, insomma quelli che assomigliano alle gazzette, si sono schierati duri al fianco di Capello, ergendolo a difensore della morale. In Italia, abbiamo letto che gli italiani avrebbero una doppia morale, quella sempre perdonista di Ancelotti e quella quasi luterana di Capello. Balle.
Noi, che conosciamo il metodo di lavoro dei nostri due ex mister, sappiamo bene che si sono comportati allo stesso modo, senza l'ausilio della morale. Si sono comportati da professionisti. Proteggere il gruppo. Bridge gioca nell'Inghilterra, ma non nel Chelsea. Capello ha affermato il valore del gruppo, perché in un gruppo, se si rema tutti nella stessa direzione, se si vuole unità, il capitano non può portarsi a letto la fidanzata nemmeno dell'ultima delle riserve, quale Bridge in pratica è. Perché Bridge lavora e i compagni lo stimano, non può essere scaricato in nome del valore tecnico. E' una regola di gruppo e Capello, al solito intelligente, l'ha capito. D'altronde per Ancelotti Bridge è un giocatore del City, una volta del Chelsea (dove pare la fidanzata gradisse anche la compagnia di Gudjohnsen e qualcun altro) ma ora non più, mentre Terry è un giocatore importante della sua squadra, da difendere dall'attacco incrociato dei moralisti e degli scandalisti.
Professionalità, protezione del gruppo. Altro che moralismi da quattro soldi.
Moralismi da The Sun, moralismi da Gazzetta.
Infine il marchigiano, che al solito si è messo a frignare isterico perché, nell'ultima partita (persa), i tifosi dell'Hull City hanno bersagliato, schernendolo, il "cornuto" Wayne Bridge. Subito Mancini ha gridato allo scandalo, si è messo a pontificare di "rispetto", lui sì con la doppia morale tipica di certi italiani, dai tempi dei guelfi e dei ghibellini. Non ci pare che ai tempi del connubio Pessotto/cruscotto cantato dai tifosi dell'Inter, il nostro Perdicchio di Jesi (aka L'Uomo Che Vince Sempre) fosse così sensibile a queste situazioni.
Anche in Inghilterra, insomma, noi italiani facciamo sempre la solita figura.
Grandi professionisti, che tutti stimano, in un caso.
Piagnoni e furbetti, nell'altro.

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Commissione d'inchiesta?

Una volta si diceva: "Se vuoi insabbiare un caso scottante, fai una bella commissione parlamentare d'inchiesta". Naturalmente noi non la pensiamo così, e appoggiamo la proposta del parlamentare democratico Beltrandi, formulata nel corso della trasmissione "La Juve è sempre la Juve".
Ecco come il parlamentare giustifica la sua proposta: "Su una vicenda di questo rilievo, anche la politica, non sovrapponendosi ai processi, deve chiarire cosa è successo". Perfettamente d'accordo, senza sovrapporsi al processo in corso, bisogna rendersi conto che vi sono troppi punti oscuri e incomprensibili, a partire dal motivo per cui il Governo allora in carica scelse Guido Rossi come commissario, per finire sulle reali motivazioni della folle rinuncia al Tar da parte di quel simulacro di Juventus presieduta da Cobolli Gigli.
Troppi misteri, troppi comportamenti che, sebbene non siano penalmente rilevanti, sono da considerare non cristallini.
Ecco perché appoggiamo la proposta di Beltrandi. Bisogna fare piena luce. E forse, vista la polemica in corso tra il Governo attuale e la Fiat, "qualcuno" avrà anche poca forza per intervenire e fare pressioni.
Noi juventiniveri, se la commissione vedrà la luce, ci faremo sentire, eccome se ci faremo sentire. Potete giurarci!

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Finiamola qui!


Facciamo così: finiamola qui.
Anzi... Finiamola tre anni e mezzo fa.
Non ne possiamo più di vedere la Juventus presa a stracci in ogni parte d'Italia.
"Ridateci la Juventus", recitano i forum bianconeri.
Illusi. Anche noi ci eravamo illusi tre anni fa che, scontate pene mai commesse, si potesse tornare, magari piano piano, magari in cinque anni (il fantomatico projettò di monsieur Baguette) ad un livello di eccellenza, se non vincente. Ma sarebbe stato un miracolo, con questi personaggi che dirigono la squadra più amata dagli Italiani. E i miracoli non esistono. Esistono solo la voglia di lavorare, la passione, la competenza, la professionalità, la personalità e la voglia di vincere.
Tutte qualità che mancano vistosamente ai proprietari e ai dirigenti della Juventus.
E allora?
E allora finiamola qui. Facciamo così: voi ci ridate i due scudetti sottratti tre anni fa, e noi togliamo il disturbo.
Chiudiamo. Come ha sempre desiderato mezza Italia antijuventina.
Riponiamo le bandiere, i gagliardetti nel cassetto, con il 29 bello in vista, e non ci pensiamo più. Cancelliamo questi ultimi, umilianti tre anni, e conserviamo il ricordo di una cosa bella che però non esiste più. Vivremo tutti più felici.

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sabato 6 febbraio 2010

Livorno - Juventus, pagella istantanea


Gigi Buffon: voto 6
Forse potrebbe uscire sul gol subito, un bell'intervento nel finale. Fa tenerezza la sua espressione desolata negli ultimi 10 minuti

Nicola Legrottaglie: voto 6+
Il migliore del pacchetto arretrato. E' il meno colpevole sul gol subito, segna il gol del pareggio, pochissime sbavature

Fabio Cannavaro: voto 5.5
In grossa difficoltà come esterno destro della difesa a tre, si segnala per qualche svarione di troppo e per una condizione fisica lontana da quella di inizio stagione

Giorgio Chiellini: voto 5.5
Ha grosse colpe sul gol di Filippini, in generale sembra aver alzato bandiera bianca pure lui, davanti allo sfascio della squadra

Martin Caceres: voto 5
Paradossalmente fa meglio in fase offensiva, dove comunque è molto impreciso, piuttosto che in quella difensiva, che lo vede autore di un paio di svarioni inaccettabili

Felipe Melo
: voto 6-
Non gioca malaccio, ma è comunque troppo irruento e impreciso nei passaggi. Stavolta viene espulso senza aver fatto nulla

Antonio Candreva: voto 5
Un pesce fuor d'acqua nel ruolo di centrale di centrocampo: non riesce a fare valere le sue doti tecniche, e fa troppi falli inutili senza recuperare palloni

Fabio Grosso: voto 5
Ha un gran piede, si vede ogni volta che tocca la palla, ma il fisico non lo regge più. Improponibile

Diego: voto 6+
L'unico che prova a uscire dalla mediocrità, giocando molti palloni con persino troppa generosità. Questo lo spinge troppo lontano dalla porta, riducendo il suo apporto alla manovra

Alex Del Piero: 5.5
Gli arrivano poche palle giocabili, ma non salta un uomo che sia uno. Qualche colpo di astuzia, ma davvero troppo poco per uno con il suo nome

Amauri: voto 5
Ci mette l'anima, ma proprio non ce la fa. Fa un decente gioco di sponda, è davvero poco servito, ma chi si ricorda il suo ultimo tiro in porta? (non parliamo di gol, eh?)
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Jonathan Zebina: voto 6
Entra al posto dell'infortunato Cannavaro, se la cava senza problemi

Paolo De Ceglie: voto 5.5
Entra al posto di Grosso, non si vedono grandi differenze

Manuel Giandonato: senza voto
Entra nel finale al posto di Del Piero, il che rende bene l'idea dello stato attuale della nostra rosa
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Alberto Zaccheroni: voto 4.5
E' la sua prima uscita vera, e il risultato (non solo il tabellino) è davvero desolante. Vuole assolutamente proporre il suo amato 3-4-3, e per questo posiziona fuori ruolo troppi giocatori (Candreva, Caceres, Grosso). La difesa fatica ad assestarsi, e si prende il solito gol ridicolo.
E' proprio il caso che nella situazione attuale il traghettatore pensi più ad imporre i propri dogmi piuttosto che alla classifica? a voi la sentenza


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Juve non così!

Scommettiamo che...

Una decina di giorni fa avevamo messo in guardia i nostri lettori: si parlava di razzismo e di cori contro Balotelli, e segnalavamo che Fabio Monti sul Corsera suggeriva a Balotelli di andare a giocare in Inghilterra. Un suggerimento a nostro avviso poco disinteressato, visto che Fabio Monti è solito muoversi in perfetta sintonia con le attese societarie, e la scorsa estate era stato proprio il Corriere a fare, diciamo, da sponda per il trasferimento di Ibrahimovic, preparando adeguatamente (e per tempo) i lettori.

Al Corriere si è aggiunto il blog di repubblica.it con lo stesso suggerimento; ieri su tuttosport.com si arriva a leggere di possibile, futuro divorzio con tanto di avviso di prezzo: tra 40 e 50 milioni. Intanto, sul Corriere di nuovo Fabio Monti spara una mezza paginata su "Balotelli, adesso si che è (quasi) super".

Tanti indizi, quasi una prova; noi siamo pronti a scommettere che l'Inter è entrata nell'ordine di idee di cedere Balotelli, così come la scorsa primavera era maturata la stessa idea per Ibra e con la stessa motivazione: fare una grossa plusvalenza vera, adesso che quella false son più difficili da realizzare, e il bilancio è incasinato come gli anni scorsi anzi, ci fosse l'eliminazione in Champions lo sarebbe ancora di più. Scommettiamo che stanno pensando di cedere Balotelli, ma col "sostegno" di giornali e giornalisti, quelli che stiamo vedendo all'opera in questi giorni, magari imbeccati proprio dall'ufficio stampa dell'Inter.

La scorsa estate la prova regina che Ibra "doveva" andare via (e pagato profumatamente) fu un articolo di Roberto Vecchioni sul Corsera, nel quale il cantautore proponeva di accompagnarlo alla stazione cantando "Addio bocca di rosa"; dovessimo leggere, da qui ad aprile-maggio, un intervento di Beppe Severgnini o Gad Lerner sul "razzismo" che potrebbe costringere Balotelli ad emigrare allora la scommessa sarebbe sicuramente vinta.

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venerdì 5 febbraio 2010

Tri-cachet alle grandi manovre


Monsieur Trinité con l'accento sulla "e" (Tri-cachet, per gli amici) è impegnatissimo in questi giorni.
A dirla tutta, è sempre molto impegnato. Lui non sta certo a pettinare le bambole. Lui lavora, produce, ottiene e pretende (i tri-cachet, appunto).
Comunque, in questi giorni è ancora più impegnato del solito.
Dopo aver risolto con tempestivité, rapidité et incisivité l'affaire allenatore, ingaggiando nientepopodimenoche Zaccheronì (con la "z" sibilata e l'accento sulla "i"), Tri-cachet si è buttato a capofitto in una nuova avventura.
La ricerca del new sponsor per rimpiazzare la New Holland, la cui sponsorizzazione, in scadenza al termine di questa stagione, molto probabilmente (ed altrettanto inspiegabilmente) non sarà rinnovata.
L'attivismo di Tri-cachet sta dando buoni frutti in tempi rapidi. D'altronde, con lui presto e bene sempre avviene.
QUATTRO prestigiosissime aziende hanno già presentato offerte più che congrue a Tri-cachet.
Due italiane e due francesi. Così, la parconciccio geografica è rispettata.
La Maison du Croque Monsieur, dinamica ed ambiziosa rivendita ambulante della gustosa specialità francese.
La Baguetterie de Chambéry, boutique di grande tradizione, frequentata dalla crème de la crème della cittadina savoiarda.
Il Pastificio Mosciarelli, già munifico sponsor della Longobarda di Oronzo Canà.
Pollo Ruspante, sponsor della Marchigiana all'epoca della trionfale cavalcata in Mitropa Cup (una Super Coppa Zaccone, in pratica).
Viste queste premesse, possiamo sbilanciarci.
Dopo le Pommes du Trentin, un altro grande sponsor affiancherà la Ridentus di Tri-cachet.
Less is more.

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Baldini e il ribaltone

In attesa di notizie da Livorno

Domani sera alle 20,45 si giocherà Livorno-Juventus.
Dov'è la notizia? Semplice: non c'è, almeno fino a domani sera.
La storia dei confronti fra Livorno e Juve dice che l'ultima volta che i toscani hanno battuto i nostri è stato il 9 marzo del 1941 (1-0, rete di Cattaneo). Niente meno che 69 anni fa.
Vista l'impressionante serie di record negativi battuti dall'avvento dei ridenti fino ad oggi, argomento già trattato su ju29ro.com circa un mese e mezzo fa, dobbiamo cominciare a preoccuparci?
Il quinto allenatore dell'era Newventus potrebbe schierare per l'occasione un'inconsueta difesa a tre. Scelta quanto meno curiosa, oltre che ardita, per uno che dovrebbe essere un traghettatore.
Visto che non ci sono (tra i mister di grido) altri avvezzi a quel tipo di modulo, il suo successore dovrà cambiare di nuovo l'intero assetto della squadra, oppure sarà il tecnico di Cesenatico ad essere chiamato a succedere a se stesso?
In attesa di avere la risposta, auguriamoci di non battere troppi record.

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giovedì 4 febbraio 2010

Calcio a due velocità

David Stern, commissioner dell'NBA, ha concesso un intervista a Tuttosport. Ha dichiarato tra l'altro: "Qui s’è capito che occorre una struttura a parte per controllare un affare ed espanderlo. Una delle questioni interessanti del calcio è la totale assenza di regole economiche. I team spendono quanto vogliono, ma solo uno può diventare campione. Poi alcuni club hanno l’obiettivo Champions, un livello superiore. Si crea un sistema di autoprotezione: spendi di più, compri i migliori, guadagni di più. E presto hai una Lega a due velocità. Inter, Milan e Juventus da voi giocano un campionato a parte".
Stern ragiona da manager, lui ha portato la NBA ad essere uno dei prodotti sportivi più visti del pianeta.
Il sito dell'NBA, che ingloba tutte le informazioni sul basket professionistico made in USA, registra una media di 3.800.000 visite giornaliere!
La somma delle visite dei siti di Fifa, Uefa, Figc, Lega Calcio arriva a stento ad un terzo di quelle di nba.com.
Eppure è molto strano, lo stesso Stern ammette che il calcio è lo sport più seguito al mondo: come si spiega questa differente visibilità?
La chiave di lettura la fornisce lo stesso Stern: l'NBA è governata da una struttura assolutamente terza rispetto alle squadre, fa l'interesse esclusivo della NBA senza privilegiare gli interessi particolari.
Cosa del tutto sconosciuta in Italia e nel calcio in genere, dove gli interessi di parte hanno il sopravvento sull'interesse collettivo: il consiglio di Lega, ad esempio, viene eletto dalle società, ed i consiglieri sono quasi sempre dei presidenti delle società di calcio. Pensare che una Lega così costituita possa realizzare una rivoluzione stile NBA è pura fantasia.

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Ubriachi di Juve

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Buone notizie... ogni tanto

Difficile in questo periodo trovare notizie anche solo parzialmente positive sulla Juventus. Facciamo dunque un regalo al depresso tifoso bianconero: pare che qualcosa di buono ci sia.
Roberto Bettega sembra aver dato un impulso positivo e di prospettiva al mercato bianconero.
Non è poco, dopo anni di bidoni acquistati a peso d'oro.
Pare che Bobby sia in partenza per Barcellona, con l'obiettivo di intavolare una trattativa per l'acquisto a titolo definitivo di Martin Caceres. Una delle poche note liete della stagione.

Il fatto curioso è che Bettega ha intenzione di limare la cifra di dodici milioni già pattuita quest'estate per il riscatto.
Secondo fonti giornalistiche, addirittura Bettega sarebbe intenzionato a riscattare il gagliardissimo Martin per otto milioni di euro.
Sembra passato un secolo da quando qualcuno sborsò la cifra pretesa da Corvino per Melo senza battere ciglio. Sembra che qualcosa stia cambiando in meglio.

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mercoledì 3 febbraio 2010

Azionariato popolare a Roma?


E' di oggi un articolo del Sole 24 Ore che illustra (in modo un po' confusionario, a dire il vero) un presunto progetto di azionariato popolare per la AS Roma in forte crisi finanziaria.
Pare che degli studi professionali stiano selezionando 83 (come gli anni della società) tifosi Vip disposti ad entrare nella compagine azionaria. Questi azionisti, non si sa bene come, sarebbero una specie di testa di ponte in attesa delle sottoscrizioni dei tifosi. Quegli stessi tifosi che, fino a qualche mese fa, invitavano rumorosamente, con massiccio (e non sanzionato) utilizzo di bombe carta, la Sensi ad andarsene e adesso dovrebbero mettere dei soldi per consentirle di pagare i debiti e prendersi lo "stipendio" di più di un milione all'anno.
Non pare chiarissimo come la cosa si coniughi con gli interessi della famiglia Sensi, con quelli del creditore Unicredit e con le ambizioni dell'imprenditore Angelini, che vorrebbe rilevare la società.
La famiglia Sensi darà mai il proprio nulla osta ad un eventuale aumento di capitale per far entrare gli ingombranti 83 tifosi Vip?
Oppure questi devono acquistare le azioni sul mercato e fare successivamente pressione sui Sensi per arrivare a quell'aumento di capitale che, sottoscritto dai tifosi, trasformerebbe la Roma in una public company? Insomma, grazie al loro potere porrebbero in essere l'eterna regola italiana per la quale "le azioni si pesano e non si contano"?
Ci auguriamo che non sia così.
Anche perché tra i tifosi Vip in questione l'occhio ci è caduto su un tifoso veramente particolare. Non un industriale, un cantante o un ricchissimo ex dirigente aziendale in pensione, ma un politico.
Ma mica un peone del Parlamento. Si tratta di un nome eccellentissimo. Ex Presidente del Consiglio, ed ex Ministro degli Esteri, nonché leader maximo di uno dei partiti numericamente più importanti in Parlamento. Sì, proprio quel Massimo D'Alema eccellentissimo Ministro del Governo in carica all'epoca di Farsopoli. Governo che, ricorderete, scelse come Commissario della Figc quel Guido Rossi in palese conflitto d'interesse visti i suoi trascorsi interisti.
Caro D'Alema, usi il potere conferitole dal popolo che l'ha votata per cercare di risolvere i problemi degli italiani. Non si occupi di calcio, e non prenda le parti di una squadra, magari a discapito di altri.
E' molto meglio, si fidi.

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martedì 2 febbraio 2010

Dal nostro inviato

Nei corridoi di Palazzo Chigi si vocifera con forte preoccupazione di un possibile crollo degli abbonamenti alle pay tv per il prossimo campionato, dovuto alla sempre più grave crisi sportiva della Juventus e al disamoramento dei tifosi per le gesta della Vecchia Signora, oltre che al calo di interesse degli stessi antijuventini.
A Jean Claude Blanc sarebbero state già fatte pervenire ampie rassicurazioni circa il costante monitoraggio della situazione e la disponibilità per ogni tipo di aiuto.
Sarebbe Bertolaso in persona a dirigere l'unità di crisi e a coordinare le attività: un contratto di sponsorizzazione della Protezione Civile, con relativo scudetto sulle maglie della squadra, sarebbe in fase avanzata di studio. Prevista anche una sede distaccata a Torino in Largo Tafazzi.
La società ci sta pensando.

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La mano di Zaccheroni

I poeti e gli industriali


Clamorosa protesta di Casapound contro la Fiat. Un po' in tutta Italia sono stati esposti striscioni contro la casa automobilistica, che vivrebbe solo "di aiuti pubblici e, nonostante ciò, ha tradito il nostro Paese e la nostra gente, licenziando e chiudendo le fabbriche per produrre all’estero."
Non c'è che dire, una bella botta all'immagine della casa automobilistica. Hai voglia a studiare campagne pubblicitarie glamourfashiontrendy. Le lapate lasciano il tempo che trovano, e il controllo incrociato di giornali e tv conta poco se il "sentimento popolare" è questo.
Eh già, il sentimento popolare. Proprio quello che ha condannato la Juventus, e che la Fiat ha accettato benevolmente (parola dell'allora manager Fiat Luca De Meo) perché faceva simpatia e si sarebbero vendute più macchine. Smile! Ora sorridete nei vostri consigli d'amministrazione: chi di sentimento popolare ferisce, di sentimento popolare perisce.
Provate a spiegare che in Polonia 9000 operai producono quanto in Italia producono quasi 30000 persone. Provate a spiegare che è solo una questione di break even point, e che queste sono le fredde regole di mercato usate in tutto il mondo da tutte le multinazionali. Vi hanno dato dei parassiti e dei traditori, e il popolo ha bisogno di un capro espiatorio!
Regole belluine? Certo che sì. Ma proprio voi avete accettato queste regole, non difendendo la Juventus da accuse infamanti e assolutamente false. Forse lo avete fatto per convenienza. Ma ora avete imparato una regola che nei vostri master di cartone di Harvard non vi hanno insegnato: chi cavalca il sentimento popolare presto o tardi ne viene cavalcato. Lo dice la storia.
Ora, mentre studiate una campagna per porre una pezza al danno d'immagine, sorridete. Smile per tutti voi.
E non provate ad immaginare il sorriso sadico dei tifosi juventini mentre leggono gli striscioni: potrebbe venirvi un colpo!

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